Ouverture
Durante la prima metà del '900, l'Europa ha conosciuto uno straordinario intreccio di conflitti, tra guerre classiche, rivoluzioni, guerre civili e violenze diverse; si parla infatti di "guerra civile europea", termine coniato probabilmente dal pittore tedesco Franz Marc in una lettera scritta al fronte. La prima guerra mondiale era una grande guerra civile, una guerra fra stati e fra popoli, una guerra di religione. Oggi, comunque, si tende ad associare il concetto di "guerra civile europea" allo storico tedesco Ernst Nolte: egli la usa per definire il periodo che si apre nel 1917 con la rivoluzione d'ottobre e si esaurisce con la disfatta del nazismo. Secondo Nolte, il fascismo era una reazione organizzata contro l’avvento della modernità, radicale come il suo nemico in un’epoca di guerre e rivoluzioni. L’Europa si trovava lacerata e devastata dallo scontro fra due diverse ideologie: l’Illuminismo, una tradizione nella quale si inscrive la rivoluzione russa, e il Contro-illuminismo, vale a dire il fascismo. Si tratta dunque di uno scontro tra comunismo e fascismo, tra ideologie e valori antagonisti. È chiaro inoltre che la matrice di fascismo e comunismo è stata la crisi europea: essa ha generato totalitarismi che avrebbero poi perturbato il cammino della civiltà occidentale verso la democrazia liberale.
Antecedenti
La guerra civile europea del XX secolo ha due antenati: la guerra dei Trent'anni (1618-1648) e la Rivoluzione francese (1789-1815). Entrambe furono devastanti e cambiarono il volto del continente, ed è qui che si trovano similitudini con il Novecento. Ma Friedrich Engels aveva già profetizzato tale parallelismo. Egli scriveva che sarebbero stati uccisi milioni di soldati, distruggendo l’Europa e generando carestie ed epidemie di massa, facendo precipitare l’economia. Le analogie fra le guerre europee del 600 e quelle del 900 sono in effetti incontestabili. Si tratta in entrambi i casi di guerre totali, devastanti sia per i soldati che per i civili.
La prima è stata caratterizzata sul piano religioso dal conflitto tra cattolicesimo e protestantesimo, sul piano politico dallo scontro tra feudalità e assolutismo. La seconda è nata come un conflitto classico tra grandi potenze per l’egemonia continentale. Entrambe hanno avuto come epicentro la Germania e si sono concluse con la sua divisione. La differenza risiede invece nelle conseguenze: con la pace di Vestfalia, la prima guerra dei Trent'anni ha creato un sistema stabile di relazioni internazionali fondato sull'equilibrio fra stati, e ha creato le premesse dello stato moderno. La seconda guerra dei Trent'anni non ha creato né un compromesso
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