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Storia contemporanea dei paesi arabi

La storia contemporanea di questa regione del mondo inizia all'incirca dall'inizio del XIX secolo, quindi nell'800 fino ai nostri giorni. Questa periodizzazione viene fatta iniziare da alcuni nel 1798, perché è la data della prima invasione europea in questa regione del mondo con la spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto, e sebbene duri solo pochi anni, è simbolicamente la prima invasione militare. È la data che dà inizio al processo delle colonizzazioni europee di questa regione del mondo. Così si fa iniziare la storia contemporanea del mondo arabo dalla colonizzazione fino ai nostri giorni. Sostanzialmente la storia contemporanea è divisa in quattro grandi fasi che tratteremo durante le lezioni:

La definizione del mondo arabo

Il termine "mondo arabo" è usato convenzionalmente per indicare l'insieme dei 22 paesi membri della Lega degli Stati Arabi, la principale istituzione intergovernativa regionale fondata nel 1945, mentre per paesi arabi si intende più specificamente i paesi la cui lingua ufficiale maggioritaria è l'arabo. Tra parentesi vi è la data di adesione alla lega agli stati arabi e in questo elenco ci sono anche dei paesi che non avreste considerato nella lega araba per esempio le Isole Comore, Gibuti o la Somalia ma che invece vi aderiscono e che hanno al loro interno una minoranza arabofona o almeno un collegamento storico con la regione araba. In questo elenco c’è anche la Palestina, che non è uno stato però nel 1974 l’organizzazione per la liberazione della Palestina che è riconosciuta come rappresentante del popolo palestinese aderisce alla lega dei paesi arabi.

  • Algeria* (1962)
  • Arabia Saudita* (1945)
  • Bahrein* (1971)
  • Isole Comore (1993)
  • Gibuti (1977)
  • Giordania* (1945)
  • Egitto* (1945)
  • Emirati Arabi Uniti* (1971)
  • Iraq* (1945)
  • Kuwait* (1961)
  • Libano* (1945)
  • Libia* (1953)
  • Mauritania (1973)
  • Marocco* (1958)
  • Oman* (1971)
  • Palestina° (1974)
  • Qatar* (1971)
  • Somalia (1974)
  • Siria* (1945)
  • Sudan* (1956)
  • Tunisia* (1958)
  • Yemen* (1945)

*= paesi la cui lingua ufficiale e maggioritaria è l'arabo; tra parentesi= data di ingresso nella Lega degli Stati Arabi (fondata 1945); °= non è uno stato sovrano.

Isole Comore, Gibuti, Mauritania e Somalia paesi non di lingua araba maggioritaria; Palestina OLP e oggi definizione più corretta ‘Territori Occupati Palestinesi’.

Abbiamo il nome di un altro insieme regionale che prende il nome di Medio Oriente e Nord Africa che è una definizione un po’ eurocentrica soprattutto in “Medio Oriente”, perché il Medio Oriente rispetto all’Europa è a metà, rispetto ad un Oriente estremo che invece è l’Asia meridionale e l’Asia orientale. Medio Oriente e Nord Africa comprendono paesi arabi ma anche tre stati non arabi (Israele, Turchia e Iran) ma è l'insieme regionale che oggi viene usato di più, quindi per esempio per avere dei dati aggregati sul mondo arabo si fa fatica, spesso troviamo dei dati aggregati alla regione del Medio Oriente e del Nord Africa piuttosto che il mondo arabo di per sé. Infatti:

  • Se parliamo della superficie terrestre occupata da questa regione del mondo vediamo che è il 10%, ci riferiamo però ad una zona più ampia che è il Nord Africa e il Medio Oriente.
  • Se guardiamo solo ai paesi arabi escludendo Israele, Turchia e Iran capiamo che la popolazione dei paesi arabi è il 6% della popolazione mondiale.
  • Altra caratteristica di questa regione, includendo anche Israele, Turchia e Iran, è che ha il 48,9% delle riserve conosciute mondiali di petrolio e questa è un aspetto che già conoscete ma che influenza la storia contemporanea di questa regione a partire dal 1906/1909 con le prime scoperte dei giacimenti di petrolio nell’attuale Iran e Iraq. Da quel momento la storia del petrolio si intreccia con la storia contemporanea della regione e si aggiunge agli altri fattori che la rendono una regione molto rilevante per le potenze di turno, e questa è una delle spiegazioni di quanto l’ingerenza esterna sia stata rilevante per questa regione.

Questione terminologica

Per riferirsi ad alcuni paesi, o gruppi di paesi arabi vengono spesso utilizzati termini geografici diversi: Golfo, Jazira, Levante, Medio Oriente, Maghreb, Mashreq, Nord Africa, Vicino Oriente, Mezzaluna (o Crescente Fertile)… A volte anche con grafie diverse ad es. Mashreq o Machrek; Maghreb o Magreb; Jazira o Jazeera, Medio Oriente o Medioriente e così via; questo perché l’arabo è trascritto diversamente nelle diverse lingue europee e spesso in italiano usiamo la trascrizione inglese o francese oppure quella usata dai media mondiali che diventa ufficiale. Assume significati diversi: in gran parte dei casi, i diversi termini hanno un significato diverso e hanno anche delle implicazioni geografiche, storiche e/o politico-culturali.

Il mondo arabo è diviso in quattro regioni geopolitiche principali:

  • Il Maghreb (l’Occidente nel mondo arabo)
  • La Valle del Nilo (una regione a sé)
  • Il Mashreq (l’Oriente arabo)
  • La Penisola araba

Ciascuna regione comprende delle sotto regioni, quali: la Mezzaluna Fertile, il Corno d’Africa, il Golfo (Persico o Arabo).

Il Maghreb

Maghreb in arabo significa “il luogo dove tramonta il sole”, cioè Occidente; è la regione del mondo arabo nota nelle lingue occidentali come Nord Africa o Africa nord-occidentale; fanno parte del Maghreb 5 paesi arabi: Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia, e Libia. Maghreb in arabo è anche il nome del Marocco che è un paese centrale in questa regione del mondo. Fino agli anni ‘50 Libia e Mauritania non erano considerate parte del Maghreb. Marocco, Tunisia e Algeria sono il nucleo storico della regione. L’Egitto non è compreso nella regione pur facendo parte del Nord Africa.

Il Mashreq

Mashreq in arabo significa “il luogo dove sorge il sole”, cioè Oriente o Levante; in italiano lo definiamo il Vicino Oriente Arabo. Usato genericamente, il termine Mashreq indica in arabo, e talvolta nelle lingue occidentali, tutti i paesi arabi che non fanno parte del Maghreb; è come se il mondo arabo si dividesse in due: da una parte il Nord Africa e il Mashreq dall’Egitto in poi. Usato specificamente nell’uso contemporaneo, Mashreq equivale a Vicino Oriente arabo e comprende: Siria, Iraq, Libano, Palestina, Giordania. Alcune parti del Mashreq sono note con nomi specifici:

  • La Mezzaluna (Crescente) Fertile: è costituita dall’area contigua di terre fertili creata dai grandi sistemi fluviali del mondo arabo, sostanzialmente la zona della Mesopotamia tra il Tigri e l’Eufrate che corrisponde all’attuale Iraq per lo più e in antichità collegata anche alla Valle del Nilo, cioè l’attuale Egitto. Nell’uso contemporaneo il termine esclude l’Egitto. Comprende una zona che va dal Golfo Persico e i due fiumi e calcolate che qui lungo l’Eufrate c’è il confine tra la Siria e l’Iraq, quindi comprende Iraq una parte della Siria fino ad arrivare al Libano.
  • Bilād al-Shām: corrisponde (escludendo l’Iraq, e talvolta il distretto N-E della Siria attuale detto Jazira) alla provincia della Siria in epoca ottomana, la cosiddetta Grande Siria. La Grande Siria ottomana comprendeva i seguenti stati attuali: Siria, Libano, Israele, Territori Occupati Palestinesi, Giordania. Gli abitanti di Damasco in Siria non la chiamano Dimashq ma al-Shām cioè la capitale del Bilād al-Shām (la capitale della grande Siria ottomana).

La Valle del Nilo

Un’altra sotto regione del mondo arabo è la Valle del Nilo, nell’Africa Nordorientale, talvolta viene inserita insieme al Mashreq però si può dire che costituisce una regione a parte che ha dei confini anche ben definiti perché come sapete il fiume Nilo è circondato sia a destra che a sinistra. La regione comprende due tra i più grandi paesi arabi: l’Egitto e il Sudan, il paese più popoloso dovrebbe essere proprio l’Egitto con più di 100 milioni di abitanti. Confina a Sud con la sotto regione del Corno d’Africa che comprende tre paesi aderenti alla lega dei paesi arabi: Somalia, Gibuti e isole Comore.

La Penisola araba

La regione della Penisola araba è anche nota come al-Jazira (o Duwal al-Khalij) che in arabo vuol dire isola ma questa è una penisola. Comprende 7 paesi arabi: Kuwait, Arabia Saudita, Bahrein (isola piccolina), Qatar, Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen. La regione del Golfo arabo (che noi chiamiamo Persico) o al-Khalij comprende gli stessi 7 paesi della penisola araba più l’Iraq che si affaccia anch’esso sul Golfo Persico sebbene il Kuwait occupi gran parte della costa. L’identificazione di Jazira come sotto regione risale al boom petrolifero degli anni ‘70. Questa zona del mondo arabo ha due città sante: Mecca e Medina, centrali per la questione del pellegrinaggio dei musulmani, quindi sono storicamente dalle origini dell’Islam dei centri di commercio, di scambio di idee, di incontro, centri importanti per il mondo Islamico. A parte questi due centri tutta la penisola araba è stata per lungo tempo abbastanza periferica nel mondo arabo per cambiare però radicalmente questo suo ruolo con la scoperta del petrolio e quindi oggi la visione della regione del Golfo è prevalente nel mondo arabo al contrario di quanto non fosse in passato.

Le caratteristiche del mondo arabo: la geografia umana

La geografia umana è quella disciplina che studia i rapporti tra uomo e ambiente, inteso come una formazione indissolubile di elementi naturali, umani e storici in relazione a: struttura geografica, demografica, economica, e socioculturale. La regione araba è una zona molto vasta. Rappresenta il 10% della superficie mondiale con 13 milioni di Km², di cui 10 in Africa e 3 in Asia. È una zona anche molto arida ed è composta da deserto o da ambiente desertico. Quindi abbiamo un insieme regionale che ha una relativa omogeneità da un punto di vista storico culturale, considerato appunto mondo arabo, molto vasto secondo solo alla Russia (17 mln km²). È una regione con confini ben delimitati, poiché dall’Oceano Atlantico (un primo confine ben delineato), si arriva al Golfo Persico, poi i rilievi che costituiscono l’altipiano turco-iranico (una sorta di confine naturale ad Oriente del mondo arabo), a Nord il Mar Mediterraneo, a Sud il deserto del Sahara, la zona del Sahel (ovviamente è un confine naturale anch’esso). La zona del Sahel significa costa è come se fosse un altro mare, non di acqua ma si sabbia che costituisce anche un confine tra regioni diversi: Africa del Nord mediterranea e Africa sub-sahariana. Ovviamente noi sappiamo che storicamente il mar Mediterraneo ha costituito non un confine, ma un mezzo di scambio e di relazioni, ma nell’epoca contemporanea costituisce un confine anche per ciò che riguarda la divisione del mondo tra Paesi del nord, i Paesi europei ricchi e industrializzati e i Paesi del Sud che hanno un’economia politica completamente differente. Sappiamo tutti quanto costituisca un confine per ciò che riguarda le rotte migratorie.

Ecco un’altra mappa che ci fa vedere in rosso scuro le zone facilmente coltivabili, corrispondenti a zone fertili che possono essere irrigate e coltivate più intensamente. Però la maggior parte del mondo arabo (e attenzione questa mappa fa vedere Iran e Turchia) è caratterizzato da deserto o zone agricole, ma le cosiddette Dry farming zone, dove c’è un’agricoltura di tipo arido. I puntini rossi sparsi un po’ in Libia e Algeria sono le oasi che sono in via di sparizione, andando radicalmente a cambiare l’ecologia locale e anche la vita delle popolazioni coinvolte.

Questa mappa rappresenta i sistemi montuosi. Abbiamo già parlato dei sistemi montuosi che interessano gli attuali Iran, Turchia e quindi l’altipiano turco e iranico che fungono da confine naturale. Abbiamo poi la catena montuosa dell’Atlante, la costa della Penisola araba e qualche rilievo interno al deserto.

Da un punto di vista della geografica fisica possiamo dire che il mondo arabo è caratterizzato da:

  • Vastissima estensione ovvero 10% della superficie terrestre con 13 milioni di km²;
  • Confini ben delimitati;
  • Prevalenza di climi aridi e territori desertici che costituiscono più del 50% della superficie totale e questo ha un forte impatto sulla storia di questa regione;
  • Scarsità delle risorse idriche, tema fondamentale dell’attualità e addirittura 18 Paesi arabi su 22 sono già in crisi idrica (calcolata dalla Banca Mondiale come una disponibilità di acqua dolce inferiore ai 1000 m³ all’anno per persona).

Acqua, risorse e consumi nel mondo

L’acqua dolce è utilizzata per lo più nella produzione di cibo, agricoltura e l’allevamento, mentre l’acqua utilizzata per la cura e l’igiene personale è molto poca. Essere in crisi idrica vuol dire arrivare anche a casi estremi in cui manca proprio l’acqua potabile ad alcuni settori della popolazione. Ma questo indica anche che c’è una forte dipendenza alimentare, dato che in mancanza d’acqua i Paesi sono costretti a importare il cibo necessario alla popolazione. Quindi è una forma di importazione d'acqua, dato che la carenza d'acqua porta una crisi alimentare.

Questa è una mappa che indica il rapporto tra risorse e consumi nel mondo e vedete che appunto il mondo arabo è tra le zone che hanno un consumo superiore alle risorse di acqua disponibili. Tra l'altro penso che la situazione sia peggiore di questo e che stia degenerando molto rapidamente a causa del cambiamento climatico che produce siccità anche nelle zone coltivabili del mondo arabo. Ad esempio, in Marocco, nelle zone sono vicine al Mediterraneo e l'oceano Atlantico dove tradizionalmente si praticava un'agricoltura anche abbastanza intensiva, ora queste sono zone soggette a lunghi periodi di siccità che mettono in crisi emendamenti i relativi settori agricoli. Un'altra cosa che sta avvenendo in Egitto è l’innalzamento del livello dell'acqua del Mediterraneo che provoca un’infiltrazione di acqua salata presso la zona del Delta del Nilo che è una zona tradizionalmente di agricoltura iper-intensiva che potrebbe essere messa in pericolo dalla salinizzazione delle falde acquifere, e ciò potrebbe essere un disastro per un paese come l'Egitto, già altamente dipendente da un punto di vista alimentare anche a causa dell’alto numero della popolazione prima più di 100 milioni di abitanti.

Precipitazioni annue

Le precipitazioni in realtà riguardano solo alcune zone della regione araba, ci sono vastissime zone dove le precipitazioni sono praticamente nulle, come nelle zone desertiche. Abbiamo invece delle precipitazioni abbondanti, salvo ultimamente periodi di siccità estesa per le zone che si affacciano sul Mediterraneo che sono magari protette da rilievi montuosi come la catena dell'Atlante in Marocco.

Risorse di acqua dolce

Il mondo arabo oltre ad avere importanti risorse di petrolio che è una materia fossile, conservata spesso al di sotto della superficie desertica, come nel caso della Libia e Algeria, ha anche delle riserve di acqua fossile, contenuta in falde acquifere sotto il deserto. Ora però il fossile sta ad indicare che sono risorse finite che non si autoriproducono. C'è il sistema delle oasi che appunto spesso attingono a queste risorse di acqua fossile però grazie a un consumo eccessivo appunto produrranno poi l'esaurimento e quindi anche la scomparsa delle oasi.

Impianti di dissalazione nella penisola

È un sistema di approvvigionamento di acqua in situazione di crisi idrica, si tratta di dissalare l'acqua marina. Sono dei sistemi che molti paesi hanno messo in atto (tra l'altro Israele all’avanguardia in questo settore), ma sono molto costosi come impianti e producono comunque un'acqua potabile, utilizzabile ma che comunque non è di qualità e per esempio se usate in modo massiccio nell’agricoltura possono portare ad una sterilizzazione del terreno (ha un livello di disabilità più alto dell'acqua potabile dolce). Solo alcuni paesi portano avanti questo tipo di installazioni come i paesi della regione del Golfo. Gli altri paesi invece non possono usare questo tipo di tecnologia poiché troppo costoso e non conveniente, anche perché gli stessi impianti, corrosi dal sale, devono essere rinnovati molto frequentemente.

Altro modo di trovare risorse idriche è stato quello portato avanti dalla Libia durante il periodo di Gheddafi. Il progetto credo sia ancora aperto, anche se è stato stoppato nel 2011 a causa della guerra e della caduta del regime di Gheddafi, vedremo poi se riprenderà. Gheddafi voleva utilizzare i depositi di acqua fossile del deserto e riportarli, con la costruzione di un fiume artificiale, verso la costa dove si concentra la popolazione. Ora, oltre ad essere un progetto faraonico, ha lo svantaggio di essere una risorsa esauribile e anche le oasi del deserto andranno a sparire. Tutti questi sistemi, sia lo spostamento che la desalinizzazione dell’acqua, di fatto non hanno lunga vita.

Paesi arabi in crisi idrica: dal 1990 > Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Israele, Tunisia, Capo Verde, Kenya, Burundi, Algeria, Ruanda, Malawi, Somalia. Dal 1995 > Malta, Gibuti, Barbados, Singapore, Bahrein, Kuwait, Giordania. Dal 2025 > Libia, Oman, Marocco, Egitto, Isole Comore, Sudafrica, Siria, Iran, Etiopia, Haiti.

Demografia

Questa è una mappa generale che indica la densità della popolazione del mondo, quindi il numero di persone per Km². Come vedete più si va verso il viola scuro, più abbiamo una densità elevata. Solo alcuni paesi del mondo arabo che sono in viola come ad esempio...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cereza7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea dei Paesi arabi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Pioppi Daniela.
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