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Prefazione

Domanda chiave: conta ancora il quartiere nel mondo globalizzato?

Il quartiere è una porzione specifica di città, territoriale e sociale, nella quale agiscono fattori, risorse, criticità. È espressione delle dinamiche della microsocialità e del legame che le persone e i gruppi sociali intrattengono con il territorio.

Importanza del quartiere nonostante la crisi del locale

Nonostante la crisi del locale, esso continua a rappresentare un importante ambito di ricerca per il fenomeno urbano.

Fattori che indicano l'importanza del quartiere

Appartengono a diversi ambiti di indagine e ricerca:

  • Sociologia: come già indicato dalla scuola di Chicago, il sistema urbano è costituito da mondi sociali differenti; periferie senza risorse, nuovi quartieri alla moda sorti su aree dismesse, quartieri urbani popolari in cui si sono insediate nuove popolazioni.
  • Politica: le recenti politiche urbane considerano sempre di più il quartiere come un campo d'azione centrale, nel quale è possibile attivare sinergie sia sul versante sociale, che su quello economico ed ambientale.
  • Economia: nelle strategie di marketing urbano si sta assistendo alla mercificazione della dimensione del quartiere; vengono esaltate caratteristiche qualitative ed infrastrutturali dei quartieri, ma anche gli elementi che sono in grado di conferire ai nuovi city quarters identità e visibilità.

Quartiere in cambiamento

Nonostante rimanga importante, il quartiere è in continuo cambiamento. Cambiamento dovuto al venir meno dei presupposti che stavano alla sua base: individui più mobili, legami sociali non più agganciati al solo territorio di residenza, modernizzazione della città che porta il cittadino ad identificarsi sempre meno con essa.

Vera domanda chiave: per chi, come e perché il quartiere conta ancora?

Capitolo 1: La comunità nell'ambiente urbano

La questione della comunità

In ambito sociologico per lungo tempo i termini "quartiere" e "comunità" sono stati equivalenti ma il processo di modernizzazione ha innescato una serie di fenomeni che hanno portato gli individui a sganciarsi dal luogo di residenza. A riguardo di questa questione esistono diverse posizioni che tentano di dare un'interpretazione della realtà in cui viviamo:

Perdita della comunità

Questa posizione si è evoluta nel tempo a partire da fine '800:

  • Tonnies introduce a fine '800 la dicotomia tra comunità e società e l'idea che i legami detti "primari", quali parentela o vicinato, siano destinati a scomparire con l'avanzare della modernizzazione.
  • Simmel ad inizio '900 descrive le condizioni di vita di un individuo nella Berlino di inizio secolo, caratterizzate da anonimato, superficialità e strumentalità delle relazioni sociali. La sovrabbondanza di stimoli dell'ambiente urbano porta l'individuo a reagire con indifferenza per contrasto.
  • Durkheim a fine '800 ne "La divisione sociale del lavoro", sostiene che i due processi dell'urbanizzazione e della divisione del lavoro, portino all'aumento della densità abitativa e delle disuguaglianze sociali; nasce così la necessità di trovare nuove forme aggregative basate sulla solidarietà organica (e non più meccanica).

Queste tre letture vengono unite da Wirth, sociologo americano esponente di spicco della scuola di Chicago, in "Urbanesimo come modo di vita" (1938), evidenzia come all'aumentare del grado di urbanizzazione corrisponda una sostituzione dei legami primari con quelli secondari (prevalgono i rapporti elettivi, scelti, su quelli ascrittivi) ed una transizione da relazioni dense e polivalenti a rapporti specializzati, strumentali.

Le osservazioni di Wirth sono particolarmente vere per quelle aree locali all'interno della città nelle quali le persone sono segregate per differenza di razza, lingua, reddito e status, piuttosto che per scelta o per attrazione positiva con persone a loro simili.

Derive teoriche nella scuola di Chicago

  • Città = realtà composita e differenziata al suo interno, il quartiere diventa per la prima volta oggetto di studio della sociologia questa idea è basata sul concetto di area naturale = unità caratterizzate dalla presenza di popolazioni omogenee dal punto di vista sociodemografico o etnico, che danno luogo a sistemi di norme e regole che permettono la distinzione tra le varie aree.
  • Provvisorietà delle forme comunitarie = questa idea di città viene declinata all'interno dell'ecologia urbana, secondo cui le aree naturali che compongono la città (quartieri) sono soggette a cicli di invasione e successione da parte di gruppi sociali con differenti caratteristiche, modalità di interazione sociale e adattamento all'ambiente.

Persistenza della comunità

Questa posizione è il risultato dei contributi di autori con obiettivi differenti, i cui studi trovano un punto di incontro nel mettere in discussione la tesi di Wirth sulla scomparsa dei legami primari e della comunità. Tra i contributi più importanti ricordiamo:

  • Young e Wilmott: a metà '900 conducono uno studio sui quartieri operai dell'East London, caratterizzati dalla presenza di un'intensa vita comunitaria: gli uomini condividono le stesse esperienze lavorative, le donne stringono con le altre casalinghe/madri del quartiere, nascono così delle reti sociali dense e intergenerazionali.
  • Gans: secondo questo sociologo l'omogeneità sociale, associata alla stabilità residenziale, conduce alla nascita di relazioni sociali dense e significative, simili alle relazioni primarie.

Conseguenza

La comunità è salva ma strettamente legata al quartiere: esiste solo entro questo specifico ambito locale, all'interno del quale è possibile rintracciare le condizioni per la condivisione di valori, norme ed esperienze che portano allo sviluppo di legami forti.

Comunità liberata

Negli anni '50 si sviluppa la Social Network Analysis. Ma cosa significa analizzare il network? Significa porre al centro dell'attenzione l'individuo e i legami che egli intesse con altre persone, formando una rete, di cui viene studiata la dimensione, la composizione, la struttura, il contenuto.

Novità

È possibile analizzare separatamente le reti sociali dalle unità spaziali di riferimento! Le reti sociali diventano oggetto di studio in sé, separandosi dal quartiere.

Wellman conduce degli studi su Toronto e, spostando l'attenzione dal luogo agli individui e alle reti, riesce a cogliere le trasformazioni della socialità in un'epoca caratterizzata dall'instabilità delle forme territoriali. Egli introduce due importanti concetti:

  • Comunità liberata: viene messa in luce l'arbitrarietà della sovrapposizione tra quartiere e comunità! Secondo le teorie precedenti le caratteristiche della città moderna portavano ad una carenza di legami relazionali a livello locale, e quindi ad un declino della comunità; Secondo questa teoria la città moderna, data la facilità nello spostamento e nell'intessere relazioni a distanza, offre la possibilità di avere legami interpersonali importanti meno legati alla prossimità spaziale.
  • Comunità personalizzata: la comunità tende sempre più a coincidere con la rete dei legami sociali più importanti di cui ciascun individuo è centro. Le innovazioni nel campo della mobilità hanno portato ad un passaggio da rapporti "place to place" a rapporti "person to person" anche a distanza, conta la persona e non il luogo.

Ma lo stesso Wellman rilegge in modo critico i suoi studi su Toronto, mette in guardia dallo sbarazzarsi della prossimità: indagare quali sono i legami importanti per una persona e quali sono le sue frequentazioni abituali, sono due campi di ricerca diversi!

Tuttavia

Allontanare il concetto di comunità da quello di quartiere è un procedimento valido, tre importanti linee di trasformazione minano il concetto di comunità:

  • Compresenza-assenza dell'interazione, viene meno la coincidenza tra luogo e spazio, che viene stirato e deformato grazie ai nuovi mezzi di comunicazione.
  • I luoghi sono influenzati da livelli superiori di organizzazione sociale, si pensi alla globalizzazione che fa sì che il quartiere non possa più esistere come unità isolata.
  • La crescente accessibilità, specializzazione e fluidità delle relazioni urbane.

In questo quadro il quartiere non può più essere interpretato come una comunità, lo sarebbe solo se le reti di tutti i residenti fossero sovrapponibili o circoscrivibili all'interno del quartiere, ma grazie ai nuovi mezzi di trasporto e di telecomunicazione non è così; nasce il concetto di:

  • Comunità a responsabilità limitata: il quartiere è solo uno dei modi di vita delle persone, a cui esse possono scegliere se e quando partecipare, ed uscirne nel momento in cui vengono meno i loro interessi personali.

Ma alcune questioni continuano ad animare il dibattito attorno al concetto di quartiere e comunità.

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Scienze politiche e sociali SPS/10 Sociologia dell'ambiente e del territorio

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MAXRABE di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia urbana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Memo Francesco.
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