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La ricerca può essere:

 pura, verifica di teorie e ipotesi non utilizzabili immediatamente per risolvere

problemi sociali;

 applicata, i cui risultati possono essere utilizzati per risolvere problemi sociali

di interesse immediato

Ovviamente la definizione del problema di ricerca è opera del committente; il

ricercatore scriverà una dettagliata proposta di ricerca che espliciti l’ipotesi, il

campione, il metodo di raccolta e analisi dei dati, il costo di ciascuna fase dello

studio.

La forma più rigorosa di committenza per le ricerca applicata è il contratto

vincolato; il ricercatore sottoscrive un accordo vincolante con il committente al fine

di svolgere un certo studio con una determinata ampiezza del campione, per una certa

quantità di denaro, entro un dato limite di tempo.

Il ricercatore che lavora con un contratto non vincolato(GRANT) ha uno spazio

d’azione molto più ampio, dando maggiore libertà di perseguire i propri interessi

intellettuali e di verificare ipotesi che hanno importanza teorica e poche applicazioni

pratiche.

Le due categorie non sono mutuamente esclusive, ossia gli studi di ricerca pura

possono avere applicazioni pratiche e viceversa. Lo stesso studio che sembra privo

d’importanza per un critico, può essere fondamentale per uno scienziato che lo

considera non nei termini delle sue potenziali applicazioni, ma come contributo

necessario al perfezionamento della teoria.

La differenza tra la scienze fisiche e quelle sociali si impernia sulla metodologia e

non sul metodo. Per metodo s’intende la tecnica usata per raccogliere dati, che

ovviamente sono differenti. Per metodologia invece s’intende la filosofia del

processo di ricerca, che comprende gli standard o i criteri che il ricercatore utilizza

per interpretare i dati e pervenire alle conclusioni. Gli scienziati fisici tendono a

definire i rapporti tra variabili in termini esatti, mentre lo scienziato sociale si

accontenta di dimostrare l’esistenza di un rapporto tra due variabili senza dire nulla

sulla natura di tale rapporto. Inoltre il fatto che la metodologia fisica produca

formulazioni quantitative e precise dei risultati non significa che siano superiori alla

metodologia sociale. La questione principale è che esistono varie metodologie per la

comprensione dei fenomeni sociali e nella scienza sociale variano dal qualitativo al

quantitativo.

Le ricerche sociali possono differire relativamente all’unità di analisi e possono

essere:

 macro, studi su larga scala (confronti fra grandi aree geografiche o ampi

aggregati di persone)

 micro, studi sull’individuo o piccole quantità di unità d’analisi

Una nozione affine è quella di ampiezza d’indagine; per ampiezza ci riferiamo alla

quantità di casi concreti a cui si applica una teoria.

Il modo in cui gli studi tengono conto del tempo li divide in:

 studi trasversali, ampio campionamento di persone di differenti età. Livello

d’istruzione, reddito in un determinato momento. Vantaggio: dati raccolti

direttamente comparabili perché non influenzati da mutamenti nel tempo;

esempio classico: censimento, teoricamente tutti gli intervistati di un paese

rispondono nello stesso giorno;

 studi longitudinali, dati raccolti su un periodo di tempo prolungato e, causa

difficoltà e spese, il numero di rispondenti sarà minore. Vantaggio: consente di

studiare i mutamenti nel tempo. Lo studio delle tendenze sarà longitudinale. Si

dividono in:

panel, se gli stessi rispondenti sono studiati a più riprese in un certo

1. periodo;

trend, rispondenti diversi in momenti diversi

2.

Il processo di misurazione costituisce una parte integrante della ricerca sociale. Se

non riusciremo a misurare in modo adeguato i nostri concetti, la ricerca sociale sarà

un fallimento. La misurazione in generale comporta l’assegnazione di numeri a

concetti oppure a variabili. Definiamo la misurazione come il processo attraverso cui

si determina il valore o il livello, qualitativo o quantitativo, di un particolare attributo

per una particolare unità di analisi.

I livelli di misurazione sono così classificati:

nominale, qualsiasi misurazione qualitativa è nominale. La variabile misurata

1. nominalmente deve avere almeno 2 categorie distinte, reciprocamente

esclusive, ciascun caso rientra in una sola categoria, ed esaustive, deve esserci

una categoria appropriata per ogni caso. La migliore variabile nominale è

quella in cui i casi che cadono sulla linea di divisione tra l’una e l’altra sono in

numero ridotto.

ordinale, variabile quantitativa. Categorie reciprocamente esclusive ed

2. esaustive, ma non tutte allo stesso livello e quindi di uguale valore, ma sono

ordinate gerarchicamente a seconda del valore che hanno rispetto alla proprietà

considerata (squadra al primo posto, al secondo). Alla misurazione ordinale

possiamo applicare un numero maggiore di proprietà del sistema numerico

rispetto alla misurazione nominale. Infatti rispetto a una caratteristica misurata

di una persona che in graduatoria ha posizione R, possiamo dire che è più

elevata rispetto a una persona in posizione R+1, e che quest’ultima più elevato

rispetto a R+2; di conseguenza R>R+2. Quando in un sistema di misurazione

abbiamo questa informazione, esso viene chiamato livello di misurazione ad

intervalli. Ricordiamo che ciascun livello di misurazione contiene le proprietà

del precedente.

intervalli, ci consente di sapere se una persona si colloca più in alto rispetto a

3. un’altra, ma anche quanto più in alto si colloca. Quando l’ampiezza della

differenza è nota, il valore dell’unità sarà lo stesso in qualunque posizione si

presenti.

rapporti, la differenza con la misurazione a intervalli è l’esistenza di un punto

4. zero assoluto, fisso e non arbitrario. Tecnicamente l’età può rappresentare una

scala di rapporti, e non le scale delle temperature

Molteplici sono gli errori che si possono commettere nella ricerca sociale, nelle sue

varie fasi:

 costruzione del concetto e dell’ipotesi – scelta del tema irrilevante

 costruzione strumento di ricerca(questionario) – formulazione ambigua

domande

 campionamento – scelta errata del campione non permette di generalizzare il

risultato

 raccolta dati – fattori ambientali, personali dei rispondenti, carenze tecniche

 codifica – codificatore confonde una risposta con un’altra, errori materiali

 analisi dati – interpretazione inesatta dei dati o uso erroneo statistiche

Ovviamente stiamo parlando di errori casuali e non intenzionali, perché in tal caso

parleremo di falsificazione dei dati. Gli errori possono essere:

 casuali, come la stima del valore di una variabile più elevata o minore di

quella effettiva. Se l’ampiezza del campione è molto grande tali errori tendono

a compensarsi

 sistematici, presentano una qualche forma di regolarità e non si compensano

reciprocamente, ma proprio perché non sono casuali possono essere individuati

ed eliminati o corretti


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze statistiche, demografiche e sociali
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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