indica qualcosa “disceso dal cielo” cioè scagliato da Zeus sulla terra. In ciò risiede il
diipetes
Antica Grecia suo straordinario potere di protezione, ma bisogna notare che tale idea della protezione non
appartiene affatto esclusivamente ai palladi “discesi dal cielo”, ma anche ad altre immagini.
diipetes “Discesi dal cielo” in Omero sono i fulmini o una stella cadente. Così anche per le immagini il
fatto di essere “cadute dal cielo” è interpretato innanzitutto letteralmente e si fa riferimento alle a cui
pietre eremitiche
viene tributato un culto divino (ES. Alcuni suggeriscono l’idea che questo culto
la pietra meteoritica nella kaaba alla Mecca).
della pietra caduta dal cielo sia specificamente semitico e frigio, e di qui sia arrivato ai greci e ai romani. Le molteplici
traslazioni, così come ci sono giunte, indicano quasi tutte l’Oriente. È molto probabile che si debba vedere già un livello
di sviluppo avanzato nel fatto che la pietra grezza sia in seguito sostituita con il in cui si possono
ceppo di legno
imprimere + facilmente le forme di una figura umana. In seguito vengono indicate le greche che
statue delle divinità
portano alla massima espressione l’ideale di bellezza umana nei suoi sembianti divini: ne risulta che le immagini sacre
mutano continuamente, mentre sopravvive la credenza nella loro origine celeste.
immagine sacra particolarmente venerata
Diipetes → contraddistinta o da età eccezionale o da bellezza fuori del comune
nell’immagine in se stessa non c’è un segno particolare
in seguito diventa un attributo assegnato arbitrariamente
è inviolabile, imperitura, indistruttibile e immutabile
Su niente trapela sul suo aspetto esteriore:
Cristo
Epoca cristiana ① è secondo l’insegnamento del profeta Isaia ( ), il suo aspetto non può
53,2
brutto Is
appassionare alcun artista.
acheropita ② è secondo i Salmi ( ), è il + bel figlio dell’uomo, di una bellezza divina.
45,3
bello Sal
non esistono immagini di Cristo: i cristiani, al pari dei seguaci di ebraismo e islam, rifiutano qualsiasi
Fino al III sec genere di rappresentazione figurativa di Dio (divieto Inoltre rifiutano di adorare l’imperatore
mosaico).
divinizzato e delle sue rappresentazioni. Molti cristiani pagano con il martirio e la morte il loro
perseverare in quel contegno.
i cristiani iniziano a decorare alcuni oggetti per mezzo di simboli (ES. un pesce, il cui nome in greco
Dall’inizio del III sec è letto come abbreviazione di Iesus CHristus THeou Uios Soter - “Gesù Cristo, Figlio di Dio, il Salvatore”).
ichthus con cui viene concessa libertà di culto ai cristiani
313 d. C. Editto di Costantino pone le basi per il culto delle immagini, stabilendo che Cristo è vero Dio e vero
1° Concilio ecumenico di Nicea (325)
uomo. È l’incarnazione di Dio in Cristo a consentire che la divinità sia rappresentata figurativamente,
perciò rifiutare il culto delle immagini equivale a negare il dogma dell’incarnazione. I fautori delle
immagini sostengono la loro battaglia anche con leggende che riferiscono dell’esistenza di ritratti
originali di Cristo e della Madre di Dio: in tal modo possono “dimostrare” che lo stesso Gesù e la
Madonna valutano positivamente le immagini.
Gesù è raffigurato come giovane imberbe ( come una divinità apollinea: Cristo Buon Pastore, mosaico dal
Fino al IV sec ES.
)
Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna, secondo quarto del V sec
Gesù è raffigurato come uomo barbuto e con i capelli lunghi
Dal IV sec il Gesù imberbe scompare dall'oriente mentre appare ancora talvolta nell'arte carolingia e romanica.
Dal VI sec afferma che "si
2° Concilio di Nicea (787) possono e si debbono esporre le immagini dipinte, a mosaico o simili, del
La disputa ha come effetto anche quello di portare a una rigida codificazione della
nostro Signore e Dio".
pittura di icone e su parete.
si incontra per la 1° volta nel Nuovo Testamento, in s. Paolo
Acheiropoìetos → indica tutto ciò che non ha avuto origine da mano umana
si rifà all’opinione del cristianesimo antico, che risale alla filosofia di Platone e Filone, secondo cui
tutte le cose terrene hanno i loro veri archetipi in cielo, detti acheiropoìeta.
l’accento posto sulla forma piuttosto che sul materiale è importante: suggerisce l’idea che la
credenza negli acheropiti si basa soprattutto sulla garanzia della fedeltà della riproduzione dei
lineamenti del viso, in relazione all’intera forma del corpo. 1
Nel miracolo dell’origine dell’icona si ripete il grande miracolo su cui verte tutto il pensiero teologico della Chiesa:
l’incarnazione di Dio, del Come nell’Eucarestia si vede di preferenza una rappresentazione, ripetizione e garanzia
Logos.
di quel fondamentale evento sacro, così anche l’icona miracolosa diventa prova sacra di questo mistero supremo. Le
caratteristiche del divino (il non aver avuto inizio e l’ineffabilità) valgono anche per questa icona.
logos
Al miracolo della nascita senza procreazione umana corrisponde il miracolo dell’origine senza fabbricazione umana.
Eppure è stupefacente quanto poco gli acheropiti si facciano valere nella battaglia iconoclasta. Secondo la filosofia delle
immagini dei neoplatonici, in ogni rappresentazione la persona rappresentata è presente di persona con i suoi poteri
miracolosi, così durante la lotta iconoclasta le icone in quanto tali sono difese come portatrici di sacri poteri divini, ha
importanza proprio il fatto che esse, in quanto opera delle mani dell’uomo (cheropita), siano però sante e venerabili.
Il sacro e il santo ( ) diventano un comune elemento
il mattone laterizio con l’immagine di Cristo
mandylion keramidion
decorativo nelle chiese. Da un certo momento il è raffigurato come un panno bianco a pieghe, sollevato su
mandylion
entrambi i lati, con al centro la testa di Cristo senza doratura. Queste icone di Cristo ritenute copie di quella di Edessa
possono essere nate solo in Occidente: non è l’icona di Edessa a influire sull’arte e sulla storia, ma la sua leggenda.
Come diminuiscono gli acheropiti di Cristo durante la lotta iconoclasta, così spuntano nei sec successivi numerosi
acheropiti della un’espressione della mutata atmosfera religiosa e contemporaneamente una prova del fatto
Theotokos:
che il punto di vista cristologico è messo in 2° piano. I 2 elementi che si presentano a noi come caratteristici
dell’antichità (ovvero l’impronta miracolosa e l’origine dell’immagine ai tempi in cui è vissuta la persona rappresentata)
scompaiono e fanno posto all’idea che queste icone si manifestano da sé miracolosamente e a quanto pare dall’interno
della materia. La santità ha in sé il potere di plasmare e dare forma dall’interno all’esterno alla materia che essa
penetra: l’idea crea la propria manifestazione esteriore nell’icona. Questi acheropiti bizantini + recenti non sono
nient’altro che incarnazioni delle apparizioni di Cristo e di Maria, un’idea che sta alla base di ogni immagine di santi ed
entra in scena qui solo in forma potenziata.
Ancora + lontana da quell’apice religioso della credenza cristiana negli acheropiti è la venerazione popolare di queste
icone di origine miracolosa nella loro forma comune, che stima in esse solo il potere miracoloso. In epoca classica è
importante il fatto che Cristo sia stato raffigurato in modo miracoloso, e non il fatto che egli abbia davvero
quell’aspetto. Solo così si spiega il fatto che esse vengano ridipinte: quando vengono copiate, allora si segue la fantasia
personale piuttosto che il dipinto originale.
è + attratto dalla contemplazione della e degli strumenti del martirio. Solo quando l’icona
Occidente : Passione di Cristo
miracolosa di Cristo viene inserita tra gli strumenti del martirio, è davvero adeguata alla religiosità
occidentale. Si chiede indulgenza.
preferisce l’immagine del greco, è necessario cogliere nell’immagine i segni dell’incarnazione.
Oriente : Pantocratore
Si chiede soprattutto protezione dai nemici e guarigione dalle malattie.
Nel viene trasferita da Camuliana (in Cappadocia) a Costantinopoli
574
L’icona di Camuliana un’icona di Cristo ritenuta acheropita. Sulla sua origine abbiamo 2 cronache:
① (VI sec): una donna pagana (Ipazia) non vuole credere in Cristo se non lo può vedere (tipica
la + antica concezione
Quando un giorno trova in una piscina del suo parco un’immagine dipinta su un tessuto di lino, subito vi
pagana).
riconosce un&rs
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