Caravaggio, gli esordi e le radici lombarde
Nasce a Milano nel 1571, questo significa che alla fine del '500 c'è una ripresa del vero, un ritorno del vero contro un tipo di linguaggio accademico, che prende il nome di Manierismo. Caravaggio dice di no a un linguaggio troppo intellettualistico che non prende contatto con le cose e con la realtà.
Il tardo '500 significa un riordino, dovuto al Concilio di Trento che dura dal 1545 al 1563, e nasce quando il concilio di Trento è finito a Milano dove vi è un cardinale che sta ristrutturando la chiesa Milanese, Carlo Borromeo. Dove ci sono questi pastori riformatori spesso c'è sempre una modificazione del linguaggio pittorico.
Bacchino Malato, galleria Borghese, Roma
Fino al settecento la storia dell'arte è una sorta di racconto in mano ad aristocratici, medici... Del periodo lombardo di Caravaggio non conosciamo niente, si inizia ad avere notizie di lui dal momento che a vent'anni si trasferisce a Roma. Questo quadro risale al 1592 circa. Giovanni Baglione e Giovanni Pietro Bellori sono i primi biografi di Caravaggio. Polidoro da Caravaggio era un conterraneo di Michelangelo Merisi.
Bellori ci spiega il nome con cui Caravaggio passa nei manuali, dice che lavora come muratore e mette l'accento sulla calce che Caravaggio usa; Bellori era uno che amava i libri, aveva colloqui con letterati, era amico di Poussin. Bellori nel suo libro La natura e l'idea sostiene che lui sta dalla parte dall'idele. Questo "schido della calce" esplicita il suo disprezzo per la manualità. Questo chiarisce il ruolo degli artisti nella società, quindi dal punto di vista sociologico. L'artista è sempre al di sotto del letterato perché rimane attaccato alla manualità, secondo Bellori.
Caravaggio comincia eseguendo dei ritratti; il ritratto comporta una attenzione i confronti di un dato reale. La pittura di ritratto parte in generale da un modello concreto. Bellori definisce Caravaggio di ingegno "torbido e contenzioso", quindi una mente tortuosa e un uomo portato alle liti. Bellori non ammira Caravaggio dal punto di vista della persona.
A causa di questo carattere Caravaggio deve scappare da Milano e si trasferisce prima a Venezia e poi a Roma. Milano era un dominio spagnolo e quindi per scappare si trasferisce nei territori della Serenissima. Questo andare a Venezia è stato contestato da altri critici, perché non è suffragato da documenti. Secondo Longhi da quello che si può vedere nelle opere non è necessario immaginare che lui sia andato a Venezia.
Il Bacchino Malato sembra un convalescente, c'è un certo pallore nel volto. Quest'opera è stato spesso messo in correlazione ad un periodo di malattia dell'autore stesso. Questo di sicuro è un autoritratto di Caravaggio. I primi passi di Caravaggio a Roma sono stati difficili, era senza casa e senza denaro. Eseguiva dei piccoli lavori. Il Bacchino Malato sarebbe una sorta di specchio di questa situazione di Caravaggio nel primo periodo del suo soggiorno a Roma.
Giovanni Baglione era un pittore rivale di Caravaggio e fornisce una descrizione del Bacchino Malato. Questo dipinto viene eseguito da Caravaggio nel momento in cui decide di vivere da solo. È un autoritratto probabilmente eseguito davanti a uno specchio, questo quadro ha una struttura molto semplificata. C'è un tavolo di pietra dove sopra vi è una piccola natura morta, un grappolo di uva è tenuto in mano da Bacco ed ha in testa una corona di edera. Vi è una estrema semplificazione compativa, tutto è ridotto all'essenziale, il volto di Bacco sembra in procinto di parlare. Caravaggio pone un'attenzione estrema alla fisiognomica. L'uva bianca ha degli acini appassiti che si intravedono. Queste nature morte di Caravaggio sono sempre un po' corrotte, appassite, transeunte. Il maestro di Caravaggio è Simone Peterzano.
Venere dormiente con satiri, di Simone Peterzano
È una Venere perché è affiancata da Cupido. Peterzano era allievo di Tiziano. Infatti, nelle sue opere il nudo femminile, la vivacità dei colori, il paesaggio della radura, il cielo striato all'orizzonte sono caratteristici della pittura veneta. Vi sono delle analogie tra il Bacchino Malato di Caravaggio e la Venere di Peterzano. Queste anatomie presenti in Peterzano portano a Caravaggio. Peterzano non era maestro di poco conto.
L'Arianna addormentata di Peterzano, scultura. La posa del braccio della Venere è ricalcata sull'Arianna addormentata. Questo Bacchino Malato ci va vedere la cultura visiva di Caravaggio. Uno dei grandi dibattiti sulle grandi opere giovanili di Caravaggio è sul piano del significato. Vi è un significato iconologico. Come mai Caravaggio mette l'edera in testa al Bacco invece della vite, è un problema iconologico che riguarda la maggiore parte delle opere giovanili di Caravaggio.
Secondo Calvesi questo Bacco sarebbe un Cristo e Caravaggio si sarebbe voluto mostrare come un Cristo dove l'uva bianca rappresenta la vita e quella nera la morte. Per Argan questo Bacco sarebbe un poeta perché l'edera essendo una pianta resistente simboleggia l'eternità, quindi il poeta elegiaco che eterna quello che racconta.
Ritratto di Caravaggio
Foglio di Ottavio Leoni eseguito nel 1620, dieci anni dopo la morte di Caravaggio. Leoni era un amico di Caravaggio. Questo ritratto ci ricorda un ritratto scritto di Caravaggio fatto da Giovan Pietro Bellori che forse conosceva questo disegno. Spiega la pittura nera di Caravaggio con il suo aspetto fisico. A un certo punto l'arte e la vita in Caravaggio si intrecciano. Non bisogna credere a questa affermazione di Bellori.
Ritratto di Carlo Borromeo, di Simone Peterzano
I ritratti fatti quando Borromeo era vivo sono rarissimi, abbiamo quasi solamente dei ritratti eseguiti dopo la sua morte. Questo perché anche Carlo Borromeo sosteneva che farsi fare dei ritratti sollecitano la vanità. Questo è un ritratto di Carlo Borromeo eseguito quando era ancora in vita. In questo ritratto è stata utilizzata la tecnica dello "spolvero" che serviva per passare il disegno preparatorio sulla tela. Questo mostra un aspetto di Simone Peterzano, una passione per il ritratto, un aderire al dato reale, essere anti accademici. Questo volto è informale, e reso con molta immediatezza, il tratto è rapido e le forme del viso appaiono anche irregolari in alcuni aspetti.
Giovane con canestro di frutta, Galleria Borghese, Roma
Come nel Bacchino Malato vi è un'anatomia risentita. Il contrasto tra luce e ombra fa risaltare i contorni in maniera molto concreta. Il fanciullo sembra in procinto di parlare. Si è immaginato che Caravaggio per quest'opera sia partito da un ritratto. Caravaggio dà la stessa importanza alla figura e alla natura morta. La luce piove dall'alto lasciando questa diagonale di luce e ombra che attraversa il fondo. Caravaggio ha la capacità di creare spazio con pochi elementi. Tema della "vanitas" che accompagna il tema della natura morta. La frutta già decomposta fa sentire che tutto si compone e passa, tutto è destinato a perire, è un ammonimento che anche la giovinezza è minacciata dalla morte.
Sono molto evidenti nelle opere di Caravaggio le sue origini lombarde. Caravaggio è all'interno del dibattito tra centro (Roma) e periferia (Nord Italia). È uno dei grandi dibattiti degli anni '80 del Novecento, in questo dibattito si è voluto collocare il trasferimento di Caravaggio.
Vincenzo Campi, Fanciullo con cesta
Il rapporto tra animali nella cesta e il fanciullo può avere portato a quel rapporto tra figura e natura che è presente in Caravaggio. Dalla risata del bambino emergono le ricerche sulla fisiognomica eseguite da Leonardo che inventò il ritratto psicologico, e che arrivò a quella antologia di espressioni del volto umano. Vincenzo Campi sperimenta gli affetti.
Fanciullo che monda una pera
È una copia di un quadro di Caravaggio. La differenza tra autografo e copia è difficile da definire. Appartiene al repertorio delle mezze figure giovanili dell'artista. Il ragazzo è impegnato in un atto molto utile, sbucciarsi una pera.
La fruttivendola, Vincenzo Campi, Monaco di Baviera
È una figura molto bella, ha una struttura armonica nello spazio, dietro la fruttivendola c'è la raccolta dei frutti. Qui siamo alla preistoria della natura morta italiana. Il piatto di more, molto tenere che sporcano il piatto bianco. La fruttivendola tiene in grembo la bilancia e mette in mostra le merci per venderle. Dipingere venditori di verdura o polli era a queste date (anni '80 del '500) era una innovazione. La figura risente dei dodici figurativi della maniera e la frutta e verdura sono descritte con grande attenzione. In questa opera in mezzo alla frutta e verdura non c'entra il giglio, che allude a qualcosa d'altro. La figura è stereotipata i codici della maniera, sono le figure di repertorio. La fruttivendola sta sbucciando una mela o una pesca, sta sbucciando un frutto e questo gesto funziona nella mente di Caravaggio.
Il ragazzo morso dal ramarro
Versione della National Gallery di Londra e Versione della Fondazione Longhi a Firenze. Per i critici si pone il problema dell'autografia di queste opere. Negli studi Caravaggeschi questo problema è posto frequentemente. Il discorso si basava sul fatto che Caravaggio non eseguiva repliche perché questo avrebbe comportato non guardare il vero quindi precluso a un artista di Caravaggio. C'è chi sostiene che entrambe siano copie di una originale perduta, che solo una delle due sia autografa, che entrambe siano autografe. C'è una luce radente, non è di profilo ma il corpo è messo in diagonale nel ritratto, una mano si ritrae e l'altra è nel gesto dello stupore e della meraviglia. Baglione dice che il ragazzo sembra quasi stridere dal dolore del dito punto. La finestra è riflessa sul vaso di cristallo e nell'acqua. Questi studi Caravaggio li recupera da Leonardo. Questa pittura si stacca dalla letteratura e viene legarsi alla scienza cercando delle verifiche guardando la verità delle cose. Rappresentare il ragazzo con questa rosa sui capelli ha fatto molto discutere sulla omosessualità. Si vedono delle ricerche abbastanza intellettualistiche da parte di Caravaggio, e quello che vediamo contrasta con quello che le fonti ci narrano sulla figura di Caravaggio.
Sofonisba Anguissola, Museo di Capodimonte, due bambini
Il bambino è morso da un gambero e piange. Tommaso Cavalieri era amico di Caravaggio e scrive a quest'ultimo. Questo ritratto è stato mandato da Sofonisba a Caravaggio. Questo disegno è del periodo cremonese prima del 1559, quindi è datato 1555, molto prima di Caravaggio. Al fanciullo morso dal ramarro mancano quarant'anni. Sofonisba usa un segno molto morbido, si vede che riprende gli studi di fisiognomica di Leonardo. Il fatto che siano disegni e non dipinti rende la rappresentazione più libera. Di questo disegno ne parlerà anche Giorgio Vasari. Sofonisba è la prima donna pittrice.
Vincenzo Campi, i pescivendoli, 1578
Il bambino è morso dal gambero e piange. Campi si muove tra Cremona e Milano. Era stato comprato da uno dei più grandi banchieri del Cinquecento. Per avere un ciclo o una serie le opere devono avere le stesse dimensioni. Questa serie di cinque quadri è sempre rimasta nella sua collocazione originale. Rappresentano tutti una vita quotidiana di tutti i giorni, i mondi dei mestieri. In questo vediamo una famiglia di pescivendoli e una serie di pesci in varie ceste, sullo sfondo dei pescatori.
Nel Cinquecento sono quando innovativi perché danno un largo spazio alla natura morta perché rappresentano dei mestieri umili che prima non erano mai stati rappresentati. È una ripresa dal mondo antico. Prima non c'erano dipinti che in modo sistematico si occupassero di questi temi. Nel mondo antico romano c'erano rappresentazioni di questo genere. Plinio il Vecchio ci scrive di questo pittore che si chiama Pireico che aveva una pittura che veniva chiamata Riaprografia, cioè pittura di cose umili. Questo desiderio di rappresentare il mondo popolare ha anche radici antiche umanistiche classiche. Plinio il Vecchio era molto letto nel Cinquecento, la sua storia era nota. Quindi questo tipo di pittura viene mobilitata dagli antichi. Questo tipo di pittura si chiama Pittura Di Genere perché fa riferimento a una classificazione dall'alto al basso dei soggetti e dei generi. Al punto più alto c'è la pittura di Storia (prevalentemente storia sacra). La reputazione di un artista è molto legata al soggetto rappresentato.
In una gerarchia variabile gli altri generi sono il ritratto, il paesaggio, la natura morta. La pittura di Genere raccoglie questi temi che non rientravano nelle categorie tradizionali. Sono quadri grandi. Per avere una serie bisogna avere un progetto iconografico. Si tratta di quadri della stessa misura nella quale in questa serie forse non c'è un progetto iconografico.
Il ciclo di Brera di Vincenzo Campi
La prima citazione di questo ciclo avviene nel 1611. A quella data erano a casa dell'artista, erano tenuti dalla vedova. Erano rimasti in bottega come modelli da cui l'artista traeva degli spunti per fare altri quadri. La natura morta in Campi richiama una caratteristica della fine del '500, il fatto di trovarsi in una fase pre-scientifica. L'intento è di classificare tutto. Questa classificazione all'infinito si vede anche nelle sue nature morte. È una classificazione di tutto quello che il pittore si trova davanti.
A Bologna Bartolomeo Passerotti richiama lo stesso tema, un uomo è morso da un luccio. C'era un travaso di idee tra Cremona e Bologna. Caravaggio scendendo per Roma era passato per Bologna, dove c'era una cultura simile a quella di Vincenzo Campi. Annibale Carracci anche lui andrà a Roma, mentre Caravaggio punta verso la realtà Raffaello torna al classicismo. Il loro avviarsi è simile nonostante in futuro prenderanno strade diverse. Per i Carracci si parla di riforma naturalistica, per Caravaggio si parla di rivoluzione. Mentre i Carracci assorbono la tradizione, Caravaggio cerca di rompere con la tradizione cercando un linguaggio nuovo.
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