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Roma repubblicana, una storia in 40 vite

L'autore afferma di aver scelto di scrivere 40 saggi biografici di personaggi quasi sconosciuti o comunque meno famosi per completare il quadro più noto di personalità ed avvenimenti noti. Le figure femminili scarseggiano a causa di mancanza di documentazioni oltre al fatto che il ruolo delle donne era considerato marginale dagli storici che quindi non ne parlavano molto, ma sono comunque importanti emergendo dall'ombra e gestendo le trame politiche attraverso matrimoni convenienti, la loro capacità di essere abili consigliere di mariti e figli dimostrando così il loro valore oltre che cultura ed intelligenza.

Appio Claudio Cieco

Uomo politico autorevole e influente che rivestì la carica di tribuno militare, edile, pretore, console, censore e dittatore. Divenne censore nel 312 a.C. avviando opere edilizie importanti come la via Appia che collega Roma a Capua iniziando così rapporti commerciali con la parte meridionale della penisola e fece anche il primo acquedotto a Roma. La censura era una magistratura cui avevano accesso solo chi già era stato console, magistratura di una durata di 5 anni e svolta in coppia. Si dimostra arrogante nel suo incarico di censore di revisione dei membri del Senato togliendo uomini capaci e inserendo uomini indegni di quel compito. Arrogante come tutti i membri del suo casato viene definito dalle fonti: si rifiutò di concludere dopo 5 anni il suo incarico e ottenne il mantenimento della censura grazie anche all'appoggio della plebe nonostante fosse Patrizio. Introdusse in Senato i figli di alcuni liberti ma si oppose all'ingresso dei plebei nei collegi sacerdotali. Condusse alcune campagne militari ma inizialmente fu relegato in città come pretore per amministrare la giustizia poi divenne più attivo ottenendo la vittoria contro i sanniti ma con molte perdite per i romani si dice addirittura che alcuni furono colpiti dal fulmine cosa che sarebbe stata manifestazione dell'ostilità degli dei che lo resero quindi cieco. Nonostante la cecità continua a parlare in Senato per una prospettiva di pace con Pirro re dell'Epiro che aveva avviato l'invasione dell'Italia meridionale.

Aulo Gabinio

Fu impegnato nella prima guerra mitridatica sotto Silla. Fu tribuno della plebe nel 67 a.C. e promosse la lex gabinia con cui concessa Pompeo ampi poteri per combattere la pirateria. Ciò sancì l'inizio di un legame tra i due e Pompeo l'ho presa tra i suoi legati nella campagna contro Mitridate fino alla creazione della nuova provincia di Siria; tali imprese valsero a Gabinio l'elezione alla pretura e nel 58 a.C. divenne console. Ottenne il comando provinciale in Siria dove dovette fronteggiare la gestione della regione vicina in cui depose la dinastia degli Asmonei eliminando così un potenziale nemico futuro di Roma. Cicerone lo descrive come un governatore senza scrupoli che infrange i diritti dei provinciali e dei cittadini romani che riscuotono le imposte. Gli fu contestato l'intervento che attuò durante la crisi in Egitto che portò alla deposizione del re alleato di Roma da parte del popolo di Alessandria; quando degli ambasciatori andarono in Senato per chiedere aiuto essi vennero uccisi e ciò sarebbe stato un grave precedente per tutti gli alleati di Roma. A seguito di un evento che presagiva l'ostilità divina e un'interpretazione dei libri sibillini che portò a dire di aiutare l'Egitto senza però l'intervento militare di Roma, Gabinio dalla Siria lanciò un'offensiva contro l'Egitto, rimettendo il re sul trono anche se sembra dietro corruzione del medesimo. Fu accusato di corruzione e abuso di potere di governatore e quindi condannato all'esilio i suoi beni sequestrati per risarcire i guadagni illeciti. Viene però riabilitato nel 49 a.C. con lo scoppio della guerra civile tra Cesare e Pompeo in quanto considerato grande talento militare ed egli nonostante l'antico legame con Pompeo si schierò con Cesare.

Cornelia

Madre di Tiberio e Gaio Gracco eliminati dallo scenario politico romano perché accusato ingiustamente di aver messo a rischio la Repubblica a favore della monarchia; per screditarli dopo la morte si indaga sul loro passato e sulla loro educazione nelle mani della madre anche se ciò avrebbe causato l'ho sicuramente di una figura di rilievo nella nobiltà plebea. Si disse infatti che fu lei a incitare i figli a fare carriera politica, li rese abili oratori grazie alle lezioni di un maestro capace, ma lei si macchia dell'uccisione di Scipione l'Emiliano pur di far avanzare nella politica i figli. Questi altri aneddoti su di lei si diffondono come la storia del presagio che vedeva due serpenti sotto il talamo nuziale di Cornelia e Tiberio Sempronio Gracco; se fosse stato liberato il serpente maschio Tiberio sarebbe morto, se liberata la femmina sarebbe morta Cornelia, e lui si sacrificò perché la moglie poteva ancora offrire figli alla patria. Altro aneddoto riguardava come Cornelia avesse definito i suoi figli i suoi gioielli. Donna dotta che si accompagna uomini di cultura suscitando verso di sé ammirazione.

Fulvia

Proveniente da due gentes antiche e prestigiose, i Fulvii e i Sempronii, fu sposa di Clodio nel 58 a.C. quando egli salì al tribunato. Cicerone la descrive come una donna energica e determinata mascolina nell'aspetto, secondo Plutarco molto ambiziosa caratteristica per cui risulta essere una figura problematica; oggetto della sua ambizione è il marito volendo influenzarlo anche nelle sue funzioni di magistrato. Fu sempre leale a Clodio fino alla sua morte ed ebbe da lui tre figli. Nel giorno del funerale di Clodio il suo corpo fu portato in processione ed esposta nell'atrio della casa nudo così che la folla vedesse le ferite del marito ancora sporco di sangue; ciò scaturì tumulti tali da causare un incendio durante la cremazione del corpo. Sposò in seguito Gaio Scribonio Curione tribuno nel 50 a.C. poco dopo la morte di Clodio. La scelta del secondo marito fu per vantaggi economici nell'unire i loro patrimoni ma egli morì poco dopo le nozze in una campagna militare schierandosi con Cesare contro Pompeo. Fulvia si sposò allora con Marco Antonio eletto il tribunato la cui carriera è in ascesa dopo la morte di Cesare. Fulvia viene descritta come intenta a incoraggiare il marito nelle sue mire all'impero e alle ricchezze. Nel 43 a.C. al Senato dichiara Marco Antonio nemico pubblico: poco prima del voto Fulvia si presentò nel foro implorando clemenza. Ci fu poi una pubblica riconciliazione tra Ottaviano Lepido e Clodio dando vita al secondo triumvirato; alleanza sancita dal matrimonio tra Ottaviano e Clodia figlia di Fulvia e Clodio. Fu ordinata l'uccisione di Cicerone che tanto aveva sparlato di Fulvia e della sua famiglia: Fulvia prese la sua testa mozzata gli strappo la lingua e la infilzò con una spilla per capelli. L'accusa che Cicerone le aveva mosso in vita era di avidità che si concretizza quando alcune matrone le chiesero di togliere la tassa sul lusso fatta dai triumviri ma lei rifiutò; l'inclusione di molti nelle liste di proscrizione fu spiegata dalle mire di ricchezza di Fulvia che voleva impossessarsi dei loro beni. Ottaviano confisca molte terre per creare nuove colonie e Fulvia accolse assieme al fratello di Antonio le proposte di quei piccoli proprietari terrieri formando uno scontro armato contro Ottaviano attraverso la guerra di Perusia ma vinse Ottaviano. Antonio fu costretto a lasciare Cleopatra e tornare per rimproverare la moglie la quale morì poco dopo di malattia.

Gaio Asinio Pollione

Uomo al fianco di Cesare nella guerra civile, scampò alle liste di proscrizione dopo la morte di Cesare. Fece buona carriera militare in politica fu tribuno, pretore e console. Abile oratore e avvocato che nel corso della guerra civile nelle lettere con Cesare cerca di seminare le basi per una riconciliazione con l'avversario Pompeo.

Gaio Fabricio Luscino

Dalle fonti letterarie emerge personalità incorruttibile, esponente della nobiltà plebea. Dopo che Pirro vinse uno scontro contro i romani avendo sentito parlar bene di costruire lo convocò per offrirgli dell'oro e un ruolo di consigliere ma egli rifiutò chiedendo soltanto di liberare alcuni prigionieri romani; egli vuole infatti il bene della comunità e non è interessato alla ricchezza. La sua moralità emerge anche quando è venuto console nel 282 a.C. il medico di Pirro si propone per avvelenare costui in cambio dell'immunità essendo vicino uno scontro militare, ma Fabricio rifiutò avvisando Pirro del pericolo precisando che non sarebbe stato onorevole per i romani vincere slealmente. Pirro con il medico e offrire umani alcuni ostaggi da lui catturati senza alcuna richiesta di riscatto per aprire così un negoziato di pace, ma i Consoli volevano continuare il conflitto e così rilasciarono i loro prigionieri catturati fra i soldati di Pirro in un numero pari agli ostaggi liberati dal re medesimo così da essere pari. Questo esempio di correttezza morale anche in guerra e un topos della storia di Roma tale da dubitare sulla verità delle vicende; il principio del bellum iustum cioè un conflitto condotta in maniera giusta difendibile da uomini e dei per tutti i vari riti per formali. Esemplare di corretto comportamento egli fu console e censore assieme un Patrizio ma essi condivisero la stessa visione politica, durante la censura censì cittadini e si occupò del loro reclutamento nell'esercito ma setacciò tutti i senatori morali e corrotti che possedevano beni di lusso vietati dalle leggi suntuarie. Abile nei rapporti diplomatici importanti per la supremazia di Roma.

Gaio Flaminio

Eletto tribuno della plebe nel 232 a.C. emerse come Homo Novus. Propose che i territori conquistati in Italia centrale ai Galli non passassero ad ager publicus ma fossero spartiti tra cittadini romani privi di proprietà terriere disposti a trasferirsi in cambio di benefici economici ma la nobiltà non accettò poiché la proposta fatta senza approvazione preventiva del Senato. Alla fine le assegnazioni di terre avvennero anche a scopo difensivo e continuarono dopo il suo tribunato. Nel 227 a.C. diventa pretore e in quell'anno il Senato creò un comando provinciale in Sicilia e lo assegna a lui. Divenne console nel 223 a.C. quando più si parlava male della campagna condotta in Italia settentrionale poiché lui e il suo collega furono accusati di aver stretto legame con comunità del luogo per muovere l'attacco contro gli insubri ma nello scontro i comandanti romani fecero tagliare i ponti per evitare fuga dei Galli alleati; inoltre nonostante negativi segni divini proseguì lo scontro e nonostante la vittoria e il bottino non fu accolto al rientro come vincitore poiché empio e noncurante del rischio della comunità nel caso di punizione divina. Ma la sua ascesa politica avanza fino alla censura durante la quale fece la via Flaminia e il circo Flaminio per lo sport, i mercati, le assemblee popolari e le processioni trionfali. Sostenne una legge che limitava il numero di beni che la nave di un senatore poteva trasportare così da escludere dal Senato coloro che avevano commerci marittimi cioè appartenenti all'ordine equestre. Fu console nel 217 a.C. durante lo scontro con Annibale in cui trovò la morte: alcuni evitarono che il cadavere fosse spogliato dall'armatura altri lasciarono che non venisse recuperato e oltraggiato dal nemico.

Gaio Lelio Sapiente

Uomo che nella sua carriera politica fu tribuno della plebe, pretore, console. Amico di Scipione l’Emiliano assieme formarono il circolo degli Scipioni dove esponenti della nobiltà romana accomunati da interessi filosofici e letterari discutevano fra loro. Soprannominato sapiente per la sua moderazione politica e grande cultura, intelligente calmo seppe essere abili a rotore. Completò il cursus honorum I 10 anni e cercò di riequilibrare il divario economico tra ricchi e poveri ma la sua iniziativa non andò a buon fine. Scrisse un elogio funebre per l'amico emiliano trovato morto nel suo letto forse per malattia.

Gaio Marcio Coriolano

Il nome Coriolano dato a seguito della sua vittoria militare a Corioli roccaforte dei Volsci contro cui fu mandato dal console che gli offre di attingere per primo il bottino di guerra ma lui rifiutò volle solo la libertà di un prigioniero volsco cui era legato da un rapporto di ospitalità. Non ha un atteggiamento filo popolare e ritiene che lo stato e la sua guida compete a pochi nobili.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MARGRO171097 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Cecconi Giovanni Alberto.
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