Zoologia - lezione del 06/12/21 - parte 1
Sperimentazione animale
Si intende l’uso di animali per scopi scientifici. Può suddividersi in ricerca di base oppure applicata.
Ricerca di base
Ha l’obiettivo di comprendere le caratteristiche di un animale sotto osservazione per ampliare le conoscenze in campo teorico. Per esempio, lo studio di un uccello serve per capire i meccanismi evolutivi che portano al manifestarsi di quel tipo specifico di comunicazione vocale.
Ricerca applicata
Nel caso della ricerca applicata invece, l’animale è usato come vero e proprio modello, cioè per comprendere meglio una determinata caratteristica biologica di un’altra specie, di solito quella umana. Di solito è questo secondo aspetto quello principale e gli animali sono utilizzati per conoscere meglio una serie di malattie e di studi che colpiscono la nostra specie in modo da prevenire e curare.
I due tipi di ricerca sono essenziali l’uno per l’altro. Infatti, mediante la ricerca di base si acquisiscono informazioni fondamentali per la sperimentazione applicata. Un esempio d’esame di come si sia evoluta nel tempo una determinata capacità legata alla sfera cognitiva in specie diverse rispetto a quella umana può fornire informazioni importanti sullo studio del sistema nervoso degli uomini.
La sperimentazione animale applicata utilizza l’animale come modello sperimentale e possiamo definire un modello animale come una condizione che permette di studiare alcuni processi biologici comportamentali fondamentali o la possibilità di indurre dei processi patologici che riproducano lo stesso fenomeno patologico osservato negli umani o in altre specie animali. La maggior parte delle volte, ci si riferisce a una specifica situazione o a un quadro patologico di un determinato animale che risulta particolarmente adatto al tipo di ricerca in oggetto.
Una caratteristica importante del concetto di modello animale è che spesso si tratta di un concetto relativo. In alcuni casi è impossibile replicare in una specie non umana la complessità di una patologia, per esempio nel caso del morbo di Parkinson non esiste nessun animale al quale si possa replicare la complessità di questa malattia, comprendendo anche gli aspetti psicologici.
Si può dire quindi che per malattie relativamente più complesse il modello animale è rappresentato da una serie di diversi e specifici modelli. Il morbo di Parkinson, ad esempio, si studia in varietà di specie diverse: sul verme piatto, sul moscerino della frutta, dal topo alla scimmia. Un’altra caratteristica importante è che di solito non è valido in tutti i suoi aspetti potenzialmente applicativi, per esempio un modello può essere più adatto per riprodurre...
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