Storia contemporanea
Non è possibile identificare con precisione il periodo esatto definito dagli storici come "storia contemporanea", perciò in questo corso tratteremo le linee guida dal 1789 al 2000, in particolar modo dalla Rivoluzione Francese alla Seconda Guerra Mondiale.
Egemonia europea nel mondo
L'Europa impone la propria egemonia nel mondo soprattutto nel periodo che va dal 1492 (scoperta dell'America) al 1945 (fine della seconda guerra mondiale). Questa egemonia tuttavia non è lineare ma varia negli anni: dal 42 in poi gli stati europei non solo continuano a combattere tra loro ma iniziano anche ad espandere i propri confini e le proprie conquiste oltre il loro continente, raggiunge infatti l'apice con la suddivisione dell'Africa alla fine dell'800. Precedentemente conquistare questo territorio era quasi impossibile a causa delle malattie come la malaria, al terreno inospitale e ai fiumi quasi impossibili da navigare, tuttavia le nuove scoperte e migliorie tecnologiche ottenute dopo la rivoluzione industriale lo permettono.
Il declino dell'Europa
Nel 1914 inizia il vero e proprio "suicidio" dell'Europa. Le due guerre che la terranno occupata nei seguenti 30 anni finiranno per lasciarla a pezzi e in mano a due potenze extraeuropee: gli USA e l'URSS. Dal 1400 la mentalità europea si basa quasi esclusivamente sulla logica della conquista di nuovi territori al fine dell'arricchimento (al contrario dei paesi asiatici ai quali invece interessa di più intrattenere nuovi rapporti commerciali con paesi già conosciuti).
Le grandi potenze moderne
Le grandi potenze dell'era moderna (500-600-700) sono: Spagna, Portogallo, Inghilterra, Francia e Olanda. Gli altri stati, Italia e Germania compresi, sono ancora troppo frammentati e deboli per poter rappresentare una vera e propria minaccia.
Grandi mutamenti della storia europea
Tre grandi mutamenti della storia europea che hanno tra loro in comune l'intraprendenza e la curiosità umana ci hanno dato inizio all'era moderna:
- La rivoluzione comunal cittadina (11 e 12 secolo): si espande a macchia di leopardo (quindi non dappertutto) in Europa significando una fioritura urbana sia dal punto demografico che economico, commerciale, sociale, politico e artistico. In particolar modo dopo l'anno 1000 avviene una fortissima ripresa economica e si sviluppa il ceto della borghesia mercantile. Al sud Italia tutto ciò non accade, il potere centrale della monarchia è ancora troppo forte.
- La rivoluzione scientifica (500-600): tre grandi nomi (Copernico, Newton e Galilei), le basi del sapere occidentale vengono per la prima volta confutate e ritenute errate, minando così il sapere biblico, sul quale si basavano le due più grandi istituzioni del tempo, la Chiesa e l'Impero (Carlo Magno che si fa incoronare dal Papa).
- La rivoluzione industriale (700): inizia dai nobili facoltosi in Inghilterra, le scoperte e le migliorie della tecnologia che avvengono in questo periodo mettono le basi per la produzione in serie e il consumismo futuro.
Illuminismo e Rivoluzione Francese
Dalla metà del 700 inoltre si sviluppa il fenomeno dell'Illuminismo, cioè una riflessione fatta dal ceto intellettuale francese curioso e voglioso di far fare un passo in avanti all'uso della ragione personale. Ciò che viene messo in discussione è il fatto di prendere alcuni dogmi e idee come certe e ritenerle verità acritiche, lo scopo è quello di diffondere invece la necessità di fare un'analisi critica di questi.
A quel tempo i paesi europei si potevano definire tutto tranne che critici rispetto all'autorità: escludendo l'Olanda, che aveva combattuto a lungo contro il sovrano spagnolo e quindi sviluppato ben poca tolleranza nei confronti dell'assolutismo, tutti gli altri stati erano dominati dalle monarchie assolute. Tutto cambia nel 1789 con l'inizio della Rivoluzione francese.
Motivi della Rivoluzione francese
Tanti erano i motivi che portarono la popolazione a ribellarsi: la condizione climatica, le tasse altissime imposte per supportare la rivoluzione americana a discapito degli inglesi, le enormi differenze economiche e sociali tra i vari ceti, ma soprattutto la diffusione a macchia d'olio dei pensieri illuministi. L'invito a pensare con la propria testa portò a mettere in discussione molte delle decisioni prese arbitrariamente dal re a discapito del popolo, e allora perché sopportare passivamente? Con la riunione del cosiddetto "Terzo Stato" si scatena la vera e propria ribellione.
La presa della Bastiglia
Il famosissimo 14 luglio infatti il popolo parigino riempie le strade e avviene la presa della Bastiglia (avvenimento più simbolico che di concreta utilità in quanto essa conteneva ben pochi prigionieri al tempo). Questo singolo episodio segnò per la prima volta il coinvolgimento delle masse contro il potere e la fine della legittimazione di questo da parte di Dio. Il re tenterà in seguito la fuga, fallendo, e sarà perciò imprigionato e ghigliottinato.
Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
Nell'agosto del 1789 verrà redatta la "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" in 17 punti:
"I rappresentanti del popolo francese costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i diritti naturali, inalienabili e sacri dell’uomo, affinché questa dichiarazione costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro incessantemente i loro diritti e i loro doveri; affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo dal poter essere in ogni istante paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei cittadini, fondati d’ora innanzi su dei principi semplici ed incontestabili, abbiano sempre per risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti. Di conseguenza, l’Assemblea Nazionale riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’Essere Supremo, i seguenti diritti dell’uomo e del cittadino:
- Art. 1 – Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.
- Art. 2 – Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.
- Art. 3 – Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un’autorità che non emani espressamente da essa.
- Art. 4 – La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Tali limiti possono essere determinati solo dalla Legge.
- Art. 5 – La Legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge non può essere impedito, e nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.
- Art. 6 – La Legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella delle loro virtù e dei loro talenti.
- Art. 7 – Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla Legge, e secondo le forme da essa prescritte. Quelli che sollecitano, emanano, eseguono o fanno eseguire degli ordini arbitrari, devono essere puniti; ma ogni cittadino citato o tratto in arresto, in virtù della Legge, deve obbedire immediatamente: opponendo resistenza si rende colpevole.
- Art. 8 – La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una Legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata.
- Art. 9 – Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato dichiarato colpevole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore non necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.
- Art. 10 – Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l’ordine pubblico stabilito dalla Legge.
- Art. 11 – La libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.
- Art. 12 – La garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e non per l’utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata.
- Art. 13 – Per il mantenimento della forza pubblica, e per le spese d’amministrazione, è indispensabile un contributo comune: esso deve essere ugualmente ripartito fra tutti i cittadini in ragione delle loro capacità.
- Art. 14 – Tutti i cittadini hanno il diritto di constatare, da loro stessi o mediante i loro rappresentanti, la necessità del contributo pubblico, di approvarlo liberamente, di controllarne l’impiego e di determinarne la quantità, la ripartizione, la riscossione e la durata.
- Art. 15 – La società ha il diritto di chiedere conto della sua amministrazione ad ogni pubblico funzionario.
- Art. 16 – Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri stabilita, non ha una costituzione.
- Art. 17 – La proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, salvo quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e previo.