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La prima guerra mondiale: cause e dinamiche

Una guerra per l'egemonia europea

La Grande Guerra: Dall’estate 1914 all’autunno 1918 l’Europa fu devastata da un conflitto di immani dimensioni, chiamata “Grande Guerra”, svolta fondamentale che segna l’inizio del Novecento.

Luglio 1914: lo scoppio del conflitto

Il 28 giugno 1914, Gavrilio Princip, studente bosniaco di nazionalità serba appartenente ad una associazione nazionalista, uccise a Sarajevo l’arciduca Francesco Ferdinando, erede del trono d'Austria. L’Austria, il 28 luglio 1914, dichiarò guerra alla Serbia, con l’appoggio di Guglielmo II.

Il meccanismo delle alleanze

La Germania rispose il 1° agosto, dichiarando guerra alla Russia. Berlino dichiarò guerra alla Francia e l’esercito tedesco invase il Belgio. Il 4 agosto entrò in guerra anche l’Inghilterra contro la Germania così come il Giappone, che mirava ai possedimenti tedeschi nell’Estremo Oriente. L’Italia si mantenne neutrale. L’impero ottomano, temendo di essere aggredito dalla Russia, si schierò con la Germania e l’Austria.

Le cause di fondo del conflitto

L’attentato di Sarajevo fu la miccia che in realtà si accese per decidere quale nazione o gruppo di nazioni avrebbe avuto il ruolo dominatore in Europa. La Grande Guerra fu dunque un conflitto per l’egemonia dell’Europa, dove tutte le nazioni si mossero con obiettivi e caratteristiche simili. Venne definita “mondiale” perché coinvolse nazioni anche non europee.

La competizione anglo-tedesca

La conflittualità coloniale tra le varie potenze nasceva dal fatto che, rispetto alla Gran Bretagna e alla Francia, la Germania possedeva possedimenti più ridotti e economicamente meno vantaggiosi. Questo squilibrio era in contraddizione però con i nuovi rapporti di forza economici maturati negli ultimi decenni dell’Ottocento: la Germania aveva accresciuto il suo potere industriale e mercantile, minacciando il primato economico della Gran Bretagna.

L'aggressività della Germania guglielmina

Dal punto di vista politico, la Germania aveva abbandonato la politica dettata da Bismarck, orientandosi verso una politica di potenza su scala mondiale. La spingeva la volontà di costruire un’egemonia tedesca nell’Europa centrale e orientale. La Gran Bretagna guardava con timore questa sua crescita economica e politica, mentre la Francia, la cui tradizione ed ostilità nei confronti della Germania (come nel 1871 con la proclamazione dell’unità germanica a Versailles) trovava alimento nel revanscismo a proposito dell’Alsazia-Lorena.

Le instabilità regionali

Dall’altro lato maturava la rivalità tra Austria e Russia, interessate all’area balcanica e ai territori dell’impero ottomano. Dal canto suo, l’Italia si proponeva di recuperare le terre “irredente” ancora soggette al dominio austriaco (Trento e Trieste) e di affermare la propria influenza nell’area adriatica e balcanica.

La militarizzazione delle economie

Da parte delle potenze europee vi fu una “corsa agli armamenti”. In un’Europa che si militarizzava, il legame fra potere politico e gruppi di pressione economici militari si fece sempre più stretto. Aumentavano le spese militari nei paesi industrializzati.

E delle coscienze

All’interno delle classi dirigenti, si iniziava a guardare la guerra come mezzo per consolidare l’unità nazionale e arginare i conflitti sociali, recuperando unanimità di consensi. Tale idea si sviluppò all’interno dei gruppi nazionalisti più aggressivi, sovente appoggiati dalla grande stampa.

Dalla guerra breve alla guerra di logoramento

L'illusione della guerra breve

Maturava tra gli stati l’illusione di una guerra breve, che sarebbe durata appena pochi mesi, un anno al massimo. La previsione si rivelò drammaticamente errata: legati ancora ad una visione ottocentesca della guerra, non prevedevano che i nuovi armamenti, via via perfezionati, avrebbero reso il conflitto sempre più distruttivo ma anche più equilibrato.

Lo sfondamento tedesco sul fronte occidentale

La Germania invase il Belgio neutrale e marciò su Parigi. Senza esito si rivelarono le offensive francesi nel fiume Marna in Lorena tra il 6 e 12 settembre 1914. A caro prezzo, i francesi riuscirono a respingere l’esercito tedesco, con migliaia di vittime.

Il fronte orientale e il Mediterraneo

Lo stesso accadeva nel fronte orientale, dove una grande offensiva russa nella Prussia orientale, fu arrestata dai tedeschi con le battaglie di Tannenberg e dei laghi Masuri. L’Austria non riusciva ad aver ragione della resistenza serba. Nel Mediterraneo, un’offensiva anglo-francese per conquistare i Dardanelli si risolse nella disfatta di Gallipoli ad opera dell’esercito turco, marzo-aprile 1915.

La guerra di trincea

Sei mesi dopo il conflitto, la situazione si era evoluta nella quotidianità della guerra, essenzialmente difensiva, in cui gli eserciti si fronteggiavano lungo le trincee.

L'Italia dalla neutralità all'intervento

La posizione italiana: L’iniziale neutralità italiana venne maturata dalla Triplice alleanza (Italia-

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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