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Introduzione

Le tre principali tecniche di ricerca qualitativa sono: l'esperienza diretta sul campo, l'intervista e i focus group. La ricerca quantitativa utilizza i numeri e la statistica, al contrario della ricerca qualitativa. Non esiste però, in modo assoluto, una ricerca che sia esclusivamente qualitativa o quantitativa. Ciò non ci impedisce però di distinguerne le caratteristiche e i modi.

Distinzione tra ricerca qualitativa e quantitativa

Per definire se una ricerca appartiene al mondo della quantità o della qualità, possiamo ricorrere al sistema "fuzzy set" (valore da 0, esclusivamente qualitativa, a 1, esclusivamente quantitativa). Un sistema meno formale è quello delle "somiglianze di famiglia": come i tratti comuni dei giochi, che non hanno caratteristiche osservabili comuni a tutti, ma condividono dei tratti, come i membri di una famiglia. Seguendo questo metodo, le tecniche qualitative sono un insieme di attività di ricerca legate da somiglianze di famiglia, un insieme di tratti non necessariamente presenti in ogni elemento di tale famiglia.

Ideale per individuare questi tratti in comune, è il concetto di "tipo ideale" di Weber, un quadro concettuale inesistente nella realtà empirica basato sull'accentuazione di determinati aspetti dell'elemento preso in questione, che si rapporta con i fenomeni con un rapporto di compatibilità/incompatibilità, e non con un rapporto di corrispondenza. Questa caratteristica rende lo strumento di Weber adeguato a rappresentare i tratti che caratterizzano la ricerca qualitativa, individuati accentuando alcune delle sue caratteristiche. Esso individua quindi caratteristiche classiche della ricerca qualitativa, ma tali caratteristiche possono essere individuate anche nelle ricerche qualitative, tendenzialmente con minor frequenza.

Il tipo ideale è quindi simile ad un "avo mitico" i cui tratti sono riconoscibili nei discendenti. Anche la logica classica prevede l'impossibilità di una distinzione netta tra qualità e quantità.

Fasi della ricerca sociale

In generale, nella ricerca sociale, e quindi anche in quella qualitativa, si distinguono quattro fasi:

  • Progettazione dello studio, ovvero l'elaborazione del disegno della ricerca
  • La costruzione della documentazione empirica
  • L'analisi del materiale raccolto
  • La comunicazione dei risultati (la scrittura)

Nel caso della rql, durante la fase del disegno di ricerca si sceglie un caso di rilevanza teorica o pragmatica, non in base alla loro rappresentatività (come nel caso della rqt). La rql è quindi focalizzata su un singolo caso che viene osservato in profondità, diversamente dall'indagine estensiva.

I concetti che orientano la rql sono i concetti sensibilizzanti (concetti che indicano solo la direzione in cui osservare), in opposizione al concetto di concetti definitivi (che prescrivono cosa osservare precisamente). La forma assunta dalla tecnica scelta (intervista, focus group o osservazione) si adatta in base all'oggetto di indagine ("sottomissione all'oggetto"). Ciò che viene raccolto (testo, immagini o suoni) forma il "testo", cioè l'insieme dei documenti raccolti.

Caratteristiche della ricerca qualitativa

Un classico fenomeno che si verifica nella rql è l'emergere di nuove domande derivanti dai dati già raccolti, fenomeno che modifica lo stesso testo: questa è l'accezione più forte della caratteristica di flessibilità che si attribuisce alla rql, insieme alla forte influenza che il tipo di ricercatore può esercitare sui modi e sui risultati della ricerca. La rqt pone al centro dell'indagine non i casi, ma le variabili che li determinano, al contrario della rql. L'eterogeneità delle tecniche di rql è un vantaggio ma al tempo stesso un limite, perché rende difficilmente confrontabili le varie ricerche.

Nel tipo ideale della rql notiamo:

  • La valorizzazione del linguaggio naturale in forma di citazione
  • Incertezza e indeterminatezza nella giustificazione dei risultati

L'effettiva validità scientifica della rql è oggetto di controversie: per alcuni, i risultati ottenuti hanno la medesima validità dei risultati della rqt, per la maggior parte, invece, la plausibilità dei risultati della rql dipende dal rispetto della procedura induttiva suggerita da Glaser e Strauss, che riguarda sia la raccolta che l'analisi (durante la quale bisogna seguire una precisa decodifica, che tramuta la teoria in dati empirici comparabili, trasparenti e comunicabili). Una rql che rispetta questi parametri è detta "pubblica". In un certo senso, però, tale processo riduce la rql a una rqt, negandole l'attributo di scientifico, e nessuna rql può essere effettivamente pubblica (la replicabilità è uno dei tanti aspetti dell'essere pubblico: difficilmente potremmo ottenere le stesse risposte da due interviste differenti, per quanto esse simili nei modi e nei protagonisti).

La possibilità di considerare rql e rqt ugualmente scientifiche, e quindi utili, si collega al pensiero di Madison, il quale teorizza una nuova concezione di metodo scientifico che porta alla risoluzione del problema monismo (un solo criterio può essere scientifico) - pluralismo, arrivando a ipotizzare una scienza che è unica nel metodo ma pluralista nella realizzazione di procedure concrete: dal monismo delle regole al monismo dei principi; ciò depotenziando la contrapposizione tra rql e rqt, che diventano l'espressione differente del medesimo metodo. Se la rqt è spersonalizzata e standardizzata, la rql giustifica la propria validità nella spiegazione accurata delle tecniche utilizzate ad hoc. Al posto della replicabilità pubblica, la rql utilizza una ripercorribilità cognitiva della ricerca effettuata, descritta nel resoconto riflessivo (che esterna, di conseguenza, anche il margine di incertezza della ricerca). La valorizzazione metodologica della riflessività, quindi, rende la rql obiettiva e valida.

Metodi della ricerca sociale: osservazione, esperimento, simulazione

La ricerca sociale è la ricerca scientifica in ambito sociale (quindi storiografia, psicologia, sociologia, antropologia, scienze politiche ecc). Su un piano analitico possiamo dividere due tipi di ricerca: teorica ed empirica. La ricerca teorica fonda i propri asserti su precedenti ricerche empiriche, sviluppando nuove teorie; la ricerca empirica, invece, produce i propri asserti facendo esperienza del proprio oggetto. Ovviamente nel concreto la ricerca non è mai puramente empirica o teorica.

In questo capitolo analizzeremo la ricerca empirica, che è una successione di operazioni per rispondere a domande sulla realtà. Essa non spiega la realtà, ma può rispondere a isolate domande su di essa. La ricerca empirica si divide in:

  • Progettazione dello studio
  • Costruzione della documentazione
  • Analisi materiali
  • Comunicazione dei risultati (scrittura)

Nella rqt, queste fasi si susseguono in modo lineare, mentre nella rql, esse seguono un particolare schema (pag 35). Le procedure empiriche (modi della ricerca sociale) possono essere:

  • Osservazione (esperienza sensoriale, vedi cap.2)
  • Esperimento
  • Simulazione (di recente introduzione)

L'esperimento

L'esperimento è lo strumento classico per il controllo di ipotesi causali e necessita di tre condizioni: covariazione di causa ed effetto, controllo della direzione causale e isolamento dalle variabili esterne. Spesso, nel sociale, l'esperimento non può essere rigidamente applicato, e si parla di "quasi esperimento sul campo" se non vi è il controllo dei fattori di disturbo, e di "quasi esperimento naturale" se, oltre alla mancanza di controllo dei fattori di disturbo, manca anche la manipolazione della variabile indipendente. Nell'esperimento classico, invece, entrambi i parametri vengono rispettati.

L'esperimento è un modello di ricerca sociale che viene quasi sempre applicato alla rqt, nella quale viene valorizzato al meglio, mentre la rql più facilmente sfrutta il quasi esperimento sul campo (come gli esperimenti di rottura di Garfinkel). Vediamo due quasi esperimenti di rql:

  • LaPiere, cinese in vari hotel, no discriminazione, ma un successivo questionario compilato dagli stessi albergatori dimostra come ci sia un pregiudizio non riscontrabile nel comportamento (variabili indipendenti: conversazione cortese, questionario)
  • Rosenham, per dimostrare l'arbitrarietà dello status di malato mentale, legata più al luogo di ricovero (e i suoi metodi) che all'individuo, organizza un gruppo di sani che si finge pazzo

La simulazione

La simulazione è un metodo...

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Scienze economiche e statistiche SECS-S/05 Statistica sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pietrolicini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Carra Natale.
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