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La preparazione sportiva generale-specifica del giovane atleta dovrà essere

diretta all’ incremento di tutte le sue POTENZIALITA’ MOTORIE attraverso:

Sviluppo qualità fisiche

• Sviluppo delle qualità motorie tenendo in considerazione lo sviluppo

• del ragazzo, andare a lavorare in maniera marcata sulle tappe motorie

adeguate alla sua età.

Sviluppo qualità tecniche

• Sviluppo funzioni fisiologiche

• Sviluppo qualità psicologiche

• Sviluppo qualità tattiche

ISTRUTTORE  Di grande importanza per un adeguato sviluppo sportivo e

formativo del giovane risulta essere l’istruttore il quale è anche investito

dell’importante ruolo di educatore, in quanto influenza il giovane in misura

notevole nella sua fase formativa. Egli deve tendere a curare il rapporto

istruttore-allievo soprattutto all’inizio, proponendo il lavoro in maniera

stimolante e allo stesso tempo innovativa, al fine di motivare e coinvolgere il

ragazzo senza però dimenticare la professionalità.

L’istruttore si trova a ricoprire ruoli di:

Tecnico

 Educatore

 Animatore

 Persona di fiducia

 Psicologo

 Saper prestare soccorso in caso di infortunio

 Recupero degli atleti infortunati

Di conseguenza si trova a competere in diversi ambiti:

Preparazione tecnica

 Preparazione atletica (se non c’è specialista)

 Creazione e gestione gruppo

 Curare relazioni allievo-istruttore e genitore-istruttore

 Psicopedagogia allenamento

 Psicologia allievo

Il complesso lavoro che un ruolo del genere impone, richiede che un adeguato

istruttore capace di operare nei diversi ambiti abbia i seguenti requisiti:

Flessibilità mentale (capacità di autocritica, umiltà, disponibilità,

• pazienza)

Preparazione PSICOPEDAGOGICA: conoscere i ritmi di apprendimento

• nelle varie fasce d’età, proporre al ragazzo una preparazione che tenda a

sviluppare le proprie potenzialità a seconda del sua situazione di crescita

senza farsi condizionare dalla voglia di successo e dal raggiungimento di

scopi personali.

Preparazione TECNICA: aggiornamento costante, conoscere le nuove

• metodologie e tecniche, adattare le tematiche ed il lavoro al gruppo.

Gestione gruppo:

• uso del LINGUAGGIO: semplice e chiaro, modulazione della voce,

o evitare discorsi lunghi e complicati

PRESENZA SUL CAMPO: presentarsi in maniera da poter essere

o considerato come riferimento, regole da rispettare, posizionarsi in

maniera adeguata sul rettangolo di gioco.

Personalità dell’allenatore consigliata: PARTECIPATIVA  pur avendo dei

programmi rigidi, riesce a coinvolgere i ragazzi nelle attività.

L’istruttore si può trovare ad affrontare l’abbandono sportivo che può essere

determinato da diverse cause:

SATURAZIONE PSICOLOGICA: giovane stressato da richieste

A. dell’allenatore il quale non tiene in considerazione il limite di stress del

soggetto. Per evitare ciò è importante che l’istruttore sia in grado di

trovare motivazioni e allo stesso tempo di non essere ossessivo nei

confronti del giovane che ad esempio non riesce ad esprimere

determinate potenzialità x certi motivi, riconoscere quindi nei soggetti la

loro soglia di sopportazione e sapere cosa e quanto richiedere ad ognuno.

MANCANZA DI CHIAREZZA E INTENTI: non agire in maniera slegata e

B. irrazionale, ma seguendo invece una successione logica comprensibile

che alla fini porti ad un determinato risultato  motivare ciò che si fa.

INFORTUNI: possono essere dovuti a cause accidentali (e in questo caso

C. l’allenatore non può farci niente), oppure a cause precedenti come scarsa

preparazione atletica ma anche psichica (mancanza di motivazione o

concentrazione) e in questo caso le colpe ricadono sull’allenatore che non

è stato in grado di preparare la fase atletica o la formazione psicologica

in maniera adeguata.

INADEGUATEZZA DEL PIANO DI LAVORO: piano di lavoro non

D. adeguato all’età del soggetto.

MANCANZA DI MOTIVAZIONE (causa principale): dovuta

E. principalmente alla perdita di entusiasmo nei confronti dell’allenamento e

dell’allenatore. Per evitare ciò è importate che l’istruttore tratti i suoi

giocatori tutti in maniera uniforme facendo sentire ognuno importante e

sempre al centro dell’attenzione.

METODOLOGIA DELL’ALLENAMENTO  l’allenamento serve all’atleta

per migliorare le proprie qualità sportive e motorie con l’obiettivo di

affrontare certe situazioni di gioco nella maniera più adeguata e ottimale

possibile.

L’allenamento si basa sul principio di SUPERCOMPENSAZIONE il quale

mette in atto una serie di meccanismi di adattamento dell’organismo a

determinati carichi di lavoro proposti con l’obiettivo di adeguarlo a sopportare

al meglio eventuali situazioni di notevole richiesta.  nelle fasi successive

all’esercizio fisico le strutture organiche e muscolari sollecitate dopo aver

affrontato una determinata situazione di fatica, si trovano a ritornare alla

condizione fisiologiche di normalità ma la situazione di fatica proposta, ha

attivato un meccanismo ricostruttivo delle strutture organiche sollecitate le

quali saranno in grado di affrontare un livello di sforzo superiore a quello

precedente (è avvenuto l’adattamento (supercompensazione)). Tale

adattamento non è però duraturo o x lo meno non lo è se non si propongono

(prima che svaniscono le supercompensazioni degli stress precedenti) nuove

intensità di lavoro (nuove situazioni di stress). I risultati migliori per

l’innalzamento delle capacità di prestazione dell’organismo, possono

essere raggiunti con un’adeguata successione di esercizi e intensità (carichi di

lavoro) durante lo stato di supercompensazione (per avere incrementi di

prestazione è opportuno proporre un carico di lavoro progressivamente

crescente, cioè far adattare l’organismo a situazioni con un livello di intensità

ogni volta maggiore).

Per raggiungere la SUPERCOMPENSAZIONE è opportuno proporre i più

adeguati STIMOLI ALLENANETI che hanno seguenti caratteristiche:

INTENSITA’: è opportuno proporre un’intensità di lavoro tale da

• produrre una condizione di disagio, rispettando però i tempi di recupero

dell’organismo.

SPECIFICITA’: gli esercizi proposti hanno caratteristica di essere

• specifici, cioè allenano una SPECIFICA parte del corpo o sviluppano una

SPECIFICA capacità. Di conseguenza gli effetti che derivano dallo stimolo

proposto risulteranno SPECIFICI.

È importante proporre uno STIMOLO ALLENANTE nei giusti TEMPI e CARICHI,

rispettando quindi i tempi di recupero e somministrando carichi con intensità

sempre crescente ma in maniera graduale. Il rischio che deriva da un

allenamento che non tiene in considerazione il riposo compensatorio è quello

di incombere nel SUPERALLENAMENTO caratterizzato da un affaticamento

generale dell’atleta. Se invece si ritarda troppo l’inserimento dello stimolo

allenante si perdono gli effetti dello stimolo precedente.

Effetti della SUPERCOMPENSAZIONE  possiamo distinguere 3 effetti

derivanti dalla supercompensazione, che sono in relazione al tempo:

Effetti immediati del carico: si intendono le variazione dell’organismo

• che avvengono durante l’esecuzione dell’esercizio.

Effetto duraturo: sono effetti + prolungati derivanti dall’adattamento

• dell’organismo ad una serie di allenamenti successivi.

Accumulazione effetti: sono gli effetti derivanti dalla somma di un

• gran numero di singole unità di allenamento.

Percorso di miglioramento  i miglioramenti si ottengono grazie alla

SUPERCOMPENSAZIONE, cioè proponendo ad ogni allenamento degli stimoli

intensità crescente.

Inizialmente si otterranno a dei miglioramenti molto precoci, per poi rallentare

fino a tendere ad una stabilizzazione, evitando che questa fase si trasformi in

un ristagno.

Per ottenere un miglioramento della prestazione bisogna quindi proporre una

variazione del carico (il carico è determinato da INTENSITA’ e FREQUENZA)

sempre crescente. Tale aumento va fatto però in maniera graduale, rispettando

i giusti tempi di recupero. Se invece l’intensità del carico rimane costante,

l’organismo va incontro ad una fase di stasi dai quali deriva poi un

abbassamento dei valori prestativi.

Queste situazioni sono accompagnate da effetti psicologici, come lo sconforto

emotivo derivante dal fatto di non vedere miglioramenti.

È opportuno quindi pianificare un allenamento dove vengano proposti stimoli

nuovi e crescenti, però pur sempre assimilabili dall’organismo e che abbiano

una finalità legata alle possibilità del soggetto.

Fasi della SUPERCOMPENSAZIONE:

Fase di ADATTAMENTO GENERALE  è una fase di preparazione

1. generale dell’organismo effettuato con un’intensità moderata. Si

proporranno esercizi a carattere generale che non hanno rapporto diretto

con la disciplina praticata.

Fase di ADATTAMENTO SPECIFICO  si propongono esercizi inerenti

2. alla relativa disciplina.

Al termine di queste fasi, il soggetto si è adattato alla relativa disciplina la

quale ora può assumere carattere di forma sportiva. Proporre un

ADATTEMENTO GENERALE, è servito a creare la base sulla quale fondare un

aumento del carico, provocando un reale aumento del carico in età consona.

Allenamento in età giovanile  l’adattamento del giovane a certe condizioni

allenanti, segue il suo SVILUPPO BIOLOGICO. Ciò significa che esistono dei

periodi di sviluppo di certe capacità in cui è più opportuno allenarle al fine di

ottenere i migliori risultati, questi periodi vengono definiti FASCE SENSIBILI.

Risulta quindi più efficace influenzare le capacità in via di formazione, piuttosto

che intervenire su di esse in età successive ed a maturità avvenuta.

L’allenamento giovanile dovrà organizzarsi su una programmazione

pluriennale, realizzando:

sviluppo POLIVALENTE delle qualità motorie del giovane, il quale

• solo con il passare degli anni dovrà essere indirizzato sempre più verso

un lavoro specialistico (volto comunque a correggere eventuali

problematiche: LAVORO INDIVIDUALIZZATO),

aumento del CARICO di lavoro determinato dall’incremento della

• QUANTITA’ piuttosto che dell’INTENSITA’, (l’elevata intensità, x motivi

biologici, risulta essere pericolosa x i giovani dai 11 a 15 anni. Per

ottimizzazione SUPERCOMPENSAZIONE, consigliati esercizi di INTERVAL

TRAINIG). Poi più ci si avvicina ai 15 anni più questo principio si va ad

attenuare fino a scomparire dopo i 15 anni, arrivando ad un periodo

evolutivo idoneo a fornire elevate prestazioni sportive.

L’allenamento giovanile si strutturerà in diverse tappe ciascuna delle quali si

propone l’obiettivo di sviluppare quelle capacità che sono in fase di evoluzione

biologica:

TAPPA (FORMA GENERALE): PREPARAZIONE PRELIMINARE (8-10

1. anni): l’obiettivo è quello della formazione e sviluppo dei movimenti

fondamentali che sono alla BASE del futuro atleta. Sarà quindi opportuno

proporre ATTIVITA’ GLOBALI, sottoforma di giochi in maniera da attirare

l’interesse del giovane, stimolando il maggior numero possibile di abilità

motorie. È quindi una fase in cui va privilegiata la PREPARAZIONE

GENERALE rispetto a quella SPECIFICA, in quanto proporre attività

dirette alla specializzazione di determinate abilità motorie non permette

al bambino di raggiungere in futuro elevati livelli di perfezionamento (non

stimolando tutte le abilità in età giovanile, determina un bagaglio motorio

più limitato di conseguenza, più difficoltoso risulterà il perfezionamento

futuro dell’atleta).

TAPPA (FORMA FINE): INIZIO DELLA SPECIALIZZAZIONE SPORTIVA

2. (11-13 anni): in questa tappa si tende a proseguire la PREPARAZIONE

GENERALE già iniziata nella precedente parte indirizzandolo però verso

attività più inerenti alla disciplina praticata, iniziano così a sviluppare in

maniera graduale un addestramento tecnico vero e proprio di tipo

specifico (il sogg. viene indirizzato verso lo sport praticato). Per quanto

riguarda il basket si proporrà un programma che va dal SEMPLICE al

COMPLESSO, cercando di far acquisire l’esecuzione di tutti i gesti tecnici

fondamentali mediante numerose ripetizioni.

Il gioco rimarrà sempre la modalità con cui verranno presentate le

attività.

TAPPA (FORMA FINISSIMA): APPROFONDIMENTO DELLA

3. SPECIALIZZAZIONE SPORTIVA (14-17 anni): questa fase coincide con

quella della pubertà del giovane, la quale è accompagnata da profonde

TRASFORMAZIONI ANATOMICHE e PSICHICHE che portano il giovane ad

uno “squilibrio fisico ed emozionale” (esemp. arti più cresciuti del resto

del corpo – incostanza umorale: freddo, apatico, scontroso, ecc); da ciò

ne deriva che lo schema corporeo viene ad essere sconvolto,

determinando conseguenze come incoordinazione, impaccio nei

movimenti, disarmonia somatica, ecc.

Queste notevoli trasformazioni conducono in questa età alla tendenza

dell’abbandono sportivo e ciò può essere dovuto a possibili abbassamenti

di rendimento (dovuto a squilibrio fisico) che non dovranno essere

drammatizzati, in quanto del tutto normali, ma accettati. Questa

accettazione deve essere però stimolata dall’istruttore facendogli capire

che è solo un periodo transitorio e dal quale ne uscirà spontaneamente.

Altra causa di abbandono precoce è dovuto al fatto di considerare lo

sport come attività che non permette distrazioni o evasioni.

Per evitare questo frequente abbandono sportivo, l’allenatore dovrà porsi

come valido conforto x gli allievi in maniera tale che essi possano

affrontare questa crisi adolescenziale nella maniera più giusta e indolore,

allo stesso tempo verrà rinsaldato il legame ISTRUTTORE-ALLIEVO-SPORT

che è alla base x ottenere i migliori risultati.

Da un punto di vista tecnico va ricercato il perfezionamento delle

abilità tecniche fin qui acquisite, in maniera tale da limitare la

diminuzione della destrezza dovuta al cambiamento morfologico.

L’addestramento tecnico andrà quindi proposto sempre più al servizio

della gara, x far si che tali abilità tecniche siano trasferite alla

competizione, in questo modo il rapporto tra PREPARAZIONE GENERALE e

SPECIALE diventa ancora più equilibrato.

TAPPA (FORMA SPORTIVA MASSIMALE): PERFEZIONAMENTO E

4. OTTIMIZZAZIONE SPORTIVA (17-19 anni): l’obiettivo è quello di

ricerca della perfezione dei gesti tecnici e della conoscenza del

senso tattico x giungere ad un gioco collettivo in tutta la sua

completezza e variegatezza.

Approfittando del momento di sviluppo particolarmente favorevole della

capacità di apprendimento, si proporrà un addestramento basato sempre

più su movimenti di tecnica applicati alle situazioni di gioco,

ripetizione sistematica dei fondamentali, verrà richiesto all’atleta di

risolvere situazioni sempre più complesse.

Il favorevole patrimonio fisico di cui i giovani sono in possesso a

quest’età, permette loro di raggiungere notevoli livelli di

allenamento qualitativi e quantitativi, proponendo esercitazioni

di adattamento a tutte le forme di stress (SENZA MAI ESAGERARE

causa stress, affaticamento, infortuni gratuiti, ecc).

Da un punto di vista psichico, il giovane in questo periodo si trova in una

condizioni di equilibrio, in cui la volontà e le motivazioni sono sorrette da

un’emergente maturità.

Nell’adattamento è possibile rilevare 3 fasi:

FASE DI ALLARME:

1. Fase di shock: l’organismo tende a difendersi dagli adattamenti

• proposti

Fase di contro shock: l’organismo si adatta a quanto proposto

FASE DI RESISTENZA: progressivo adattamento x

2. SUPERCOMPENSAZIONE

FASE DI ESAURIMENTO: si propone uno stimolo allenante che non tiene

3. in considerazione dei tempi di recupero del soggetto.

PRINCIPI METODOLOGICI

Il processo di allenamento si basa su principi metodologici:

PRINCIPIO DELLA CONTINUITA’  il processo di allenamento non deve

• subire interruzioni frequenti e prolungate , perché altrimenti si

provocherebbe un decadimento delle qualità fisiche e tecniche.

Una lunga interruzione comporta problemi nel riprende poi l’attività,

verrebbe quindi richiesto un tempo notevolmente lungo x ritornare a

livelli di prestazione precedenti rallentando l’inizio di un allenamento

migliorativo vero e proprio.

PRINCIPIO DELLA PROGRESSIONE E GRADUALITA’ DEL CARICO  il

• CARICO viene variato, variando QUANTITA’ e INTENSITA’. Se si applica

sempre lo stesso CARICO senza variarlo, ad un certo momento, perde il

suo effetto allenante x cui un carico di lavoro x provocare un

incremento deve essere aumentato in maniera graduale, se si va ad

applicare un carico troppo intenso, l’organismo non lo sopporta e anziché

super compensarsi, ne subisce un danno debilitante con conseguente

diminuzione delle capacità di prestazione.

Nei giovani è preferibile un aumento di QUANTITA’ (maggior effetto

formativo agendo sulla stabilità delle qualità fisiche) accompagnato da

un prudente aumento dell’INTENSITA’.

Con la crescita corporea potrà aumentare l’INTENSITA’ del carico.

PRINCIPIO DELLA PERSONALIZZAZIONE DEI C

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AndriMariot di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sport Individuali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Izzo Riccardo.
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