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immediatamente e invia le truppe, le nazioni unite possono intervenire solo quando l’Urss sarà

assente perché come sappiamo rispondeva solamente “no” a tutto. Ma anche la Cina interviene

con moltissimi soldati, la guerra finisce nel 53. La guerra è un classico esempio di scontro durante

la guerra fredda, non c’è scontro diretto tra i due poli ma ci sono gli stati uniti contro la Cina e non

contro l’Urss. Infatti se interviene una potenza non interviene l’altra.

La questione della divisione di Berlino ovviamente influì la Guerra Fredda così come l’intenzione di

riunire le due Germanie. Ci sono ovviamente altre vicende come la Guerra di Corea del 53-54, la

guerra indo-cinese e il Vietnam. Una delle caratteristiche di questo sistema sta nel fatto che per la

natura stessa di questo confronto i due blocchi non sopportano l’idea della neutralità ovvero che gli

altri paesi si possano defilare rispetto al grande conflitto infatti ci furono trattati, patti etc. Questo

fenomeno è chiamato “pattomania” ed anima soprattutto la classe dirigente americana anche

perché il mondo comunista rappresentava un blocco più omogeneo. Gli USA vogliono creare una

cintura di sicurezza intorno ai sovietici, attraverso questi accordi politici e/o militari. Il primo patto è

quello atlantico del 49 dove Europa occidentale ed Americano del nord si creano. Un’altra alleanza

è quella dell’ANSUS ovvero Australia, NZ e USA e inoltre abbiamo il patto della Seato che unisce

paesi dell’Asia e li associa anche a paesi del pacifico come Australia. NZ, Filippine e Thailandia e

innoltre il patto di Bagdad che comprende la Turchia, Iraq, Iran e Pakistan. Si crea dunque un

nuovo sistema di alleanze combinate che disegna una specie di ideale che va dall’estremità

settentrionale dell’Europa fino al Giappone (unito con un patto del 50 con gli States) e giunge fino

all’Alaska americana. Al di là dei singoli patti c’è anche un altro elemento di supporto di natura

militare dove gli Stati Uniti hanno delle basi militari in Europa e nelle altre zone alleate. C’è una

ripresa di quel cordone sanitario che nasce e si sviluppa in Europa dopo la rivoluzione russa per

isolare la Russia: ora questo cordone è in tutto il mondo ed isola oltre l’Urss tutte le democrazie

popolari ed anche la Cina che diventa un nuovo elemento dell’universo comunista. La strategia

che sottendeva la politica di Marshall e del suo piano viene sostituita poco alla volta da una nuova

politica militare di tipo strategico. Avvengono anche quegli sviluppi di tecnologia militare che

servono per contrastare gli avversari come ad esempio la bomba atomica: nel 45 gli americani

hanno il monopolio della bomba atomica che poneva loro militarmente sopra la Russia ma ben

presto quest’ultimi raggiungono gli Stati Uniti e creano la bomba atomica ed inizia una gara e

confronto continui tra le due potenze.

Nel 1953 ci sono due fatti, il primo è la morte di Stalin che ha un valore simbolico perché egli è uno

dei grandi artefici della guerra fredda ed il secondo fatto è la pace che mette fine alla guerra di

Corea e a quella dell’Indocina. Il biennio 53-54 dà l’idea che si sta iniziando una fase nuova, dopo

la morte di Stalin in Russia c’è una nuova classe politica composta da dirigenti che sono poco

conosciuti nel mondo occidentale e sono accomunati da una caratteristica di fondo che li distacca

da Stalin cioè la loro ansia e il loro desiderio di conoscere altri paesi e di riannodare i rapporti con

questi. Assistiamo ad una attività diplomatica fortissima perché questi dirigenti escono dal territorio

russo (Stalin non era mai uscito in tutta la sua vita tranne quando accompagnò Lenin a Capri) e

qualcosa si nota che cambia, nel 55 si conciliano con Tito, fanno l’accordo con l’Austria. Nella

conferenza di Ginevra del 55 vengono trattati molti problemi come l’unificazione tedesca, la ricerca

di un’intesa tra i due blocchi ma questa conferenza non portò a nulla anche se è la prima dopo la

2gm in cui assistiamo ad un dialogo tra le due potenze. Questa conferenza dunque ha un forte

significato simbolico e si stabilì un nuovo tipo di rapporti: inizia ad esserci una coesistenza pacifica

cioè non la distensione ma coesistenza pacifica significa che le due grandi super potenze non

mollano le loro convinzioni e i loro obbiettivi ma si rassegnano a vivere insieme perché non si

possono eliminare a vicenda perché uno scontro militare annienterebbe tutto il mondo e nessuna

delle due potenze può convertire l’altra alla propria ideologia. A partire da questo momento

assisteremo al fenomeno per il quale i rapporti tra i soggetti politici conosceranno un’alternanza di

momenti di crisi e momenti di distensione nella comune volontà di non arrivare mai il punto di

rottura.

I passaggi più importanti di questa storia sono:

Il fallimento della conferenza di Parigi del 60 quando Krusciov prende il fatto di un aereo spia che

si era inserito nel suo spazio aereo per annullare la conferenza.

La crisi di Cuba del 62 che segna il culmine del conflitto e il rischio di arrivare al punto di rottura.

Dall’ultimatum degli Usa e dalla ritirata dell’Urss i due blocchi escono rafforzati nell’intento di

creare una pace. In piena guerra fredda viene firmato a Mosca nel 63 un accordo che mette fine

all’uso della bomba atomica e sui mari.

Nel 47 sulla scena mondiale ci sono gli Stati Uniti e l’Urss, il resto non conta nulla perché l’Europa

sta curando le ferite del dopo guerra, l’Africa è ancora colonizzata, di anno in anno le due grandi

potenze vedranno sorgere dei nuovi alleati e dei nuovi oppositori ovvero quei paesi che ieri erano

colonie, l’avanzata del terzo mondo che si manifesta attraverso l’emancipazione dell’Asia e

dell’Africa che si risvegliano grazie ad un nazionalismo anti colonialista che non si andranno ad

affiancare ai due blocchi ma si definiranno neutrali o non alleati fino ad ottenere l’alleanza.

Un altro fenomeno importante è la rottura all’interno del blocco comunista: lo scisma cino-sovietico

che è un fenomeno molto importante perché altera i rapporti di forza.

Un ultimo fenomeno è il progressivo disfarsi del blocco atlantico per le aspirazioni all’autonomia o

per la ricerca di una posizione di prestigio soprattutto di paesi come la Francia.

Tutti questi 3 fenomeni sanciranno la trasformazione della guerra fredda che sarà caratterizzata da

una situazione bipolare a tripolare dove la Cina avrà un ruolo di Jolly.

L’universo comunista raccoglie popoli molto diversi nella loro cultura, nella loro etnia ed è uno dei

due blocchi nel quale il mondo si divide nel 47. Il comunismo è dissociazione ed unità,

dissociazione perché si dissocia dal resto del mondo ed unità perché tende ad unire in un

complesso unico tutti quei popoli che indipendentemente dalla loro storia entrano nel blocco

comunista, dunque si conciliano divisione ed unificazione. Cosa è che fa sì che questa dottrina

diventi un fattore potente di aggregazione? Il comunismo si basa sulla ideologia che rappresenta il

collante di questo mondo e che avvicina tutti questi paesi tra di loro. Inoltre tutti questi paesi sono

proiettati più verso il futuro che non verso il passato, si guarda infatti alla creazione di un uomo

nuovo e alla creazione di un paradiso in terra. Tutti questi paesi si propongono di portare al di fuori

del blocco la loro religione secolare: il comunismo. Questi tre punti caratterizzano questo sistema

e fanno del mondo comunista un complesso molto diverso dal patto atlantico.

Quali sono le tappe attraverso le quali si costruì il mondo comunista? Il nucleo iniziale è l’unione

sovietica, dal 17 al 47 è sola e il comunismo è solo la Russia, resta isolata e comincia ad uscire

dall’isolamento nel 34 quando viene ammessa alla società delle nazioni, quando avvia una politica

nei paesi occidentali grazie ai fronti popolari e prima della 2gm sta con i nazisti e poi con le

democrazie. Poi nel 45 l’Urss avanza con le democrazie popolari che si stabiliscono gradualmente

e nascono 8 stati che si alleano all’unione sovietica e cominciano a trasformarsi legando

saldamento con l’unione sovietica e sono legami di dipendenza e diseguaglianza e sono legami di

tipo coloniale e si crea un sistema che è simile a quello che l’Europa mercantile aveva imposto un

tempo agli altri continenti: le relazioni economiche sono unilaterali, è il governo sovietico che fissa

gli scambi, il tasso degli interessi, il volume degli scambi, il valore del rublo e questa situazione che

ha il carattere colonialista consente all’Urss di appropriarsi di queste economie. Lo stesso discorso

avviene sul piano del tentativo di controllo e di espansione dell’ideologia e delle eresie commesse

dai satelliti: è un irrigidimento dottrinario. Come vediamo con la rottura con la Yugoslavia: a Stalin

non va bene che questa si è liberata da sola e non è un satellite dell’Urss.

3 fattori negli anni 50:

La nascita dei nuovi stati, mondo comunista compatto, il mondo occidentale (analizzati

precedentemente)

La Iugoslavia dunque non è riconosciuta come repubblica popolare da Stalin perché si è liberata

dal nazismo da sola, si è formata da sola ed ha un progetto politico proprio che a Mosca non piace

molto ovvero la federazione dei Balcani che recupera una situazione pre-1gm. Il caso iugoslavo è

importante perché questi sconfessano la posizione ortodossa dell’Urss perché il Titismo non cade

come sostenevano i russi ma finisce per affermarsi con delle caratteristiche proprie e si vuole

presentare come un terza via tra Urss e Usa. La Iugoslavia finì con le guerre iugoslave dopo la

morte di Tito perché Stalin anche se croato si appoggia sull’elemento serbo per una questione di

equilibrio interno ma alla sua morte questo equilibrio finì.

Nel 1955 si è chiusa l’era staliniana e al potere c’era Kruschov che volle la Iugoslavia all’interno del

blocco comunista e questo significa che qualcosa si stava smontando.

Nel 1949 il comunismo vince in Cina, la prima cosa che si deve sottolineare è che le origini del

comunismo cinese sono contemporanee a quelle del 1917, l’altra notazione è che alle origini

quando nasce il partito comunista è molto vicino al partito della nuova repubblica cinese ovvero

quello nazionalista, il Quomintang che a sua volta è molto vicino all’unione sovietica. Tra il 27 e il

28 si sviluppa la rivoluzione per iniziativa del Quomintang e la Russia si disinteressa totalmente

perché non crede nella rivoluzione cinese e abbandona i comunisti cinesi al loro destino e li lascia

alle prese con i loro avversari. La Russia tratta solo con il Quomintang e il suo dirigente, Chiang

Kai-shek. La conseguenza è che i comunisti cinesi devono contare solo su se stessi, nel 34 e nel

35 compiono la grande marcia che diventa il mito fondante del comunismo cinese, a fare la marcia

sono 300 000 mila cinese che in un anno e mezzo fanno 10 000 km. E’ molto importante perché

segna il passaggio da sud a nord e la tradizione cinese stabilisce che i moti rivoluzionari partono

da sud per poi stabilirsi a nord, ma il partito comunista fu obbligato ad emigrare a nell’estremo nord

per poi ricalare verso il sud e conquistare la Cina: è un mutamento geografico che comporta

caratteristiche importanti al comunismo perché segna la riconversione del comunismo dalla città

alle campagne. Fino alla grande marcia il comunismo era stato un movimento urbano, ora diventa

rurale e questo ci spiega che la pietra angolare del comunismo cinese sarà la riforma agraria. Sarà

quindi un esercito di contadini a fondare il comunismo in Cina. La repubblica popolare comunista

cinese nasce a ottobre 49, già si nota la differenza col bolscevismo, è un movimento agrario, e già

rappresenta 3/5 del mondo comunista anche se ancora non lo può dimostrare a livello di potenza

ma ha la virtualità e la potenzialità di farlo e questo comporta che il passaggio della Cina nel

blocco del comunismo non può non comportare la nascita di questioni di primato, di ortodossia e

avvenire indolore. Il comunismo cinese si estende in Vietnam del nord e Corea del nord e questo ci

porta a concludere che alla metà degli anni 50 si è creato un secondo polo nel mondo comunista.

Le caratteristiche di questo polo sono che la Cina è il primo grande paese passato al comunismo

ed esercita una forte attrazione in Africa, in Asia e il prestigio che ha questo comunismo nel nuovo

mondo è paragonabile all’attrazione dell’Urss in Europa orientale, e si basa su due poli questa

attrazione cinese: la Cina è un paese di colore ed è più vicina per i nuovi mondi rispetto alla Russia

bianca ed inoltre la Cina è una nazione di contadini e la rivoluzione l’hanno fatta i contadini mentre

il modello russo è il modello di un paese industriale inaccessibile per i paesi africani e asiatici che

sono al 90% agrari. Dunque la Cina propone il modello di un comunismo agrario che è una

soluzione per i paesi asiatici ed africani che vogliono lo sviluppo, è un’esperienza originale e il

modello è talmente invidiato che riuscirà ad eclissare per 2/3 dell’umanità il primato comunista

dell’Urss.

La quarta fase è la rivoluzione cubana che non c’entra niente col marxismo o con il comunismo ma

è un’insurrezione democratica liberale, che assomiglia a quelle europee del 1830, infatti Fidel

Castro ha una formazione culturale europea, si rifà a D’Annunzio, non esiste il partito comunista

all’origine della rivoluzione cubana ma viene respinta verso il comunismo dagli USA perché

avevano molto interesse da sempre verso Cuba e la rivoluzione di Fidel Castro trova aiuto e

comprensione per motivi di utilità solo con il mondo comunista e si unisce a questo per creare un

sistema comunista anche se particolare, inoltre essendo i problemi di Cuba agrari, la soluzione

proposta dalla Cina finisce per rappresentare per Cuba una ragione per guardare il comunismo

cinese, la svolta. La rivoluzione cubana non è stata iniziata dal partito comunista ma solo in

seguito raggiunge il blocco delle rivoluzioni comuniste e questa rivoluzione è la prima del nuovo

mondo e la prima dell’America latina e sarà dunque un punto di riferimento per tutto il sud America.

Un fenomeno molto importante è quello della decolonizzazione:

Grazie a questo fenomeno nasce un nuovo mondo, quello che ha cercato di rimanere neutrale tra i

due blocchi della guerra fredda. L’ingresso sulla scena delle relazioni internazionali di paesi che

ora sono più oggetti coloniali ma veri e propri soggetti. Questo fenomeno è uno dei più importanti

della storia contemporanea per il fatto che l’universo politico non si rivolge più a 3-4 potenze

europee, Stati Uniti e Giappone ma il numero degli stati si è moltiplicato, questo fenomeno di

moltiplicazione dei soggetti politici è causato dalla decolonizzazione. Dunque modifica lo stato

delle relazioni tra i continenti, è importante perché modifica la vita delle ex colonie che diventano

stati indipendenti e modifica l’esistenza degli stati colonizzatori.

La rivoluzione francese, rivoluzione russa e decolonizzazione possono riassumere, secondo uno

studioso francese, la sintesi degli ultimi due secoli e la fisonomia del mondo contemporaneo.

Se c’è qualche paese che è finito lontano dall’influenza europea ha pagato questo con

l’isolamento.

La decolonizzazione prosegue fino alle soglie della 2gm, nel corso della guerra non si nota

nessuna agitazione che possa mettere in discussione la fedeltà degli imperi ai paesi metropolitani,

perfino la sconfitta della Francia nel 40 non provoca nulla nell’Africa del nord nonostante ciò la

situazione cambierà all’improvviso. La storia della decolonizzazione è la storia di uno dei più rapidi

processi che la storia abbia mai potuto registrare. Ci erano voluti 400 anni per edificare gli imperi

coloniali, basteranno due decenni per provocarne la disgregazione. Se vediamo nella storia

dell’800 la rottura dei legami tra colonie e madre patria si trova già nell’ultimo scorso del 700 e

nell’800 ma se andiamo ad analizzare questi fatti ci rendiamo conto che nel caso delle colonie

americane inglesi o francesi che si staccano ci troviamo di fronte ad un caso particolare perché

queste colonie sono colonie di origine etnica europea e quindi di persone che vengono dalle

metropoli quindi non è un fenomeno di decolonizzazione ma di scissione. In realtà i movimenti di

emancipazione cioè quelli che portano alla decolonizzazione riguardano le popolazione autoctone

che vivono in quelle zone da millenni. Questa rottura rischia di compromettere tutta l’opera

occidentale anche le eredità dell’occidente, dunque l’emancipazione porta ad un ritorno dei valori

originali e postula la riscoperta dell’originalità dei paesi colonizzati e spesso, come in Africa del

nord, questa riscoperta di antichi valori e storie o addirittura la creazione di questo passato finisce

per accompagnarsi alla contestazione dell’idea europea come valore universale. La

decolonizzazione non è solamente una reazione alla colonizzazione ma ne è la risultante ne è la

conseguenza e non è dunque l’inverso della colonizzazione perché prendendo con l’Europa certe

popolazioni dell’Africa e dell’Asia si scoprono differenti e prendono coscienza di tutto quello che li

differenzia dai dominatori. Paradossalmente nasce un nuovo nazionalismo. Questa idea si oppone

all’idea di tante storie etc.

Alcuni processi decolonizzazione non sono andati bene come in Congo, in Rwanda.

In Spagna e Portogallo il processo di decolonizzazione non è così immediato ma bisogna

aspettare la morte di Franco e Salazar. Le due grandi potenze come gestiscono questo processo?

Gli Stati uniti partono avvantaggiati, perché puzzano meno di dittatura e hanno più soldi ma con gli

anni i Russi conquistano molti stati in Africa. Il Vietnam vede il fallimento degli Usa perché diventa

comunista e un discorso simile è applicabile al Sud America, perché gli Stati uniti hanno un

approccio di stato più forte che si rapporta con i più deboli come messicani e cubani che sono visti

come latinos.

Nel contesto della guerra fredda come si introduce questo principio? Dopo la morte di Stalin si

capisce che la competizione non sarà una guerra ma a lungo periodo. Il tema era qual è meglio tra

la democrazia americana e il modello comunista? E parte una vera e propria competizione tra le

due potenze. Fino alla caduta del muro si evita di fare la guerra direttamente perché sennò si

mette il libro in pericolo. Un esempio è la guerra di Cuba. Perché l’Urss mette i propri razzi a

Cuba? Gli americani avevano preso Turchia, Iran e gli avevano fatto scoppiare una bomba atomica

vicino: Cuba è l’opportunità di rimettere la palla in mezzo. Perché non mettere dei razzi di fronte la

Florida? Le due super potenze però sono capaci di trovare una tregua, infatti la crisi di Cuba

inaugura un periodo denominato: distensione. Le due super potenze imparano a dialogare

direttamente e costantemente, troveranno anche un modus viventi per prendere un attimo di

respiro.

Le due potenze però hanno seri problemi interni: gli Usa non sono quelli del 45 ma hanno deciso di

intervenire in alcuni mercati scomodi come il Vietnam che distrusse il consenso interno grazie ai

tanti morti giovani e grazie al senso inutile della guerra (combattere il comunismo). Questa è la loro

grave crisi, gli Usa infatti hanno vissuto il 68, meno che in Europa. Dal secondo dopoguerra in poi

si usa il dollaro nel mondo per commerciare che dovrebbe essere l’unica moneta accordata all’oro

e questo è stabilito alla Federal Reserve, ma con la guerra in Vietnam si è creato un grande debito

pubblico. Inoltre gli Stati Uniti avevano un onere ovvero quello di mandare dollari in giro per il

mondo importando più di quello che potevano esportare e questo crea uno squilibrio economico.

Inoltre abbiamo il Watergate che fece perdere del tutto la credibilità americana.

I sovietici neanche se la passano bene dopo la morte di Stalin, con Kruchov la storia cambia a

causa:

1) Della stalinizzazione ovvero Kruschov fece una vera e propria denuncia a Stalin, ai suoi crimini

e al suo mito. Però qualche paese satellite ha interpretato ciò come la possibilità di un

distaccamento dall’Urss. Questi due stati sono ungheresi e polacchi che volevano costruire un loro

socialismo. Gli ungheresi decidono di uscire dal patto di Varsavia: carri armati sovietici invadono

Bucarest prendono il leader e lo fucilano. I polacchi invece soffocano la propria rivoluzione. 1956 ci

fa capire che l’impero sovietico si può reggere solo sulla repressione e quindi sarà una faticaccia

perché “il paradiso dei lavoratori” non è una scelta perché il popolo sceglierebbe la libertà.

In Cina, Mao e Stalin si erano capiti mentre con Kruschov no innanzitutto perché non capivano la

stalinizzazione e decisero di proseguire nella propria strada trasformando il paese da agricolo a

industrializzato. Così mise in piedi riforme come il famoso “Balzo in avanti” secondo il quale si

smetteva con l’agricoltura e si iniziava con l’industria. Il Balzo in avanti fece 40 milioni di morti.

Questa riforma non piace a Kruschov perché i cinesi che zappavano era molto comodi.

Nel 58 quindi Cina e Russia litigano e cinesi rimarranno isolati per oltre 15 anni e non faranno mai

davvero pace con i sovietici ma svilupperanno un rapporto strano con gli USA (ancora oggi la Cina

gestisce il debito americano) tutto questo grazie al rapporto degli anni 70 grazie a Nixon. Ci fu un

dialogo in cui gli americani dissero che il problema era che erano comunisti ma i cinesi gli

risposero “prova te a fare la democrazia con 2 miliardi di persone” e così iniziarono i commerci.

Dopo l’intelligenzia fa dissenso nell’Urss, gruppi di intellettuali si ribellano, i civili scoprono i Gulag,

a Praga si replica quello che era successo a Budapest 12 anni prima.

C’è una tendenza a fare accordi come ad esempio nello spazio tra Russia e America: i russi fanno

il giro del mondo, gli americani vanno sulla Luna, le due potenze competono così e vengono fatti

accordi per fermare queste competizioni costose.

La seconda guerra fredda: La prima guerra fredda 46-54, si conclude con la morte di Stalin ed inizia

un periodo di riavvicinamento dal 54 al 63 con la crisi di Cuba ed inizia il periodo di distensione

che ha una competizione economica e una cooperazione militare ovvero Stati uniti e Urss si

mettono a tavolino per limitare il nucleare ma durante la distensione non è vero che non c’erano

crisi. Ad un certo punto questo periodo di distensione implode e nasce la seconda guerra fredda tra

il 78 e l’81, con la crisi degli ovomissili, quella afgana e quella iraniana. Vi sono alcune fasi

drammatiche nell’Urss come quello della polonia e quello dell’Ungheria, un altro problema è quello

della fine dell’impero portoghese nel 75.

Dal 71 al 73 Urss e Usa creano un periodo di crisi preparatorio, alla grande crisi: abbiamo difficoltà

sia per gli stati uniti, per la guerra del Vietnam sia per l’Urss per raggiungere la parità tecnologica

con gli states che provocò problemi addirittura alimentari. La seconda guerra fredda è vista dai russi

come il raggiungimento dai parte dei russi agli Usa. La missione in Afghanistan è visto per alcuni

storici il Vietnam dell’Urss perché vengono distrutti eserciti e persi tanti uomini. Negli anni 70

succede che le due super potenze arrivano ad un momento di altissima collaborazione perché queste

crisi, di Berlino e di Cuba, avevano spinto le due potenze a trovare seduti a tavolino delle soluzioni

comuni. La più importante è quella di Cuba.

Nel 68 si firmà il Tnp (anti nucleare) tra Mosca e Washington e il Salt 2 (nel 72?) e questo significa

che i due poli si accordavano per la limitazione e non per la cessazione nucleare e limitarono il

nucleare al punto dove erano arrivati in quel momento (gli Usa erano leggermente avanti). Nel 75

viene firmato l’atto finale di Helsinki con 10 principi riassunti nei 3 vasquez di Helsinki che

vengono firmati da tutti i paesi occidentali e sovietici. Questi 3 punti sono collaborazione

tecnologica, militare e scientifica, rispetto delle frontiere della 2gm e dello status quo, rispetto dei

diritti umani. Rispetto delle frontiere significa Berlino divisa in due e questo può fare strano. Strano

inoltre che l’Urss firma per garantire i diritti umani.

Il primo momento di crisi parte dagli Stati Uniti ed è economico e travolge tutto il mondo, i primi

anni del 70 a causa della guerra del Vietnam, in tutto il mondo iniziano rivolte studentesche e

pacifiste, dunque l’america perde molta credibilità. Un altro elemento di crisi è la sovrapproduzione

industriale che spinse gli americani a investire gli americani su economie in crescita dove il lavoro

aveva pure un prezzo più basso.

Parte della crisi… … … ... … … …

Nell’Urss si parlavano 15 lingue ufficiali, aveva un sistema economico basato sulle pianificazioni,

fondato soprattutto sui kolchov. Il sistema politico si basava sui soviet, delle vere e proprie

assemblee ma la vera e propria istituzione che deteneva il potere, era il partito che aveva delle

divisioni come se fosse un governo. Il partito aveva un sistema di rappresentanze e ogni 5 anni

venivano organizzati dei congressi per determinare la linea politica e i piani quinquiennali, e questo

congresso decide il comitato centrare, il vero e proprio organo direzionale e aveva dei dipartimenti,

come dei ministeri, di ogni campo. Poi il presidium che era una elite di circa 15 membri che erano

gli effettivi leader. Il partito era un parastato e attraverso la nomenclatura compilava i quadri (?). I

leader dell’Urss erano i capi del partito, ma chi erano i primi ministri?

Stalin prima di morire era considerato “un vecchio di cui non si riusciva a sbarazzarsene”, anche se

era colui che aveva ucciso Hitler ma era una figura pesante che aveva pochi amici, individuava

nemici interni ed esterni. Fin dal 48 Stalin crea accordi di amicizia con paesi che erano stati nemici

durante la guerra, come con la Bulgaria, egli non accetta però devianze come con la Yugoslavia, e

nel 48 crea il Comecon, consiglio di mutua assistenza economica, e definiva chi doveva produrre ed

esportare cosa e verso dove, gli altri paesi diventavano satelliti ma non per essere sfruttati come in

un impero. Stalin muore nel 53 anche se sembrava un disastro la sua morte, il popolo accettò con

tranquillità la sua morte anche perché aveva ucciso molte persone, fatto guerre. Nel partito non esce

subito un leader ma più figure e alcuni che erano vicini solo a Stalin vengono fatti fuori. Dopo un

po’ esce la figura di Kruscev, che era un militare e aveva una formazione tale. Egli non aveva il

carisma di Stalin, ma era un personaggio popolare, vicino al popolo, viaggiava, scherza con gli

americani, con il popolo e trasmette molto entusiasmo e crede davvero nel progetto dell’Urss che

porterà un nuova umanità. Egli parte subito con un processo pubblico di destalinizzazione e di

denuncia del sistema autoritario. Kruscev accolse la devianza di Tito, l’Albania di Chausesko e la

Polonia. Con la crisi ungherese del 56 abbiamo un distacco totale dei socialisti dall’Urss, nei suoi

anni a partire da Suez, si entra nella diplomazia nucleare e crede nella coesistenza pacifica delle due

potenze. La sua vera sfida verso gli Usa è economica, egli crede che l’Urss sia un modello

universale e nel 61 al congresso dell’Urss disse di costruire il vero comunismo entro l’80 che

avrebbe concluso il processo marxista di eguaglianza. La sua sfida stava procedendo molto bene,

l’industria pesante, leggera e media (armi) stava avanzando ottimamente, soprattutto l’agricoltura

(mais e cotone per vestiti e polvere da sparo) che diede vita ai così detti campi verdi e che era

veramente progettata: furono fatte manovre straordinarie, ad esempio il lago oceanico di Aral fu

prosciugato per i piani di irrigazione.

In questi anni aumenta l’aspettativa di vita dei sovietici fino alla fine degli anni 70. Alcuni

falsificavano i dati da presentare a Kruscev rispetto l’attuazione dei piani dicendo di averli superati

due o tre volte, dopo aver realizzato il balzo in avanti infatti Kruscev si accorse di alcune

falsificazioni e punì i responsabili con le purghe. Alcuni prigionieri nazisti, ex responsabili

missilistici, collaborarono con l’Urss nella corsa allo spazio con gli Usa che rappresentava la sfida

per essere i rappresentanti del progresso umano. L’Urss lanciò il primo oggetto nello spazio, il

Putnic e molti animali e lanciarono il primo uomo nello spazio che tornò vivo.

Grazie a questa gara allo spazio si sviluppano i primi missili balistici, igpm, i primi satelliti di spia,

lo sviluppo nucleare.

Non esiste un presidente dell’Urss ma esiste un capo dei consiglio dei soviet.

Nel 49 la Cina diventa comunista e nel 50 aveva stretto insieme a Stalin un progetto di

cooperazione e supporto ma con Kruscev non tanto. Il progetto cinese è opposto a quello sovietico,

uno è un progetto contadino, l’altro urbano. Già per questo partono eventi di accusionismo, L’Urss

ritira i propri esperti militari perché non appoggia né il progetto militare né nucleare cinese. L’Urss

scelse, nel 62, l’India contro la Cina, Mao non capiva la coesistenza pacifica con gli Usa, Cina e

Russia nel 68 litigano pure per i confini, quindi abbiamo un sorta di guerra fredda (ma anche calda)

tra questi due poli dello stesso blocco. Questi due paesi saranno insieme solo in Vietnam. La Cina

sarà il modello diplomatico dell’Albania e della Cambogia, questi due paesi porteranno avanti

grandi errori della Cina ovvero le rivoluzioni culturali, che distrusse l’esercito, le elite culturali e ciò

non farà per niente bene a nessuno di questi contesti. Lo strappo tra Cina e Urss fece diventare

amici di Mao gli Stati Uniti che addirittura arrivarono a riconoscere con Nixon la repubblica

popolare cinese e portarono in un certo modo l’Urss nel blocco occidentale, ideologicamente

assurdo ma con una valenza antisovietica centrale. La Cina di Mao quindi fu riconosciuta tra le

grandi potenze e tra quelle che hanno vinto la 2gm. L’unico leader sovietico che verrà estromesso

dal partito che non capiva più il balzo in avanti verso gli Usa era appunto Kruscev che infatti nel 64

fu rimpiazzato da Breznev ex staliniano, ex militare ed ex capo del partito comunista della

Moldavia. I suoi anni sono molto importanti e saranno chiamati anni del socialismo maturo (a scopo

propagandistico), questi saranno anni molto autocelebrativi infatti Breznev non è un letterato ma

viene dal basso però non è carismatico come Kruscev ma fece grandi riforme economiche per

rilanciare l’industria leggera da una parte e dall’altra per sviluppare la macchina militare sovietica.

Sotto di Breznev ci fu un nuovo riaccentramento del potere, al contrario di Kruscev, ma non sono

anni duri come quelli di Stalin perché i dissidenti sono liberi di mostrare il proprio dissenso e non ci

sono purghe o Gulag. Nascono le prime subcultura come i punk, i mod, gli skin, i Beatles, gli

Hooligans, gli Hippie ma dieci anni dopo. Un tempo potevi essere arrestato per questo ma ora con

Breznev, almeno culturalmente, vediamo una certa apertura. Dal 58-59 l’età media che si era alzata

di 10 anni si riabbassa anche fino a 45 anni che sono dati spaventosi e ci sono tassi di alcolismo

assurdi e l’Urss in questo periodo produce moltissimi beni che non servono a nessuno, si domanda e

qualità scarsa come ad esempio libri che non sono venduti come opere di Breznev. Durante questo

periodo ci sono slogan e certificazioni di stato di dati falsi per mentire alle persone e al sistema

stesso sulla situazione del paese che in 20 anni dal punto di vista interno ha molto faticato. Breznev

non tollererà però la devianza della così detta primavera di Praga. Se nel 56 i socialisti europei

vengono scalzati, da Praga tocca ai partiti comunisti occidentali a distaccarsi, tant’è che i comunisti

europei come Berlinguer credono in un terzo blocco comunista europeo. Il breznevismo funzionò

però a livello esterno, sia grazie l’appeacement con gli Usa sia per le guerre con nazioni più piccole.

I diritti umani saranno usati dagli occidentali per criticare l’Urss.

L’olimpiade dell’80 fu l’olimpiade del boicottaggio in cui, in seguito all’invasione russa in

Afghanistan, Usa e molti stati occidentali boicottarono le olimpiadi.

Brescev morì nell’82, il suo successore doveva essere Andropov, che non era stato un militare ma

era capo del Kgb, egli ammise i problemi dell’Urss, come la corruzione e porta avanti un sistema di

forti purghe contro il sistema malato ma la corruzione è un processo endemico e non si rimuove

facilmente. Queste campagne contro la corruzione avevano un fine politico di eliminazione degli

avversari politici: dall’82 all’84 abbiamo l’ex kgb che porta avanti battaglie anticorruzione contro i

loro nemici politici. In Uzbekistan ad esempio, nazione che prendeva dei soldi per del cotone che

non produceva, si utilizza per la prima volta la parola mafia per il caso uzbeco e ci sono condanne a

morte per quasi 50 000 persone. Solo che questo sistema uzbeco funzionava come funzionava in


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e delle relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher basileaas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Perfetti Francesco.

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