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Storia dei consumi e delle imprese turistiche

1° modulo - 1° Lezione: A cosa serve la storia

La storia serve per comprendere il presente e perché è una risorsa alla quale bisogna attingere per inventare nuovi prodotti. Per costruirla si parte dalle fonti (scritte, orali, archivi, ...), ma noi ricostruiamo solo piccoli frammenti di un passato che possiamo rappresentare come un insieme infinito. L’evoluzione della pratica turistica è condizionata dalla crescita del PIL, scienza, epidemie/guerre, tempo libero.

2° Lezione: La prima rivoluzione industriale

Fasi del turismo:

  • 1650/1700 – 1914 = Turismo d’élite
  • 1920 – 1960 = Turismo di massa spontaneo
  • 1960 – 1980 = Turismo di massa organizzato
  • 1990 – 2000 = Turismo d’esperienza (turisti si muovono secondo i propri hobby)

Prima del ‘700 c’era il proto turismo, ovvero ci si spostava da un luogo ad un altro per motivi religiosi o economici (no loisir), non esisteva una forma di economia e servizi attorno al viaggiatore e chi si poteva permettere un soggiorno di vacanza praticava l’autoconsumo.

La rivoluzione industriale

Si passa da un sistema agricolo a uno economico fondato sull’industria (società industriale sostituisce società agricola). Un complesso di progressi tecnologici permisero di:

  • Sostituire le macchine all’uomo
  • Creare prodotti in serie
  • Sviluppare fonti di energia inanimata
  • Inventare nuovi macchinari
  • Introdurre nuovi metodi di produzione e il sistema di fabbrica

La rivoluzione nasce negli ultimi decenni del 1600 nel Regno Unito grazie alla società progressista:

  1. Valore sacro e inviolabile della persona umana
  2. Parlamentarismo (- poteri regina + poteri parlamento)
  3. Sistema giuridico adattabile con tutela della proprietà di pensiero (brevetti, s.p.a.)
  4. Clima favorevole allo sviluppo economico (banche disposte a investire)
  5. Clima culturale favorevole alla diffusione di cultura, scienza e innovazioni
  6. Primato nella navigazione (compagnie commerciali)

La prima rivoluzione industriale

Rivoluzione della meccanica e utilizzo di energie inorganiche: vapore, macchine, utensili, ferro. Grandi invenzioni che cambiano la storia:

  • Settore tessile = spoletta volante (avvolgeva il filo, 1733) e telaio meccanico
  • Settore siderurgico e dei trasporti = macchina a vapore
  • Produce energia meccanica tramite vapore dell’acqua
  • Vapore legato alla meccanica nella navigazione stravolgerà i commerci nel mondo (transatlantici)

Settore agricolo

  • Enorme aumento della produttività specifica del prodotto
  • Sostituzione del maggese con erbe foraggiere (erba medica) => scientifico
  • Migliorati gli attrezzi agricoli e perfezionate alcune macchine a funzionamento meccanico e trainate da animali come la seminatrice e la trebbiatrice

Conseguenze:

  1. Diminuzione popolazione occupata nell’agricoltura e aumento produzione
  2. I contadini sono diventati imprenditori agricoli e perciò pagano più tasse, che vengono poi investite nella costruzione di infrastrutture
  3. Espulsione manodopera dalle campagne e perciò le masse, per potersi sfamare, contribuiscono all’industrializzazione e alla demografia
  4. Agricoltura da mercato e non più solo da sussistenza
  5. Macchine agricole tolgono lavoro nelle campagne => contadini si spostano in città per trovare lavoro nelle industrie
  6. Maggiore aspettativa di vita
  7. Aumento popolazione combacia con aumento della qualità della vita

Impatto rivoluzione sui paesi europei:

  1. Passaggio da economia agricola a industriale
  2. Aumento divario di ricchezza fra i paesi che avevano avviato la rivoluzione industriale
  3. Variazioni nelle specializzazioni produttive

Industrializzazione = urbanizzazione

Sistema del lavoro: il lavoro diventa collettivo, organizzato, segmentato e sorvegliato. È continuo. Il sistema di fabbrica trasforma il lavoro e con esso l’ordine sociale, il modo di pensare e di vivere. I lavoratori fanno funzionare le macchine che non hanno bisogno di riposo. I cambiamenti sono irreversibili e radicali, ma non immediati.

La prima rivoluzione industriale: caratteristiche

  1. Rapporto scienza – tecnologia = ruolo limitato della scienza
  2. Sistema educativo = leggere e scrivere, apprendistato presso artigiani o industrie
  3. Istituzioni economiche = accentramento in piccole fabbriche non integrate tra loro (nascita dei sindacati)

3° Lezione: La seconda rivoluzione industriale

Scoperte ed invenzioni:

  • Acciaio, elettricità, nascita del cinema, primi tentativi nell’aviazione (anni ’30 primi passaggi di persone), chimica organica (sostanze prodotte in laboratorio e non dalla terra), motore a scoppio, fordismo (catena di montaggio), scoperte mediche, era di ingegneri e laboratori di ricerca.
  • Le automobili erano utilizzate per servizi civili e si sviluppano maggiormente grazie alla catena di montaggio (sistema ingegneristico di suddivisione del lavoro che abbassa i tempi di produzione dimezzandone i costi=> società di massa)
  • 1901 Marconi trasmette 1° programma radio
  • Si passa da illuminazione a petrolio, poi a gas ed infine alla lampadina

Catena di montaggio

Capacità di abbassare i tempi di produzione e dimezzare i costi; sperimentata nell’industria automobilistica, dando vita alla società di massa. Prevedeva uno scorrimento per evitare perdite di tempo nei vari passaggi di lavoro. Dà vita alla standardizzazione. Operaio compie una singola azione ripetitiva per ore ed ore.

I primi inseguitori:

  1. Belgio (alcune caratteristiche simili a UK)
    • Pro
      • Tradizione marittima commerciale pre industriale significativa
      • Presenza imprenditoriale attiva
      • Alta concentrazione di miniere => ricchezza di materie prime
      • Presenza industria cotoniera
      • Banche iniziano ad investire
    • Contro
      • Paese diviso in due con differenti identità
      • Sconvolgimenti politici fino ai primi dell’Ottocento
      • Mancanza incentivi di carattere politico
  2. Francia
    • Non fu la prima perché:
      • Monarchia più assoluta rispetto UK
      • Livelli di diffusione più bassi
      • Distribuzione del reddito più polarizzata
      • Aristocrazia meno orientata agli affari
    • Dopo 1850 vi fu un’enorme crescita demografica e industrializzazione nei tessuti, moda, siderurgia e automobili (periodo della Belle Epoque)
  3. Germania
    • Formata da 39 stati dei quali solo la Prussia era all’avanguardia. Espansione avvenne solo dopo l’unità nel 1870 e si ebbe un decollo rapido perché si sfruttarono al massimo le potenzialità dei settori emergenti: carbochimica, chimica farmaceutica, elettricità, produzione dell’acciaio
  4. Stati Uniti d’America
    • Hanno una storia più recente dal momento che la dichiarazione d’indipendenza è datata fine ‘700. Lo sviluppo industriale non fu rapido, infatti la svolta si ebbe a metà ‘800 con la costruzione della ferrovia.
    • Elementi favorevoli:
      • Rapporto risorse – popolazione
      • Popolazione di emigranti
      • Urbanizzazione da definire
      • Leggi da definire
      • Ampio potenziale commerciale interno
    • Nasce il modello della grande impresa con grandi capitali: Petrolio, elettricità, telefonia, automobili. Sistema fordista contribuirà alla formazione di una economia di massa (USA protagonisti nel ‘900). Fine ‘800 PIL statunitense superiore a quello inglese.

Declino britannico?

  • Problemi di carattere culturale e politico, ma non militare
  • Perdita competitività per non sempre adattamento delle innovazioni
  • Rigidità istituzionale (no modernizzazione nel sistema finanziario e dell’istruzione)
  • Imprese non si adattarono al modello tayloristico
  • Colonizzazione aveva costi amministrativi eccessivi

Late comers europei: Italia, Spagna e Russia

La seconda rivoluzione industriale: caratteristiche

  1. Rapporto scienza – tecnologia = ruolo centrale della scienza (sperimenti in laboratorio)
  2. Sistema educativo = istruzione tecnica secondaria e universitaria
  3. Istituzione economiche = grande impresa, produzione standardizzata; sindacati di massa

4° Lezione: La terza rivoluzione industriale e la globalizzazione nella storia (I)

La terza rivoluzione industriale

Entrano anche gli altri continenti come l’Asia (Giappone nel periodo tra le due guerre, Cina dopo il 1980, le Tigri Asiatiche ovvero Taiwan, Sud Corea, Singapore, Hong Kong e infine gli Emirati Arabi), America del Sud e Brasile. In questo periodo emergono i paesi “non industrializzati” che puntano verso una industrializzazione che gli altri hanno superato per entrare nell’epoca dei servizi.

Acquisizione centralità del settore dei servizi

  • Emergere occupazione autonoma (liberi professionisti)
  • Nascita distretti industriali = riguardano un sistema produttivo costituito da più aziende di piccole – medie dimensioni che lavorano in una posizione geografica simile.

Fino agli anni ’60 industria e servizi crescono insieme e agricoltura perde occupanti, poi negli ultimi 40 anni del ‘900 industria rallenta e perde quote mentre i servizi continuano a crescere.

Fasi di sviluppo dei servizi:

  1. Servizi che accompagnano il processo di industrializzazione e urbanizzazione
    • Trasporti e utilities (società di servizi pubblici come acqua, luce, gas)
  2. Servizi legati allo sviluppo dei consumi di massa
    • Commercio, servizi bancari, assicurativi e immobiliari
  3. Servizi legati alla persona
    • Tempo libero, cultura, spettacolo, salute, istruzione, turismo. Società post-industriale.

Terza rivoluzione industriale: caratteristiche

  1. Rapporto scienza – tecnologia = ruolo centrale della scienza
  2. Sistema educativo = istruzione universitaria e postuniversitaria
  3. Caratteristiche della tecnologia = di sistema
  4. Istituzioni economiche = impresa rete, produzione flessibile, crisi del sindacato di massa (lavoro frammentato)

Le rivoluzioni industriali hanno inciso su tutta l’industria turistica a partire dalla creazione di nuove utenze e destinazioni, aumento del PIL, nuovi mezzi di comunicazione e nuove tecnologie.

La globalizzazione

Economisti = integrazione dei mercati

  • Più semplice scambio di prodotti tra nazioni, omologazione dei consumi e scomparsa tradizionali differenze nazionali. Crescita di scambi internazionali ma anche standardizzazione.

Scienziati della politica

  • Integrazione, interdipendenza, coordinamento fra gli stati e aumento impatto politiche internazionali

Storici della cultura = integrazione della civiltà

  • Scambio di culture, occidentalizzazione

Esistono tante tipologie di globalizzazioni: degli scambi economici, delle persone, di agenti patogeni e naturali, di modelli politici, di consumi/mentalità e di conoscenza.

Fenomeni nel tempo:

  • Durata, frequenza e periodizzazione
  • Alcuni sono stati unilaterali (commercio di schiavi in età moderna), altri hanno creato una rete stabile con un aumento di soggetti
  • In passato molti scambi si sono interrotti, altri sono avvenuti con regolare frequenza (ovviamente no con regolarità meccanica, ma con accelerazioni o rallentamenti)

Cosa porta alla riduzione/fine degli scambi

  • Epidemie, scambi non vantaggiosi, eventi politici, eventi bellici

Storia dei rapporti mondiali è importante capire: sorgere, intensità, erosione ed effetti

Periodizzazione della globalizzazione

  • Antichità: Esempi di globalizzazione che si sono interrotti, ma erano più che altro scambi commerciali e rotte (vie della seta)
  • 1500-1600-1700 = esplorazioni geografiche => inizio irreversibilità

5° Lezione: La globalizzazione nella storia (II)

Epoche della globalizzazione:

  1. Metà ‘700/fine ‘800 = prima creazione di reti stabili
  2. Fine ‘800/ metà ‘900 = politicizzazione della globalizzazione (scambi economici, nascono gli Stati)
  3. Metà ‘900/ fine ‘900 = creazione ordine internazionale e fine decolonizzazione (nascono UNESCO, ONU …)
  4. Post 1989/ oggi = moltitudine di forme globalizzanti e glocalizzazione

Primo periodo: metà ‘700/ fine ‘800

  • Reti stabili si sviluppano grazie a una stabile interdipendenza multilaterale.
  • Si affermano rapporti economici mondiali molto intensi grazie a: capacità di produzione, trasporto e comunicazione.
  • L’Europa continentale è più ricca sia per le innovazioni tecnologiche sia per il dominio sui mari.
  • Il periodo coloniale inizia grazie alle esplorazioni, al traffico commerciale e alla marina da guerra.
  • Prima decolonizzazione tra 1770 e 1800 => nascita di nuove nazioni (es. America del Sud)
  • Indipendenza non sempre portò a uno sviluppo economico
  • La rivoluzione industriale porta a sfruttare le tratte commerciali già esistenti:
    • Espansione generale del commercio mondiale
    • Macchina a vapore riduce costi di trasporto per beni di massa => prodotti dell’industria pesante vengono scambiati a grande distanza
    • In alcuni centri urbani nasce la domanda di beni di lusso dell’occidente (sta nascendo la società di consumi)
  • Commerci sono regolati da accordi tra Stati e privati (norme)
  • Si sviluppa il libero scambio => normative a favore del commercio che incentivano le esportazioni (dazi bassi)
  • Mezzi di comunicazione: ferrovie facilitano il commercio nelle zone più periferiche
  • Il telegrafo (trasmissione dati prima tramite filo poi con elettromagnetico) ebbe effetto globalizzante perché aumentò di 10.000 volte la velocità di trasmissione delle notizie tra Europa e USA.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuly_b98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dei consumi e delle imprese turistiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bagnaresi Davide.
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