STORIA E CRITICA DEL CINEMA – APPUNTI 13.10.2012
1895 è la data ufficiale di nascita del cinema come lo intendiamo noi. Il giorno esatto è il 28
dicembre.
Prima il cinema era considerato il punto di arrivo di una sequela di invenzioni dedite a catturare
l'immagine, anche perchè la riproduzione del movimento alla fine dell'800 era l'unica cosa che
mancava dopo le grandi innovazioni che abbiamo avuto.
Metà 1800: la fotografia riesce a catturare la realtà fedelmente, manca solo il movimento della
realtà quotidiana. Il 28 dicembre abbiamo il traguardo di questo sogno e di questo obiettivo, i
movimenti e le immagini vengono catturate e riprodotte fedelmente e oggettivamente.
Succede nella realtà parigina della Belle Epoque, in cui si è in pieno sviluppo tecnologico, in cui
anche la piccola borghesia è in grado di permettersi dei lussi.
Cominciano a nascere le grandi città con la rivoluzione industriale, la cultura quindi si industrializza
e comincia ad essere cultura di massa.
C'è l'illusione di poter piegare/dominare il progresso tecnologico: il cinema si inserisce qui. La
nascita del cinematographe Lumiere è il punto di arrivo.
1600 viene inventata la camera obscura, che è l'antenata del cinema.
1833: WILLIAM GEORGE HORNER Zootropio: è un cilindro rotante decorato all'interno e sul
perimetro laterale delle fessure coincidenti con le immagini all'interno, in modo che lo spettatore
esterno potesse vedere riprodotte le immagini in movimento.
È fondamentale l'intuizione che per riprodurre il movimento deve essere diviso nelle sue
componenti.
1912: nasce la MPPC (associazione che lega e vincola le persone che avessero diritti/brevetti
nell'ambito cinematografico).
I FRATELLI LUMIERE
assecondano il pubblico attraendolo filmando la realtà. Il cinematografo:
di documentazione della vita quotidiana
–effetto (un solo punto di vista)
–monopuntualità
scena si esaurisce nell'inquadratura e nella monopuntualità
–la della meraviglia, legato alla novità del mezzo
–effetto connaturata alle immagini
–narratività
di esotismo: esotico
–ricerca dei Lumiere in giro per il mondo a catturare le immagini che arricchissero il catalogo
–operatori
delle loro riprese 20.10.2012
PRODUZIONE CINEMA DELLE ORIGINI: 1894-1912
alcuno considerano la nascita del cinema con Melies perchè è molto più avanti dei Lumiere. Si dice
che era lì il 28 dicembre e che avesse contattato i Lumiere per avere una macchina e cominciare a
produrre film propri. Fonda subito la sua casa di produzione “STARFILM” e puntò tutto sull'effetto
dello stupore e della meraviglia.
Decide di costruire uno studio cinematografico con pareti di vetro perchè le pellicole non erano
sensibili e quindi bisognava avere una luce piena.
Punto tutto sulla meraviglia: i suoi film sono infatti come il palcoscenico del teatro.
“Voyage dans la Lune” (1902) è il suo film più importante. Tratto dal libro di Jules Verne, racconta
del primo viaggio sulla luna. Si regge sul meccanismo della sovrapposizione della pellicola,
spegnendo la macchina e cambiando l'oggetto e sulle doppie-triple esposizioni in modo da tenere
più oggetti e rimpressionare la pellicola.
I fondali sono più su assi e su più piani in modo da dare più profondità. Inventiva fuori
dall'ordinario di Melies. Per fare il film a colori, colorava ogni porzione della pellicola.
Melies è il padre del cinema spettacolare, del cinema come lo intendono gli USA.
NOEL BURCH: cinema delle attrazioni mostrative: cinema di Melies è un cinema che non vuole
impressionare per la bellezza della narrazione, ma per la meraviglia della scena e degli effetti, dei
movimenti scenici. Corrisponde al cinema delle origini dal 1895 fino al 1910.
Cinema delle attrazioni diventa un po' più complesso attraverso un linguaggio più istituzionale,
condiviso da chi produce e da chi guarda, diventa più ricco anche grazie al lavoro sul montaggio
fatto dal 1905.
Il montaggio è importante per la comunità, perchè costruisce la storia, il tempo del film. La storia è
composta da effetti di causa-effetto e da elementi di temporalità.
EDWIN PORTER: con la Edison realizza cortometraggi che diventano classici perchè si inizia ad
avere i primi passi della post-produzione.
1
“Vita di un pompiere americano” (1903)
di realtà e finzione
–mix monopuntualità
–superamento
di piani ravvicinati
–uso dei piani
–alternanza di cambi di scena
–dissolvenza 2
“La grande rapina al treno” (1903) : è il precursore dei western per alcuni, per altri solo un istant
movie (film/serie tv che vengono girate sull0ombra di un evento).
sequenze che raccontano un fatto di cronaca avvenuta
–11 passo verso il linguaggio cinematografico
–ulteriore shot (inquadratura montata all'inizio o alla fine), puramente attrattivo, quindi c'è la
–emblematic
predominanza del cinema di attrazione
DAVID WARK GRIFFITH
Uno dei più grandi autori del cinema muto (450 film dal 1908 al 1916). il 1908 è l'anno in cui inizia
3
a girare, mentre il 1916 produzione di “Intolerance” è all'apice della sua parabola produttiva.
1 Ne La vita di un pompiere americano (Life of an American Fireman), del 1903, Porter adottò alcune importanti innovazioni, ispirandosi
probabilmente al film Fire! dell'inglese James Williamson del1901: - l'alternanza di realtà e finzione, di riprese autentiche
(le carrozze dei pompieri in azione) e di scene interpretate da attori, di riprese in esterno e in studio; - un primo passo verso il
superamento dell'unicità del punto di vista, tipica del teatro;
- l'uso di piani ravvicinati -come il dettaglio della mano che aziona l’allarme- che mirano a coinvolgere lo spettatore nella finzione; -
l' inquadratura come unità da combinare nella costruzione del film: l'azione si snoda attraverso una successione di inquadrature
collegate. Invece di operare semplici giustapposizioni o stacchi bruschi tra le sequenze, Porter adottò la tecnica della dissolvenza, cioè la
transizione graduale da un'immagine all'altra: lo spettatore aveva così la sensazione che la narrazione fosse un flusso continuo. Nei film
di Georges Méliès invece le inquadrature, i tableaux, erano delle unità autosufficienti e separate. Pur anticipando la tecnica
del montaggio delle inquadrature, proprio del cinema successivo, Porter non conosce ancora la soluzione più evoluta del montaggio
alternato: nella sequenza finale del salvataggio la scena è ripetuta due volte integralmente, da due punti di vista, prima interno, poi
esterno. Un regista di oggi avrebbe tagliato le lunghe inquadrature in sequenze più piccole e avrebbe rimontato queste ultime in modo
rapido e alternato: esterno, interno, ancora esterno, ancora interno... e così via.
2 Nel suo successivo e più importante film, Assalto al treno (The Great Train Robbery, 1903), Porter riprese il tipico
genere Western americano, già familiare al grande pubblico grazie alla popolarità di romanzi dozzinali e di melodrammi teatrali, e ne
fece un'autentica nuova esperienza visiva. Il film, di una bobina, durava dodici minuti e assemblava quattordici inquadrature separate,
compreso il primo piano del capo dei banditi ripreso nell'atto di sparare verso la macchina da presa (dunque verso il pubblico in sala). Le
innovazioni apportate dall'autore in quest'opera, rispetto alla precedente produzione, si possono sintetizzare così: - abbandono di
ogni intento documentaristico;
- rinuncia al ricorso di riprese autentiche: la sceneggiatura è interamente scritta dall'autore e le scene sono interpretate da attori; -
benché continui a prevalere il campo medio e non siano ancora adottate angolazioni particolari della macchina da presa né signicativa
alternanza fra campi e piani, benché l'inquadratura sia generalmente fissa, sono tuttavia presenti alcuni limitati movimenti di
macchina("riaquadrature" sui movimenti dei banditi); - la situazione descritta nella prima inquadratura (interno,
stazione ferroviaria) riattacca nella decima: lo spettatore ha la sensazione di una continuità narrativa, ma, insieme, di un intervallo
temporale tra i due momenti; - l'azione della rapina sul treno si sviluppa attraverso più inquadrature, così come, analogamente, l'azione
della fuga e quella dell'inseguimento;
- c'è un' inquadratura di transizione (scena di ballo e orchestrina che suona) che ha, da una parte, la funzione di allentare la tensione
drammatica, dall’altra un'efficace funzione di contrasto, poiché rappresenta la quotidianità rispetto all'evento eccezionale;
- il primo piano del bandito (ultima inquadratura) che spara verso la macchina da presa, e quindi verso il pubblico, non si
integra con lo sviluppo dell'azione, nel senso che non aggiunge nulla di quanto già non si conosca della vicenda. Esso serve piuttosto a
creare un'emozione nello spettatore. Poiché il cinema era relativamente agli inizi, molte persone, vedendo il film, hanno avuto davvero
paura di essere colpite. Non avendo una funzione narrativa, la scena poteva, indifferentemente, essere collocata all'inizio o alla fine del
film. Porter decise di collocarla alla fine.
Porter adottò in quest'opera una grande libertà di composizione scenica, grazie al dinamismo delle situazioni e dei personaggi, e
all'alternanza delle inquadrature di esterni e di interni. Rivoluzionario fu l'uso del cross-cutting per mostrare un'azione simultanea in
posizioni differenti. Nessun precedente film aveva sperimentato tale velocità di movimento e tale varietà di scene. Assalto al
treno riscosse un'enorme popolarità presso il pubblico. Per diversi anni girò per tutti gli Stati Uniti e nel 1905 era la principale attrazione
del primo nickelodeon. Il suo successo determinò decisamente l'affermarsi del cinema come intrattenimento commerciale negli Stati
Uniti.
3 Intolerance è un film muto del 1916 diretto da David Wark Griffith. Il film fu la risposta di Griffith alle accuse per La nascita di una
nazione (The Birth of a Nation, 1915). Intolerance descrive come in quattro momenti cruciali per la storia dell'umanità l'intolleranza
abbia giocato un ruolo fondamentale nella rovina delle società. Gertrude Bambrick e Ruth St. Denis, che curarono le coreografie del film,
non appaiono accreditate.Il film abbraccia circa 2500 anni di storia da Babilonia (la sua caduta nel 539 a.C.)
alla Giudea (lacrocifissione di Gesù), dalla Francia (la strage degli ugonotti del 1572 nella notte di San Bartolomeo)
agli USA (uno sciopero del 1914). La scelta degli episodi dovette probabilmente seguire i generi allora maggiormente praticati nel
cinema: il film colossale per Babilonia (ispirato alle opere diPastrone), il film d'Arte francese (l'episodio rinascimentale), le Passioni e il
dramma a sfondo sociale (di Griffith stesso). Tra una scena e l'altra compare spesso la scena di una madre che dondola una culla (Lillian
La produzione di stava spostando da est a ovest, dal New Jersey ad Hollywood. Lo spostamento
inizia nel 1912 per il clima e perchè la California aveva una grande quantità di scenari.
Griffith si preoccupò di fare un ulteriore passo per garantire la continuità e felicità della narrazione:
le didascalie : riporta almeno il succo del dialogo, in modo da facilitare la comprensione.
–introduce
minore la distanza tra la macchina e l'oggetto/soggetto ripreso, in modo da passare a diversi
–Rende
piani: SCALA DEI PIANI. Il primo piano di un soggetto trasmetto più emozioni rispetto alla figura
intera, così lo spettatore era molto più coinvolto. Il primo piano, che interrompeva in qualche modo
il flusso, invece di frammentare, arricchiva la storia dei personaggi.
alternato: prima forma di montaggio elaborato della storia del cinema. Alternanza di
–Montaggio
scena che rende le situazioni contemporanea: A-B-A
4
“The Lonely Villa” (1909) utilizzo in funzione narrativa di:
alternato
–montaggio
Gish) illuminata da un raggio: è la culla del tempo e il suo dondolio è la continuità, da un verso di Walt Whitman. La scena compare ben
26 volte nel film (16 nell'edizione ridotta attualmente in circolazione) e fa da raccordo tra le varie storie. Tre vecchie sono sedute sullo
sfondo, forse un'allusione alle tre Parche. Le storie sono montate parallelamente e ciascuna ha i suoi protagonisti. Episodio
moderno L'episodio contemporaneo, intitolato poi La madre e la legge, è il principale per durata e rilievo. Dà inizio al film e ne segna
anche la conclusione, che è l'unica positiva delle quattro storie, lanciando un messaggio di speranza verso il presente e, soprattutto, il
futuro. La "Piccola Cara" o semplicemente "la Ragazza" (i personaggi non hanno nomi propri, per rendere le loro vicende più
universali), Mae Marsh, è una ragazza che vive serenamente col padre operaio. Il comitato delle Ancelle dell'Elevazione Morale,
composto da alcune donne intolleranti (che vengono confrontate nel corso del film coi Farisei del tempo di Gesù), riesce ad arruolare per
la propria causa Miss Jenkins, l'anziana sorella nubile del proprietario delle industrie Jenkins, dove lavora il padre della Piccola Cara.
Oltre e far chiudere i locali da ballo degli operai, il Comitato chiede sempre più soldi a Miss Jenkins, che chiede a sua
volta al fratello, il quale alla fine decide di far fronte a tutte queste spese riducendo il salario dei suoi operai del 10%, convinto che le
iniziative del Comitato dopotutto avrebbero migliorato la loro morale e le loro condizioni di vita. Ne nasce un violento sciopero, che viene
represso nel sangue e costringe molti operai, compresa la famiglia protagonista, a emigrare cercando lavoro altrove. Nella nuova
città la Piccola Cara conosce un altro ex-operario, il Ragazzo, che dopo il licenziamento è finito nella malavita. Inizialmente il padre della
ragazza si oppone alla nuova conoscenza, ma dopo la sua morte, la Ragazza e il Ragazzo si rivedono e decidono infine di sposarsi. Il
Ragazzo sceglie allora di farla finita con la sua vita criminale e lo comunica al suo boss, il Principe dei Bassifondi, che però non vuole
lasciarlo andare: ne nasce una colluttazione con lui, dove il giovanotto ha la meglio. Per vendetta allora i suoi ex-colleghi della malavita
gli tendono una trappola, facendolo arrestare. La ragazza, che nel frattempo ha avuto un figlio, rimane temporaneamente da sola e,
quale moglie di un carcerato, riceve la visita del Comitato di Elevazione Morale, che, per cause del tutto accidentali, trovano il bambino
incustodito e la madre con una bottiglia di whisky. Decisa l'inammissibilità del comportamento della madre, sequestrano il bambino,
nonostante la strenue opposizione della donna. Rimasta senza marito e senza figlio vaga per la città finché non viene notata dal Principe
dei Bassifondi, che, con l'intento di sedurla, cerca di concupirla promettendole di farle riavere il bambino. Ma l'amante di lui (una donna
pure corrotta in seguito allo sciopero) è folle di gelosia e decide di seguirlo. Il giorno in cui il giovanotto esce di prigione trova il Principe
dei Bassifondi a casa sua e ne nasce una colluttazione: l'amante del Principe però sta spiando dalla finestra e presa da un raptus di
gelosia gli spara contro, uccidendolo senza esser vista. Essa lancia la pistola nella stanza e per una coincidenza si tratta proprio
dell'arma usata fino a pochi mesi prima dal giovane, che egli aveva restituito al Principe. All'arrivo dei poliziotti viene accusato
dell'omicidio il giovane, che è di nuovo arrestato e di lì a poco processato e condannato a morte tramite impiccagione. Inizia un nuovo
calvario per la Piccola Cara che, aiutata dal Buon Poliziotto, cercherà di far salvare il marito implorando la grazia a varie personalità. La
donna colpevole dell'omicidio nel frattempo è però tormentata dal rimorso e più volte spia la Piccola Cara, destando i sospetti del Buon
Poliziotto, che alla fine riesce a bloccarla e a ottenere una confessione. La confessione però arriva proprio nel giorno in cui il giovanotto
deve essere giustiziato, per cui inizia una corsa contro il tempo per trovare il governatore dello Stato, che è su un treno, e bloccare
l'esecuzione tramite la sua autorità. Dopo un rocambolesco inseguimento in macchina del treno (un tipico "finale alla Griffith", ancora
più incalzante per il montaggio parallelo con le scene della caduta di Babilonia, della strage degli Ugonotti e della Crocifissione), il
gruppo riesce ad arrivare dal governatore e a far confessare la donna rea davanti a lui, facendogli bloccare l'esecuzione proprio quando
il condannato si trovava già sul patibolo. Alla fine, graziato contro ogni speranza, il Ragazzo ritrova la moglie e può iniziare una nuova
vita, benedetto dal parroco la cui figura sorridente viene collocata nell'inquadratura tra i due. Episodio francese L'episodio
rinascimentale venne poi intitolato La notte di San Bartolomeo. Nel 1572 alla corte del re Carlo IX, con sua madre Caterina de' Medici e
suo fratello duca di Angiò Monsieur La France (Enrico, ribattezzato con un po' di fantasia dagli sceneggiatori), si stanno per celebrare le
nozze conciliatorie tra l'ugonotto Enrico di Navarra e la cattolica Margherita di Valois. Gli ugonotti sono venuti a in massa a Parigi e un
incidente fa aumentare le paure tra i cattolici, spronati da Caterina. Ricordando il massacro di cattolici a Nimes (presentato con
unflashback di scene molto violente, tra le quali quella della distruzione di una statua della Madonna col Bambino), Caterina e il Duca
riescono a convincere Carlo IX a firmare l'o
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Storia e critica del cinema, prof. De Berti, libro consigliato Introduzione al linguaggio del film,…
-
Riassunto esame Storia e critica del cinema, prof. De Berti, libro consigliato La nouvelle vague, Marie
-
Riassunto esame storia e critica del cinema, prof. Subini, libro consigliato Corso introduttivo alla storia del cin…
-
Riassunto esame Storia e critica del cinema, prof Annunziata, libro consigliato Introduzione alla storia del cinema…