L'invenzione e primi anni del cinema (1880-1904)
Proliferazione di forme visive; diorami per le classi medie, circhi e parchi divertimento a buon mercato. Il cinema è per le masse uno spettacolo visivo economico, i film diventano la forma d'arte visiva popolare della tarda età vittoriana. Dopo la rivoluzione industriale fu inventato il cinema, dapprima meccanismo tecnologico, poi forma di intrattenimento, infine mezzo artistico.
Presupposti del cinema
- L'occhio umano percepisce il movimento se immagini diverse scorrono alla velocità minima di 16 immagini al secondo; Plateau e Stampfer inventano il fenachistoscopio, Horner lo zootropio, entrambi strumenti ottici che davano l'illusione di movimento.
- Capacità di proiettare una serie rapida di immagini su una superficie; si cominciò con le lanterne magiche.
- Usare la fotografia per riprendere le immagini successivamente una all'altra con tempi di esposizione brevi. Niepce scattò la prima foto con tempo di esposizione di 8 h, Talbot introdusse i negativi su carta.
- Impressionare una base flessibile. Eastman nel 1888 ideò Kodak, un apparecchio che impressionava rulli di carta sensibile, l'anno dopo il rullo di celluloide trasparente.
- Un meccanismo a intermittenza adatto alle macchine da presa. Muybridge fotografò i cavalli durante una corsa posizionando in fila 12 macchine fotografiche e proiettò il tutto con una lanterna magica; Marey studiò il volo degli uccelli e con un fucile fotografico, poi inventò una macchina fotografica che impressionava una serie di foto su una pellicola di carta alla velocità di 120 fotogrammi al secondo.
Precursori del cinema
Reynaud costruì il prassinoscopio, le sue furono le prime esibizioni pubbliche di immagini in movimento, poi utilizzò una macchina fotografica; Le Prince realizzò brevi film a 16 fotogrammi al secondo con il rullo Kodak.
Invenzioni
Edison nel 1888 inizia a costruire macchine per riprendere e mostrare il movimento; Dickson tagliò la pellicola di Eastman in nastri da 35 mm e fece quattro perforazioni sui lati del fotogramma cosicché ruote dentate trascinassero la pellicola attraverso il kinetoscopio; con Edison costruì un teatro di posa e iniziarono a produrre nel 1893 film da 20 s, i numeri eseguiti da personaggi famosi.
I fratelli Skladanowsky inventarono il bioskop che era però ingombrante; i fratelli Lumière inventarono subito dopo il cinematografo con pellicola da 35 mm e un meccanismo a intermittenza, inoltre stampava. Il loro primo film, a 16 fotogrammi al secondo, fu "L'uscita dalle fabbriche Lumière" nel 1895. Paul costruì in Inghilterra nuovi kinetoscopi poiché Edison brevettò il modello solo negli USA e vendeva le pellicole solo a chi affittava i suoi apparecchi; insieme ad Acres, Paul realizzò un nuovo modello e girarono 13 film, tra cui il famoso "Rough Sea at Dover"; Paul vendeva le sue macchine e rese più veloce la diffusione dell'industria cinematografica. Lathan e figli nel 1894 lavorarono sul proiettore; Jenkins e Armat produssero il proiettore phantoscope, Armat lo migliorò e dei Edison lo produsse insieme alle pellicole. Nel 1904 Caster sviluppò il mutoscope che utilizzava una pellicola da 70 mm; insieme a Dickson fondò la American Mutoscope Company che diventò la società cinematografica più famosa degli USA che diffuse il peepshow proprio con il mutoscope.
Generi
Le proiezioni inizialmente riguardavano temi di cronaca, vedute, panorami, resoconti di viaggio, e 20 volte creati in studio, poi film di finzione. I film delle origini erano composti da un'inquadratura e l'azione si svolgeva in un'unica ripresa.
Industria cinematografica francese
Oltre all'archivio di vedute, i Lumière produssero brevi scene comiche; l'invenzione del movimento di macchina si attribuisce a Promio che lo sperimentò su una gondola. Durante una proiezione di Lumière il Bazar de la Charité si incendiò, fu una tragedia che allontanò gli abbienti dal cinema. Méliès, illusionista e proprietario di un teatro, è ricordato soprattutto per i suoi film fantastici pieni di trucchi; utilizzava il fermomacchina e a volte tagliava le pellicole dopo la ripresa; da ricordare "Sparizione di una signora al Robert-Houdinì", "L'affaire Dreyfus", "Cenerentola" (utilizzò diverse inquadrature), "Viaggio nella luna".
Gran Bretagna
Hepworth produsse fin dal 1905 al 1914. La scuola di Brighton racchiudeva i maggiori produttori, come Smith e Williamson, ex fotografi. Importante di quest'ultimo "The Big Swallow", mentre di Smith "Mary Jane's Mishap".
USA
I film americani erano venduti anche all'estero, ma le case di produzione si concentravano sul mercato nazionale. Generi più diffusi erano rari filmati di guerra, le passioni e film sulla boxe. La American Mutoscope divenne AM&Biograph, la casa più famosa d'America a cui Edison fece causa perdendo; dal 1903 la AM&B produsse oltre alle 70 mm anche le 35 mm e assunse Griffith, tra i più importanti registi di cinema muto. Dirà poi l'American Vitagraph che in accordo con Edison girava film solo per la Edison company, questi era aiutato da Porter a girare più film possibili e a lui sono attribuiti senza attribuiti attribuite tutte le innovazioni antecedenti al Milano 108, inclusa la realizzazione del primo film narrativo "Life of an American Fireman" nel 1903. Il suo film più importante fu "The Great Train Robbery", in 11 inquadrature, di interesse sociale invece "The Kleptomaniac". Nel 1909 lascerà Edison. Grazie a Porter i film di finzione si diffusero in quanto più facili da realizzare.
L'espansione internazionale del cinema (1905-1912)
Nel 1905 si diffondono sale permanenti per la proiezione di film che diventano più lunghi.
Francia
La Pathé Frères aveva concentrazione verticale, ovvero aveva controllo produzione, distribuzione e d'esercizio di film, i quali spaziavano per tutti i generi. Nel 1903-1904 colorava meccanicamente i film attraverso stencil. I film più famosi della Pathé erano le sedi di alcuni comici (Boireau, Rigadin, Linder, di cui Chaplin si sentiva un allievo). La Pathé sfruttò anche la concentrazione orizzontale, ovvero l'espansione di una compagnia in un settore specifico. Oltre alla Pathé vi erano la Gaumont e la Film d'Art. La prima lanciò Feuillade, importante artista del cinema muto; la seconda si rivolgeva a classi e militari.
Italia
Le principali case di produzione furono la Cines di Roma, la Ambrosio e la Itala di Torino che chiamavano artisti francesi. In Italia il cinema divenne presto una forma d'arte. Diffuso era l'adattamento del romanzo storico, il primo fu "Gli ultimi giorni di Pompei". I produttori italiani furono i primi a realizzare film al più lunghi di 15 min, ad esempio "La caduta di Troia" di Pastrone. Dal 1909 la Itala produsse scene comiche con André Deed.
Danimarca
Grazie all'imprenditore Olsen svolse un ruolo importante poiché fondò la Nordisk. Nel 1907 nel film "Caccia al leone" furono uccisi due leoni e il film venne vietato. La Nordisk si specializzò nel poliziesco, nel dramma e melodramma. Aveva il set di un circo permanente. Olsen acquistava o tagliava fuori tutte le piccole case di produzione, ma una riuscì a produrre il film "Abisso" che lanciò l'attrice Asta Nielsen, la prima star internazionale che interpretò molti ruoli.
Nickelodeon
Dal 1905 le sale per la proiezione erano in espansione, erano di solito piccoli magazzini da 200 posti e l'entrata costava un nickel, aveva non solo proiettore ma anche un cantante che intratteneva durante il cambio nulla. I produttori noleggiano ogni film anziché venderli e nei Nickelodeon la programmazione era varia. Durante le proiezioni gli attori dialogavano ed emettevano suoni e rumori in sincronia con l'azione. Donne e bambini erano il pubblico principale. I fratelli Warner iniziarono come gestori di nickelodeon e come altri si arricchirono con questa attività.
MPPC
Iniziano le ostilità nell'industria del cinema. Nel 1897 Edison citò le altre case per aver infranto i diritti d'autore, vinse contro la Vitagraph, ma perse contro la AM&B. Nel 1908 Edison citò ancora la AM&B che a sua volta citò Edison finché giunsero ad un accordo: la Association of Edison Licensees produceva i film dei suoi membri sotto pagamento, la Biograph Association of Licensees raccoglieva soldi da film stranieri distribuiti negli USA. Vista la crescente domanda di nuovi film nacque la MPPC (Motion Picture Patents Company) che riuniva entrambe le società come capi e come membri anche le altre nazionali e straniere (le italiane vennero escluse). La Eastman Kodak si impegnò a vendere pellicole solo alla MPPC: si trattava di vero e proprio oligopolio. La lunghezza standard di film doveva essere di un rullo, il noleggio aveva prezzo fisso. Contro l'oligopolio si schierarono gli indipendenti: cinema senza licenze, produttori e distributori ribelli. Nel 1909 Laemmle fondò la IMP (Independent Motion Picture, dalle cui basi nacque poi la Universal) che noleggiare fin dalle società escluse dalla MPPC. Questa rispose creando la General Film Company per monopolizzare la distribuzione con i soldi film realizzati dalla MPPC, che non tentò causa contro quasi tutti produttori indipendenti. Perse contro la IMP che era libera ora di usare qualsiasi cinepresa. Nel 1915 la MPPC fu condannata dal governo americano per trust.
Censura
Molti gruppi religiosi ritenevano il cinema fuorviante. Nel 1909 a New York nacque il Board of Censorship che esaminava dei film prima della diffusione. La MPPC aderì, il BOC divenne National Board of Review, ma non fu mai approvata negli USA alcuna legge sulla censura.
Lungometraggio
La tendenza a programmazioni più lunghe aumentò la lunghezza delle pellicole. Il termine feature, che prima segnalava un film in evidenza sul cartellone pubblicitario, ora definiva invece i film più lunghi, generalmente di carattere etico, religioso o sportivo proiettati nelle sale e non nei nickelodeon. Dagli anni 10 il lungometraggio divenne la misura standard.
Starsystem
Mentre inizialmente il pubblico che assisteva a un film sapeva a quale società appartenesse, ma ignorava registi e attori, col tempo la curiosità e le preferenze portarono fama a questi che ottennero contratti più lunghi quanto più erano richiesti dal pubblico. Le case iniziarono così a sfruttare i loro nomi avvolti per pubblicizzare i film e nel 1911 uscì la prima rivista per i fan: The motion Picture story magazine e furono pubblicate le prime cartoline che ritraevano gli attori.
Hollywood
Molte società mandavano l'intera produzione imposti dal clima più accogliente. L'area intorno a Los Angeles a breve divenne il primo centro di produzione cinematografica degli USA.
Regole
Nel 1917 i registi elaborarono il cinema hollywoodiano classico, ovvero un sistema di regole formali ricorrenti nella produzione dei film. Innanzitutto i registi dovevano rendere comprensibile al pubblico i rapporti causa-effetto e spazio-tempo dei film. Il montaggio da un lato aiutare regista a rendere più chiara la trama, ma dall'altro portava confusione.
Didascalia
Nel 1903 Porter utilizzò una didascalia, in "Uncle Tom's Cabin", all'inizio di ogni capitolo per introdurre la situazione. Le didascalie si diffusero sempre più ed erano di due tipi: descrittive, ovvero in terza persona, presentavano o riassumevano l'azione. I dialoghi invece riassumevano il pensiero del personaggio e fu usato questo secondo tipo dal 1914.
Continuità narrativa
Per avere chiarezza narrativa i registi del 1917 svilupparono diverse tecniche. Il montaggio alternato rompe la continuità della storia, l'azione si sposta avanti e indietro (come in "Una corsa verso la fortuna"), molto diffuso in Francia; Griffith utilizzò spesso questo tipo di montaggio. Il montaggio analitico suddividono spazio unico in inquadrature diverse, ad esempio inserendo inquadrature ravvicinate di ciò che accadeva. Queste erano chiamate inserti. Il montaggio contiguo prevede che personaggi escano dallo spazio inquadrato per rientrare nell'inquadratura successiva; dopo gli iniziali errori prospettici, i registi imparano a sfruttare questo tipo di montaggio, anche come punto di vista del personaggio, inquadrando ciò che egli vedeva (l'accordo sullo sguardo). Quando un personaggio guarda fuori campo e nell'inquadratura successiva l'altro personaggio lo guarda in direzione opposta si parla di campo-controcampo, molto usato nei dialoghi e lotte.
Inquadrature
Dal 1908 si diffuse il criticato piano americano che tagliava la figura degli attori all'altezza dei fianchi per risaltare la mimica facciale, lo usò molto Griffith. Dal 1911 i registi non inquadravano più l'azione a livello del petto, ma sfruttavano le angolazioni da sopra e sotto quel livello; inoltre le macchine da presa ora venivano montate su cavalletti girevoli.
Colore
Le pellicole venivano colorate per esaltarne realismo. Esistevano due tecniche per la colorazione: imbibizione (si immergeva la pellicola sviluppata in una soluzione che colorava le parti chiare) e viraggio (stesso procedimento, ma si saturavano le parti scure).
Scenografia e illuminazione
Dai fondali dipinti si passò a set tridimensionali, dai teatri e le pose all'aria aperta a set chiusi con pareti in vetro per la luce. A volte venivano usate lampade per esaltare punti luce.
Animazione
Alle origini Reynaud proiettava i suoi disegni nel prassinoscopio. Dal 1906 l'industria inizia a sfruttare l'animazione quando Blackton realizzò "Trasformazioni umoristiche di facce buffe", disegni di volti che si trasformavano in ogni fotogramma. La Pathé sfruttò il procedimento a fotogramma singolo (frame-by-frame) con Segundo in "Il teatro del piccolo Bob" muovendo gli oggetti in ogni esposizione per animarli. Vi erano due tipi di animazioni: far muovere degli oggetti (Blackton: "The Haunted Hotel") o produrre dei disegni (Cohl: "Fantasmagorie"); negli USA McCay disegnò "Il piccolo Nemo" e altri film d'animazione. Il più celebre animatore di pupazzi fu Starevicz che fece recitare gli insetti manovrandoli.
Cinematografie nazionali, classicismo hollywoodiano e prima guerra mondiale (1913-1919)
USA
Inizialmente le società americane non puntavano al mercato estero; dapprima dalle succursali in Europa fu la Vitagraph e dal 1909 cominciarono anche le altre. Durante il primo conflitto mondiale la produzione europea si fermò a vantaggio di quella statunitense. Sull'onda positiva gli USA investirono i profitti arrivando ad una qualità di produzione (set, costumi, illuminazione, salari) tutt'oggi superiore a quella del resto del mondo.
Germania
Nel 1913 nasce l'autorenfilm, l'adattare capolavori della letteratura, fino ad allora in Germania il cinema godeva di pessima reputazione. Il primo autorenfilm fu "Der Andere" di Mack seguito per importanza da "Die Landstrasse" entrambi tratti da soggetti di Lindan; In "Die Landstrasse" von Woringen risalta dettagli secondari rispetto all'azione. Il più famoso autorenfilm è "Lo studente di Praga" di Rye, ricco di effetti speciali, anticipa l'espressionismo degli anni 20. Già nel 1914 si assiste al declino dell'autorenfilm e in Germania, dopo un periodo di importazione del cinema europeo, nel 1916 verrà vietata tale importazione considerata nociva per l'impero bellico.
Italia
Con film come "Quo Vadis?" l'epica si conferma il genere per eccellenza del cinema italiano. Nel 1914 esce "Cabiria" che si distingue per le riprese realizzate con il carrello alternate a quelle statiche. Contemporaneamente si diffondevano storie di passioni e intrighi, lanciate da "Ma l'amor mio non muore" di Caserini dando il via al genere divistico. Al personaggio della diva corrispondeva il forzuto, grande esempio è "Maciste" di cui furono girati una serie di film. Quest'igene cominciarono a decadere negli anni 20. Nel 1919 nasce l'unione cinematografica italiana.
Russia
Prima della guerra in Russia era molto diffuso il cinema francese. Nel 1907 cominciano a nascere le prime società russe come quella del fotografo Drankov o la Khanzhonkov. L'interesse verso il cinema della famiglia dello zar Nicola II facilitò la sua diffusione nell'aristocrazia e il blocco delle frontiere favorì la crescita dell'industria nazionale. Il cinema russo era melodrammatico, lento e risaltava le capacità degli attori. I registi più importanti negli anni della guerra furono Bauer (scenografo attento ai dettagli spaziali) e Protazanov (adattava opere di Tolstoj e faceva spesso recitare Mozzuchin).
Francia
Dal 1913, con la decisione della Pathé di dedicarsi solo alla distribuzione e alla proiezione, iniziò a vacillare l'industria francese. Mentre la Pathé si ritrovava esclusa dal mercato americano, la Gaumont aumentava le produzioni affidandosi a Perret e Feuillade, il primo concentrato sui melodrammi ("L'enfant de Paris"), il secondo si dedicava invece a generi diversi. La Pathé continuava anche durante la guerra a distribuire film.
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