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Il Rinascimento - la stagione delle scoperte

Storia

Le vicende italiane del '400 si inquadrano in un ampio teatro internazionale che vede immani lotte per lo stabilizzarsi delle grandi monarchie europee, le vicissitudini del papato, la fine dell'impero romano d'Oriente. La Guerra dei Cent'anni (1337-1453) vide scontrarsi Francia e Inghilterra, ed ebbe come risultato l'abbandono delle terre francesi da parte degli inglesi e il rafforzamento della monarchia di Carlo VII. Nella Guerra delle due rose (1455-1485) si scontrarono le casate di Lancaster e degli York per disputare il diritto al trono d'Inghilterra; le due fazioni scesero a un compromesso incoronando Enrico VII Tudor. Nel 1520 i regni di Castiglia e d'Aragona furono uniti. Nel 1492 le popolazioni spagnole cacciarono definitivamente gli Arabi dal suolo di Spagna.

Quanto alla Chiesa, nel 1377 papa Gregorio XI riportò la sede apostolica a Roma, tale scelta non fu però condivisa dal clero francese, che elesse un antipapa: Clemente VII. Ebbe così inizio il Grande scisma, che ebbe soluzione solo a conclusione del Concilio di Costanza che elesse pontefice Martino V Colonna. La situazione italiana vide l'affermarsi del libero Comune, poi delle Signorie, in seguito dei Principati e infine si arrivò agli Stati, che continuarono a lottare tra loro, impedendo la formazione di uno Stato unitario. Nel 1454 la Pace di Lodi condusse a una politica di equilibrio. Il '400 è inoltre segnato da un fatto doloroso e funesto: la fine dell'impero romano d'Oriente.

Caratteri generali

Col termine Rinascimento si indica quella straordinaria stagione letteraria, artistica, filosofica e scientifica fiorita in Italia tra '400 e '500. Gli uomini di cultura italiani si sentivano legati con un filo diretto alla grande civiltà classica di cui si ritenevano eredi, e consideravano il Medioevo un periodo di barbarie e decadenza. I caratteri distintivi del Rinascimento furono l'amore e l'interesse per ogni manifestazione culturale del mondo antico e la consapevolezza della centralità dell'uomo, capace di creare e promuovere il proprio destino. L'Umanesimo è lo studio dei testi letterari ai quali si attribuiva la capacità di formare l'interiorità dell'essere umano. In questo periodo riprendono vigore la lingua latina e quella greca. Per le arti figurative, guardare al mondo classico non fu semplice imitazione, ma un modo per creare qualcosa di assolutamente nuovo. L'arte dei greci e dei romani è naturalistica, da ciò consegue che lo scopo dell'arte è l'imitazione della natura o mimesi; una natura che gli uomini indagheranno scientificamente – principale strumento per tale indagine sarà la prospettiva.

La prospettiva

Col termine prospettiva siamo soliti indicare un insieme di proiezioni su un piano di oggetti, tale che quanto è stato disegnato corrisponda agli oggetti reali come noi li vediamo nello spazio. In una prospettiva l'occhio dell'osservatore si chiama “punto di vista” (V), tutte le linee perpendicolari al quadro prospettico convergono in un unico punto detto “punto di fuga” (P), per questo punto passa la “linea dell'orizzonte” (LO). Fu Brunelleschi a scoprire le regole geometriche della rappresentazione prospettica. La prospettiva, basandosi su regole matematiche, costituiva lo strumento tecnico per eccellenza per studiare e indagare la natura. Le lunghe operazioni necessarie per l'esecuzione di una prospettiva per mezzo della costruzione brunelleschiana vennero semplificate e ridotte dall'Alberti. Ma fu soltanto con Piero della Francesca che il Rinascimento ebbe il suo primo trattato di prospettiva interamente illustrato. Alla fine del '400 Da Vinci aggiunse un tocco di vita a questa scienza con la teorizzazione della prospettiva aerea; riuscì a tenere conto delle molteplici variazioni di colore e forma delle cose vedute causate dalla presenza dell'atmosfera. La prospettiva influenzò, infine, anche il disegno architettonico.

Le proporzioni

La riscoperta del mondo classico e lo studio del trattato di architettura di Vitruvio fornirono le basi per una nuova certezza rinascimentale, quella derivante dalla teoria delle proporzioni. Quest'ultima parola indica la corrispondenza di misura fra due o più parti in stretta relazione tra loro. Secondo Vitruvio la natura stessa aveva fatto sì che il corpo dell'uomo fosse ben proporzionato; era logico, pertanto, che anche nella progettazione architettonica ci si attenesse alle simmetrie e ai rapporti esistenti fra le varie parti del corpo umano – a ciò si ispirarono anche gli architetti rinascimentali.

Artisti: le prime intuizioni

  • Filippo Brunelleschi (1377-1446)
  • Lorenzo Ghiberti (1378-1455)
  • Jacopo della Quercia (1371-1438)
  • Donatello (1386-1466)
  • Masaccio (1401-1428)
  • I Della Robbia
  • Michelozzo di Bartolomeo (1396-1472)

Il Rinascimento - la stagione delle esperienze

Artisti: il fervore e le grandi ricerche

  • Leon Battista Alberti (1401-1472)
  • Paolo Uccello (1397-1475)
  • Filippo Lippi (1406-1469)
  • Piero della Francesca (1415-1492)
  • Andrea del Verrocchio (1435-1488)
  • Sandro Botticelli (1445-1510)
  • Filippino Lippi (1457-1504)

Il Rinascimento lontano da Firenze

  • Vincenzo Foppa (1427-1515)
  • Antonello da Messina (1430-1479)
  • Andrea Mantegna (1431-1506)
  • Giovanni Bellini (1430-1516)
  • Pietro Perugino (1445-1523)

Il Rinascimento - la stagione delle certezze

Storia

Il '500 fu il secolo in cui gli Stati italiani persero la loro libertà e l'Italia diventò sempre più teatro di lotte e contese. Nel 1494 Carlo VIII, re di Francia, invadeva il Regno di Napoli. Nel 1499 il Ducato di Milano periva sotto l'occupazione francese; il re Luigi XII si alleava con Ferdinando il Cattolico spartendosi la penisola: alla Francia il ducato di Milano, alla Spagna il Regno di Napoli. Nonostante l'intervento di una lega contro i francesi voluta da papa Giulio II della Rovere nel 1511, Francesco I riuscì a mantenere il milanese, gli Svizzeri occuparono il Canton Ticino e gli Spagnoli tennero il meridione. Nel 1519 Carlo V si trovò a ereditare tutti i domini spagnoli e le Fiandre, quelli degli Asburgo d'Austria e il titolo imperiale; la Francia fu costretta alla guerra. Il drammatico Sacco di Roma nel 1527 non fu che un evento. Gli scontri si protrassero per 40 anni. Nel 1559 la Francia firmò la Pace di Cateau-Cambrésis, riconoscendo definitivamente il predominio spagnolo in Italia.

Durante il pontificato di Leone X le esigenze di rinnovare spiritualmente e moralmente la Chiesa sfociarono nella Riforma protestante. Nel 1517 Martin Luther affisse alle porte della Chiesa d'Ognissanti del Castello di Wittenberg 95 Tesi sulla “vera penitenza”, nelle quali venivano esposte le sue teorie basate su due punti cardine: 1) la libera interpretazione delle Sacre Scritture da parte di ogni singolo uomo, 2) il principio della salvezza per mezzo della sola fede. Leone X e Carlo V condannarono le tesi luterane e iniziarono le guerre di religione. Nel 1555, con la Pace di Augusta, venne riconosciuta la libertà di religione e iniziò il cammino del protestantesimo. In Italia si originarono alcuni ordini religiosi, tra cui i Gesuiti. La vera risposta della Chiesa alla Riforma protestante fu però la Controriforma, che ebbe il suo momento più importante nel Concilio di Trento (1545-1563).

Il '500

Nel 1550 Vasari pubblicava a Firenze le “Vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri”. L'opera è divisa in tre parti, corrispondenti al '300, '400 e '500, e ad ogni età corrisponde una maniera. Nel ribadire che scopo dell'arte è l'imitazione della natura, il Vasari afferma che alla terza età corrisponde una terza maniera, che è quella della perfezione delle arti, fatta dal Da Vinci, Bramante, Raffaello e Michelangelo. Questi uomini incarnarono l'ideale dell'artista completo e universale. Tutto ciò si verifica in un momento in cui la condizione sociale dell'artista stava mutando in meglio, passando da quella di artigiano a quella di intellettuale. La pittura, la scultura e l'architettura si andavano ad allineare alle altre arti liberali.

Il primo ventennio del '500, specie durante il pontificato di Giulio II e Leone X, vede il predominio artistico di Roma. Nel 1527 Roma subì il Sacco, e il Vaticano e le chiese della città furono messe a ferro e fuoco. La città, comunque, riuscì in breve a risollevarsi, e il suo primato va ben oltre l'evento traumatico, questo perché: 1) la presenza di Michelangelo la portava ad essere sempre all'avanguardia e la trasformava in una sorta di città-guida, 2) il Sacco dette l'avvio alla diffusione delle concezioni artistiche e delle conquiste espressive a cui i grandi interpreti della maniera moderna erano pervenuti durante il primo ventennio del secolo a Roma. Gli artisti, infatti, fuggendo da Roma portarono in ogni luogo le loro conoscenze.

Il collezionismo diviene, in questo periodo, un'attività capace di influenzare le scelte classiciste della cultura letteraria e artistica. Le statue delle collezioni papali furono quelle che ebbero una notorietà da superare i secoli; solo la collezione dei Farnese fu in grado di competere in quantità e qualità con quella pontificia. Il '500 è anche il secolo della massima diffusione dell'arte italiana in Europa.

Artisti: la perfezione raggiunta

  • Donato Bramante (1444-1514)
  • Leonardo da Vinci (1452-1519)
  • Raffaello Sanzio (1483-1520)
  • Michelangelo Buonarroti (1475-1564)

L'esperienza veneziana

Dopo la caduta della Repubblica di Firenze (1530) a opera dei Lanzichenecchi dell'imperatore Carlo V, solo la Repubblica di Venezia riesce ancora a conservare la propria autonomia politica. La Serenissima ribadisce la propria diversità, connessa direttamente al suo rapporto privilegiato con il lontano Oriente bizantino, piuttosto che con il più prossimo entroterra continentale. Con l'Europa, Venezia ha iniziato a confrontarsi solo in tempi recenti, dopo che la scoperta dell'America l'ha in parte esclusa dalle nuove rotte atlantiche, costringendola a impostare una politica territoriale più aggressiva. In questo periodo, il ricco ceto borghese veneziano conosce uno dei suoi momenti di maggior splendore economico e politico. A tale situazione di benessere e di stabilità generale fa riscontro l'estrema vivacità degli ambienti intellettuali. Il gusto umanistico del collezionismo, fa convergere negli eleganti salotti di Venezia numerose opere di età classica, di tradizione bizantina e del Rinascimento fiorentino. Nell'ambito di questa raffinata cornice culturale maturano alcune delle personalità artistiche di maggior rilievo del '500 veneto. Essi sviluppano un nuovo modo di percepire la realtà e di riprodurne la prospettiva; questo avviene attraverso il colore, grazie cioè allo studio delle sue possibili giustapposizioni e all'armoniosa graduazione delle sue tonalità.

Artisti: il trionfo del colore

  • Giorgione da Castelfranco (1477-1510)
  • Tiziano Vecellio (1488-1576)
  • Lorenzo Lotto (1480-1557)
  • Sebastiano del Piombo (1485-1547)
  • Il Correggio (1489-1534)

Il Rinascimento – alla ricerca di nuove vie

Artisti: verso il Manierismo

  • Andrea del Sarto (1486-1530)
  • Baldassarre Peruzzi (1481-1536)

Il Manierismo

Con Manierismo indichiamo alcune tendenze dell'arte 500esca, successiva al 1520, diffuse in Italia soprattutto dopo il Sacco di Roma che obbligò numerosi artisti a fuggire dalla città. Un'opera manierista ricerca: la grazia, la licenza della regola, il virtuosismo, la difficoltà, l'inusuale, la bizzarria, l'eccentrico e il capriccio. Per “grazia” il Vasari intende l'eleganza, la dolcezza e la facilità dell'esecuzione che consente di portare a termine un lavoro con grande celerità. La facilità dell'esecuzione dipende dall'esercizio del disegno, dall'aver copiato a lungo e dall'essere perciò capaci di disegnare a memoria. L'eleganza e la dolcezza sono raggiunte ricorrendo a una composizione sinuosa, avvitata e alla rappresentazione di corpi allungati, alla stregua di quanto veniva fatto in età ellenistica. La licenza della regola, cioè l'allontanarsi dalle regole è una conseguenza del “gusto” del singolo artista, che deve basarsi sul giudizio personale. Altre nuove “giuste proporzioni” possono essere date dall'artista stesso, affidandosi solo al suo fiuto.

Artisti: la grande maniera

  • Pontormo (1494-1557)
  • Rosso Fiorentino (1495-1540)
  • Perino del Vaga (1501-1547)
  • Parmigianino (1503-1540)
  • Giulio Romano (1499-1546)
  • Il Sansovino (1486-1570)
  • Benvenuto Cellini (1500-1571)
  • Bartolomeo Ammannati (1511-1592)
  • Giambologna (1529-1608)
  • Il Vignola (1507-1573)
  • Giorgio Vasari (1511-1574)

Arte e Controriforma

Le decisioni prese dal Concilio di Trento furono fondamentali per la chiesa cattolica. Esse, infatti, orientarono per secoli il comportamento del clero e vennero messe in discussione solo dal Concilio Ecumenico Vaticano II. Contro le pretese protestanti il concilio ribadì l'importanza dei sacramenti e quella del

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.serani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Liscia Dora.
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