CAPITOLO I
L'INFORMAZIONE STATISTICA PER LE IMPRESE
Le imprese, per prendere delle decisioni riguardanti la propria attività, hanno bisogno di
informazioni, molte delle quali sono a carattere statistico.
Le informazioni raccolte attraverso indagini ad hoc sono dette dati primari, le informazioni gia
esistenti all'interno dell'azienda sono dette dati secondari interni mentre si parlerà di dati secondari
esterni facendo riguardo alla mole di dati statistici prodotti da organi esterni come ad esempio
l'ISTAT o la BCE.
Ai fini aziendali sono molto importanti le fonti statistiche non ufficiali provenienti da società
private di ricerche di mercato, le quali analizzano i comportamenti di consumo delle famiglie o i
bilanci delle aziende.
1.1 Una premessa sulla qualità dell'informazione statistica
L'informazione statistica è, come un qualsiasi bene o servizio, il risultato di un processo produttivo
alla quale si può applicare il concetto di qualità, che si misura in termini di soddisfazione dell'utente
col possesso di determinate caratteristiche. Le principali dimensioni della qualità dell'informazione
statistica sono:
rilevanza – capacità di soddisfare le esigenze conoscitive degli utenti
accuratezza – grado di corrispondenza tra stima ottenuta e il vero ma ignoto valore della
caratteristica nella popolazione obiettivo
tempestività – intervallo di tempo che intercorre tra momento di diffusione
dell'informazione e l'epoca a cui essa si riferisce
accessibilità e chiarezza – semplicità per l'utente di reperire, acquiire e comprendere
l'informazione disponibile
confrontabilità – possibilità di paragonare l'informazione statistica nel tempo e nello spazio
coerenza – capacità delle fonti statistiche di fornire informazioni non contraddittorie tra di
loro e nei confronti del tempo e dello spazio di ognuna di esse
completezza – capacità dell'insieme dei processi produttivi dei dati di integrarsi per fornire
un quadro completo
1.2 I censimenti e gli archivi statistici delle imprese
Il censimento dell'industria e dei servizi è la raccolta di informazioni di maggiore affidabilità sulle
caratteristiche strutturali delle attività produttive, la quale ha comunque una limitata utilità per le
imprese vista la cadenza decennale e la lunghezza dell'elaborazione: è in ogni caso lo strumento
migliore per conoscere la struttura del sistema imprenditoriale italiano costituito principalmente da
un enorme numero di pmi.
L'impresa, per conoscere le caratteristiche del sistema produttivo di cui fa parte, dell'ambiente
economico nel quale è inserita, le sue tendenze evolutive, i caratteri strutturali ecc si affida a questo
strumento, che negli ultimi anni è stato integrato dai cd archivi statistici delle imprese che
forniscono informazioni analoghe ma a cadenza annuale invece che decennale.
1.2.1 Il censimento dell'industria e dei servizi
I dati rilevati col censimento dell'industria riguardano:
imprese, istituzioni pubbliche e non profit – ricadono in questa definizione le organizzazioni
che svolgono un'attività economica a carattere professionale ai fini della produzione di
beni/servizi destinati alla vendita. Vi rientrano anche lavoratori autonomi e liberi
professionisti e sono localizzate nel territorio in base alla sede legale
unità locale – luogo in cui si realizza la produzione di beni/servizi es fabbriche, negozi,
alberghi, uffici ecc. L'impresa può essere unilocalizzata o plurilocalizzata
addetti – persone occupate nelle unità economiche censite alla data del censimento
Queste tre categorie sono classificate in base all'attività economica con la classificazione ATECO, le
imprese che svolgono più attività sono classificate in base al criterio di prevalenza. I dati raccolti
tramite il censimento sono contenuti nella banca dati DWCIS dell'ISTAT, la quale permette di faare
confronti nel tempo e nello spazio.
1.2.2 L'archivio statistico delle imprese attive ASIA
L'ASIA ovvia il limite di tempestività che caratterizza il censimento dell'industia. Per imprese attive
si intendono quelle imprese che hanno svolto un'attività produttiva per almeno sei mesi nell'anno di
riferimento nell'industria, nel commercio e nei servizi. Tale archivio è stato creato nel 1996 sulla
base delle informazioni raccolte nel censimento dell'industria e poi integrate anno per anno con le
informazioni di vari archivi amministrativi (come ad esempio quelli della camera di commercio).
Le informazioni contenute nell'ASIA sono quelle del ensimento e in più vi sono informazioni
demografiche, data di nascita ed eventuale cessazione, fusioni, fallimenti ecc. Vi sono poi archivi
analoghi come l'ASIA unità locali che rappresenta l'effettiva distribuzione sul territorio delle attività
produttive indipendentemente dalla sede legale.
L'aggiornamento dell'archivio ASIA consente di calcolare alcuni indicatori di demografia d'impresa:
tasso di natalità – n°imprese nate/n°imprese attive
tasso di mortalità – n°imprese cessate/n°imprese attive
tasso di sopravvivenza – imprese nate in t e sopravvissute in t+n/imprese attive in t
tasso lordo di turnover – somma dei tassi di natalità e mortalità
tasso netto di turnover – differenza tra tassi di natalità e mortalità
La banca dati CONISTAT raccoglie gli indicatori congiunturali prodotti dall'ISTAT, permettendo di
estrarre e visualizzare in forma tabellare le serie storiche di interesse. Gli indici raccolti relativi ad
attività industriali e di servizi, oltre che indici relativi prezzi, retribuzioni, mercato del lavoro,
commercio estero ecc.
1.3.1 Gli indici di commercio con l'estero
Le statistiche riguardanti gli scambi con l'estero si fondano su due rilevazioni:
sistema intrasat – dedicata agli scambi con paesi dell'unione europea
tradizionali statistiche doganali – dedicata agli scambi con paesi extra-UE
Importazioni ed esportazioni sono classificate per:
tipologia di merci
paese di origine o destinazione
province di origine delle esportazioni
Con queste indagini, oltre ai valori assoluti di import/export, si calcolano anche degli indici relativi
al loro valore, volumi e valori medi unitari:
indici volumi – ottenuti deflazionando gli indici delle variazioni in valore con gli indici dei
valori medi unitari misurando quindi le variazioni in quantità delle importazioni e delle
esportazioni
valori medi unitari – ottenuti dividendo il valore corrente per le quantità scambiate per
gruppi di prodotti
I valori assoluti e gli indici del commercio con l'estero dell'Italia sono contenuti nella banca dati
COEWEB.
1.3.2 Gli indici dei prezzi
Un indice dei prezzi è una media ponderata delle variazioni dei prezzi che si formano nel mercato
con riferimento alle transazioni relative a uno stadio della commercializzazione. Ci sono:
indice dei prezzi alla produzione – misurano la variazione dei prezzi dei prodotti al primo
stadio della commercializzazione. Vi appartengono anche costi di costruzione di alcuni
manufatti dell’edilizia
indici dei prezzi al consumo – misurano le variazioni dei prezzi di beni e servizi per consumi
finali acquistati dalle famiglie. Ci sono tre indici:
indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) che riguarda l’intera collettività
o indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) il quale
o viene preso a riferimento per il costo della vita
indice armonizzato dei prezzi al consumo dell’UE (IPCA)
o
tutti e tre forniscono una misura dell’inflazione relativa a diverse situazioni e sono calcolati con lo
stesso metodo a partire dalla rilevazione di un paniere di beni e servizi, le differenze tra gli indici
riguardano il concetto di prezzo e la ponderazione utilizzata. La rilevazione delle informazioni
avviene territorialmente (nei capoluoghi di provincia) e in maniera centralizzata, cioè fatte
direttamente dal’ISTAT per i prodotti con un prezzo uguale su tutto il territorio nazionale, prodotti
con frequenti cambi di prezzo e per servizi la cui fruizione non riguarda solo i residenti nel comune
(es camping o stabilimenti balneari).
Unioncamere realizza indagini strumentali sulle imprese private che hanno tra 1 e 500 dipendenti e
che operano nel settore dell’industria manifatturiera, del commercio al dettaglio e altri servizi,
rilevando l’occupazione e altre informazioni a carattere previsionale come gli andamenti e le
previsioni su produzione, ordinativi e giacenze per l’industria o l’andamento delle vendite e le
previsioni nel commercio. Tali dati sono poi disponibili nel portale STARNET.
L’indagine Excelsior è svolta da Unioncamere in collaborazione col Ministero del Lavoro e mette a
disposizione informazioni dettagliate sulla domanda di lavoro delle imprese e sulle principali
caratteristiche delle figure professionali richieste, i relativi dati sono contenuti nel sistema
informativo EXCELSIOR.
1.4 Le indagini sulle famiglie e sui comportamenti di consumo
Di seguito sono riportate le principali indagini condotte dall’ISTAT sulla popolazione residente e
dalla Banca d’Italia. Esse sono importanti per le aziende in quanto sono proprio le famiglie a
consumare i prodotti delle imprese e a fornire loro forza lavoro.
1.4.1 Il censimento della popolazione
Tale censimento ha cadenza decennale ma fornisce informazioni molto dettagliate, anche sotto il
profilo territoriale, sulla composizione della popolazione residente (es sesso, età, titolo di studio
ecc).
Le informazioni più interessanti dal punto di vista economico sono quelle riguardanti il mercato del
lavoro in cui la popolazione viene classificata in una delle seguenti categorie:
occupati
in cerca di occupazione
inattivi
1.4.2 L’indagine sulle forze di lavoro
La rilevazione delle forze di lavoro ha come oggetto la stima dei principali aggregati dell’offerta di
lavoro, gli occupati, le persone in cerca di lavoro e le loro caratteristiche. Con le informazioni
raccolte si calcolano i seguenti indicatori:
tasso di attività – forza lavoro/popolazione residente
tasso di occupazione – occupati/popolazione residente
tasso di disoccupazione – disoccupati/forza lavoro
1.4.3 L’indagine sui consumi delle famiglie
Con questa indagine, l’ISTAT rileva le spese effettuate dalle famiglie residenti relativamente a 80
categorie di consumo alimentare, non alimentare, di beni e servizi. Vengono inoltre rilevate diverse
caratteristiche socio-demografiche come dimensioni del nucleo familiare, nucleo di appartenenza e
classe di reddito di cui si fa parte.
L’indagine coinvolge 28000 famiglie ogni anno e le rilevazioni vengono fatte dai comuni, i quali si
avvalgono di un libretto degli acquisti e di un’intervista finale. I risultati vengono poi pubblicati
annualmente.
1.4.4 L’indagine della banca d’Italia sui bilanci delle famiglie
Le indagini sui consumi dell’ISTAT vengono completate dall’indagine biennale della Banca d’Italia
sui bilanci delle famiglie, rilevando in maniera sintetica le spese di consumo e analiticamente il
reddito e la ricchezza reale e finanziaria posseduta (le indagini dell’ISTAT invece fanno il
contrario). Rileva inoltre l’utilizzo dei diversi strumenti di pagamento, l’informazione finanziaria, la
soddisfazione riguardo il proprio lavoro ecc.
Il campione dell’indagine è composto da circa 8000 famiglie.
1.4.5 L’accuratezza dei risultati delle indagini sui consumi e sui redditi
Sulle indagini sopra descritte occorre approfondire la qualità dell’informazione prodotta,
soffermandosi in particolare sugli errori campionari e non campionari.
Gli errori non campionari sono dovuti principalmente alla mancata partecipazione degli
intervistati o a errori di risposta, i quali diventano non più trascurabili quando rendono il
campione non più rappresentativo della popolazione. Per attenuarlo si ricorre alla
sostituzione delle famiglie che non collaborano e alla stratificazione a posteriori, ossia
facendo in modo che i segmenti della popolazione partecipino alla stima con il loro effettivo
peso indipendentemente dal tasso di risposta. L’errore di risposta (volontario o meno) ha
maggiore intensità nelle indagini sul reddito, in particolare per quelli da capitale, da lavoro
autonomo e alle spese meno frequenti.
Gli errori campionari sono misurati dall’errore standard relativo delle stime (coefficiente di
variazione) ossia il rapporto tra la radice quadra della varianza campionaria e il valore di
stima percentuale.
1.5.6 Le indagini Panel per le ricerche di mercato
Le indagini ISTAT offrono un quadro generale della situazione ma non sono sufficienti a rispondere
alle esigenze conoscitive delle aziende, le quali richiedono maggior disaggregazione delle voci di
spesa e informazioni su consumi, prezzi, marche ecc che nelle indagini ISTAT non ci sono.
Queste lacune sono colmate dalle indagini Panel realizzate da società private.
I consumer panel sono campioni di consumatori permanenti rappresentativi dell’insieme di
consumatori e rilevano con continuità informazioni dettagliate su acquisti di beni di largo consumo
e sulle caratteristiche delle famiglie che li effettuano. I più importanti consumer panel in Italia sono
quelli di:
AC Nielsen Italia – si tratta di un panel continuativo composto da circa 9000 famiglie in
modo da rappresentare la composizione della popolazione italiana. Le rilevazioni avvengono
col sistema Homescan, un sistema digitale in cui le famiglie registrano i codici a barre dei
prodotti acquistati, il che consente la massima disaggregazione. I dati sono raccolti
quotidianamente e inviati settimanalmente.
GFK Panel Services Italia – simile al consumer panel precedente per quanto riguarda la
composizione, da esso si differenza per le modalità di rilevazione fondate per lo più sulle
visite dei rilevatori presso le famiglie, così che le famiglie debbano limitarsi a conservare gli
scontrini e a compilare un diario cartaceo. Le informazioni vengono raccolte con cadenza
quindicinale attraverso la lettura dei codici a barre, degli scontrini e con interviste al
responsabile degli acquisti.
Nell’utilizzo delle informazioni delle indagini Panel, bisogna tener presente negli errori insiti
nell’utilizzo di un campione permanente di famiglie, come la diminuzione di interesse, le
defezioni o il condizionamento dovuto al cd effetto panel che porta al cambiamento della
spontaneità dell’acquisto. Per ovviare a tali errori occorre controllare le sostituzioni e rotare i
partecipanti in modo che il campione permanente rimanga significativo e al contempo ridurre
gli effetti di condizionamento. CAPITOLO II
CONTROLLO STATISTICO DEI VALORI DI BILANCIO
1 Oggetto e finalità della revisione
L’oggetto principale della revisione è il bilancio d’esercizio, documento con cui l’azienda fornisce
informazioni sulla gestione e il suo patrimonio.
2 Il ruolo della metodologia statistica
I controlli vengono eseguiti su campioni di documenti e registrazioni contabili sui quali si
producono stime di valore relative a tutti i documenti. Si ricorre al campionamento dei documenti
perché, soprattutto se l’azienda è di grosse dimensioni, consente di risparmiare tempo e mezzi e
porta a risultati scientificamente controllabili.
Il campionamento non è un surrogato del controllo totale ma ha una sua validità che lo rende
preferibile alla rilevazione completa dal momento che esso consente di valutare l’affidabilità del
campione, il rischio di errore e di ottimizzare il numero di controlli da fare in relazione al grado di
rischio che si intende sopportare ecc.
Il procedimento inferenziale per conoscere le caratteristiche di una popolazione di documenti non
porta comunque a risultati certi ma solo probabili. Le congetture basate sui risultati campionari
possono essere rigettate o meno se la probabilità dell’avverarsi del risultato campionario è inferiore
o meno rispetto ad un livello prestabilito. In sostanza il controllore deve giudicare se un valore in
bilancio è vero o meno sulla base di un campione probabilistico di documenti corrispondenti,
l’ipotesi (es correttezza del valore) si verificherà sul campione in base alle tecniche di controllo
delle ipotesi.
3 Campioni probabilistici e campioni ragionati
Il campione, affinchè l’informazione sia di buona qualità, deve essere rappresentativo, ossia da esso
si dovrebbe ottenere un’immagine fedele della popolazione. In ogni caso la rappresentabilità del
campione non è verificabile.
Il campione viene formato seguendo approcci riconducibili
Alla scelta ragionata
• Alla scelta casuale
•
La scelta ragionata può avvenire per quote, per elementi estremi e per elementi tipici, i vantaggi di
questa metodologia sono i bassi costi e la velocità di raccolta ed elaborazione dei dati. I limiti
invece sono la pretesa di rappresentatività del campione almeno secondo chi lo crea (a differenza
del campione casuale che è solo uno dei tanti campioni possibili) ed è quindi affetto da una
soggettività abbastanza pericolosa, inoltre per questo metodo non è possibile impostare un modello
matematico che consente di valutare l’attendibilità dei risultati. Solo con il campionamento casuale
si possono estendere i risultati all’intera popolazione mediante inferenza induttiva inversa (in
quanto è dal campione che si vuole risalire alle caratteristiche della popolazione) cosa che non è
possibile con il campionamento ragionato.
La valutazione del ris
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