La basilica cristiana: dimensione luminosa dello spazio
L'architettura è da sempre testimonianza materica dell'esistenza di una dimensione terrena della religione. L'edilizia testimoniale religiosa assume la forma propria della società di cui si fa Architettura. È inevitabile dunque considerare il ruolo sociale che la religione ha assunto specialmente in alcuni contesti territoriali e contingenze storiche. Spesso, la chiesa ha assunto il ruolo di referente di un determinato assetto socio-politico.
Divulgando l'editto di Milano del 313, Costantino non solo legittima il culto cristiano, ma gli conferisce una struttura definita; e non poteva che essere quella imperiale. In un certo senso, questo diventava il mezzo dell’imperatore per un solidissimo controllo territoriale e sociale. Inizia così il processo di gerarchizzazione della struttura ecclesiastica, che in brevissimo tempo, pone la chiesa allo stesso livello della struttura imperiale, tanto da consentire lo sviluppo di legami inequivocabili ed inscindibili tra i due.
Non so se si può parlare di una così acuta lungimiranza di Costantino, resta il fatto che, al crollo ufficiale dell'impero romano d'occidente, sarà proprio la chiesa ad ereditare l’unica forma di potere possibile, la struttura gerarchico-imperiale.
Così come le legioni romane riportano, seppur variamente declinati, i modelli di assetto urbano ed ordine legislativo direttamente provenienti da Roma — un esempio fra tutti è la Spalato di Domiziano — ugualmente le sedi vescovili assumono un ruolo fondamentale e saranno il luogo primo di istanze organizzative, ampiamente accettate. Ecco perché Cartagine, Aquilea, Antiochia, Milano saranno dei veri e propri nodi strategici nella determinazione e gestione dell'assetto territoriale.
Il modello della basilica
Se il modello generale, per la tipologia architettonica del centro del potere ecclesiastico, sarà quello della basilica, vedremo come, ed in funzione di cosa, si determineranno tipi specifici differenti. Per svolgere il suo ruolo sociale, la chiesa necessita della comunità riunita. E per questo di strutture atte ad accoglierla e funzionali al cerimoniale, che nella sua configurazione è già uno strumento di controllo. La determinazione di un rituale liturgico inevitabilmente imprime una forma specifica al luogo della liturgia: determinando un modello unico che unifichi e controlli.
Le principali istanze del culto cristiano sono strettamente celebrative e commemorative, anche se queste si differenziano moltissimo tra i territori italici e le regioni in Terrasanta. La basilica romana, fortemente civile, rispecchia il modello gerarchico della struttura imperiale. È effettivamente avulsa dall'interesse del culto pagano, ed è il modello che meglio si presta alle nuove necessità del cristianesimo.
Caratteristiche spaziali della basilica
Vorrei aggiungere uno spunto di riflessione; la concezione spaziale definita dallo spessore di una massa materica, dissolta poi in una luminosità tenue, caratteristica prima della basilica paleocristiana, assume un ruolo quasi protettivo nei confronti di una comunità, comunque sino a quel momento massacrata.
La forma della basilica cristiana
Qual è la forma propria della basilica della comunità cristiana? In prima istanza, lo sviluppo dello spazio avviene secondo un impianto rettangolare, lungo un asse longitudinale che dall'ingresso proietta verso l'abside, sede dell'altare liturgico. Questa forma sottende già una divisione tra spazi che possono essere fisicamente indagati dal popolo e spazi la cui percezione da parte dell’utente (comunità) può essere solo visiva.
L'asse longitudinale determina la distribuzione simmetrica degli spazi: l'impianto basilicale è a 3 o a 5 navate e nei diaframmi tra le navate laterali e quella principale si configura gran parte della qualità spaziale in termini di qualità luminosa. I colonnati differentemente configurati — ovvero trabeati tra la navata centrale e quella secondaria, sorreggenti arcate ribassate tra le navatelle — gestiscono il transito dallo spazio.
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