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adatto a favorire lo sviluppo dell’attività concordataria in Germania le norme concordatarie eliminarono i

diritti particolari delle Chiese tedesche.

Sostanziale continuità tra la tentazione separatista del 1919 e la successiva politica concordataria: entrambe

legate al mutamento dell’atteggiamento verso lo stato liberale. Le trattative con gli stati concordatari furono

definite dalla volontà della Chiesa di affermare le libertates Ecclesiae, mentre coi nuovi stati erano piuttosto il

tentativo articolato di dar forma ad una disciplina che contemperasse il diritto codiciale con la domanda di

diritto particolare proveniente dalla Chiesa locale. Bigador, canonista spagnolo, collocò la soluzione della

questione romana e dei concordati nel contesto dell’evoluzione dell’ordinamento canonica verso la

“spiritualizzazione”, in atto da circa un secolo; con “spiritualizzazione” diversi autori avevano inteso il

processo iniziato con la rivoluzione francese e caratterizzato dalla perdita dei beni temporali e dei poteri

civili…

Il concordati del totalitarismo (definizione di Margotta Broglio)

Italia, 1929

- Germania e Austria, 1933

- Portogallo, 1940

- Spagna, accordo sui vescovi (1941) poi sostituito da un concordato nel 1953

-

In comune:

• norme analoghe (religione cattolica=religione ufficiale; esonero del clero da qualsiasi carica civile

incompatibile secondo il Codex; l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche, con spazi

anche in tv e radio; il riconoscimento degli effetti civili al matrimonio religioso; il sostegno finanziario

a strutture ecclesiastiche, istituzioni scolastiche e assistenziali confessionali…)

• la distruzione delle società intermedie. Mentre i regimi totalitari ricavavano dalla conclusione del

concordato legittimazione e prestigio internazionale, la Chiesa recuperava le posizioni perdute a

causa della fine del potere temporale e delle battaglie anticlericali che avevano accompagnato in

Italia il risorgimento e in Germania il Kulturkampf

• l’avvio e la conclusione delle trattative concordatarie avvenne contestualmente o dopo la presa di

potere autoritaria (Mussolini e Hitler: posizione anticlericale e poi conciliatorista

• avvicinamento dei regimi totalitari alle forze clerico-conservatrici: Italia (la destra del Partito popolare,

Santini…) e Germania (il partito del centro, von Papen…)

• spazio ridotto per le altre confessioni (Hitler: sforzi per unire cattolici e protestanti, radice comune: il

cosiddetto “cristianesimo positivo” e il passato pregermanico)

• Italia: la questione romana. Concordato e trattato lateranense: simul stabunt, simul cadent (Pio XI)

• In Austria, Portogallo e Spagna la conclusione del concordato seguì la logica della ricostruzione

dello stato, dal punto di vita costituzionale, in maniera coerente con l’ideologia del nuovo regime; in

Italia e Germania, al contrario, fascismo e nazismo procedettero alla ridefinizione dei rapporti politici

e sociali, pur restando formalmente nel quadro costituzionale precedente (Statuto Albertino,

Costituzione di Weimar)

Perché l’alleanza regimi totalitari-Chiesa?

Nemici comuni: liberalismo, ateismo, razionalismo, comunismo (Rivoluzione russa, 1917…)

- Margotta Broglio: avevano in comune l’irrazionalismo come base della fede; concezioni tradizionali

- su famiglia, morale, sessualità; un’idea dell’organizzazione della società basata su gerarchia e

autorità

Il concordato nel secondo dopoguerra

Italia: lo strumento pattizio è stato confermato ma il concordato è stato modificato; la bilateralità è stata

estesa alle confessioni non cattoliche

Spagna: il concordato del 1953 è stato sostituito dagli accordi del 1976 e 1979 (analogie con l’Italia)

Il concordato dal Concilio Vaticano II al pontificato di Giovanni Paolo II

- Sulla libertà religiosa, 1965: diritto di libertà di religione (prima Verità vs errore)

- Gaudium et spes, 1965: costituzione pastorale sui rapporti tra Chiesa e mondo contemporaneo; la Chiesa è

disposta a rinunciare ai suoi privilegi quando questi, anche se ottenuti legittimamente, possano mettere in

dubbio la veridicità della sua testimonianza

col 1965 finisce l’era concordataria? In realtà il metodo concordatario acquisì slancio, con Paolo VI (30

accordi) e soprattutto con Giovanni Paolo II, dopo il 1989 (più di 50… Europa dell’est… Israele,

riconoscimento reciproco ma questione dei luoghi santi… )

Continuità: carattere eurocentrico della politica concordataria di Pio XI e di G.P.II

Rotture: il concordato è stato affiancato e sostituito da altre forme di accordo…

modello spagnolo: pluralità degli accordi paralleli tra loro

- modello italiano: accordo quadro, da cui ne dipendono altri che non sono vere e proprie fonti

- concordatarie 4

- modello dei concordati coi Lander tedeschi: modello classico della prima metà del secolo

(riconoscimento delle chiese come corporazioni di diritto pubblico)

La politica concordataria di G.P.II ha portato al tramonto, quasi definitivo, del modello dell’accordo unico,

mentre il concordato, come strumento per regolare i rapporti tra S e C, è favorito dall’attuale situazione

politica; un accordo con la SS è uno strumento di rafforzamento della politica internazionale e della sicurezza

interna (appoggio dei cattolici)

Problemi legati alla libertà di religione

Islam, religioni-filosofie (Scientology…), privatizzazione della religione, slittamento della religione (la religione

opera come formazione sociale nelle aree di crisi). Lo stato liberale non interveniva, neutralità; il welfare

state interviene, promuove (art. 3 cost.); dibattito sul crocifisso; i mezzi di comunicazione ed i finanziamenti…

Parte II: storia dei rapporti tra S e C in Italia

1. Dal Regno di Sardegna cavouriano all’unificazione d’Italia.

Lo Statuto Albertino

Statuto concesso nel marzo 1848 e divenuto la costituzione del Regno d’Italia nel 1861, sostituito solo nel

1948. L’art. 1 definiva la religione cattolica, apostolica e romana la sola religione di stato, gli altri culti erano

tollerati (valdesi, ebrei), non vi era il principio della libertà religiosa; la stampa era libera ma i libri religiosi non

potevano essere stampati senza il previo consenso del vescovo; tra le categorie in cui si potevano scegliere i

senatori del Regno vi erano vescovi e arcivescovi…

L’emancipazione degli acattolici

Gli acattolici erano solo al nord. Febbraio-marzo del ’48: il regno di Sardegna approvò 3 editti:

ammise i valdesi a godere dei diritti civili e politici

- ammise gli ebrei a godere dei diritti civili

- chiamò gli israeliti a far parte delle leva militare

- POI: legge proposta da Sineo, 19 giugno 48: la differenza di culto non forma eccezione al godimento

- dei diritti civili e politici ed all’ammissibilità alle cariche civili e militari

La questione dei gesuiti

Soppressione (senza resistenze dei liberali –decreto contro la libertà si associazione e di riunione-) della

Compagnia di Gesù, 25 agosto; tale misura aveva legalizzato la cacciata dei Gesuiti dalle loro case in

seguito a dimostrazioni popolari; Compagnia: funzione di difesa della SS contro le tendenze laicizzanti e

liberali degli stati europei. Espulsione dei gesuiti da Austria, Svizzera, Germania, Belgio, Francia, Spagna…

Risorgimento, separatismo e anticlericalismo

Cavour: fase separatista, sistema riconducibile ad una cultura protestante e massonica cresciuta nel solco

dell’illuminismo francese. Malgrado la forma confessionista prevista dall’art.1 dello Statuto, Cavour avviò una

politica ecclesiastica tendente a ricondurre la Chiesa al diritto comune. Tendenza anticlericale durante il

risorgimento, fattori:

dottrine liberali

- la seconda restaurazione che cercò di annullare tutte le conquiste liberali ottenute durante i moti del

- 48

la situazione economica e il desiderio di incamerare il patrimonio della Chiesa

-

Legislazione eversiva (in realtà non si volle –neppure con la legislazione eversiva- distruggere la Chiesa,

come dimostra la Legge delle Guarentigie. Si voleva impedire l’affermazione nell’Italia unita, di un forte

partito cattolico, che avrebbe avuto connotazioni clericali e volontà di rivincita)

La legislazione eversiva

Nel 1850 furono approvate

- 3 leggi (legge Siccardi): abolì il foro ecclesiastico (tutte le cause spettavano al tribunale civile), le immunità

ecclesiastiche (luoghi sacri non più inviolabili)e il diritto d’asilo (per i rei che si rifugiavano negli edifici

ecclesiastici); norma riguardante la riserva di giurisdizione dei tribunali ecclesiastici sui matrimoni

- 2 leggi relative all’autorizzazione agli acquisti degli enti morali e alla soppressione della sanzione civile in

caso d’inosservanza di alcune feste religiose

- 1855: un’altra legge Siccardi, stabiliva la soppressione degli ordini religiosi e di alcuni capitoli e benefici

nelle antiche province, non fu riconosciuta la personalità giuridica ad alcune associazioni (Domenicani…

- 1866-67: matrimonio civile+ corporazioni soppresse in tutto il Regno+ annullata la personalità giuridica a

ordini, corporazioni, congregazioni… tranne poche eccezioni, tutti i beni furono devoluti al demanio dello

Stato. Cassa ecclesiastica sostituita dal Fondo per il culto, al quale lo stato devolveva una rendita del 5%

sottoposta al pagamento della tassa di manomorta (urgente necessità di fondi dopo la 3 guerra

d’indipendenza; la legislazione sulle corporazioni religiose e sull’eversione dell’asse ecclesiastico (cioè dei

beni degli enti ecclesiastici) rispondeva a 3 motivazioni:

* la sfiducia nei confronti del fenomeno religioso associato (soppressione della Compagnia di Gesù; Cavour:

misura eccezionale adottata in tempi eccezionalissimi) 5

* il giudizio circa la funzione sociale del patrimonio ecclesiastico laicizzazione, secolarizzazione

* la volontà di affermare la potestà dello Stato sui corpi morali (legge Siccardi del 55)

- dopo l’unità d’Italia tutti i governi provvisori emanarono disposizioni analoghe, sopprimendo enti e

congregazioni come aveva fatto la legge Siccardi del 55, vigente però solo in Piemonte non estensione

della normativa piemontese ma un mutamento della ratio della legge: Siccardi, case soppresse; decreti

1860-61, case conservate

- 1962-67: separatismo, lo Stato italiano aveva denunciato tutti i concordati esistenti tra la Chiesa e gli Stati

pre-unitari; nel 1861 in Italia non vigeva più alcun concordato, si tendeva ad applicare il diritto comune che

mirava alla laicizzazione della società (modello francese): no effetti civili al matrimonio religioso, no religione

a scuola…

2. La SS e i cattolici tra il 1848 e il 1871

1846-1878 elezione di Pio IX, legato ai liberali, considerato uomo di chiesa aperto alle riforme; dopo un

mese, amnistia ai condannati politici; molti vi videro il pontefice auspicato da Gioberti ne “Del primato morale

e civile degli italiani” (dottrina del neoguelfismo). 1847: temperata libertà di stampa, consulta di stato e

guarda civica, consiglio dei ministri, reazione all’occupazione di Ferrara da parte degli austriaci…

1848: Carlo Alberto mosse guerra all’Austria, alla fase iniziale avevano preso parte contingenti inviati in aiuto

dagli altri stati italiani, Pio IX aveva inviato 2 divisioni (una di reggimento e una di volontari) guerra

piemontese diventata guerra d’indipendenza, ma l’illusione durò poco: Carlo Alberto si mostrò subito più

preoccupato di preparare l’annessione del lombardo-Veneto, Pio IX combatteva contro una grande potenza

cattolica… con l’allocuzione del 29 aprile il pontefice dichiarò che non poteva associarsi alla guerra contro

l’Austria e ritirò le truppe; il 3 maggio scrisse all’imperatore d’Austria esortandolo a rinunciare al Lombardo-

Veneto. Pio IX mantenne il regime costituzionale ma la situazione precipitò quando il suo ministro degli

interni Pellegrino Rossi (sospettato dai democratici di essere ostile all’indipendenza italiana) fu assassinato

nel novembre 48. Pio IX riparò a Gaeta, le forze democratiche che avevano preso il sopravvento

proclamarono la Repubblica.

La Repubblica romana

La Costituzione: non si faceva più dipendere l’esercizio dei diritti civili e politici dalla credenza religiosa + la

Repubblica assicurava al pontefice tutte le guarentigie necessarie per l’esercizio indipendente del potere

spirituale. Pio IX, da Gaeta, si era rivolto alle potenze cattoliche per essere ristabilito nei suoi territori,

avevano risposto Austria, Spagna, Francia, Regno delle 2 Sicilie; Bonaparte, non ancora Napoleone III, si

riservò il ruolo principale della restaurazione, le sue truppe attaccarono Roma nel giugno 49, un mese dopo,

la resa. I cattolici francesi riuscirono a impedire che si imponesse la conservazione del regime costituzionale,

quindi: non più statuto né libertà di stampa e associazione…

La Seconda Restaurazione e i cattolici liberali

La Restaurazione del 49 vide il rinsaldarsi dell’alleanza tra Austria e SS (alleanza trono-altare)… originarono

i timori dei liberali piemontesi che anche il regno di Sardegna revocasse lo statuto e si alleasse col pontefice:

questo spiega la radicalità della politica e della legislazione ecclesiastica prima, e italiana dopo.

1864, enciclica Pio IX promulgò il Sillabo contenente gli (80) errori dell’età contemporanea

Quanta cura,

(paragrafi: panteismo, naturalismo e razionalismo assoluto; razionalismo moderato; socialismo, comunismo,

società clandestine, società bibliche, società clerico-liberali; ecc.). era considerato errore, tra l’altro, che

spettasse allo stato definire quali fossero i diritti della chiesa ed i limiti entro cui questa potesse esercitarli;

che l’immunità della Chiesa e delle persone ecclesiastiche avesse origine dal diritto civile; che il diritto civile

potesse da solo abrogare i concordati…

Il termine “cattolico-liberale” nacque nel 1830 tra i cattolici belgi i cui rappresentanti, nel rivendicare

l’autonomia del Belgio (provincia cattolica del regno protestante dei Paesi Bassi) rivendicavano un più diretto

rapporto con Roma; problema della fedeltà allo stato e al Papa; il cattolicesimo liberale finì per diventare un

clericalismo moderato alleato dei liberali contro i socialisti; in Italia erano coloro che ritenevano accettabile

l’unità d’Italia anche attraverso il sacrifico dello Stato pontificio.

3. La questione romana e la legge delle guarentigie

Roma capitale d’Italia

Discorso di Cavour del 27/3/1861: Roma capitale concessione della libertà della Chiesa come

corrispettivo della perdita del potere temporale; molti contrari, tra questi Massimo d’Azeglio: chi voleva Roma

capitale non faceva che speculare sull’effetto retorico-classico che quel nome produceva, la sede adatta era

Firenze

Le trattative per un accordo con la SS

Cavour incaricò delle trattative Passaglia, teologo gesuita che si era schierato a favore della conciliazione tra

stato italiano e chiesa cattolica, e Pantaloni, romano, con numerose relazioni nell’aristocrazia e nella

prelatura romana ma fallimento.

La Convenzione di Settembre 6

Cavour si rivolse allora a Parigi: la Francia si sarebbe ritirata da Roma (tranne 6000 uomini), l’Italia non

avrebbe attaccato e avrebbe protetto da garibaldini e altri; una volta firmata la Convenzione, Napoleone III

avrebbe riconosciuto il Regno d’Italia e avrebbe impegnato il pontefice a formarsi un esercito idoneo a

difenderlo entro 4 mesi, termine per il ritiro delle truppe francesi; progetto troncato dalla morte di Cavour,

Napoleone riconobbe il nuovo regno senza pretendere corrispettivi. Poi la Convenzione del 15 settembre

1864: l’Italia s’impegnava a non attaccare il territorio pontifico e ad impedire qualsiasi attacco dal suo

territorio; la Francia avrebbe gradualmente ritirato, entro 2 anni, le sue truppe; l’Italia si sarebbe assunta una

parte proporzionale del debito pubblico degli antichi stati pontifici; clausola che ferì l’orgoglio italiano: la

convenzione avrebbe avuto valore esecutivo solo quando il re avrebbe decretato il trasferimento della

capitale in una nuova sede caduta governo Minghetti; il governo Lamarmora sceglie Firenze. Al crollo

dell’impero di Nap. III il governo non si ritenne più vincolato dalla Convenzione di Settembre e decise di

occupare la città, 20 settembre 1870, breccia di Porta Pia, accoglienza della popolazione, poi un plebiscito

che sanzionava l’annessione di Roma e del Lazio. Alla presa di Roma, Pio IX rispose con l’enciclica

Respicientes

La legge delle guarentigie

Problema dello status giuridico del Papa, non più sovrano ma residente in Italia legge delle Guarentigie,

13 maggio 1871: immunità personali, diritto di delegazione attiva e passiva, immunità degli edifici, rendita

annua. I 2 titoli delle legge richiamavano le 2 questioni oggetto della normativa: la questione romana e le

relazioni tra S e C; affermazione della piena sovranità italiana in tutto il territorio dell’ex Stato pontificio e

riconoscimento al papa di uno ius singolare che garantisse al pontefice e alla SS un’azione pienamente

libera ed indipendente. Legge: monumento del separatismo, ultima realizzazione della destra storica.

Titolo 1, art. 1: la persona del Sommo Pontefice è sacra e inviolabile; attentato punibile come per il Re (2);

onori come ai sovrani cattolici (3); Palazzi apostolici Vaticano e Lateranense e Castel Gandolfo, esenti da

ogni tassa (5)…

Titolo 2: i membri del clero possono riunirsi senza speciali restrizioni (art. 14); il patronato dei benefici è del

sovrano in quanto tale e non in quanto capo di stato (15) si aboliscono l’exequatur ed il placet tranne che per

gli atti che riguardano la destinazione dei beni ecclesiastici e la provvista dei benefici maggiori e minori,

eccezion fatta per quelli di Roma (16) exequatur e placet erano 2 istituti che concedevano all’autorità

regia di intervenire in merito alle nomine ecclesiastiche: senza il placet, i vescovi perdevano la proprietà dei

beni della diocesi; i 2 istituti tuttavia rimasero in vigore fino al 1929.

La SS non accettò ma la legge enciclica Ubi nos di Pio IX che rifiutò la dotazione annua che la legge

aveva stabilito in suo favore, si considerò sempre prigioniero dello stato italiano, abusivamente creato 

mito, tra i cattolici, del papa “prigioniero”, nascita dei movimenti nazionali cattolici

4. I movimenti cattolici e la Chiesa durante il pontificato di Leone XIII

Leone XIII (latinista, umanista, diplomatico, enigmatico…), 1878-1903: forte ripresa della Curia romana,

prestigio internazionale della SS; favorì la repubblica in Francia; Rerum novarum: riaffermò il ruolo della

chiesa di tutrice della giustizia e protettrice del povero.

I movimenti cattolici

1861, rivista cattolica Armonia: cattolici “né eletti né elettori”.

(Excursus storico: Non expedit (non conviene) Papa Pio IX in data 10 settembre 1874 si espresse

negativamente circa la partecipazione dei cattolici italiani alle elezioni (non amministrative) e in generale alla

vita politica dello Stato. Di fatto si tramutò in un categorico divieto (non licet) per i cattolici di esercitare il

proprio diritto di voto riconosciuto loro dalla Destra storica. Poco tempo dopo i fatti della breccia di Porta Pia

e della conseguente perdita del dominio su Roma e del potere temporale di cui il Papa godeva da secoli, la

Sacra Penitenzieria, organo politico del Vaticano, emanò il suddetto veto come ripicca verso quegli uomini

che avevano tramato contro il Papa ed il Vaticano, un divieto col quale si potesse in ogni modo sfiduciare la

partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica.

Il non expedit evidentemente rispecchia quel sentimento di rancore che il Vaticano, e la Chiesa tutta,

serbavano contro il neo stato italiano, colpevole di aver distrutto il sacro dominio papale.

Attenuato da Papa Pio X dapprima nel 1904, su esortazione dei cattolici bergamaschi Gianforte Suardi e

Paolo Bonomi, e poi nel 1905 anche con l'enciclica "Vehementer Nos", che permise grazie al patto Gentiloni

stipulato in età giolittiana nel 1913 la partecipazione ai vescovi alle elezioni amministrative in speciali

circostanze, il divieto fu definitivamente abrogato nel 1919. Benedetto XV, revocando definitivamente il non

expedit, autorizza di fatto don Luigi Sturzo a fondare un partito dichiaratamente cattolico, Partito Popolare

Italiano, 1919)

Inizi del 1890: emerse nel cattolicesimo milanese l’idea che il non expedit fosse una “preparazione

nell’astensione”=un modo con cui i cattolici si preparavano meglio ad entrare in politica movimenti cattolici

di carattere sociale; emergono le masse socialiste e cattoliche (soprattutto Veneto e Lombardia). La struttura

dei movimenti cattolici era l’Opera dei congressi; poi società di mutuo soccorso, casse rurali; CCL sindacato

bianco. 7

Il conciliatorismo

Scandalo di padre Curci: dare il proprio contributo affinché il Regno d’Italia prosperasse, nessuna speranza

ormai per lo stato pontificio; posizioni conciliatoriste anche nella rivista Rassegna Nazionale e in Fogazzaro;

apice nel 1887: si iniziò a parlare di conciliazione tra stato e chiesa; successi in Germania con Bismarck… la

campagna conciliatorista si concluse con un peggioramento dei rapporti S-C: il sindaco di Roma fece visita

(senza intesa col ministro degli interni) al cardinal vicario per chiedergli di far pervenire al pontefice gli auguri

dei cittadini di Roma per il giubileo, e per questo fu destituito…

5. Gli anni della Sinistra storica

La politica ecclesiastica della Sinistra

1876, fine della Destra storica caduta sulla questione ferroviaria; poi Sinistra: Depretis, Crispi, Zanardelli; no

cambiamenti nella politica ecclesiastica, tentò invano 2 riforme: precedenza obbligatoria del matrimonio civile

(molto condivisa) + introduzione del divorzio.

Il Codice penale, le decime sacramentali e le Opere pie

- codice penale Zanardelli (fino codice Rocco, fascismo); 3 articoli che punivano il ministro di culto che

vilipendiasse le istituzioni, lo stato…

abolite le decime sacramentali (imposte obbligatorie alla chiesa…)

-

- legge sulle Opere pie di Crispi del 1890: laicizzati tutti i fondi che avevano anche finalità di culto,

destinati alla pubblica utilità, la carità legale doveva sostituire quella religiosa (giusto appropriarsi dei

beni)

La Sinistra e i movimenti cattolici

L’alleanza con la chiesa poteva essere per i liberali un modo per scongiurare una “comune di Parigi” in

Europa; in Italia però con Crispi si accentuò la politica di intervento e di contrapposizione agli affari della

chiesa, bianchi avversati quanto i socialisti. I cattolici italiani son arrivati ultimi nell’organizzazione delle forze

operaie; i liberali reagirono vivacemente ai primi accenni di un’azione della chiesa a favore del popolo , si

credeva che il vaticano cercasse di approfittare delle sommosse operaie per i propri fini anti-italiani; quando

nel 1898 i moti portarono alla decisione del governo di chiudere molti circoli e giornali socialisti, si approfittò

per sciogliere anche molte associazioni cattoliche.

6. L’epoca giolittiana (1903-1914)

I nuovi protagonisti

Leggi di previdenza, neutralità delle forze dell’ordine in caso di scioperi, nazionalizzazione delle ferrovie,

suffragio universale maschile… politica ecclesiastica: per Giolitti S e C erano 2 parallele che non dovevano

mai incontrarsi; favorì la conciliazione.

1900, ad Umberto I, ucciso da Gaetano Bresci, succedette Vittorio Emanuele III: primo decennio re

radicale, filosocialista, anticlericale (discorso su divorzio…)

1903, sale al trono Pio X: non aveva nostalgia del potere temporale, deroghe al non expedit

Il modernismo

Pio X è passato alla storia come il papa dell’antimodernismo.

modernismo dogmatico-filosofico

- modernismo storico (sulla predicazione di Cristo)

- modernismo politico: conciliazione della chiesa con la democrazia e col socialismo

-

Per i modernisti: sottomettersi o uscire dalla chiesa, caso Fogazzaro; rivista Cultura sociale di Romolo Murri

soppressa, animatore dei gruppi democratici cristiani, verso il popolo, fondò la Lega democratica

nazionale…

La conciliazione silenziosa

Continuava la collaborazione cattolici-conservatori contro i socialisti ma sostanziale indifferenza (Temolo).

Va ricordato l’appoggio fornito dai cattolici e dal clero alle avventure coloniali come alla partecipazione

dell’Italia alla 1GM…

Il Patto Gentiloni

1912, accordo segreto tra cattolici e liberali in funzione anti-socialista in vista delle elezioni del 1913 a

suffragio universale maschile; Gentiloni ottenne la deroga al non expedit, 7 condizioni che impegnavano i

candidati ad assumere determinate posizioni riguardo ai rapporti S-C (opposizione al divorzio, religione nelle

scuole…); 200 deputati “gentilonizzati”

1GM: ingresso del cattolico Meda nel governo di coalizione nazionale. La vera alternativa al patto Gentiloni,

che era un do ut des, sarebbe stata il partito popolare, don Sturzo, 1919.

7. La Chiesa nella prima GM

Benedetto XV e la Grande Guerra

Interventismo: i cattolici non si sottrassero agli obblighi della guerra nonostante gli appelli alla pace di

Benedetto XV salito al trono nel 1914; durante la guerra la chiesa fece da tramite per la ricerca di 8

informazioni sui prigionieri ed intercedette per lo scambio di feriti gravi MA isolamento della SS: nessuno

rispose all’appello contro l’”inutile strage”. L’interventismo italiano fu caratterizzato da diversi episodi

anticlericali ma le garanzie assicurate dalla legge delle guarentigie furono per lo più rispettate. Gli

ambasciatori nemici, tuttavia, abbandonarono il Vaticano ma altre si avvicinarono (GB, Paesi Bassi…)

suscitando reazioni negative del governo italiano. SS esclusa a Versailles, offesa; riavvicinamento con la

Francia; fine dell’impero austro-ungarico e nascita di nuovi stati che strinsero subito rapporti con la SS. Dal

1919 “Inflazione concordataria”.

Evoluzione dei rapporti tra S e C in Italia

Mutamento dei rapporti tra società civile e religione. Barone Carlo Monti, direttore generale del Fondo per il

Culto, intermediario tra S e C; collaborazione indiretta e ufficiosa. Ma, crisi:

- Caso del socialista Bissolati che accusò la SS di essere corresponsabile dell’esecuzione di Battisti,

patriota

- Primo agosto 1917, nota di Benedetto XV ai capi delle nazioni belligeranti per fermare l’inutile strage

e pensare alla pace senza annessioni. La risposta di Sonnini offese la SS

Governo di coalizione nazionale Orlando: rapporti Orlando-senatore Silj, cugino di Gasparri

-

I preliminari parigini

Prima dei Patti lateranensi del 29 vi furono 3 tentativi di risoluzione della questione romana

Preliminari parigini a Versailles: la chiesa sembrò disposta a risolvere la questione romana senza un

concordato e senza la revisione della legislazione ecclesiastica; Orlando-monsignor Kelly, vescovo di

Chicago: si parlò di un territorio, di uno sbocco sul mare e di una garanzia internazionale da ottenersi

attraverso la Società delle nazioni; Kelly andò a Roma per trattare con mons. Cerretti e Gasparri;

però:caduta del governo Orlando e in più (Gasparri e Spadolini) ostacolo del Parlamento.

8. La Chiesa in Italia nel primo dopoguerra

L’enciclica Pacem Dei munus

Rapporti Gasparri-Nitti durante il ministero Nitti. Pacem Dei munus, 1920: il papa rinunciò a rifiutare l’udienza

ai capi di stato che si recavano in visita al re d’Italia (Belgio poi Spagna); idea: le visite, fattore di

cattolici

pace e giustizia ma anche una soluzione per uscire dall’isolamento.

Don Sturzo e il Partito popolare

Attratto dal modernismo, Sturzo si affacciò sulla scena politica verso la fine dell’800, impegnandosi dapprima

in un’associazione laica (Comuni d’Italia) poi dal 1916 con l’Azione Cattolica; nel 1919 fondò il PPI, erede

immediato dell’esperienza dei cattolici intransigenti e dell’Opera dei Congressi; idee chiave: uno stato

regionale + partecipazione politica e sociale dal basso; inoltre tutela della famiglia; era acattolico? La SS

diceva che questo partito non la rappresentava né l’impegnava…

Elezioni 1919: PPI 100 seggi circa, secondo ai socialisti (grazie a borghesia e classi rurali + ostili ai socialisti

anche se non cattolici)

Il fascismo e i rapporti tra Stato e Chiesa

Radicale capovolgimento della posizione di Mussolini:

1914-1921: anni del Mussolini “rivoluzionario” (Renzo De Felice) e anticlericale

-

- 1921: discorso alla Camera, odio verso la “vecchia vaticana lupa cruenta” (Carducci)…

1922, morte di Benedetto XV, Mussolini esaltò la missione universale della chiesa cattolica

-

9. Il fascismo al potere e la risoluzione della questione romana

Il Partito popolare dopo la marcia su Roma

Dopo la marcia su Roma i popolari entrarono a far parte del governo ma la loro posizione morale fu difficile,

ala destra e sinistra e centro-destra (Mattei-Gentili) e centro-sinistra (don Sturzo). Congresso, mancanza

dell’appoggio delle gerarchie ecclesiastiche: don Sturzo si dimette da segretario. In occasione della

discussione alla Camera della legge elettorale, l’opposizione dei deputati dell’ala sinistra portò alla loro

espulsione dal partito; l’ultimo sussulto del PPI venne dal ritiro sull’Aventino per Matteotti; don Sturzo andò

all’estero…

La politica ecclesiastica fascista

1923: primo incontro tra Mussolini e il cardinal Gasparri, segretario di stato di Benedetto XV e poi di Pio XI 

benedì il popolo romano dal loggiato di piazza San Pietro (la basilica era ancora suolo romano). Poi

esterno

Riforma Gentile nel 23, riforma del sistema scolastico: crocefisso nelle aule, religione a scuola, atenei

cattolici, autori cristiani; inoltre: assistenza religiosa nelle forze armate, inserimento di alcune feste cattoliche,

vilipendio del papa e della religione di stato…

La questione di Fiume, 1924

Al momento della ratifica dei trattati su Fiume, opposizione dei 70 deputati cattolici croati; interviene con

efficacia il nunzio apostolico a Belgrado, mons. Pellegrini collaborazione della SS in favore dell’Italia.

Il progetto Mattei-Gentili + il progetto Santucci (entrambi del 1925) 9

Tentativi importanti di riforma della legislazione ecclesiastica prima dei Patti lateranensi, questioni urgenti: il

riordino della proprietà ecclesiastica, l’abolizione del placet e dell’exequatur, previsto dall’art.18 della legge

delle guarentigie e mai attuato; problema: conferimento degli uffici ecclesiastici negli stati successori della

monarchia Austro-ungarica dove vigeva il principio della nomina imperiale per la grande maggioranza dei

benefici. , con la caduta dell’impero la SS ritenne di non essere più vincolata dai precedenti impegni nei

confronti dei nuovi stati e quindi anche dell’Italia che aveva acquistato Trentino e Alto Adige. Questa

riconquista della nomina dei vescovi da parte di Roma rappresentava un grande vantaggio e un passo in

avanti verso la realizzazione del programma di totale dipendenza dall’episcopato dal pontefice, secondo le

norme del Codex iuris canonici. Rocco studiò la sistemazione del patrimonio ecclesiastico istituendo una

commissione mista (laici+ecclesiastici) presieduta da Mattei-Gentili ma opposizione al progetto di PioXI…

ma le richieste della SS vennero accolte, accordo?

Il progetto Santucci

Studio personale (?) fondato sulla premessa di immutabilità, giuridica e politica, del regime delle guarentigie,

della posizione creata alla SS dalla presa di Roma… finalizzato a rivede, migliorare n senso più connivente

le disposizioni del legge delle guarentigie. Nel 1926 P XI escludva ogni regolamentazione su base unilaterale

e poneva come precisa richiesta l’abrogazione della legge delle guarentigie; invece, nell’estate del 25,

esaminando il progetto Santucci, il papa era abbastanza favorevole ma per lui difficile attuazione (?):

probabilmente la SS non era ancora sicura della linea politica d’adottare, per cui procedeva ancora per

tentativi.

Le trattative Barone-Pacelli

Nell’agosto del 26, per la 1 volta dopo il 1870, SS (Pacelli, futuro Pio XII; per Gasparri) e stato italiano

(Barone, consigliere di stato; per Mussolini) si incontrarono, senza l’intermediazione del governo italiano e

della commissione istituita dalla chiesa. Punto critico: ritrosia del governo a riconoscere la sovranità di quello

che sarebbe diventato lo stato di Città del Vaticano; la SS si dichiarò disponibile a firmare un trattato per

chiudere il contenzioso, a patto che la firma del trattato fosse accompagnata dalla stipulazione di un

concordato regolante le condizioni della chiesa nello stato italiano. 3 anni di negoziati, nel frattempo

rallentamenti: attentato a Mussolini e decreto legge del 28 che vietò qualsiasi formazione politica o

organizzazione che non facesse capo all’Opera Nazionale Balilla.

nei palazzi del Laterano, costituiti da un trattato (ancora valido, tranne una

11/2/29: firma dei Patti Lateranensi

modifica interpretativa introdotta con un protocollo aggiuntivo nel 1984) e un concordato (sostituito da un

nuovo accordo nel 1984) + una convenzione finanziaria (parte integrante del trattato o documento a parte?

Indennizzo di 750 milioni in contanti + 1 miliardo in buoni del tesoro, sulla base della rendita annua del papa,

mai accettata). I Patti furono indicati da Mussolini come il coronamento della politica risorgimentale; 6 no al

Senato (Croce, Ruffini…)

10. I Patti Lateranensi e la Chiesa durante il ventennio fascista

Giudizi ed interpretazioni dei Patti Lateranensi

L’annuncio della firma dei Patti fu una sorpresa per gli italiani ma anche per i ministeri degli stati esteri;

stampa favorevole ma censurata; per molti secondo Temolo indifferenza; la classe colta ebbe la sensazione

che l’importanza dei Patti fosse per il futuro non per il passato; successo di Mussolini (“gli anni del

consenso”, De Felice). Pio XI, 13/2/29, ricevendo l’università Cattolica: “ci voleva un uomo come quello che

la Provvidenza ci ha fatto incontrare, un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale…” ma

a metà maggio Mussolini disse gli era stato lasciato tanto territorio quanto bastava per seppellirne il

cadavere… Pio XI rispose dicendo che trattato e concordato (in realtà non c’è

simul stabunt, simul cadent

nessun rapporto giuridico tra i 2 atti; Barone: concordato subordinato al trattato)

Le disposizioni del Trattato

Inizia con la dichiarazione esplicita di voler chiudere la questione romana tramite l’istituzione dello stato Città

del Vaticano; le sue disposizioni corrispondono a quelle contenute nel titolo I della legge delle guarentigie.

Articoli

Art. 1: richiama l’art.1 dello Statuto Albertino, “la religione cattolica, apostolica e romana è la religione di

sola

stato” (tale norma è propria più di un concordato che d’un trattato a volte viceversa); quando fu firmato il

nuovo concordato nel 1984, rimanendo il trattato ancora in vigore, si poteva pensare che fosse ancora in

vigore anche questo articolo di uno statuto non più vigente, il quale oltretutto contrastava con le norme in

materia di libertà religiosa della cost. del 48; nel protocollo aggiuntivo dell’accordo del 1984 le 2 parti

dichiaravano di non ritenere più in vigore il riferimento all’art.1 dello statuto.

Art. 2: l’Italia riconosce la sovranità della SS nel campo internazionale. Pio XI parla d’un territorio

“spiritualizzato” ma è un territorio su cui il pontefice è sovrano in virtù di questa norma. La soggettività di

diritto internazionale compete alla SS per la sua natura e per la sua missione evangelizzante, la quale non

può essere ricondotta ad una persona giuridica di carattere nazionale.

Art. 3: definisce i limiti dello stato Città del Vaticano; la polizia italiana si ferma ai piedi della basilica.

Art. 4: riconosce la sovranità esclusiva della SS sullo stato Città del Vaticano, il governo italiano non può

ingerire nella sovranità della SS. 10

Artt. 5,6,7: norme su ferrovie, telefono, aerei sul Vaticano, edifici in Vaticano…

Art. 8: dalle guarentigie, l’Italia considera sacra e inviolabile la persona del pontefice e punisce gli attentati, le

offese, le ingiurie contro la sua persona come delitti di lesa maestà (pontefice equiparato al re d’Italia, non a

un sovrano estero)

Art. 9: status dei cittadini di Città del Vaticano (soggetti all’autorità vaticana) e di coloro che operano per la

SS.

Art. 10: i dignitari e le persone appartenenti alla corte pontificia in Italia sono esenti dal servizio militare, dal

servizio di giurato e da qualsiasi obbligo di prestazione personale (nel 29 i chierici sono esenti dal servizio

militare, nell’84 –non solo chierici- possono scegliere tra servizio militare e civile)

Art. 11: disciplina le immunità per gli enti centrali della chiesa cattolica, no ingerenze dello stato italiano

(eccezione: per l’autorizzazione agli acquisti e la conversione dei beni immobili caso del fallimento del

Banco Ambrosiano coi responsabili dell’Istituto delle Opere Religiose esenti da ingerenze italiane?...)

Art. 12: dalle guarentigie, legazione attiva e passiva; istituita la rappresentanza diplomatica italiana presso la

SS e l’ambasciata vaticana in Italia

Norme successive: immobili di proprietà della SS, extraterritoriali…immunità…

Art. 22: regola la giurisdizione penale; l’Italia provvede nel suo territorio a punire gli individui accusati di un

delitto compiuto nello stato Città del Vaticano sotto delega permanente o nei singoli casi indicati dallo stato

Città del V. Questo avviene sempre se l’accusato è rifugiato in Italia…

Art. 23: ancora in vigore, discusso, problemi di costituzionalità: per l’esecuzione nello stato delle sentenze

emanate dal Tribunale del Vaticano ci si avvale delle norme di diritto internazionale; hanno invece piena

efficacia giuridica, anche a tutti gli effetti civili, le sentenze e i provvedimenti emanati dall’autorità

ecclesiastica, comunicati ufficialmente all’autorità italiana, circa persone ecclesiastiche e religiose

concernenti materie spirituali disciplinari… formulazione ambigua.

Artt. 24, 25, 26: classiche norme di chiusura d’un trattato internazionale. La SS dichiara la propria neutralità

rispetto alle competizioni temporali tra stati a meno che le parti coinvolte non facciano appello al suo

intervento come arbitro morale; il territorio dello stato Città del Vaticano è neutrale e inviolabile; Città del

Vaticano solo osservatore, non membro, dell’ONU; la SS cercò di far depositare il trattato alla SDN, il che

avrebbe impegnato gli stati ad essa aderenti a farlo rispettare ma l’Italia non volle. Successivamente furono

approvate le leggi fondamentali dello stato Città del V. che si configura come un perché

patrimonialstaat

pontefice=sovrano+proprietario.

Le disposizioni del Concordato

Necessità che il trattato, che chiude la questione romana, sia accompagnato da un concordato che faccia da

complemento; come il trattato corrisponde al titolo I delle legge delle guarentigie, così il concordato,

regolando i rapporti tra S e C, corrisponde al titolo II, mutando però il sistema di tali rapporti da separatista a

concordatario.

Art. 1: l’Italia assicurava alla chiesa il libero esercizio del potere spirituale, il libero e pubblico esercizio del

culto e della sua giurisdizione in materia ecclesiastica; il governo italiano avrebbe che

avuto cura d’impedire

in Roma avvenisse qualcosa in contrasto con tale carattere sacro (vietata la rappresentazione del Vicario di

Hochhuth, anni 60)

Art. 2: le libertà della chiesa (es.diritto di libera comunicazione e corrispondenza)

Art. 3: chierici esentati dal servizio militare

Art. 4: chierici ed ecclesiastici esentati dall’ufficio di giurato

Art. 5, molto discusso in sede costituente: nessun ecclesiastico poteva essere assunto o rimanere

dipendente dello stato italiano senza il nulla osta dell’ordinario diocesano. Se a un ecclesiastico veniva tolto

il nulla osta oppure veniva mantenuto il nulla osta ma l’ecclesiastico era colpito da un provvedimento di

censura, lo stato era obbligato a non mantenere più l’ecclesiastico in un insegnamento, ufficio o impiego a

diretto contatto col pubblico. Incostituzionalità: il rapporto pubblico non dipendeva dallo stato bensì da un

ordinamento esterno allo stato italiano e discrezionale mentre per tutti gli altri culti tale rapporto dipende dallo

stato. Fu considerata norma ad personam, in riferimento a Bonaiuti, sacerdote scomunicato nel 26, alla fine

se il Vaticano era riuscito ad ottenere l’allontanamento dalla cattedra del sacerdote, non riuscì però ad

ottenerne il licenziamento perché il governo non accettò che l’art. 5 del concordato avesse effetto retroattivo

(di fatto il licenziamento fu provocato dal rifiuto di Bonaiuti di prestare il giuramento fascista)

Art. 6: stipendi degli ecclesiastici, esenti da pignorabilità (come gli impiegati statali)

Art. 7: segreto professionale degli ecclesiastici

Art. 16: numero diocesi=numero province ma inattuato

Art. 19: norma ricorrente nei concordati del tempo: la scelta dei vescovi e degli arcivescovi appartiene alla

SS; art. 20: giuramento dei vescovi; art. 21: prima di procedere alla nomina d’un parroco, il vescovo doveva

comunicare segretamente al prefetto il nome del candidato (non obiezioni di carattere politico, gravi ragioni)

…si sarebbe composta una commissione di 2 laici e 2 ecclesiastici; artt. 19 e 21: aboliscono il regime del

placet e dell’exequatur. 11

Art. 29: creava la categoria degli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, si riconosceva la possibilità che

una persona giuridica , eletta tale nell’ordinamento canonico, fosse riconosciuta persona giuridica anche

nell’ordinamento civile

Art. 34: matrimonio concordatario, fino al 29 il matrimonio canonico non aveva nessun effetto civile, lo stato

riconobbe al sacramento del matrimonio disciplinato dal diritto canonico effetti civili

Art. 35: istituti privati parificati a quelli pubblici

Art. 36: poneva l’insegnamento della religione cattolica a coronamento e a fondamento dell’istruzione

elementare e media in Italia, tale insegnamento era dato da professori e maestri, se questi erano religiosi

serviva solo il nulla osta, se erano laici serviva il certificato d’idoneità + art. 38: la nomina dei professori era

subordinata al nulla osta della SS per verificare l’ineccepibilità dei suddetti dal punto di vista morale e

religioso (84: serve solo il gradimento)

Art. 43: autonomia e apoliticità delle associazioni cattoliche, divieto per gli ecclesiastici di iscriversi a

qualsiasi partito.

Chiesa cattolica e fascismo

La chiesa ha appoggiato il fascismo? Pio XI rifiutava sia l’ideologia socialista sia quella capitalista (dinamiche

esclusivamente economiche per entrambe); poi enciclica in cui c’è la condanna del

Quadragesimo anno

comunismo per l’eliminazione della fede…

Il vero problema è che esisteva una sostanziale affinità fra un sistema autoritario e il sistema gerarchizzato

della chiesa. Chiesa: non antifascismo ma afascismo (Renato Moro): neutra indifferenza tra antifascismo e

clerico-fascismo, caratteristico soprattutto dell’Azione Cattolica. Molti avevano sofferto le violenze dei

socialisti ed erano attratti dal fascismo, in quanto abbatteva le forze socialiste e si presentava agli inizi come

assertore della riduzione dello stato alla sola funzione amministrativa e di polizia; inoltre una grande massa

cattolica disorientata che non si sarebbe opposta al fascismo per mancanza di combattività e

d’inquadramento entro cui organizzare una resistenza. Inconciliabilità fascismo-cristianesimo: il fascismo era

esaltazione della violenza e della guerra, della patria, era esso stesso una chiesa MA comunanza di

nemici… allocuzioni pontificie del 25 e 26, in concomitanza coi 2 attentati contro Mussolini, si deplorano

questi atti. Jemolo: c’è una responsabilità degli uomini di chiesa di aver omesso di denunciare ai fedeli tutto

ciò che c’era di anticristiano nel fascismo? Un regime che non ostacolava la pratica religiosa difficilmente

poteva essere combattuto dalla Chiesa.

11. La legge sui culti ammessi (legge 24 giugno 1929, n. 1159) e le leggi razziali

Lo Stato e i culti ammessi

Preoccupazioni in merito all’art. 2 conc. Per cui il governo italiano si impegnava a impedire tutto ciò che

contrastasse col carattere sacro di Roma… Successo: Mussolini legato alla Chiesa ma non sottomesso;

l’Unione delle comunità israelitiche coniò addirittura una medaglia d’oro per Mussolini; decreto che istituì

questa Unione: controllo statale sulla confessione, elenco di tutti gli ebrei…

Ora Testimoni di Geova e Islam non hanno ancora firmato un’intesa ex art. 8 cost.

Le disposizioni della legge sui culti ammessi

Art. 1: ammette nel Regno i culti diversi dalla religione cattolica apostolica romana purché non professino

od esercitino contrari all’ordine pubblico o al buon costume. I culti ammessi erano: gli israeliti, i

principi riti

valdesi, i culti aventi enti morali a cui era stata riconosciuta la personalità giuridica dal governo italiano dopo

il 1870 o dai governi preesistenti prima del 1870 (l’Opera della Chiesa Cristiana, le Comunità franco-

svizzere-tedesche…), i culti aventi enti morali a cui la personalità giuridica era stata conferita da un governo

estero e che erano stati poi ammessi ad esplicare la loro attività in Italia in base ad un riconoscimento

implicito (battisti, metodisti, anglicani…), i culti esistenti solo come semplici associazioni sprovviste di

personalità giuridica (l’Esercito della Salvezza…), i culti organizzati come associazioni o sodalizi, con scopi

di carattere religioso-sociale, gli ortodossi.

Art. 2: i culti ammessi possono essere eretti in ente morale (Min. della giustizia+affari di Culto+per l’interno;

oggi: DPR Min. interno+Consiglio di stato+Consiglio dei ministri).

Art. 3: le nomine dei ministri dei culti diversi dalla religione dello stato devono essere notificate al Min.della

giustizia e degli Affari di Culto.

Art. 4: da legge Sineo 1848: la differenza di culto non forma eccezione al godimento dei diritti civili e politici e

all’ammissibilità alle cariche militari e civili.

Art. 5: la discussione in materia religiosa è pienamente libera (ma interpretata in senso limitativo…)

Problemi secondo Piacentini, nel 39:

le riunione religiose

- la tutela penale dei culti esistenti solo di fatto

- la questione se appunto la libertà di discussione in materia religiosa postulasse necessariamente

- anche la libertà di propaganda della propria fede e di proselitismo, o se per il proselitismo e la

propaganda esistesse un divieto implicito nell’ordinamento italiano

Art. 6: la possibilità per i genitori di chiedere la dispensa dall’insegnamento religioso nelle scuola. 12


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niobe

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Storia contemporanea in cui viene esplicato il rapporto che intercorre tra Stato e Chiesa con particolare attenzione ai seguenti argomenti trattati: i modelli di rapporti tra Stato e Chiesa, unionismo, cesaropapismo, il giurisdizionalismo, il modello separatista, i casi della Francia e degli Stati Uniti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher niobe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università per stranieri di Perugia - Unistrapg o del prof Impagliazzo Marco.

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