Premessa.
La ricotta esce nel 1963 all'interno di Rogopag -4 racconti per 4 autori- dove Pasolini figura come
contrasto agli 3:Rossellini,Godard e Gregoretti.
La ricotta è subito oggetto di considerazioni religiose che con il successivo Il vangelo secondo
Matteo porta ad una rivalutazione del messaggio religioso in Pasolini fino a farlo il termine di
paragone positivo con altri film secondo il Centro Cattolico Cinematografico.
Ma appena uscita La ricotta venne processato per vilipendio alla religione di stato. Questo perchè
da un lato Pasolini aveva annunciato di voler realizzare Il vangelo in collaborazione con
un'associazione religiosa che apriva la strada al dialogo tra PCI e DC,poco gradito. Dall'altro
Pasolini era al centro dell'attenzione mediatica,ammirato e temuto. Il PM che condusse l'accusa fu
Giuseppe Di Gennaro che riuscì ad argomentare le proprie tesi con i singoli dettagli delle scene.
Riuscì a dimostrare una religiosità inquieta e provocatoria,inaccettabile in età preconciliare.
Dopo quello di Di Gennaro sono poco gli interventi analitici sul testo. La ricotta duplica se stessa al
suo interno con un procedimento manierista di recitazione.
Parte prima.
Scheda filmografica.
Periferia di Roma,film sulla vita di Gesù. Mentre il regista impartisce gli ordini,l'interprete del
ladrone buono muore di indigestione sulla croce. Infatti si era riempito di ricotta,acquistata con la
vendita del cane della diva,e di tutto il cibo propostogli dalla troupe.
Sketch del Calvario.
La poesia Schema di perfetta catastrofe di F.Fortini,anche se l'autore indica il 1956 come data di
composizione,può essere accostata al La ricotta perchè:
la pagina successiva della raccolta che la contiene è dedicata a Pasolini,con cui Fortini
• polemizza per gli atteggiamenti decadenti e masochisti;
richiami lessicali esplicitamente rivolti a Pasolini:perfetta catastrofe e sontuosa decadenza,
• due ossimori-base dell'opera di Pasolini;
la poesia potrebbe esser stata composta dopo La ricotta.
•
Fortini non sarebbe il primo ad usare la parola sketch per La ricotta:si trova il termine anche in
articoli e recensioni.
Il termine sketch è in riferimento,solitamente,ad una scenetta comica che associato a Calvario,
s'addice a La ricotta.
Il registro comico unito al tema religioso fu uno dei tanti motivi per cui La ricotta venne processata
con l'accusa di caricatura dell'episodio del Calvario. Da parte sua Pasolini afferma di aver voluto
fare delle gag alla Charlot.
Sketch è inoltre un termine che riporta allo scontro tra cultura alta e di massa,in un film dove si
uniscono volgarità della cultura di massa e propensione all'industria cinematografica.
I materiali di sceneggiatura.
L'ideazione.
Il 7 marzo 1962 Pasolini stipula un accordo con Giuseppe Amato e Roberto Amoroso per scrive un
episodio del film La vita è bella. Inizialmente Pasolini propone la storia di un insegnante
omosessuale che si impicca perchè rifiutato da uno studente. I due produttori lo respingono. Pasolini
inizia a lavorare da un fatto di cronaca avvenuto durante le riprese di Barabba:una comparsa ha un
malore per il freddo. Le riprese dovrebbe iniziare a giugno ma ad aprile la storia non è ben definita.
A metà maggio Pasolini presenta la sceneggiatura ma il film non parte cone accuse reciproche tra
Pasolini e Amoroso.
La sceneggiatura di La ricotta viene presa da Alfredo Bini,produttore di Accattone e Mamma Roma,
ma pochi giorni prima delle riprese Amoroso rivendica la proprietà della sceneggiatura per la quale
aveva versato un anticipo. La stampa sottolinea che Amoroso l'aveva rifiutata perchè offendenva la
religione di stato.
Le diverse stesure della sceneggiatura.
1. Narra la vicenda di Stracci e s'intitola Le fave,perchè è per un indigestione di fave che il
protagonista muore. Il linguaggio è diretto:il santo che adesca i due figlii di Stracci è
definito un frocio e il giornalista un coglione. Riferimento ad un quadro di Pontormo. Manca
l'intervista e la poesia Io sono un forza del Passato e il dialogo sull'uomo medio. Il nome del
giornalista è Pedote,come il magistrato che ha fatto condannare F.Citti. Lavora per Mondo
Notte.
2. La seconda versione è quella proposta per La vita è bella e si conoscono solo i punti con cui
Amoroso fa causa a Pasolini. La testata del giornalista è Telesera e il nome del produttore
del film nel film è Angelo Rizzoli che poi verrà cassata per prudenza. Rizzoli è il produttore
de La dolce vita di Fellini.
3. Terza versione di due esemplari pressoché identici,tranne che per alcune correzioni nella
versione di Bologna. L'incoronazione di Pontormo è sostituita con La deposizione di Rosso
Fiorentino. Il nome di Pedote è cambiato in Pedoti,il nome della stirpteaseuse passa da
Maddalena a Natalina.
4. 3-4 ottobre 1962 soggiorno presso la Pro Civitate Christiana di Assisi durante il quale
Pasolini decide di trarre un fil dal Vangelo di Matteo. Da qui il regista del La ricotta diventa
un alter ego di Pasolini. Il soggetto della domanda del giornalista al regista passa da essere
Pasolini a Fellini. Nessun omaggio ma necessità di sincronia labiale e di eliminare il proprio
nome. Il film nel film veniva probabilmente chiamato sul set de La ricotta La cronaca di
San Matteo.
Alcuni nomi vengono cambiati ma comunque resta una dei motivi su cui si basa l'accusa. In
particolare la connotazione negativa data al personaggio Pedoti,riferimento al magistrato con cui
Pasolini era in lite. Nel 1965 cambia il nome con Gianluigi,riferendosi ad un critico negativo verso
Il vangelo secondo Matteo.
Il processo.
La “sconcertante notizia” de Il vangelo secondo Matteo.
Il 10 novembre 1962 prima della conclusione delle riprese La ricotta è già sotto processo. Amoroso
cita Pasolini per inadempienza contrattuale. La tesa sostenuta dall'accusa è che Amoroso ha dovuto
rifiutare la sceneggiatura perchè offensiva verso la religione. Pasolini si difende sostenendo che si
tratta di un film profondamente religioso.
Finite le riprese,Pasolini torna ad Assisi per chiedere un aiuto nella realizzazione de Il vangelo
secondo Matteo per evitare di inserirvi,senza volerlo,blasfemia. L'8 febbraio c'è l'accordo tra Bini e
il consulente CCC,F.Angelicchio. Il giorno dopo la notizia scatena le reazioni della destra e in
particolare perchè tenta di unire il cattolicesimo e il progressismo. Inoltre la persona di Pasolini è
disprezzata dalla destra (comunista,ateo e omosessuale) e trova assurdo che possa essere legittimato
a fare un film religioso.
Il primo nullaosta e il sequestro.
L'8 febbraio 1963,dopo due tagli allo spogliarello in La ricotta,Rogopag è distribuito con il
consenso del Ministero che lo vieta ai minori di 18 anni. Quindi il 21 febbraio viene presentato al
pubblico.
Il 18 febbraio,3 giorni prima dell'uscita del film,il sostituito procuratore della repubblica -dott.
Pasquale Pedote- chiede con sollecitudine la trasmissione della sceneggiatura de La ricotta. La
richiesta evidenzia come la pratica del processo sia partita da Pedote,offeso di esser paragonato
all'uomo medio. Inoltre la magistratura si attiva solo sulle informazioni fatte circolare da Pasolini
sulla stampa.
L'indagine di Pedote viene affidata a Di Gennaro che l'1 marzo notifica il sequestro film e accusa
Pasolini di vilipendio alla religione di stato attraverso la musica,il dialogo e altre manifestazioni
contenute nel suo film. De Gennaro procede secondo l'art.402 del Codice penale che interpreta il
reato di vilipendio come volontà nel recare offesa.
La legge del 21 aprile 1962 sulla censura.
Introduce la censura preventiva amministrativa:attraverso apposite commissioni stabilisce se il film
è per tutti,vietato ai minori di 14 o 18 anni,o completamente da escludere dalla circolazione. Viene
definita preventiva perchè esclude il danno che può esser arrecato da alcune espressioni e che non si
può evitare una volta divulgato. Da qui vengono ridimensionati i poteri delle commissioni di
censura che possono escludere un film dalla visione solo se arreca offesa al buon costume.
Giuridicamente La ricotta poteva esser processata nonostante il nullaosta anche perchè a Pasolini
era stato detto che avrebbe risposto penalmente se fossero emersi altri reati.
Il dibattimento.
5-7 marzo processo per direttissima. Ci si aspettava un'assoluzione come per Viridiana di Buñuel
che era stata recentemente assolta dalla stessa procura di Roma. Anche il Sindacato Nazionale
Giornalisti Cinematografici e l'Associazione Nazionale Autori Cinematografici sono propensi a
crede nell'assoluzione.
Il 5 marzo,dopo l'interrogatorio di Pasolini,la commissione visiona all'Istituto Luce la pellicola e
predispone una moviola nell'aula in cui,il 7 marzo,si terrà l'udi
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