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Storia dei mass media

Seconda rivoluzione industriale

La seconda metà dell'800 e l'inizio del 900 segnano la nascita tecnica dei primi mezzi di comunicazione di massa.

Fra le due guerre

Durante questo periodo si sviluppa un vero e proprio sistema delle comunicazioni di massa, con la radio e il cinema che giocano un ruolo centrale.

L'età dell'oro secondo Hobsbawm: 1950-1973

In questo periodo, il sistema dei media è fortemente modificato dall'introduzione della televisione.

Ultimo decennio del '900

L'era di internet prende piede, segnando una nuova svolta nei mass media.

La seconda rivoluzione industriale

Nel 1882, Edison realizza la prima centrale elettrica. Negli ultimi decenni dell'Ottocento, avvengono importanti innovazioni come:

  • Lynotype (1884)
  • Kodak - dischi e grammofoni (1892)
  • Negli USA iniziano campagne pubblicitarie, fumetti e il primo best-seller (Ben Hur di L. Wallace, 1880).
  • Il telefono negli anni '70 e il cinema nel 1895
  • Nel 1906, le prime trasmissioni della voce
  • Il 1912 vede il disastro del Titanic; nel 1924 iniziano le trasmissioni radio in Italia; nel 1927, il cinema sonoro.
  • Nel 1938, la Germania ha 8.400.000 radio, la Francia 4.000.000 e l'Italia 1.000.000. Lo stesso anno, Orson Welles trasmette La guerra dei mondi.

La televisione in Italia

Il 1954 segna l'inizio delle trasmissioni televisive in Italia.

  • Il 1957 vede il lancio di Laika, mentre nel 1961 Gagarin compie il primo volo spaziale umano e nel 1969 l'uomo arriva sulla luna.
  • Nel 1974-76 si assiste alla fine del monopolio dell'etere, e nel 1977 arriva la televisione a colori.

La fruizione dei media in Italia

Cinema

Il numero di italiani che vanno al cinema ogni giorno in diversi anni è il seguente:

  • 860.000 nel 1937
  • 1.116.000 nel 1941
  • Nessun dato per il periodo 1942-1946
  • 1.439.000 nel 1947
  • 2.193.000 nel 1954
  • 2.244.000 nel 1955
  • 2.040.000 nel 1960
  • 1.438.000 nel 1970
  • 662.000 nel 1980
  • 360.000 nel 1984

Abbonamenti radio

  • 1939: 1.130.000
  • 1945: 1.646.000
  • 1958: 6.041.000

Abbonamenti televisione

  • 1954: 88.118
  • 1960: 2.123.545
  • 1965: 6.044.542
  • 1971: 10.344.145
  • 1984: 13.951.000

La televisione in Italia

Il 3 gennaio 1954 iniziano le trasmissioni ufficiali della televisione in Italia. Nel 1960, una sentenza della Corte Costituzionale riconferma il monopolio delle trasmissioni, con riserve. Nello stesso anno in ottobre, "Tribuna elettorale" fa il suo debutto.

  • Nel 1961 viene lanciato il Secondo Canale Tv.
  • Tra il 1974 e il 1976, sentenze della Corte Costituzionale riguardano la "libertà d'antenna" a livello locale.
  • La Riforma Rai del 1975 prevede un controllo parlamentare e non governativo della televisione, con un decentramento delle operazioni.
  • Nel 1977 arriva la televisione a colori, seguita dal Terzo Canale Tv nel 1979.
  • Tra il 1980 e il 1984 nascono Canale 5, Italia1, e Rete 4, segnando l'inizio del "sistema Fininvest" (che diviene Mediaset nel 1996).
  • Nel 1983, Umberto Eco parla della "neotelevisione".
  • In ottobre 1984, il decreto Craxi porta alla liberalizzazione totale dei media.
  • La legge Mammì del 1990 conferma il "duopolio" e autorizza le televisioni private a trasmettere in diretta, inclusi telegiornali.
  • Nel 1993, i Presidenti della Camera e del Senato nominano il consiglio d'amministrazione della Rai.
  • La legge Maccanico del 1997 impone limiti al duopolio televisivo esistente.

La periodizzazione di Hobsbawm: 800 e 900

Un lungo Ottocento

  • Le rivoluzioni borghesi (1789-1848)
  • Il trionfo della borghesia (1848-1875)
  • L'età degli imperi (1875-1914)

Il Novecento: un secolo breve (1914-1991)

  • L'età della catastrofe 1914-1945
  • L'età dell'oro 1945-1973
  • La frana 1973-1991

Modernità e progresso (Donzelli Capitolo 1)

L'ottimismo ottocentesco è messo in discussione da figure come Lammenais e De Maistre. L'epoca è segnata da rivoluzioni industriali che mettono fine alla "trappola malthusiana". Personaggi come Winkelmann e Burkahrdt richiamano Bernardo di Chartres, mentre Hegel, Marx, lo storicismo e Darwin influenzano il pensiero sociale.

La Chiesa mostra avversione alla modernità. La crisi dell'idea di progresso si manifesta tra Ottocento e Novecento, con eventi come la Prima guerra mondiale e la grande crisi economica. Eventi drammatici come la guerra totale, Auschwitz e Hiroshima lasciano un segno indelebile.

Il ritorno della rivoluzione (Donzelli Capitolo 2)

Dal 1789 al 1917, fra il "ritorno della rivoluzione" e l'annuncio di una nuova rivoluzione, si intravede una restaurazione feroce ma inevitabilmente incompleta.

  • 1819-1825: Peterloo, America Latina, moti 1820-21 in Europa, decabristi russi
  • Anni '30: Francia e Inghilterra
  • 1848: contemporaneità e diversità
  • 1871: La Comune di Parigi

Le grandi trasformazioni

Le grandi trasformazioni avviate dalla rivoluzione industriale e dalla rivoluzione francese si manifestano in modi e tempi diversi. Abbiamo la Prima Internazionale (1864-1876), la Seconda Internazionale (1889-1914) e la Terza Internazionale (1919-1943).

Le rivoluzioni industriali (Donzelli Capitolo 3)

Prima rivoluzione industriale

I settori tessile, minerario e metallurgico (ferro), meccanico (telai a vapore) sono al centro della prima rivoluzione industriale. I "First comers" includono Inghilterra, Belgio e Francia. Friedrich Engels descrive la situazione ne "La classe operaia in Inghilterra" del 1844.

Seconda rivoluzione industriale

Alla fine dell'800 fino alla Prima guerra mondiale, scienza e tecnologia si evolvono con acciaio, chimica, elettricità, gigantismo industriale, produzione di massa e fordismo. I "Second comers" includono Stati Uniti e Germania. Questa rivoluzione riguarda anche i media: telefono, cinema, radio, e il ruolo dello stato.

Classi e società nell'800 (Donzelli Capitolo 4)

Alla fine dell'800, la presenza di locomotive raggiunge 100 unità, rappresentando un simbolo del progresso industriale e sociale.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto della comunicazione e dell'informazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Crainz Guido.
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