Nazionalismo
Il nazionalismo novecentesco si afferma in particolar modo nell’identità culturale abbracciata da un popolo, una società, una nazione. Si ricorre spesso a un insieme di simboli, di lavori sulle feste nazionali, di iconografie nazionali, di luoghi di memoria e rituali in genere. Il nazionalismo tende a generare una realtà emotiva tra le popolazioni, facendogli assumere una propria appartenenza identitaria comune. Così, gli interessi e i valori della nazione sono prioritari rispetto a tutti gli altri, fino a legittimare il sacrificio della vita nel nome della patria, quindi della nazione.
I nazionalismi, di solito, fanno ricorso a una selezione del passato per ricavarne archetipi differenti di cui valersi in funzione di necessità presenti (si veda il fascismo con l’antica Roma e il nazismo con l’antica Grecia): si progetta un futuro che passa attraverso l’invenzione di un passato.
Il ruolo del nazionalismo secondo Gellner
Ma non solo: secondo Gellner, il nazionalismo garantisce continuità tra passato, presente e futuro. In particolare ciò che lega presente e futuro è la condizione di coesione sociale che si forma attraverso i valori del “popolo unito” nei confini della propria nazione, legato da comuni tradizioni e culture che generano un’automatica continuità anche nella dirigenza del governo: si parla quindi di nazionalismo come mezzo per mobilitare le masse e creare uno stato di ipnosi di esse per generare consensi, attraverso il carisma che, a sua volta, si fonda sui valori sopracitati.
Si può affermare che la Nazione è la fonte ultima di sovranità, ossia non è nazione senza stato. Lo Stato centralizzato appare in questo senso l’unica unità in grado di realizzare, controllare e proteggere la cultura, depositaria della legittimazione politica.
Il nazionalismo secondo Wehler
Wehler (autore di questo libro) considera il nazionalismo come risposta alla crisi strutturale che coinvolse le società occidentali nella prima età moderna. La nazione, il nazionalismo e lo Stato nazionale si formano in Occidente a seguito delle cosiddette rivoluzioni occidentali e attraverso di esse. Ciò significa che il nazionalismo è un fenomeno volto a superare quel duplice vuoto venutosi a creare durante i processi rivoluzionari: da una parte un vuoto di potere (una rivoluzione presuppone il collasso dello Stato) e dall’altra un vuoto di legittimazione.
La legittimazione secondo Weber
A proposito della legittimazione, Weber sosteneva che essa è una risorsa che consiste nella possibilità di ricorrere a un fondamento giustificativo delle forme di dominio. Le ragioni della legittimità possono essere di natura politica: sono gli interessi, e non le idee, a dominare l’attività dell’uomo (Weber).
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