La storiografia del barocco e del classicismo
Introduzione
La letteratura artistica, sia storica che tecnico-teoretica, giunge nei secoli XVII e XVIII a un rigoglio sorprendente, è incredibile quanto sia stampato specie in Italia. Comincia anche l'attività degli editori di opere antiche di: Leonardo, Vasari, Cellini, ecc. e insieme quella vivissima dei traduttori. Tutto ciò sboccia poi nel massimo fiorire del classicismo. L’Italia mantiene la sua posizione preminente e conclude la sua funzione classica nel vero senso della parola con due grandi monumenti, le opere storiche: del Lanzi e del Cicognara. Dovremo dunque occuparci soprattutto delle opere italiane e considerare le altre come riflussi di uno sviluppo generale che muove dall’Italia e che è in sé ciò che veramente chiuso e unitario.
La storia universale romano-fiorentina
Già dagli ultimi decenni del secolo precedente, Roma era diventata il centro regolatore della cultura italiana. Con i brevi anni del regno di Sisto V (1585-90), inizia la serie dei papi del barocco. Roma acquista allora quella fisionomia di città barocca che le è rimasta anche oggi, accanto a quella di città dalle antiche rovine. Roma è la patria della vera antichità universale e internazionale che le spetta come caput mundi innanzi al resto d’Italia e d’Europa. Il viaggio qui è un dogma ormai accertato anche nel settentrione come indispensabile mezzo di educazione specie del pittore. Qui si maturano i grandi avvenimenti artistici: la contesa dei manieristi e dei naturalisti e l’influsso berniniano del Seicento. Alla fine Raphael Mengs e soprattutto Winckelmann stanno a indicare il passaggio alla nuova età.
Molto caratteristico è il primo storiografo di questo barocco romano che fece una raccolta di biografie del 1642, è Giovanni Baglione, che si limitò al periodo dal 1572 al 1642. L’autore appartiene alla razza dei letterati artisti e degli antiquari locali e la struttura del libro è caratteristica. Infatti, sebbene l’autore dica di voler continuare l’opera del Vasari e del Borghini di considerare solo artisti defunti, tuttavia trascura completamente il grande sistema storico del primo. Il suo libro è unicamente un lavoro annalistico costretto nella cornice di una delle solite guide locali col dialogo fra un “forestiere” ed un “gentiluomo romano” che si divide in cinque giornate, e la disposizione cronologica è basata sui regni dei papi: Gregorio XIII, Sisto V, Clemente VIII, Paolo V e Urbano VIII che comprende l’opera ai quali corrisponde il pantameron dei maestri attivi. Solo nella bibliografia del Caravaggio rimane ancora la contesa dei naturalisti e dei manieristi che aveva tanto commosso Roma. Caratteristico del nostro autore è il riferire non come propria ma come opinione corrente il rimprovero che si faceva al Caravaggio di aver rovinato l’arte.
Caratteristica di questo ambiente romano è che tutti questi letterati sono fra loro nemici dichiarati: il Baglione del Celio suo collega in antiquaria, il Bellori del Baglione. Si passa a Gio. B. Passeri: con le sue biografie di artisti attivi a Roma e morti fra il 1641 (dove finisce Baglione) e il 1673. Fu pubblicata dopo la sua morte nel 1772 dal dotto editore Bianconi, che sembra abbia rielaborato in senso classicistico il manoscritto e che lo abbia elaborato dalle esuberanze secentesche. Jakob Hess ci ha reso finalmente il testo originale del Passeri; ciò è di straordinaria importanza poiché il Passeri ci dà una specie di memoriale. Molto vivo e chiaro, pieno di aneddoti, di motti degli artisti, esso ci porta nel bel mezzo delle guerre e degli intrighi tra l’onnipotente Bernini e il suo geniale avversario Borromini.
Nella serie dei cronisti artistici romani l’ultimo è Lione Pascoli da Perugia: le sue vite pubblicate a Roma dal 1730 al 1736 hanno trovato già nel settecento critici severi, specie nel Bottari. In realtà esse contengono molto di inutile e la loro attendibilità non è molta ma l’autore rappresenta qui la fine del grande barocco romano. Egli non era un pittore come i suoi predecessori ma un giureconsulto (giurista) e un politico non meno che uno zelante raccoglitore di libri e quadri.
Quasi della stessa epoca del Pascoli è un altro amatore romano abbastanza oscuro, Niccolò Pio: che con le vite fece una copiosa raccolta di disegni e stampe da poco tornata alla luce; l’opera è stata pubblicata solo in parte: la prefazione del 1714 e le biografie di alcuni pittori francesi. Un’opera più pregevole e inedita è quella di Giulio Mancini: senese archiatra di Urbano VIII a Roma. Si ritrova qui il passaggio vissuto, uno dei più importanti periodi artistici di Roma: il passaggio dal manierismo al barocco e la contesa tra naturalisti e manieristi insieme all’ascensione dei bolognesi. Notevolissima è anche la sua critica minuziosa degli scrittori più antichi, soprattutto il Vasari.
Francesco Scannelli da Forlì nel Microcosmo della pittura del 1657: come Mancini, dà già la perfetta formula sistematica delle tre grandi scuole italiane; sono: la romana con Raffaello, la veneziana con Tiziano, la lombarda con Correggio, a cui si aggiunge la bolognese coi Carracci.
Importante storiografo dell’arte, il più non solo di Roma ma di tutta Italia e d’Europa nel Seicento, è Giovan Pietro Bellori: si tratta di un abate nato a Roma verso il 1615 e morto nel 1696. Fu dunque attivo per quasi tutto il Seicento, nel periodo cioè della massima fioritura del barocco romano. Egli ebbe la carica di “antiquario di Roma”, datagli da Clemente X, ed è chiamato “predecessore di Winckelmann”, che non è poco infatti influì sulle opinioni dell’epoca successiva fino al settecento e oltre. Bellori interviene sulla storiografia dell’arte nuova con due opere poderose: una è la Descrizione delle stanze di Raffaello (Roma 1695), custodia delle stanze condotte a restauro dall’amico Maratta. L’elemento propriamente artistico-formale passa un po’ in secondo piano e maggiore è l’attenzione che è dedicata alle categorie dell’espressione, all’invenzione, alla grazia. Molto importante infine è la serrata polemica contro il Vasari. La seconda opera più importante è le Vite dé pittori scultori ed architetti moderni (Roma 1672). Qui non poca parte ha l’amico Nicolas Poussin. Ma reca anche il nome di Colbert, grande uomo di stato mecenate e fondatore dell’Accademia parigina. Si noti che uscì solo la prima parte di questa grande opera; la seconda non è stata purtroppo mai pubblicata; il manoscritto fu ritrovato pochi anni fa in una biblioteca di Rouen. L’introduzione è una lezione dell’autore tenuta dinanzi all’Accademia di San Luca: l’idea della pittura, scultura ed architettura. Il Bellori non è un cronista come il Baglione e non vuole parlare di tutti gli artisti considerevoli ma li sceglie secondo determinati criteri di valutazione. Nella parte giunta fino a noi parla di una dozzina di artisti di ogni sorta: i fratelli Carracci, l’architetto Domenico Fontana, Baroccio, Caravaggio, i tre fiamminghi Rubens, Van Dyck e Duquesnoy, inoltre i tre bolognesi Domenichino, Lanfranco e lo scultore Algardi, e infine Nicolas Poussin.
Roma diventa il centro della nuova storiografia dell’arte. Se Firenze non rinuncia affatto alla dignità della sua posizione. La creazione più originale è costruita sull’opera dell’abate Filippo Baldinucci, le Notizie de professori del disegno dal 1681 al 1728: il titolo dimostra l’adesione piena al programma vasariano e esprime l’intenzione di rinnovare e continuare il Vasari su un’ampia base moderna. È questa la prima storia universale d’arte figurativa in Europa scritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impeccabile che inizia con l’avoscritta in uno stile impec
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