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Storia contemporanea 2012/2013

Lezione 1

L'uomo è l'unico animale cosciente di avere una storia, non si limita al solo vivere ma conserva in sé anche il passato tramite il ricordo e il futuro tramite l'attesa. Studiare la storia significa conoscersi, conoscere il contesto storico, geografico e le fonti.

Contemporaneità: è la terra di nessuno temporale (lo spazio tra due schieramenti opposti). Giudizi storici su avvenimenti contemporanei sono molto difficili; è quasi impossibile avere una storia condivisa da tutti su fatti contemporanei, mentre è molto semplice averne su fatti remoti.

Periodizzazione della contemporaneità

Landes dice che la contemporaneità inizia con la rivoluzione industriale (fine '700, primi '800).

  • Simmel fa iniziare la contemporaneità con la rivoluzione scientifica di fine '800.
  • Chaunu la fa iniziare con la prima guerra mondiale.
  • Nel sistema scolastico convenzionale, invece, con la rivoluzione francese.

Per convenzione parliamo di contemporaneità divisa in prima contemporaneità ('800) e seconda contemporaneità ('900). Si parla di secolo breve perché gli avvenimenti importanti vanno dal 1914 al 1989, mentre l'Ottocento è un secolo lungo (che va dal 1789 al 1913).

20º secolo

È un secolo di guerre, ben 158, angoscia, ideologie forti, campi di concentramento, crisi economica, paura di guerre che possano eliminare l'uomo definitivamente dalla faccia della terra. È un secolo di valori che distrugge la tradizione: è un secolo negativo. Ci sono però anche elementi positivi come la scienza, i vaccini, la tecnica, i diritti umani del 1948, l'emancipazione femminile, la comunicazione (la terra diventa un villaggio globale). Nel 20º secolo c'è la fine della centralità europea e avviene la globalizzazione e mondo.

Secolarizzazione

Il saeculum è la vita terrena scandita dal tempo, mentre il regnum è la vita ultraterrena. L'uomo contemporaneo non crede più nella vita ultraterrena, tutta la sua vita si gioca nei secoli. La secolarizzazione è il processo per il quale l'uomo si convince che il suo destino sia solo nella vita terrena. L'uomo non crede più nella religione ma solo nella politica. Il 20º secolo è il secolo del progresso dove l'uomo realizza il meglio di sé, pensa che il presente sia la luce e in passato il buio. L'errore dell'uomo è credere che il progresso sia lineare, ma invece la storia non lo è. La storia usa due concetti:

  • Evento: avvenimento che si verifica in un periodo breve, ha a che fare con le istituzioni e la politica.
  • Durata: evento il periodo lungo che dura nel tempo, riguarda fenomeni di natura sociale ed economica.

Nel 20º secolo i soggetti storici si moltiplicano e la massa inizia ad agire.

Lezione 2

Formazione e sviluppo dell'opinione pubblica: l'opinione pubblica è il soggetto caratteristico del 20º secolo. Nella storia c'è un cammino dell’uomo da cosa che non vale nulla “res nullius” a cittadino (titolare di diritti).

Carta d'identità dell'europeo

  • Umanesimo greco: la prima traccia d'Europa c'è la danno i greci che introducono un nuovo modo di vedere uomo. L'uomo è un animale razionale e politico. La dignità dell'uomo deriva dalla sua razionalità e non può vivere da solo, è fatto per stare con gli altri.
  • Diritto romano: i romani ci hanno dato le leggi che si basano sulla legge naturale.
  • Cristianesimo: dà all'uomo la dignità e il potenziamento dell'individuo, lo Stato è servitore dell’uomo e non l’uomo servitore dello Stato.
  • Barbari e invasioni: ci hanno dato il criterio di libertà, il guerriero barbaro è un uomo libero. I barbari erano liberi, chiamati Arman.
  • Mentalità capitalista: il mercato è definito da D→M→D come dice Marx (e non più da M→D→M).
  • Rivoluzione scientifica: metodo sperimentale e tecnica.

L'europeo comprende, non gli basta solo conoscere, ma deve anche avere, possedere (cum+prendere).

Opinione pubblica

È la pubblica argomentazione razionale. Habermas è l'autore di “storia dell'opinione pubblica”. L'opinione pubblica è ciò che c'è di differenza tra pubblici e il riferimento a cose pubbliche (deve riguardare lo Stato e la politica).

Mondo greco

Per i greci la città/piazza è l’agorà, luogo di scambio, di incontro e scontro tra persone. Si dice che i greci abbiano inventato la democrazia, in realtà era un'oligarchia ma l'opinione pubblica era comunque molto importante. Platone sosteneva che la democrazia fosse la forma peggiore di Stato. Nel mondo greco nasce però l'ostracismo che è una forma di democrazia in cui l'opinione pubblica è importantissima.

Mondo romano

Mentre il greco è filosofico e spirituale, il romano è pragmatico. Il romano si ritrova nel foro che è il luogo della parola. Rumores: da os ad aures: le voci circolano dalla bocca alle orecchie. Anche Roma non è una democrazia ma l'opinione pubblica è importantissima. I romani chiamano lo Stato Res Pubblica (cosa pubblica che riguarda tutti). Durante l'acclamazione dell'imperatore, l'opinione pubblica era molto importante. La voce del popolo è la voce degli dei, se una cosa è detta da tanti, è vera. Fama popularis: reputazione, per fare fortuna politica a Roma bisognava avere una buona reputazione pubblica perché l'opinione era ormai importantissima.

Mondo medievale

Inizialmente l'opinione pubblica non è molto importante. Nel 10º secolo nascono soprattutto in Italia i comuni dove vi è la cosa pubblica. Il Comune ha una piazza in cui vi sono edifici pubblici e il potere politico. La piazza medievale è diversa da quella pubblica. Il Comune è oligarchico e non democratico ma si è dato delle regole democratiche: è un organismo rappresentativo. Vi sono assemblee come l’arengo per avere il consenso. I comuni alla fine si trasformano in signorie, tutt'altro che democratiche (a Verona tra Montecchi e Capuleti vincono i terzi: gli Scaligeri). Savonarola è un frate domenicano che sosteneva che bisognasse abolire la proprietà privata e la ricchezza. Replica in piazza davanti ai poveri e capisce realmente cosa sia l'opinione pubblica.

Stato moderno assoluto

Alla fine del '500 e l'inizio del '600 nasce lo Stato moderno ovvero la monarchia assoluta: un vero mostro politico. L'uomo, il suddito medio, ora non vale più niente: è un res nullius. Tutti i poteri sono nelle mani del re: il principe è al di sopra della legge. La legge è ciò che vuole. Nella religione cristiana nasce una divisione. Calvino fonda il calvinismo che si diffonde nella classe borghese. Il calvinismo è convinto che l'uomo sia predestinato. Dio ha scelto un destino. La teoria della predestinazione dice che l'uomo nella sua vita deve capire se è predestinato a salvarsi o meno. Come fa? Grazie ai suoi affari e guadagni, se sono positivi o meno. Il calvinismo rivaluta il concetto di lavoro e di guadagno. Essere ricchi non è una colpa ma un merito. Dio dà il potere al popolo e il popolo può deporre o uccidere il re. Il potere ora è del popolo e l'opinione pubblica è importantissima, soprattutto in Inghilterra. Carlo I Stuart viene sconfitto, a Putney si dibatte su cosa fare del re e cosa fare dell'Inghilterra dopo la fine della monarchia. L'opinione pubblica è importantissima tanto che viene anche creato lo “speaker’s corner” dove uno poteva parlare e tutti lo ascoltavano. L'opinione pubblica è sempre esistita a livello formale, ora invece diventa istituzionale.

Illuminismo

È il passaggio fondamentale, il passato è buio, il futuro è luce. Ogni uomo è dentro perché dotato di ragione e gli uomini devono usare la ragione. Gli intellettuali si pongono il compito di diffondere la cultura con “l’enciclopedie des artes et des metieres”. Lo Stato deve prendersi cura dell'educazione e deve migliorare l'opinione pubblica. Lo Stato ha il compito fondamentale: avviene l'esplosione dell'opinione pubblica con i mezzi di comunicazione come giornali e volantini, nascono anche caffè e comizi. Nasce la nazione ovvero un'istituzionalizzazione dell'opinione pubblica. La cosa è negativa perché l'opinione pubblica deve essere libera.

Rivoluzione francese

Nasce la democrazia con la costituzione del 1793 di Robespierre. La democrazia è data da libere elezioni, pluralità di partiti, divisione dei poteri, stato servitore, reciproco controllo dei poteri, con un senso e dissenso. Deve esserci libera formazione di dissenso e consenso. Nascono i partiti e le ideologie politiche e ci si rende conto che ci sono nuovi diritti collettivi: libertà di coscienza, libertà di opinione, stampa e associazione. Importante ruolo hanno: di propaganda di informazione.

Rivoluzione industriale

Nasce la società di massa, il lavoro di massa, lavorano infatti anche donne e bambini consumo di massa, mass media, scuola, educazione, alfabetizzazione.

800

  • Vi sono tre fasi principali: inizialmente vi è una nazionalità negativa (c'è un popolo e una nazione con una propria cultura a cui viene negato il principio di autodeterminazione),
  • successivamente si passa ad una nazionalità affermata (il popolo ottiene finalmente uno Stato, come successe all'Italia nel 1861),
  • infine si arriva al nazionalismo (l'identità culturale di massa, vi è la convinzione che la propria nazione sia la migliore). La nazionalizzazione delle masse consiste nel convincere che tutti gli abitanti di uno Stato appartengono alla stessa nazione. Si dà alla nazione una bandiera, un inno, feste politiche e nazionali. Anche la scuola nazionalizzare le masse.

Guerra fredda

Non vi è più un'opinione nazionale ma un'opinione internazionale formata da due opinioni: a ovest il patto Atlantico e a est il patto di Varsavia; vi è una terza opinione dei paesi non allineati. Le opinioni pubbliche hanno paura e perdono la speranza del futuro, hanno paura di non avere più un futuro. L'opinione pubblica ha bisogno di essere motivata da un nemico, capitalista a ovest e comunista a est. Si delegittima l'avversario. Importanti sono le elezioni del 1961 negli Stati Uniti. Nixon va contro il giovane Kennedy: è il primo conflitto politico e vince proprio il giovane sebbene tutti pensassero il contrario. I nuovi media come la TV diventano di fondamentale importanza per ottenere il successo.

Lezione 3

La Grande Guerra (Prima Guerra Mondiale)

La seconda guerra mondiale fu più grande della prima ma nel parlato la prima guerra rimane “grande” perché rompe la continuità con il passato. È una guerra inaspettata, la gente non era pronta. È un momento di clamorosa discontinuità. È la prima guerra combattuta dai giovani della leva obbligatoria; è la prima guerra combattuta dall'intero paese e non dai soli soldati. La prima guerra è grande perché decide in modo determinante gli avvenimenti del futuro.

Il binomio Stato-nazione

  • Stato: insieme delle strutture istituzionali politiche e amministrative.
  • Nazione: identità culturale e religiosa.

Il nemico del 19º secolo

Nemico interno: nella seconda metà dell'Ottocento si scatena la lotta di classe, capitalisti contro comunisti; tutte le classi però hanno un pericolo pubblico comune che è il pericolo rosso. A Parigi nasce la comune parigina con cui il popolo elegge i propri rappresentanti. Propone un disegno di legge che abolisce la proprietà privata. La borghesia ha paura così la Francia reprime la comune nel sangue. L'Europa ha paura dell'arrivo del socialismo (pericolo rosso) che elimini la proprietà privata.

Nemico esterno: le altre nazioni.

Cause della guerra

  • Corsa agli armamenti: nel periodo di pace l'Europa investe un terzo del proprio profitto nell'acquisto di armi. La guerra di secessione americana è considerata la prima guerra mondiale perché è figlia delle armi costruite nella rivoluzione industriale. È la prima guerra “industriale”.
  • Conflittualità franco-tedesca: i francesi sconfitti lavorano per la rivincita, nasce il movimento revanchista.
  • Alleanze segrete trasversali: 1882 nasce la triplice alleanza (Italia, Germania e Austria), contro la triplice intesa che nasce nel 1907 (Francia, Russia e Inghilterra).
  • Blocchi conservatori al potere: chi ha potere politico-economico determina in modo conservatore le politiche degli Stati interni.
  • Ruolo della borghesia conservatrice: dopo aver ottenuto il potere lo vuole difendere.
  • La nazionalizzazione delle masse
  • Questione balcanica: l'impero turco/ottomano è in crisi, si sta distruggendo. Vi è un rapporto problematico tra Stato e nazione. Inoltre è una grande preda per gli Stati esteri.
  • Espansionismo e colonialismo europeo: non fanno due congressi a Berlino (1878-1885) per stabilire delle imprese sul problema dei Balcani. Al problema risponde Bismark che voleva l'imperialismo a non la guerra, propone il principio di compensazione: ogni nazione si prende un pezzo dell'impero turco/ottomano. L'Inghilterra si prende il Cipro, la Francia la Tunisia, l’Austria l’Erzegovina. All'Italia e alla Germania non viene dato nulla. Il secondo congresso si gioca su scala mondiale, dando la questione dell'Africa e dell'Asia e non più i Balcani.

Mentalità culturale: importante tema della fisiognomica: aspetto fisico dell'uomo modifica la mentalità e il carattere. Detto dal veronese Lombroso e ripreso da De Gobineau. Su questa base vengono formate 5 classi e Devis le gerarchizza: la razza caucasica è la più evoluta, quella negroide è la meno evoluta. Si sviluppa così il razzismo, l'antisemitismo, la xenofobia e la paura della diversità. Un esempio molto importante viene dato dal francese Draifus che nacque in Alsazia ma di origine ebreo. Qualcuno aveva venduto alla Germania i segreti dell'esercito francese ed egli venne incolpato per il semplice motivo di essere ebreo.

Esperienza di massa

Nasce la mobilitazione generale, tutto il paese viene coinvolto nelle guerre, tutto l'apparato industriale del paese deve essere rivolto all'armamento bellico, anche le donne vengono inserite nel ciclo produttivo.

Lezione 4

I fronti della guerra

  • Occidentale: al confine tra Germania e Francia dove si combatte dal 1914 al 1918. Non è una guerra di movimento, ci sono solo piccole conquiste e le piccole perdite alternate, è il fronte con più vittime dove vengono sperimentate le nuove armi, la battaglia più significativa è quella della Somme.
  • Orientale: tra Russia e austro-tedeschi: è il fronte con maggiore mobilità, vasti attacchi e le ritirate profonde, è il fronte più assurdo perché gli austriaci sono i meglio armati, i russi i peggio armati, è il fronte con il maggior numero di disertori.
  • Meridionale: tra l'Italia e l'Austria, poi anche la Germania.

Dal 1917 su tutti e tre fronti hanno gli americani.

Fasi della guerra

  • 1914-1915: si formano i tre fronti, si combatte in Africa e in oriente. Blitzkrieg: guerra lampo di movimento: i tedeschi e gli austriaci invadono la Francia e la Russia, successivamente diventerà una guerra di fronte (stazionaria).
  • 1916: milioni di morti anonimi, si cerca di dare una svolta alla guerra. Viene anche impiegata la fanteria dopo l'artiglieria. Spesso succedeva che l'artiglieria sparava ai suoi stessi soldati a causa di un mal coordinamento. Strafesxpedition: spedizione punitiva. Nei fronti avviene un nulla di fatto, conquiste e le perdite alternate. Nel fronte orientale ci sono i peggiori danni. Offensiva di pace: la gente chiede se sia possibile terminare la guerra. Emergono tre opinioni pubbliche: papa Benedetto XV, i partiti socialisti e comunisti, e Carlo D’Asburgo vogliono la pace.
  • 1917: anno di svolta con l'intervento americano. Il presidente Wilson dichiara guerra a Germania e Austria entrando in guerra a fianco dell'Italia, della Francia e dell'Inghilterra. Prima di entrare in guerra pubblica un documento di 14 punti. Gli americani combattono solo guerre giuste, solo se non c'è altra possibilità e solo perché nel mondo la libertà e i diritti umani.
    • Principio di autodeterminazione dei popoli, ogni popolo può scegliere la propria forma di governo.
    • Libero mercato, nessun vincolo doganale.
    • Libertà dei mari.
    • Niente alleanze segrete.
    • Finita la guerra, l'Europa avrebbe dovuto formare un'associazione regolata dalla diplomazia: le Nazioni Unite.

I soldati non capiscono più per cosa combattono, allora si iniziano a dire bugie: si cerca di convincere i soldati che quando torneranno a casa troveranno terreni loro, avranno meno ore di lavoro e i salari più alti. A Caporetto gli italiani hanno due armate con due generali diversi. Gli austriaci entrano nell'esercito, gli italiani alla mattina si svegliano e si... [il testo si interrompe qui]

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dalpa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Bresadola Giovanni.
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