Università degli Studi di Napoli
“Federico II”
Dipartimento di Scienze Politiche
“ GLI EQUILIBRI NUCLEARI NEL MONDO
”
POST GUERRA FREDDA
INDICE
Introduzione 1
CAPITOLO I
Il potere nucleare nella geopolitica del mondo
moderno
1.1. Cenni di fisica nucleare 2
1.2. Tipologie di armamenti nucleari 6
1.3. Geografia degli armamenti nucleari e quantità 9
CAPITOLO II
Le dottrine di impiego dell’armamento nucleare:
la teoria MAD
2.1. La Mutua Distruzione Assicurata, la MAD 12
13
2.2. Cenni Storici
2.3. Criticità della teoria MAD 16
2.4 Oltre la guerra fredda: la teoria di impiego odierna 18
3
CAPITOLO III
Analisi del processo globale di disarmo nucleare:
i trattati 20
3.1. Introduzione 23
3.2. I trattati SALT 25
3.3. I trattati START 28
Il trattato NEW START
3.4. CAPITOLO IV
Problematiche relative all'impiego dell'energia
atomica
4.1 Nesso tra impiego civile e militare
29
4.2 Impieghi civili del nucleare
30
4.3 Smantellamento delle testate
32
4.4 Scorie nucleari 35
4.5 Il disarmo USA-URSS 38
4.6 Sicurezza 39
CONCLUSIONI 41
4
BIBLIOGRAFIA 43
SITOGRAFIA 43
DOCUMENTI 44
NOTE TECNICHE 44
Reattori di I e II generazione
Reattori nucleari a gas
Reattori nucleari ad acqua leggera
Filiera RBMK
Filiera BWR
Filiera PWR
Reattori nucleari ad acqua pesante
Filiera PHWR
Principali tipi di reattori di III generazione
Reattori di IV generazione
Reattori autofertilizzanti
Arricchimento dell’ uranio
Plutonio
Massa critica
5
Introduzione
Il lavoro qui presente ha come scopo l'analisi del ruolo del potere nucleare nel mondo
odierno e di come esso influenzi i ruoli degli attori internazionali a livello geopolitico
e geostrategico.
E' indubbio che la deterrenza atomica sia stata la carta fondamentale durante gli anni
della guerra fredda, il conflitto mai scoppiato tra le due superpotenze allora esistenti
(USA e URSS), e abbia garantito la pace, seppur precaria, fra i due blocchi.
La corsa agli armamenti, caratterizzata da ingenti spese economiche, fu l'esplicazione
pratica di tale condizione: nuovi e sempre più potenti ordigni facevano la loro
comparsa, mentre gli arsenali delle due potenze diventavano in grado di distruggere il
mondo decine e decine di volte.
La dottrina MAD, ossia del "pazzo", fece da padrona in quel periodo: si credeva
infatti che la sola minaccia dell'autodistruzione reciproca avrebbe evitato qualsiasi
tipo di attacco nucleare.
Con la caduta del blocco sovietico lo scenario si è notevolmente complicato, passando
da una semplice contrapposizione bipolare ad una sorta di multipolarismo regionale;
la mancanza di controllo sull'arsenale ex-sovietico, il moltiplicarsi dei conflitti
regionali, il rapporto nucleare civile- militare e la minaccia terroristica, sono le chiavi
per comprenderne i cambiamenti.
Oggigiorno infatti, il pericolo nucleare più concreto non è più guidato da USA e
Russia e dalle loro migliaia di testate, bensì dalle nazioni "canaglia" e le loro poche
testate, in grado di scatenare devastanti conflitti locali e rifornire le ben note cellule
terroristiche internazionali. 6
CAPITOLO I
1.1 Cenni di fisica nucleare
Le reazioni atomiche producono energia agendo sul nucleo dell’atomo e
modificandolo. Alla base di tutto vi è la trasformazione di massa in energia, secondo
2
la nota relazione di Einstein E=mc .
Per comprendere perché una parte della massa si trasforma in energia bisogna far
riferimento all’energia di legame (BE) per nucleone degli elementi.
Fig 1.1 grafico mostrante l'energia di legame per nucleone in relazione al
numero atomico dell'elemento Come si
evince dal
grafico
l’energia
di legame
per
nucleone
varia al
variare del numero atomico.
Essendo che in un sistema legato l'energia si mantiene ad un livello inferiore rispetto
agli elementi che lo compongono, la massa del sistema deve essere minore della
somma delle masse dei componenti. Questo è il difetto di massa, ossia la massa in
eccesso al momento del legame si trasforma in energia, secondo la relazione di
Einstein. 2
BE = difetto di massa · c
E ciò è alla base delle reazioni nucleari. 7
Essendo BE l'energia necessaria per rompere il nucleo di un atomo in singoli
nucleoni, si comprende come ad un'energia di legame per nucleone maggiore
corrisponda un atomo più stabile, e quindi meno soggetto a decadimento radioattivo.
Avendo espresso questi concetti si descrivono ora le tipologie di reazioni nucleari,
ossia la fissione e la fusione.
La fissione nucleare
La fissione è la scissione di un nucleo pesante (con un numero atomico elevato, per
esempio uranio o plutonio) in nuclei più leggeri.
Nella fissione nucleare, quando un nucleo di materiale fissile (che produce fissione
con neutroni di qualsiasi energia cinetica) o fissionabile (solo con neutroni di elevata
energia cinetica, detti veloci) assorbe un neutrone, si frammenta producendo due o più
nuclei più piccoli e un numero variabile di nuovi neutroni. Gli isotopi prodotti da tale
reazione sono radioattivi in quanto posseggono un eccesso di neutroni e subiscono
una catena di decadimenti beta fino ad arrivare ad una configurazione stabile. Inoltre
nella fissione vengono prodotti normalmente 2 o 3 neutroni veloci liberi.
I nuovi neutroni prodotti possono venire assorbiti dai nuclei degli atomi di uranio 235
vicini: se ciò avviene possono produrre una nuova fissione del nucleo. Se i neutroni
che danno luogo a nuove fissioni sono uguali o più rispetto a quelli generati dalla
fissione precedente allora si ha una reazione a catena in cui il numero di fissioni è
stabile oppure aumenta esponenzialmente. L’innesco di una reazione a catena
dipende dalla massa critica del combustibile nucleare. La massa critica è dunque
quella minima concentrazione e disposizione di atomi con nuclei fissili per cui la
reazione a catena si autoalimenta in maniera stabile ed il numero complessivo di
neutroni presente nel sistema non varia. Negli ordigni atomici normalmente la massa
del materiale fissile è subcritica. Quando si desidera innescare l’esplosione, basta
cambiare con un esplosivo convenzionale parametri come concentrazione, forma e
temperatura e la massa diventa supercritica.
La fusione nucleare 8
La fusione, quale processo opposto della fissione, è l'unione di nuclei leggeri, come
l'idrogeno, in un nucleo più pesante.
Nella fusione nucleare, i nuclei di due o più atomi vengono compressi tanto da far
prevalere l'Interazione forte (forza nucleare forte) sulla repulsione elettromagnetica,
unendosi tra loro e andando così a generare un nucleo di massa minore della somma
delle masse dei nuclei reagenti nonché, talvolta, uno o più neutroni liberi. La fusione
di elementi fino ai numeri atomici 26 e 28 (ferro e nichel) è esoenergetica, ossia
emette più energia di quanta ne richieda il processo di compressione, oltre è
endoenergetica, cioè assorbe energia (per la costituzione di nuclei atomici più
pesanti).
La forza nucleare forte deve essere vinta per poter innescare la fusione ed ottenere un
nucleo con una massa minore della somma dei due nuclei originari e perciò emanare
grandi quantità di energia. Per vincere la forza nucleare forte, che a brevissime
distanze è molto intensa, è necessaria
una elevatissima energia cinetica
delle particelle da far collidere.
Fig 1.2 grafico mostrante l'intensità della forza nucleare forte rispetto alla
forza elettrica in relazione alla distanza tra i due corpi
La fusione genera molta più energia della fissione poichè, benchè da ogni singolo
atomo di materiale fissile si ricavi più energia rispetto all'unione di due atomi di
idrogeno, a parità di massa utile della bomba gli atomi "reagenti" per la fusione sono
molti di più rispetto a quelli che prendono parte alla fissione: infatti l'idrogeno pesa
molto meno dell'uranio o del plutonio e perciò complessivamente la fusione nucleare
rilascia un'enorme quantità di energia. 9
Fig 1.3 il disegno confronta schematicamente i processi di fissione e fusione
nucleari, con le relative energie prodotte per singola reazione
1.2 Tipologie di armamenti nucleari
Per quanto riguarda i tipi di ordigni nucleari essi possono essere classificati in base al
loro principio di funzionamento nelle seguenti categorie:
– Bomba atomica a fissione (bomba A)
– Bomba termonucleare (bomba H)
– Bomba al neutrone (bomba N)
– Bomba al cobalto (bomba Gamma)
– Armi radiologiche (bombe sporche)
La bomba atomica a fissione (bomba A)
E’ stata la prima bomba nucleare ad essere costruita, sfrutta una reazione di fissione di
uranio o plutonio e può raggiungere potenze variabili da 0,5 kilotoni a 1,5 megatoni,
10
con una soglia critica individuata attorno ai 10 megatoni. Esistono essenzialmente due
tipi di bombe A, classificate in base al loro innesco, effettuato con esplosivo
convenzionale:
La bomba termonucleare (bomba H)
Fig 1.4 tipi di bombe A
La bomba H sfrutta la fusione fra nuclei di deuterio e trizio, riuscendo così a
sprigionare molta più energia: questo tipo di bombe è il più potente in assoluto ed
arriva a sprigionare potenze pari a 100 megatoni.
Il classico tipo di bombe a fusione fu progettato da Teller e Ulam impiegando
un'esplosione a tre stadi (fissione-fusione-fissione)
Fig 1.5 e Fig 1.6 struttura e funzionamento di una bomba H come progettato da
Teller e Ulam 11
La bomba al neutrone (bomba N o enhanced radiation)
Come la bomba H è una bomba a fissione-fusione-fissione ma a differenza di questa è
studiata per sprigionare la maggior parte della sua energia come radiazioni (neutroni
veloci). Lo scopo dell'ordigno è uccidere gli esseri viventi lasciando la maggior
parte delle strutture nemiche intatte. Ha effetto anche contro circuiti elettronici. Si
pensava ad un impiego tattico contro “large tank formations” o per armare missili
anti-ICBM.
Oggi si crede questo tipo di armi nucleari siano state dimesse.
La bomba al cobalto (bomba gamma)
La bomba gamma è una particolare bomba H nella quale, al momento dell'esplosione,
i neutroni prodotti dalla fusione termonucleare si uniscono al cobalto, forte emettitore
di raggi Gamma. Essa può essere definita anche come una bomba termonucleare
sporca, poichè il fallout radioattivo di questa bomba risulta capace di creare danni
elevatissimi su larga scala, con una elevata e persistente contaminazione radioattiva.
Le armi radiologiche (bombe sporche)
Sono chiamate armi radiologiche tutte le armi che sono designate a spargere materiale
radioattivo con l'intento di incapacitare, uccidere e causare danni ad una città o ad una
nazione. Sono conosciute anche come "bombe sporche" poiché non sono vere e
proprie armi nucleari e non hanno lo stesso potenziale distruttivo. Usano invece
esplosivi convenzionali, di potenza anche modesta, per spargere materiale radioattivo,
con il compito di contaminare oggetti e persone. Timore per possibili attacchi di
“terrorismo nucleare”.
Metodi di consegna dell'ordigno atomico
12
Per quanto riguarda l'aspetto fondamentale della consegna dell'arma nucleare sul
bersaglio, si possono avere bombardieri strategici e tattici che sganciano bombe
nucleari per gravità, oppure missili balistici intercontinentali (ICBM) o missili
balistici lanciati da sottomarini (SLBM).
Inoltre sono anche stati sviluppati missili cruise con testata nucleare, ossia missili
dotati di motore ed apparati di navigazione che gli permettono di volare
autonomamente e di percorrere grandi distanze anche a bassa quota.
1.3 Geografia degli armamenti nucleari e quantità
Ad oggi, gli stati con arsenali nucleari dichiarati risultano essere:
– USA
– Russia
– UK
– Francia
– Cina
– India
– Pakistan
– Corea del Nord
Tra questi USA, Russia, UK, Francia e Cina sono stati firmatari del trattato di non
proliferazione nucleare (NPT).
Inoltre lo stato di Israele risulta avere un arsenale nucleare non dichiarato
Interessante è anche considerare gli stati con armi nucleari sotto controllo della
NATO:
– Italia
– Germania 13
– Belgio
– Olanda
– Turchia
La geografia degli stati aventi potenzialità nucleari è riassunta nella seguente cartina,
completata dalla seguente riguardante le esplosioni nucleari dal 1945 ad oggi.
Fig. 1.7 la cartina rappresenta gli stati nel mondo con armamenti nucleari
Legenda azzurro: stati con armi nucleari aderenti al trattato di non proliferazione
rosso: altri stati con armamento nucleare
giallo: Israele, stato con armamento nucleare non dichiarato
blu: stati con armamento nucleare NATO
verde: stati che avevano in passato armi nucleari
14
Fig. 1.8 Esplosioni nucleari nel mondo dal 1945
Quantità di armamenti nucleari
La quantità di armi nucleari a disposizione degli stati è riassunta nella seguente
tabella. 15
Tabella. 1.1 Quantità di armi nucleari nel mondo
CAPITOLO II
Le dottrine di impiego dell'armamento nucleare: la
teoria MAD
2.1. La Mutua Distruzione Assicurata, la MAD
La mutua distruzione assicurata è una dottrina di strategia militare nella quale un uso
su larga scala di armamento di distruzione di massa, quale è ad esempio quello di tipo
nucleare, causa la completa distruzione di entrambi i contendenti impegnati nel
1
conflitto.
La teoria della mutua distruzione assicurata nasce e si integra da quella che è la teoria
della deterrenza, ovvero l’ipotesi per la quale nessuno dei due contendenti abbia la
possibilità di trarre beneficio dall’intraprendere un’azione ostile a causa della
minaccia rappresentata dall’arsenale della controparte.
La teoria della mutua distruzione assicurata si basa sulla considerazione che entrambi
le parti abbiano abbastanza armamento di tipo nucleare per distruggere
completamente l’altra parte, e che quest’ultima se attaccata abbia la concreta
possibilità di compiere rappresaglia con una forza distruttiva pari se non maggiore.
Ciò sfocerebbe in un’escalation che si concluderebbe in una distruzione totale dei due
contendenti.
Diretta conseguenza di questa considerazione è il fatto che quindi nessuno dei
contendenti oserà dare inizio alle ostilità colpendo per prima perché consapevole che
l’altra parte risponderebbe ad una prima avvisaglia in maniera uguale se non
maggiore.
Conseguenza di ciò è che le due parti sono indirizzate verso una politica atta ad
1 Alan J. Parrington, Mutually Assured Destruction, Strategic Doctrine in Question, Airpower Journal,
Washington 1997 16
evitare ogni possibile evento che possa portare ad un confronto armato, convivendo
così in un ambiente estremamente teso ma caratterizzato da un’assenza di conflitti e di
conseguenza la creazione di un ambiente di pace.
Difatti, era ampiamente diffusa la credenza che una guerra nucleare potesse essere
prevenuta se nessuna delle parti potesse avere il dubbio di sopravvivere ad una guerra
nucleare su vasta scala.
Affinché ciò si realizzi è quindi necessario che entrambe le parti mantengano una alta
credibilità nella minaccia che esse rappresentavano, e per fare ciò è necessario un
grande investimento nella ricerca nel campo nucleare, e alla creazione di arsenali
atomici, anche se è chiaro che non c’è l’intenzione reale di servirsene.
Le parti si trovano quindi costrette a creare e mantenere un variegato arsenale
nucleare, costituito non solo dal sistema d’arma primario ma anche da tutto l’apparato
logistico-operativo (bombardieri, sottomarini, missili, sistemi di lancio e guida ecc…)
nonché da un altrettanto variegato efficiente apparato difensivo (aeroplani intercettori,
stazioni radar, batterie antimissile, marina anti-sommergibile ecc…)
2.2. Cenni Storici
Nell’Agosto del 1945, con le due detonazioni nucleari sopra il Giappone, e
nell’Agosto del 1949 con la prima detonazione nucleare sovietica,
ha inizio l’era nucleare.
Ma è solo con l’avvento dei grandi bombardieri nucleari strategici, il Tu-95 e il B36
che rendono le due nazioni capaci di un uso atomico proiettabile che inizia la vera
corsa agli armamenti che porterà all’impiego della dottrina MAD.
La politica d’impiego statunitense allora non era ancora conscia pienamente del
potenziale distruttivo in suo possesso, tantochè il presidente Eisenhover approvò un
piano di attacco nucleare all’Unione Sovietica nel caso che questa avesse invaso
l’Europa, anche senza un uso dell’arma nucleare da parte di questa.
La dottrina MAD diverrà attuale solo dieci anni più tardi, quando oltre al classico
veicolo rappresentato dagli aeromobili, la proiettività dell’armamento nucleare diverrà
17
impiegabile anche tramite missili intercontinentali e sottomarini, creando così le tre
tipologie di attacco nucleare che caratterizzano la MAD.
Queste tre “branche” sono di fondamentale importanza per la dottrina MAD: essendo
variegate, rischierabili e per i sottomarini, invisibili, annullano reciprocamente la
possibilità di spazzare via il potenziale offensivo della controparte tramite un primo
attacco a sorpresa, permettendo così all’attaccato di reagire con altrettanta forza
2
usando i mezzi non intaccati dall’attacco a sorpresa.
La MAD fu esplicitamente dichiarata ne
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