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e regolamenti emanati dai regimi totalitari sottolineano come fosse difficile creare un apparato

funzionante. Nell'URSS il cinema era statale del 1919 ma comunque venivano importati film

stranieri. Stalin ammetterà il fallimento nel 1927 e nel 1934 lo farà diventare un vero organismo

politico. Soltanto che Stalin faceva bocciare troppi film e gli studi funzionavano a vuoto. In

Germania l'azionista principale della UFA era un grande industriale che aveva aiutato i nazisti e ci

vollero anni prima di statalizzarla.

Spesso all'interno delle scelte sulla cinematografia si uniscono quelle politiche. Quando Franco

statalizzò la censura cinematografica,la Chiesa volle entrare ma Franco rifiutò. 9 anni dopo la

censura era in mano alla Chiesa,strategia per ammettere che ora il potere del partito di Franco era

appoggiato dal clero. In Cina il film La vita di Wu Xun che aveva aperto scuole per i poveri fu

stroncato dal giornale del partito per richiamare all'ordine gli intellettuali. Successivamente il film

Prima dell'arrivo del nuovo direttore venne elogiato perchè anticipava la campagna di condanna

alle disfunzioni del partito. Ma il film successivo del regista fu condannato.

Hitler si servì di alcuni civili per girare film contro Röhm. Ejzenstejn venne censurato ma mai

arrestato da Stalin per servirsi della sua popolarità all'estero. Peron usò il volto di M.Pickford per i

suoi comizi per lusingare gli oppositori.

In Italia e in Germania le opere dichiaratamente di propaganda furono pochissime. Si preferivano,

anche nelle democrazie,film di guerra patriottici dove ognuno si poteva riconoscere nel triangolo lui

-lei-la patria.

I regimi cercano di sostituire Hollywood ma senza successo. Alla fine della guerra l'URSS di Stalin

sequestrò in Germania i film stranieri che trovò per continuare le proiezioni. Vennero doppiati e a

volte leggermente modificati. Mostravano il capitalismo USA e la democrazia,l'opposto del regime

russo. Ma non erano una minaccia perchè non trattavano direttamente di potere ed economia.

L'istituto LUCE fu un modello per i film d'informazione,documentari e cinegiornali. I film e i

documentari dei regimi totalitari e delle democrazie mostravano pressoché le stesso cose. Ma con

diverso scopo:nei primi giustificavano o annunciavano un nuovo ordinamento,nelle seconde

denunciavano il mal funzionamento delle autorità. Il cinema comunque aveva la funzione di rendere

sempre palese la presenza del potere attraverso le immagini di sfilate,manifestazioni e cerimonie. In

URSS i filmati servivano a mostrare anche l'entusiasta partecipazione della folla. Nella Germania

nazista circolava una trilogia di Riefenstahl che trasformava le persone in una massa anonima unita

dalla figura del Führer. Nei sistemi totalitari c'era la volontà di trasformare tutto il popolo in attori

che interpretassero uno spettacolo per se stessi. Inoltre il leader era sempre presente,più o meno

esplicitamente. Mussolini fu il primo ad usare il cinema ed amava essere ripreso. Stalin invece odia

esserlo:veniva filmato da lontano come una presenza minacciosa ma paterna e si avvaleva di attori

che lo impersonassero. Franco passò da filmati solenni a un'immagine di sé come nonno della

nazione,quando cambiò la politica. Hitler si mostrava nelle folla ma ripreso dal basso con un alone-

aureola attorno al volto.

La proiezione dei filmati,nonostante il pienone,non serviva a farsi a amare dal popolo se dietro non

c'erano opere politiche concrete. I regimi autoritari moderni si sono avvalsi di metodi coercitivi

come nel passato ma hanno sfruttato il cinema. Esso raccoglieva masse di gente come i discorsi dei

leader. Il cinema avvicina la gente al leader che poteva vederlo in faccia e sentirlo vicino,stupendo

la gente e assorbendo l'attività psichica.

Tutti i regimi e sistemi politici hanno accettato il cinema e non l'hanno mai ostacolato:Hitler non

arrestò i coniugi ebrei di due popolari attori. Il cinema ha presentato con un diverso punto di vista le

scelte politiche ed ha amplificato i fatti:l'opinione pubblica sarebbe stata toccata nello stesso modo

dall'invasione russa dell'Ungheria senza le riprese?

Dall'Ottocento si è cercato di unificare la comunità attraverso la stampa,la scuola,le leggi e alla

sollecitazione ai problemi comuni. C'è un abisso tra le nazioni in cui questo è iniziato prima e in

quelle in cui è iniziato dopo. Il cinema fu il primo divertimento collettivo e internazionale. Che tipo

di piacere,cosa imparò la gente e come vennero influenzate le relazioni sociali dal cinema?

Gli operatori cercarono sempre di rendere appaganti le immagini:inizialmente Mussolini veniva

ripreso di profilo in mezzo ai suoi uomini,mentre parlava. Poi venne ripreso,sempre di profilo,al di

sopra dei suoi uomini al limite dell'inquadratura. Infine venne ripreso solo di fronte dal basso e

perfettamente al centro. Ma il pubblico se ne accorgeva? Qualcuno aveva mai ritenuto necessario

analizzare il volto vicino del duce? Noi percepiamo il rituale che accompagna i discorsi del duce in

ottica contemporanea ma forse queste cose non preoccupavano gli “spettatori” dell'epoca.

Il cinema turba il pubblico per poi rassicurarlo:tecnica usata in quasi tutti i film. Questo venne

sfruttato per dimostrare cosa sarebbe successo se i nemici del partito avessero vinto:in Il giovane

hitleriano Quex un ragazzino viene ucciso dai comunisti. Ancora oggi il filmato è visto con pathos.

Ma i sentimenti suscitati duravano anche fuori dalla sala? I filmati della Pathé sull'invasione tedesca

del Belgio e proiettati in Gran Bretagna influirono sull'arruolamento? Fino a che punto i film

hollywoodiani hanno imposto le mode americane?

A volte i film anticipano i cambiamenti ma non è pensabile affermare che rispecchino le

preoccupazioni o i desideri della società. Nei film italiani degli anni '50 vengono mostrati i valori di

famiglia,la relazione tra i sessi e la totale devozione della donna alla casa. Ma da un'indagine

sociologica è emerso che le giovani non si vedevano così ne vivevano secondo quei principi. I film

dunque mostravano quelle che le autorità volevano vedere e non tenevano conto dei cambiamenti in

corso.

Non è raro neanche un atteggiamento opposto. Fino alla morte di Franco si erano tenute le leggi

contro l'impudicizia soprattutto a sfondo sessuale. Ma venne comunque permesso al film L'amore

del capitano Brando di circolare:il turismo di massa aveva introdotto la minigonna,i preservativi e il

nudismo che erano in voga tra gli spagnoli.

I film inventano il mondo e quindi sono più facili da tollerare,come i giudizi che danno che possono

essere riletti nelle varie epoche.

Il cinema ha influenzato i gusti e l'acquisto dei prodotti. Dal Settecento veniva inserita la pubblicità

nei giornali e sui manifesti. Con il cinema si capì l'efficacia del mezzo:è difficile ignorare un

messaggio pubblicitaria proiettato. Nel primo Novecento si impose la pubblicità indiretta:una

provincia o un'industria finanzia il film che invoglia a comprare i suoi prodotti. La pubblicità per un

marchio arriva più tardi perchè difficile da inserire in un filmato di pochi minuti. Ricorrevano alla

pubblicità solo le aziende che dovevano allargare la propria clientela come il settore turistico e

quello alimentare. Automobili e vestiti fecero pubblicità inserendo i prodotti nei film e vestendo i

divi.

Il passato,come viene filmato.

Il cinema ha cambiato la relazione con il passato in quanto avvertiamo la presenza di chi è stato

ripreso. I soggetti si muovono come le persone reali ma non significa che il film sia più veritiero di

un testo. I testi però sono astratti perchè evocano i contadini,gli uomini mentre il cinema mostra

quel contadini,quel gruppo di uomini.

Quando si analizza un film bisogna chiedersi chi era l'autore,se era presente e perchè l'ha realizzato.

A volte si possono capire alcuni elementi dagli abiti,dai veicoli o dallo scenario senza però essere

sufficienti a identificarlo completamente. Spesso i film si integrano con i documenti e viceversa. È

stato ritrovato negli archivi della DRR un filmato con 5 uomini in divisa e un ventina tra uomini e

donne di fronte. Sembra un interrogatorio di un gruppo di persone ritenute sovversive. Dal film non

si deduce altro se non fossero stati ritrovati dei documenti riguardanti un processo a dei partigiani

francesi nel 1942. L'uso completare dei due testi fornisce un quadro completo:nel 1942 la

Resistenza non era ancora organizzata,quindi i tedeschi lasciavano parlare liberamente gli imputanti

malgrado la sentenza già decisa.

Una persona,dopo la morte del nonno,ha ritrovato un filmato di 3 minuti in 8 mm composto da 4

riprese. Viene mostrata una parata da vari punti con persone in divisa non riconducibili a nessun

esercito. Da una ricerca è emerso che i partigiani francesi,durante l'occupazione tedesca,

celebrassero la vittoria del 1918 con sfilate in poche città. Esistono molte fotografie di queste parate

ma pochissimi film. Il filmato mostra anche che la folla era esigua ponendo domande a cui è

difficile rispondere:perchè alcuni partecipavano? Gli altri erano troppo impegnati nel lavoro o

avevano paura?

Bisogna anche chiedersi da dove provengono le riprese e se sono state realizzate appositamente per

il film o se sono di repertorio. Nella maggior parte dei documentari le immagini usate sono quelle di

repertorio e non sempre se ne conosce l'origine. Questo aspetto è importante soprattutto per i

cinegiornali. Nel primo decennio del cinema,i cinegiornali riportavano incidenti divertenti e notizie

di rilievo. Nel 1908 la Pathé fu la prima a creare un cinegiornale per ospitare questi fatti. Il nome è

improprio perchè i cinegiornali non seguono l'attualità,ma l'idea piacque e venne imitata.

L'informazione cinematografica sparì con l'avvento dei telegiornali.

Informare sui fatti esteri era costoso,così si cominciò a comprare i documenti di avvenimenti esteri.

Nelle edizioni settimanali si trovavano notizie vecchie dal mondo e notizie locali. Se vi era

un'immagine veritiera ma poco interessante,la si sostituiva con una meno reale ma più appagante.

Con il suono venivano registrati tutti i rumori,anche quelli fuoricampo. Il suono sincrono venne

sostituito da un commento fuoricampo,creando alcuni problemi. In un'edizione del cinegiornale

LUCE vi è una donna che legge:impossibile visto che all'epoca erano gli uomini ad essere

annunciatori. Si scoprì che la colonna sonora originale era rovinata e venne sostituita da una voce

femminile per sottolinearne la falsità.

Spesso i commenti ai cinegiornali non coincidono con le immagini perchè i due elementi erano

pensati separatamente e lasciati alla sensibilità personale di chi li realizzava. Il primo servizio del

notiziario repubblicano Spagna alla giornata mostra eleganti signore che lavorano con una vanga.

La voce fuoricampo spiega come le donne madrilene si siano impegnate per scavare le trincee. Ma

le immagini mostrano che in realtà le signore stanno raccogliendo le patate. Questo successe perchè

l'operatore trovò più importante convincere i cittadini a fare scorte di cibo,mentre il redattore si

concentrò sulla scena delle donne che scavano le trincee di cui aveva sentito parlare. Anche

Cinegiornale spagnolo dei franchisti mostra delle incongruenze:il titolo annuncia la folla nelle

piazza della basilica di Santurce per la festa della Madonna del Carmine,protettrice dei pescatori.

Ma le immagini mostrano eleganti signori e signore che escono dalla cattedrale di Santiago de

Compostela. Il commento si spiega con il fatto che Santurce si trova nei Paesi Baschi,da poco

conquistati dai franchisti con l'appoggio del clero. Le immagini mostrano lo spirito dei dirigenti.

Con i cinegiornali si imposero anche degli stereotipi che semplificavano la situazione. Quando nel

1936 iniziò la guerra civile spagnola,gli inviati non sapevano cosa riprendere. Si contrappose

l'immagine caotica e di devasto nelle zone insorte e l'immagine di entusiasmo e di innovazione nelle

zone repubblicane. Questo creò una serie di opposti e una visione convenzionale del conflitto. Lo

stesso istituto LUCE creò la falsa illusione,con le immagini dell'esercito giovanile spagnolo,di una

facile vittoria. I cinegiornali producono effetti tramite la ripetizione e l'insistenza e i contemporanei

non si rendono conto dei cambiamenti. Seguendo la Settimana INCOM non si aveva l'impressione

della ricostruzione ma della nascita di una popolazione felice,contrapposta quella forte e

disciplinata del fascismo.

La differenza tra documentari e fiction è sottile:i documentari possono ricorre a degli attori per

ricostruire gli eventi. I documentari si rivolgono agli spettatori attenti al contenuto:alcuni

documentari sacrificano le informazioni a favore di uno stile eccellente. Inoltre il documentario ha

dei processi e dei toni per trasmettere il messaggio. Lo sguardo del documentario considera ogni

cosa come se fosse sconosciuta. Molte aziende producevano documentari e si stima che in Italia

nella seconda metà del Novecento ne siano stati prodotti oltre 20 mila. Resta comunque difficile

capire dove finisce il documentario e inizia la fiction.

I film amatoriali sono stati a lungo disprezzati ma con il restauro di vecchie bobine si scoprì che non

venivano ripresi solo bambini e feste di famiglia. Nel filmato della parata si capisce che l'operatore

non è un dilettante ma anzi sa padroneggiare la tecnica. La differenza tra un dilettante esperto e un

amatore inesperto sta nel fatto che il primo ha un preciso progetto da realizzare,riprende più del

necessario per poi selezionarlo in fase di montaggio,dove concatenerà le riprese. Il secondo invece

filma il momento con lo slancio dell'emozione senza badare ne alla qualità ne alla consequenzialità

di ciò che riprende. Le immagini dei dilettanti però sono autentiche e riprendono gli eventi così

come venivano vissuti.

Un film fa tornare in vita le cose del passato ma riducendone il tempo del reale accadimento.

Nel 1934 venne girato L'automobile di Francia per la Renault. Assistiamo a tutto il processo di

produzione dell'automobile con un ritmo rapido e vivace. 40 anni dopo l'aiuto-regista rivelò che

venne girato di domenica mattina,con alcuni operai per non far vedere la fabbrica vuota,perchè era

impossibile rallentare il ritmo dei macchinari. Dietro all'apparenza di realtà c'è un artificio. Il

filmato voleva dimostrare la rapidità di produzione:eliminò la distanza di 1,5 km dove erano

posizionate la varie fasi di lavorazione. Il documentario quindi non rappresenta la realtà della

fabbrica ma le fasi del processo produttivo. Nel 1920 era già stato girato il film Nelle fabbriche

della Renault che,confrontato con quello del '34,fa risaltare l'introduzione della catena di

montaggio. Questa,simbolo di modernità,era lenta per permettere agli operai di eseguire le

operazioni. Nel film venne rappresentata con una carrellata nel senso opposto,creando la falsa idea

di una catena veloce.

Il film rispetta la successione cronologica della realizzazione dell'auto. L'immagine fa seguire il

procedimento senza spiegazioni. Ma la produzione finisce in breve tempo:tutto viene condensato,

dando al documentario il carattere di fiction.

Comunque la maggior parte dei documentari è dedicata al turismo,ai paesaggi e all'esplorazione. Il

lavoro non ha mai avuto la stessa importanza e nella categoria è stata l'industria a dominare. Alcune

aziende volevano promuovere i loro prodotti e finanziavano prodotti culturali per ricavarne fama.

Altre invece davano i soldi senza aspettarsi nulla ma comunque avendo dei tornaconti. Ma non è

solo il denaro:due terzi dei film dei Lumiere avevano come tema il lavoro. Moltissimi documentari

sono stati girati sulla costruzione di navi,nelle acciaierie o nelle miniere.

Se si analizzano in serie i documentari di una casa automobilistica -ad esempio- si notano i

progressi della tecnologia. Questa indagine però si limita al lasso di tempo in cui è presente il

cinema.

Il primo film industriale è coetaneo dell'invenzione del cinema:nel 1896 i Lumiere mandano un

operatore a Carmaux in una fabbrica di coke. I due filmati non hanno didascalie. il primo riprende

le donne che a mani nude mettono i pezzi di carbone fossile in una carriola:è uno dei pochi

documenti sul lavoro femminile e lo sfruttamento della manodopera non qualificata. Le donne non

fissano la cinepresa,sono vestite troppo pesanti per la stagione e non si vedono i volti. Inoltre

avrebbero dovuto usare dei forconi per non ferirsi ma lo scopo era sottolineare lo sfruttamento. Il

secondo mostra gli uomini alle prese con il raffreddamento del coke. Anche qui si evidenzia la

fatica e la pericolosità del lavoro. In entrambi appaiono delle persone vestite eleganti,indifferenti e

superiori ai lavoratori. I film realizzati a Carmaux non mettono in risalto il processo di

trasformazione del coke ma danno conto degli impiegati. Invece un documentario come Fiat e la

sua attività multiforme dà conto di tutto il processo ignorando gli operai.

Uno studio comparato su 4 film inerenti alle miniere mostra come sia cambiata l'attrezzatura e il

lavoro,ma anche l'attenzione ai soggetti. In Una giornata nella vita di un miniatore del 1910 si pone

risalto alla dura condizione dei lavoratori e la velocità imposta. In Vivendo ai margini del 1982 si

evocano le testimonianze delle comunità attraverso i pericoli,le malattie e la crisi del settore. Ma i

due film Fonte di scavo (1935) e Nove secoli di carbone (1958) portano l'attenzione sulle

innovazioni tecnologiche e l'alleggerimento del lavoro. Questo però è in contraddizione con le

difficoltà del film del 1982. Questo avvenne perchè la crisi preannunciata si verificò e interessò nel

'82? questo film esprime nostalgia o disperazione? Lo studio dell'evoluzione del mestiere mette in

risalto i problemi della manodopera.

L'agricoltura è sempre stata trascurata sia dalla letteratura che ai documentari perchè meno attraente

delle innovazioni industriali. I pochi documentari vennero realizzati per volere politico e in

particolare esaltarono il trattore. Già alla fine dell'Ottocento si era diffusa la trebbiatrice che però

non era molto pittorica per il cinema. Il trattore invece si muove e lasciava dei solchi profondi come

traccia della sua potenza. Il trattore però non era un macchinario veramente utile perchè scava

solchi troppo lontani tra loro. Nonostante ciò il trattore venne proposto in Agricoltura perditempo,

dove i lenti contadini venivano oscurati dalla potenza del trattore e in un documentario sull'Agro

Pontino che si conclude con un'esibizione di una fila di trattori. Il mezzo meccanico,poco diffuso in

Europa,era esaltato ed usato per indicare la potenza dei regimi.

Ma negli USA,dove i trattori erano da tempo usati,circolavano altri documentari che esponevano i

rischi di impoverimento dovuto all'uso intensivo della terra.

Nel 1934 Pane nostro mostrava il ciclo produttivo del pane dove erano impiegati sia uomini che

donne. Viene messo in risalto la fatica e l'uso di un macchinario. Ma in realtà era un lavoro

antieconomico dove la manodopera veniva sfruttata perchè costava meno delle macchine.

Le bonifiche furono iniziate nell'Ottocento e proseguite durante il fascismo per evitare nuovi

disoccupati nelle città. Nei documentari si vede spesso Mussolini che premia i lavoratori,sempre e

solo uomini per sottolineare che il posto della donne era la casa. In realtà le donne lavoravano e lo

stesso stato fascista promuoveva attività e servizi per le donne lavoratrici,con una palese

contraddizione. Il film T'amerò sempre del 1933 è un insignificante melodramma creato per

riprendere il modernissimo ospedale,in particolare il reparto di ostetricia. Attirò moltissime persone

dalle campagne,abituate a partorire in casa e in condizioni igieniche precarie.

Le promesse illusorie dei film mostrano i desideri delle epoche. L'universo del film è plausibile

anche se lontano. Ad esempio nei cinegiornali Luce emerge la preoccupazione della mancanza di

cibo e la sua attrattiva.

Il cinema informa anche sull'esistenza e l'utilizzo degli oggetti. In Sabato sera,domenica mattina il

tornitore che sta lavorando alza la testa e il pubblico scopre che A.Finney,attore famoso. Qui si

avvicina il documentario alla fiction. Ma in prospettiva storica c'è un abisso:i personaggi della

fiction si trovano a risolvere situazioni impossibili,cosa che nei documentari non accade. La

sequenza del film serve solo ad inquadrare la classe sociale del protagonista.

I documentari non si interessano alla fisionomia della persone,preferendo dettagli come le mani. Le

mani illustrano come si esegue un lavoro o si usa uno strumento,senza bisogno di didascalie.

Oltre al cibo,è la casa una delle principali preoccupazioni umane. Nel film La nuova dimora del

1930 si osservano i luoghi e si analizza la disposizione degli arrendamenti per possibili modifiche.

L'esempio è basato su una casa piccolo-borghese di Berlino. Le stanze sono piccole e sono usate

solo per dormire,le attività si concentrano in cucina,mentre il salotto è una sorta di santuario dei

ricordi. Si scontra quindi la conquista dal salotto con l'uso sbagliato della living room. Inoltre

l'esitazione a sfruttare il salotto porta alle contraddizione dell'urbanizzazione. Questa emerge anche

in due film inglesi (città di paradossi e Problemi d'alloggio):abituati per anni a vivere in casamenti

minuscoli,una volta usciti non hanno perso l'usanza di stare tutti in un'unica stanza.

Problemi d'alloggio e Lavoratori e impieghi usano la voce fuori campo. Nel secondo film si vedono

persone alla ricerca di un lavoro che esprimono i loro pareri nel documentario. Anche in Problemi

d'alloggio emerge come sia la donna a comandare nella casa.

I film amatoriali completano i cinegiornali e i documentari. Non ci sono molte circostanze per cui

qualcuno fa un filmato e sottolinea l'importanza che un dato evento ha per un gruppo sociale.

Anche il ceto benestante era coinvolto nell'importanza della residenza. Nel film Un'istante in

un'altra vita sono raccolte le riprese che una ricca catalana fece per 40 anni delle propria famiglia.

Sono riprese spontanee e una testimonianza di come l'arredamento casalingo sia cambiato nei

decenni. Molte famiglie borghesi usano la cinepresa per scrivere la propria storia.

Dalla seconda metà del Novecento abbondano i film sull'abitazione e la vita negli appartamenti

della classe operaia. Le riprese erano per lo più in esterno,ma dagli anni '60 chi possedeva

elettrodomestici o un'auto non perdeva occasione di filmarla,a discapito dalla famiglia. I filmati

amatoriali mostrano cosa ogni classe sociale riteneva più significativa.

I filmati amatoriali presentano raramente il lavoro e,se mostrato,era statico per paura di rovinare la

pellicola. Si preferiva riprendere il tempo libero,tema che si diffuse anche nei documentari,nel

cinema e nelle fiction. Il tempo libero nasce insieme al lavoro industriale e,con le rivendicazioni

dell'Ottocento,era già marginalmente rappresentato nel primo Novecento. Successivamente

mostrano come tutti cerchino l'acqua per passare il proprio tempo. Da qui emerge che la gente

continui ad accettare la vicinanza agli altri come sul luogo di lavoro. Dopo gli anni Trenta,con

l'introduzione delle ferie pagate,il tema dell'assembramento resta presente nei filmati sulle vacanze.

Con il tempo ha acquistato sempre più importanza e rilevanza economica.

Da un documentario sulle manifestazione a Budapest del 1956:il 23/10 un folla densa e risoluta

scese nelle vie di Budapest e sfilò manifestando la sua ostilità al comunismo. Cosa si intende con il

concetto di folla? Generalmente si designa un gruppo di persone. Con i due aggettivi si cerca di

chiarire di che tipo di gruppo si tratti. Ma come si misura la densità di una folla? Come esprimeva il

suo odio? La sociologia crea termini per illustrare dati eventi,il cinema li illustra con esempi. Il

concetto di folla è reso più concerto dal cinema. Qui viene presentata con un'entità già costruita:

infatti è una folla spontanea in una democrazia non in una dittatura. Nei 10 giorni che precedettero

l'invasione russa dell'Ungheria,i filmati illustrano i mutamenti che la folla subì. Si passò una

manifestazione tranquilla composta da giovani (perchè la gente sopra i 40 anni non manifestò?) a un

corteo nella piazza del potere. I film non spiegano perchè la polizia politica non reagì. Il 24 ottobre

emerge una nuova composizione della folla che si raggruppò davanti alla sede della TV:meno

donne,più piccolo-borghesi,operai e soldati. Nei giorni dal 25 al 30 si formarono altri tre tipi di

folla:i gruppi nei veicoli che manifestavano la loro gioia;i gruppi attorno a chi leggeva il giornale e i

gruppi che discutevano. Il 31,con la ritirata dei russi,la folla si concentrò lungo il Danubio. I filmati

non raccontano l'insurrezione ungherese ma danno il riscontro di come la popolazione si comportò.

Sono importanti anche altri indicatori,ad esempio come si comportarono le persone che non scesero

in piazza.

Le immagini della caduta del muro di Berlino mostrano la parte Est con i poliziotti che non fanno

nulla per fermare la gente perchè la DRR era già di fatto caduta.

Il cinegiornale British Pathé con Guerra civile a Saylesville mostra invece la folla sconfitta in

partenza. Sull'isola americana i tessitori manifestarono per l'aumento dei salari e condizioni migliori

di lavoro. Il loro comportamento è esitante e la guardia nazionale sparò ad altezza uomo per

disperdere la folla.

È importante capire che rapporto c'è tra folla e autorità. A Budapest i poliziotti politici non hanno

filmato le operazioni,mentre a Saylesville l'operatore inglese era dalla parte delle autorità dalle

quale aveva avuto il permesso a riprendere. Questo punto è importante per capire quali disposizioni

delle autorità nei confronti della manifestazione e se chi riprende l'ha fatto liberamente o meno. Nel

1967 gli studenti di Berlino manifestarono contro lo scià di Persia:i filmati girati con l'accordo della

polizia mostrano la scena lontana e non i punti di maggiore tensione;quelle girate senza permesso

mostrano la brutalità della risposta alla manifestazione da parte della polizia. Invece nel 1968 in una

manifestazione inglese contro la politica USA nel Vietnam la polizia non diede restrizioni:chi filma

si è mischiato alla folla ma mancano le riprese della totalità dell'evento.

I cineasti amatoriali sono esenti dagli obblighi di quelli professionisti. Tra il 1950 e il 1952

Marzadori,PCI e impiegato del comune di Bologna filmò moltissime manifestazioni del partito,

producendo due film politici. Questi non manifestano la fantasia e la libertà presenti nei film di

famiglia di Marzadori. Comunque rivelano la sincera partecipazione e la capacità di mobilitare del

partito:anche i giornali la riportano ma sono tendenziosi. Ma le riprese di Marzadori non

rispecchiano il suo stile:sembrano più i film didattici dell'URSS,modello a cui il partito impose di

ispirarsi. Filmando per il partito Marzadori non rispettava le sue regole artistiche.

I film non danno risposte ma possono approfondire un certo aspetto nel caso specifico.

Gli esempi sono degli eventi inseriti in una catena di eventi precedenti e conseguenti. Si è scelto di

filmare quelli più significativi ma se ne sono tralasciati altri:la battaglia a Saylesville è nota anche

come Battaglia delle tombe ma questa parte non compare nel filmato.

Anche l'assassinio di Kennedy venne ripreso,solo che il fatto non compare nel filmato. Si vede

l'automobile che arriva in fondo al viale e Jackie che striscia fuori. Ma non si capisce che il

presidente è morto. Dopo 6 anni anche Bob Kennedy venne ucciso e un cameraman riprese la scena

di emotività che assalì la folla.

In La disillusione emerge il sentimento di rabbia duratura. Vengono montate le foto della famiglia di

un poeta dignitario del franchismo,foto felici. Ma i commenti rilevano come le scelte politiche

dell'uomo avessero distrutto la famiglia che però non voleva rinunciare ai privilegi ottenuti e quindi

si sfogarono nel film. Come in L'esercito nudo dell'imperatore va avanti si documenta l'odio

represso di un veterano quando,dopo 40 anni,si trova di fronte agli uomini che finita la II GM

uccisero dei compagni. Queste due opere non sconvolgono la conoscenza degli eventi in cui sono

inserite ma fanno riflettere su determinate conseguenze.

Il cinema è stato anche testimone delle agitazioni collettive,facendo diventare la massa un luogo

comune cinematografico. Nei primi decenni i film epici e storici chiamavano una grande quantità di

comparse che rimangono una massa anonima. La I GM e le rivoluzioni fecero girare moltissime

persone armate che turbò l'opinione pubblica. Madame Dubarry è un violento film

antirivoluzionario:dalla prima scena calma si passa all'invasione di un'orda scatenata che finirà con

il ghigliottinare la madame. Lo smembramento del corpo è la metafora della distruzione sociale

dovuta alle forze rivoluzionarie. Ottobre è il processo di organizzazione del proletariato:dalle scene

di falci e fucili che si muovono senza una persona si passa alla sequenza in cui sono impugnati dal

popolo che si è organizzato,riuscendo a sconfiggere il potere.

I corpi politici nel cinema sono privi di volto nonostante i molti film che ne narrano le vite. La

somiglianza dell'attore rende accettabile da parte del pubblico che quello non è il vero personaggio

politico. Le fiction puntano a riproporre il personaggio politico,non il suo corpo.

Le masse invece sono definite in base alle loro iniziative e comportamenti. Le manifestazioni

collettive sono l'argomento principale dei film militanti. Questi film sono opere che portano slogan,

anche semplicistici che riflettono unicamente lo stato d'animo dei militanti. Fame e Il massacro di

Ford hanno lo scopo di provocare l'indignazione pubblica. Tra gli anni '60 e '70 i film impegnati si

moltiplicarono perchè erano visti come l'unico modo di sensibilizzare su argomenti che la TV non

trattava.

Il 10 giugno 1968 la fabbrica di pile parigina Wonder riaprì dopo due settimane di sciopero,senza

che i lavoratori avessero ottenuto qualcosa. Due studenti di cinema che passavano fuori dai cancelli

notarono una donna che parlava alle colleghe. Ripresero la scena in un filmati di 10 minuti Ripresa

del lavoro nelle fabbriche Wonder della donna che protestava e incitava le altre a non arrendersi. Ad

un certo punto arrivarono due uomini che cercarono di calmarla e un altro che riportò dentro le

impiegate. Il filmato circolò largamente e fece avanzare l'ipotesi che il sindacato fosse d'accordo

con i capi della fabbrica.

Soldato d'inverno è un film contro la guerra in Vietnam composto unicamente da testimonianze

individuali. Parlavano sinceramente di quello che vedevano e che compivano facendo emergere un

quadro di disorganizzazione. Lottare contro la guerra in Vietnam non era pericoloso come

manifestare il dissenso in America Latina.

L'ora dei forni è un'opera clandestina di quattro ore che raccontava le varie fasi della colonizzazione

dell'Argentina. Diverse versioni venivano montate per lasciare spazio ai dibattiti.

Queste film permettono di capire l'ambente e le preoccupazioni reali dei gruppi che si opponevano.

I documentari fanno vedere le persone come individui anonimi a differenza della fiction. Gli archivi

cinematografici sono pieni di filmati con persone senza un'identità che però permettono di

ricostruire l'antropologia umana di almeno un secolo e mezzo.

In Milano pittoresca del 1913 colpisce come i corpi dei pedoni,grassi,cammino lentamente sulla

strada. I gruppi si salutano con dei cenni per poi spostarsi lentamente al passaggio di un camion che

attira l'attenzione. La scena è vivace e allegra,popolata da borghesi senza fretta.

Due anni dopo la guerra propone corpi mutilati,assoggettati e vinti. La fiction mostra soldati snelli e

agili ma nella realtà erano bassi,tarchiati e provati. Nella vie di Milano si ritrovano gli stessi

borghesi che si preparano per partire per il fronte. L'esercito si muove meccanicamente. Negli anni

Venti il tema dell'uomo meccanico tornò nella sinfonie urbane. Dal primo dopoguerra tutto diventò

ordinato e meccanico dall'uscita dalla fabbrica all'andatura per strada. Un cinegiornale tedesco

opponeva le vacanze sportive delle giovani tedesche ai frivoli concorsi di bellezza di quelle

americane:entrambe però sottolineavano l'omologazione ad un modello.

Festa della bellezza seconda parte di Olympia è il primo filmato sulle Olimpiadi che mostra i corpi

degli atleti con la ritmicità dei movimenti.

Il conflitto aveva fatto dell'irreggimentazione qualcosa di ordinario tanto che i cinegiornali degli ani

'20 furono pieni di parate e manifestazioni. Il cinema si era fatto più attento alla vita nelle strade che

era diventata più partecipata e affollata.

Durante la I GM dopo un paio di settimane si smise di mostrare i soldati perchè potevano

demoralizzare i civili. Si passò a riprendere i prigionieri,omaggiando il guerriero che gli aveva

catturati. Ovunque si riprendevano le condizioni magnanime in cui venivano detenuti con lo scopo

di umanizzare la guerra. Tra i due conflitti si passò a filmare corpi perfetti,probabilmente per

nascondere la distruzione subita durante il conflitto. Fino agli anni '60 solamente la TBC e con i

sintomi di pallore era accettata sugli schermi. Io accuso è un'opera audace perchè mostra la

degenerazione della sclerosi a placche. Il cinema non registrò mai le amputazioni o la distruzione

dei parti del corpo:esistono degli archivi di operazioni che portarono a mutilazioni che per essere

visionati bisogna disporre di permessi date dietro serie motivazioni.

Durante la guerra i corpi -ma mai i volti- sacrificati vennero usati per propaganda. Durante la

carestia del 1921 la Russia mandò filmati commoventi in Occidente per chiedere aiuto. Lo stesso

fecero i repubblicani durante la guerra civile spagnola. I franchisti opposero immagini di uomini

muscolosi che “liberavano” le città,accolti dal saluto romano.

Gli ammassi di cadaveri iniziarono a comparire nella guerra civile spagnola ma non vennero mai

usati nella II GM:i tedeschi filmarono le fosse di cadaveri uccisi dai russi per screditarli,ma non le

mostrarono mai per mantenere l'idea di una guerra pulita. Lo stesso fecero con gli ebrei. Nel 1945 i

tedeschi iniziarono a cancellare le tracce,vista l'imminente sconfitta ma nel 1940 con l'inizio della

Endlosung non ne vedevano il motivo. Dal '40 circolavano film che insistevano sulle malformazioni

degli ebrei e sulla loro pericolosità per l'igiene,con l'obiettivo di distruggerli quando non ci

sarebbero più stati ebrei per negare che fossero mai esistiti. Nessuno filmò il genocidio per

testimoniare che non era mai successo. Quando gli Alleati scoprirono i campi,li filmarono insieme

ai prigionieri ancora vivi. Da qui l'idea astratta prese un corpo.

I russi,a differenza dei tedeschi,non persero occasione di documentare la scorporizzazione

dell'avversario girando film con tedeschi a pezzi,sventrati e congelati,tedeschi con un

equipaggiamento inadeguato e affaticati.

La II GM cambiò la presentazione filmica del corpo. In Giorni di gloria composto da 4 episodi di 4

registi si passa dalla rappresentazione di corpi giovani e snelli con prigionieri non umiliati ai corpi

dei morti delle Fosse Ardeatine per finire con il processo ed esecuzione di due fascisti.

L'avvilimento del corpo diventò un'arma per mostrare la debolezza dell'avversario e per

confermarne la sconfitta. Registrare l'umiliazione divenne un'abitudine:durante la guerra in

Jugoslavia i serbi filmarono le torture inflitte ai musulmani per giustificare con il degrado la

legittimazione ad ucciderli.

Dagli anni '80 si sono diffuse tecniche mediche per vedere il corpo dall'interno. Si sono diffuse due

idee del corpo:la sua vulnerabilità e,grazie alla medicina,l'idea di un'evoluzione della specie.

Le riprese non sono estranee al clima sociale e alla curiosità dell'epoca.

I film danno un'idea “reale” della storia ma sono poco usati perchè rilevano soprattutto un fatto

preciso in un'epoca e non un'idea universale del tema.

Far ritorno all'accaduto?

Il cinema offre un secondo mondo irraggiungibile che illustra il passato o il futuro,a patto che si è

disposti ad accettare l'illusione e ci si fidi dell'apparente autenticità di quello che viene mostrato.

Il film western hanno fatto della conquista del West un'epopea spropositata rispetto alla realtà dei

fatti perchè più avvincente della compravendita di terra tra allevatori e grandi compagnie. Il cinema

inventa e abbellisce. Le lacune vengono ricostruite,non sempre in modo arbitrario. Ad esempio il


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LaTita

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LaTita di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e critica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Subini Tomaso.

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