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Somministrazione endovenosa di Cloruro di Potassio

Appunti di Attività di Laboratorio del prof. Pietrini sulla raccomandazione del ministero per la somministrazione endovenosa di Cloruro di Potassio: Raccomandazione n. 1 Marzo 2008, Premessa, Obiettivo, Ambiti di applicazione, Aree critiche di assistenza, Azioni, Conservazione delle soluzioni, Formazione.

Esame di Attività di Laboratorio docente Prof. L. Pietrini

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3. Ambiti di applicazione

3.1 La presente Raccomandazione si applica alle soluzioni contenenti

KCl ed alle altre soluzioni contenenti K per uso e.v. con le seguenti

concentrazioni:

• 1 meq/ml

• 2 meq/ml

• 3 meq/ml

3.2 Aree critiche di assistenza

aree critiche di assistenza sono la Terapia Intensiva e la Rianimazione,

Le

l’Unità Coronarica, la Nefrologia, la Cardiochirurgia, la Terapia Intensiva

Neonatale, la Sala Operatoria, il Pronto Soccorso ed i Dipartimenti di

Emergenza ed altre aree assistenziali individuate dalla programmazione

aziendale e regionale, nelle quali è richiesto l’uso urgente del farmaco.

4. Azioni

Le azioni che devono essere messe in atto nel contesto ospedaliero

riguardano i seguenti punti critici:

Conservazione delle soluzioni concentrate di KCl ed altre soluzioni

4.1

ad elevato contenuto di K;

Prescrizione delle soluzioni concentrate contenenti K;

4.2 Preparazione delle soluzioni diluite contenenti K;

4.3 Controllo della corretta preparazione ed utilizzo delle soluzioni

4.4

contenenti K;

Gestione del processo di corretto utilizzo delle soluzioni concentrate

4.5

contenenti K. 4

4.1 Conservazione delle soluzioni concentrate di KCl ed altre soluzioni

ad elevato contenuto di K

A. Le soluzioni concentrate di KCl e le altre soluzioni ad elevato

contenuto di K per uso e.v. devono essere rimosse, laddove presenti,

da tutte le scorte di farmaci ad uso corrente esistenti nei vari

La conservazione delle soluzioni concentrate di KCl e delle

reparti.

altre soluzioni ad elevato contenuto di K per uso e.v. deve essere

limitata esclusivamente alla farmacia, alle aree critiche e ad altre aree

assistenziali, identificate dalla programmazione aziendale e regionale

e nelle quali sia richiesto l’uso urgente del farmaco.

B. Nella farmacia e nelle unità operative in cui è prevista la

conservazione, le soluzioni concentrate contenenti KCl e le altre

soluzioni ad elevato contenuto di K per uso e.v. devono essere

conservate separate da altri farmaci, in armadi ove possibile chiusi e

in contenitori che rechino la segnalazione di allarme “Diluire prima

della somministrazione: mortale se infuso non diluito”.

C. Le soluzioni concentrate contenenti KCl e le altre soluzioni ad elevato

contenuto di K per uso e.v. non devono essere trasferite tra le diverse

unità operative e tutti gli approvvigionamenti devono essere effettuati

direttamente dalla farmacia. Deve comunque essere prodotta,

nell’ambito ospedaliero, una procedura che garantisca, quando non

attivo il servizio di farmacia, l’approvvigionamento del farmaco in

caso di necessità.

4.2 Prescrizione delle soluzioni contenenti K

A. Le soluzioni contenenti K per uso e.v. dovrebbero essere prescritte,

quando le condizioni cliniche lo consentono, in quelle formulazioni

commerciali già diluite e pronte all’uso. 5

B. Deve essere assicurata la tracciabilità, nella documentazione clinica

del paziente, della prescrizione da parte del medico (dose, frequenza e

velocità di infusione, firma data e ora).

4.3 Preparazione delle soluzioni diluite contenenti K

A. Laddove le condizioni cliniche del paziente richiedano l’utilizzo di

soluzioni con diluizione commercialmente non disponibile, le

soluzioni devono essere preparate nella farmacia ospedaliera.

B. Quando non sia possibile attenersi al punto A, le soluzioni possono

essere preparate direttamente nelle unità operative, attenendosi al

protocollo scritto aziendale.

4.4 Controllo della corretta preparazione e somministrazione delle

soluzioni contenenti K

A. Un secondo operatore sanitario dovrebbe sempre controllare, durante la

fase di preparazione, la corretta identificazione del prodotto, la dose, la

via di somministrazione, la correttezza del calcolo della diluizione

rispetto alla prescrizione data, la miscelazione, la corretta etichettatura

del prodotto preparato.

B. In fase di somministrazione, il secondo operatore deve verificare

l’identità del paziente e la corretta velocità di infusione.

C. L’avvenuta somministrazione deve essere subito registrata in cartella

infermieristica riportando dose, via di somministrazione, velocità di

infusione, data, ora e firma dell’operatore. 6

4.5 Gestione del processo di corretto utilizzo delle soluzioni concentrate

contenenti K

Nell’ambito ospedaliero, la Direzione aziendale sviluppa procedure

specifiche per la corretta gestione del rischio (risk management) associato

all’uso di soluzioni concentrate di K, con approccio multidisciplinare, che

includano linee-guida, check-list, modulo di richiesta prestampato, modalità

specifiche di confezionamento e di identificazione del farmaco e

formazione.

La direzione aziendale svolge le seguenti azioni:

A. Identificazione delle aree assistenziali in cui è consentita la

conservazione delle soluzioni concentrate contenenti K.

B. Produzione di una procedura che fornisca indicazioni chiare su:

• Appropriata prescrizione;

• Modalità di approvvigionamento di soluzioni contenenti K da parte

delle unità operative in modo da assicurare, in caso di bisogno, la

tempestiva disponibilità del farmaco;

• Indicazioni per la conservazione in sicurezza delle soluzioni

concentrate di K;

• Protocollo scritto per la preparazione delle soluzioni diluite;

• Indicazioni per garantire la tracciabilità della prescrizione e della

somministrazione;

• Monitoraggio delle richieste e dei consumi al fine di valutarne

l’appropriatezza d’uso.

5. Formazione

Nell’ambito dei programmi di formazione continua per il personale

sanitario coinvolto in attività assistenziali devono essere previsti specifici

richiami sui rischi connessi con la conservazione, la prescrizione, la

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in infermieristica (BORGO SAN LORENZO, EMPOLI, FIGLINE VALDARNO, FIRENZE, PISTOIA, PRATO)
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Attività di Laboratorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Pietrini Luca.

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