Storia dei media
Il sistema dei media
Il ‘sistema dei media’ è descritto da Ithiel De Sola Pool nel libro ‘Technologies of Freedom’. Il costruire l’immagine di un sistema ci fa capire le varie differenze tra i media:
- Area editoriale: dove l’editore è un mediatore tra l’autore e il pubblico, non è l’autore del contenuto. L’editore definirà un prezzo. Nell’area editoriale si comprendono merci destinate ad essere venduti e acquistate (libraria, cinematografica, stampa periodica).
- Area vettoriale: in quest’area si richiede che il contenuto di informazione venga spostato da una parte all’altra. Il sistema postale fa parte dei vettori. Nell’800 venne inventato il telegrafo che funzionava tramite il codice Morse (telegrafia, telefonia, reti informatiche).
- Area del broadcasting: parliamo di radio (anni ’20 del ‘900). Industria che vede delle imprese che sono un po' degli editori e un po' delle reti di distribuzione. Nasce prima con la radio e poi con la televisione, esiste un centro irradia che contenuti che possono essere ricevuti da chiunque. Utilizza degli strumenti di finanziamento indiretto (modello commerciale/modello economico).
- Area dell’hardware: imprese che realizzano apparecchi per distribuire il contenuto mediale.
Ogni area ha delle leggi. L’utilizzo di un preciso strumento tecnologico dipende dal modo in cui, intorno a quello strumento, si sviluppano imprese e forme di sponsorizzazione. Guardando soltanto la tecnologia non comprendiamo come funziona un media.
La radio la collochiamo all’interno dei vettori, come telegrafo senza fili, comunicazione da punto a punto. Agli inizi degli anni ’20 lo strumento tecnologico rimane lo stesso, ma cambia la sua funzione iniziando a trasmettere, manca, però, un’impresa che sviluppi un tipo di broadcasting. Le prime imprese radiofoniche nascono dai produttori degli apparecchi radiofonici.
Il sistema dei media crea delle convergenze. Convergenza dei media: le diverse aree sono distinte tra di loro ma ci sono delle forme di sovrapposizioni che consentono di usufruire di diversi strumenti.
Il medium come sistema
Che cos’è un mezzo/un medium? Deve partire da delle dimensioni divere che va a costruire. È un insieme di tecnologie per la comunicazione organizzate in un apparato e finalizzate alla circolazione di testi destinate ad un pubblico.
I media definiscono un campo di studi multidisciplinari:
- Dimensione istituzionale: parliamo di come si struttura il mercato delle imprese che hanno delle strategie multimediali, un lato ha a che fare con aspetti che riguardano il rapporto tra le imprese e lo stato, dall’altro lato riguardano il rapporto tra le imprese di consumatori e i mercati. Esiste il diritto dei media. La tecnologia guida il rapporto tra le altre aree. Distrupting: idea che entra e che cambia profondamente il mercato. Ci devono essere delle persone che siano in grado di utilizzare la tecnologia e le strategie. Impresa mediale: struttura organizzata che richiede un’acquisizione di un personale, sono imprese gerarchizzate e organizzare. Concetto di gatekeeping: mediatori che decidono quali contenuti andare a sviluppare. Regolamentazione: i media sono specifici oggetti di leggi, sono soggetti alla legge generale che definisce la loro azione ma anche soggetti a leggi specifiche. Censura: rappresenta il controllo da parte dell’autorità pubblica dei contenuti mediali. Propaganda: mira a sostenere specifiche idee in grado di condizionare l’opinione pubblica. I media competono su specifici mercati, ma anche tra di loro per sottrarre l’attenzione degli spettatori. Concentrazione: tendenza che cresce in termini di dimensioni e creare mercati di monopolio.
- Dimensione testuale: è fatto di linguaggi e generi. I media utilizzano codici e linguaggi specifici, i linguaggi non storici. La maggior parte dei contenuti dei media si struttura attraverso il meccanismo dei generi che rappresentano uno strumento per orientare il pubblico. ‘I generi sono come delle promesse. L’industria si orienta sui gusti del pubblico. I generi sono degli strumenti di insieme di standardizzazione e differenziazione dei contenuti’. Tra lo spazio di standardizzazione e differenziazione si trova l’autore. Intertestualità: quando i media fanno riferimento ad altri contenuti multimediali. I paratesi esistono solo in riferimento un testo. Perché i media sono fortemente intertestuali? L’immaginario tende a tradurre quello che sono i desideri di una società in apertura ed è come un terreno di rilevanza culturale. Ideologia: concetto di rappresentazione ma con un’idea politica più forte che tende a nascondere una visione del mondo che sembra naturale.
- Dimensione tecnologica: innovazione: nuovi antefatti che vanno a sostituire tecnologie vecchie. È un tema che riguarda la tecnologia in relazione al suo uso sociale. La tecnologia detta il cambiamento. Teoria del diffusionismo: va a vedere il modo in cui le tecnologie vanno a diffondersi e fa sì che l’early adopter utilizzi un meccanismo di diffusione all’avanguardia per un uso più ampio. L’innovazione avviene tramite persone o imprese che fanno quelle stesse tecnologie.
- Dimensione fruitiva: il medium è tale quando trova un proprio pubblico, ciascun impresa mediale ha una particolare attenzione per il proprio pubblico realizzando delle tecniche di promozione (misurazione/marketing/ricerca). Effetti/influenza: anni ‘30/’40: media che sono concepiti come mezzi potenti, che mi fanno un effetto. Usi: anni ‘40/’50. Consumi: giorni d’oggi.
Lazharfeld: dimostra che i media non sono in grado di generare effetti. Che cosa fanno le persone con i media? Marshall McFraw: ‘Il contenuto di un medium è sempre un altro medium’: quando un nuovo messo compare sulla scena rubando alcune caratteristiche dai messi già esistenti, ma quest’ultime si abituano all’esistenza di questo nuovo mezzo. L’immaginario tende a tradurre quello che sono i desideri di una società in apertura ed è come un terreno di rilevanza culturale.
Quella dei media è una storia fatta di continui passaggi ed influenze reciproche. I media fanno un lavoro di rappresentazione, di costruzione. I media non rappresentano soltanto pezzi di realtà in modo politico, ma creano pezzi di immaginario con storie e personaggi.
Citizen Kane (passaggio, trasformazione): Kane vuole diventare un giornalista popolare. Grandi personalità decidono di investire come delle imprese destinate a grande mezzo di comunità. Il giornale come strumento più popolare e moderno per l’informazione. I giornali vengono concepiti come forme di comunicazione, destinati ad un pubblico vasto. La storia dei media procede per cicli, per fasi, periodi ‘esplosivi’ e periodi ‘riflessivi’. “Logica del ciclo”: periodi “esplosivi” e periodi “riflessivi”; periodi esplosivi:
- 1830/1840: telegrafo, francobollo, macchina fotografica, tipografia rapida con macchine a vapore.
- 1875/1895: linotype, macchine per la piegatura dei giornali, macchina da scrivere, Kodak, fonografo, grammofono, cinetoscopio, cinematografo, telefono, telescrittura, radiotelegrafia.
- 1920/1935: stampa a rotocalco, telefotografia, fotocopiatrice, broadcasting (radiodiffusione), iconoscopio di Zworykin (televisione), magnetofono, cinema sonoro.
Le invenzioni tecniche accompagnano la storia della Modernità: conseguenze sociali e culturali e relative allo sviluppo della “comunicazione di massa”:
- Stampa a caratteri mobili
- Telegrafo
- Telefono
- Fotografia
La stampa come mezzo di comunicazione
La stampa a caratteri mobili è uno strumento tecnico che consentirà la stampa delle gazzette. Vi sono importanti conseguenze come la diffusione del libro, le tipografie conseguenze riassunte dal “determinismo”. La sua invenzione la si deve a Johannes Gutenberg decidendo nel 1453 di stampare la Bibbia. I caratteri mobili sono prodotti in lega di piombo, stagno, antimonio. Nei trent’anni successivi alla nascita della stampa a caratteri mobili è ormai diffusa in oltre cento città europee e diede inizio ad un’enorme diffusione del libro.
La nascita della stampa porta ad una rivoluzione tipografica con conseguenze positive:
- Diffusione delle lingue nazionali in Europa sostituendo il latino.
- Diffusione della Riforma Protestante: la Bibbia in lingua nazionale e le 95 tesi di Martin Lutero.
- Diffusione più rapida delle scoperte scientifiche.
- Generale diffusione di conoscenza.
- Crescita e diffusione delle Università.
- Nascita della “notizia”: le prime “gazzette” del ‘600, con cui l’informazione oltrepassa confini dello spazio in un tempo più rapido.
La stampa a caratteri mobili contribuisce all’emergere di una serie di cambiamenti sociali, economici, culturali.
Nell’800 i mutamenti sociali ed economici crearono condizioni favorevoli alla crescita di giornali a più ampia diffusione. Negli anni 30 e 40 la costituzione di agenzie di stampa internazionali estese gli orizzonti della raccolta di notizie e permise ai giornali di offrire contenuti prima inaccessibili. L’avvento della pubblicità rese possibile finanziare una stampa popolare economica. Queste agenzie (Havas a Parigi-Reuter a Londra-Wolff a Berlino) divennero sempre più importanti con lo sviluppo dei giornali d’informazione di massa e l’estensione della domanda di notizie da parte del pubblico. Nelle redazioni divennero comuni le macchine da scrivere così anche vari progressi tecnologici resero possibile una più rapida trasmissione delle notizie e facilitarono la produzione dei giornali d’informazione in un gran numero di copie. L’avvento della pubblicità rese possibile finanziare una stampa popolare economica. Lo sviluppo delle catene di giornali e di periodici creò in questo campo un modello di proprietà diverso. In America i principali quotidiani divennero delle grandi imprese i cui padroni intendevano realizzare un profitto. Ci fu la fondazione delle agenzie pubblicitarie e l’avvento di grandi inserzionisti con orizzonti nazionali. Le catene di giornali erano in mano a proprietari sempre più potenti: Hearst e Pulitzer negli Stati Uniti e Northcliffe in Gran Bretagna; quest’ultimo realizzò la ‘rivoluzione Northcliffe’ e cominciò a pubblicare il ‘Daily Mail’ (il primo giornale veramente nazionale). Aprì gli uffici all’estero e comprò sempre più giornali che divennero di sua proprietà; all’inizio del 900 l’impero della carta stampata di Northcliffe era un esempio di concentrazione della proprietà e sempre lui fu importante per la storia dei media britannici perché dimostrò il potere della stampa.
Il broadsheet come il Times e il New York Times e il tabloid erano due formati di quotidiani, quest’ultimo utilizzava molte fotografie. La stampa popolare dell’800 aveva nuove vesti grafiche, cambiò nella maniera di affrontare le notizie e le priorità nella scelta delle notizie. Il new journalism si rivelò fondamentale per i giornali posseduti da Pulitzer, Hearst e Northcliffe perché utilizzava toni più leggeri, titoli e stelloncini più brevi, era più sensazionalistico nello stile, riservava maggiore attenzione alle storie di interesse ed era rivolto ad un pubblico popolare. Il yellow journalism era caratterizzato dal sensazionalismo, da titoli emotivi, dalle illustrazioni ed era un giornalismo scandalistico.
Aveva acquisito maggiore importanza il ruolo dei corrispondenti di guerra: il periodo tra il 1865 e lo scoppio della prima guerra mondiale fu la loro età d’oro. Uno dei primi corrispondenti di guerra su William Howard Russell che scriveva per il Times durante la guerra di Crimea: richiamava l’attenzione sugli errori degli inglesi, sull’incompetenza del loro comando e sulle condizioni in cui versavano i soldati britannici feriti. Durante la guerra civile altri corrispondenti diffusero informazioni preziose per il nemico. Per la stampa newyorkese il conflitto ispanico-americano era una guerra comoda dato che non richiese eccessive risorse umane e materiali e non era vicino casa. Nel 1915 in Europa erano presenti circa 500 corrispondenti americani e la sete di notizie del pubblico in tempo di guerra contribuì alla crescita di quotidiani. In Gran Bretagna le nuove tecnologie e la crescita della stampa di massa permisero di fornire informazioni indispensabili sulla guerra coloniale combattuta tra il 1899 e il 1902. Durante la guerra totale la stampa popolare venne vista come un veicolo ideale per promuovere il sentimento nazionalista, mantenere alto il morale sul fronte interno, tentare di guadagnarsi le simpatie dei paesi neutrali e diffondere la disaffezione tra i soldati.
La struttura moderna dell’industria del giornale che oggi conosciamo si affermò agli inizi del ventesimo secolo. La concentrazione delle proprietà giunse a dominare la scena dell’editoria nazionale. La tendenza che la rivoluzione di Northcliffe aveva avviato divenne un dato stabile: la stampa dipendeva per una notevole percentuale dei propri ricavi dalle inserzioni. Sono rimaste in sospeso delle questioni riguardanti il rapporto tra i media e l’opinione pubblica, il potere dei media di influenzare le decisioni politiche, i legami tra la stampa e le imprese commerciali e il ruolo dei padroni dei media.
Il telegrafo (scrittura a distanza) è il primo mezzo che consente una comunicazione punto-a-punto lungo grandi distanze di carattere istantaneo. Per arrivare al telegrafo vero e proprio gli esperimenti sono iniziati già alla fine del ‘700. Tra il 1830 e il 1840 viene sviluppato un sistema telegrafico sia negli Stati Uniti sia in Europa. Negli Stati Uniti Samuel Morse costruisce uno strumento elettrico costituito da un apparecchio per inviare, un unico cavo e un apparecchio in grado di stampare su carta la traduzione degli impulsi elettrici (Codice Morse fatto di linee a punti). La prima linea telegrafica americana unisce Baltimora e Washington D.C.
Come per la stampa, anche il telegrafo ha delle conseguenze positive: nel 1866 un cavo telegrafico unisce le due sponde dell’Atlantico; si ha l’unione del telegrafo con il treno e del telegrafo per gli usi militari; il telegrafo viene usato come comunicazione istantanea fra grossisti e dettaglianti; grazie al telegrafo si ha il trasferimento delle informazioni a distanza in tempo reale, nascendo così le agenzie di stampa e i giornali.
Il telefono è una variante del telegrafo: consente la traduzione degli impulsi elettrici in suoni e voce; non necessità di un codice specifico (Morse), ma consente il trasporto istantaneo della voce umana a distanza non necessità di competenze specifiche, si diffonde perciò per usi commerciali ma anche personali. Antonio Meucci dimostra il funzionamento del ‘telettrofono’ nel 1871 mentre Alexander Graham Bell ne presenta un brevetto nel 1876.
Prima di arrivare alla fotografia come la conosciamo noi oggi c’è dietro una lunga storia di esperimenti relativi alla riproduzione delle immagini:
- Camera oscura (XVI sec.): la base della riproduzione fotografica: una scatola chiusa con un foro che lasci entrare la luce proietta un’immagine capovolta di ciò che è messo davanti al foro.
- Alterazione permanente di una superficie che riproduca l’immagine (XIX sec.): esperimenti chimici di Joseph Niepce e Louis Daguerre: il cloruro d’argento.
- William Fox Talbott: possibilità di catturare l’immagine in forma di negativo e riprodurla.
- George Eastman: Kodak box camera, fu la prima macchina per un mercato di massa.
L’introduzione della “riproduzione fotografica” ha diverse conseguenze:
- Riproduzione dell’immagine: dalla pittura al “fotorealismo’’.
- La rappresentazione della guerra e dei suoi orrori.
- ‘’Liberazione dal realismo” da parte dell’arte pittorica.
- Nascita del fotogiornalismo: notizie, giornali quotidiani e fotografia vanno a costituire gli ingredienti essenziali per la diffusione della stampa di massa, e dei magazines.
- Gli sviluppi nel campo della fotografia sono alla base della nascita della fotografia in movimento: il cinema.
Lo sviluppo dell’industria cinematografica
Il cinema comparve negli anni ’90 dell’800, culmine di una serie di esperimenti e invenzioni. Tecniche di proiezione di immagini in movimento esistevano già nel ‘600. L’inventore e imprenditore statunitense Thomas Edison sfruttò alcune di queste innovazioni quando, fra il 1891 e il 1894, creò il cinescopio, un apparecchio a gettoni che permetteva di guardare attraverso un oculare una pellicola che scorreva davanti a una fonte luminosa. I fratelli Auguste e Louis Lumière elaborarono un apparecchio che univa cinepresa e proiettore, il cinematografo: lo utilizzarono per il primo spettacolo di immagini in movimento destinato al grande pubblico, organizzato il 28 dicembre 1895 al Gran Café del Boulevard des Capucines a Parigi. Il cinematografo fu un successo commerciale internazionale. La differenza fondamentale rispetto al cinetoscopio è che la cinepresa unisce le due azioni di registrare e proiettare, sono macchine più agili e leggere che consentivano di essere trasportate e pensato per la proiezione. Pensato per una visione collettiva al confronto di quello di Edison, il primo film Lumière riguarda l’uscita degli operai della fabbrica.
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