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Il Rinascimento fino al 1630

Transizione dallo stile gotico a quello rinascimentale

La transizione dallo stile gotico a quello rinascimentale, che riflette un nuovo interesse per la cultura e per le arti dell'antica Grecia e di Roma, si verifica con gradualità in Europa. Nell'arte orafa si diffondono i motivi decorativi derivati dall'architettura classica e i soggetti mitologici diventano un'alternativa gradita alle scene bibliche. Questo nuovo stile si manifesta inizialmente nell'arte orafa italiana durante la seconda metà del '400.

Lo stile pittorico naturalista

Lo stile pittorico naturalista che si afferma in questo periodo tende a descrivere in modo particolareggiato lo sfarzo delle gemme indossate sia da donne che da uomini. Verso la fine del '400 le principali città-stato italiane avevano raggiunto un livello elevato di ricchezza e le famiglie principesche manifestavano grande mecenatismo nei confronti delle arti. Si crea quindi un ambiente favorevole per l'opera degli orafi. I nuovi stili si diffondono nel resto d'Europa tramite doni reali e doti.

Gioielli nel '500

In genere sono gli uomini a sfoggiare un maggior numero di gioielli durante la prima parte del '500, mentre nella seconda è il turno delle donne. In Inghilterra, a seguito della promulgazione dell'Atto di Supremazia, Enrico VIII dispone dei tesori confiscati alla Chiesa per finanziare il proprio munifico mecenatismo nei confronti delle arti, e commissiona tra l'altro anche splendidi gioielli. I ritratti lo dipingono con pesanti collari e anelli, il farsetto e le maniche decorati da fermagli ornati da gemme, e una fila di gioielli sul cappello.

Moda in Francia e Spagna

In Francia la moda era ispirata da Francesco I, i cui ritratti testimoniano una simile tendenza all'esibizionismo, con una preferenza però per ornamenti più sottili a barretta, aglet, attaccati ai nastri che chiudono i tagli sull'abito. Nella seconda metà del secolo la corte di Filippo II di Spagna favorisce uno stile più sobrio, con pochi gioielli maschili, mentre in Inghilterra si affermano gioielli sempre più stravaganti.

Diffusione dello stile rinascimentale

In Germania la forte tradizione gotica comincia a vacillare nel 1494 con l'arrivo dei gioielli rinascimentali portati da Bianca Maria Sforza; la reazione è comunque lenta. Una volta adottato il nuovo stile si diffonde rapidamente, e già a metà del '500 le città più ricche attraggono orafi e artisti da tutta l'Europa e diventano i principali centri per la produzione di gioielli. I modelli prodotti nel 1540 circa testimoniano l'abile uso dell'ornamento rinascimentale negli intrecci smaltati e nei castoni conformati di complesse catene, collane e pendenti.

Scoperte e commercio nel Rinascimento

La scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo, nel 1492, aumentò notevolmente la scarsa disponibilità europea di smeraldi che, insieme alle grandi quantità di oro e argento sudamericani, resero la Spagna immensamente ricca. Vasco da Gama scoprì il passaggio per l'India navigando intorno al Capo di Buona Speranza nel 1498; l'India divenne il maggior fornitore di diamanti per tutto il periodo rinascimentale e il nuovo percorso presto soppiantò la via terrestre. I portoghesi rivestirono un ruolo di primo piano nel commercio dei preziosi.

Centri europei di taglio e lucidatura dei diamanti

Per la maggior parte del '500 i principali centri europei di taglio e lucidatura dei diamanti furono Anversa e Parigi. Con il sacco di Anversa del 1585 molti artigiani fuggirono ad Amsterdam, dove istituirono l'arte del taglio dei diamanti. Il taglio più diffuso delle pietre era a tavoletta: le pietre venivano racchiuse in castoni chiusi e il loro riflesso scuro è un elemento tipico. All'inizio del '600 i tagliatori europei inventarono il taglio a rosa, che evidenziava molto meglio lo splendore delle gemme: base piatta e parte superiore a cupola, intagliata con piccole sfaccettature triangolari.

Gemme e gioielli nel Rinascimento

I rubini erano molto apprezzati; anche gli smeraldi e gli zaffiri erano molto usati, mentre le perle continuano a essere le gemme più costose e desiderate. L'arte dell'intaglio dei cammei venne reintrodotta in varie città europee. La produzione di gemme e perle d'imitazione prosperò grazie alle tecniche sempre più sofisticate.

Concetto di "gioielli della Corona"

Il concetto di "gioielli della Corona" emerse durante il Rinascimento e precisamente in Francia, dove nel 1530 Francesco I dichiarò patrimonio nazionale dei re francesi 8 pezzi splendidi. Questa iniziativa fu subito imitata da altri monarchi, dando così origine ai grandi tesori europei. I gioielli non protetti da tali leggi erano considerati alla stregua di contante e rivestirono un ruolo cruciale nelle principali transazioni finanziarie in Europa. Ai gioielli particolarmente importanti venivano attribuiti nomi e gli spostamenti di questi pezzi riconoscibili nel territorio europeo riflettevano spesso le vicende dei loro principeschi proprietari; es. Three Brothers.

Benvenuto Cellini e l'arte orafa

L'orafo più noto è Benvenuto Cellini, che operò a Roma e a Fontainebleau per conto di Francesco I; nessuno dei suoi gioielli è sopravvissuto. Per tutto il '500 l'arte orafa fu considerata tra le più prestigiose – in Italia era normale che anche gli artisti famosi apprendessero l'arte orafa. Questo sodalizio artistico generò un nuovo approccio a quest'arte, volto all'applicazione in miniatura degli standard di precisione e chiarezza richiesti dalla scultura e contribuì alla raffigurazione dei gioielli nei ritratti. Nell'Europa settentrionale questa combinazione artista-orafo era più rara.

Moda delle parure e gioielli rinascimentali

Nella prima metà del secolo si afferma la moda delle parure sia per gli uomini che per le donne. I gioielli indossati dalle dame del primo periodo Tudor erano meno pretenziosi essendo costituiti da sottili pannelli sui quali venivano applicate perle e pietre preziose su file parallele. A tali ornamenti venivano attribuiti nomi diversi a seconda dell'uso: attaccati a un copricapo – biliment, cuciti intorno a un ampio scollo quadrato – square. In genere la parure comprendeva una collana (carcanet) e una lunga cintura; gli altri ornamenti non coordinati venivano sospesi al collo. Verso la metà del '500 scompaiono gli abiti scollati, sostituiti da alti collari che si aprono anteriormente evidenziando l'inizio della gorgiera. Le collane diventano più lunghe e gli ornamenti da applicare sugli abiti tendono a essere disposti sul corsetto e sulle maniche.

Pendenti e gioielli devozionali

I pendenti sono i più apprezzati tra i gioielli rinascimentali e in quest'epoca si realizzano pezzi innovativi di grande creatività, che si indossano sospesi a lunghe catene d'oro o fissati al corsetto. Venivano realizzati in modo da poter essere ammirati da entrambi i lati. I modelli spaziano dalle singole pietre preziose incastonate in elaborate montature d'oro smaltato alle figure in miniatura scolpite nell'oro e decorate con smalti e pietre preziose. I gioielli devozionali rimangono in voga in tutta l'Europa e vanno dai semplici crocifissi ai più complessi pezzi simbolici.

Gioielli simbolici e pezzi ispirati alla mitologia

Nello stesso periodo vengono altresì realizzati pezzi frivoli, ispirati alla mitologia classica o ad animali immaginari e uccelli. Trattandosi di un'epoca di esplorazioni marittime non mancano navi in miniatura, mostri marini, sirene e tritoni. Spesso i pendenti erano costituiti da lettere iniziali o da monogrammi, che talvolta associavano i nomi di due coniugi. L'equivalente devozionale di questi recava le iniziali del monogramma sacro IHS. I profili angolari delle iniziali si adattavano particolarmente bene ai diamanti rettangolari montati uno accanto all'altro per formare le lettere, sormontate da una croce.

Modelli di gioielli e influenze artistiche

L'incisore Hornick pubblicò intorno al 1560 una serie di modelli relativi a gioielli ad arca o tabernacolo, destinati a esercitare una grande influenza nel tardo '500. Il modello era costituito da 1 struttura architettonica d'oro racchiudente una nicchia centrale con una scena figurativa. Intorno al 1590 venne sviluppata da Mignot una forma più delicata di questa forma base.

Ornamenti nell'abbigliamento di corte

Nel '500 l'abbigliamento di corte prevedeva un largo uso di ornamenti che venivano prodotti in grandi quantità per decorare vesti, corsetti, cappelli. Con il declinare della moda delle aperture sugli indumenti, i fermagli e gli aglet divennero puramente ornamentali e si trasformarono in piccoli ciondoli d'oro smaltato o grappoli di pietre applicati a intervalli regolari sulla superficie del corpetto e delle maniche dell'abito. Per tutto il periodo rinascimentale permane l'uso per gli uomini di indossare berretti di velluto, in genere decorati con spille. Tuttavia il gioiello più diffuso, tra quelli applicati ai cappelli, è un medaglione circolare d'oro, decorato con una scena tratta dalla Bibbia o dalla mitologia classica. La maggior parte delle scene prevede figure lavorate ad altorilievo e alcune anche smaltate e ornate con pietre preziose incastonate. Con lo sviluppo dell'incisione dei cammei in Europa si diffonde l'apprezzamento per gli ornamenti da cappello, costituiti da ritratti a cammeo con montature d'oro smaltato. In alternativa le pietre dure incise e l'oro smaltato venivano integrati in modo più complesso nei commessi, nei quali l'immagine si creava integrando i due materiali.

Decorazione degli anelli nel Rinascimento

Durante il Rinascimento la decorazione degli anelli appare molto più sontuosa che in qualsiasi periodo precedente, con vasto uso di pietre preziose o cammei incastonati in montature d'oro finemente scolpite o cesellate alle quali vengono aggiunte ulteriori decorazioni a smalto. Gli interessi scientifici rinascimentali portarono a produrre anelli sui quali si incastonano bussole o meridiane e, con lo sviluppo dell'orologeria, anche orologi in miniatura. Alcuni anelli erano dotati di un vano segreto all'interno del castone che poteva contenere una reliquia o profumo, ma forse anche veleno. Anche gli anelli memento mori contenevano un minuscolo scheletro, nascosto all'interno del castone. Gli anelli gemelli, realizzati con due fasce interconnesse, venivano spesso usati come anelli matrimoniali dato che simboleggiavano l'unione di due persone in matrimonio.

Moda degli orecchini e dei braccialetti

Le nuove mode in tema di copricapo e acconciature sanciscono il ritorno degli orecchini. I ritratti eseguiti alla corte di Elisabetta I ne testimoniano l'uso, e nella maggior parte dei casi si tratta di semplici perle di forma allungata o di gemme a goccia, fissate ai fori dei lobi o sospese all'orecchio mediante un nastro. Gli orecchini in voga nel '600 appaiono più geometrici che figurativi e tendenzialmente di maggiore lunghezza. I braccialetti tornano in auge alla fine del '500, sono spesso indossati a coppie e constano in genere di catene a maglie strette con fermaglio rettangolare smaltato oppure di fili di perle o grani. L'amore per i gioielli di Elisabetta I è leggendario. Molti pezzi provenivano dal padre, alcuni erano doni di ambasciatori stranieri; la regina a sua volta donava gioielli come ricompensa per servizi resi. Emblemi e simboli, in questo caso, rivestono una considerevole importanza.

Smaltatura e nuove tendenze nel gioiello

La difficile tecnica della smaltatura su vetro si sviluppò all'inizio del '600 e venne utilizzata per i supporti delle miniature. Tipica delle prime decadi del '700 è la creazione di motivi con le pietre, riducendo l'importanza dell'oro, limitato alla montatura. Erano in voga gruppi geometrici di pietre oppure file di diamanti a forma di lettera iniziale; la parte posteriore di questi ornamenti era decorata con l'ornamento scuro. Spesso vari piccoli gioielli venivano legati mediante fiocchi ai collari di pizzo inamidato in uso all'epoca. L'uso dei gioielli era meno diffuso tra gli uomini.

Nuovo stile orafo a Parigi

Nel 1620 emerse a Parigi un nuovo stile orafo, più tendente al naturalismo, di cui è tipico il motivo a foglie stilizzate e baccelli di pisello incurvati che veniva utilizzato per decorare superfici piatte. Lo stesso stile venne anche applicato alla realizzazione di stravaganti ornamenti per corpetto e diamanti e aigrette per capelli. Si usavano file di diamanti tagliati a tavoletta per profilare le foglie arricciate e allungate, mentre le nuove pietre con taglio a rosa rappresentavano i fiori.

Dal Barocco alla Rivoluzione francese

Declino dell'influsso spagnolo e ascesa dell'influenza francese

All'inizio del '600 si assiste al declino dell'influsso spagnolo sulla vita delle corti europee e al contemporaneo emergere dell'egemonia stilistica francese. Nel corso del secolo precedente i governanti asburgici spagnoli e austriaci avevano dominato la scena diplomatica e le alleanze da loro strette mediante legami matrimoniali avevano favorito una certa omologazione stilistica dell'abbigliamento e dei gioielli indossati a corte. Durante il regno di Luigi XIII si rafforza invece il ruolo della Francia nelle strategie politiche europee e insieme a tale crescente potenza diplomatica di amplia l'influenza sulle mode e sui comportamenti di corte.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.serani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Liscia Dora.
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