Che materia stai cercando?

Riassunto esame Storia e critica del cinema, prof. Villa, libro consigliato Storia del cinema e dei film, Bordwell, Thompson Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di b] Storia e critica del cinema , basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia del cinema e dei film, Bordwell, Thompson. in cui gli argomenti analizzati sono: l'invenzione e primi anni del cinema, cinematografie nazionali, classicismo hollywoodiano e prima guerra mondiale, l'ultima stagione... Vedi di più

Esame di Storia e critica del cinema docente Prof. F. Villa

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

fluidità e dalla continuità narrativa hollywoodiana, i registi sovietici giustapponevano le inquadrature in

modo netto è frammentato anche all'interno della stessa azione. Si distinguono più strategie di

montaggio legate elementi spaziali, temporali o grafici: l’overlapping editing si ha quando

un'inquadratura o ripetere in parte o per intero l'azione dell'inquadratura precedente, l'effetto opposto

si ottiene eliminando parti di un evento facendo durare un tempo minore di quanto accadrebbe realtà

(montaggio ellittico); il jump cutting è un esempio di montaggio discontinuo o a salti, dove uno stesso

spazio viene mostrato dallo stesso punto di vista in due inquadrature che differiscono fra loro per

qualche elemento. Nonostante l'uso della ripetizione l'azione si svolge rapidamente perché le singole

inquadrature sono brevi, infatti il montaggio sovietico a ritmi rapidi e accelerati; il montaggio veloce

non serviva per comunicare alla percezione soggettiva del protagonista come accadeva per il

movimento francese, ma per suggerire ritmi sonori o intensificare gli effetti di azioni esplosive e

violente. Il montaggio creava anche collegamenti spaziali in conflitto fra loro e costringevano lo

spettatore a mettere in relazione ciò che vedeva costruendo uno spazio e un tempo coerenti. Il

montaggio delle attrazioni collegava due azioni per esprimere un concetto; l'inserto non diegetico

(“diegesi” indica il tempo lo spazio in cui si svolge l'azione) è costituito da una o più inquadrature il cui

tempo e spazio non hanno legami con gli eventi rappresentati nei film. Il montaggio intellettuale

otteneva i suoi effetti attraverso questo genere di conflitti, avvicinando inquadrature senza connessioni

che spingevano gli spettatori a creare concetti che attribuissero loro un senso. Il susseguirsi di

inquadrature creava anche effetti di contrasto grafico accrescendo l'intensità drammatica o

contribuendo alla comicità della sequenza. I registi sovietici lavorarono anche sulla composizione delle

singole inquadrature per migliorare gli effetti di montaggio, così il lavoro con la macchina da presa fu

approfondito: si diffusero inquadrature dal basso che rendevano personaggi ed edifici minacciosi o

eroici, inquadrature inclinate o decentrate che dinamizzavano le immagini. Esplorarono anche gli

effetti speciali, usati non per esprimere alla percezione dei personaggi, ma significati simbolici. forme,

volumi, colori o strutture in conflitto tra loro potevano essere presenti all'interno di una singola

immagine. Come il montaggio giustapponeva movimenti contrastanti, così i personaggi potevano

muoversi in direzioni opposte; anche l'illuminazione e la recitazione erano usate come tratti peculiari e

i film sovietici difficilmente usavano un'illuminazione intensa. per quanto riguarda la recitazione,

all'interno di un singolo film si poteva incontrare esempi che spaziavano dal realismo all'estrema

stilizzazione; era comune il ricorso alla tipizzazione e ad attori non professionisti le cui caratteristiche

fisiche suggerivano la classe di appartenenza, prassi che rispondeva all'esigenza di realismo. Molti

autori adottarono una recitazione stilizzata che proveniva dal teatro costruttivista detta recitazione

biomeccanica ed eccentrica in film che puntavano sull'impatto fisico più che sull'analisi psicologica del

personaggio, infatti l'eccentricità della recitazione enfatizzava il grottesco.

furono una trentina i film legati al movimento sovietico del montaggio. Il cinema

altri film sovietici:

d'avanguardia copriva una larga varietà di generi. In quel decennio il comico slapstick Il’inski fu la star

più popolare del decennio. Diversamente dei film della scuola del montaggio che non puntavano ad

attori celebri, di altri registi ricorsero ad attori famosi di teatro. Altra strada per raggiungere il successo

era l'adattamento di testi letterari a sfondo storico-etico.

il governo accusava di formalismo i film legati al movimento del

fine del cinema d'avanguardia:

montaggio, considerati troppo complessi per essere compresi dalle masse, e gli autori di essere più

interessate all'ostile che all'ortodossia ideologica. La ripresa dell'industria cinematografica causò una

severa censura. Nel 1927 l'industria cinematografica sovietica guadagnò più sui film nazionali e su

quelli importati e gli organi ufficiali limitarono i rapporti con il mercato estero; più aumentavano le

sperimentazioni formali e l'uso di nuove tecniche, più si infittivano le critiche di formalismo. Molti autori

radicali, anche i più famosi, non trovavano i fondi per i loro progetti e vedevano rifiutate le loro

sceneggiature. nel 1928 si tenne la prima conferenza del partito comunista per le questioni

cinematografiche con l'obiettivo di aumentare la produzione ed eliminare l'importazione e

l'esportazione; questo piano non fu poi realizzato, ma fu creata la Soyuzkino deputata alla

supervisione delle produzioni nelle repubbliche e al controllo sulla distribuzione e l'esercizio; tutti i

registi che avevano lavorato sul montaggio e di artisti d'avanguardia ripiegarono su approcci più

accessibili. Ejzenstejn nel frattempo lasciava l'unione sovietica per studiare all'estero le possibilità

offerte dal sonoro.

VII. L'ULTIMA STAGIONE DEL MUTO A HOLLYWOOD (1920-1928)

con la ripresa economica dopo il breve

Catene di sale cinematografiche e struttura dell'industria:

momento di depressione del 1921, si investì molto nell'industria cinematografica.le grandi case di

produzione acquistarono costruirono sale cinematografiche, i produttori innalzarono i budget,

Hollywood divenne la meta ambita di molti autori stranieri, l'illustre stremato grafica si trasformò in

sistema di istituzioni. La First National stimolò altre società a tentare una concentrazione verticale, ad

esempio la Loew’s Ink, il cui fondatore, Marcus Loew, aveva cominciato come gestore di varietà e

nickel odeon fino a formare una catena di sale cinematografiche negli anni 10. l'espansione delle

grandi case hollywoodiane fu la conseguenza di una strategia distributiva tesa a massimizzare i loro

profitti e condannare margini del mercato le altre compagnie; e se ricorsero a un sistema di block

booking che obbligava gli esercenti interessati alla proiezione di film di maggiore richiamo a

noleggiare anche altri film di minore successo, per questo le principali società si associarono

conducendo il mercato cinematografico degli anni 20 verso l'oligopolio. L'esperienza di vedere un film

era arricchita dalla bellezza e dalle dimensioni delle sale, l'architettura ricercata di questi auditorium

cinematografici affascinava gli spettatori del ceto medio e gli operai offrendo un lusso a cui non erano

abituati. Alcune sale imitavano i teatri tradizionali, altre davano allo spettatore la sensazione di trovarsi

sotto un cielo stellato. La Paramount-Publix, la MGM e la First National, ovvero le compagnie a

concentrazione verticale che controllavano la maggior parte delle catene di sale cinematografiche,

costituirono le tre grandi, subito dopo seguivano le piccole cinque, ovvero Universal, Fox, Producers

Distributing Corporation, Film Booking Office e Warner Bros. La Universal proseguì nella produzione

di film a basso costo destinata le sale più piccole, infatti era proprietaria di un modesto numero di sale

cinematografiche. Per la Universal lavorarono diversi registi importanti e alcune star nonché alcuni

autori europei chiamati in America dal suo fondatore tedesco Laemmle per dare alle produzioni

Universal uno stile inconfondibile. La Fox o continua a produrre film popolari a basso costo, in

particolare western. La Warner Bros non possedeva sale né una distribuzione propria, ma riuscì a

riscuotere successo con una serie di film dedicati all'avventura del cane Rin-Tin-Tin e poi con la

decisione di ingaggiare il regista tedesco Lubitsch; nel 1924 cominciò ad espandersi e ad acquistare

sale e attrezzature e i successivi investimenti nelle nuove tecniche del sonoro da poi all'avanguardia

dell'industria cinematografica. Separata sia dalle tre grandi che dalle piccole cinque era la United

artists, creata nel 1919 da Griffith, Chaplin, Fairbanks e Pickford; si limitava a distribuire film prodotti

indipendentemente dai quattro proprietari ed altri importanti registi; nel 1924 il produttore Schenck

assunse la direzione di questa società e scritturò celebrità come Rodolfo Valentino, Buster Keaton e

Gloria Swanson, incrementando i profitti della United artists che però non raggiunse mai una stabilità

economica. con l'espansione

Nascita della Motion Picture Producers and Distributors Association:

dell'industria cinematografica vi fu una crescente richiesta da vari gruppi sociali per un maggiore

controllo della censura ebbene restituiti i diversi comitati locali. Molti fan del dopoguerra avevano

come soggetto i ruggenti anni 20: musica jazz, liquori legali e feste sfrenate; inoltre l'opinione pubblica

si interessava delle rivelazioni sulla vita privata di registi e attori hollywoodiani. I principali studios si

accordarono per dare vita alla Motion Pictures Producers and Distributors of America (MPPDA) con

alla guida Will Hays, già presidente del partito repubblicano e con potenti conoscenze a Washington

che lo resero prezioso per industria cinematografica. La sua strategia era di costringere i produttori a

eliminare le loro film i possibili elementi offensivi. Nel 1924 la MPPDA decretò delle linee guida per

stabilire quali soggetti fossero messi rendendo inutile l'emanazione di una vera e propria legge sulla

censura, tra il 1927 e il 1930 queste vennero rese più severe per confluire nel rigoroso codice di

produzione del 1984. La MPPDA si occupò di servizi di varia utilità per l'industria cinematografica,

come la raccolta di informazioni sul mercato cinematografico nazionale ed estero, la creazione di un

ufficio preposto al mercato estero e di un Dipartimento per l'industria cinematografica all'interno del

ministero del commercio; grazie alla MPPDA il cinema ebbe un peso notevole sull'economia

dell'industria americana. già negli anni 20 i teatri di posa delle grandi

Registi, star, generi del cinema degli studios:

compagnie permettevano di girare intere sequenze con luce artificiale. Le parti della scena situata

sullo sfondo venivano illuminate con luci di riempimento, mentre le figure principali erano sottolineate

con netti controluce che illuminavano da dietro e da sotto il soggetto; la luce principale proveniva da

un lato dell'inquadratura, mentre dal lato opposto una luce più debole serviva ad ammorbidire le

ombre: questi tre punti d'illuminazione, principale (key light), luce di riempimento (fill light) e è

controluce (backlighting) costituirono la base del sistema di illuminazione del cinema hollywoodiano.

L'uso del montaggio contiguo divenne sofisticato. Lo stile hollywoodiano riuscì essere molto flessibile

e cominciò ad affermarsi una nuova generazione di registi che avrebbe dominato i tre decenni

successivi del cinema americano; nacquero i film antimilitaristi, mentre western e slapstick assunsero

maggiore prestigio, inoltre crebbero i budget di produzione.

"i quattro cavalieri dell'apocalisse" di Ingram del 1921 si basa su un romanzo di

film di alto budget:

grande successo ed è la storia delle fortune alterne di una famiglia del sud durante la prima guerra

mondiale vista con una nuova ottica; il trionfo del film fu dovuto anche agli interpreti della coppia di

amanti perduti Rodolfo Valentino e Alice Terry che divennero celebri: Valentino fu ingaggiato dalla

Paramount diventando uno dei grandi idoli dell'epoca e diffondendo il mito del latin lover, Terry diventò

popolare e recitandomi film del marito Ingram il quale realizzò molti film in Francia per sfuggire alla

censura. DeMille lavoro con alti budget della Paramount e le sue commedie a sfondo erotico

contribuirono alla fama peccaminosa di Hollywood. Quando si film e subirono gli attacchi della

censura confezionano pellicole che combinavano torbidi melodrammi con soggetti religiosi; in "i 10

comandamenti" la fuga degli ebrei guidati da Mosé fuori dall'Egitto era inframmezzata a con la storia

di un giovane moderno che si ripromette di infrangere tutti i comandamenti; ne "il re dei re" creò molte

controversie perché rappresentava sullo schermo la figura di Cristo. Anche Griffith diresse produzioni

importanti a soggetto storico: se prima si era ispirato al cinema ittico italiano, ora il suo modello erano i

film storici realizzati dal Lubitsch; il suo più grande successo in quegli anni fu "Le due orfanelle"

ambientato durante la rivoluzione francese, che vantava la presenza delle sorelle Gish legati a lui

dagli anni 10. Girò un altro film etico "America" sulla rivoluzione americana per poi cambiare genere

con "non è meravigliosa la vita?", un racconto di taglio naturalistico sulle difficoltà della vita nella

Germania postbellica. Von Stroheim diresse nel 1919 per la Universal "mariti ciechi" in cui narra le

vicende di una coppia in vacanza in montagna, la donna viene sedotta da un unico personaggio

interpretato dallo stesso regista; le Universal affidò a regista un budget ancora più alto per il suo

secondo film "femmine folli", nel quale interpretava un'altra figura negativa. Dopo essere stato

sostituito si rivolse alla compagnia indipendente Goldwyn per la quale realizzò "rapacità", la cui copia

finale, non riconosciuta dal regista, durava 2 ore essendo stata eliminata una delle linee principali

dell'intreccio nonché un gran numero di scene che andarono distrutte. Von Stroheim ottenne un

successo passeggero alla MGM con “la vedova allegra” del 1925; dopo il film del 1928 "marcia

nuziale" per la Paramount la sua carriera di regista si interruppe e proseguì quella di attore.

il primo fondatore lavorare per la United Artists fu Fairbanks,

i generi minori diventano rispettabili:

lanciato dalla commedia intelligente "Sua maestà l'americano" di Henabery, poi passò a film più

ambiziosi in costume come "il segno di Zorro" di Niblo che lo lanciò nel mondo delle commedie di

cappa e spada spesso tratte da romanzi famosi, ma la sua notorietà declinò con l'avvento del sonoro.

Negli anni 20 il western guadagno prestigio, s'impose presso il pubblico con la realizzazione di

"pionieri" di Cruze, storia di un viaggio epico di una carovana verso il West; Ford aveva esordito con

western a basso costo, ma dallo stile originale, ad esempio "Just Pals”, ed ottenne il vero successo

passando dalla Universal alla Fox con la quale realizzò "il cavallo d'acciaio", western ad alto costo in

cui si narra la costruzione della prima ferrovia attraverso il continente e in cui esprimeva la sua

sensibilità per la messa in scena del paesaggio; divenne il principale autore della Fox o attivo anche in

altri generi. Un altro regista che esordì dirigendo western negli anni 10 fu Borzage (“La donna con la

pistola”), poi fu attratto dalle grandi produzioni degli studios hollywoodiani degli anni 20 e abbandonò il

genere western; il suo nome oggi è associato al melodramma di cui un esempio tipico fu

"Humoresque” del 1920, la vicenda sentimentale di un violinista ebreo ferito durante la prima guerra

mondiale; i suoi lavori migliori appartengono ad altri generi. Nel 1924 cominciò a lavorare per la Fox o

di cui era direttore artistico e girò "fannullone" insolita commedia sulle gesta di un giovane senza

particolari obiettivi che sacrifica alla sua reputazione allevando il figlio della sorella della donna che

ama. Dopo la proiezione di " il gabinetto del dottor Caligari” negli Stati Uniti, il cinema dell'orrore

divenne un genere popolare e la prima casa contabile fu la Universal con "il gobbo di Notre Dame” di

Worsley per cui la casa di produzione costruì uno stravagante set che riproduceva la Parigi

medievale, ad interpretare Quasimodo fu Chaney, protagonista anche di "il fantasma dell'opera" di

Julian e di emblematici film per la MGM sotto la direzione di Browning come "lo sconosciuto" in cui

interpretava il ruolo di un lanciatore di coltelli in un circo che finge di essere senza braccia, la sua

partner si fida solo di lui e per conquistare il suo amore il protagonista decide di farsi amputare le

braccia, ma tornato al circo la scoprirà fidanzata con un altro uomo. La crescita del crimine

organizzato dovuta al proibizionismo fece popolare gli schermi di personaggi riforniti di armi di vario

genere; von Sternberg aveva cominciato da indipendente, producendo il dirigendo il dramma con

ridottissimo budget "i cacciatori della salvezza” che fu un insuccesso commerciale, ma ottenne un

contratto con la MGM. Il vero successo arrivò con "Le notti di Chicago" in cui un insolito eroe è un

ladro di gioielli e il braccio destro un ex ubriacone di origine inglese presa dalla strada; l'amante

dell'errore s'innamora di quest'ultimo e il protagonista, dopo aver meditato di uccidere entrambi, finisce

per aiutarli a scappare. i film medici proseguirono sulla strada indicata da "i 10

investimenti e campioni d'incasso:

comandamenti" con set colossali e costumi sfarzosi; la MGM fu particolarmente impegnata in questo

senso intraprendendo la realizzazione di un ambizioso progetto, “Ben-Hur”, inizialmente concepito

dalla Goldwyn che fu presentato al pubblico solo nel 1926. Altro film di rilievo prodotto dalla MGM in

quegli anni fu "La grande parata" di Vidor, che lavorò in diversi generi; "La grande parata" aveva come

protagonista l'erede di Valentino, Gilbert, che interpretava un giovane partito volontario per la prima

guerra mondiale che intreccia una relazione con una contadina francese; il film descrive gli orrori della

guerra rappresentando i soldati tedeschi come vittime dei combattimenti. Film diverso fu "la folla" del

1928, storia di una coppia appartenente alla classe lavoratrice il cui matrimonio entra in crisi dopo la

morte in un incidente stradale di uno dei figli e a cui la MGM impone un lieto fine con la famiglia

riunita. nel 1927 la Paramount distribuì "ali" di Wellman, altro racconto sulla prima guerra mondiale in

cui si combinava il romanticismo dell'intreccio con spettacolari sequenze di combattimenti; Grazia

cineprese montate sugli aeroplani, le immagini comunicavano immediatezza e verismo impossibili da

ottenere con normali trucchi fotografici. accanto a opere realizzate con grandi ambizioni nei

cinema a basso costo non convenzionale:

maggiori studios, esiste una produzione marginale originale e autonoma che annoverava tra i suoi

autori deMille che diresse alcuni film interessanti incentrati su personaggi disadattati. In "Conrad alla

ricerca della sua giovinezza" un soldato inglese ritorna dall'India e scopre di non avere uno scopo

nella vita; altro notevole talento isolato di quel periodo fu Brown che nel 1927 diresse "amore nudo e

crudo", film fuori dal comune per il suo realismo, dramma rurale che contravveniva alle norme

stereotipate del periodo raccontando la storia di una società arcaica che opprime le donne. Chi

studios si dimostrarono disponibili alla sperimentazione chiamando importanti registi stranieri, ma la

maggior parte di loro riuscì a dirigere solo pochi film a Hollywood.

prima del 1920 gli autori stranieri avevano lavorato solo

registi stranieri a Hollywood:

occasionalmente per l'industria americana; i nomi più noti erano stati Chaplin e Tpurneur; ma quando

si svilupparono le nuove correnti cinematografiche in Europa, gli studios americani cominciarono a

considerare il vecchio continente una riserva di talenti emergenti e chiamando le personalità di

maggior valore si metteva al riparo dalla concorrenza sul mercato mondiale; convinsero gli autori a

lavorare come sceneggiatori negli Stati Uniti, rappresentanti degli studios si recavano regolarmente in

Europa per visionari film più recenti e cercare attori e registi promettenti; a maggior parte dei registi

stranieri che lavorarono a Hollywood provenivano dalla Germania, ma solo pochi tra loro ebbero una

carriera duratura. il flusso di talenti stranieri verso Hollywood cominciò dopo la distribuzione di

Lubitsch a Hollywood:

"madame Dubarry” di Lubitsch il quale imparò subito ad armonizzare il suo stile con quello classico

hollywoodiano diventando uno dei registi più rispettati. La Warner Bros lo ingaggiò facendo nel sopore

di punta; sotto l'influenza Chaplin, diresse una serie di commedie sofisticate che analizzavano la

società dell'epoca; la sua ingegnosità nel suggerire agli appetiti sessuali e le rivalità sotterranee che si

nascondevano dietro le buone maniere, fu definita tocco di Lubitsch, che si esprimeva con la fluidità

del racconto capace di indicare gli stati d'animo dei personaggi dal modo in cui cambiavano posizione

all'interno della scena o dalla direzione dei loro sguardi da un'inquadratura all'altra. Con l'avvento del

sonoro si confermerà tra i più originali registi di Hollywood.

Christensen, il cui esordio americano fu con il film "il circo del diavolo"

registi scandinavi in America:

del 1926, si occupava. Di film sul circo; realizzò diversi film di suspense, il più riuscito dei quali fu

"sette passi verso Satana" del 1929. Stiller e la sua scoperta Greta garbo furono abbinati dalla MGM

per la realizzazione del film "il torrente", ma l'eccentricità e l'incapacità di stiller di adattarsi ai metodi di

lavorazione hollywoodiani causò la sua sostituzione. Il produttore tedesco Pommer lo chiamò alla

Paramount per la regia di "l'ultimo addio"; poi tornò in Svezia dopo una serie di progetti mancati.

Sjostrom ricevette ripetute offerte dalla MGM e nel 1923 le accettò modificando il proprio nome in

Seastrom; il suo primo film americano fu "la spada della legge" che conteneva diverse sequenze di

paesaggio che richiamavano la sensibilità per la natura dei suoi primi lavori; diresse poi "quello che

prende gli schiaffi" ambientato nel mondo del circo, “la lettera rossa" e "il vento", la storia di una donna

che si reca nel West per raggiungere il suo futuro sposo, costretta uccidere un uomo che vuole

violentarla e il cui cadavere le appare sotto forma di visione facendola quasi impazzire.

le Universal diede prestigio le sue produzioni assumendo artisti

registi europei alla Universal:

europei; Leni era già noto in Germania per aver diretto un importante film espressionista, "il gabinetto

delle figure di cera"; in America girò l'adattamento di un musical, "il castello degli spettri", che colpì

l'immaginazione del pubblico per le sue atmosfere cupe ed espressionista; in "l'uomo che ride" il

protagonista era un inquietante personaggio condannato da un taglio sulla bocca a un continuo,

grottesco ghigno. Murnau fu il più prestigioso se registi europei chiamati a Hollywood.

l'influenza di Murnau alla Fox:

vi si recò per girare con grande budget la maggiore produzione della Fox del 1927, "Aurora"; il film fu

un'opera pienamente tedesca anche se realizzate in America e narra di un dramma psicologico

semplice, ma intenso: un pescatore, dopo aver meditato l'uxoricidio, per fuggire in città con la sua

amante deve di guadagnarsi la fiducia della moglie. Essendo un film troppo sofisticato per diventare

popolare, il regista si dedicò a progetti meno ambiziosi, come "i quattro diavoli" e "il nostro pane

quotidiano". Murnau ispirò comunque i registi americani come Ford e Borzage, quest'ultimo in

particolare con "settimo cielo", melodramma d'amore da una prostituta francese e uno spazzino

parigino che l'accoglie in casa pur odiando le donne,32 nasce l'amore che viene spezzato dalla

partenza dell'uomo per la guerra. Brown in "La carne è il diavolo" del 1926 utilizza tecniche introdotte

dal cinema d'avanguardia europeo come ad esempio i movimenti di macchina e le riprese in

soggettiva. negli anni 20 vi fu un nuovo approccio alla fotografia, alcuni autori

innovazioni tecniche e stilistiche:

sistemavano davanti all'obiettivo tessuti trasparenti o filtri per creare margini flou; con particolari lenti e

riprendevano azioni in primo piano perfettamente a fuoco lasciando lo sfondo indistinto, tecnica

fondamentale per lo sviluppo dello stile narrativo classico. Il risultato fu il soft style derivante dalla

scuola fotografica pittorica di Stieglitz e Steichen; il primo a ricorrere a questo effetto fu Griffith seguito

da von Stroheim. un'altra innovazione importante di questi anni fu l'introduzione delle nuove pellicole

pancromatiche in sostituzione di quelle ortocromatiche; mentre queste ultime erano sensibili solo al

viola, al blu e al verde e le parti in giallo e rosso apparivano quasi nere, le prime registravano l'intero

spettro dei colori dal viola al rosso con intensità costante, ma erano molto costose, facilmente

deteriorabili e richiedevano una maggiore esposizione alla luce per ottenere un'immagine

soddisfacente. nel 1925 la Eastman Kodak introdusse sul mercato versioni sempre più sensibili e

stabili a prezzi contenuti e già nel 1227 gli studios di Hollywood usavano esclusivamente le

pancromatiche. le tecniche fondamentali del cinema d'animazione

sviluppa popolarità del cinema d'animazione:

erano state introdotte negli anni 10 e il periodo seguente alla prima guerra mondiale registrò un boom

del settore. Il capo animatore tracciava lo schema iniziale disegnando le cose basilari per la scena e

gli altri disegnatori la completavano con disegni addizionali per i movimenti, infine venivano fotografati

singoli fotogrammi; questo il sistema molto diffuso garantiva l'uscita mensile o bisettimanale di una

serie di cartoni animati. Le compagnie che producevano queste pellicole cercavano di creare dei serial

con gli stessi temi e gli stessi personaggi. I film venivano affidati ai distributori indipendenti, la più

famosa fu la Mintz si finanzia distribuire tre serie di cartoons più popolari del decennio: "fuori dalla

boccetta d'inchiostro" dei fratelli Fleisher, "Mutt and Jeff” di Fischer e i primi tentativi di Walt Disney.

Verso la metà degli anni 10 i fratelli Fleisher sperimentavano una nuova tecnica chiamata rotoscopio

che permetteva di utilizzare scene riprese dal vero per proiettarle su dei fogli di carta e tracciarne i

contorni fotogramma per fotogramma. Questa tecnica non aveva come scopo principale un

miglioramento dell'efficienza produttiva, ma, rispetto al sistema precedente (slash system), permetteva

al personaggio di muoversi con una figura intera e quindi con maggiore naturalezza. il successo della

serie dei fratelli Fleisher proseguì fino alla fine degli anni 20. La serie “Mutt and Jeff” di Fischer era

diventata popolare come strip comica nel 1911 e nel 1916 il creatore concesso l'autorizzazione per

portare la strip al cinema restando comunque legata al suo nome anche se nel corso degli anni altri

disegnatori mi divennero i realizzatori. Il giovane Walt Disney e il suo amico Ub Iwerks crearono la

propria agenzia pubblicitaria nel 1919; lavorarono inizialmente realizzando semplici film d'animazione

per conto di un'altra agenzia, poi Disney decise di recarsi a Hollywood dove grazie la distribuzione

Mintz poté creare la prima serie di successo "Alice comedies” e insieme al fratello diede vita ai Disney

Brothers studios. Tra i collaboratori di Disney figuravano molti nomi che negli anni 30 avrebbero

creato seri di successo per la Warner Bros e per la MGM, come Harman, Ising e Freleng. dal 1927 la

Disney si dedicò solo all'animazione pura con il personaggio della serie "Oswald the rabbit” da cui

proprietà passò all'amministrazione Mintz; Disney allora creò un nuovo personaggio Mickey Mouse, i

primi due film non riuscirono a trovare una distribuzione, ma il terzo, "Willie del vaporetto", raggiunse il

successo e lanciò Disney e vertici del mercato internazionale del cinema d'animazione degli anni 30.

Paul Terry creò una propria casa di produzione, Fables Picture Inc., lanciando una serie intitolata

"Aesop’s Fables”, una rilettura in chiave moderna delle favole classiche. L'essere più popolare degli

anni 20 fu quella di Felix il gatto i cui cartoons furono prodotti dal 1918 dalla Paramount; a firmare film

era Sullivan, ma il vero creatore era Messner.nonostante il successo della serie non riuscì a

sopravvivere al sonoro. nella seconda metà degli anni 10, la volontà di creare

cinema per un pubblico afro-americano:

case di produzione controllata da persone di colore per esprimere una diversa prospettiva dei rapporti

razziali, si concretizzò in alcune produzioni relegate nelle programmazioni minori. Negli anni 20 il ruolo

dei neri nella produzione cinematografica era ancora raro, ricoprivano sempre parti minori. Come

spettatori, di afro-americani avevano poche alternative e molte sale non permettevano l'ingresso alla

gente di colore. Esistevano piccole compagnie specializzate nelle produzioni per il pubblico afro-

americano come la Colored Players che produsse due pellicole significative: "La cicatrice della

vergogna" di Peregini nel 1926 che trattava dell'influenza dell'educazione e delle condizioni ambientali

sulle aspirazione della gente di colore; l'eroe del film era un compositore che tentava di riuscire a

vivere un'esistenza rispettabile tenendo alta la bandiera della sua razza riuscendo a resistere a tutti

tentativi di corruzione; "10 notti in un bar "di Gilpin del 1926 era l'adattamento di un classico

melodramma teatrale tradizionalmente interpretato da attori bianchi; racconta attraverso i flashback la

storia di un beone che si redime dopo aver provocato accidentalmente è la morte della figlia durante

una rissa. Micheaux scriveva romanzi che vendeva ai suoi vicini bianchi e vendette anche quota per

portare i suoi romanzi sullo schermo. Nel 1918 creò la Micheaux Book and Film Compaby che realizzò

più di 30 film su tematiche razziali; riuscì a lavorare con budget limitati, imprimendo ai suoi film uno

stile frammentario; in “Body and Soul” del 1924 esplora gli abusi commessi in nome della religione ai

danni della gente di colore più povera. Dopo la bancarotta, grazie ai finanziamenti dei bianchi, riprese

la sua attività all'epoca del sonoro, epoca in cui crebbero le opportunità per gli afro-americani

VIII. TENDENZE INTERNAZIONALI DEGLI ANNI VENTI

dopo la prima guerra mondiale, ogni singolo paese era in competizione con gli

Un cinema europeo:

altri per acquistare rilievo sul mercato internazionale; sale francesi e inglesi si accordarono per non

mostrare film tedeschi; a questo boicottaggio non ufficiale partecipavano altri paesi europei che

avevano subito l'offensiva militare della Germania. Nel 1921 fu proiettato in Francia "il gabinetto del

dottor Caligari” che lanciò una moda per il cinema espressionista tedesco facendo dimenticare il

bando sulle importazioni. ma erano gli Stati Uniti a rappresentare il più grande mercato

cinematografico esistente al mondo, così si sviluppò l'idea di un cinema paneuropeo, ovvero una

cooperazione fra le industrie cinematografiche europee; nel 1924 la UFA distribuiva in Germania i film

della società di Aubert e viceversa, attori, registi e tecnici provenienti da diversi paesi europei

cercavano di cooperare per realizzare dei film; un esempio di tale collaborazione portò alla

realizzazione del film " le notti del Decamerone" diretto dall'inglese Wilcox presso gli studi tedeschi

della UFA. produttori e registi stranieri e spesso lavoravano in Germania poiché gli studi tedeschi

erano i migliori d'Europa. Nel 1924 Hitchcock cominciò a lavorare come art director nei film inglesi

realizzati presso gli studi della UFA e i suoi primi film come regista ("il giardino del piacere" e "l'aquila

di montagna"), furono coproduzioni anglo-tedesche girate in Germania. queste forme di collaborazione

internazionale crearono produzioni ispano-francesi o tedesco-svedesi, consentendo maggiore

circolazione di attori, registi film e una conseguente crescita dei budget a disposizione. Tra il 1924 e il

1927 i principali paesi produttori europei e gettarono le basi per un mercato continentale, riducendo la

distribuzione dei film americani per sostituirli con quelli prodotti in Europa. Con il diffondersi del sonoro

nel 1929, il miglioramento della situazione del cinema europeo fu interrotto: l'introduzione dei dialoghi

creava barriere linguistiche, il pubblico richiederà film nella propria lingua e questo creò una situazione

di forte competitività. Inoltre vi fu la grande depressione e il sorgere di dittature di destra e sinistra, in

Europa e in Asia, incremento rivalità territoriali che avrebbero poi condotto a un'altra guerra mondiale.

dalla metà degli anni 20 si sviluppò uno stile d'avanguardia internazionale che

stile internazionale:

combinava elementi provenienti dai tre movimenti principali europei. In Francia alcuni registi

aggiunsero tratti tipici del cinema espressionista nei loro film, in alcuni film tedeschi era possibile

notare un lavoro sull'immagine per rendere la soggettività dei personaggi derivato dall'impressionismo

francese, le frontiere stilistiche tra impressionismo ed espressionismo diventavano sempre più

indistinte. Anche registi russi si ispiravano a elementi stilistici del cinema europeo e dopo il 1926 fu

proprio il cinema sovietico a influenzare l'estero, spingendo alcuni registi tedeschi di sinistra a

sperimentare un uso politico del cinema. anche il Giappone, che stava assorbendo molte correnti

artistiche occidentali nelle arti figurative e della letteratura, fu raggiunto dall'influenza internazionale

del cinema d'avanguardia: Kinugasa diresse "una pagina pazza", un bizzarro film e che se mi dava le

tecniche espressionista e impressioniste, ambientato in un manicomio, con grande utilizzo di

deformazione dell'immagine e messa in scena per rappresentare le visioni allucinate degli ospiti

dell'istituto. I più importante se registi europei degli ultimi anni del cinema muto fu Dreyer che nel 1919

diresse il suo primo film, "il presidente", seguito da "pagine del libro di Satana" entrambi realizzati per

la Nordisk. Quando la casa di produzione fallì, il regista si trasferì Svezia a lavorare per la Svenska.

Negli anni successivi lavorò tra Danimarca e la Germania e dopo un breve periodo trascorso in

Norvegia fu chiamato in Francia dove girò "La passione di Giovanna d'arco". Nel cast del film, apice

del cinema muto Romeo, figuravano artisti di varie nazionalità; questo film combinava l'influenza del

cinema d'avanguardia francese, tedesco e sovietico in uno stile innovativo e originale. La ricostruzione

del processo di Giovanna si snoda attraverso primissimi piani spesso decentrati e schiacciati contro

sfondi bianchi, le relazioni spaziali anomale concentrano l'attenzione sui volti degli attori, le

scenografie spoglie adottarono elementi espressionisti, Dreyer enfatizzava le sfumature emotive."La

passione di Giovanna d'arco" fu universalmente accolto come capolavoro. In assenza di

finanziamenti, Dreyer, trovò un mecenate che in cambio della parte da protagonista finanziò il film "il

vampiro", un horror che evoca oscure visioni di terrore: un giovane arriva in una locanda di paese e si

trova ad assistere ad eventi soprannaturali; molte scene suggeriscono che qualcosa di terribile sta

accadendo fuori dall'inquadratura e che i carrelli e le panoramiche della macchina da presa arrivano

troppo tardi per catturarlo. "Il vampiro" non riscosse grande consenso, Dreyer tornò in Danimarca e

riprese la carriera di giornalista. i film sperimentali erano spesso cortometraggi realizzati

cinema sperimentale fuori dall'industria:

fuori dalle logiche del sistema industriale e gli autori si autofinanziavano; dopo la guerra raggiunsero

una diffusione internazionale. Molte opere sperimentali furono realizzate da futuristi italiani che

intendevano celebrare la nuova era della macchina. Il film "vita futurista", opera di vari artisti, mostra

l'uso di specchi deformanti e sovrimpressioni secondo modalità che anticipavano quelle delle

successive avanguardie cinematografiche. I principali filoni del cinema d'avanguardia di questo

periodo sono: l'animazione astratta, il cinema dada, quello surrealista, il cinéma pur, i documentari

lirici e il cinema narrativo sperimentale.

Animazione astratta: alla fine degli anni 10 un gruppo di artisti tedeschi sosteneva che,

• essendo il cinema un'arte visiva come l'apertura, la sua forma più pura doveva esser astratta.

Il tedesco Richter, legato al movimento dadaista svizzero, incontrò l'artista svedese Eggeling e

insieme sperimentarono l'animazione come mezzo per produrre musica visiva. Rhythmus 21,

di Richter rappresentò il primo film animato astratto, ma è al nome Ruttmann che bisogna

legare il primo esempio del genere, pittore espressionista si interessò presto al cinema e

sviluppò l'idea di una pittura in movimento creata utilizzando tecniche cinematografiche. Per

Eggeling le immagine astratte che componevano il film erano l'equivalente di una

composizione musicale, ritenendo ingombrante e accompagnamento sonoro; il suo “Diagonal

Symphonie” era il risultato di una serie di variazioni di linee parallele diagonali bianche che

creavano complessi pattern su un fondale nero. Le tecniche di animazione impiegate nel

cinema astratto influenzarono registi legati al cinema commerciale come Reiniger che diresse

il primo considerevole lungometraggio animato, "Achmed, il principe fantastico",1 fiaba delle

1001 notte nata grazie a sagome inquadrate su fondali ombreggiati.

cinema dada: idealismo propose una nuova visione del mondo all'insegna dell'assurdo,

• spazzando via i valori tradizionali e ponendo il caso di immaginazione alla base della

creazione artistica. Il primo film dell'artista dada Man Ray, "ritorno alla ragione" fu creato

combinando riprese dal vero con frammenti dei Rayograms inventati dallo stesso artista; nel

1924 Picabia mi riesce nel suo balletto "riposo" e durante l'intervallo venne proiettato

“Entr’acte” di Clair, film che mescolava situazioni sconnesse e irrazionali. Murphy firmò la

fotografia di “Ballet mécanique, film del giustapponeva immagini di oggetti comuni a dipinti

realizzati dal pittore Léger; anche Duchamp fece incursione nel cinema e nel 1926 realizzò una

serie di dischi rotanti che filmati, con l'aiuto di Man Ray, furono alla base di "Anemic cinéma”.

Gli artisti tedeschi furono spinti a sperimentare senza ricorrere a forme dipinte in stile astratto;

Richter recuperò il gusto per il nonsense dadaista realizzando nel 1928 "fantasmi del mattino"

in cui gli oggetti e si ribellavano al normale funzionamento.

surrealismo: che artisti surrealisti cercano di tradurre in immagini o parole il linguaggio

• incoerente dei sogni senza interferenze da parte del pensiero. diversamente dal film degli

artisti da analisti, quelli surrealisti delineavano storie anomale e sessualmente allusiva e senza

assembramenti caotici di eventi. Man Ray realizzò "Emak Bakia” che impiegava a trucchi

fotografici per suggerire lo stato mentale di una donna; nello stesso anno realizzò "stella

marina" che mostrava una coppia di amanti alternandola con immagini casuali di treni, stelle

marine e altri oggetti; alla fine la donna abbandonò il suo amante per un altro uomo e degli si

consola con una stella marina. Dulac portò sullo schermo "La conchiglia e il sacerdote" che

mescolava le tecniche cinematografiche con la logica narrativa incoerente del surrealismo. Il

film è che me ne incarnò le tesi del surrealismo fu “Un chien andalou” di Bunuel e Dalì: o

spunto iniziale è costituito dal litigio tra due amanti, ma è impossibile ricostruire la logica e

cronologia del racconto. Questa collaborazione produsse un'opera più lunga e più provocatoria

della prima, "L’age d’or”, la cui esile trama riguarda una coppia di amanti tenuti separati dei

pregiudizi nei ricchi genitori della donna e dalla disapprovazione dell'alta società; il film

abbonda di immaginario erotico. negli anni 30 il surrealismo si disgregò, molti suoi esponenti

confluirono nei partiti di sinistra o nei movimenti anarchici e Dalì si guadagnò il loro sdegno

mostrando la sua ammirazione per Hitler.

Cinéma Pur: alcuni artisti concepirono la possibilità di realizzare opere non narrative sulle

• qualità visive astratte del mondo fisico; si trattava di film senza debiti verso letteratura e teatro

e apparivano come un mondo a parte. Gli artisti non si conoscevano le movimenti

d'avanguardia di quel periodo e, seguendo percorsi diversi tra loro, erano accomunati dalla

volontà di ridurre il cinema ai suoi elementi basilari, per creare un lirismo visivo fatto di forme

pure. tra i registi più rappresentativi del cinema puro vi fu Chomette che diresse il primo film

puro, "giochi di riflessi e di velocità" e successivamente "5 min di cinema puro". Anche la Dulac

si cimentò con forme di cinema puro realizzando "disco 927", "temi e variazioni" è "arabesco",

in cui cercò di creare studi lirici equivalenti alla musica; con l'introduzione del sonoro non fu più

in grado di finanziari propri film e si dedicò alla realizzazione di cinegiornali.

documentari lirici: alcuni artisti sperimentarono nuove forme di cinema portando le macchine

• da presa per le strade e cercando di catturare gli aspetti poetici né paesaggi urbani. Il primo

lavoro di questo filone risale agli anni 20 e appartiene all'artista modernista Sheeler e al

fotografo Strand, “ New York la magnifica", le cui scene creano una visione evocativa e

astratta della città, ispirando molti autori sperimentali. In Francia il brasiliano Ccavalcanti

realizzò "le ore e nient'altro", accostando i margini dal vero filmate con la macchina da presa

nascosta e scene recitate, mostrando negozianti che arrivano le imposte, clienti ai caffè, un

pappone che uccide una donna,1'anziana signora barcollante per le strade della città; il regista

avvicendava queste scene per suggerire il passaggio del tempo su Parigi. Ruttmann girò

"Berlino - sinfonia della grande città",1 spaccato di una giornata qualsiasi in una grande città.

La politica di questo film rappresentava un terreno fertile di sperimentazione per molti giovani

registi legati circuiti delle sale specializzate in cinema d'arte e dei cineclub, ad esempio Ivens

che realizzò il suo primo film "il ponte" nel 1928 ed ebbe un tale successo da spingerla

realizzarne subito altri.

cinema narrativo sperimentale: artisti di diversi paesi impiegavano la tecnica è lo stile del

• cinema sperimentale per mettere in discussione i procedimenti narrativi convenzionali. Negli

Stati Uniti alcuni registi d'avanguardia, rifacendosi all'impressionismo francese e

all'espressionismo tedesco, realizzarono tre sperimentali indipendenti a basso costo in nome di

un cinema d'arte. Florey, nato in Francia conobbe movimenti d'avanguardia europei, ma dal

1921 lavoro a Hollywood come consulente tecnico sui soggetti francesi per la United Artists,

dirigendo anche film minori. nel 1927 girò "vita e morte di una comparsa di Hollywood", film a

basso costo che combinava primi piani degli attori contro fondali scuri con scene stilizzate e in

miniatura, ritagliate da modellini di carta, il tutto ripreso con normale illuminazione sopra un

tavolo da cucina; era un'arguta satira sul trattamento che Hollywood riservava ai giovani

talenti. dopo " gli amori di Zzero” si dedicò a produzioni commerciali. Macpherson nel 1930

realizzò il cortometraggio "linea di confine", incentrato sui rapporti di due coppie,1 bianca e una

di colore, che vivono in una cittadina svizzera, e sulle pensioni sessuali e razziali nel momento

in cui il bianco inizia una relazione con la nera; il film si rifaceva alla composizione visiva del

cinema sovietico e creava una singolare struttura e l'ittica. Il belga Dekeukeleire diresse

"Histoire de detective”, in quell'investigatore cerca di scoprire perché un uomo ha perso ogni

interesse per la vita e consiste in lunghi passaggi scritti, intervallati da immagini banali della

vita quotidiana di una coppia sposata. Diresse anche "fiamma bianca",1 documentario sulle

repressioni della polizia durante la manifestazione comunista; dopo l'avvento del sonoro il

regista si dedicò esclusivamente documentari.

durante gli anni 20 il documentario fu identificato con una

importanza del cinema documentario:

forma di cinema d'arte; i principali filoni sono tre: i film esotici, quelli che cercavano una registrazione

diretta della realtà, e film di montaggio. I documentari esotici ebbero un ruolo importante negli Stati

Uniti dopo la distribuzione da parte dell'indipendente Pathe Exchange del film di Flaherty “Nanook

l'eschimese" che le major di Hollywood si rifiutarono inizialmente di distribuire.il film ebbe un tale

successo che spinse la Paramount a finanziare un'ulteriore spedizione del regista nelle isole Samoa

per dirigerne un altro simile, “ l'ultimo Eden”, che riuscì a ripetere il successo del precedente. i

produttori-registi-operatori del primo film di Flaherty, Schoedsack e Cooper, diressero "erba: la lotta

per la vita di un popolo", registrazione di una rischiosa migrazione di nomadi dell'Iran a ricerca di

pascoli per i loro greggi che ne decretò successo permettendo ai due di realizzare film successivo,

"Chang” su una famiglia di contadini che affronta vari pericoli nella giungla siamese. In una sovietica

tutte le forme di documentario trovarono anche espressione; Vertov formulò la sua teoria del cine-

occhio in cui sosteneva la superiore capacità di registrazione del reale da parte della macchina da

presa rispetto all'occhio umano; spesso impiegavano i suoi lavori tecniche come la sovrimpressione o

lo splitscreen e realizzò documentari in lungometraggio in cui riprese dal vero erano costate a

particolari effetti allo scopo di esprimere messaggi ideologici. Con l'introduzione del sonoro ottenne

un'apparecchiatura di registrazione immobile che viene utilizzata per riprendere nelle fattorie e nelle

miniere un documentario sui risultati del primo piano quinquennale nella produzione dell'acciaio dal

titolo "La sinfonia del bacino del Don/entusiasmo". La regista Sub in quel periodo inaugurava il

documentario di montaggio utilizzando vecchi materiali di repertorio i nuovi film, ad esempio "la fine

della dinastia dei Romanov”. in Giappone si sviluppò un potente sistema produttivo legato

cinema commerciale giapponese:

all'interesse da parte del pubblico giapponese per i prodotti locali. Le due maggiori compagnie furono

la Nikkatsu e la Shochiku, entrambe a struttura a concentrazione verticale, possedendo sia case di

distribuzione che sale cinematografiche. Quando nel 1923 un terremoto della sottocchio, l'industria

cinematografica riemerse più forte di prima, puntando sulla ricostruzione delle sale, sul loro

ampliamento e ammodernamento, inoltre la concentrazione verticale permetteva le società giapponesi

di controllare l'importazione dei film americani traendovi profitti. Il Giappone diventò dal 1928 il paese

con la più elevata produzione del mercato mondiale sfornando tra 60 e 800 film all'anno grazie alla

concentrazione verticale, agli investimenti delle grandi compagnie in altri rami dell'industria

dell'intrattenimento e all'elevata domanda da parte del pubblico. i primi lungometraggi giapponesi

attingevano dalla drammaturgia nazionale dando vita a due generi principali: il film storico (jidai-geki) e

il film è basato sulla vita contemporanea (gendai-geki). Il primo si rifaceva al teatro kabuki, e i film

erano ricchi di acrobatiche note marziali e coraggiosi samurai, il secondo era basato su melodrammi

d'amore e di vita familiare, influenzati dal teatro shimpa e costruito sul modello dei drammi occidentali

del diciannovesimo secolo; in entrambi i generi era rispettata la convenzione di far recitare ruoli

femminili da attori di sesso maschile. anche il momento della proiezione conservava aspetti del teatro

tradizionale, infatti programmi delle sale nei centri maggiori superavano anche le 5 ore di proiezione e

nella tradizione del teatro delle marionette il benshi aggiungeva il fascino della performance dal vivo.

Dopo la prima guerra mondiale le case di produzione volevano modernizzarsi in seguito

all'importazione di film americani si cominciò ad abbandonare il vecchio stile basato su riprese in

campo lungo e si diffuse l'uso di primi piani e di sequenze in campo/controcampo. Si affacciarono

nuovi generi nella cinematografia giapponese: Kurihara con "il credo degli amatori" inaugurò la

commedia moderna e si affermò anche la commedia urbana di costume. nonostante budget bassi i

giapponesi riuscirono ad dar vita a uno dei movimenti scemato grafici più innovativi di quegli anni.

nel dopoguerra l'industria cinematografica britannica decise di mettersi in

Gran Bretagna:

competizione con quella hollywoodiana; Hepworth fu il maggiore artefice di un cinema britannico, ma

la sua società fece presto bancarotta e tornò a dirigere qualche breve film documentario o

pubblicitario. Non potendo contare su budget elevati la produzione crollò e nel 1927 il governo fisso

una quota per sostenere l'industria cinematografica nazionale.

nel dopoguerra inizialmente i produttori cercarono di ravvivare i giorni del cinema italiano

Italia:

d'anteguerra puntando su costosi film in costume. Nel 1923 l’Unione Cinematografica italiana (UCI)

produsse il lussuoso remake di “Quo Vadis?”, ma la tiepida accoglienza riservata al film fece capire

che il genere epico non poteva ripetere i successi ottenuti un tempo. Nel 1924 Genina realizzò “Cirano

de Bergerac” in cui produttori utilizzarono una nuova tecnica aggiungendo una colorazione manuale

all'intero film. Con Mussolini al governo, che considerava il cinema l'arma più forte dello Stato, venne

creata l'unione cinematografica educativa (LUCE) con lo scopo di realizzare documentari. nel 1929

Blasetti esordì con il film "sole" influenzato dal cinema sovietico e dagli altri movimenti d'avanguardia

europei; il film ho era caratterizzato da montaggio rapido, immagini in soggettiva e anomale

angolazioni di ripresa combinate con una stupefacente fotografia degli scenari naturali; venne lodato

come il primo grande film fascista e l'autore si affermò come uno dei maggiori registi dell'epoca.

IX. L’INTRODUZIONE DEL SONORO

l'industria cinematografica americana fu la prima a compiere il passaggio

Il sonoro negli Stati Uniti:

dal muto al sonoro con successo. DeForest presentò il suo brevetto di pellicola sonora, Phonofilm, nel

1923 che convertiva l'audio in onde riprodotte su una normale pellicola a 35mm su una striscia

ricavata a fianco del fotogramma; se la pellicola si rompeva e doveva essere giudicata, si pendevano

tanti fotogrammi di immagine quanti di suono a vantaggio della sincronizzazione. Negli anni 10 e primi

anni 20 la Western Electric aveva sviluppato sistemi di registrazione, amplificatori e altoparlanti e nel

1925 mise in vendita il suo sistema di registrazione su disco, ma la maggior parte degli studios di

Hollywood attestano ulteriori sviluppi.inizialmente i fratelli Warner vedevano nel sonoro o soltanto

un'alternativa economica all'intrattenimento dal vivo che accompagnava la programmazione

cinematografica, così collaudarono il metodo Vitaphone in una serie di cortometraggi. Nel 1927 ebbe

luogo la prima di "il cantante di jazz" di Crosland che ebbe un incredibile successo rivelando per il

suono grandi potenzialità. Dopo qualche altra pellicola parzialmente sonora nel 1928 uscì il primo

sonoro al 100%, "le luci di New York" di Foy. anche se la Warner Bros arrivò per prima ha sonoro, fu

la Fox film corporation a investire sul sistema di DeForest e poiché la maggior parte degli artisti da

palcoscenico erano sotto contratto con la Warner si buttò sui cinegiornali sonori. Riguardo al suono, le

maggiori case di produzione di Hollywood, si erano mosse con cautela poiché la mancanza di uno

standard comune avrebbe danneggiato gli affari nel 1928 optarono per una nuova pellicola sonora

della western electric. per non impedire l'accesso dei propri film alle sale che avevano già installato

proiettori con fonografo, le compagnie di Hollywood continuarono a distribuire per alcuni anni film in

doppia versione, una su dischi sono grafici e una con pellicola sonora. un altro modello di pellicola

sonora, il Photophone della RCA, benché scartato non scomparve, anzi il direttore generale della

società, Sarnoff, fondò una nuova casa di produzione cinematografica a concentrazione verticale e le

arrivò a formare nel 1928 la Radio-Keith-Orpheum (RKO). Il musical offriva buona opportunità per un

uso ingegnoso del suono; Lubitsch diresse il musical "il principe consorte" del 1929, commedia in cui

riversò inalterata l'intelligenza dei suoi film muti basata sullo scambio di favori sessuali fu girata

prevalentemente in studio e nella maggior parte delle scene il regista rinunciò quasi del tutto alla

cinepresa multipla. In “Alleluja!” Vidor aveva convinto la MGM a realizzare un musical interpretato

esclusivamente da afro americani e non esistendo ancora apparecchiature portatili per le riprese

sonore la metà del materiale fuggirà tumulto sui luoghi dell'azione permettendo regista di muovere la

macchina da presa in esterni a suo piacimento e sfruttando anche la cinepresa multipla in alcune

scene girate in studio; gran parte del dialogo era parzialmente improvvisato dagli attori che parlavano

rapidamente anche interrompendosi tra di loro creando così un ritmo molto più vivace della

maggioranza dei film sonori. all'inizio del sonoro l'industria cinematografica si trovò

tecnologia sonora degli inizi e stile classico:

di fronte numerosi problemi: i primi microfoni non erano direzionali, per cui le macchine da presa

dovranno essere sistemate in cabine insonorizzate; tutti i suoni di una singola scena andavano

registrati nello stesso momento data l'impossibilità di mixare piste sonore registrate separatamente; se

si doveva sentire della musica era necessario che l'orchestra fosse sul set durante le riprese; infine la

sistemazione del microfono limitava l'azione. La tecnica della cinepresa multipla fu adottata perché

ogni scena doveva essere filmata in un'unica ripresa per poter alternare piani ravvicinati e contro

campi senza perdere tra uno sta quell'altro il sincrono tra suono e movimento delle labbra. I cineasti

erano riluttanti a rinunciare alla flessibilità e all'enfasi che il montaggio aveva offerto loro nell'era del

muto. Nei lungometraggi il ricorso alla cinepresa multipla non restituiva lo stile del muto, infatti la

presenza di cabine ingombranti renderà difficile realizzare le inquadrature con la necessaria

precisione e inoltre nei primi anni del sonoro la traccia audio della registrazione occupava parte del

fotogramma rettangolare che nell'era del muto s'usava tutto per le immagini, ecco perché molti dei

primi film sonori hanno immagini quadrate. Altri inconvenienti sorgevano poiché le cabine di ripresa

erano dotate di ruote ma erano troppo rumorose e pesanti per consentire di effettuare un carrello e i

microfoni erano poco sensibili. Per risolvere questi problemi si cominciò a usare la giraffa e nel 1931

si arrivò finalmente alla possibilità di registrare diverse piste sonore per un'unica scena per poi mixarle

nella colonna sonora finale. Fu così possibile abbandonare la cinepresa multipla che alcuni registi

invitavano o riducevano preferendo girare parte del materiale muto per poi aggiungere il suono un

doppiaggio successivo, questo consentirà movimenti di macchina più fluidi, e un montaggio rapido fra

diverse angolazioni. nel 1918 tre inventori mettevano a punto un sistema tedesco di

La Germania sfida Hollywood:

pellicola sonora, il Tri-Ergon perfezionata qualche anno dopo; nel 1928 un gruppo di società

internazionali misero in comune i loro brevetti per il sonoro, incluso il Tri-Ergon, formando il sindacato

del film sonoro noto come Tobis e qualche mese dopo nacque la Klangfilm che doveva sfruttare un

nuovo sistema di pellicola sonora. I due gruppi dopo la battaglia legale e si unirono nella Tobis-

Klangfilm, la più forte produttrice di sistemi sonori fuori dagli Stati Uniti, con cui la UFA firmò un

contratto e iniziò costruire teatri di posa sonori. I produttori erano restii a realizzare film parlati a causa

della mancanza di sale attrezzate e per paura di non poterli esportare negli Stati Uniti; i esercenti

esitavano ad acquistare costose apparecchiature di proiezione visto una disponibilità di pellicole

sonore era limitata. Il primo film sonoro tedesco, "verrà senza donne" risale al 1928, ma solo nel 1935

si potevano considerare attrezzate tutte le sale della Germania. Nel frattempo la Warner Bros e la

RKO pagarono diritti di licenza alla Tobis-Klangfilm per esportare in Germania i loro film e le loro

apparecchiature e si arrivò nel 1930 a un cartello internazionale per dividersi il mercato mondiale.molti

musical tedeschi fronteggiavano la concorrenza sul mercato internazionale; "il congresso si diverte" di

Charell combinava spettacolari scenografie e costumi d'epoca con complessi movimenti di macchina;

"La sirenetta dell'autostrada" di Thiele, meno elaborato, ma animato dalla stessa allegria, cerca di

evitare la cinepresa multipla spostando l'azione fuori dallo studio.uno dei film più visti del cinema

sonoro tedesco fu "l'angelo azzurro" di von Sternberg (che portò alla fama internazionale Marlene

Dietrich) in cui un professore represso precipita in un mondo a lui estraneo dopo aver inseguito i suoi

studenti in un sordido locale; il professore si innamora di cantante sexy e si riduce a fare il clown per

portare a casa qualche soldo per poi morire disperato dopo aver scoperto che la cantante lo tradisce;

in questo film il regista evitò la cinepresa multipla.

l'industria cinematografica sovietica rimase isolata. Nel 1926 due

La Russia verso il sonoro:

inventori, Tager e Shorin, cominciarono a lavorare autonomamente su sistemi d'incisione del sonno

sulla pellicola e quando l'industria sovietica stava per ottenere apparecchiature sonore da società

occidentali, annunciarono che i loro sistemi erano pronti. I primi film sono i sovietici furono distribuiti

nel marzo 1930; il passaggio al sonoro iniziò durante il primo piano quinquennale, quando l'industria

cinematografica sovietica tentava di espandersi e rendersi autosufficiente, ma sono nel 1936 la

transizione venne completata senza interventi dall'estero. L'avvento del sonoro incontro resistenza a

tre cineasti sovietici, non punto di vista più elastico e messe dalla dichiarazione sul sonoro firmata da

Ejzenstejn, Aleksandrov e Pudovkin in cui affermano che l'uso del suono aprirà nuove possibilità per

lo sviluppo del montaggio, che il suono non può duplicare l'immagine ma deve arricchirla. Gli autori

della scuola sovietica accolsero il sonoro come mezzo per creare contrapposizione per colpire lo

spettatore con maggior potenza; in "Odna” di Kozoncev e Trauberg, il montaggio alterna il punto di

vista mentre fuori da una cabina telefonica e il sonoro cambio di conseguenza. il primo film sonoro di

Pudovkin, “ il disertore", fu l'ultimo nell'avanguardia sovietica e fece del suono un elemento di primo

piano. Gaumont aveva tentato di progettare un sistema sonoro francese e nel 1928 presentò un

Francia:

programma di cortometraggi sonori e un lungometraggio con canzoni registrate a posteriori. Il mercato

sonoro in Francia era dominato dai sistemi americani tedeschi; la Paramount attrezzò la sua sala

parigina di prima visione per proiettare un cortometraggio con la star francese del music-hall

Chevalier; le prime produzioni furono realizzate a Londra e a Berlino e la Germania tentò di

accaparrarsi parte del settore produttivo francese e la Tobis-Klangfilm aprì delle filiali per produrre

molti dei maggiori film francesi. nel 1930 la maggioranza degli studi erano attrezzati con sistemi

tedeschi o americani e l'aggiornamento delle sale proseguì fino al 1934. Molti cineasti sperimentavano

la nuova tecnica: Gremillon in “ la piccola Lise” racconta la storia semplice melodrammatica di un

uomo che torna a Parigi dopo anni di prigionia in un carcere del Sudamerica e ritrova la sua piccola

figlia costretta a prostituirsi; in questo film sia uno dei primi esempi di ponte sonoro, una tecnica in cui

il suono di una scena si estende al di là dello stacco sulla scena che la precede o la segue. Clair

divenne il più celebre tre registi francesi del primo periodo sonoro, conquistando il pubblico

internazionale con "sotto i tetti di Parigi", "il milione" e "a me la libertà" in cui faceva un uso fantasioso

dei movimenti di macchina. "a me la libertà", in cui vi è un massiccio uso della musica, racconta di due

evasi, il primo diventa un fabbricante di grammofoni ricco è depresso, l'altro resta un vagabondo

felice. i cinematografi inglesi iniziarono a seguire l'esempio americano aggiungendo loro

Gran Bretagna:

programmi introduzioni dal vivo e spettacoli di varietà. Nel 1929 uscì "il cantante pazzo" avviando la

sonorizzazione di sale e teatri di posa. Le case di produzione ebbero problemi nell'affrontare le spese

per la conversione al sonoro e nel 1929 erano in crisi ad eccezione della British International Pictures

(BIP) di Maxwell che si affrettò a sonorizzare i suoi studi e si concentrò sul mercato europeo e sui

paesi nelle Commonwealth. La sua prima produzione fu il primo film parlato di Hitchcock, "Blackmail”,

uno dei film più inventivi tra i primi sonori in cui il regista evitò la cinepresa multipla, trovando altre vie

che gli consentissero di inserire il suono nelle scene e utilizzando il suono per potenziare lo stile;

Hitchcock fu un abilissimo manipolatore del suono.

l'industria nipponica era una delle poche ad avere film parlati e le grosse case di

Giappone:

produzione giapponesi non mostrarono interesse per la novità finché la maggioranza di film importati

erano parlati. Nel 1931 con il film di Gosho “ La moglie del vicino e la mia" la Shochiku lanciò il

sistema Tsuchihashi modellato su quello della RCA, il regista girò le scene con sincrono la Viale

servendosi della cinepresa multipla, ma altri spezzoni furono girati montati in modo più libero. La

produzione sonora procedette più lentamente in Giappone che in tutti gli altri paesi in cui l'industria

cinematografica aveva rilevanza, questo per diversi fattori: le società più piccole non potevano

sostenere i costi della produzione sonora, molte sale di provincia non riuscirono ad acquistare

l'attrezzatura per anni e i sindacati fecero resistenza all'introduzione del suono. Molti benshi, coloro

che fino ad allora spiegavano l'azione e interpretavano vocalmente personaggi accanto allo schermo,

passarono al varietà o gli spettacoli da strada. alcuni piccoli paesi non producevano film, ma

riconversione al sonoro delle sale in tutto il mondo:

le loro sale furono attrezzate per il sonoro, come ad esempio l'Albania; la proiezione di film muti

resistette più a lungo in mercati di media grandezza. molte delle sale che non avevano acquistato

sistemi sonori entro la metà degli anni 30 si ritrovarono escluse dal mercato ed erano riusciti a

sopravvivere proiettando vecchi film muti o versioni mute di film sonori, queste ultime sempre più

difficili da trovare verso il 1935 il sonoro si era imposto sulla scena internazionale.

il cinema sonoro creò un serio problema tutti paesi produttori ovvero

L'ostacolo della lingua:

l'ostacolo della lingua che costituiva un limite alle esportazioni. poiché mixare il suono era in possibile,

doppiare una colonna sonora in una lingua straniera era costose difficile. Alcuni film doppiati ebbero

successo, ma altri furono male accolti perché le voci non corrispondevano ai movimenti delle labbra e

anche l'uso dei sottotitoli era spesso rifiutato dal pubblico. Molti produttori erano giunti alla conclusione

che l'unico modo per continuare a raggiungere i mercati stranieri fosse quello di girare ogni firma in più

versioni: il primo film multilingue del mondo fu "La tragedia dell'Atlantic”, distribuito in inglese e

tedesco. L'idea di base era che la produzione di film in varie versioni sarebbe costata poco dato che si

potevano riutilizzare la stessa sceneggiatura, il sette e l'illuminazione. Nel 1931 la tecnica di mixare

piste audio separate si era raffinata, la musica originale gli effetti sonori in potevano essere combinati

con nuove voci e metodi per sincronizzare la voce con il movimento delle labbra erano migliorati,

anche sottotitoli cominciavano ad essere accettati. Nel 1932 doppiaggio sottotitoli entrarono nell'uso

comune.

X. LO STUDIO SYSTEM A HOLLYWOOD (1930-1945)

negli anni 30 otto grandi società dominavano

Nuova struttura dell’industria cinematografica:

l'industria: le cinque grandi, (major) che erano la Paramount, la MGM, la Fox, la Warner Bros e la

RKO; le tre piccole ovvero la Universal, la Columbia e la United a artists; inoltre esistevano produttori

indipendenti. la Paramount nacque come società di distribuzione, ma la depressione ridusse proventi

della società costringendola a ipotecare i suoi cinema e nel 1933 dichiarò fallimento; nel 1936 Balaban

divenne presidente della società e la portò in attivo, così mantenne l'incarico fino al 1964; mentre nei

primi anni 30 la Paramount era nota per le funzioni di stile europeo, nella seconda metà del decennio

si indirizzò su uno stile apertamente americano. 3930 e il 1945 la MGM era lo studio con gli utili più alti

d'America; i sei film aveva un aspetto sfarzoso e il budget erano sempre molto alti, inoltre vantava di

avere sotto contratto parecchie stelle del cinema dell'epoca. La Fox affrontò la depressione in

condizioni peggiori di qualsiasi altra major e nel 1935 fu fondamentale l'unione con la Twentieth

Century; non aveva molte star, ma l'attrazione principale fu una piccola campionessa di incassi Shirley

Temple. Come la Fox durante la depressione anche la Warner Bros aveva chiesto prestiti per

espandersi e per far fronte ai debiti dovetti liquidare proprietà e tagliare le spese; i sei soggetti erano

spesso riciclati e lo studio si specializzò nel creare generi popolari; fu la prima a lanciarsi con

successo sui film bellici. Fra tutte le major la RKO fu quella dalla vita più breve; nel 1933 La società

fallì e fu riorganizzata solo dopo il 1940 aiutata dall'epoca bellica; non aveva una politica stabile e non

disponeva di grosse star, gli unici a garantire incassi sicuri erano Fred Astair e Ginger Rogers insieme

ai film animati prodotti dalla Walt Disney; i suoi film di serie B erano tra i film a basso costo più creativi

dell'epoca dello studio system mentre il film più importante della RKO fu "Quarto potere" di Welles

anche se all'epoca fu un investimento deludente. la Universal ebbe continui problemi economici; la

sua strategia iniziale fu di lanciare nuove star in film horror sorprendenti, infatti la serie B e la risorsa

più importante per lo studio. I bassi budget non impedirono alla Columbia di produrre film popolari,

anche se diversi registi importanti lavorarono brevemente in questo studio, nessuno vi si fermò e le

sorti dello studio di presero soprattutto dai western di serie B e da produzioni a basso costo. il declino

della United artists comincia l'epoca del sonoro e fu così costretta ad adattarsi a film a basso budget e

di serie B. Tra major, minor e indipendenti non esisteva una vera concorrenza questi ultimi

producevano pellicole a basso costo per specifici gruppi etnici, ma nonostante il successo di alcune

forme di produzione indipendente,1 nuova società non poteva riuscire a ritagliarsi una fetta

significativa del mercato cinematografico in quanto le compagnie di Hollywood avevano creato una

situazione protetta all'interno delle quali si prestavano le star, ognuna proiettava nelle sensali fini delle

altre e tutte collaboravano fra loro.

la Warner Bros inizialmente vedeva nel sonoro 1.30 per eliminare dalle sale

Pratica dell’esercizio:

l'orchestra e gli spettacoli dal vivo, infatti il controllo creativo della programmazione era stato tolto dalle

mani degli esercenti dei locali; la depressione inoltre ed un taglio all'epoca dei cinema di lusso e visto

che molti spettatori potevano spendere poco, oltre ai cortometraggi si inaugurò la consuetudine dei

doppi e tripli spettacoli; per attrarre i spettatori in oltre vi è un'estrazione di biglietti vincenti oppure un

cuscino ricordo insieme al biglietto.

i metodi di registrazione del suono o subirono un costante miglioramento: i

registrazione del suono:

primi microfoni non erano direzionali e le prime ingombranti aste da microfono vennero sostituite da

giraffe più leggere; i numeri musicali venivano registrati prima delle riprese e gli attori mi mancano le

parole in playback; venivano stampati i numeri identici sui margini dei negativi dell'immagine del

sonoro, permettendo un'accurata sincronizzazione di inquadrature anche brevi. Mentre il primo

cinema sonoro evitava musica d'atmosfera, la registrazione su piste multiple favorì l'introduzione della

colonna sonora, in cui lunghi passaggi musicali accompagnavano l'azione è il dialogo, i compositori

componevano musica non invadente che serviva sostenere la narrazione senza attirare l'attenzione

su se stessa. con i rivestimenti si cercava di attutire il rumore della cinepresa ma erano

movimenti di macchina:

troppo pesanti e difficili da muovere con inquadrature all'altra. Nel 1932 vi fu una svolta con

l'introduzione del Rotambulator di Bell e Howell, un dolly di 3 quintali che sollevava la macchina da

presa verticalmente fino a 2 m d'altezza, permettendo all'operatore di fare panoramiche, piegarsi e

spostarsi agevolmente su un carrello. i movimenti con le gru divennero comuni.

l'innovazione più spettacolare dell'epoca fu il colore. I primi anni 30 alla technicolor

technicolor:

inaugurò una nuova macchina da presa dotata di prismi per suddividere la luce che proveniva

dall'obiettivo su tre diverse pellicole in bianco e nero,1 per ciascuno dei colori primari. Mentre oggi il

colore nei film è visto con un elemento di maggiore realismo, allora non si associata a fantasia e

spettacolo nello si utilizzava per avventure esotiche, film di cappa e spada o musical.

gli studios aprirono le parti dedicate agli effetti speciali che inventavano e costruivano

effetti speciali:

parecchi su misura per scene specifiche. L'effetto speciale prevedeva che le immagini girate

separatamente venissero comminate in uno di questi due modi: la retroproiezione, in cui gli attori

recitano sul set nel teatro di posa mentre su uno schermo dietro di loro si proietta un'immagine girata

in precedenza, e la stampa ottica, che consisteva in un proiettore puntato nell'obiettivo della

cinepresa, era possibile muovere entrambi in avanti o indietro, alternare diversi obiettivi, sono

imprimere un'immagine su un'altra o unire come pezzi di un puzzle parti di immagini diverse. Con

l'utilizzo della stampa ottica, coprendo una parte del fotogramma, l'operatore poteva lasciare un'area

non impressionata dove il tecnico degli effetti speciali avrebbe inserito in seguito un'immagine dipinta

(matte painting). Più complessi erano i maschi in immobili: l'operatore degli effetti doveva realizzare

più maschi imitano ogni fotogramma che componeva la sequenza truccata ed esporre fino due volte,

fotogramma per fotogramma, coprendo una porzione di pellicola; erano usati solitamente per creare

tendine, transizione in cui una linea attraversa lo schermo o cancellando l'inquadratura gradualmente

e facendo nel contempo apparire quella successiva. La stampante ottica era usata per produrre brevi

raffiche di inquadrature e usavano sovrimpressioni di fogli di calendario o titoli di giornale per

suggerire il passaggio del tempo o il corso di una lunga azione. Infine alcune scene erano girate con

modellini. l'uso dell'effetto su divenne meno estremo e più uniforme. Nel 1931 la Eastman Kodak

stili di ripresa:

introdusse una pellicola a data la luce diffusa prodotta dalle lampade incandescenza, necessarie in

seguito all'introduzione del sonoro. Welles e Toland svilupparono il concetto della profondità di fuoco e

ne fecero un grande uso in "Quarto potere", in cui molte delle inquadrature in profondità sono tenute

con la stampante ottica, combinando piani a fuoco dirà che separatamente; in alcuni casi elementi in

primissimo piano sono disposti molto vicino all'obiettivo e a distanza notevole da quelli sullo sfondo,

ma tutto risulta perfettamente a fuoco e presto in tutto il cinema divenne pratica comune l'utilizzo di

inquadrature su piani distanti fra loro egualmente a fuoco.

Chaplin fu il più grande avversario del cinema parlato e fu in grado di

vecchia generazione:

continuare a fare film muti più a lungo di chiunque altro a Hollywood; la sua produzione si limitò però a

due lungometraggi: “luci della città” e “tempi moderni”, in quest'ultimo il vagabondo perde il suo posto

di lavoro in un alienante catena di montaggio, viene gettato in carcere dopo essere stato scambiato

per il capo di una manifestazione di protesta e infine unisce le sue forze con quella di una povera

ragazza per cercare lavoro. Von Stenberg, dopo "l'angelo azzurro" tornò ad Hollywood dove girò

alcuni dei film più belli dell'epoca insieme a Marlene Dietrich; la passione per le ombre e per le

inquadrature barocche divenne più intensa è l'attenzione minuziosa e costumi, illuminazione fotografia

donò alla Dietrich un fascino raramente eguagliato. Lubitsch si adeguò al sonoro realizzando molti

musical e i popolari commedie. Ford continuò ad essere attivo presso la Fox prima di arruolarsi

marina, ma nonostante la sua propensione per il western, ne girò uno solo durante questo periodo,

“ombre rosse”, che divenne un classico del genere; in "com'era verde la mia valle" fu in grado di

creare situazioni commoventi utilizzando il campo lungo o indugiando sulla scena silenziosa mentre

personaggi riflettono su quanto è accaduto. Haws si cimentò in generi diversi, specializzandosi in un

cinema asciutto nel racconto nella recitazione e rivelandosi maestro del ritmo veloce e del montaggio

contiguo; il suo "La signora del venerdì" è il modello della commedia sonora, narra del direttore di un

giornale che cerca di impedire all'ex moglie di rinunciare al giornalismo per risposarsi, quindi l'attira

nella missione di smascherare alcuni politici corrotti; Wyler esordì come regista di western a basso

costo, ma dopo aver cominciato nel 1936 a lavorare con il produttore indipendente Goldwyn diresse

diversi film degni di nota: "La calunnia", "figlia del vento", "La voce della tempesta" e "piccole volpi”.

Borzage continuò a dirigere melodrammi sentimentali, come ad esempio "addio alle armi",

adattamento del romanzo di Hemingway su un soldato americano e un infermiere inglese che

s'innamorano durante la prima guerra mondiale. Vidor continuò a produrre una varietà di generi, dal

western al melodramma, così come Walsh che realizzò importanti film d'azione a cavallo, ad esempio

"i ruggenti anni 20", un film di gangstar che mette a confronto le vite di tre reduci della prima guerra

mondiale, o “ una pallottola per Roy”, storia di un assassino che fugge tra le montagne per sottrarsi

alla polizia e diventa amico di una ragazza zoppa.

il sonoro portò a Hollywood diversi registi teatrali di New York, fra questi Cukor, che si

nuovi registi:

specializzò in prestigiosi adattamenti letterari, o Mamoulian, che attirò l'attenzione con i fluidi

movimenti di macchina del suo "applauso”, o ancora Minnelli, specialista di musical che entrò nella

MGM e il suo film più celebrato fu "incontriamoci a Saint Louis” con Judy Garland. Sturges in "il

miracolo del villaggio" si prese gioco della pruderie americana: una giovane donna si ritrova incinta

dopo un parti selvaggio e sostiene dire sposato il padre del nascituro, il fidanzato la salva dalla

riprovazione accettando di sposarla, ma la ragazza dalla luce sei gemelli e la famiglia si trova al centro

della furiosa attenzione di in India. Tra i registi emersi tra gli anni 30 e 40 colui che avrebbe avuto più

influenza fu Welles il cui film " Quarto potere" è uno dei più celebrati di tutti tempi: si trattava di un

ritratto del magnate dell'editoria Hearst e della sua storia d'amore con la star cinematografica Marion

Davis e nonostante il magnate o di bloccare il film, uscì ugualmente nel 1941.stilisticamente è un film

barocco che prevede lunghi piani sequenza ma anche improvvisi sbalzi nel volume del sonoro e

stacchi veloci. Molte inquadrature in profondità furono effettuate usando diversi tipi di effetti speciali e

la stampante ottica saldò in maniera impercettibile più carrelli in un solo movimento e rese le

scenografie più imponenti combinando modellini e immagini dipinte con set a grandezza naturale;

oltre metà delle inquadrature di questo film contengono effetti speciali. Nel film "l'orgoglio degli

Amberson” la trama segue il declino di una famiglia agiata e sviluppa le tecniche di "Quarto potere" in

modo meno stravagante, infatti ci sono ancora complessi movimenti di macchina, ma la profondità di

fuoco e ottenuta con un'unica ripresa e il budget più sostanzioso permise regista di ricostruire interi set

riducendo l'uso della stampante ottica.

con il diffondersi del fascismo in Europa e l'inizio della seconda guerra mondiale

registi immigrati:

aumentarono coloro che cercavano rifugio negli Stati Uniti. Il primo film americano di Hitchcock fu "re

becca, la prima moglie", prestigioso adattamento letterario che vinse losca come miglior film pur non

rientrando nel genere suspense per quei regista famoso. Lang dal 1934 lavoro in America a moltissimi

film, ma non raggiunse il prestigio che avrà avuto in Germania; realizzò western, film di spionaggio,

melodrammi e film di suspense.

l'introduzione del sonoro promosse minuti con a un ruolo di primo piano. alcuni fra i primi

il musical:

musical si limitavano a cucire insieme diversi numeri musicali mentre alcuni raccontavano storie dietro

le quinte di uno spettacolo, altre ancora erano musical-operetta, che annientavano le storie in luoghi di

fantasia e infine vi erano musical integrati in cui canti e balli si svolgeva in ambienti comuni. Esempio

del sottogenere operetta fu "amami stanotte" di Mamoulian: una strada parigina prende vita all'alba e

ogni rumore contribuisce a formare un ritmo che diventa numero musicale; in una sequenza celebre

una canzone passa da persona a persona in una serie di scene legate da dissolvenze. Il mio secondo

dietro le quinte fu reso tipico da una serie di film della Warner Bros coreografa di Berkely, ad esempio

"quarantaduesima strada” di Bacon che fissò molte convenzioni del genere: un ingenuo corista

diventa una star quando la solista ha fin fortuna alla vigilia della prima di un grande spettacolo a

Broadway diventando a sua volta una star. Il musical con Fred Astaire e Ginger Rogers erano tre più

popolari, sempre storie d'amore in cui molti dei numeri di danza erano parte del corteggiamento della

coppia. La MGM the del suo contributo al genere musicale con la coppia Mickey Rooney e Judy

Garland in diversi film centrati su adolescenti impegnati a montare uno spettacolo.

i protagonisti di questo tipo di commedia sono gente agiata che può permettersi

Screwball comedy:

di comportarsi in modo bizzarro. Due film inaugurarono la screwball comedy nel 1934: “ ventesimo

secolo" di Hawks entrate su due protagonisti con assoluto cinismo e “ accadde una notte” di Capra,

più sentimentale, in quella protagonista viziata a cerca di sfuggire a suo padre a sposare un

superficiale playboy. Il genere si sviluppò rapidamente e Capra resto uno dei suoi esponenti migliori;

mentre le prime commedie del genere parlavano della Depressione, più in là le trame abbandonarono

i problemi sociali dell'epoca. Sturges contribuì con "infedelmente tua" in cui un direttore d'orchestra si

comincia che sua moglie ha un amante e durante un concerto fantastica di ucciderle in tre modi

diversi, ognuno legato a un brano musicale appropriato.

nell'epoca del sonoro lo loro diviene un genere di primo piano. Lo schema di molti film

film horror:

futuri fu fissato nel 1927 da "il castello degli spettri" diLeni, in cui un gruppo di persone si trova in un

castello isolato per assistere alla lettura del testamento. La Universal rinnovò questi primi successi nel

suo filone horror a cominciare da Dracula di Browning e Frankenstein di Whale. nel 1932 lo stesso

Whale diresse "la vecchia casa oscura" di bilancia la suspense è commedia intrappolando un lupo di

eccentrici in una isolata casa di campagna nella proverbiale notte buia e tempestosa. Uno dei più

efficaci di questi film fu "La mummia" di Freund. una seconda serie significativa di horror fu realizzata

nei primi anni 40 dalla RKO per iniziativa del produttore Lewton; questi film evitavano l'ostentazione

visiva di mostri e violenza, concentrandosi sulla minaccia di horror invisibili.

Vidor girò nel 1934 "nostro pane quotidiano" ritraendo un gruppo di disoccupati che

cinema sociale:

organizzavano una cooperativa agricola. La Warner Bros era particolarmente impegnata nel cinema

sociale. In "io sono un evaso" un reduce della prima guerra mondiale e ingiustamente accusato di

furto e la fine del film scompare nella notte spiegando con l'ultima battuta di essere diventato ladro a

causa del sistema legale. "Ragazzi di strada" di Wellman mostrava le condizioni di bambini, orfani,

abbandonati o senzatetto. Lang girò "furia" sul tema del linciaggio, in cui il protagonista viene arrestato

in una piccola città e accusato ingiustamente di omicidio; i cittadini danno fuoco alla prigione e lui ne

viene dato per morto, ma in realtà è vivo e amareggiato. Ford contribuì al cinema sociale con "furore",

adattamento di un romanzo in cui una famiglia deve lasciare le proprie terre a causa della grande

siccità, mentre si dividono in California in cerca di lavoro i componenti della famiglia sono sfruttati con

operai emigranti. il primo film importante di questo filone fu "Le notti di Chicago" di von Sternberg, poi

film di gangstar:

il genere guadagno prestigio nei primi anni 30 con "piccolo Cesare" di LeRoy, “ nemico pubblico" di

Wellman e “ Scarface” di Hawks, tutti film di attualità che traevano ispirazione dal crimine organizzato

cresciuto durante il proibizionismo. il codice Hays proibiva di raffigurare in maniera positiva i criminali,

ma i produttori si difendevano sostenendo di limitarsi a esaminare un problema sociale. Una soluzione

narrativa ricorrente è quella del raffronto tra due uomini, uno dei quali si trovò un lavoro onesto mentre

l'altro si dà al delitto, tutti protagonisti di questi film muoiono violentemente nel finale. Gli studios si

sforzarono di evitare la censura senza dover rinunciare all'eccitazione che il genere poteva garantire,

così la figura del gangster poteva divenire meno centrale e l'attenzione spostarsi su altri personaggi.

Il noir, più simile a uno stile di una tendenza narrativa, nasce nel 1241 con "il mistero del

Film noir:

falco" di Houston o l'anno prima con il B-movie “ lo sconosciuto del terzo piano" di Ingster. Deriva da

romanzo poliziesco hard-boiled americano degli anni 20 e molti romanzi racconti furono portati sullo

schermo in uno stile in cui si sentiva l'influenza dell'espressionismo tedesco, del realismo politico

francese e delle innovazioni stilistiche di “Quarto potere”. Questo genere di film si rivolgeva a un

pubblico maschile: gli eroi sono quasi sempre uomini, investigatori o criminali, caratterizzati da

pessimismo, in sicurezza o di una visione del mondo fredda e distaccata, le donne sono seducenti ma

traditrici, l'ambientazione classica è la grande città soprattutto i scene notturne. "il mistero del falco"

fissò molte delle convenzioni del noir e il debito di questo filone nei confronti del cinema tedesco degli

anni 20 può essere spiegata dal fatto che quattro registi europei furono tre principali esponenti del

genere. Preminger raggiunse la fama con "vertigine" che racconta di un poliziotto frustrato che indaga

sull'omicidio di una sofisticata dirigente pubblicitaria e s'innamora di lei a tenersi sul diario e il suo

ritratto. “ La fiamma del peccato" di Wilder narra di una donna che seduce un assicuratore di farvi

uccidere il marito, ma il piano porta al sospetto è al tradimento reciproco. Il noir era l'unico genere di

Hollywood che consentisse finali non lieti.

3930 e il 1945 i film di guerra dipingevano i conflitti come un'insensata tragedia, ma

film di guerra:

dopo Pearl Harbor il cinema sostenne la causa bellica e venivano spesso mostrati americani di varie

origini etniche uniti nel combattere l'Asse. Molti film di guerra sui nazisti si limitavano a rappresentarne

come assassini a sangue freddo, ma la propaganda contro i giapponesi stesso aveva toni più razzisti

e sfruttava immagini stereotipate. Uno dei pochi film di guerra a mostrare meno entusiasmo fu "i

sacrificati di Bataan” di Ford, storia dell'equipaggio di un torpediniere che combatte valorosamente,

ma viene sconfitto nelle Filippine.

dal 1930, per quasi quarant'anni, Terry fornì di volte a settimana i suoi

animazione e studio system:

Terrytoons alla Fox; di Universal distribuì i film di Lantz dal 1929 al 1972: il suo personaggio più

famoso fu Picchiarello che debuttò nel 1941; all'opposto vi erano le serie prodotte dallo studio Walt

Disney, casa indipendente dedita esclusivamente all'animazione. Nel 1928 ebbe enorme successo

con un cartone animato di Topolino che aveva traghettato l'animazione nell'era del sonoro, dandole

rispettabilità. Nel 1932 la Disney abbandonò la Columbia per affinare i suoi film alla prestigiosa

distribuzione United Artists, che fu tre primi ad adottare il technicolor a tripla pellicola.la società

investirà molto sui prodotti mettendo al lavoro un enorme staff di disegnatori in grado di creare fondi

dettagliati ombreggiati e una quantità di disegni movimento dai colori brillanti. Nel 1932 la Disney

passò a farti distribuire dalla RKO, risollevandola da una stazione traballante con l'uscita di

"Biancaneve e i sette nani", il primo lungometraggio americano di animazione. In "Bambi" si fece

ampio uso della nuova cinepresa multiplano che permetterà di distribuire gli ambienti delle figure su

vari livelli, ognuno dei quali poteva essere spostato fotogramma per fotogramma a varie velocità

avvicinando o allontanandolo dalla macchina da presa, dando allo spettatore l'illusione di attraversare

uno spazio tridimensionale. Nei primi anni 40 la Disney produsse anche "Pinocchio", "fantasia" e

"Dumbo". Altri studi trovarono animatori che come di più limitati sfruttarono in modo fantasioso il

potenziale del disegno animato per movimenti assurdamente illogici, rapidi e distorti. La Paramount

inizia distribuire film dei Fleischer, i creatori di "Betty Boop” e nel 1933 una figura secondaria apparsa

per la prima volta in uno dei suoi cartoni animati, Braccio di ferro il marinaio, divenne l'asta principale

dello studio. I Fleischer distribuirono il lungometraggio "i viaggi di Gulliver” che dava al protagonista

movimenti realistici realizzati col rotoscope; dopo "Mister Bug va in città" La Paramount estromise i

due dalla loro stessa società e rilevò la serie braccio di ferro assieme alla nuova serie di superman.

Nel 1930 da Warner Bros aprì un reparto animazione e distribuirono la serie "Looney Tunes” che

all'inizio aveva spesso come protagonista un ragazzino nero di nome Bosko; il sistema Warner era più

elastico degli altri studios e consentirà al gruppo di scambiare idee con un team di scrittori, così

nacquero superstar come Porky Pig, Duffy Duck e Bugs Bunny. Il loro marchio di fabbrica divenne la

velocità, in riferimento all'attualità e un umorismo demenziale che contrastava con il sentimentalismo e

la galleria della maggior parte degli altri cartoni. Lo stesso gusto adulto si fece strada nei cartoni della

MGM a partire dal 1942, quando Avery abbandonò la Warner Bros e vi si trasferì e creò nuove star.

XII. CINEMA E STATO: URSS, GERMANIA E ITALIA (1930-1945)

nel 1930 il primo piano quinquennale centralizzò il cinema sovietico in una società unica, la

URSS:

Sojuzkino per rendere l'industria più efficiente; nel 1932 nuove fabbriche fornivano la pellicola

necessaria, ma i problemi legati a varie inefficienze e alla scarsa produzione rimasero irrisolti; si

irrigidì il controllo sui film in movimento avanguardista del montaggio si estinse.

il dogma centrale del realismo socialista era la disposizione per il partito

realismo socialista:

(partiinost, gli artisti erano tenuti a propagare l'ideologia del partito comunista) e si basava anche sul

secondo dogma, centralità del popolo (narodnost, gli artisti dovevano descrivere in modo positivo la

vita della gente comune). Le opere del realismo socialista dovevano astenersi dal formalismo, ovvero

di sperimentazioni stilistiche o complessità che le rendessero di difficile comprensione; per servir

partito il popolo l'arte doveva educare e offrire un modello da seguire,1 eroe positivo. Il primo film a

incarnare un modello fu “Ciapaiev” di Sergej e Georgij Vasil’ev, resoconto romanzato della vita di un

ufficiale realmente esistito durante la guerra civile; proponevo Nerone che le platee potranno

ammirare gli si affiancava un assistente allegro e di bell'aspetto che rappresentava la classe operaia

con quel popolo poteva identificarsi, vi era anche la sotto trama romantica. Il linguaggio del film era

accessibile a tutti i difetti del protagonista non venivano nascosti; segue uno degli schemi più comuni

della narrativa del realismo socialista, il protagonista che impara subordinare i suoi desideri al bene

del popolo. ogni artista di ogni genere era obbligato ad aderire al realismo

dottrina del realismo socialista:

socialista; quando furono avviate le purghe e tutti i membri del partito sospettati di non sostenere il

partito furono periodicamente espulsi, imprigionati, esiliati o giustiziati, anche gli artisti non rimasero

immuni da simili persecuzioni. Prima di essere approvate le sceneggiature dovevano passare

ripetutamente attraverso un complesso apparato di censura, anche riprese iniziate un film poteva

essere sottoposto a revisione o interrotta in qualsiasi momento: "il prato di Bezhin” di Ejzentstejn ad

esempio fu interrotto nel 1937. Nella speranza di incrementare la produzione e di dar vita a un cinema

popolare, Sumjatskij decise di costruire una Hollywood sovietica, così dopo aver passato due mesi in

visita gli studios americani, tentò di replicare la loro sofisticata tecnica ed efficienza.il risultato finale

della sua politica fu il suo arresto nel 1238 e una delle motivazioni citate nell'atto che lo privava di ogni

potere era lo spreco di denaro e di talento nella distruzione di "il prato di Bezhin".

dopo il successo di "Ciapaiev” i film sulla guerra civile

generi principali del realismo socialista:

divennero un genere importante del cinema del realismo socialista. "Non di Kronstadt” di Dzigan è un

suo vago rifacimento, di cui si differenzia solo per la scelta di un eroe tipico piuttosto che di un

personaggio storico; infine si svolge nel 1919 durante i combattimenti avvenuti vicino a Kronstadt e

narra di un marinaio indisciplinato che impara ad abbracciare senza egoismo la causa della

rivoluzione. In primo piano vi era anche il genere biografico, stessi protagonisti erano serie di figure

della rivoluzione o della guerra civile, ma anche grandi personaggi dell'epoca prerivoluzionaria, zar

inclusi: era l'affermarsi del culto della personalità. "Il deputato del Baltico" di Zarkij racconta la storia di

uno scienziato che aveva accolto con favore il regime bolscevico, l'intento era di mostrare l'unione

delle classi sotto il comunismo. Gor’kij fu considerato il massimo esponente letterario del realismo

socialista con il romanzo "La madre", eletto a modello della dottrina; dopo la sua morte Donskoij

realizzo telefilm basati sulle sue memorie giovanili in cui si sottolinea la mancanza di educazione

scolastica del protagonista. il film epico "Pietro il grande: orizzonti di gloria" di Petrov, fu il primo

dedicato agli zar e stabilì delle convenzioni: il monarca è anche un uomo del popolo, conduce eserciti

e fa baldoria nelle taverne con i suoi uomini o ad opera gli attrezzi di un fabbro, non esita mandar via il

pigro figlio di un nobile promuovendo un servitore meritevole. Queste convenzioni e ritornano nel film

che riportò prestigio a Ejzenstejn, "Aleksandr Newskij”, il cui protagonista era un principe medievale

che aveva condotto a difesa della Russia contro l'invasione dei cavalieri teutonici, si trattava di un film

antitedesco che si inseriva perfettamente la dottrina del realismo socialista; in questo film riuscì a

utilizzare delle sperimentazioni degli anni 20, ad esempio spesso la sensazione è inquadrata più volte

da angolazioni diverse e molti stati producono salti nella continuità della narrazione. Pudovkin

contribuì al genere con "Suvorov”, sugli ultimi anni in generale che si era distinto contro Napoleone. Vi

erano anche le storie di eroismo di gente comune: "biancheggia una vela solitaria" di Legosin racconta

l'avventurosa partecipazione dei bambini alla tentata rivoluzione del 1905 ed è un eccellente esempio

degli sforzi di Sumajatskij per produrre film in stile hollywoodiano. “ il prato di Bezhin” doveva essere la

storia di un ragazzo che considera la lealtà alla fattoria collettiva superiore a rapporto con il padre

opprimente, ma ne resta solo una ricostruzione realizzata stampando fotogrammi e foto di

un'inquadratura in cui si può comunque notare l'uso sperimentale di una profondità di campo estrema.

"Il membro del governo" di Zarkij descrive una contadina idealizzata che picchiata dal marito, geloso

della sua devozione alla fattoria collettiva, persiste fino a diventarne di dirigente e alla fine viene letta

come deputato della regione. alcuni testi più popolari dell'epoca erano commedie musicali e il

principale autore era Aleksandrov, che diresse "tutto il mondo ride", insieme a Pyr’ev.

prima della seconda guerra mondiale l'unione sovietica

cinema sovietico in tempo di guerra:

produsse diversi film sui nazisti, "Professor Mamlok” di Minkin e Rappoport si svolge in Germania

dopo l'ascesa al potere del governo nazista e racconta di un grande dottore ebreo che arriva ripudiare

il figlio divenuto meno di un gruppo comunista, ma quando si trova ad essere licenziato senza motivo

si decide a denunciare i metodi della risma e viene ucciso. Quando nel 39 fu firmato un patto di non

aggressione tra unione sovietica in Germania i film antitedeschi furono ritirati dalla circolazione finché

la Germania invase l'unione sovietica e gran parte delle attività cinematografiche furono trasferite nelle

repubbliche non occupate. La conseguenza fu l'interruzione della produzione cinematografica, nel

primo periodo della guerra uscirono sono film ultimati prima dell'invasione, cortometraggi e cinegiornali

e in particolare gli "album di film bellici", antologia di brevi episodi a basso costo che combinavano

notiziari, brevi documentari, a scenette satiriche, numeri musicali ed episodi di fantasia. i

lungometraggi di fiction bellica cominciarono ad apparire nel 1942, concentrandosi su donne e

bambini vittime di combattimenti e atrocità per sottolineare la ferocia del nemico tedesco.

"Arcobaleno" di Donskoij, considerato un film di guerra insolitamente realistico, narra di un villaggio

ucraino paralizzato da una coltre di neve e dalle truppe di occupazione tedesche; gli abitati vengono

trattati con ferocia dai nazisti, ma alla fine le truppe sovietiche e piombano sul villaggio liberandolo

mentre nel cielo appare un arcobaleno.

il primo film sonoro di Lang, "M, il mostro di Dusseldorf”, fu uno

cinema tedesco sotto il nazismo:

dei suoi capolavori, la sera di un assassino di bambine che i criminali catturano e processano in un

tribunale improvvisato; per descrivere la doppia caccia all'uomo di parte della polizia e parallelamente

del mondo criminale, approfitta dello spazio fuoricampo di raccontare le scene più scioccanti. Pabst

agli inizi del sonoro film o telefilm notevoli: "Westfront”, "l'opera da tre soldi" e "la tragedia della

miniera": il primo film denuncia l'insensatezza della prima guerra mondiale, il terzo mostra minatori

tedeschi che rischiano la vita per salvare i compagni francesi di un disastro in miniera. Ophuls esordì

nel cinema all'inizio dell'epoca del sonoro e il suo primo lavoro importante fu "La sposa venduta" in cui

si introducono soluzioni stilistiche che avrebbero caratterizzato il suo stile: la composizione in

profondità, gli articolati movimenti di macchina e i personaggi che si rivolgono direttamente al

pubblico. Debutto registico acclamato fu Sagan con "ragazze in uniforme", tentativo di affrontare

senza pregiudizi il tema dell'esotismo; narra la storia dell'allieva di un collegio governato da una

direttrice tirannica che prende una cotta per l'unica insegnante che le dimostri un po' di comprensione

e dopo essersi dichiarata lei durante una festa tenta il suicidio.

il leghismo ebbe un profondo affetto sul cinema:

regime nazista e industria cinematografica:

Goebbels, potente ministro della propaganda dell'informazione, nel 1934 prese il controllo dell'ufficio

di censura e fino alla fine della guerra e esaminò personalmente ogni lungometraggio, cortometraggio

cinegiornale che dovesse essere distribuito. Nel 1133 visto il tentativo di rimuovere dall'industria

cinematografica a tutti gli ebrei e ciò scatenò una fuga di talenti; due anni dopo la campagna

antisemita dei nazisti prevedeva la messa al bando di tutti i film realizzati prima del 1933 alla cui

produzione avessero partecipato ebrei. Alcune nazioni trattavano malvolentieri con la Germania

nazista così importazioni ed esportazioni subirono un calo notevole mentre lievitano i costi di

produzione. Il regime nazista acquistò segretamente quote di maggioranza delle tre principali case di

produzione (UFA, Tobis, Bavaria) e nel 1942 la nazionalizzazione del cinema fu completata quando

tutte le case di produzione tedesche furono unificate sotto una grande holding chiamata UFA-Film.

i primi film propagandistici avevano l'intento di stimolare l'adesione al partito

film dell'epoca nazista:

glorificando eroi del nazismo. "Hans Westmar” è basato sulla vita di Horst Wessel, uno tra i primi a

morire per la causa nazista, e descrive la berlina della fine degli anni 20.01 città che affonda sotto

l'influenza di ebrei comunisti stranieri; “Hitlerjunge Quex” si rivolgeva gli adolescenti che narra di un

giovane attratto da un gruppo della gioventù hitleriana nonostante l'opposizione del padre. La cineasta

più celebre dell'epoca nazista è la Riefenstahl che girò "il trionfo della volontà", documentario

realizzato in occasione del congresso del partito nazista non in verga nel 1934 e per il quale Hitler

mise a disposizione mezzi illimitati affinché fosse dimostrato il suo controllo su un gruppo di seguaci

potente e compatto. "Olympia”, resoconto dei giochi olimpici tenutisi a Berlino nel 1936, fu anch'essa

finanziato dal governo con grande dispendio di mezzi e l'intento era dipingere la Germania come

membro affidabile della comunità mondiale per soffocare il timone di aggressioni naziste, inoltre vi era

la speranza che i giochi si concludessero con una pioggia di premi partecipanti ariani, dimostrando

l'inferiorità razziale degli altri concorrenti. il cinema nazista produceva grandi quantità di pellicole

contro i nemici del terzo Reich, ad esempio "Carl Peters” di Selpin contro gli inglesi o “GPU” contro i

sovietici, il bersaglio favorito; ma più famigerati telefilm sui nemici furono i lungometraggi antisemiti e

fra questi in particolare il più velenoso fu “Suss l’ebreo” di Harlan, basato sullo stereotipo degli avidi

strozzini ebrei, in cui il protagonista resta del denaro a un duca impoverito e conquista abbastanza

potere di voler trasformare il ducato intero in uno Stato ebraico; commette crimini orrendi fra cui la

violenza verso la protagonista e la tortura del fidanzato. dopo l'uscita di "l'ebreo eterno" di Hippler,

l'odio per gli ebrei fu contenuto in scene isolate poiché il film si rivelò perfidamente antisemita al punto

da diventare impopolare. compito della propaganda era anche accendere l'entusiasmo per lo sforzo

bellico; in "tre sottufficiali" di Hockbaum, gli eroi trascorrono il servizio militare impegnati in avventure

galanti; “ La cittadella degli eroi" di Kolberg, pugilato con la nuova pellicola Agfacolor e raccontava un

fatto realmente accaduto nelle guerre napoleoniche, ovvero i cittadini di una piccola città prussiana

che aveva impugnato le armi per difendersi nonostante l'autorità militari locali avessero deciso di

arrendersi. fra i musical il più famoso di quel periodo fu “Amphitryon” di Schuntzel, commedia

ambientata in sette astratti che rappresentavano l'antica Roma, arricchita di giochi anacronistici.

Harlan diresse per la Tobis anche film non di propaganda, fra cui "giovinezza", storia di una figlia

illegittima adottata da uno zio, sedotta e abbandonata da un cugino, che finisce per annegarsi, il tutto

con uno stile e un rigido moralismo molto simili a quelli di un film di Hollywood.

dopo la conquista della Germania, gli alleati dovettero decidere

cinema nazista dopo la sconfitta:

che atteggiamento tenere con che aveva partecipato alla realizzazione di film nazisti: Goebbels si era

suicidato, alla Riefenstahl, rifugiatasi in Austria, fu impedito di lavorare nel cinema fino al 1952 in

mancanza di indizi decisivi, Harlan fu accusato e processato.

alla fine degli anni 20 l'imprenditore Pittaluga creò una società

tendenze dell'industria italiana:

concentrazione verticale e acquistò il vecchio studio della Cines con la quale dominò la produzione

italiana per qualche anno essendo l'unica a posseder apparecchiature per la registrazione del suono.

A causa della depressione il governo iniziò sostenere diverse industrie e il cinema fu oggetto di una

serie di leggi protezionistiche; nel 1932 il regime di Mussolini inaugurò la mostra del cinema di

Venezia, ideata come vetrina internazionale per i film italiani. al declino della Cines corrispose la

nascita di altre case di produzione, come Lux, Manenti, Titanus ed ERA. il governo riconobbe che

l'industria cinematografica era un'importante forza ideologica e creò la direzione generale per la

cinematografia, diretta a supervisore dell'ufficio propaganda del partito fascista Freddi che si distinse

nel suo nuovo incarico per un atteggiamento sorprendentemente liberista: lo Stato doveva

incoraggiare premiare l'industria, ma non pretendere di guidarla con autorità. Freddi, che credeva che

un pubblico divertito sarebbe stato un pubblico tranquillo, si schierò con i produttori per incrementare

un cinema di distrazione vicino lo spirito hollywoodiano. Quando gli studi della cines furono distrutti da

un incendio, freddi sovrintese alla costruzione di Cinecittà,1 moderno complesso di teatri di posa

statali alla periferia di Roma, inoltre fondò una scuola di cinema, il centro sperimentale di

cinematografia. La biennale di Venezia e la mostra del cinema davano dell'Italia l'immagine di un

paese moderno e cosmopolita così che registi stranieri di alto livello vennero a girare nella penisola.

Nonostante Mussolini vedesse in anteprima ogni singolo film realizzato nel paese, diranno li vietava e

una serie di leggi portò a raddoppiare la produzione.

i documentari e cinegiornali del LUCE magnificavano il regime di Mussolini e

cinema di evasione:

non mancarono i film esplicitamente fascisti ("camicia nera" e "vecchia guardia" di Blasetti). fiorirono

diversi generi popolari, commedie e melodrammi romantici ambientati tra gente ricca e per questo

definiti firma dei telefoni bianchi fra cui si picca "La signora di tutti" di Ophuls. il cinema sonoro di

nebbia la produzione di commedie romantiche costruite su melodie di successo incoraggiò l'umorismo

dialettale e molti comici popolari: vittorio De Sica, ad esempio, recitò in una "glii uomini, che

mascalzoni…” e "il signor max" entrambi diretti da Camerini.

i successi bellici dell'Italia diedero forza anche al cinema, venne riportata in vita la

nuovo realismo:

cines come società governativa che produsse più firme di qualsiasi altra società. Alla fine degli anni 30

cominciarono a rafforzarsi tendenze antifasciste favorendo così nuovi movimenti artistici. Alcuni

scrittori, influenzati da Hemingway ed altri autori americani, invocavano il ritorno alla tradizione italiana

del naturalismo regionale e del verismo di Giovanni Verga; Antonioni diresse il cortometraggio "gente

del Po" che descriveva la vita lungo le rive; "La nave bianca" di Rossellini racconta un dramma di

guerra navale in modo; "quattro passi tra le nuvole" di Blasetti racconta di un commesso viaggiatore

frustrato da una vita noiosa che accetta di fingersi il marito di una ragazza incinta e ripudiata dalla

famiglia. Fu innovativo il quinto film di De Sica come regista, "i bambini ci guardano", in cui spinge il

melodramma sull'orlo della tragedia raccontando una situazione familiare dal punto di vista del

bambino ed evitando l'eleganza dei telefoni bianchi a favore di una forte critica sociale. di più audace

manifestazione della tendenza realismo fu "ossessione" di Visconti che narra la passione che conduce

un vagabondo e la moglie di un barista ad assassinare il marito di lei in cui oltre al tema proibito

dell'adulterio affronta quello dell'omosessualità e per questo dopo alcune proiezioni fu tolto dalla

circolazione ma rimase un punto di riferimento. tutti questi film sfruttano i meccanismi dello star

system e sfoggiano un'illuminazione di teatro di posa, le riprese in esterni sono equilibrate di

scenografie ricostruite studio e di retroproiezioni. La produce cinematografica italiana subì un

precipitoso arresto e si riprese solo nel 1245, quando i ricordi della resistenza e l'impegno di

descrivere la vita quotidiana sarebbero state le fonti di ispirazione primaria del neorealismo.

XIII. FRANCIA: IL REALISMO POETICO, IL FRONTE POPOLARE E L’OCCUPAZIONE (1930-

1945) gran parte del settore produttivo francese era composto da piccole

i nostri cinema negli anni 30:

società private che realizzavano un solo film contraendo forti debiti e fallendo subito dopo. Nuove

leggi e l'avvento del sonoro contribuirono ad allentare la presa americana sul mercato francese e nel

1935 i film francesi conquistarono più della metà del mercato nazionale, cominciò a risalire l'affluenza

del pubblico e gli incassi aumentarono. i registi lavoravano in autonomia e controllavano molte fasi

della produzione, Clair divenne il più famoso regista francese con musical innovativi, quali "sotto i tetti

di Parigi" e "a me di libertà". La tradizione surrealista proseguì in diversi film: Prevert diresse "l'affare

fatto", una commedia anarchica popolata di personaggi che vendono, rubano e indossano cappelli

strampalati; Vigo girò "zero in condotta" e "l'Atlante"; il primo, più apertamente surrealista, descrive la

vita in collegio dal punto di vista dei giovani alunni, gran parte degli insegnanti sono additati come

figure grottesche ad eccezione di uno che è schierato con i ragazzi; il secondo è la storia

intensamente romantica del capitano di una chiatta che sposa la donna di un villaggio lungo il fiume,

ma dopo una breve luna di miele lei fu già Parigi, il marito rifiuta di ammettere il suo desiderio di averla

con sé e alla fine rintraccia la donna è la coppia si riunisce. La morte di Vigo nel 1934 segnò la fine del

surrealismo al cinema francese così come la partenza di Clair provocò l'abbandono del genere

fantastico. Molti film francesi importanti degli anni 30 erano adattamenti letterari con produzioni di alto

livello. il film più noto di Feyder in quel decennio è "la kermesse eroica", commedia ambientata in una

città fiamminga all'inizio del diciassettesimo secolo, in cui si occupò di riprodurre minuziosamente

l'architettura e costumi dell'epoca e era un incoraggiamento al collaborazionismo quando si

addensava la minaccia fascista. Ne “ il lago delle vergini" di Allegret un giovane insegnano molto ed è

assediato dalle ammiratrici,1 ragazza ricca innamorata di lui lo aiuterà a riunirsi con la donna che ama

dalla quale era stato separato, l'intreccio convenzionale si accompagna una splendida fotografia.

Guitry fu attore, sceneggiatore e regista di molte delle sue stesse opere, ad esempio "il romanzo di un

baro", dedicato un truffatore, narrati in modo originale dalla voce del protagonista che pronuncia

anche il dialogo di tutti personaggi, uomini e donne. Duvivier girò "Pel di carota" in cui protagonista è

un ragazzo il cui carattere allegro si scontra con una madre tirannica e un padre indifferente che prima

di dichiarare il suo affetto indugio al punto di portarlo un passo di suicidio. Molti film francesi di qualità

erano firmati da autori stranieri, in particolare tedeschi, ad esempio Pabst che oltre al "Don Chisciotte”

in una versione multilingue, diresse per melodrammi; uno di questi, "il dramma di Shanghai”, narrava

di una cantante di might-club che lavora da anni per una banda criminale, ma cerca di rigare delitto

quando sua figlia viene a trovarla e per consentirle di fuggire dalla Cina durante l'invasione dei

giapponesi è obbligata a uccidere uno dei membri della banda. Ophuls lavorò regolarmente a Parigi

realizzando sette lungometraggi intensamente romantici, ad esempio "Werther”, che ha per

protagonista un ufficiale che si innamora della fidanzata del suo superiore e alla fine si toglie la vita. Il

russo Litvak girò in Francia "Mayerling”, storia dell'amore tragico di un principe per una donna

comune. Lang girò "La leggenda di Liliom”, dramma romantico e fatalista. Oltre alle produzioni studio,

vi furono anche molti film improntati alla realismo quotidiano, fra i quali spicca "La scuola materna" di

Levy e Epstain, che affronta il problema dei bambini abbandonati o maltrattati narrando di una giovane

colta, ma povera, assunta in un istituto che diviene l'oggetto del represso bisogno d'amore dei

bambini; i registi girarono il film in un autentico asilo pubblico e scelsero di bambini senza esperienza

di recitazione. un altro autore emerso negli anni 30, dotato di uno stile molto personale e attento alla

realtà quotidiana è Pagnol, già celebre commediografo; sovrintese l'adattamento di una sua opera,

"Marius” che risultò un grande successo, ma la Paramount non vuole finanziarne il seguito e fu

costretto ad andare avanti da solo, fondano una casa di produzione personale e iniziando a sfornare

un successo dopo l'altro con l'aiuto della famiglia Pagnol, un clan che viveva e lavorava stretto

contatto ovunque si decidesse di girare.

i protagonisti sono figure ai margini della società che trovano l'occasione di

realismo poetico:

riscatto. Feyder diresse "pensione mimosa", storia della proprietaria di una pensione che si innamora

del figlio adottato e ne boicotta gli amori con altre donne portandolo al suicidio, in cui l'atmosfera è

affidata alla cura delle ambientazioni. il principale contributo di Duvivier a realismo poetico è "il bandito

della casbah" in cui protagonista è un gangstar che si nasconde nella casbah di Algeri, dove la polizia

non osa arrestarlo e si innamora di una sofisticata parigina, ma il loro amore è condannato in partenza

poiché se lui lasciasse la casbah verrebbe catturato; alla fine il protagonista tenta di lasciare Algeri

con l'amata, ma la polizia lo arresta davanti al porto così che del permesso di guardare la barca di lei

che si allontana e quando questa salpata si uccide. In "il porto delle nebbie" lo stesso attore, Jean

Gabin, è un disertore della legione straniera innamorato della protetta di un potente gangster, riesci ad

ucciderlo, ma sua volta viene ucciso dal membro della banda morendo tra le braccia della sua amata.

fu protagonista anche in "alba tragica" nel ruolo di un operaio che nella prima scena del film commette

un omicidio e si barrica nel suo appartamento per sfuggire alla polizia. il primo film sonoro di Renoir fu

"La purga al pupo" seguito da "La cagna" in cui protagonista è un contabile con l'hobby della pittura,

prigioniero di un matrimonio infelice che comincia una relazione con una prostituta e si fa sfruttare dal

protettore di lei che vende sui dipinti, alla fine il protagonista uccide la donna e vive serenamente da

mendicante; questo film introduce nei turistici movimenti di macchina, scene in profondità di campo e

improvvisi cambiamenti di tono, inoltre l'omicidio dell'amante da parte del protagonista e la soluzione

tragica che diverrà un classico del realismo poetico. Renoir firmò anche "Boudu salvato dalle acque",

storia buffa di un vagabondo salvato dal suicidio di un libraio borghese che cerca di rieducarlo, e "toni"

che affronta il tema dell'immigrazione di operai provenienti dall'Italia e dall'Europa orientale nella

Francia degli anni 20; l'insolenza dei progressisti del fronte popolare si avverte in altri due film di

Renoir: "La scampagnata” e "La grande illusione" in cui assume una posizione pacifista quando la

guerra con la Germania appariva sempre più probabile. Il contrasto fra aristocrazie in declino e classe

lavoratrice riappare nel film con cui Renoir chiude il decennio, "La regola del gioco": durante un ritrovo

nel castello di un nobile un aviatore e si innamora della moglie del padrone di casa che sta cercando

di fuggire con l'amante, nessuno è tratteggiato come cattivo e il senso e la disgregazione della

consulta classe aristocratica.

negli anni 30 alla spaccatura fra partiti di estrema destra sinistra si allargò; la sinistra

fronte popolare:

opponeva resistenza sorgere di tendenze fasciste e nonostante il partito comunista francese fosse

contrapposto ai moderati socialisti, i due partiti si quali durarono in un partito unico chiamato fronte

popolare che nel 1936 andò al governo. Il fronte popolare formò il gruppo Cinè-Libertè finalizzato alla

produzione di film e alla pubblicazione di una di vista di cui Renoir fu scelto per supervisionare la

realizzazione collettiva di "La vita c'appartiene", un lungometraggio di propaganda per le imminenti

elezioni, e "La marsigliese". "La vita c'appartiene" era innovativo nello stile e mescolava scene

ricostruite e riprese dal vero, noto esponente del fronte popolare appaiono nella parte di se stessi,

mentre attori celebri interpretano operai e contadini; "La marsigliese", invece, rievoca i fatti della

rivoluzione francese era caduta della monarchia e nonostante avesse avuto una distribuzione

commerciale, si rivelò un film impopolare a causa della poca drammaticità. Furono prodotti anche film

commerciali, ad esempio "la bella brigata" di Duvivier che narra di cinque operai disoccupati che

vincono alla lotteria e decidano di avviare in cooperativa un locale, diversi problemi spingono però due

dei protagonisti ad abbandonare il progetto, uno muore accidentalmente prima che la costruzione sia

ultimata mentre due rimanenti presenteranno all'inaugurazione; in realtà il regista voleva un finale

tragico così il film fu distribuito con due finali diversi poiché il lieto fine era voluto dal produttore.

il governo di Vichy istituì il COIC a sostegno

cinema nella Francia occupata in quella di Vichy:

controllo dell'industria. Un complesso sistema regolava le autorizzazioni per far film di censura era più

rigida che sotto il diretto controllo tedesco; qualche finanziamento arrivava sottobanco da fonti

ebraiche o americane o India più ufficiale dall'Italia. Nella Francia occupata invece inizialmente non

esisteva più una produzione francese e la Germania aveva il monopolio della programmazione. Alcuni

film tedeschi ebbero successo, ma il pubblico preferiva i film francesi e disertò le sale così i tedeschi

ne minano 141 permise una ripresa della produzione francese. La Germania investì generosamente in

Francia, nel 1940 nacque a Parigi la tedesca continental che produsse oltre 1/7 dei film prodotti

durante l'occupazione; la continental aveva una struttura concentrazione verticale e possedeva teatri

di posa, laboratori di sviluppo stampa era più importante catena francese di sale cinematografiche. La

censura tedesca si film francesi era tollerante, ma impediva comunque agli ebrei di lavorare nel

mondo del cinema e furono proibiti i i film d'anteguerra con attori ebrei. Alcuni film riflettevano gli ideali

fascisti, altri erano filofrancesi e molti autori militavano segretamente nella resistenza dando vita al

comitato di liberazione del cinema francese. Col progredire il conflitto, la carenza di materiali e della

produzione sempre più difficile fino a bloccarla del tutto nel 1944.

i film più notevoli di quel periodo sono produzioni molto professionali dette di

film dell'occupazione:

prestigio, che trasmettevano un'atmosfera di romantica rassegnazione rimanendo distanti dalla realtà

contemporanea. Il primo del genere fu "l'assassinio di papà Natale" di Jaque, ambientati in un villaggio

di montagna che ha per protagonista un cartografo che ogni anno interpreta babbo Natale per i

bambini del posto, ma alla vigilia di Natale accadono strani eventi. L’Herbier realizzò "La notte

fantastica",1'opera dallo stile molto personale che narra la storia di un povero studente che lavora ai

mercati generali, ma la notte sogna un'angelica donna in bianco. nello conduce in uno strano viaggio

attraverso un locale notturno, un negozio di magia e un manicomio e quando il giovane si sveglia la

donna riappare e due sedevano insieme in un regno di eterno sogno; il regista riesumò le soluzioni in

soggettiva dell'impressionismo usando il sonoro al contrario, ralenti e split-screen per rendere le

visioni oniriche del protagonista. fantasie d'evasione di tipo romantico o morboso sono imminenti in

opere importanti del periodo bellico, "l'amore e il diavolo" di Carnè, e “ l'immortale leggenda” di

Delannoy; il primo è una storia d'amore ambientata nel medioevo che impiega costui è scenografia

molto curati, anche se la scarsità del materiale costringeva realizzare vestiti con tessuti scadenti nobili

agli scenografi a iniettare veleno nella poca frutta delle scene di banchetto per impedire che le

comparse affamate sa mangiassero; racconta di un uomo e una donna e inviati dal diavolo a

corrompere gli abitanti di un castello, ma lui s'innamora della principessa che deve sedurre e il diavolo

trasforma entrambi statue. Il secondo si basa sulla leggenda di Tristano e Isotta, ma annientata in

epoca contemporanea su un'isola sperduta. Va ricordato anche "luce d'estate" di Gremillon in cui sono

narrati parallelamente il triangolo amoroso tra anziani e il più innocente amore tra giovani.dello stesso

regista è “Le ciel est à vous” in cui descrive la famiglia di un garantista che sacrifica tutto affinché la

moglie potrà stabilire il record di trasvolata; con i suoi moti patriottici il film tesseva le lodi dell'eroismo

francese e restituiva un pizzico dello spirito del fronte popolare. Il più importante di registi che

esordirono sotto l'occupazione fu Bresson che diresse "La conversa di Belfort”, noir ambientato in un

convento dove le suore cercano di redimere alcune criminali. I più celebri film dell'occupazione sono

"amanti perduti" e "il corvo": il primo seguì intrecci sentimentali di diversi personaggi, dedicando

attenzione all'amore contrastato da un minimo è un'attrice in una storia che riecheggia i loro luoghi sul

palcoscenico; il secondo si svolge in una piccola cittadina francese in quella serie di lettere velenose

firmate il corvo rivelano presunti segreti su molti rispettabili membri della comunità gettando nel panico

i cittadini che reagiscono con sospetti irragionevoli.

XIV. DOCUMENTARI, CINEMA POLITICO E SPERIMENTALE (1930-1945)

i primi problemi affrontati dal cinema politico americano furono la povertà di razzismo. La

Stati Uniti:

prima associazione nacque nel 1930: la Workers’ Film and Photo Legaue e presto si formò una rete

nazionale di associazioni affini finalizzata alla produzione di cinegiornali di proiettare le riunioni

socialiste; inizialmente questi film si limitavano a registrare manifestazioni e scioperi che avvenivano

nel paese poi iniziarono a fornire conferenziere di riunioni progressiste, si levano critiche che

denunciavano i film di Hollywood e sosteneva nel cinema alternativo e contestavano la proiezione di

film nazisti. Nel 1937 fin il ciclo delle leghe. Nel 1935 alcuni autori si staccarono dalla lega per formare

la Nykino, una cooperativa che suggeriva una consapevole imitazione del cinema sovietico; produsse

pochi film, perlopiù documentari, ma tra di essi vi fu una notevole satira delle promesse ipocrite fatte

poveri durante la depressione. Due anni dopo si trasformò nella Frontier, una casa di produzione

senza fini di lucro che ebbe un discreto successo con la realizzazione di documentari fotografati di

operatori di classe come Steiner e Strand; l'ultimo film della frontier fu "terra natia", un quasi-

documentario che ricostruisce bisogni reali in cui i lavoratori lottano contro le opprimenti forze

capitaliste. in Germania il cinema di sinistra fiorì prima che altrove; nel 1926 venne fondata la

Germania:

Prometheus, una società di distribuzione specializzata in pellicole sovietiche che produsse "il viaggio

di mamma Krause verso la felicità" di Jutzi che descrive la disoccupazione in Germania e rivela la vita

di una famiglia intrappolati in un piccolo appartamento; “Kuhle Wampe” di Dudow con sceneggiatura

di Brecht, e sprona disoccupazione, aborto, condizione delle donne e altri beni sociali attraverso

episodi della vita di un'unica famiglia. Ogni nazisti presero il potere molti autori si trovavano a lavorare

per Hollywood dovrebbero difficoltà integrarsi.

in Belgio documentalisti e sperimentatori reagirono prontamente al sorgere del

Belgio e Olanda:

fascismo; Dekeukeleire si dedicò al cinema politico con "fiamma bianca" nel quale brani di un

documentario su un raduno comunista si alternano scene girate appositamente in quella polizia dalla

caccia un giovane dimostrante nascosto in un fienile; Storck, che negli anni 20 aveva aperto un

cineclub realizzando diversi documentari poetici e sinfonie della città, negli anni 30 ebbe una svolta

politica nella sua carriera realizzando "storia di un soldato sconosciuto", documentario antologico

antifascista e pacifista. Ivens, che aveva anche lui contribuito al genere di film astratti e alle sinfonie

delle città, fu inviato in unione sovietica per realizzare "La canzone degli eroi",1 documentario

sull'industria dell'acciaio. Questi due registi girarono insieme in clandestinità “Borinage”, senza

chiedere il permesso all'autorità per riprendere operai che metteva in scena scontri con la polizia, stati

e manifestazioni con il risultato che il film fu proibito in Belgio e in Olanda, ma circolò diffusamente nei

cineclub. nel 1929 un gruppo di sindacati comunisti creò la Federation of Workers Film

Gran Bretagna:

Societies per incoraggiare la nascita dei cineclub e si estese a molte città inglesi. nel 1932 alcuni

comunisti e ripresero una manifestazione, ma non esisteva ancora un meccanismo regolare di

distribuzione; l'anno seguente Messel fondò il Socialist Film Council, primo gruppo inglese a usare

sistematicamente il 16 mm, e chiese ai club locali di proporre materiale sull'oppressione dei lavoratori.

Due anni più tardi furono fondate Kino, casa di produzione distribuzione specializzata in 16 mm che si

occupava anche di film sovietici, e la Workers Film and Photo League per coordinare le attività di

gruppi cinematografici di sinistra; infine Montagu diede vita alla progressive film institut per realizzare

documenti e distribuire film sovietici. molti cineasti si schierarono per la

cinema progressista internazionale alla fine degli anni 30:

causa della Repubblica spagnola contro il lì del fascista Francisco Franco; il russo Karmen giro molto

materiale d'attualità che beni assemblati in lungometraggio antologico dal titolo "Spagna", l'americana

Frontier produsse "cuore di Spagna" e il progressive film institut realizzò un film in 16 mm sulla guerra

civile, "la difesa di Madrid". Ivens era noto per essere imitato negli Usa le più importanti scrittori e

artisti di sinistra; il suo primo impegno fu "terra di Spagna",1 documentario sulla guerra civile, scritto e

narrato da Hemingway, che metteva l'accento sulla contrapposizione tra la vita di ogni giorno e i

disastri della guerra; il film fu approvato dai Roosevelt, ma la sua circolazione fu limitata ai cineclub.

La guerra civile cinese ricevette meno attenzione: Leyda e Meyers assemblarono il materiale in "La

Cina contrattacca", film che ebbe enorme eco e fece conoscere Mao in gran parte del mondo; Ivens

girò "i 400 milioni", incentrato sulla lotta contro l'invasione giapponese e sugli ampi panorami del

paese. gli autori di questo genere di film di solito non facevano parte della classe operaia e

dedicavano attenzione agli oppressi di tutto il mondo.

dopo l'insediamento alla presidenza di Roosevelt nel 1933, il governo americano si

Stati uniti:

impegnò nella lotta contro la depressione e molti membri delle film and photo leages cominciarono a

lavorare per documentari governativi. A Lorentz fu affidato un budget di 6.000 dollari per "l'aratro che

spezzò le pianure” e si scontrò con le produzioni di Hollywood che vedevano in lui un concorrente

finanziato dal governo. Girò anche il cortometraggio “The Plow” che ebbe un discreto successo e rese

possibile lo stanziamento di un budget più sostanzioso per il suo successivo film, "il fiume", il cui

argomento era la massiccia erosione della Valle del Mississippi a causa del disboscamento.

Roosevelt mise Lorentz a capo dell’US Film Service, ente destinato a produrre documentari per i vari

settori statali, ma si rivelò un cattivo amministratore. Nel 1939 fu girato "La città", di Steiner e Van

Dyke su soggetto di Lorentz che trattava dell'affollamento delle città: il contenuto informativo

spettacolare e si univa episodi divertenti colti di cineprese nascoste.

milioni 30 si sviluppò un avere poi una scuola nazionale del documentario, frutto

Gran Bretagna:

dello scozzese Grierson che aveva studiato negli Stati Uniti ed era rimasto impressionato dall'efficacia

con cui la cultura popolare americana riusciva toccare il pubblico di massa e disapprovava che

Hollywood o spiegasse l'opportunità di comminare intrattenimento ed educazione. Nel 1929 uscì "The

Drifters”, un mediometraggio sulla pesca alle aringhe che fu proiettato insieme a “La corazzata

Potemkin”, ma rimaneva il problema della distribuzione commerciale dei documentari. Nel 1930 fu

assunto dall’Empire Marketing Board, ente che si occupava della promozione all'estero dei prodotti

inglesi, per formare un'unica cinematografica permanente. Una volta sciolto l'ente il suo ex capo,

Tallents, insieme a Grierson creò la GPO film unit che fu molto prolifica e i film avevano semplici

finalità didattiche. grazie ai finanziamenti di sponsor esterni furono girati alcuni documentari, fra i più

popolari: "posta notturna",1 viaggio del treno quotidiano che ogni notte collegava Londra a Glasgow

attraverso una varietà di inquadrature che alternavano dettagli prosaici a campi lunghissimi del treno

sullo sfondo della campagna inglese; "La canzone di Ceylon” sulle bellezze della cultura passata e

presente dell'isola e “problemi domestici" che doveva promuovere l'uso del riscaldamento e

dell’illuminazione a gas negli appartamenti moderni e in cui si sperimentava l'uso del sonoro in presa

diretta, intervistando persone della classe operaia nei loro squallidi appartamenti. Quando Groerson si

mise in proprio il suo posto venne preso da Cavalcanti che diresse "faccia di carbone",1 documentario

sull'industria del carbone con un'originale colonna sonora che ogni uomo un commento in versi e

musiche; sotto di lui vennero prodotti film più vicini alle tecniche narrative del cinema commerciale.

Nel milione 1940 la GPO fu assorbita dal ministero dell'informazione.

nel 1931 fu assunto da Grierson ed esordì con un film sulle nostre inglesi

Flaherty in Gran Bretagna:

facendo riprese nelle fabbriche e nelle miniere; nello stesso anno concepì un progetto sulle remote e

desolate isole Aran inquinare gli sforzi degli abitanti delle isole per usare al de come concime,

dissodare terreni sassosi e pescare tra onde gigantesche: "l'uomo di Aran" uscita di anni dopo e

piacque a critica e pubblico, ma accese una controversia in quanto molti documentalisti lo bollarono

come fiction intrattenimento e progressisti lo accusano di non aver affrontato la situazione sociale

degli isolani. il governo americano sollecitò esplicitamente Hollywood a sostenere

registi di Hollywood e guerra:

lo sforzo bellico: il Pentagono chiese a Capra di girare una serie di film di propaganda per spiegare

soldati americani il motivo della guerra e per motivare l'aiuto all'unione sovietica, così nacque la serie

"perché combattiamo" sviluppata in sette film che i soldati erano tenuti a vedere in più alcuni film

furono proiettati anche per il pubblico. Ford, che era in marina, quando i servizi militari anticiparono

l'attacco giapponese all'isola di Midway, si fece trovare sul posto per documentare un evento che

avrebbe costituito la svolta del conflitto, così "The battle of Midway” ricevette l’oscar per il miglior

documentario. Huston realizzò due firme di grande sincerità: "La battaglia di San Pietro" che spiegava

perché l'avanzata degli alleati in Italia fosse così lenta e "sia fatta la luce" sulla riabilitazione delle

vittime di esplosioni; quest'ultimo fu censurato e non fu proiettato dal governo statunitense fino gli anni

70. il documento è l'inglese diede il suo contributo al fronte unico contro l'attacco nazista:

Gran Bretagna:

esercito royal air force coprodussero "vittoria nel deserto", lungometraggio dedicato a momenti cruciali

della guerra che divenne popolari molti paesi e vinse negli Stati Uniti l’oscar per il miglior

documentario. All'inizio della guerra il GPO fu convertito in Crown Film Unit , incaricato di realizzare

documentari bellici; fra i sei membri vi era Watt che diresse "bersaglio per stanotte/operazioni aeree”

descrivendo un bombardamento sulla Germania ricostruendo tutta l'azione, attingendo dalle

convenzioni dei film di finzione. Importante documentarista fu Jennings, artista e poeta, attore,

montatore e sceneggiatore, che diresse "tempo libero", sull'attività degli inglesi nel tempo libero.

Insieme a McAllister elaborò uno stile che evocava con un certo lirismo le vite dei connazionali

attraverso inquadrature girate in ambienti diversi unificate dal suono non interrotto di una delle due.

Jennings diresse anche "i primi giorni", sulla preparazione di Londra all'inevitabile bombardamento,

"l'onda può farcela", dedicato ai bombardamenti, e "ascolta l'Inghilterra" ancora una volta insieme a

McAllister, che riflette il gusto sperimentale di due autori i quali, servendosi di musica ed effetti sonori,

si muovono nel tran tran quotidiano che prosegue fra i postumi della guerra. Nel 1943 Jennings

realizza lungometraggio "si accesero i fuochi", documentario sull'impegno dei vigili del fuoco in cui

dirige un piccolo gruppo di personaggi per dare umanità alla trama e descrive pompieri nei momenti di

libertà. In "diario per Timothy” del 1945, Jennings vuole riflettere sull'imminente dopoguerra: il

commento è rivolto un bambino nato nel quinto anniversario dell'entrata in guerra della Gran Bretagna

e tenta di spiegare non solo l'accaduto, ma anche perché la guerra sia stata combattuta con

l'intenzione di trasmettere le esperienze del periodo bellico alla generazione che doveva costruire una

società nuova. i film e di aperta propaganda costituivano una percentuale bassa della

Germania e URSS:

produzione nazista e comprendeva cinegiornali e beni documentari di sostegno al regime. All'inizio

cinegiornali descrivevano gli ostacoli incontrati superati all'estero dei soldati tedeschi, senza mostrare

morte sofferenza. Dopo la sconfitta tedesca sta lì in grado molti spettatori cominciarono a evitare

cinegiornali considerandoli semplici veline. I documentari sovietici misero l'accento sulla sofferenza e

la distruzione provocata dagli invasori tedeschi i cineasti ebbero la possibilità di ispirare il pubblico con

vittorie realmente eroiche. tra la fine degli anni 20 e l'inizio degli anni 30 l'avanguardia

narrazione sperimentale e film lirici:

materiale del cinema americano si articolò in un sistema stabile: i film erano affittati e proiettati in

piccole sale e cineclub i più fortunati erano distribuiti dalle film and photo leagues insieme documentari

politici. Vidor giro "La spia" in cui narra di un uomo condannato a morte che sembra sfuggire al suo

destino, ma il lungo inseguimento culmina nella scoperta che tutta la fuga era solo una visione nella

sua mente un attimo prima dell'impiccagione. Le sinfonie della città erano il genere favorito di chi

disponeva di budget ridotti.

nel 1930 il poeta e artista francese Cocteau esordì nella regia con "il sangue di un

surrealismo:

poeta" che fece del sogno e dello psicodramma il genere cardinale del cinema d'avanguardia:

sviluppando la narrativa onirica, l'autore sceglie come protagonista uno scultore la cui opera prende

vita per inviarlo attraverso uno specchio in un corridoio misterioso. Bunuel, dopo una breve

esperienza negli Stati Uniti, si stabilì in Francia lavorando al doppiaggio spagnolo di film americani e

girò "Le Hurdes - terra senza pane”, documentario o suonare è isolata e arretrata della Spagna che ne

evidenzia la povertà e l'ambiente in salubre. Cornell, artista noto per assemblare in scatole di vetro

oggetti trovati per caso, è affascinato dal balletto, dalla musica e del cinema e amavo ogni tipo di film.

Nel 1936 completò "Rose Hobart” un'antologia che combina spezzoni di documentari scientifici con

materiale rimontato tratto da "a est del Borneo", un thriller della Universal, di cui estrapolò le scene

con la protagonista; il film si concentra sull'iterazione di gesti dell'attrice tratti di diverse scene e suo

montaggio che gioca abilmente e in modo fuorviante.

la maggior parte degli animatori europei continuarono a evitare la tradizionale cel

animazione:

animation, associandola allo spirito commerciale di Hollywood e preferirono escogitare ingegnose

alternative per creare il movimento fotogramma per fotogramma. al ceco Bartosch fu commissionato

un film basato sul libero di xilografie di ispirazione socialista e impiegò due anni per realizzare "l'idea",

racconto allegorico di un operaio che presenta i suoi compagni lavoratori una sua idea per vederla

schiacciare dalla tirannia dell'industria e della società; il russo trapiantato a Parigi Alexeieff, creò sullo

schermo l'effetto dell'incisione e inventò l'animazione a schermo di spilli: spingendo gli spilli a varie

altezze in diverse aree della tavola e illuminandoli di taglio riuscì così a creare figure in varie

sfumature di grigio; nacque così il capolavoro "una notte sul monte calvo" in cui erano animate una

serie di strane figure in mutazione che buona velocità vertiginosa di e verso la macchina da presa. in

Germania Fischinger continuò i suoi esperimenti per unire forme movimento è musica e sostenendo a

sua produzione con la pubblicità esplorò gli usi del colore nell'animazione astratta; si trasferì a Los

Angeles per fuggire dalla Germania nazista e realizzò alcuni film animati, lavorò brevemente gli studi

Disney, ma non riuscì mai ad integrarsi. Un altro sperimentatore dell'animazione astratta era Lye che

mancanza di budget cominciò a dipingere direttamente sulla pellicola finché è la GPO non gli diede

una mano; suo è "scatola di colori", vivace danza di figure su musica da ballo che influenzò di

animatori Disney che lavoravano a "fantasia"; dalla fine degli anni 30 Lye diresse per la GPO

documentari ricchi di inventiva come "quando la torta fu aperta" cortometraggio su come rendere

gustoso il cibo razionato.la pittrice americana Bute usò musiche note creando forme semoventi

sincronizzati al suono e dopo i primi film in bianco e nero introdusse il colore con "fuga"; riusciva

distribuire da sola i suoi film anormali sale cinematografiche che li proiettavano come carte animati

prima del lungometraggio. Starevicz, emigrato a Parigi dopo la rivoluzione, in “Fetiche” mescola

pupazzi e azione dal vivo raccontano di una povera cucitrice che fabbrica di giocattoli imbottiti per

curare la figlia malata. Smith esplorò la tecnica batik applicando strati di vernice su

della seconda guerra mondiale:

pellicola 35 mm e controllandone forma con nastro adesivo o cera. uno dei più audaci film astratti del

periodo bellico fu "e geografia del corpo", di Maas e Menken in cui avveniva l'esplorazione del corpo di

un uomo trasformato in un sensuale panorama di colline crepacci mediante l'uso di primissimi piani.

La Deren proseguì la narrazione sperimentale e insieme al marito Hammid realizzò "reti del

pomeriggio" il più celebre film d'avanguardia americano in cui lei stessa appare nel ruolo di una donna

che ha una serie di incontri misteriosi con una figure incappucciata il cui volto è uno specchio, si divide

ma le personalità e muore; la protagonista alla deriva e la struttura onirica divennero convenzioni del

film trance e poiché le immagini potevano essere lette come proiezioni delle anse della protagonista, il

fine diede avvio a una lunga serie di psicodrammi nel cinema sperimentale americano.

XV. IL CINEMA AMERICANO NEL DOPOGUERRA (1945-1967)

dopo la guerra, l'anticomunismo della politica

impatto politico della guerra fredda su Hollywood:

americana mise molti progressisti in una posizione compromettente; alcuni personaggi in colloqui

segreti con i rappresentanti del congresso denunciavano le persone legate ai comunisti a Hollywood e

testimoni ostili, perlopiù sceneggiatori, non fu permesso di esporre il proprio punto di vista. Dopo il

clamore di una protesta pubblica le udienze furono sospese per quattro anni, ma i testimoni ostili

furono evitati dai produttori. le udienze miravano a dimostrare che i soggetti dei file prodotti a

Hollywood erano inquinati di idee comuniste; quando le udienze ripresero, nel 1951, molti ex

comunisti si salvarono facendo nomi di altri mentre chi si rifiuta di collaborare fu nuovamente

ostracizzato. alcuni cineasti della lista nera, che cominciò a sgretolarsi dal 1960, dovettero emigrare o

lavorare sotto pseudonimo. nel dopoguerra le prospettive sembravano eccellenti: il

declino dello studio system hollywoodiano:

mercato internazionale di Hollywood o si stava allargando, gli studios trasformarono la divisione estera

della MPPDA in una nuova organizzazione commerciale, la Motion Picture Export Association of

America (MPEAA), responsabile del coordinamento delle esportazioni americane. nonostante tentativi

protezionistiche di alcuni nazioni, Hollywood potenziava l'esportazione, ma dal 1946 le fortune sul

mercato interno subiva una battuta d'arresto sancendo la fine dell'età aurea degli studios. Dopo la

guerra l'industria cinematografica dovette affrontare due sfide: un processo giudiziario che altro il

modo di fare affari a Hollywood e il profondo cambiamento nelle abitudini degli spettatori americani.

dalle 10 di studios di Hollywood o siano sostenuti a vicenda nella

La decisione Paramount:

creazione di un oligopolio con te, nel 1938 il ministro della giustizia abbia una causa, il caso

Paramount, in cui il governo accusava le cinque grandi e le tre piccole di violare le leggi antitrust

appoggiandosi l'una con l'altra per monopolizzare il mercato cinematografico. 10 anni dopo la corte

suprema degli Stati Uniti dichiarò l'otto società colpevoli di condotta monopolistica e ordinò alle major

di rinunciare alle sale, in questo modo le sale indipendenti e dell'accesso a una gamma più vasta di

materiale e gli studi minori potevano produrre film a budget più alto; questo nuovo assetto incoraggiò

la produzione indipendente che rimaneva comunque legata alle grandi case di distribuzione.

dopo la guerra molti americani avevano

mutamenti dello stile di vita e nuovi intrattenimenti:

messo da parte abbastanza denaro per acquistare case e automobili e questo segnò il boom

dell'edilizia suburbana. All'inizio la gente tendeva starsene a casa ad ascoltare la radio, ma in quegli

anni inizia guardare la televisione, la vita nelle zone suburbane e il divertimento via etere, accanto a la

crescita di altre attività ricreative come lo sport è la musica registrata, concorsero al crollo dei profitti

dell'industria cinematografica, infatti quando si decideva di andare al cinema si teneva scegliere un

film importante. il colore e nel modo più ovvio per differenziare il film dalla televisione;

schermi più larghi e colorati:

molti utilizzavano il technicolor e nel 1951 sentenza obbligò la technicolor a rendere i suoi servizi

accessibili a tutti, ma quello stesso anno la Eastman intorno sulla pellicola a colori in una striscia,

Eastman color, che poteva essere utilizzata con qualsiasi cinepresa e di facile di sviluppare; di

technicolor smise di produrre pellicola nel 1955, ma continuò a preparare le copie della distribuzione

col suo procedimento fino al 1975. Nel 1967 i film girati a colori e raggiunsero la totalità. negli anni 50

apparvero numerosi formati panoramici: il Cinerama era un sistema tre proiettori che creava

un'immagine su più pannelli, il Cinemascope utilizzava una normale pellicola 35 mm e ottiche semplici

ed era utilizzato dalla Fox, mentre la Paramount insistette con il sistema Vistavision. dopo il 1954 tutti

film hollywoodiani erano concepiti per essere proiettati in un formato superiore all’1,37:1 e le principali

cinematografie straniere svilupparono i loro sistemi panoramici per competere con l'America. Le altre

innovazioni riguardavano il suono, infatti gli studi di Hollywood si convertirono gradualmente dalla

registrazione ottica del suono a quella su pista magnetica.

la produzione indipendente a questo uno spazio maggiore, assumere il

crescita degli indipendenti:

personale necessario alla realizzazione di un film volta per volta e il film stesso era poi distribuito da

una delle cinque grandi o delle tre piccole. I indipendenti costituivano un gruppo molto variegato;

alcuni dei progetti dei produttori indipendenti erano film ad alto budget, storici o adattamenti di

bestseller; ai più deboli fra i produttori indipendenti restava il compito di colmare il vuoto dovuto alla

drastica riduzione della produzione a basso costo da parte delle major, in particolare la domanda fu

coperta da società indipendenti specializzati in film di exploitation, produzioni minime che si basavano

su argomenti attuali o sensazionali mistici che potesse essere sfruttati commercialmente; le società

dedite all'exploitation sfornavano con pochi soldi film horror, di fantascienza ed erotici e tre più bizzarri

vanno ricordati quelli di Wood, ignorati o presi ad zimbello ai tempi della loro uscita, ma sarebbero

divenuti nei decenni successivi autentici cult movie. Più impegnativi erano i film di exploitation

realizzati dall'America l'International Pictures che sfruttavano la passione dei liceali per l'horror, la

criminalità giovanile, di fantascienza e la musica. Le pellicole di Corman si distinguevano per il ritmo

veloce, in ogni comunismo e gli effetti speciali di bancarella, commossi che sembravano fabbricati con

scarti di materiale idraulico e pezzi di frigorifero. La AIP stesso inviava un titolo con relativo manifesto

e campagna pubblicitaria e solo dopo averne provato l'efficacia sul pubblico provvedeva a scrivere

una sceneggiatura. Era un mercato che abbracciava molti generi e il allentarsi dei controlli censori

favori negli anni 60 il diffondersi dell'elemento sessuale; sporadicamente alla produzione indipendente

assumendo caratteristiche politiche. Meno radicali dal punto di vista politico e non i cineasti

indipendenti della scuola di New York e il più celebre di questo gruppo era Cassavetes che diresse

"ombre”, un film, che narra di due fratelli una sorella neri nella mente newyorkese del jazz e dei party,

che si riassumeva nel cartello che lo concludeva: il film è che avete appena visto era

un'improvvisazione. prima degli anni 50 la maggioranza delle produzioni degli studios erano

Cinema d’essai e drive-in:

pensate per un pubblico familiare, ma ora cominciano ad apparire con maggiore frequenza film

destinati agli adulti, ai ragazzi o agli adolescenti. La Disney avviò la produzione di film con personaggi

reali proponendo classici d'avventura, riduzioni di romanzi per ragazzi e commedie fantastiche. Il

mercato dei film per adolescenti e esplose con i musical rock, l'essere di delinquenza giovanile, di

fantascienza e l'horror e gli studios risposero con commedie giovanilistiche più pulite facendo del

mercato giovanile il target principale per la maggior parte dei film di Hollywood. L'industria del cinema

aveva ottimi motivi finanziari per aumentare le importazioni di film poiché le società americane di

investimenti profitti nello stesso paese. alcune sale indipendenti alle prese con il calo degli spettatori

scoprirono un nuovo pubblico proiettando film d'essai e facendo appello al gusto dell'elite locale,

mentre un'altra alternativa per i esercenti erano i drive-in che prevedevano un biglietto a buon mercato

e attirava quindi più spettatori. Il primo drive-in era nato nel 1933 e nel 1956 ne funzionavano più di

4000: la visione offerta non era ottimale, i altoparlanti nelle auto e mettevano un suono atroce, di

Chioggia spesso offuscava l'immagine e il clima rigido costringeva i esercenti a chiudere durante

l'inverno, ma l'idea incontrò il favore del pubblico giovane.

spesso i film non riuscivano a ottenere il visto delle commissioni locali di censura,

sfide alla censura:

ma la svolta si ebbe quando "il miracolo" di Rossellini fu vietato perché giudicato blasfemo dalla

commissione statale di censura di New York; il film racconta di una contadina ritardata convinta che il

figlio che porta in grembo il figlio di Dio. La corte suprema dichiarò che i film erano protetti dalla libertà

di espressione sancita dal primo emendamento e successive sentenze chiarirono che film potevano

essere censurati sono sì accusati di oscenità, molte commissioni locali di censura furono così sciolte e

meno film furono messi al bando. Anche il meccanismo di autocensura dell'industria incontrò difficoltà

nel far rispettare il suo codice di produzione. Un modo per competere con la televisione, dove la

censura imperversava, era creare film che contenessero materiale più audace, così nel 1966 la MPAA

sospese le censure e da quel momento il filo che non si conformavano ai suoi standard portarono

l'etichetta "consigliati a un pubblico adulto".

la televisione costituiva una minaccia alla programmazione

Hollywood si adatta alla televisione:

nelle sale, i cinegiornali lasciarono il loro posto ai telegiornali e anche film a disegni animati furono

lentamente emarginati. Mentre Hanna e Barbera realizzavano la serie di Tom e Jerry, il reparto

animazione della Warner Bros divenne ancora più scatenato nelle invenzioni bizzarre; il reparto

animazione della United production of America era più recente e fra i suoi personaggi principali vi era

Mr. Magoo; con Disney continuò a distribuire i suoi cartoon attraverso la RKO fino al 1953, poi aprì la

sua casa di distribuzione buena vista e i maggiori profitti venivano dei lungometraggi di animazione.

verso la metà degli anni 60 i sette animati televisivi avevano catturati il pubblico e gli studi principali

cessarono la produzione dei cortometraggi animati. Poiché i network o avevano bisogno di enormi

quantità di programmi di trasmettere, un terzo del materiale teletrasmesso consisteva in vecchi film in

questo modo Hollywood riuscì ad adattarsi iniziando a creare serie televisive e generando profitti

affittando le loro strutture a produzioni indipendenti destinate al cinema e alla televisione. L'uso più

accorto del nuovo mezzo fu quello di Walt Disney che rifiutò di vendere se per tenermi ma che la

televisione e si accordò con la ABC per produrre uno spettacolo settimanale di un'ora dal titolo

“Disneyland”: la serie ebbe grande successo e sopravvisse per decenni sotto nomi diversi; lo

spettacolo era pieno di cortometraggi e brani scelti in archivio dello studio e permetteva ad Disney di

fare pubblicità ai suoi film e il cinema e al suo parco dei divertimenti aperta nel 1955. Il declino fu

inevitabile per la parte dell'industria dedicata al cinema e gli incassi continuarono a calare fino al 1963,

quando la televisione saturo il mercato americano.

lo stile classico rimane nel principale modello di racconto. La trama di "Quarto

storie, stili e generi:

potere" creò la moda della tecnica narrativa soggettiva e la tendenza a si intensificò nel decennio del

dopoguerra: tutta la prima parte di "La fuga" di Daves è visualizzata esclusivamente attraverso gli

occhi del protagonista, "una donna nel lago" di Montgomery e girato interamente in soggettiva e

personaggi baciano o prendono a pugni la macchina da presa, il protagonista sarà visibile agli

spettatori quando l'immagine verrà riflessa su uno specchio. Prima di questo tipo si basano su

tecniche di ripresa e di regia è sfiorata dall'impressionismo francese e dall'espressionismo tedesco. La

costruzione narrativa divenne più intricata, alcuni film introdussero sperimentazioni nell'uso dei

flashback, ad esempio il melodramma "il segreto del medaglione" di Brahm, in cui un marito cerca di

scoprire il passato della moglie, contiene un flashback nel flashback nel flashback. mentre alcuni

registi esploravano strategie narrative complesse, altri abbracciavano un nuovo realismo

nell'ambientazione, nelle luci e nella narrazione stessa: la tendenza alle riprese in location continuò

nel semidocumentario, di solito un giallo di investigazione o d'azione che avventava un racconto di

fantasia in luoghi reali, basato su fatti realmente accaduti, commentato da una voce tonante

fuoricampo che evocava i documentari bellici e le radiocronache. Una complessa narrazione a

flashback e il sapore semidocumentario convivevano talvolta nello stesso film, ad esempio "Viale del

tramonto" di Wilder o " rapina a mano armata" di Kubrick, uno degli esempi più articolati di artificio nel

semidocumentario, in cui un gruppo di uomini con più una rapina in un ippodromo organizzata su un

minuzioso calcolo dei tempi; il regista ci offre immagini di cinegiornale della pista e delle coste, con

una voce divina fuoricampo che indica il giorno è l'ora di molte scene e manipola il tempo in modo

complesso in quanto il film ci mostra una parte della rapina, poi fa un passo indietro per mostrare gli

eventi che hanno portato quella fase e poi che segue l'azione di diversi punti di vista gli stessi eventi

sono mostrati più volte. "Quarto potere" aveva anche rafforzato l'uso di inquadrature lunghe e

immagini composte in profondità, così ora si potevano girare piano sequenza con fluidi movimenti di

macchina facilitati dai nuovi dolly crab che consentivano di muoversi liberamente in qualsiasi

direzione. Molte di queste innovazioni erano associate al noir: i direttori della fotografia più audaci

spinsero l'illuminazione in chiaroscuro all'estremo rendendoli sempre più barocchi. Questi sviluppi

stilistici diventarono anche o getta di parodia e, ad esempio nel film "Susanna ha dormito qui" di

Tashlin, in cui si burla il racconto per flashback facendo narrare il film dalla statuetta del o. Nei

filodrammatici in bianco e nero illuminazione cupa continuò anche negli anni 60, mentre fini di altri

generi preferivano un look più chiaro e luminoso. A metà degli anni 60, sotto l'influenza di movimenti

come il cinema diretto e la nouvelle Vague, i direttori della fotografia iniziano a usare lenti a focale

lunga per appiattire lo spazio dell'immagine e trasformare e ammorbidire i contorni; il teleobiettivo

divenne più comune del gran angolo e nello stesso periodo i registi iniziarono a usare un montaggio

più spettacolare e veloce; ad esempio in "tutti per uno" e "aiuto!" di Lester venivano frantumati i

numeri musicali dei Beatles in dozzine di inquadrature senza continuità, infatti i film di Lester crearono

la moda di scene non parlate, legate da canzoni pop. L'esempio più famoso è nel film "il laureato" di

Nichols, in cui le parole di Simon and Garfunkel nella colonna sonora commentano lo straniamento del

protagonista. L'integrazione di intere canzoni nelle scene d'azione di tutti i generi divenne la

caratteristica del cinema americano degli anni 60: gli studi cinematografici si legarono alle etichette

musicali e questa tendenza sarebbe proseguita fino ad oggi.

gli studios potenziarono la loro attività con le star più famose, scenografie e

nobilitazione dei generi:

costumi sfarzosi, con il colore e con lo schermo panoramico, riuscendo a trasformare sceneggiature di

serie b in film di serie a. di western diventarono veri e propri filmoni e “ duello al sole" di Selznick fissò

di standard per i film successivi che si avvalevano adesso della maturità e varietà di registi e interpreti

e di un nuovo modo di raccontare i temi complessi; le trame incorporavano tensioni psicologiche e

sociali e un western poteva avere un'anima liberale, patriarcale, giovanilista o psicopatica. La

spettacolarità raggiunse anche il melodramma: alla Universal il produttore Ross Hunter si specializzò,

oltre che in una commedia romantiche, in film al femminile anche grazie al regista Douglas Sirk, un

immigrato che una volta dirigeva film antinazisti e noir, illuminò i set con le luci basse e malinconiche

mettendo in scena uomini psicologicamente impotenti e donne che soffrono coraggiosamente. nel

dopoguerra il musical fu appannaggio soprattutto della MGM che confeziona una biografia operistiche,

produzioni folk e adattamenti di successi di Broadway. A dirigere il reparto era il produttore Arthur

Freed che poteva vantare i talenti migliori, come Judy Garland e Fred Astaire. “ Singin’ in the rain” del

1952 fu considerato il miglior musical del periodo: ambientato durante la transizione al sonoro, il fine si

fa beffe dell'arroganza di Hollywood e propone una parodia dello stile dei primi musical proponendo

gag utilizzando il sonoro fuori sincrono. Dopo la metà degli anni 50 la MGM subì la concorrenza: “bulli

e pupe” di Goldwyn, "cenerentola a Parigi" della Paramount, “ West side story” della United Artists, “

ciao ciao Birdie” della Columbia e i cartoni animati Disney; la 20th Century-Fox basò molti musical su

successi di Broadway, ad esempio "tutti insieme appassionatamente", mentre la Warner contribuì con

"è nata una stella". il rock'n'roll portò al musical del dopoguerra un nuovo dinamismo ed Elvis Presley

propose una serie di trenta musical. lo spettacolo biblico fu riesumato da Cecil B. DeMille con un

"Sansone e Dalila", il maggior incasso del 1949 e dopo il successo di "Quo Vadis” di Mervyn LeRoy

comincia un ciclo di grandi cavalcate storiche. Il cinema e dico giunse a esplorare ogni periodo storico:

sullo schermo si alternavano epopee egiziane, avventure cavalleresche e saghe rivoluzionarie del

ventesimo secolo. Un altro genere resuscitato dalla nuova attenzione ai film kolossal sulla

fantascienza mentre il cinema fantastico fu risollevato da “ 20.000 leghe sotto i mari" di Richard

Fleischer prodotto dalla Disney. film di fantascienza e horror più economici affrontarono il tema della

lotta della tecnologia contro una natura sconosciuta, ad esempio nel film "l'invasione degli ultracorpi”

di Don Siegel. All'opposto dalle fantasie paranoie che vi erano quelle animate da ideali pacifisti, ad

esempio "ultimatum alla terra" di Robert Wise. gli effetti speciali dominavano i film su esperimenti

scientifici strampalati o mal riusciti. crescevano anche i film di spionaggio ad alto budget: "intrigo

internazionale" di Alfred Hitchcock aveva per protagonista un innocente coinvolto in un intrigo di spie;

la promozione in serie A di questo genere arrivò con James Bond, agente britannico creato da Ian

Fleming. gli intrighi dei film d'igiene secondo erano pieni di erotismo, inseguimenti e duelli al limite del

comico, armi e gag surreali, umorismo e le sensazionali scenografie; fu sicuramente la saga di

maggior successo della storia del cinema scatenando negli anni 60 e 70 tantissime imitazioni parodia.

Per poter competere con gli standard spettacolari, i film a budget ridotto erano costretti a nuove

trovate commerciali, i gialli d'azione ad esempio divennero più violenti. dopo aver passato 15 anni a

riverniciare le formule dei generi, i registi più importanti adesso procedevano a dar loro una mano di

sporco: Hitchcock nel 1960 girò un thriller in bianco e nero intitolato “Psycho” senza star e con un

budget di serie B. lanciando un filone sarebbe proseguita per decenni.

dopo la guerra alcuni rotoli di primo piano si ritirarono o rallentarono l'attività: Frank

registi principali:

Capra diresse il popolarissimo "La vita è meravigliosa", ma i suoi film successivi non lo eguagliarono;

"il grande dittatore" segnò l’addio del vagabondo di Charlie Chaplin, ma i suoi nuovi personaggi, le

controversie sulle sue idee politiche e di sanità privata ne fecero diminuire la popolarità. Alcuni registi

veterani mantengano invece una posizione importante anche nel dopoguerra, ad esempio Cecil B.

DeMille e John Ford che era in regista più in vista della vecchia generazione. Quasi tutta la sua opera

nel dopoguerra fu nel genere western: il protagonista di "sentieri selvaggi", il più complesso dei suoi

western, dalla caccia ai Comanche che hanno sterminato la famiglia di suo fratello è rapito suo nipote,

ma il suo compagno d'avventura si rende conto che il protagonista in realtà vuole inciderla perché

colpevole di essere diventato una sposa indiana; nella scena clou del film, quando il protagonista sta

per uccidere la nipote, i comuni ricordi dell'infanzia di lei ristabilisco il legame reciproco purificando il

protagonista del suo istinto omicida. La struttura cromatica del film riflette il cambio delle stagioni nella

MOnument Valley e la profondità di campo spicca nell'evocativo ricorrere di figure in controluce

riprese di interni; questo film negli anni 70 fu considerato l'esempio della ricchezza emozionale della

tradizione hollywoodiana. William Wyler diresse drammi prestigiosi e film in studio fino agli anni 70,

ottenendo alti incassi con "i migliori anni della nostra vita" e “Ben-Hur”; Howard Hawks realizzò con

medie film d'azione e avventura fino al 1970; King Vidor passò al grande spettacolo dopo aver diretto

melodrammi eccessivi e magniloquenti. tre registi specializzati in melodrammi spiccano per un uso

accorto delle inquadrature lunghe Vincente Minnelli e George Cukor. alcuni registi immigrati tornarono

in Europa dopo l'armistizio, altri prosperarono a Hollywood. Il successo maggiore riguardò Alfred

Hitchcock e Billy Wilder che divenne un regista di primo piano soprattutto per i suoi rami carichi di

ironia e per il cinismo delle sue commedie erotiche. Otto Preminger si coltivò un'immagine

personalissima sia come attore e come regista, il suo carattere dispotico infatti fu accostato a quello di

Erich von Stroheim. benché componesse in modo ingegnoso le sue inquadrature in Cinemascope, la

maggior parte dei suoi piani sequenza rifuggono da effetti espressivi: i movimenti di macchina

complessi i virtuosismi sono rari e la macchina da presa si limita a osservare personaggi impassibili,

impegnati a mentire l'un l'altro. Orson Welles, licenziato dalla RKO dopo "l'orgoglio degli Amberson”

divenne un regista errante e realizzò riduzioni di classici come "Macbeth” e “ Otello", film di

spionaggio e gialli, portando in tutti la tecnica spettacolare che aveva introdotto in “quarto potere",

ovvero l'uso gotico del chiaroscuro, la profondità di fuoco, colonne sonore di devastante potenza,

dissolvenze riflessiva e, improvvisi stacchi, accavallarsi e interrompersi del dialogo, labirintici

movimenti di macchina. La scena cruciale di "La signora di Shangai”, una sparatoria in un labirinto di

specchi, punta a un virtuosistica o sfoggio di immagini spiazzanti piuttosto che a una soluzione

plausibile del dramma e in “Falstaff” mise in scena la sequenza di battaglia più impressionante

dell'epoca. negli anni 30 il Group Theatre trapianto in America il metodo naturalistico di recitazione

insegnato da Stanislavskij il principale allievo del Group fu Elia Kazan che dopo essersi specializzato

in film di spirito liberale sui problemi sociali, passò ad adattamenti cinematografici di opere di

Tennessee Williams, ad esempio "un tram che si chiama desiderio" e “Baby Doll”, oltre a film di critica

sociale. Dopo la guerra insieme a due colleghi fondò L’actors Studio e trovò in Marlon Brando il suo

principale esponente. Nicholas Ray, si specializzò in film dedicati a uomini la cui durezza nascondeva

una pulsione autodistruttiva, ad esempio James Dean eroe addormentato, infantilmente passivo e

privo di certezze di "gioventù bruciata" del 1954. un altro gruppo di registi del dopoguerra emesse

dalla sceneggiatura e fra questi emerse la personalità di Samuel Fuller, ex reporter per i tabloid di

New York che portò in tutti i suoi progetti una sensibilità da B-movie: il suo stile faceva ricorso a

intensi primi piani, inquadrature fuori centro e un montaggio sciocco di sottolineare storie di tradimento

nel sottobosco criminale o di uomini che affrontavano la morte in battaglia. Alcuni nuovi registi si

specializzano non è la commedia grottesca, ad esempio Frank Tashlin che mostrò la sua inventiva

nella satira della cultura degli anni 50 oltre che nel dirigere Jerry Lewis quando questi si divise dal suo

partner Dean Martin. Martin e Lewis avevano avuto enorme successo in molti varietà della

Paramount; dopo aver lavorato con Tashlin, Lewis cominciò a dirigersi da solo e produsse nove

commedie personali, alcune semplici antologie di scenette.

era il regista più popolare presso il pubblico del dopoguerra. i suoi film erano

Alfred Hitchcock:

contrassegnati dal gusto infantile e meticoloso di sconcertare il pubblico. Hitchcock mirava a una

reazione pura, quasi fisica e il suo fine non è nel mistero o l'orrore, ma la suspense. Le trame e si

basavano su situazioni e figure ricorrenti. ostentava la sua ingegnosità stilistica incastonando in ogni

sceneggiatura un congegno narrativo che creasse suspense a costo dell'implausibilità più sfacciata. A

volte poneva se stesso sfide tecniche, ad esempio "nodo alla gola" del 1948 è composto da otto

lunghissimi piani sequenza mentre "La finestra sul cortile" di centinaia di stacchi per spingere lo

spettatore a condividere la convinzione del protagonista che il suo dirimpettaio abbia commesso un

omicidio. aveva un enorme fiuto nell'anticipare i desideri del pubblico, infatti con "gli uccelli" anticipò gli

horror centrati sulla vendetta della natura.

XVI. IL CINEMA EUROPEO DEL DOPOGUERRA: NEOREALISMO E ALTRE TENDENZE

nel 1945 da parte dell'Europa era in rovina, nonostante le sinistre

Contesto del dopoguerra:

ottennero notevole sostegno popolare, nel 1952 il loro potere era svanito e paesi europei introdussero

pianificazioni centralizzate dell'economia. La vittoria degli alleati aveva segnato la fine della centralità

europea sulla scena internazionale e gli Stati Uniti aiutarono la nuova Europa a consolidarsi attraverso

il piano Marshall per il recupero europeo così nel 1952 vi fu un boom dell'occupazione, del benessere

e della produttività. in e dell'assistenza per la ricostruzione gli Stati Uniti si aspettavano appoggio

politico e nel 1949 presiedettero alla formazione della Nato, che impegnava i membri a opporsi

all’URSS è partiti comunisti nazionali. Gli europei si convinsero che sono gli Stati Uniti d'Europa

potevano risultare competitivi con gli Usa e i passi più importanti verso l'unità europea furono fatti

fondando le Nazioni Unite, l'organizzazione per la cooperazione economica europea e la comunità

economica europea. Nel dopoguerra le società americane si impegnarono a

industria e culture cinematografiche:

reintrodurre la loro produzione nel mercato europeo; la strategia di Hollywood mirava a rendere lindo

si interna di ogni nazione abbastanza forte da sostenere la distribuzione e la proiezione di film

americani su larga scala.

divisa fra est (Repubblica democratica tedesca) e ovest (Repubblica federale

Germania occidentale:

tedesca) non riuscì a far crescere un cinema competitivo sul mercato internazionale. Dopo il 1945 il

monopolio dell’UFA fu smantellato e rimpiazzato da centinaia di case di produzione distribuzione che

contavano sul mercato interno dominato dalle società americane. il genere più popolare era L’Heimat

film (film della piccola patria) incentrato su storie d'amore di provincia, ma non mancavano film sul

conflitto bellico e quelli sulla ricostruzione . Sono alla fine degli anni 50 ci si occupò di nazismo e

anche se abbia alcuni autori nazisti fu proibito di lavorare, nel dopoguerra molti furono riabilitati. Fritz

Lang girò il thriller "il diabolico dottor Mabuse” in cui un dottore criminale Usa telecamere nascoste per

spiare gli ospiti di un hotel che era stato costruito dai nazisti per spionaggio.

la maggioranza delle altre cinematografie europee riuscì a

resistenza all'invasione americana:

mantenere maggior indipendenza. Una prima strategia era quella di fissare quote sui film americani o

sulle ore di proiezione assicurate alla produzione interna,1'altra era quella di porre restrizioni ai profitti

delle società americane. La legge Andreotti stabiliva che per ogni film importato il distributore

contribuisca alla produzione italiana con un finanziamento senza interessi. I governi cominciarono a

finanziare la produzione istituendo un'agenzia di me che quelle banche potevano prestare denaro

destinato a progetti cinematografici; lo Stato offriva premi in denaro per sceneggiature o fin giudicati

significativi dal punto di vista artistico o culturale e sovvenzionava i progetti in modo diretto attraverso

un meccanismo che restituire ai produttori una percentuale del guadagno si biglietti. L'interventismo

aiuto anche le società americane: fondando succursali all'estero si camminavano all'assistenza statale

e curavano gli interessi di Hollywood all'interno di paesi stranieri. Un'altra strategia per contrastare

Hollywood era la coproduzione: le coproduzioni avevano un socio di maggioranza è uno di minoranza

e le responsabilità di ciascuno erano stipulate con accordi internazionali e suddividevano il rischio

finanziario. alcune innovazioni o no e si facevano concorrenza sul continente: alla fine degli anni 40

Eclair e Debrie introdussero una cinepresa leggera e con caricatori grandi e minimi reflex che

permettevano all'operatore di vedere esattamente ciò che realmente stava inquadrando. Un'altra

iniziativa del dopoguerra fu il festival cinematografico,1 gara tra produzioni di qualità con premi

attribuiti di giuria di esperti; i film in concorso costituivano gli ambasciatori della cultura

cinematografica di una nazione; il prototipo fu la mostra d'arte cinematografica di Venezia nel 1946 e

subito dopo ne nacquero altri in tutto il mondo. apparvero anche i festival dei festival, eventi non

competitivi che riproponevano le opere più significative dei festival principali. oltre in cinema europeo

le compagnie americane partecipavano alle coproduzioni attraverso le loro succursali continentali e

nel 1947 Hollywood creò una sezione degli academy awards riservata al miglior film straniero; nel

1947 fu fondata la federazione internazionale dei cineclub per unire le società indipendenti di 20

nazioni e nel 1955 esisteva una confederazione europea del cinema d'arte e d’Essai, mentre

l'organizzazione più vecchia e la federazione internazionale degli archivi dei film fondata nel 1938, ma

sospesa durante la guerra. la televisione e le altre attività di svago non erano ancora emerse su larga

scala e la nuova generazione di giovani affollava le sale così nel periodo tra 1955-58 si ottenne il

record di presenze del dopoguerra.

iniziò ad emergere un cinema d'arte internazionale che girava le spalle alle

Cinema moderno:

tradizioni popolari per identificarsi con la sperimentazione e l'innovazione di arti alte come la

letteratura, la pittura, la musica e il teatro; il film artistico segna il ritorno agli anni 20. I registi si

sforzavano di essere fedele alla realtà più dei loro predecessori impegnandosi nella denuncia

dell'antagonismo di classe, degli orrori del fascismo, della guerra e dell'occupazione. Questo realismo

obiettivo con nostri cineasti verso una nazione più aperta, fatta di scorci di realtà, diversa dalle trame

strutturate di Hollywood in quanto pensavano che non fosse necessario sciogliere tutti i nodi narrativi.

Molti cineasti si affidarono al piano sequenza per presentare l'evento nella sua durata reale; nuovi stili

di recitazione erano visti come opposizione alle performance impeccabili e armoniose del cinema

americano e la fedeltà alla realtà implicava una minuziosa riproduzione dell'ambiente acustico così ad

esempio il silenzio di fondo richiama l'attenzione su piccoli rumori. C'era chi invece cercava di

rappresentare la realtà soggettiva attraverso ad esempio i flashback che divennero assai comuni ed

era palese influenza dell'espressionismo tedesco quali cineasti si tuffava novellamente dei personaggi

rivelando nei sogni, allucinazioni e fantasie. a contraddistinguere il cinema moderno europeo del

dopoguerra era anche il commento dell'autore, come se un'intelligenza che non appartiene al mondo

del film sottolineasse per noi qualcosa degli eventi a cui assistiamo; questo commento può diventare

riflessivo denunciando l'artificio del film stesso e ricordando al pubblico che il mondo che stiamo

osservando soltanto finzione. L'ambiguità è un elemento centrale di tutto il cinema moderno europeo

del dopoguerra le sequenze oniriche e fantastiche divennero centrali, la continuità di montaggio

rimase una occupazione costante degli autori. Il cinema moderno si collocava tra il cinema popolare

accessibile e di facile comprensione e sperimentazioni più radicali dell'avanguardia.

con la caduta di Mussolini l'industria cinematografica italiana per sesto centro

primavera italiana:

organizzativo e mentre le società interne lottavano per sopravvivere, il cinema neorealista si impose

con una forza di rinnovamento culturale e sociale. Durante il declino del regime fascista nella

letteratura nel cinema era stato l'impulso realista e dopo la liberazione la gente di ogni classe divenne

ansiosa di rompere con il passato così i registi furono pronti a farsi testimoni della primavera italiana. I

realismo di questi film nasceva dal contrasto con quelli che li avevano preceduti: gli studi di Cinecittà

rinomati per le meravigliose scenografie avevano subito danni durante la guerra, inoltre dopo anni di

doppiaggio italiano di film stranieri l'Italia aveva perfezionato l'arte della sincronizzazione del sonoro e

le troupe potevano girare in esterni e registrare il dialogo in seguito. Un'altra novità era l'esame critico


ACQUISTATO

73 volte

PAGINE

76

PESO

802.62 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di b] Storia e critica del cinema , basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Storia del cinema e dei film, Bordwell, Thompson. in cui gli argomenti analizzati sono: l'invenzione e primi anni del cinema, cinematografie nazionali, classicismo hollywoodiano e prima guerra mondiale, l'ultima stagione del muto a Hollywood, cinema americano nel dopoguerra, documentario e cinema sperimentale nel dopoguerra.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e critica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Villa Federica.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in lettere moderne

Ossi di seppia, Montale - Riassunto, prof. Riccardi
Appunto
Schemi Filologia Romanza Modulo A
Appunto
Storia dell'arte moderna - il 1400
Appunto
Storia dell'arte contemporanea - Vincent Van Gogh
Appunto