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STORIA DELL'ARCHITETTURA 2021/2022 ANNA BEDON

IUAV VENEZIA

BRUNELLESCHI (1377-1446)

inventa la figura dell’architetto

La sua importanza sta nel fatto che moderno, ossia un architetto che

ha il controllo totale sull’opera. Prima di Brunelleschi gli architetti non progettavano ma davano delle

“linee di massima”, uno schema dell’edificio, ed era il mastro muratore che cercava di interpretare ciò

che l’architetto proponeva. Non esistevano i disegni tecnici esecutivi, ma disegnavano per terra la

forma e la pianta dell’edificio da costruire. l’architetto non

Per quanto riguarda le decorazioni, gli scalpellini avevano totale autonomia. Perciò,

aveva nessun controllo ma concedeva soltanto dei disegni.

sull’esempio di Brunelleschi, riusciranno gradualmente ad avere sempre

Molti architetti successivi,

maggiore autonomia: molto famosa è una lettera scritta dal Duca Federico Montefeltro, a metà del

1400, che scrive una “patente” nella quale dice che il suo architetto Francesco Laurana è un artigiano

autonomo, libero dalle corporazioni e che ha il potere assoluto sul quartiere. Fino a imporsi la figura

dell’architetto in grado di controllare il cantiere e il risultato finale dell’opera

figura dell’architetto

La durante tutto il Medioevo e fino ai tempi di Brunelleschi non era considerata

come un tecnico, un meccanico, e l’architettura era

come un intellettuale, bensì annoverata tra le arti

meccaniche. non erano considerate “elevate” perché basate sul lavoro

Arti meccaniche: manuale

- Lanificium.

- Armatura (ogni lavoro in legno, pietra, metallo, fabbricazione di armi, architettura, scultura e pittura).

- Navigatio (comprendente il commercio).

- Agricoltura.

- Venatio.

- Medicina. dell’uomo libero.

Arti liberali: Erano considerate arti nobili.

Si dividevano in due sottogruppi: trivio e quadrivio.

- trivio: grammatica, retorica e dialettica.

- quadrivio: aritmetica, geometria, astronomia e musica.

Secondo Cicerone le arti liberali sono considerate nobili anche perché non ci si fa pagare, vengono

l’animo,

praticate perché arricchiscono e nobilitano a differenza delle arti meccaniche, per cui si

richiede un pagamento, in quanto viene prodotto qualcosa. la figura dell’architetto era

Sarà Brunelleschi e poi gli architetti successivi a cambiare il modo in cui

percepita socialmente, non più come semplice tecnico o artigiano, ma come intellettuale.

Cenni biografici:

Filippo Brunelleschi nasce in una famiglia borghese, il padre era notaio. Trova resistenza da parte

ad un’arte meccanica,

della famiglia per il fatto che si volesse dedicare come era appunto considerata

l’architettura all’epoca.

Formazione: si è formato come orafo (perciò era anche scultore).

Nel 1398, a 21 anni, presta giuramento nella corporazione dei setaioli, alla quale si iscrivevano tutti

quelli che lavorano materiali preziosi. 1

Diventa mastro di bottega: per passare da apprendista (che iniziava verso i 14 anni) a mastro

Nel caso dell’architetto, l’esame

bisognava passare un esame. prevedeva di costruire un camino che

tirasse, veniva perciò chiesta un’abilità da muratore (Brunelleschi super a questo esame).

Nel 1041, partecipa al concorso per il portale nord del battistero di Firenze,

presentando la formella che prevedeva per tutti il tema del sacrificio di

Isacco. Non vince: verrà preferita la formella di Lorenzo Ghiberti, già

affermato scultore, ma grazie a questo concorso Brunelleschi si fa

conoscere. aveva raccontato all’interno della formella la

La storia che Brunelleschi

dedicò a Cosimo de Medici il vecchio, il quale la fece mettere nella

Sacrestia vecchia.

Si interessa di molte cose, tra cui la progettazione di orologi. Ciò è importante perché il lavoro

dipende anche dalla misurazione del tempo. Quello che cercava di fare Brunelleschi era di dare meno

autonomia possibile ai lavoratori, dando alla giornata di lavoro un orario preciso.

Brunelleschi è molto interessato perché volendo diventare futuro mastro (lui fin da subito vorrebbe

fare l’architetto quindi controllare la costruzione di un edificio) deve innanzitutto controllare le

maestranze. Le maestranze possono essere pagate:

- A cottimo: si viene pagati a seconda della quantità di lavoro che è stato fatto.

A giornata (cioè all’ora): la maggior parte delle volte si pagava attraverso questo metodo

- perché risultava essere il metodo più semplice.

Primo orologio con meccanismo a scappamento:

inventato nel 1336. Quello di Jacopo Dondi in Piazza dei

Signori a Padova è del 1344.

Questi orologi sono stati adottati per avere una

indicazione più precisa dell’ora. Gli orologi saranno

pubblici per molto tempo e appaiono nelle case molto

tardi.

Mentre fino a quel momento la giornata di lavoro non era scandita oggettivamente, ma la sua

lunghezza variava a seconda della stagione e della luce (questo era soprattutto legato alla chiesa e ai

l’invenzione degli orologi

contadini), con a scappamento vengono stabiliti degli orari di lavoro

oggettivi, in modo da rendere il lavoro più efficiente.

Nonostante gli orologi siano estremamente precisi un anno non è esattamente di 365 giorni , perciò

con il passare dei secoli, dai tempi di Giulio Cesare si erano persi 15 giorni circa, perciò Gregorio XIII,

dal cui calendario Gregoriano decise di eliminare dei giorni passando direttamente dal 4 ottobre al 15

ottobre 1582. 2

Cupola di Santa Maria del Fiore

Gli viene chiesto il parere sul modello del tamburo della cupola. Il problema è che

si era deciso di costruire una grande cupola, di forma ottagonale, e si stava

cercando un modo di costruirla.

Architetti precedenti che avevano lavorato a Santa Maria Del Fiore

Arnolfo di Cambio: chiesa

Giovanni di Lapo Ghini: aggiunge il tamburo, alto 13 m, e progetta la cupola (che

ancora doveva essere costruita)

1418 l’opera del Duomo bandisce il concorso per un modello

Nel

definitivo e progetto (le due cose combaciano; ai tempi veniva

proposto un modello di legno come progetto, così il committente

aveva modo di vedere l’effetto finale, c’era un

non il disegno. Non

modo codificato da presentare ad un concorso).

Brunelleschi partecipa al concorso con Ghiberti, e viene scelto grazie

alla sua proposta: promise di voltare la cupola senza bisogno di

un’armatura che partisse da terra ma di appoggiare l'impalcatura

partendo dalla cornice di imposta della cupola, cioè sopra alla parte

già costruita ottagonale, ossia il tamburo. Questo modo avrebbe limitato le spese e avrebbe così

accontentato la richiesta di spendere il meno possibile.

un’armatura

Per dimostrare che era possibile costruire senza che partisse da terra, costruisce una

cappella con una cupola nella chiesa di San Jacopo.

Perciò il merito di Brunelleschi non sta nel progetto della cupola, la cui forma era stata decisa da

ma nell’aver trovato

Giovanni di Lapo Ghini, un modo per costruirla.

Dimensioni della cupola: più grande di quelle del Pantheon e di S. Pietro.

Intradosso: 45.5 m.

Estradosso: 54.8 m. Il lavoro è durato una quarantina di anni.

Viene costruita con quattro anelli autoportanti, che vengono spostati più in

alto man mano che i lavori proseguono.

Per il tracciamento (curvatura) fa degli archi di cerchio (costolature

esterne), le vele invece hanno una curvatura uniforme, cioè un arco ovale.

Materiali: Non si conoscono con esattezza i materiali e le tecniche

utilizzate, perché Brunelleschi volle mantenerli segreti. Alcuni studi

condotti durante i restauri hanno rivelato che:

I muri dell’intradosso e dell’estradosso sono costruiti da tre strati di

mattoni, disposti a spina di pesce.

e intradosso c’è del conglomerato cementizio.

Tra i muri dell’estradosso

(tecnica del muro a sacco), e sono state trovate sbarre di ferro ma non si

sa con quale regolarità siano state posizionate.

Ci sono tre cappelle grandi e quattro cappelle più piccole, intorno alla cupola, che hanno funzione di

contrafforti 3

Ghiberti era inutile nel progetto: era stato nominato secondo architetto, ma Brunelleschi lo fece

licenziare dandosi malato e dimostrando che senza di lui il progetto non poteva andare avanti , e

quindi dimostrando che era del tutto inutile.

Episodio dello sciopero degli operai: gli operai scioperano, per protestare

contro il fatto che Brunelleschi non condivideva con loro il progetto

completo, ma dava loro istruzioni pezzo per pezzo, mentre lor vogliono

conoscere tutto il progetto. Brunelleschi era deciso a non dirglielo perché

dell’opera, e

voleva avere il pieno controllo voleva impedire che gli operai

lavorassero in autonomia. Brunelleschi licenzia tutti per lo sciopero e

assume delle maestranze lombarde. Questi ultimi arrivarono

immediatamente e lavorarono molto bene, quindi non si sentì neanche la

differenza con i Toscani. I Toscani, quindi, capirono di dover accettare la

situazione così come era e rinunciano. Brunelleschi così ha affermato la

sua autorità, e che solo lui comanda, conosce il progetto e sa cosa deve

fare, lui è un architetto.

Architetto vuol dire che colui che è sopra tutti gli altri, non colui che dà un

progetto che chiunque può modificare. Questa è stata una lezione

fondamentale. Non sarebbe esistita la lettera (patente) di Federico di

Montefeltro per Francesco Laurana se non ci fosse stato il puntiglio di

Brunelleschi per avere il totale controllo di una fabbrica una volta progettata

e in corso di esecuzione. Tutti devono obbedire a una sola persona che è

l’architetto.

Decorazione interna della cupola: si voleva mettere un mosaico bizantino, come la decorazione del

battistero (unico edificio di Firenze con il mosaico), in fine viene affrescata da Vasari.

Cornicione mancante

Nel 1517 viene compiuto il tentativo di costruire un cornicione percorribile dove mancava la

decorazione nel tamburo (concorso bandito dagli artisti fiorentini), viene costruito un solo lato, perché

non piaceva, viene soprannominato “gabbia di grilli”.

Esperimenti prospettici e scoperta della prospettiva:

Tra il 1410 e il 1420 Brunelleschi fa una serie di esperimenti prospettici: non era ancora stata

codificata la prospettiva, è stato il primo a scoprirla. Riesce a trovare un metodo scientifico, o che

appare tale, ma alcune cose sono irrisolte.

- Per avere delle immagini il più realistiche possibili usa una camera oscura, una scatola con un

piccolo foro dove sul fondo viene messo uno specchio e facendo entrare la luce attraverso il for o

questo riflette l’immagine di fronte rovesciata.

davanti lo specchio, Più piccolo è il foro più definita

l’immagine.

risulta

- Una volta ricavate le immagini prospettiche, bisogna poi ripassare i bordi del disegno per poi andare

a studiare la prospettiva corretta. (Con uno o due punti di fuga). l’uso

La prospettiva gli serve anche per fare un tipo di disegno che renda anacronistico di modelli:

perché fare un costosissimo modello di legno se posso mostrare tridimensionalmente un progetto in

un disegno? 4

Sarà Raffaello, che diventa architetto nel 1514, a proporre un tipo

convenzionale di disegno che preveda una pianta, un alzato e una sezione.

Quasi nessuno usa un disegno prospettico dopo Raffaello perché non fornendo

misure reali è poco utile per poi riportarle sull’edificio da costruire.

Dopo l’invenzione di Brunelleschi, diventa immediatamente di gran moda la

prospettiva a Firenze, tanto che Masaccio la riprende subito nei suoi dipinti.

Quello del prospettico diventerà un mestiere, chiamato quadraturista. Molto

spesso i pittori nelle loro opere si facevano fare i riquadri dai quadraturisti e poi

loro facevano i dettagli; oppure per una decorazione in un palazzo si chiamava

un quadraturista a fare una finta architettura in prospettiva. Bramante, per

esempio, nasce come quadraturista, ossia un esperto di prospettiva.

Brunelleschi sta cercando di inventare la prospettiva, sta cambiando il modo di organizzare un

cantiere, sta cambiando i rapporti con committenza e con le maestranze.

Quello che sta costruendo avrà frutto, il suo obiettivo è quello di non essere relegato a essere un puro

meccanico, un lavoratore della mano, ma trasformare il mestiere di architetto in un mestiere

intellettuale.

Ospedale degli innocenti:

Gli viene dato l’incarico di progettare l’ospedale

degli innocenti, prima opera autonoma, nel

1419, un anno dopo aver vinto il concorso per la

cupola di Santa Maria del Fiore. Era diventato il

primo architetto di Firenze. (Verrà costruito un

palazzo identico nella parte di fronte della

piazza a fine 1400, facendo diventare la piazza

una piazza porticata).

Le campate del portico oggi sono 11: quelle originali di Brunelleschi sono solo nove, mentre quelle

alle estremità sono delle aggiunte successive.

L’ospedale degli innocenti era un orfanotrofio, c’era la ruota attraverso cui le donne che non volevano

tenere un bambino potevano mettere il figlio per farlo arrivare in una delle stanze interne

opportunamente riscaldate. Venivano accolti anche i bambini di famiglie povere che non potevano

Veniva data un’educazione e insegnato un mestiere.

mantenerli.

Anche oggi tutto quello che riguarda i minori fa capo all’ospedale degli innocenti. Tutti gli affidi sono

affidati all’ospedale degli innocenti, e anche le adozioni.

Brunelleschi si concentra sulla facciata, mentre l’interno è convenzionale e segue la tipica forma tipica

da ospedale, necessaria per tutta le attività, ovvero con stanze attorno ad un cortile (una struttura

simile è l’ospedale fatto da Sansovino a Venezia, l’ospedale degli incurabili), con un refettorio

d’entrata e alcune stanze comuni, mentre al piano superiore ci sono le camerate dove dormono i

bambini divisi tra maschi e femmine.

Non sono di Brunelleschi i tondi con i putti, sono aggiunte fatte dalla bottega di Della Robbia.

Ha fatto una serie di nove arcate con un ritmo sempre uguale. 5

Non era così ovvio al tempo che il ritmo dei portici fosse sempre uguale, ad esempio a Padova, ogni

proprietà era delimitata da un'arcata, e poiché erano singole proprietà ognuno faceva la sua sezione

nel modo che gli pareva.

Nell’architettura medievale, prima di Brunelleschi, le arcate non erano necessariamente

uguali: gli archi potevano essere semicircolari, a sesto acuto o ribassato, e i capitelli erano

affidati a scultori e scalpellini che facevano decorazioni tutte diverse tra di loro.

Qui invece propone di fare nove arcate tutte uguali, con il brac cio come unità di misura.

Ogni campata ha pianta quadrata: lunga 10 e larga 10 (braccia) e ogni colonna è alta lo

stesso valore (10 braccia), perciò ogni campata è un cubo. A copertura mette delle volte a

vela, alte 5 braccia. Quindi l’altezza totale è 15 braccia, e ogni campata è racchiudibile in

un cubo con mezzo cubo sopra.

Si ha una sequenza regolare di nove spazi con colonne tutte con un capitello uguale, tutte

le colonne sono uguali con basi tutte uguali, larghezza, profondità e altezza tutte uguali.

Da notare la forma dei capitelli che somigliano agli ordini classici, ma

non corrispondono a nessun ordine classico (ha le foglie di acanto ma

non è un ordine corinzio o composito).

Brunelleschi aveva visto i capitelli antichi in quanto Firenze era una

città sia romana che etrusca. Forse lo aveva colpito il fatto che nei resti

romani i capitelli erano tutti uguali, e voleva replicare questa uniformità,

che nel gotico non esisteva, dato che ogni capitello era diverso.

A lui serve questo principio per dichiarare che ogni spazio è come gli

altri, che ogni arco è uguale agli altri.

Questo è un problema per gli scultori, perché non avranno più tanto lavoro.

Chiesa di S. Lorenzo

Nel 1421, Giovanni De Medici decide di finanziare l’ingrandimento

della chiesa di San Lorenzo, vicina a palazzo Medici, che era

considerata un po’ la chiesa di famiglia.

La chiesa vecchia occupava tutte e tre le navate ma era un po’ più

c’erano le cappelle,

stretta, perché non e più corta.

Per prima cosa viene costruita la parte del transetto, che mancava

totalmente (segnata in rosso) con attorno una serie di cappelle e ad

una profonda cappella absidale. La costruzione della sacrestia,

vecchia cappella dei medici, va di pari passo con la costruzione del

transetto.

la navata centrale è il doppio delle navate laterali ed è 4 volte la

profondità delle cappelle, ma le navate laterali sono divise in

quadrati su cui sono impostate delle volte a vela, l’altezza sarà 1+½.

Il disegno di Giuliano da Sangallo ci mostra le intenzioni perché Brunelleschi non riuscirà a finirla:

tutte le navate saranno costruite postume.

Interno: diamo per scontato che tutte le campate siano uguali perché hanno tutte lo stesso arco e lo

Brunelleschi, inventando la prospettiva, ci ha insegnato a leggere l’architettura.

stesso capitello. 6

Fronte di una cappella: l’ordine interno è uguale all’ordine verso la navata. L’arco non può finire

direttamente sul capitello ma ci va messa la trabeazione. Leon Battista Alberti metterà invece dei

pilastri sotto gli archi anche se dice che quella di Brunelleschi è una buona soluzione.

Brunelleschi e Leon Battista Alberti si conoscevano bene e si trovavano spesso. Le cappelle nella

parte rossa sono il doppio di quelle laterali, il soffitto non lo ha fatto Brunelleschi. Non ci sono

decorazioni perché voleva che si leggesse immediatamente l’architettura. La controfacciata è di

Michelangelo.

A Firenze non ci sar&agrav

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giovannigln di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Iuav di Venezia o del prof Bedon Anna.
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