Gotico internazionale: arte delle corti
Corti europee
I Valois a Parigi, i duchi di Borgogna a Digione, i Visconti a Milano. Ginevra, Saluzzo, Innsbruck, Trento.
Artisti del gotico internazionale
Giacomo Giacquerio
Tipico artista itinerante; era all'interno del ducato sabaudo. Tra il 1400 e il 1450 fu attivo. Viaggia a Ginevra, Torino, Thonon. Presenta i tipici tratti del gotico internazionale: colori limpidi, contrasto tra oggetti lussuosi e pastorali, linea fluente nei panneggi.
Giovannino de' Grassi
Miniatore lombardo. Seconda metà del 300; scultore e architetto. A lui dobbiamo il taccuino dei disegni di Bergamo. Disegni di un nuovo realismo. Dipinti al dettaglio, fino al più piccolo.
Michelino da Besozzo
Pittore e maestro vetraio. Fantasia irrealistica corredata da realismo oggettivo.
Pisanello
Formazione: guardò a Stefano da Verona. Il suo soggiorno romano che dura fino al 1433 cade negli stessi anni in cui a Roma vi erano Donatello, Brunelleschi e Masaccio.
- Visione di Sant'Eustachio [1433-38]: Disegno scuro, molti studi di animali
Umanesimo
Nuove concezioni
- Mondo
- Tempo (non più quello dei campanili, ma quello dell'usura, degli uomini)
- Denaro
- Arte (meno attenzione ai “Giudizi Universali”, più alle “morti naturali”, del singolo)
Ritorno all'antico realizzato grazie alla neonata filologia, l'eredità più grande che quel tempo ci ha dato. L'antico fu la chiave per il realismo nell'arte, la mimesis, l'imitazione della natura secondo giuste proporzioni, la rappresentazione precisa del corpo umano, lo studio scientifico sulla prospettiva (Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Leonardo da Vinci).
Questo porta gli artisti a diventare uomini di scienza, che si sforzano di cercare, di osservare, un esempio su tutti: Leonardo studia l'anatomia umana dissezionando cadaveri.
Filippo Brunelleschi e il concorso del 1401
Viene indetto un concorso a Firenze dall'Arte della Lana per la seconda porta bronzea del Battistero, viene scelto il tema biblico del Sacrificio di Isacco. I due principali contendenti, Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi avevano entrambi circa 20 anni.
Ghiberti: interpretazione idealizzata, serena, statica, miniaturistica, ordinata, né Abramo né Isacco tradiscono emozioni, tutti sembrano aspettare che si compia l'atto voluto da Dio.
Brunelleschi: raro esempio di umanizzazione dell'opera sacra, è energico, radicale, estremo. La veste di Abramo mostra un panneggio decentrato, il che vuol dire che il suo movimento nell'uccidere il figlio è rapido, violento. Isacco teme il padre, è in ginocchio e volge la testa alla parte opposta al padre. (nei servi vi è una citazione dello Spinario).
Opere di Brunelleschi
- Ospedale degli Innocenti: un orfanotrofio, F.B. Torna da Roma con la convinzione di dover costruire in maniera proporzionale, modulare, armonica. La facciata è scandita da un porticato con archi a tutto sesto retti da colonne corinzie la cui distanza costituisce il modulo.
- Sagrestia vecchia di San Lorenzo: Due vani di base quadrata di diversa altezza, accostati. Sopra quello della sagrestia vera e propria vi istalla una cupola a ombrello.
- Chiesa di Santo Spirito: pianta a croce latina, tre navate, sui lati quaranta cappellette di larghezza pari alle campate delle navate. Tutto segue un modulo.
- La rotonda di S. Maria degli Angeli: tempio cristiano ottagonale, tema evidentemente classico. Getta le basi per i futuri edifici rotondi. (cerchio = perfezione del cosmos)
- Cupola di S. Maria del Fiore: progetto rivoluzionario, centine “non provvisorie”, Brunelleschi ne cura TUTTI gli aspetti, costruisce carrucole per portare materiali sia in vetta, sia nell'Arno.
Parole chiave: nuovo architetto, classicismo razionale.
Masaccio (austero umanesimo)
Arriva a Firenze intorno agli anni 20-30 del 400. La sua carriera, benché brevissima, è fulminante. Il periodo più importante è tra il 1424 e il 1428. In questi anni delimita il confine tra chi è in e chi è out, tra chi è innovatore e chi ritardatario, prima di lui solo Giotto aveva determinato un'accelerazione simile; in seguito solo Raffaello, Caravaggio e Picasso. La sua nuova umanità è più vera, ora grave e austera, ora mossa da passioni terrene, sempre protagonista, e si muove nella prospettiva scientifica di Brunelleschi. Formazione artistica: Giotto, Brunelleschi, Donatello e Nanni di Banco.
Collaborazione con Masolino
La collaborazione con Masolino non è di tipo alunno-maestro, ma, nonostante l'età, è la collaborazione di due persone alla pari.
Opere di Masaccio
- Trittico della Madonna in trono e santi, dalla chiesa di San Giovenale a Cascia 1422: prospettiva a unico punto di fuga identificabile nella pavimentazione della scena e nel trono.
- Sant'Anna con la Madonna, il Bambino e Angeli (degli Uffizi) 1424-25: l'iconografia tradizionale voleva S. Anna al centro, così Masolino si incaricò di dipingerla personalmente; il risultato fu l'opposto. L'inserto masaccesco (la Madonna) ruppe il dipinto, e ne diventò il centro focale. È solida, consapevole, immersa in una luce che arriva da sinistra.
- Madonna in trono con Bambino e quattro angeli, 1426: punto di vista prospettico ribassato, la Madonna si avvolge attorno al bambino.
- Crocifissione (dal polittico nella chiesa del Carmine di Pisa) 1426: non v'è paesaggio per non deconcentrare lo spettatore, per lo stesso motivo Cristo ha la testa incavata tra le clavicole (come sarebbe apparsa a uno spettatore del Golgota). La Maddalena, al centro col manto rosso e i capelli biondi, è distrutta.
- La Trinità, chiesa di S. Maria Novella (1426-28): Una novità: vengono ritratti i committenti sulla stessa scala delle figure divine.
- L'adorazione dei Magi (1426): qui Masaccio non vuole realizzare un dogma religioso, ma un evento realmente accaduto. Tutto è incredibilmente reale, i personaggi sono volumetrici, stagliati su un preciso sfondo che termina con le rocce in profondità, anche la stalla è ombrosa, tangibile.
Cappella Brancacci nella Chiesa del Carmine
- La cacciata dei progenitori dal paradiso terrestre (1424-25)
- Resurrezione di Tabita e risanamento dello storpio (chiesa del Carmine, Cappella Brancacci) (1424-25): All'insegna dell'attualizzazione del sacro, qui Masolino aveva messo al centro della composizione due “indicibili giovanottini fiorentini” vestiti alla moda, manco a dirlo, il dipinto sta in piedi solo grazie all'intervento di Masaccio che costruisce alle loro spalle una cittadina rinascimentale piena di luce e percorsa da fiorentini.
- Il tributo (1427) Cappella Brancacci, chiesa del Carmine: san Pietro compare 3 volte. All'incrocio delle diagonali dell'affresco vi è il volto di Cristo. I gesti delle persone attorno a lui, che formano un'esedra circolare, sono molto bilanciati destra-sinistra.
Donatello (1386 – 1466)
Come Brunelleschi e Masaccio ruppe con la tradizione tardogotica. Se nei primi due non vi è la ricerca della soggettività (assolutamente assorbita dal progetto geometrico-prospettico) in Donatello è vessillo.
Il disaccordo di molti storici sulla cronologia delle opere nasce dal fatto che egli non segue una linea retta di sviluppo, la sua poetica si sposta in continuazione verso mete sempre discusse. Non lo si può racchiudere in una definizione, è sfuggente. Descrive stati d'animo. La riscoperta dell'uomo in lui è non solo il recupero di ragioni formali, ma anche la rappresentazione della piscologia individuale.
Opere giovanili di Donatello
- David [1408]: è il primo. Donatello è ancora attaccato a schemi gotici ma non mancano segni di una volontà nuova.
- San Giovanni Evangelista [1409-11]: diventerà un modello per il Mosè di Michelangelo.
- San Giorgio [1417-20]: un santo guerriero. La tradizione gotica appare quasi abbandonata. C'è corrispondenza tra fisico e sentimento: tensione.
- Il profeta Abacuc (detto lo Zuccone) [1423-25]: siamo lontani dall'idealizzante, si mostra come una statua di genere, Abacuc è calvo, il panneggio è ben curato. È realizzato per essere guardato da sotto il campanile dove è collocato (in questo vi è una ripresa del San Luca di Nanni di Banco). Segue il modello classico dell'oratore.
Nanni di Banco
- San Luca [1408-13]
- I Quattro Santi Coronati [1412-16]
- L'assunzione della Vergine e consegna della cintola a S. Tommaso [1414-21]: questo dipinto a tensione ascensionale evidenzia molto bene i retaggi di una tradizione tardogotica ancora presente e le spinte rinascimentali della torsione nel busto della Madonna e negli angeli che nel prendere la mandorla incontrano resistenza.
Da lui Masaccio prende la plasticità delle figure, per gli apostoli del suo “Tributo” si ispira ai “Quattro Santi Coronati”. Donatello trae il principio prospettico dell'Abacuc dal suo “San Luca”.
La tecnica dello stiacciato
Tecnica scultorea che permette di realizzare un rilievo con variazioni minime (talvolta si parla di millimetri) rispetto al fondo. Può essere realizzato sia in rilievo che incavato. Per fornire all'osservatore un'illusione di profondità, lo spessore diminuisce in modo graduale dal primo piano allo sfondo. Questa tecnica è per alcuni aspetti più simile ad un'immagine che alla forma della scultura e quindi si rivela adatta all'applicazione della prospettiva.
Opere di Donatello
- San Giorgio e il drago [1415-17]: Ancora impreciso, buono lo scorcio del protagonista, non altrettanto il porticato sulla destra.
- La consegna delle chiavi a S. Pietro [dopo il 1428?]: stiacciato incredibilmente perfezionato. Per di più, le figure sono masaccesche, forse questo è stato fatto per non turbare l'ordine pittorico della cappella Brancacci.
- Il Banchetto di Erode [1426-25?]: più tecniche, lo stiacciato è utilizzato per le figure sullo sfondo mentre le figure del proscenio sono fuse a bassorilievo per marcarne un più forte distacco rispetto ai piani arretrati. Psicologia: orrore per la testa di S. Giovanni Battista.
- David [1430-40?]: raffigurazione di Mercurio che contempla la testa recisa di Argo. Sembra ispirato all'antico ma vi è un forte aspetto realistico nella sua gioventù quasi effeminata.
- L'Annunciazione [1435 ca]: impianto iconografico trecentesco, concentrazione espressiva classicheggiante. Incrocio degli sguardi nel vuoto del centro della composizione.
- Cantoria [1433-38]: modernità sorprendete, specie se confrontata con la coeva Cantoria di Luca della Robbia. Vivace ricchezza materia, meglio resa nella parte destra, meno nella sinistra dove il ritmo si interrompe e rivela l'intervento degli allievi.
Donatello a Padova
Sono gli anni che lo consacrano come massimo scultore dei suoi tempi.
- Monumento equestre a Erasmo da Narni detto il Gattamelata [1445-50]: nonostante la base a sarcofago, mai vi furono deposte le spoglie. Per farlo occorse l'autorizzazione del senatore veneto. È un monumento in senso moderno, non con scopi funebri, soltanto di celebrazione del defunto. È evidente il riferimento al classico monumento a Marco Aurelio, il ritratto non è fedele ma idealizzato su base di ritratti romani, il Gattamelata è colto nel momento di massimo splendore e forza fisica, guarda fisso davanti a sé.
- Statue e rilievi dell'Altare maggiore della basilica del Santo, in particolare Madonna col Bambino [1446-50]: ricercata ieraticità, statua pensata come frontale. Ieraticità rotta dal panneggio. Le due teste che compaiono sul trono sono sfingi che rimandano alla conoscenza di misteri filosofici. Sullo schienale vi è un rilievo di Adamo ed Eva. La madonna è una seconda Eva, che libera dal peccato.
- Deposizione [1448]
- Storie di sant'Antonio: Presentazione dell'ostia alla mula: Grande spazio architettonico diviso in tre parti, per dare maggiore risonanza all'evento.
- Guarigione del giovane posseduto dall'ira: spazio aperto che preannuncia la scuola di Atene di Raffaello.
Il ritorno a Firenze
Prevale un'accentuata religiosità che spinge le opere a estrema drammaticità.
- Martirio di San Lorenzo [1460-66]: brutalità assoluta.
- Maddalena: angoscia esistenziale, quasi disgregazione fisica della persona.
Politica e società a Firenze
Contesto storico
Nel 1401 Gian Galeazzo Visconti sta per unificare l'intera Italia centro-settentrionale, il maggiore oppositore di questo progetto è Firenze, viene assediata nel 1401 ma Visconti muore prima di poter annetterla. 13 anni più tardi la storia sembra ripetersi, stavolta è Ladislao, re di Napoli, che sta per unificare tutta l'Italia centro-meridionale, ancora una volta il sovrano muore prima di annettere Firenze che; nonostante tutto, dal 1384 al 1421 annette Montepulciano, Pisa, Cortona e infine Livorno.
Firenze nel '400
Firenze aveva il tasso di alfabetizzazione più alto d'Europa, un'economia forte basata sulle corporazioni. Nella seconda metà del '300 aveva attraversato la crisi economica e sociale, la peste, ma era riuscita a risorgere. Era gestita oligarchicamente soltanto dalle 7 Arti Maggiori; tuttavia era un governo all'insegna della norma giuridica e non dell'arbitrio del singolo. Firenze è ricca, politicamente potente, ben governata; anche la cultura in essa trova un ruolo politico e ideologico. Ciò che la differenzia dagli altri borghi italiani rimasti medievali è il continuo moltiplicarsi degli investimenti artistici.
L'ascesa dei Medici
Nel 1433 un uomo degli Albizzi (antagonisti della famiglia Medici) fa esiliare Cosimo de' Medici. Costui era un banchiere e col suo esilio erano partiti molti dei capitali investiti dai cittadini. Le pressioni per il ritorno del banchiere si fecero sempre più forti. Tra i clienti c'era anche Papa Eugenio IV. Ciò segno l'ascesa dei Medici e l'esilio degli Albizzi. Cosimo diventa signore della città in maniera indiretta. Ottiene più successi. Sposta il concilio tra le chiese orientali e occidentali da Ferrara a Firenze; si allea con Milano e firma con la pace di Lodi del 1454 una politica di equilibrio. I Medici e le famiglie a loro vicine diventano i principali committenti di tutto il 400. Tuttavia essendo la famiglia “dominante”, non possono permettere di commissionare opere troppo ardite che potrebbero urtare la suscettibilità dei fiorentini. Per il suo palazzo privato, ad esempio, Cosimo preferisce il progetto di Michelozzo, tradizionalista e discreto, a quello di Brunelleschi, più vistoso.
Urbanistica fiorentina nel '400
Firenze nel 400 ha meno abitanti di quanti ne aveva avuto all'inizio del secolo precedente, avvia quindi un'opera di razionalizzazione del territorio: le strade vengono allargate, raddrizzate, scompaiono le case in legno e compaiono quelle in muratura.
Prime mediazioni tra tardogotico e rinascimento
Valore del rigore prospettico
È illogico ritenere che dopo la lezione di Masaccio tutti quanti diventassero suoi fan. Che valore poteva avere il rigore prospettico per chi amava bearsi dei praticelli verdi di Gentile da Fabriano? Corretto. Anche il fatto che, morto Masaccio, Masolino tenda a dimenticare, è prova che la lezione rinascimentale non era per nulla scontata. Due artisti, importantissimi, svolsero la funzione di mediazione tra i due stili, edulcorando la lezione masaccesca: il pittore Beato Angelico e lo scultore Lorenzo Ghiberti.
Lorenzo Ghiberti
La sua è una mediazione continua tra i due stili, tuttavia mai completata. Pur con molti slanci umanistici, non rinuncia mai al gusto decorativo, tipico del tardogotico. Dalla sua bottega usciranno l'architetto Michelozzo, e i pittori Paolo Uccello e Benozzo Gozzoli.
- San Giovanni Battista [1412-16]: interpretazione flessuosa e decorativa, cosa che non c'è nelle successive due citate. Tra S. Giovanni e le altre due, infatti, c'è Donatello aveva creato altre opere per l'Orsanmichele (S. Marco e S. Giorgio). Dunque meditò a lungo sulla lezione di Donatello.
- San Matteo [1419-22]
- Santo Stefano [1425-28]: è per molti versi già agganciata ai canoni rinascimentali.
- Formelle della Porta del Paradiso (sono 10): se Donatello era stata la lezione per il S. Giovanni Battista, lo ridiventa per le formelle: nonostante Ghiberti non usi lo stiacciato esattamente come Donatello, impara da lui la lezione prospettica.
Beato Angelico
Era un frate domenicano. In lui la questione è diversa. La lezione di Masaccio non è passata inosservata, tuttavia egli scorge in essa i pericoli di una dissacrazione dell'immagine religiosa, inaccettabile.
- La madonna con bambino e santi (Pala di Annalena): per la prima volta un trittico non è composto di un soggetto per parte ma si presenta come una composizione unitaria. Beato Angelico però vela questa innovazione introducendo un fondo oro, è un'iconografia di transizione.
- Madonna e santi, Pala di S. Marco: accentuata la spazialità, niente fondo oro, bosco.
- Deposizione [1440 ca]
Jacopo della Quercia
Scultore senese, nella sua città natale aveva esempi evidentemente gotici: Nicola e Giovanni Pisano. Operò a Firenze, Lucca, Ferrara e Bologna. In lui i paesaggi tradiscono il gusto decorativo, i nudi, al contrario, evidenziano l'ispirazione classica.
- Monumento sepolcrale di Ilaria del Carretto (1406-07): sembrerebbe gotico se non fosse per i putti che sorreggono i festoni, di derivazione classica. In seguito si cimenteranno in questo: Donatello, Michelozzo, Rossellino, Desiderio da Settignano...
La seconda generazione dell'umanesimo
1434. Cosimo de' Medici prende il potere. Masaccio è...
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