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Appunti di storia e sistemi dei rapporti tra stato e chiesa

Dispensa del prof. Astori

Disciplina tra storia e diritto

Nata nel 1968. Due avvertenze:

  • I sistemi dei rapporti tra Stato e Chiesa non esistono come idealtipi weberiani, approssimazioni di una realtà più complessa.
  • Non esistono più solo rapporti tra Stato e confessioni religiose; religioni orientali, più filosofie che religioni tout court.

Parte I: I modelli di rapporti tra stato e chiesa

Sistema: insieme di relazioni che si svolgono nell’ambito del diritto pubblico; Finocchiaro: si deve considerare la libertà dell’individuo entro lo stato o entro la chiesa.

  • Unionismo, modello separatista, modello concordatario

Unionismo

Assunzione dei poteri proprio dell’autorità religiosa da parte dell'autorità civile; Impero cesaropapismoromano d’Oriente, Russia zarista

  • O ierocrazia: assunzione dei poteri propri dell’autorità civile da parte dell’autorità religiosa; teocrazia: Stato della Chiesa, la Ginevra di Calvino
  • Nozione di sovranità estesa anche alla sfera religiosa, il sovrano ritiene d’avere giurisdizionalismo alcuni diritti sulla confessione dominante quali l’intervento sulle nomine degli uffici ecclesiastici, il controllo sui beni ecclesiastici, l’accettazione di ricorsi contro l’autorità ecclesiastica

L’unionismo, come concetto giuridico, non è sufficiente a definire un sistema: Iran e GB sono entrambi unionisti. Francia e USA, separatisti. In nessun ordinamento UE e USA ci sono state modifiche nei sistemi dei rapporti tra stato e chiesa dopo gli anni ’50; ma: progressiva laicizzazione della società, privatizzazione della religione, confronto con culture religiose estranee…

Esempi: Italia e Spagna hanno mantenuto lo strumento patrizio, il concordato, ma ne hanno innovato i contenuti, armonizzandoli coi valori del pluralismo e della laicità propri delle costituzioni democratiche; USA e Francia hanno attenuato i limiti originari del loro separatismo.

Il giurisdizionalismo

Rottura dell’unità della res publica con la nascita delle comunità particolari e religiosamente con la Riforma; pace di Augusta, 1555, fine delle guerre di religione cuius regio eius religio (spettava al principe scegliere la religione di stato alla quale i sudditi dovevano uniformarsi, pena l’espulsione dallo stato fuga dei puritani dalla GB di Cromwell.

Il sovrano aveva lo ius reformandi: il diritto di cambiare religione. Idea: la scelta della religione era un aspetto della sovranità necessità di trovare una soluzione alle guerre di religione.

Lutero: il diritto confessionale non appartiene alla struttura salvifica della chiesa solo i predestinati scelti da Dio possono salvarsi il principe può considerare la chiesa come un proprio officium.

XVIII, dispotismo illuminato, si afferma il giurisdizionalismo: il sovrano rivendicava un diritto di protezione sulla chiesa e s’occupava della religione per affermare la propria sovranità e per promuovere il benessere dei sudditi; la manomorta era un problema: le terre incolte non contribuivano al benessere dei sudditi; il sovrano rivendicava una serie di competenze che prima erano della chiesa (matrimonio, cura dei cimiteri…).

I rapporti con le religioni minoritarie furono regolati tramite gli editti di tolleranza diritto di esercitare il culto in privato; da una tolleranza di fatto ad una tolleranza di diritto; editto di Guglielmo d’Orange (cattolici esclusi), della Russia zarista (non era più vietato uscire dalla chiesa ortodossa per aderire ad un’altra chiesa). Limiti: no diritti politici, solo mestiere del medico, no matrimonio coi membri della chiesa dominante, no eredità…

Il modello separatista

1913, Falco:

  • Relazione tra stato e chiesa in cui i vincoli tra i due organismi sono ridotti al minimo.
  • Ordinamento giuridico in cui le chiese sono sottoposte al diritto delle associazioni private.
  • Ordinamento giuridico in cui le chiese cadono nella sfera del diritto comune.
  • Ordinamento giuridico in cui i fedeli fanno parte delle chiese per atto volontario.

La confessione religiosa del cittadino è ininfluente ai fini del rapporto di questo con lo stato; libertà religiosa, la religione è un fatto privato…

Cardia individua la radice del separatismo nella Riforma e nella frattura dell’unità religiosa. 3 esperienze storiche:

  • Illuminista-europea, derivante dalla Rivoluzione francese
  • Nordamericana, contemporanea alla prima
  • Sovietica, ora venuta meno

Francia

Uguaglianza dei cittadini a prescindere dalle opinioni religiose; nessuna sovvenzione a confessioni religiose da parte di enti pubblici; nessuna pubblicità dei contrassegni religiosi; gli edifici di culto erano dati ai cittadini e non ai ministri di culto; controllo della fedeltà dei ministri di culto alla nascente repubblica; istituzione degli uffici dello stato civile, del matrimonio civile, delle scuole pubbliche, delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza.

USA: separazione dalle chiese e non dalle religioni

Francia: separazione dalle religioni e non dalle chiese.

Il separatismo illuminista-europeo

Il modello francese fu adottato anche nella Repubblica di Weimar (separatismo “zoppicante” dato il riconoscimento delle chiese come corporazioni di diritto pubblico), in Irlanda, Belgio, Paesi Bassi.

Nei Paesi riformati, però, il separatismo non portò a conflitti generalizzati tra stato e chiesa come invece era avvenuto in Francia e Italia. Chiesa cattolica: atteggiamento negativo nei confronti del separatismo, duro scontro sulla legge di separazione francese del 1905; Pio X minaccia la scomunica, Pacelli più accogliente.

Nei primi 30 anni del XIX secolo la GB estese la libertà religiosa prima ai sociniani, poi ai cattolici e infine agli ebrei. Ovunque al processo di laicizzazione della società e di privatizzazione della religione s’accompagnò quello di rafforzamento nazionale: ogni nazione aveva diritto a un proprio stato e la chiesa, in quanto struttura sovrana, era vista con preoccupazione e diffidenza da parte delle classi politiche liberali Bismarck promosse la Kulturkampf.

USA

“Separatismo nella religione”: Schaff, il sistema della libertà religiosa è la libertà nella religione e non la libertà dalla religione. Il separatismo USA è affermato a livello federale (primo emendamento e art. VI, 3 cost.). A livello degli stati federati, invece, un tempo convivevano diversi modelli: teocratico nelle colonie puritane, giurisdizionale in quelle anglicane, separatista in Pennsylvania e Rhode Island gli USA assunsero il separatismo a livello centrale mentre il singolo stato federato poteva regolare i propri rapporti con le confessioni come meglio credeva (poi molti modelli separatisti).

USA, influenza della religione: giuramento sulla Bibbia, discriminazione degli atei fino al 1925... egemonia protestante... nel 1984 sono state ristabilite, dopo 117 anni, le relazioni diplomatiche con la Santa Sede.

Canada

Preambolo Bill of Rights, “la nazione è fondata su principi che riconoscono la supremazia di Dio” Onida: forza non costituzionale ma morale…

Differenze tra il separatismo illuminista-europeo e quello USA

  • La rivoluzione USA non aveva un ancien régime da abbattere né un nuovo ordine da instaurare; non aveva davanti un’unica confessione ma un pluralismo confessionale.
  • L’assenza, negli USA, della questione patrimoniale ecclesiastica. L’amministrazione della proprietà della chiesa cattolica è caratterizzata da due istituti: la fabbriceria (dove i beni ecclesiastici sono amministrati da laici sotto la vigilanza d’un ecclesiastico) e la corporazione (dove i beni ecclesiastici sono amministrati dal vescovo).
  • Il separatismo USA non si è accompagnato ad un processo di laicizzazione e secolarizzazione. Sul dollaro: in God we trust… la religione non è solo un fatto privato.

Il separatismo sovietico

Introdotto nel 1918, dopo il cesaropapismo; diritto di professare qualsiasi religione o di non professarne alcuna, laicizzazione degli apparati pubblici, uffici di registrazione delle nascite e dei matrimoni divennero civili, scuola sottratta alla chiesa, chiese senza sussidi, abolizione delle società di carità, le proprietà ecclesiastiche divennero patrimonio nazionale (1918) poi (1929) controllo molto forte sulla vita delle associazioni religiose.

Separatismo, impossibilità di neutralità:

  • USA: favorisce la religione
  • URSS: si oppone alla religione

Poteva aderire al partito solo chi era ateo, ateismo come religione…

Il separatismo nei paesi dell’Europa orientale

Il massimo stato ateista fu l’Albania; Polonia, Ungheria, Slovenia: forte presenza cattolica; Romania, Bulgaria, Serbia: Chiesa ortodossa.

Caratteristiche comuni: l’abrogazione unilaterale dei concordati esistenti; separazione tra stato e chiesa; incameramento dei beni ecclesiastici; 1948-1950, accordi: le chiese riconoscevano la legittimità del regime e il regime riconosceva parzialmente la legittimità delle chiese (ma atti non firmati dalla Santa Sede perciò con valore solo politico).

Il separatismo nell’Europa orientale dopo il 1989

1987-1992: riallacciate le relazioni con la Santa Sede; tolleranza religiosa…

  • Sistemi concordatari: Croazia, Polonia, Estonia, Lituania, Lettonia
  • Sistemi separatisti: Bulgaria, Federazione russa, Slovacchia, Slovenia, Ungheria

Il modello unionista

È presente dove esiste una chiesa di stato o una religione ufficiale e dove le leggi danno a questa preminenza es: Danimarca, Norvegia, Svezia: primato alla religione luterana.

GB: il sovrano ha potere supremo sulla Chiesa anglicana, potere di direzione degli affari ecclesiastici, potere di nominare i vescovi anglicani ed i più alti dignitari ecclesiastici. Non c’è stata secolarizzazione dei beni, la chiesa può prelevare le imposte dai propri fedeli…

Come nel nord Europa, anche in Grecia la chiesa dominante è stata subordinata allo stato e alla potestà civile; la religione è scritta nella carta d’identità.

Il modello concordatario

I concordati sono atti di diritto esterno allo stato, per alcuni sono anche atti di diritto internazionale. Concordato: convenzione bilaterale stipulata tra la Santa Sede ed uno stato per regolare materie ecclesiastiche di comune interesse e per disciplinare quella porzione della chiesa cattolica che vive ed opera nell’ordinamento dello stato contraente. È un modello che può risultare anche confessionista mentre è incompatibile col separatismo.

Origine ed evoluzione dell’istituto del concordato

Il primo: nel 1122 a Worms tra Enrico V e papa Callisto I per porre fine alla lotta per le investiture. Poi: 1801, concordato napoleonico; concordati della restaurazione, tramonto dell’età concordataria… con Leone XIII e Pio X furono firmati concordati con l’America Latina…

Fino alla 1GM, i concordati riguardavano i problemi comuni allo stato e alla chiesa, quali le nomine, i beni ecclesiastici, la condizione giuridica del clero… Leone XIII modernizzò la concezione dei rapporti tra stato e chiesa, rompendo gli ultimi legami col legittimismo e la tradizione monarchica; il concordato divenne lo strumento per eccellenza e il mezzo più efficace per la chiesa per mantenere le proprie prerogative negli stati sovrani (Pio X fu più impegnato all’interno, alla riorganizzazione interna del Vaticano). Benedetto XV stabilì la teoria per cui perdevano efficacia i concordati stipulati con stati che avessero subito variazioni significative dal punto di vista territoriale o politico-istituzionale, stati che sembravano essere diventati soggetti giuridici diversi da quelli con cui era stato stipulato il concordato (bisogna ricordare che dopo la 1GM ci sono state molte trasformazioni geo-politiche…). Svolta concordataria dovuta anche dal cambiamento della situazione economica.

Il concordato e il Codex iuris canonici

La politica concordataria raggiunse l’apice con Pio XI nel 1929: concordati con l’Italia e la Prussica. Valorizzazione del processo di codificazione del diritto canonico, conclusosi con la promulgazione del Codex iuris canonici nel 1917 evitò di trattare direttamente i rapporti tra stato e chiesa; si affermava al canone 3 che i concordati erano mantenuti in vigore anche in presenza di norme in contrasto con le disposizioni del codice.

Secondo Pacelli bisognava operare una distinzione tra le norme concordatarie:

  • Primo gruppo: norme riguardanti materie quali la circoscrizione delle diocesi, i capitoli cattedrali e collegiali, le parrocchie, i seminari, gli ordini e le congregazioni religiose… Queste, secondo Pacelli, non decadevano per la sola denuncia del concordato da parte dello stato contraente; in quanto legge canonica, il concordato cessava solo con l’abrogazione da parte dell’autorità ecclesiastica competente. La natura dei concordati come leggi canoniche venne più volte ribadita da Pacelli, che sosteneva che la loro denuncia da parte dello stato liberava certo la chiesa dall’obbligo sancito dal patto, ma la decadenza delle norme (eccezione: i privilegi) non avveniva ipso iure nell’ordinamento canonico, bensì richiedeva un atto di revoca da parte della Santa Sede.
  • Secondo gruppo: norme=privilegi propriamente detti, concessi al re o al capo dello stato: i diritti di nomina e di presentazione agli uffici e benefici vacanti. Queste decadevano…

Fu possibile dare alla disciplina delle norme ecclesiastiche in Baviera e Prussica lo status di legge canonica e non quello di mero privilegio; il rapporto tra Codex e concordati, infatti, ruotava intorno alla questione delle nomine episcopali e capitolari; la Santa Sede intendeva sostituire i precedenti accordi con nuovi concordati, al fine di riconquistare la libertà di nomina.

Bertola: il Codex trovò nell’istituto concordatario un potente tramite per il riconoscimento di una più ampia efficacia delle sue norme negli ordinamenti degli stati e costituì un elemento adatto a favorire lo sviluppo dell’attività concordataria in Germania le norme concordatarie eliminarono i diritti particolari delle chiese tedesche.

Sostanziale continuità tra la tentazione separatista del 1919 e la successiva politica concordataria: entrambe legate al mutamento dell’atteggiamento verso lo stato liberale. Le trattative con gli stati concordatari furono definite dalla volontà della chiesa di affermare le libertates Ecclesiae, mentre coi nuovi stati erano piuttosto il tentativo articolato di dar forma ad una disciplina che contemperasse il diritto codiciale con la domanda di diritto particolare proveniente dalla chiesa locale.

Bigador, canonista spagnolo, collocò la soluzione della questione romana e dei concordati nel contesto dell’evoluzione dell’ordinamento canonico verso la “spiritualizzazione”, in atto da circa un secolo; con “spiritualizzazione” diversi autori avevano inteso il processo iniziato con la rivoluzione francese e caratterizzato dalla perdita dei beni temporali e dei poteri civili…

Il concordato del totalitarismo (definizione di Margotta Broglio)

Italia, 1929- Germania e Austria, 1933- Portogallo, 1940- Spagna, accordo sui vescovi (1941) poi sostituito da un concordato nel 1953-

In comune:

  • Norme analoghe (religione cattolica=religione ufficiale; esonero del clero da qualsiasi carica civile incompatibile secondo il Codex; l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche, con spazio anche in TV e radio; il riconoscimento degli effetti civili al matrimonio religioso; il sostegno finanziario a strutture ecclesiastiche, istituzioni scolastiche e assistenziali confessionali…)
  • La distruzione delle società intermedie. Mentre i regimi totalitari ricavavano dalla conclusione del concordato legittimazione e prestigio internazionale, la chiesa recuperava le posizioni perdute a causa della fine del potere temporale e delle battaglie anticlericali che avevano accompagnato in Italia il risorgimento e in Germania il Kulturkampf.
  • L’avvio e la conclusione delle trattative concordatarie avvenne contestualmente o dopo la presa di potere autoritaria (Mussolini e Hitler: posizione anticlericale e poi conciliatorista).
  • Avvicinamento dei regimi totalitari alle forze clerico-conservatrici: Italia (la destra del Partito popolare, Santini…) e Germania (il partito del centro, von Papen…)
  • Spazio ridotto per le altre confessioni (Hitler: sforzi per unire cattolici e protestanti, radice comune: il cosiddetto “cristianesimo positivo” e il passato pregermanico).
  • Italia: la questione romana. Concordato e trattato lateranense: simul stabunt, simul cadent (Pio XI).
  • In Austria, Portogallo e Spagna la conclusione del concordato seguì la logica della ricostruzione dello stato, dal punto di vista costituzionale, in maniera coerente con l’ideologia del nuovo regime; in Italia e Germania, al contrario, fascismo e nazismo procedettero alla ridefinizione dei rapporti politici e sociali, pur restando formalmente nel quadro costituzionale precedente (Statuto Albertino, Costituzione di Weimar).

Perché l’alleanza regimi totalitari-chiesa?

  • Nemici comuni: liberalismo, ateismo, razionalismo, comunismo (Rivoluzione russa, 1917…)
  • Margotta Broglio: avevano in comune l’irrazionalismo come base della fede; concezioni tradizionali su famiglia, morale, sessualità; un’idea dell’organizzazione della società basata su gerarchia e autorità.

Il concordato nel secondo dopoguerra

Italia: lo strumento pattizio è stato confermato ma il concordato è stato modificato; la bilateralità è stata estesa alle confessioni non cattoliche.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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