MICHELANGELO (1475-1564)
Rivoluziona il modo di fare architettura degli architetti precedenti, che si basavano sul
proporzionamento armonico. Secondo lui non bisogna avere il compasso in mano ma negli occhi, nel
senso che non serve basare gli edifici su regole matematiche e geometriche, quello che conta alla fine
come l’opera appare agli occhi e quello che vede l’occhio. Influisce sulla generazione successiva di
architetti che non useranno mai più il proporzionamento armonico.
l’architettura archeologica,
Rifiuta rifiuta di copiare dagli edifici dagli antichi e approfondisce di poco lo
all’inizio quando riceve
studio di Vitruvio, soprattutto i suoi primi incarichi di architettura.
Ammira Brunelleschi per la sua architettura innovativa, che utilizzava elementi classici in modo
originale adottando soluzioni nuove, e per la serializzazione, ossia usare gli ordini antichi per avere
una stessa base e capitello in tutto l’edificio, e non come
tutti gli elementi strutturali identici, con
nell’architettura gotica in cui ogni capitello era diverso dall’altro. Brunelleschi non aveva studiato
Vitruvio, ancora sconosciuto al suo tempo, e non conosceva i giusti proporzionamenti degli ordini, o i
capitelli canonici. Impara come sono fatti gli ordini antichi (in modo approssimativo) dagli edifici antichi
romani sparsi per la Toscana.
Michelangelo vuole sperimentare nuove tecniche, mentre fino ad ora gli architetti usavano le stesse
tecniche elementari.
Formazione di Michelangelo: da pittore presso il Ghirlandaio.
Durante la sua vita cerca di apprendere sempre tecniche nuove, che impara da amici e altri artisti: una
persona a cui si rivolge e con cui ha un rapporto stretto è Giuliano Da Sangallo, architetto di Lorenzo il
Magnifico, anche lui formatosi come pittore, e che aveva studiato gli edifici antichi romani e conosceva
bene Roma e le tecniche romane, diverse da quelle fiorentine: a Firenze si usano i mattoni, mentre a
dall’antica Roma e lungo tutto
Roma era rimasto tradizionale, il medioevo, il conglomerato cementizio.
Il padre di Michelangelo era contrario al lavoro di Michelangelo, che considerava umile per l’origine
nobile che secondo lui la famiglia aveva, in un contesto in cui pittura scultura e architettura erano
arti manuali e non al pari delle arti liberali, tipiche dell’uomo libero.
considerate
SCUOLA DI SCULTURA DI LORENZO IL MAGNIFICO
1489: viene aperta una scuola di scultura aperta da Lorenzo il Magnifico, per formare una classe di
nello stile “barbaro”
scultori che scolpissero alla maniera degli scultori antichi e non del medioevo.
Chiama a dirigerla Bertoldo Di Giovanni, scultore molto anziano e uno dei pochi che erano rimasti in
città, che era stato assistente di Donatello. Michelangelo viene ammesso alla scuola a 15 anni.
Alcune delle sue prime opere
- Bassorilievo con la tecnica dello Stiacciato (tecnica usata anche da Donatello)
- Battaglia dei Centauri (simile a una battaglia del maestro, che si ispira agli altorilievi romani)
- Testa di Satiro
- Cupido dormiente (scultura oggi scomparsa) che riscuote molto successo. Lorenzino De Medici, un
amico di Michelangelo, lo sporca di terra in modo da fingere che fosse una statura romana ritrovata in
uno scavo, e lo vende ai collezionisti. Lo compra il cardinale Gerolamo Rial della Rovere (quello che si
era fatto costruire il palazzo della cancelleria, col cortile interno usato per fare rappresentazioni).
Quando scopre che non è un’opera antica, richiede i soldi indietro ed esige che Michelangelo venga a
Roma per fargli una statua: un Bacco, da mettere al centro del cortile. Michelangelo propone una
statua fatta da un blocco di marmo di carrara che non aveva scelto personalmente, ma che aveva
trovato usato in città. La statua viene rifiutata, il motivo è forse perché nel viso il marmo ha delle
che il marmo ha rilevato durante la lavorazione e che non c’erano in superficie.
macchie
Questo evento impatta Michelangelo profondamente: da qui in poi Michelangelo sceglierà sempre
personalmente i blocchi di marmo, recandosi in cava, e mettendo un marchio sui blocchi da lui scelti in
modo che nessuna possa imbrogliarlo e sostituire i pezzi.
Scalpellini (di intaglio) di Settignano: Michelangelo cresce a Settignano perché viene dato a balia, e da
cui entra in contatto con gli scalpellini, da cui impara la tecnica, e con cui mantiene i rapporti per tutta
la sua vita perché si fida di loro.
PIETA’ VATICANA
Pietà Vaticana: viene commissionata da parte de cardinale francese di Saint Denis, una statua da
mettere nella cappella dove sarebbe stato sepolto di Santa Petronilla (anche rotonda di S. Petronilla, o
Pietro ed è stata sostituita dall’abside sinistro. In
cappella del re di Francia) che era nella vecchia S.
questa cappella compravano la tomba i cardinali francesi ed era soprannominata per questo cappella
col quale si indica ancora l’abside sinistro di s. Pietro. Questa è l’unica statua
del re di Francia,
di Michelangelo, il motivo era perché l’ambiente in cui sarebbe stata collocata era
lucidata anche l’unica statua firmata di
scarsamente illuminato, e aveva bisogno di riflettere la luce. È
Michelangelo (Michelangelus-Bonarotus-Florentinus-Facibat): il faciebat è una finezza, perché è un
mentre chiunque al tempo avrebbe usato il passato remoto. Significa che c’era
latino molto classico,
un latinista che lo aiutava. Michelangelo ha studiato presso le scuole di quartiere e non conosceva il
latino. La pietà vaticana, così famosa ai giorni nostri, non gli diede nessuna notorietà.
DAVID
1501: David. È la statua che gli dà la fama. Da un blocco di marmo che si trovava a S. Maria del fiore
e si pensava di farne una statua di S. Paolo. Questo blocco di marmo aveva già subito interventi da
e limitando l’intervento
parte di molti scultori che avevano provato a lavorarlo, danneggiandolo, di
Michelangelo ad alcune scelte obbligate: è per questo che il David ha la testa molto grande e le
gambe così sottili.
Michelangelo si autopropone per scolpirlo. Collocazione: alla scalinata della porta di accesso di
mettere delle statue dei protettori: all’epoca c’era
palazzo della signoria era abitudine una statua di
Donatello di Giuditta e Oloferne, statua che non era amata dai fiorentini perché dicevano che portava
sfortuna; quindi, vogliono che sia sostituita dal David. Come previsto, Michelangelo fa una seconda
statua da mettere dall’altra parte della scalinata, Ercole.
MONUMENTO FUNEBRE PER GIULIO II
Nel 1505 Papa Giulio II incarica Michelangelo di fare il suo
monumento funebre. il progetto comprendeva 40 statue:
2 angeli che sostengono il corpo, 4 profeti posti agli angoli superiori,
al livello sottostante un ordine di telamoni (figure maschili in forma di
schiavi) che reggono la cornice e inquadrano delle nicchie dove
andavano delle statue di figure allegoriche; era anche previsto un
interno di forma ovale.
Doveva essere collocato al centro di S. Pietro o nel coro del
Rossellino (che faceva parte del nuovo S. Pietro e non toccava il
vecchio s. Pietro.
Nello stesso anno il Papa aveva incaricato Bramante di ricostruire la chiesa partendo dal transetto, il
che vuol dire buttare giù il vecchio transetto e costruire i pilastri della cupola per poi agganciarsi al
coro del Rossellino. un’opera senza
Michelangelo si arrabbia perché non può cominciare il luogo dove collocarla; quindi,
inizia solo a fare alcune statue, e il Papa in cambio gli chiede di affrescare la volta della cappella
sistina, precedentemente decorata da un cielo stellato.
IL PRIMO INCARICO IN CAMPO ARCHITETTONICO: FACCIATA DI S. LORENZO (Leone X)
1516: concorso per la facciata di S. Lorenzo a Firenze. Michelangelo inizialmente non vuole
partecipare per non andare in competizione con Giuliano Da Sangallo, a cui era molto legato. Quando
Giuliano muore si propone per fare la facciata, senza presentare un progetto. Viene scelto dal papa
Leone X, che amava le ricche decorazioni (era lo stesso Papa che commissiona Villa Medici, poi
Madama, a Raffaello) e Michelangelo, essendo uno scultore, avrebbe fatto una facciata ricca di
decorazioni scultoree. Il progetto finale comprende molti bassorilievi e dieci statue.
Questo è il primo lavoro di architettura di Michelangelo, che fino ad allora si era occupato di scultura.
Per questo frequenta delle lezioni e studia alcuni passi di Vitruvio e il codice Corner.
CODICE CONER: proviene dai della Volpaia (cugini dei Sangallo) mentre il nome Coner proviene dal
proprietario del codice. Il codice corner è un libro che contiene immagini degli edifici della Roma
antica, alcune immagini prendono gli edifici per intero, mentre altre nei particolari, realizzate dopo
averli rilevati.
Michelangelo copia alcuni disegni, delle cose che gli interessano maggiormente:
- particolari architettonici, ossia come devono essere fatti i capitelli, le cornici, come si devono
sovrapporre le parti.
- disegna molte le sagome degli edifici, tralasciando il tipo di decorazione.
I disegni di Michelangelo non sono mai quotati perché la stessa cornice può essere usata in più
dimensioni per vari scopi
- In questo codice Michelangelo trova le nicchie piatte, di cui farà molto uso. Le apprezza molto
(secondo un’ottica da scultore) perché il fatto che la nicchia è piatta aiuta la statua ad
emergere ed è più apprezzabile, mentre se la nicchia è curva la statua è molto rientrante posta
completamente all’interno del vano.
- Tempio di Vesta a Tivoli (usato anche da Bramante come modello di
S. Pietro in Montorio)
al tempo dei romani il tempio andava visto dal basso, ed è per
questo che le finestre e porte sono svasate (cioè sono più larghe
sopra e più strette sotto, così che sembri che siano dritte).
Michelangelo riprende le finestre svasate ed anche il motivo delle
cornici a orecchio, che diventerà abbastanza comune
Il progetto della facciata passa attraverso numerose modifiche ed
evoluzioni, dato che Michelangelo cambia continuamente idea:
1) In un primo momento pensa una facciata a lastra su tre livelli.
2) Successivamente pensa a un portico aggettante come quello del Pantheon, con timpani curvi
laterali, un attico che divide i livelli (come quello di Giuliano Da San Gallo) e una parte centrale
più alta.
3) Progetto finale: approvato
Ispirato dall’edificio romano del Settizonio, costruito interamente in blocchi
di marmo, pensa ad una facciata a spessore, profonda quanto una campata
della chiesa, che sarebbe stata come un edificio a sé indipendente,
separata e visivamente in netto contrasto con la chiesa fatta di mattoni di
Brunelleschi. Ha 8 statue in facciata, messe in nicchie piatte al livello
inferiore e curve al livello superiore.
Il progetto subisce una piccola modifica: l’attico prima era diviso in due parti
uguali, poi la parte sottostante viene abbassata e trasformata in uno
zoccoletto, in modo da lasciare spazio per le statue sedute che vi avrebbe
posizionato.
Il progetto finale viene illustrato in un disegno da Aristotele Da Sangallo
I due livelli della chiesa hanno la stessa altezza: caratteristica che
non c’è
Michelangelo mantiene in tutti i suoi edifici: bisogno della
diminuzione canonica perché l’occhio vedendo il secondo piano dal basso
riduce la sua altezza.
Disegno di GB Nelli, mostra la chiesa con parte
della decorazione scultorea
Michelangelo si reca a Carrara a scegliere i
blocchi di marmo (sui blocchi scelti venivano posti
due timbri, quello di Michelangelo, costituito da tre
cerchi intersecati, e quello del cavatore, costituito
da un’ancora). Dal momento della richiesta dei
blocchi di marmo, per averli pronti ci si metteva
circa un anno
Tutti i blocchi erano stati intagliati secondo la
giusta forma, e pronti per essere montati per
completare la facciata. A causa della morte
dell’ultimo erede in linea diretta della famiglia de
Medici, Lorenzo, nel 1519, i lavori si interrompono
e la facciata rimane irrealizzata, seppur i blocchi
c’erano e potevano essere montati in qualsiasi
momento.
SACRESTIA NUOVA
Cardinal Giulio (poi papa Clemente 7), giunto a Firenze dopo la morte di Lorenzo, diventa
gonfaloniere di Firenze. Se ne intendeva molto di scultura e architettura, dato che aveva vissuto la sua
infanzia a casa Sangallo.
Commissiona a Michelangelo una cappella sepolcrale di famiglia, Cappella Medici (I medici fino ad
allora non avevano una cappella di famiglia) dove seppellire gli esponenti della famiglia. La vuole
simmetricamente nel lato opposto alla Sacrestia Vecchia (sarà la sacrestia nuova). Per non invadere
la strada adiacente viene fatto un ambiente di dimensioni uguali a quelle della sagrestia vecchia.
Recentemente è stata scoperta una cripta quattrocentesca proprio sotto la sagrestia nuova, significa
che nel progetto originario della chiesa c’era già la volontà di fare un ambiente simmetrico alla
sacrestia vecchia. di Michelangelo quando la cappella era già stata fondata,
Viene chiesto l’intervento e la richiesta è
quella di un ambiente uguale alla sagrestia vecchia. Lui propone dei cambiamenti:
- Propone una tomba da mettere al centro della cappella a forma di arco trionfale quadrifronte
(che ha 4 lati) su cui mettere le 4 tombe -> questa idea è rifiutata dal cardinal giulio perché la
stanza era troppo piccola.
- 3 absidi laterali dove collocare le tombe, ma non può essere realizzata
di fronte all’entrata avrebbe occupato la strada, per
quella di fondo cui si
pensa a solo 2 absidi laterali.
- Progetto finale: alla fine, si opta per un ambiente uguale alla sacrestia
vecchia: quadrato, con due lavamani, che potrebbero ospitare le tombe dei
papi, e le altre tombe addossate alle pareti: avendo tre pareti libere, c’era
posto solo per tre tombe; perciò, i magnifici vengono messi in una tomba
doppia. dell’ordine usato nel
Viene utilizzato lo stesso identico ritmo lato di fronte
all’entrata nella sacrestia vecchia, ma a differenze della sacrestia vecchia,
dove questo è solo in un lato e gli altri tre sono vuoti, Michelangelo decide di
ribatterlo su tutti e quattro i lati, e utilizza la campata centrale, per collocare le tombe
Sopra i sarcofagi, che hanno una superficie curva costituita da due volute, vengono messe due coppie
di statue: Giorno notte, Crepuscolo alba.
Ai lati dei sarcofagi, nel progetto, erano previste per terra, due figure di fiumi giacenti (figura tipica
romana), poi non realizzate
la trabeazione dell’ordine
Sopra erano state pensate decorazioni chiamate troni/trofei, anche queste
dei sedili in asse con l’ordine,
non realizzate: ora ci sono delle ghirlande e ma più piccoli di quelle nel
disegno
Michelangelo decide di aggiungere un livello alla sagrestia, poiché la sagrestia vecchia era bassa e
poco illuminata, in modo da darle maggior illuminazione.
Nel livello superiore deve mettere una lesena in asse con la lesena inferiore, che però inizialmente
aveva lo scopo di sostenere l’arco della campata centrale. Di conseguenza aggiunge su entrambi i lati
dei mattoni che facciano da pilastri per l’arco, e ciò causa necessariamente il restringimento dello lo
spazio della campata. Per questo motivo la specchiatura centrale che nei disegni è quadrata è
quadrata diventa rettangolare.
Le porte vengono ripetute su tutti e 4 i lati per simmetria ma non tutte sono vere. A inquadrare le porte
ci sono delle grandi volute che sostengono la mensola soprastante, che costituisce la base dove si
appoggia la nicchia
nicchie molto particolari: il timpano curvo è spezzato e la trabeazione su cui appoggia è rotta.
All’interno c’è una nicchia a forma di vite. I capitelli sono neutri: non hanno né foglie né volute.
Il marmo viene preso non dalla cava di massa carrara, perché il ducato indipendente faceva pagare il
marmo a caro prezzo, bensì dalla cava di pietra santa, il cui marmo è ugual a quello di massa carrara,
ed era sotto la signoria di Firenze. Poiché mancava la strada che portasse al mare, viene costruita la
strada da Baccio Bigio.
Primo livello: livello della morte, predomina il colore bianco (colore della morte)
Secondo livello: livello della vita, doveva essere tutto ricoperto di affreschi molto colorati con le storie
Doveva essere dipinto da Montorsoli e gli altri pittori dell’accademia del
delle imprese dei duchi.
disegno, ma non si farà per la morte di Montorsoli (non si sa di preciso quali parti volevano essere
affrescate)
Le finestre superiori sono copiate dal tempio di vesta a Tivoli, svasate, mentre quelle laterali del
secondo livello, con timpano triangolare, sono copiate dalla chiesa di San Salvatore al monte
Terzo livello: quello della cupola, a cassettoni (come quella del Pantheon). Viene chiamato il più
famoso stuccatore del tempo: Giovanni da Udine (lo stesso che aveva fatto gli stucchi di villa
madama), scelto da Cardinal Giulio, che però non voleva degli stucchi bianchi come quelli della villa:
tutte le cornici vengono dorate, e l’interno dei lacunari affrescato. Il lavoro di Giovanni da Udine è
andato perso perché l’oculo della cupola non era chiuso, ed è entrata acqua che ha rovinato l’opera.
La cupola è estradossata visibile dalla piazza, e sulla lanterna c’è un solido che deriva dall’icosaedro,
dorato
L’edificio rimane incompleto perché nel 1527 c’è la calata dei lanzichenecchi e si teme che la città
possa subire un assedio; perciò, Michelangelo viene nominato capo della commissione per le
fortificazioni
Tomba doppia: non è mai stata fatta. Quella che si vede adesso è un cassettone disegnato da Vasari
alla metà del 1500 con sopra tre statue:
- Madonna con bambino, quasi completata da Michelangelo,
- S. Cosma di Montorsoli (che ha completato anche le statue delle
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