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2) Metafonia = fenomeno per cui l’elemento desinenziale influenza la vocale accentata

precedente. Si possono avere:

a

- Metafonia primaria da = a influenza la u che diventa o, oppure influenza la i che diventa e.

i

- Metafonia secondaria da = la i determina un compromesso articolatorio con la vocale

precedente e arriva addirittura a influenzare la a, che prima era sempre stata indenne dal

fenomeno.

Questi fenomeni avvengono a livello fonetico già appunto nell’Antico Alto Tedesco (aat), ma

verranno segnalati graficamente solo nel Medio Alto Tedesco (mat), quando sparirà la desinenza

causa della metafonia.

3) Rotazione consonantica alto tedesca.

Fenomeno che avviene nella parte più meridionale della Germania (definita “alto” tedesco per la presenza

geografica dei monti), e non ovunque allo stesso modo.

→ occlusive in posizione iniziale o precedute da consonante:

P - → pf –

T - → z – [ts]

K - → ch – [kx]

→ occlusive doppie a inizio o a metà parola:

-pp- → -ppf-

-tt- → -tts-

-kk- → -kkx-

→ Occlusive a metà parola

-p- → -ff-

-t- → -[ss]- pronuncia molto aspra!

-k- → -[xx]

→ TR rimane invariato.

→ le fricative sonore tendono a diventare occlusive sorde, soprattutto se sono doppie:

_

b → b →p

_

d → d → t

_

g → g → k

Verso la fine dell’Antico Alto Tedesco, alcune vocali derivate dal germanico si modificano ulteriormente:

ō → uo le vocali lunghe tendono al dittongamento

2

ē → ie au/ou

au ō

ei

ai ē (davanti a w e h) 5

Medio alto tedesco (1050 – 1350)

È un periodo di transizione tra l’Antico Alto Tedesco e il protomoderno. In questo periodo si hanno tre

macro correnti:

1) Alto tedesco protomedio = corrente in cui sono evidenti le analogie con l’aat. Se ne conservano

delle tracce grazie all’opera di Notker di San Gallo, un colto monaco che amplia le modalità

espressive del tedesco traducendo della opere filosofiche. Normalizza l’ortografia preludendo al

mat., ma ci sono ancora molti elementi desinenziali.

2) Alto medio tedesco classico = è la lingua della poesia epica e cavalleresca che fiorisce in quel

periodo. La lingua viene normalizzata, ma ci sono molti prestiti dal francese, in quanto la Francia

rappresentava un modello feudale per la Germania. È una lingua che rimane limitata all’ambito

letterario e infatti tramonterà insieme al ceto cavalleresco. È influenzata inoltre dai dialetti del sud

e dall’alemanno.

3) Alto tedesco medio-tardo = lingua di cui non ci sono rimaste tracce scritte, ma che sappiamo

cambiava molto a seconda della zona.

In generale, nel passaggio dall’aat. al mat. avvengono i seguenti cambiamenti:

- Indebolimento delle vocali finali, che diventano schwa.

- Crescita dell’importanza dell’articolo nel riconoscere i casi

- Standardizzazione ortografica

- Segnalazione grafica della metafonia

- Inizia un processo di monottongazione e dittongazione, che si concluderà praticamente agli albori

del protomoderno.

→ Dittongazione.

Nel mat. ci sono tre vocali alte lunghe:

 ī, derivante da ie → aat.

 ý, (l’accento è stato messo al posto del trattino superiore come nella lettera precedente a causa di

problemi tecnici!) derivante dall’Umlaut secondario nella fine dell’aat.)

 ū, derivante da ie → aat.

Queste tre vocali lunghe si dittongano fino ad arrivare alla pronuncia del tedesco moderno:

 ī diventa ei, pronunciato però “ai” perché ricalca l’aat. ai da cui deriva ei (in inglese, invece, si è

mantenuta la vecchia scrittura i, anche se la pronuncia è uguale al tedesco: Ice vs. Eis)

 ý diventa eu (x es. Leute), cioè ritorna a come era nel germanico. Infatti il germanico eu ha avuto

due possibili sviluppi:

- aat. eo/io → mat. ie

- aat. eu → iu derivante dalla metafonia di i → y

 ū diventa au (x es. Haus). Al contrario, in danese per esempio, è rimasta u (Hus = casa)

→ Monottongazione.

Nel Medio Alto Tedesco all’inizio ci sono tre dittonghi:

 2

ie, con due possibili origini: germanico eu → aat. eo/io → mat. ie; oppure germanico e → aat. ie

→ mat. ie

 uo, derivante da ō germanica → aat. uo

 üe, derivante da metafonia secondaria su aat. uo.

Questi tre dittonghi cambiano nel seguente modo: 6

 ie → ī, anche se rimane scritto ie (x es. Liebe)

 uo → ū (x es. gut)

 üe → ü (Güte)

Altri cambiamenti sono:

- sk → sch

- l’opposizione fonologica <s>/<z> rimane, ma si perderà nel tedesco moderno se non nella

distinzione s (sonora) e ß (sorda)

- w viene pronunciata all’inglese

- per quanto riguarda v/u, graficamente non c’era distinzione tra le due lettere. Se si trovava in

ambiente sonoro, poteva essere scritta sia con v che con u. Se era in un contesto sordo, poteva

anche essere scritta f. Solo per tradizione, quindi, certe parole oggi sono scritte con v oppure con

f, tant’è che si pronunciano allo stesso modo; infatti nel passaggio al tedesco moderno tutti gli

allofoni vengono desonorizzati)

- le fricative sorde non doppie si sonorizzano se sono in un contesto sonoro (sonorizzazione che

si generalizza nel tedesco moderno): h → g e s → z.

Tedesco protomoderno (1350-1650).

È il periodo del tramonto del ceto cavalleresco e della crescita dell’importanza economica delle città.

Nascono le università, centri di cultura laica (anche se il clero ha ancora una certa importanza nella

letteratura). Nel ‘300 Carlo IV sposta la capitale da Aquisgrana a Praga, e vi fonda una scuola di

cancelleria imperiale che tenta di usare un tedesco il più possibile omogeneo → da lì nasce il tedesco

della cancelleria, una lingua di incubazione del tedesco moderno basta sul mat., sul bavarese e sui dialetti

centro orientali. È una comunque una lingua scritta non realmente parlata.

Parallelamente, grazie all’invenzione della stampa, si diffondono degli scritti in lingua volgare rivolto al

nuovo ceto borghese mediamente colto (per es. i Volksbücher o i Flugblätter); il tedesco usato si

differenzia a seconda della regione perché questi scritti tendono ad accontentare i gusti e le aspettative

del pubblico. L’ortografia, di conseguenza, impazzisce. Comunque c’è la tendenza comune a ridistribuire

la quantità delle vocali e di completano i processi di monottongazione e dittongazione iniziati nel mat. In

più: - le vocali brevi in sillaba aperta si allungano e segnalano il fenomeno con h (anche dove all’origine

non c’era). Faren → fahren

- le vocali lunghe si ritrovano seguite da gruppi consonantici e diventano brevi: aat. dāhta → mat.

dāchte → dächte.

- Le consonanti sonore in posizione finale diventano sorde: Tac (giorno), anche se al genitivo fa

Tages con la sonora g. La g velare può inoltre favorire la trasformazione in i della vocale

precedente: heilage → heilige.

w w

- H e k si mantengono solo in posizione iniziale, negli altri casi diventano semplicemente h e k.

N.B. dal mat. in poi la presenza di h e gruppi consonantici non frena più il fenomeno della metafonia.

Lutero nel 1545 fa la prima traduzione di valore della bibbia, che diventa il modello veicolare di una

lingua comune in tutta la Germania. Lutero usa come stampo la lingua della cancelleria di Meißen,

influenzata dal bavarese e dal tedesco centrale. L’ordine sintattico si stabilizza e si selezionano le desinenze

verbali. 7


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto delle lezioni di Storia della lingua tedesca dell’università di Comunicazione relazioni pubbliche e pubblicità, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docenteStoria della lingua tedesca di Coletsos. Gli argomenti trattati sono: indoeuropeo, germanico, antico alto tedesco, medio alto tedesco, tedesco protomoderno, tedesco della cancelleria.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Interpretariato e comunicazione
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Suzy90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della lingua tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Panieri Luca.

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