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Manuale di ricerca sociale e qualitativa

Cap. 1 Iniziare la ricerca

Prima di iniziare la ricerca è molto importante porsi alcune domande.

  • Perché l’oggetto di ricerca è importante?
  • C’è una relazione con qualche concetto o teoria relativa alla disciplina?
  • Perché il metodo di ricerca adottato è appropriato per il nostro oggetto di ricerca?
  • L’ampiezza e il metodo di selezione del campione è adeguato all’oggetto di ricerca?
  • Avete filmato o registrato le interviste?
  • Avete fatto interviste faccia a faccia? Perché non usare le mail?
  • Avete pensato di utilizzare un focus group?
  • Quale status (fatti oggettivi, percezioni soggettive o narrazioni) attribuite ai vostri dati?
  • Con che accuratezza avete analizzato i dati?

Problematiche che possono sorgere

Argomenti impraticabili: Per i ricercatori alle prime armi è abbastanza comune scegliere quello che si rivela un problema di ricerca esageratamente ampio. Lo scopo è quello di dire “tanto su un piccolo problema” evitando la tentazione di dire “poco su tutto”.

Argomenti sottoteorizzati: Gli studenti ritengono che la forza della ricerca qualitativa sia la sua capacità di andare oltre la superficie per comprendere le percezioni e le esperienze delle persone. Tentare di comprendere le esperienze di qualcun altro è una caratteristica del XXI secolo che risale al movimento del XIX secolo chiamato romanticismo.

L’approccio romantico è pericoloso perché può finire per trascurare come l’esperienza sia formata da rappresentazioni culturali. Ciò che noi pensiamo personalmente può essere semplicemente una forma culturalmente data di comprensione del mondo. Risulta problematico giustificare la ricerca sulla base della sua “autentica rappresentazione dell’esperienza” quando ciò che è autentico è culturalmente definito.

L’approccio turistico riguarda ricercatori che iniziano la ricerca senza alcuna ipotesi e osservano i modi sociali alla continua ricerca di attività ed esperienze che sembrano di essere nuove o diverse. Il pericolo è che tutte le attenzioni vengano focalizzate sulle differenze culturali o subculturali non riconoscendo le somiglianze tra le culture. I due approcci sono un sintomo di sottoteorizzazione poiché questo tipo di ricerca teorizza il mondo inconsapevolmente e tacitamente. Il suggerimento è di tentare di operare sempre una descrizione attraverso le teorie e i concetti della vostra disciplina.

Argomenti sovrateorizzati: Ogni apparente soluzione, se ne abusiamo, può creare un nuovo problema. Il caso della teoria:

  • Quando l’oggetto della teoria è molto ampio e concettuale è difficile anche solo uscire dalla biblioteca per raccogliere e analizzare qualche dato.
  • Quando i progetti di ricerca sono ben organizzati e sensati, ma rivestiti con panni teorici assolutamente inappropriati.

Grounded theory: quando ad esempio si analizzano attentamente le interviste senza alcuna ipotesi pre-esistente cercando di costruire una serie di categorie per far luce sui dati. Ancora peggio quando i ricercatori tentano di inquadrare il loro lavoro nei termini di teorie generali delle quali hanno poca padronanza e che spesso hanno scarsa attinenza con la loro ricerca.

Troppi dati: Fino a che non si analizzano i dati non si raggiunge assolutamente nulla. Per rendere le analisi efficaci è importante avere un insieme limitato di dati su cui lavorare.

Dati inaccessibili: Rendere la raccolta dei dati più semplice possibile. Le registrazioni video sono allettanti ma è complicato lavorare con questi tipi di dati. Per semplificare la raccolta dei dati bisogna cercare del materiale facile da raccogliere. Internet è una splendida fonte di dati che comporta sia vantaggi che svantaggi.

Metodi inappropriati: Non esiste il “metodo giusto” per procedere. Tutto dipende da ciò che stiamo cercando di ottenere. Bisogna decidere il tipo di dati domandandoci quali sono più adatti al nostro oggetto di ricerca: per esempio, siamo più interessati a ciò che le persone pensano, sentono o stanno facendo?

Troppi metodi: Spesso il desiderio di utilizzare più metodi deriva dal fatto di voler accedere a più aspetti del fenomeno, ciò può significare che non abbiamo sufficientemente circoscritto l’argomento. A volte l’approccio migliore è quello di gestire l’analisi di differenti tipi di dati come un assaggio per la nostra ricerca personale. In questo senso è un utile test per capire quale sia il tipo di dati più facile da raccogliere e analizzare. Mappare un set di dati rispetto ad un altro (triangolazione: implica la comparazione di dati di tipo differente, qualitativi e quantitativi, e\o metodi differenti di raccolta, osservazioni o interviste, per vedere se collidono) è un’operazione che può essere più o meno complicata. Comunque niente esclude la possibilità di usare diversi approcci alla raccolta dei dati. In definitiva tutto dipende dalla qualità della vostra analisi dei dati come dalla loro quantità. Bisogna essere sicuri di avere capacità e tempo.

Il disegno della ricerca: alcuni problemi fondamentali

Ci sono 3 questioni da affrontare:

  • Evitare ricerche intervento su problemi sociali: I problemi sociali non sono gli unici che possono richiedere l’attenzione del ricercatore. Ciò non significa negare che ci siano problemi sociali reali nella società, tuttavia non è del tutto chiaro se possano essere un oggetto su cui si possa fare ricerca. I ricercatori di diverse discipline danno al lavoro di ricerca la loro impostazione teorica e metodologica. Bisogna respingere la tentazione di definire totalmente l’oggetto della ricerca sulla base delle condizioni dei problemi sociali accettate dai gruppi professionali o sociali.
  • Pensare “teoricamente”: Alcuni ricercatori diventano qualitativi per ragioni sbagliate (non sono bravi con la statistica, nel lavoro di biblioteca) e pensano di migliorare la loro immaginazione sul campo. Le nostre descrizioni non sono solo dei resoconti degli eventi, ma sono strutture per descrivere noi stessi come persone inclini alla “ragione” e alla “cautela”. Le persone non sono essenzialmente definite nei termini delle loro caratteristiche sociali (genere) o della loro personalità (estroversa, introversa). Certamente gli scienziati saranno più cauti nel distinguere i fatti dalle opinioni rispetto alla maggior parte di noi nella vita quotidiana, anche gli scienziati dopotutto osservano i fatti attraverso lenti fatte di concetti e teorie. Nel lavoro scientifico i presupposti da cui “la teoria sociale è come una sorta di caleidoscopio, cambiando la prospettiva teorica anche il mondo osservato cambia forma”. Dipende tutto dall’interrogativo della ricerca e gli interrogativi sono inevitabilmente teoricamente orientati. Abbiamo bisogno della teoria sociale che ci aiuti a gestire anche la più elementare delle problematiche nella ricerca sociale. Importante è definire la terminologia.
  • Modello framework (struttura) generale per osservare la realtà (come comportamentismo, femminismo, ermeneutica).
    • Che cos’è la realtà?
    • Quali sono gli elementi base che la realtà contiene (ontologia)?
    • Qual è la natura e la condizione della conoscenza (epistemologia)?

Esempi:

  • Funzionalismo: guarda alle funzioni delle istituzioni sociali.
  • Comportamentismo: definisce il comportamento in termini di stimolo/risposta.
  • Interazionismo simbolico: mette a fuoco in che modo attribuiamo significati simbolici alle relazioni interpersonali.
  • Etometodologia: come le persone producono e ordinano le interazioni sociali nella vita quotidiana.

Sono idee specifiche davanti da un modello particolare. Esempi di concetti:

  • Funzioni sociali (funzionalismo)
  • Concetti stimolo/risposta (comportamentismo)
  • Metodo documentario di interpretazione (etnometodologia)

I concetti offrono modi di guardare il mondo che sono essenziali nel definire il problema di ricerca. Un insieme di concetti per definire e spiegare “la teoria consta di relazioni plausibili prodotte tra concetti e serie di concetti”. Senza alcuna teoria, genere, personalità, discorso, spazio, non potrebbero essere compresi dalla scienza sociale. Senza la teoria non c’è niente su cui fare ricerca. La teoria offre una base per l’osservazione del mondo, separata quanto basta dal mondo. La teoria offre:

  • Framework per comprendere criticamente il fenomeno
  • Una base per riflettere sul modo di organizzare ciò che è conosciuto

Le teorie sono anche sviluppate e modificate da una buona teoria. Modelli, concetti e teorie sono aiuto-convalidanti, non possono mai essere smentiti, li si può solo trovare più o meno utili. Questa caratteristica distingue la teoria dall’ipotesi.

Ipotesi: sono verificate nel corso della ricerca. Esempi di ipotesi:

  • Il modo in cui accettiamo un consiglio è correlato al modo in cui il consiglio è offerto
  • Il voto delle elezioni sindacali è collegato alle relazioni non lavorative tra i suoi iscritti

In molte ricerche QL non esiste alcuna ipotesi specifica, ma vengono prodotte (o indotte) durante le prime fasi della ricerca. L’ipotesi (la teoria no) possono e dovrebbero essere verificate, perciò dovremmo controllare un’ipotesi sulla base della sua validità o veridicità. Rinvia alle scelte che facciamo riguardo ai casi da studiare, ai metodi di raccolta dati, alle forme di analisi dei dati.

Gobo individua 4 componenti fondamentali:

  • La propensione per alcuni metodi rispetto a tutti quelli a disposizione
  • Una teoria della conoscenza scientifica, o una serie di assunti circa la natura della realtà, i compiti della ricerca, il ruolo del ricercatore e i concetti di azione e attore sociale
  • Una gamma di soluzioni, strumenti e stratagemmi usati per affrontare un oggetto di ricerca
  • Una sequenza sistematica di passi procedurali da seguire una volta scelto il metodo

Il metodo definisce come studieremo il problema. I metodi possono essere definiti in senso lato (QL o QN) o in modo circoscritto (grounded theory o analisi della conversazione). I metodi non possono essere veri o falsi, ma solo più o meno utili. Sono specifici strumenti di ricerca. Tecniche QN (analisi statistica della correlazione) e osservazione, intervista e registrazione audio. Anche le tecniche non sono né vere né false ma solo più o meno utili. A seconda delle ipotesi da controllare si possono usare tecniche QL o QN.

Avere consapevolezza nella generazione della problematica: Se la ricerca sociale ha davvero qualcosa da offrire, i suoi doveri teorici devono condurre verso altre prospettive. Rifiutare di partire da ciò che è comunemente ritenuto “sbagliato” o “giusto”, possiamo dire sia identificare realmente quello che non va, sia trovare un modo migliore per perseguire il fine desiderato. Le diverse prospettive delle scienze sociali offrono una maggiore consapevolezza a molte problematiche ignorate da chi definisce il campo dei problemi sociali.

Tre tipi di consapevolezza

  • Storica: Si dovrebbero esaminare i fatti storici rilevanti relativi all’oggetto di ricerca. La consapevolezza storica ci aiuta a capire il modo in cui siamo governati. Ci offre inoltre molti oggetti di ricerca che evitano la trappola di pensare che la definizione contemporanea di “problemi sociali” non sia problematica. Studiare sempre la storia dell’oggetto di ricerca.
  • Politica: Non permette alla “paura mediatica” di determinare il nostro oggetto di ricerca né a interessi dirigenziali o amministrativi. La consapevolezza politica cerca invece di afferrare il significato politico dietro a una particolare definizione del problema, ci aiuta a identificare il modo in cui emerge. Ciò non significa che gli scienziati sostengono che non esistono problemi sociali reali, anzi suggerisce che le scienze sociali possono portare un contributo importante interrogandosi su come emergono le definizioni “ufficiali”.
  • Del contesto: Consapevolezza che istituzioni apparentemente omogenee come famiglia, tribù o scienza possono avere una varietà di significati in contesti differenti. Piuttosto che assumere i valori di facciata di questo dibattito, il ricercatore dovrebbe fare buon uso dei tre tipi di consapevolezza per scoprire come i concetti operano nel mondo sociale sano. Evitare di pensare alle istituzioni sociali come fenomeni unitari. Abituarsi a prendere in considerazione i vari contesti in cui queste istituzioni diventano rilevanti. Focalizzandosi su questi contesti l’oggetto di ricerca sarà più gestibile.

I differenti tipi di consapevolezza offrono strade diverse e contraddittorie per concepire il nostro oggetto di ricerca. Bisogna essere aperti a questi tipi di consapevolezza per non correre il rischio di lasciarsi andare ad una definizione del proprio soggetto di ricerca basata sul comune senso di “problema sociale”.

La gamma dei metodi qualitativi

Esistono 4 metodi utilizzati dai ricercatori qualitativi, questi metodi sono spesso combinati e ciascun metodo può essere utilizzato sia nelle ricerche QN che QL.

Ricerca quantitativa e ricerca qualitativa

Metodo (QN): Non è un metodo importante per la raccolta dati perché è difficile raccogliere osservazioni su un campione vasto. I ricercatori ritengono che differenti osservatori possano registrare differenti osservazioni. Viene usata solo nella fase preliminare ed esplorativa.

Osservazione (QL): Fondamentale. Il metodo osservativo è stato usato spesso come metodo per comprendere un’altra cultura. Etnografia, primi antropologi scuola di Chicago.

Analisi del testo e dei documenti (QN): Si analizza il materiale scritto per produrre dati attendibili per un campione ampio. Il metodo più usato è quello dell’analisi del contenuto per il quale vengono stabilite un insieme di categorie per poi contare il numero di parole o frasi che ricadono in ciascuna di esse. Le categorie devono essere sufficientemente precise.

Analisi del contenuto (QL): Meno diffusa. Importante è capire le categorie degli attori sociali e guardare come sono utilizzate nelle attività concrete come la narrazione di storie, la raccolta delle memorie o descrivere la vita di famiglia. I ricercatori rivendicano la loro abilità di rilevare le pratiche sociali attraverso il modo in cui i prodotti finiti (storie, archivi, descrizioni) vengono assemblati.

Interviste (QN): Sottopongono a intervista o a questionario un campione casuale della popolazione (sondaggio). Sono preferite le risposte prefissate perché facilmente classificabili. Importante è l’affidabilità del rapporto intervistato/intervistatore in termini politici oltre che scientifici.

Interviste (QL): L’autenticità è l’obiettivo da raggiungere e si ritiene che le domande aperte siano più efficaci per raggiungere questo scopo. Le interviste vengono condotte su piccoli campioni e si fissa un programma di interviste e la rappresentatività del campione.

Registrazioni audio e video (QN): Utilizzati raramente perché difficili da quantificare. Importanti. Le trascrizioni forniscono un eccellente base dati sulle interazioni spontanee. Confrontare con le note etnografiche i dati dell’osservazioni, le registrazioni e le trascrizioni offrono un attendibile archivio al quale il ricercatore può guardare per formulare nuove ipotesi.

Esempi di metodi

1. Osservazione

Silverman vuole analizzare i progressi dei pazienti sotto AZT, con lo scopo di raccogliere informazioni di prima mano sui processi sociali in un contesto spontaneo. Osservazioni esplorative portano all’identificazione di 4 tipi di autopresentazione dei pazienti → 4 stili di autorappresentazione Goffman:

  • Distacco: senso di accettazione
  • Ansia: utilizzavano anche le forme di saluto per manifestare ansia
  • Oggettività: si presentano ai dottori come un cumulo di sintomi oggettivi
  • Teatralità: parlare come se nulla fosse, facendo osservazioni sul contesto sociale

Quindi non esiste una semplice corrispondenza tra singoli pazienti e lo stile di autopresentazione. Il focus è sul processo sociale piuttosto che sulle implicazioni psicologiche. Ci sono solo pochi estratti a supporto delle affermazioni, questi risultati riflettono una parte della ricerca. Emerge come i dottori si orientassero sul corpo dei pazienti piuttosto che sulla loro mente.

2. Test ed immagini

Kitzinger e Miller hanno studiato la relazione tra i resoconti giornalistici e la comprensione del pubblico sul problema AIDS. La loro analisi dei telegiornali britannici offre un buon esempio di come l’analisi del testo possa essere utilizzata.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lapiera di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche qualitative per l'analisi dei social media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Mattoni Alice.
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