Parte prima: Dall'indipendenza alla seconda guerra mondiale, 1808-1945
1. Il retaggio coloniale
L'architettura delle società iberiche in America è quella di un ordine corporativo, che dà vita a una
società di corpi (diritti e doveri dell'individuo dipendono dal corpo sociale cui appartiene): è una
società “senza individui” e gerarchica.
L'economia è fortemente proiettata verso l'esterno.
L'elemento principale ereditato dall'America iberica è l'immaginario sociale di tipo religioso: la
società è riflesso di un ordine divino rivelato; non c'è distinzione tra unità politica e spirituale,
cittadino e fedele; l'ordine politico poggiava sulla corrispondenza delle sue leggi alla legge divina.
L'America iberica conobbe questo legame con più forza che l'Europa, perchè non venne toccata
dalla Riforma protestante (divenendo anzi un baluardo della Controriforma). Il Real Patronato,
ovvero la posibilità della corona spagnola di nominare i vescovi nell'America meridionale, verrà poi
rivendicato dagli stati indipendenti.
2. L'indipendenza dell'America Latina
Durante le guerre napoleoniche il re portoghese scappa in Brasile, sancendone l'importanza.
La caduta dei Borboni in Spagna, invece, rompe il patto politico implicito che vedeva le colonie
americane sottomesse al re – non alla Spagna: l'impero si trova improvvisamente privo del suo
principio di unità. Alla notizia della caduta del re, i principali centri amministrativi americani
reagirono creando delle Juntas, degli organi politici deputati all'esercizio dell'autorità, che
dichiararono di assumere il potere in via transitoria, senza esprimere volontà d'indipendenza.
All'Assemblea rappresentativa di Cadice, incaricata di formare una Costituzione liberale in vista del
ritorno al trono del sovrano, vennero invitati anche rappresentanti americani: furono quindi le prime
elezioni (anche con la partecipazione di vasti strati popolari). La nuova Costituzione non accolse le
richieste americane (rappresentanza egualitaria tra spagnoli e americani, libertà di produzione e
commercio, libero accesso alle carche civile, ecclesiastiche e militari), ma, essendo liberale, non
trovò l'approvazione delle elites creole più legate alla Spagna (monarchia costituzionale, abolizione
del tributo degli indiani, dei lavori forzati e dell'Inquisizione; inoltre, centralista).
Le indipendenze americane possono essere viste come moti liberali o come trasformazione da un
impero cattolico a un moderno Stato-nazione (ovvero come reazione americana in difesa delle
libertà antiche delle corporative coloniali contro la modernizzazione imposta dalla Spagna già con
le riforme borboniche.
Tornato sul trono nel 1814, Ferdinando VII tentò di restaurare la monarchia assoluta, reprimendo
nel sangue le istanze liberali anche e soprattutto in America: ha così inizio la vera e propria guerra
d'indipendenza sud americana, che terminerà nel 1824 con la battaglia di Ayacucho.
A condurre la guerra furono Simon Bolivar (Nueva Granada, Colombia, Venezuela, Ecuador, Perù)
e Jose de San Martin (Argentina, Cile, Perù): l'incontro dei due a Guayaquil nel 1822 e l'unione
delle loro forze porta alla sconfitta definitiva della Spagna. Bolivar voleva una confederazione di
repubbliche indipendenti, mentre San Martin propendeva per una monarchia costituzionale sotto la
corona di un principe europeo. Fu Bolivar a condurre l'assalto finale nella sierra peruviana.
Brasile: indipendenza nel 1822 con lo sdoppiamento della corona portoghese e l'instaurazione di
una monarchia costituzionale con Pedro I. La monarchia durerà fino al 1889.
Messico: padre Manuel Hidalgo riunisce un esercito popolare contro gli spagnoli che avevano
sciolto la Junta. Le elites locali, spaventate dall'esempio di Haiti, si alleano agli spagnoli. Il generale
creolo che guida le armate spagnole, Agustin de Iturbide, saputo del ritorno alla monarchia
costituzionale in patria, decise di farsi garante dell'indipendenza sottoscrivendo il Plan de Iguala nel
1821, che prevedeva un Messico indipendente ma sotto il dominio borbonico. Il piano fallisce per le
resistenze spagnole e d'Iturbide cade sotto la reazione liberale e repubblicana.
Dottrina Monroe: 1823. Avvertimento agli stati europei perchè non intervenissero nei nuovi stati
americani: il governo degli Stati Uniti si ergeva a portavoce dell'intero emisfero.
3. Le repubbliche senza Stato
Con l'indipendenza le economie si trovarono improvvisamente prive degli introiti del commercio
coloniale: gli stati si trovarono quindi privi delle risorse necessarie per edificare le loro strutture.
Inoltre, i principi liberali non riuscirono a creare un nuovo ordine simbolico che potesse sostituirsi a
quello religioso-temporale precedente. Liberali e conservatori si scontrarono sulla forma dello stato,
sulla distribuzione dei poteri e sul ruolo della Chiesa.
La prima ondata costituzionale è infarcita di liberalismo, ma nella realtà il potere esecutivo è
concentrato nelle mani dei caudillos. Nella seconda metà dell'Ottocento le costituzioni prendono a
modello quella di Cadice o quella napoleonica e si concentrano più sul problema dell'ordine che
sulle libertà (limitazione di voto in base al censo, Chiesa come instrumentum regni, governi forti,
stati centralisti). I caudillos esercitavano un'autorità di tipo carismatico.
L'indipendenza porta all'abolizione della schiavitù (resta solo in Brasile e sulle coste caraibiche), ma
non all'uguaglianza tra i cittadini che si era auspicata: rimangono infatti le tasse indiane per motivi
fiscali. L'arrivo commerciale della Gran Bretagna portò il commercio a orientarsi nuovamente verso
l'esterno, sostituendo il monopolio spagnolo ma non permettendo lo sviluppo di un mercato interno,
e soffocando anche la nascita dell'artigianato locale.
Le Confederazioni sognate da Bolivar si sciolgono presto: dalla Confederazione Centroamericana
nascono gli stati di Guatemala, Honduras, Salvador, Nicaragua e Costa Rica; dalla Gran Colombia
nascono Colombia, Venezuela ed Ecuador; dalle Province Unite del Rio de la Plata nascono
Argentina, Paraguay e Uruguay. All'interno dei neonati stati i contrasti sono fortissimi tra centro e
periferia, centralisti e federalisti, città...
Brasile: l'impero di Pedro I e Pedro II garantirono una stabilità d'eccezione nel panorama latino
americano.
Cile: stabilizzazione precoce e consolidamento istituzionale dovuto forse all'omogeneità delle elites
e alla loro concentrazione geografica. Dal 1831, la Costituzione autoritaria voluta da Diego Portales
getta le fondamenta per uno stato unitario.
Messico: violenti conflitti tra liberali e conservatori. Leader del liberalismo è Benito Juarez che con
La Reforma del 1855 demolisce i privilegi della Chiesa, ne confisca le proprietà, laicizza
l'educazione e promuove l'economia di mercato. Contro queste leggi insorgono i conservatori aiutati
da Napoleone III, che nel 1864 impone sul trono messicano Massimiliano d'Asburgo. Juarez cerca
allora il sostegno degli Stati Uniti, trovandolo. Tra i due paesi scoppia però guerra nel 1845 a causa
del Texas, che si concluse con l'annessione statunitense di enormi territori fino ad allora messicani
(California, New Mexico, Colorado, Arizona).
4. L'età liberale
La rivoluzione industriale europea e un compromesso tra liberali e conservatori rende possibile lo
sviluppo sociale ed economica dei nuovi stati indipendenti, nel nome dell'ordine sociale, della
stabilità politica e del progresso economico. L'America Latina si specializzò nell'esportazione di
materie prime verso l'Europa (minerali e agricole), importando beni lavorati: questo segnò una fase
di impetuosa crescita economica dipendente però dalla domanda di pochi stati esteri. Il positivismo
segna l'epoca, coniugando le due tradizioni politiche: l'organicismo scientista ha punti di contatto
con l'organicismo cattolico.
Messico: Porifirio Diaz, dal 1876 al 1910. Autocrazia con sostegno della Chiesa e dei grandi
proprietari terrieri, repressione degli indiani e riaffermazione delle reti familiari e territoriali.
Economia modernizzatrice, boom demografico. La crisi di rappresentanza con l'invecchiamento di
Diaz portò alla rivoluzione.
Brasile: Pedro II cade con un colpo di stato militare nel 1889 per ave
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