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Sconfitta di Napoleone e congresso di Vienna 1814-1815

L'obiettivo del congresso era ridefinire i confini territoriali, economici e politici europei dopo l'era napoleonica. Quando si conclude, però, Napoleone sarà ancora un pericolo, e sarà sconfitto solo nel giugno del 1815 con la battaglia di Waterloo in Belgio.

Il cambiamento politico mondiale

L'era napoleonica segna un cambiamento politico mondiale per due motivi:

  • Quest'era è considerata la continuazione della rivoluzione francese, infatti Napoleone ne fu un grande sostenitore.
  • Napoleone rappresenta il primo caso di imperatore non nobile, infatti era un semplice militare; si ha un punto di rottura a proposito della nobiltà e delle dinastie. Esempio di meritocrazia mai visto prima.

Fino al 1812 Napoleone conquista tutta l'Europa, ne stravolge la carta geografica. Il mondo è eurocentrico e le grandi potenze sono europee, per questo motivo sorgono due grandi nemici: l'Inghilterra (con l'instabile Giorgio III), la Russia (con a capo Alessandro I della dinastia dei Romanov) e Austria.

L'invasione della Russia

Proprio come Hitler durante la seconda guerra mondiale, Napoleone commette un grave errore: decide di attaccare la Russia. Capisce che attaccare l'Inghilterra è molto difficile e per farlo aveva provato ad impedire l'accesso all'India (preziosa colonia inglese), ma fallisce. Dunque prova con la Russia e nel giugno del 1812 si ha la più grande spedizione militare fino a quel momento. Napoleone mette in piedi un esercito di 800k giovani reclutati (italiani, francesi, spagnoli) a cavallo fino in Russia, che mette in atto una strategia distruttiva: Napoleone e i suoi uomini entrano a Mosca e a San Pietroburgo senza troppi problemi, infatti, i russi decidono di farli entrare in modo da attaccarli nel momento più ostile: l'inverno. L'interesse di sconfiggere i nemici era talmente alto che i russi decisero di incendiare Mosca per evitare il rifornimento delle truppe, la loro città più importante, per aggravare la situazione. Napoleone annuncia la ritirata per ridurre al minimo le perdite, ma il viaggio di ritorno in patria sarà disastroso. Durante il viaggio saranno aggrediti e decimati, si salveranno soltanto 50k uomini. Questo duro colpo ridimensionò completamente l'esercito francese, che si apprestava ad abbandonare il titolo dell'esercito più potente d'Europa.

La coalizione contro Napoleone

A questo punto, la Russia e l'Inghilterra, decidono di dare il colpo di grazia formando una prima coalizione. Si alleano con il regno di Prussia e l'impero Asburgico e insieme aggrediscono Napoleone a Lipsia, il quale tenta di mettere su alla meglio un esercito ma ne uscirà sconfitto.

Le truppe vincitrici decidono di non spartirsi il territorio francese, bensì di far tornare sul trono l'ultimo discendente dei Borbone che deciderà di chiamarsi Luigi XVIII, e non XVII poiché Napoleone ebbe un figlio che teoricamente sarebbe stato un successore. Il tentativo era quello di assecondare il popolo francese tanto legato alla figura napoleonica per non incorrere in possibili rivoluzioni.

Il destino di Napoleone

A questo punto rimaneva la questione principale: cosa fare di Napoleone? Non potevano ucciderlo perché il popolo lo avrebbe rivendicato, per cui lo trasformano in una caricatura, lo scherniscono nominandolo principe dell'Isola d'Elba, una carica nettamente inferiore e ridicolizzante rispetto a quella di imperatore. Tentano quindi di metterlo fuori gioco, ma il problema non si risolve.

Nel novembre del 1814 si apre il congresso di Vienna che vide protagonisti: la Russia con Alessandro I, i padroni di casa (l'impero Asburgico) con il ministro degli esteri il principe di Metternich, l'Inghilterra con il ministro degli esteri Lord Castlereagh, la Prussia con il ministro degli esteri il conte von Hardenberg, e la Francia con il ministro degli esteri il marchese di Talleyrand (il personaggio chiave del congresso, era un vescovo che sopravvisse alla rivoluzione francese).

Principi fondamentali del congresso

Al congresso si enunciarono due principi fondamentali, con alla base l'obiettivo di non ripetere le vicende napoleoniche.

  1. Il principio della legittimità - a chi spetta il trono? Ai 'legittimi' sovrani, legittimi per volontà divina e per successione dinastica. Il maggior sostenitore di questo principio fu il marchese di Talleyrand, il ministro degli esteri francese. Ma non basta che salga al trono Luigi XVIII dei Borbone, egli deve ottenere il territorio francese come era prima della rivoluzione francese, per intero con gli stessi confini; altrimenti significava che Napoleone era stato un personaggio importante per la storia francese. C'è comunque il rischio di scatenare una rivoluzione, per cui intorno alla Francia si costruiscono gli "stati cuscinetto" (Belgio+Olanda e Regno di Sardegna+Liguria) ovvero si rinforzano gli stati confinanti in caso di aggressione da parte della Francia.
  2. Il principio di equilibrio - sostenuto da Metternich, l'Europa deve avere un equilibrio tra le potenze. L'equilibrio c'è quando nessuna potenza più grande, più forte utilizza la sua forza per aumentare il proprio prestigio. Si ha un colpo di scena. Napoleone prova a riprendersi la sua vita così nel 1814 torna in Francia via mare e lancia un appello ai francesi per riportarli dalla sua parte. Mette su un esercito di 40k uomini. Si prepara per la battaglia finale e va a Parigi, Luigi XVIII scappa. C'è molta preoccupazione, le grandi potenze cercano di convincere il popolo a stare a casa prima che combattere per Napoleone. Riescono a convincere Luigi XVIII di concedere una carta costituzionale che mantenga e tuteli i diritti che Napoleone aveva garantito ai contadini.

Il popolo sa che comunque è grazie a Napoleone se il re concede quella carta costituzionale ma lo tradiscono. Si scontrano a Waterloo dove Napoleone stava addirittura per vincere ma viene sconfitto. Non lo uccidono ma lo mandano sull'isola di Sant'Elena dove fino alla sua morte gli inglesi lo accerchiano per la paura che potesse scappare ancora.

Accordi diplomatici post-congresso

Dopo il congresso di Vienna, vengono realizzati due accordi diplomatici:

  1. Santa Alleanza 1815 - Voluta dallo zar di Russia Alessandro I per motivi militari e credevano si dovessero mettere insieme i sovrani che si riconoscevano nella fede cristiana. Il fondamento dell'assetto politico europeo non doveva essere la politica, il terreno, ma il principio regolatore doveva essere la religione cristiana. Come per il principio di legittimità (sovrano voluto da Dio). Prima credenti poi sudditi. Cristiani ortodossi (Russia), cattolici (Austria), protestanti (Prussia). Anche l'Inghilterra (Protestante) e il Papa Pio VII avrebbero dovuto partecipare secondo l'idea del fondatore, ma l'Inghilterra non aderisce proprio perché l'alleanza si chiama Santa, e al momento era uno dei paesi al mondo ad avere una dimensione laica della politica (nonostante il capo di stato fosse anche il capo della chiesa). Il papa non accetta perché per tradizione ritiene che l'unica verità sia la verità della chiesa di Roma, e considera le altre fedi eretiche. L'Inghilterra capisce però che rimanere fuori non le conviene per cui nasce la seconda alleanza.
  2. Quadruplice alleanza 1815 - Russia, Austria, Prussia e Inghilterra. Non compare la subordinazione alla fede cristiana. L'Inghilterra non aderisce alla Santa alleanza ma necessita comunque di un accordo perché come le altre potenze non si fida della Francia e dei Borboni, sono preoccupati dei rischi politici della Francia rivoluzionaria.

Vincitori e vinti dopo il congresso

  • Vincitori:
    • Regno di Prussia, (raddoppia la sua superficie territoriale e nella confederazione tedesca diventa la più forte. Acquisisce anche delle città-stato tedesche e luterane, si allarga in maniera omogenea.)
    • Inghilterra, (controllo dei mari, commercio, sterlina moneta di riferimento. Controllo del Mediterraneo, stretto di Gibilterra diventa inglese. Ottengono anche l'isola di Malta, tutte le colonie francesi più importanti, e il capo di buona speranza (stretto) necessario per la circumnavigazione dell'Africa. Esce come la grande vincitrice economica.)
    • Russia, (acquisizioni inferiori alla Prussia ma comunque significativo. Soggetto che riesce a radicarsi in alcune zone interessanti come la Finlandia, Svezia, Bessarabia e della Polonia nonostante sia un regno senza re, il loro re è lo zar di Russia).
  • Vinti - Impero Asburgico, (crescita eterogenea difficile da gestire per lingue, culture, tradizioni diverse, ecc.). Italia per la sottomissione all'Austria.

Dopo il congresso - Focus sull'Italia

Il congresso segna l'inizio della fase della grande influenza asburgica nel paese italiano. L'Italia è divisa in una serie di stati:

  • Il regno lombardo veneto si costituisce nel nord Italia (Lombardia, Veneto e Friuli) regno autonomo, con un vice re ma dipende dall'imperatore d'Austria. Non il Trentino perché faceva proprio parte dell'impero asburgico.
  • Il duca che governava l'Emilia era Francesco IV di Asburgo-Este. Ducato di Parma e Piacenza viene assegnato alla ex moglie di Napoleone, Maria Luisa d'Asburgo, fino alla sua morte. I sovrani di Parma erano i Borbone-Parma e la sovrana diventa duchessa di Lucca. In quel mondo il volere del popolo è inesistente.
  • Il Granducato di Toscana è affidato a Ferdinando III Asburgo Lorena, successivamente al figlio Leopoldo II.
  • Nel cuore dell'Italia c'è lo stato pontificio, (Lazio, Umbria, Marche e un pezzo della Romagna; le 'legazioni' perché governate da cardinali chiamati Legati). Per il papa era fondamentale avere uno stato, avere potere temporale perché riteneva che l'esistenza di uno stato era indispensabile per esercitare liberamente il proprio magistero spirituale. Se non ci fosse lo stato pontificio il papa diventerebbe il cittadino dello stato italiano e dovrebbe rispondere alle leggi dello stato italiano che gli impedirebbero il completo esercizio della volontà divina.
  • L'Italia meridionale è riunita nel regno delle due Sicilie che è affidato a Ferdinando I.
  • Il regno di Sardegna comprende la Sardegna e la parte ligure affidato a Vittorio Emanuele I di Savoia. I Savoia sono l'unica dinastia che non ha una parentela stretta con le monarchie straniere, si riteneva una dinastia italiana anche se parlavano francese.

Limiti del congresso e considerazioni finali

  • Il principale limite del congresso di Vienna è che costruisce una carta geografica artificiale, mette insieme delle popolazioni contrastanti ed è contraddittorio, per esempio fa finta che il personaggio di Napoleone non fosse mai esistito.
  • Dentro la quadruplice alleanza si uniscono le due grandi potenze antagoniste, ma la tensione presto sarebbe esplosa. Il congresso è pensato per limitare il danno francese, (natura antifrancese).
  • Il congresso immagina una forte compressione della libertà di espressione, politica. Regime di polizia ogni forma di dissenso censurata. Livello di regime oppressivo. Su questi limiti si innesta la fase successiva, la fase dei moti del 1820-21.

I moti del 1820-21

Sulla base della forte carica oppressiva in alcuni stati scoppiano dei moti che provano a cambiare questo clima. "Moti" - perché alcune non si possono considerare vere e proprie rivoluzioni. Agitazioni promosse da una minoranza che però rimangono confinati a una minoranza. Non sono fenomeni di massa, collettivi. Questi moti scoppiano in Spagna, 1820. Provocano l'insurrezione spagnola. In Portogallo, Italia meridionale e nel 1821 tentativo anche in Sardegna. I protagonisti per la loro segretezza, sono le società segrete. Sono tre le più importanti: la massoneria, la carboneria, e le società segrete con a capo Filippo Buonarroti.

Il primo moto

Nel 1820 a Cadice, Spagna, i militari insorgono. Qui sono concentrate le truppe spagnole che dovevano partire verso l'America latina. (Era in gran parte una colonia spagnola durante il periodo napoleonico quando i francesi arrivarono in Spagna e il legame si era indebolito. Tornano per soffocare le rivolte del periodo napoleonico). La partenza viene ritardata, perché non c'erano le risorse, i militari rimangono senza paga e si sviluppa una grande epidemia. Il malessere dei militari provoca un'insurrezione. Pessime condizioni. I protagonisti del moto sono i militari. Essi insorgono però anche per altri due motivi:

  • Molti avevano aderito alla carboneria spagnola: i comuneros. Membri di questa setta segreta, si ispiravano ai principi generali della carboneria perché quest'ultima era entrata in contatto con le idee della rivoluzione quando arrivarono le truppe francesi e dunque si rifaceva alla rivoluzione francese.
  • I militari erano profondamente delusi da Ferdinando VII, sovrano autoritario, poco amato, disprezzato. Avevano avuto tra 1812-15 un ruolo decisivo. Quando arrivarono le truppe francesi in Spagna Ferdinando VII scappò. Contro i francesi c'erano gli ufficiali dell'esercito spagnolo perché volevano fare resistenza contro Giuseppe Bonaparte. I militari avevano richiamato in patria Ferdinando VII a due condizioni: (1) che tornasse in Spagna e concedesse una carta costituzionale (2) si impegnasse che la carriera militare fosse sul modello napoleonico. Il malessere dell'esercito era motivato dal ruolo decisivo nella sconfitta dei francesi.

Ferdinando accetta, torna e concede la costituzione (governo monocamerale) e si impegna a promuovere gli ufficiali che erano stati decisivi nella carriera militare. Nel 1815 col congresso di Vienna, decide di rimangiarsi le promesse e di conservare i generali con origini nobili. Revoca la costituzione e fa capire al popolo che ciò che volevano (sottrazione dei beni alla chiesa) non sarebbe avvenuto. L'insieme di questi fattori fece in modo che una parte dell'esercito (gli ufficiali, la carica minore) decise di insorgere e di guidare l'esercito in direzione Madrid per convincere il re a concedere ciò che aveva revocato.

I militari appartenevano alle società segrete. L'intento non è quello di instaurare una repubblica, ma che il re concedesse una costituzione. Monarchia costituzionale. Perché nel 1820 in Spagna non c'è una volontà eversiva repubblicana che vuole cancellare la monarchia ma la vuole far convivere con una costituzione (che il sovrano sia vincolato da regole e leggi) non si fidavano del re. Una volta arrivati a Madrid, il re si spaventa vede la maggior parte delle truppe contro di sé e quindi concede la costituzione. Si apre il parlamento "le cortes" monocamerale. Governo provvisorio. Composto da militari. Si pone un problema: il governo provvisorio si trova davanti a una scelta: che cosa fare in termini di rapporto con la popolazione? Il popolo era rimasto a guardare, quindi o:

  • Radicalizzavano la rivolta (fare ciò che gli spagnoli si aspettavano. Una grande riforma agraria. Sottrarre le terre alla chiesa. Da contadini a proprietari terrieri)
  • Se scoppiasse una rivoluzione, il moto non durerebbe poiché la Santa Alleanza, creatasi a scopo di bloccare rivolte e decisioni napoleoniche, interverrebbe placando il tutto.

Doppia soluzione. La paura li induce a non varare la riforma agraria ma temporeggiare. Questa scelta determina che il moto promosso da una minoranza non si espanda a rivoluzione, rimarrà minoranza non coinvolgendo il popolo. La chiesa cattolica è preoccupata di questo movimento e cerca di convincere i contadini della pericolosità dei rivoltosi. Adesso i rivoltosi non hanno una base reale e hanno contro la chiesa. La rivolta fa fatica e finirà nel 1823 perché, anche se con ritardo, la Santa Alleanza si riunisce in un congresso a Verona, e decide di intervenire per soffocare la rivolta spagnola.

La Santa Alleanza si riunisce a Verona ma deve capire come intervenire: decide dunque di mandare in Spagna un esercito composto da truppe austriache e soprattutto da truppe francesi. Simbolicamente volevano mandare un messaggio ben preciso: proprio colei che fu la potenza focolaio della rivoluzione adesso è il paese che la soffoca e la impedisce; lasciarono intendere che non c'era più possibilità di rivoluzione. Significato simbolico fortissimo. Le truppe austriache e francesi non trovarono nessuna difficoltà a bloccare il moto.

Il secondo moto

Nel 1820 in Italia meridionale scoppia perché dei militari a Nola insorge; ha capito cosa sta succedendo in Spagna e vorrebbe che Ferdinando I concedesse una costituzione. Le truppe che avrebbero dovuto combattere si alleano i carbonari. Tutta la mobilitazione induce Ferdinando I a concedere la costituzione ma fa un'altra cosa: quando arrivano le truppe rivoltose lui nomina il figlio reggente temporaneo, Francesco I, il quale concede la costituzione. Gli spagnoli e i napoletani rivoltosi vogliono la costituzione spagnola del 1812, ma la costituzione muta in base al tempo e al popolo e sicuramente una costituzione di otto anni prima modellata su un altro popolo non era adatta. Quindi era semplicemente un modo per difendersi dal re e sottometterlo a leggi. Anche qui il governo è costretto a confrontarsi con la realtà dei fatti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DebCasse121 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Volpi Alessandro.
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