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Wendy Griswold

SOCIOLOGIA DELLA CULTURA

INDICE

Capitolo 1° - LA CULTURA E IL <<DIAMANTE CULTURALE>>

due modi di definire la cultura

− connessioni: i legami tra cultura e società

Capitolo 2° - IL SIGNIFICATO CULTURALE

perchè abbiamo bisogno del significato?

− cultura e significato nella teoria del riflesso

− cultura e significato nella sociologia marxiana

− cultura e significato nella sociologia funzionalista

− cultura e significato nella sociologia weberiana

− sistemi di significato o cassetta degli attrezzi?

− significato, modernità e scontro di culture

Capitolo 3° - LA CULTURA COME CREAZIONE SOCIALE

Durkheim e la produzione sociale della cultura

− la produzione collettiva della cultura

− innovazioni culturali e cambiamento sociale

− riepilogo

Capitolo 4° - PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E RICEZIONE DELLA CULTURA

la produzione della cultura

− la produzione di idee

− la ricezione

− la libertà d'interpretazione culturale

Capitolo 5° - LA COSTRUZIONE CULTURALE DEI PROBLEMI SOCIALI

la costruzione di un'identità collettiva

− la costruzione di un problema sociale

− la costruzione di un movimento sociale

Capitolo 6° - CULTURA E ORGANIZZAZIONI: AGIRE IN MODO MULTICULTURALE

culture organizzative

− le organizzazioni in contesti culturali

− lavorare attraverso culture

Capitolo 7° - LA CULTURA IN UN MONDO CONNESSO

tecnologie e comunità culturali

− l'impatto culturale di internet

− comunità di significato in una cultura globale

− culture senza centri

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CAPITOLO 1° LA CULTURA E IL <<DIAMANTE CULTURALE>>

Due modi di definire la cultura

In generale quando i sociologi pensano alla cultura intendono una di queste quattro cose: norme,

valori, credenze o simboli.

Norme: il modo in cui la gente si comporta in una data società

Valori: ciò a cui la gente tiene

Credenze: ciò che la gente pensa riguardo al funzionamento del mondo

Simboli: il mezzo per rappresentare i primi tre punti (diversi dai segni).

Le prospettive accademiche riguardo la cultura si possono riunire in due scuole di pensiero:

discipline umanistiche da un lato --> la cultura è quanto di meglio è stato creato dall'uomo

scienze sociali dall'altro--> norme, valori, credenze, simboli. (la cultura è connessa alla società)

Parlare di cultura e società significa parlare di due aspetti astratti dell'esperienza umana: quello

espressivo e quello relazionale, lo stesso oggetto può essere analizzato da un punto di vista culturale

o da un punto di vista sociale.

La scuola umanistica

Il termine cultura è spesso riferito alle belle arti e in generale a quello che normalmente definiamo

cultura alta.

In questa accezione si è spesso posto in contrapposizione cultura e società (o civiltà)--> che

indicava il progresso della Rivoluzione industriale con tutte le connotazioni negative ad esso

collegate.

Domanda che sorge spontanea: possiamo pensarla in questo modo, enunciando il potere salvifico ed

illuminante dell'alta cultura occidentale come spauracchio contro gli orrori del progresso

industriale, senza cadere in un evidente etnocentrismo?

Arnold, per rispondere a tale domanda elabora una teoria universale della cultura secondo la quale

essa poteva restituire all'umanità dolcezza e luce (bellezza e saggezza) derivanti da:

a) dalla consapevolezza e dalla sensibilità a quanto di meglio è stato creato, pensato e conosciuto

b) da una ragione giusta (un'intelligenza tollerante, flessibile e aperta)

Arnold insomma concepiva la cultura come dotata di un grande potenziale educativo, e sosteneva

che la civiltà avesse naturalmente un rapporto armonioso con sapere, e bellezza garantito proprio

dalla cultura. (un mezzo per l'armonia).

Max Weber aveva una concezione similare sostenendo che non fosse la scienza a fornire le risposte

di cui l'uomo ha bisogno, ma la cultura.

Caratteristiche principali dell'approccio umanistico:

1 – la cultura ha a che fare con la perfezione

2 – la cultura si oppone alle norme prevalenti dell'ordine sociale, alla civiltà, l'armonia è possibile

ma difficile

3 – la cultura dev'essere attentamente preservata

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4 – la cultura ha un'aura di sacralità, non ha senso se ridotta alle sue dimensioni economiche

politiche e sociali.

Ovviamente questo punto di vista della scuola umanistica è un idealtipo che appiana difficoltà e

contraddizioni per facilitare il confronto.

Ha inoltre un approccio valutativo rispetto al concetto di cultura e viene spesso usato per

giustificare atteggiamenti elitari ma diffusi.

Le scienze sociali

Secondo questo approccio si deve parlare di culturE allo scopo di combattere contro l'etnocentrismo

della visione umanistica della cultura alta e occidentale.

Considera superato l'antagonismo cultura-società anche perchè la cultura è definita diversamente

come sinonimo di civiltà:

quell'insieme complesso di sapere, credenze, arte, morale, diritto, costumi ed ogni altra competenza

o abitudine dell'uomo in quanto membro della società.

Peter Berger definisce la cultura come la totalità dei prodotti dell'uomo (materiali ed immateriali)

egli sostiene inoltre che la società non è altro che parte di questi prodotti.

Definizione troppo generica, si è sentita la necessità di fare dei distinguo, per esempio tra cultura

implicita (fondamento implicito dell'azione) ed esplicita (forme espressive esplicite).

Teorie sociali dell'armonia tra cultura e società:

Il funzionalismo, branca della teoria sociale che parte dall'assunto che un'istituzione sociale svolga

alcune specifiche funzioni volte al benessere della collettività, identifica la cultura con i valori che

orientano i livelli sociali politici ed economici di un sistema sociale.

Anche il Marxismo, pur ponendosi da una prospettiva opposta coglie la forte congruenza tra

struttura sociale e cultura, solo che l'influenza è univoca e va dal sociale al culturale.

Entrambe queste teorie si basano sull'assunto della forte congruenza di cui Peter Berger fa un buon

esempio con il suo procedimento di esternalizzazione, oggettivazione, interiorizzazione.

Gli esseri umani proiettano la loro esperienza sul mondo esterno (esternalizzazione)

poi vivono queste proiezioni come fossero indipendenti (oggettivazione)

e infine incorporano queste proiezioni nella loro coscienza psichica (interiorizzazione).

Esiste poi un'autorevole definizione di cultura elaborata dall'antropologo Geertz che si incentra sui

simboli e sul comportamento che deriva dai modi di pensare e di sentire simbolicamente espressi.

Caratteristiche principali dell'approccio delle scienze sociali:

1 – evita valutazioni e opta per il relativismo (si può valutare l'impatto della cultura ma non il fatto

culturale stesso)

2 – stretto legame tra cultura e società (assunto della forte congruenza)

3 – enfatizza la presenza e la forte durata della cultura e non la sua fragilità

4 – assume che la cultura possa essere studiata empiricamente (non è sacra o estranea alle attività

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umane)

Anche questo è un idealtipo, molti scienziati sociali contestano ad esempio l'assunto della forte

congruenza.

Entrambi gli approcci (umanistico e scientifico) hanno delle prospettive utili, quindi nei successivi

capitoli si cercherà di usarli entrambi nella costruzione del diamante culturale (uno strumento

teorico coniato da Griswold).

Connessioni: i legami tra cultura e società

La definizione con cui lavoreremo è la seguente:

la cultura si riferisce al lato espressivo dell'esistenza umana – concetti, idee e oggetti che sono visti

come espressimenti qualcos'altro.

Tale definizione restringe il campo perchè si riferisce solo a ciò che ha significato e vale sia per la

cultura esplicità che per quella implicita.

Come possiamo distinguere analiticamente la cultura di una comunità dalla struttura sociale?

Con il concetto di oggetto culturale.

L'oggetto culturale

Può definirsi come: un significato condiviso incorporato in una forma. E' uno status che noi

attribuiamo in veste di analisti non è intrinseco, si può definire come una parte della cultura che noi

estrapoliamo per essere studiata (anche al fine di comprendere la cultura generale che ha prodotto

tale oggetto).

>Caso: Il pane.<

Per comprendere l'intero sistema culturale con le sue relazioni con il sistema sociale abbiamo

bisogno di estendere il nostro strumento analitico --> il diamante culturale.

Il diamante culturale

Possiamo considerare tutti gli OC come prodotti umani (in quanto culturali), possono avere un

singolo creatore o più creatori (una collettività)--> C, per esistere come oggetti culturali devono

avere "un pubblico", qualcuno che ne faccia esperienza --> R, inoltre non operano nel vuoto ma

sono inseriti in un dato contesto sociale --> MS.

Possiamo inserire questi elementi in uno schema dotato di diverse linee di connessione che

uniscono ogni punto agli altri: MS

C R

OC

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Chiameremo questo schema, questo strumento analitico (che non costituisce una teoria), diamante

culturale (analogia con il campo da baseball)

La sociologia è interessata innanzi tutto alla correlazione tra OC (oggetto culturale) e MS (mondo

sociale)

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CAPITOLO 2°: IL SIGNIFICATO CULTURALE

Per definizione un oggetto culturale ha un significato condiviso, a livello aggregato una cultura è un

modello di significati che è durato nel tempo.

Possiamo identificare due tipi di significato: semplice e complesso.

Il primo denota una corrispondenza biunivoca (ad esempio il segno), il secondo evoca una varietà di

significati (ad esempio il simbolo).

La cultura è ovviamente fatta di significati complessi e dunque di simboli.

Per procedere nella nostra comprensione dei fatti dobbiamo analizzare la relazione che esiste tra un

simbolo e le cose come stanno in realtà (non si tratta d'altra parte di conclusioni oggettive). (questa

relazione nel nostro diamante culturale è la connessione verticale tra OC e MS).

La sociologia della cultura è alla ricerca di significati sociali, la suddetta linea verticale si potrebbe

proprio chiamare significato.

Prenderemo in considerazione, in questo capitolo, il bisogno umano di significato, il modello del

riflesso (con le sue radici storiche), il rovesciamento del modello ad opera di Max Weber e infine lo

scontro di civiltà.

Perchè abbiamo bisogno del significato?

Perchè a differenza degli altri animali il nostro istinto è limitato e non dirige tutte le nostre azioni,

dunque abbiamo bisogno di imparare allo scopo di sopravvivere, è proprio l'apprendimento negli

esseri umani il procedimento attraverso il quale si trasmette la cultura e dunque i significati.

Geertz:

l'uomo ha bisogno di fonti simboliche di illuminazione per trovare la sua strada nel mondo perchè

quelle non simboliche inserite costituzionalmente nel suo corpo, gettano una luce troppo soffusa.

(...)

Non diretto da modelli culturali il comportamento dell'uomo sarebbe ingovernabile, un puro caos di

azioni prive di senso.

La cultura offre quindi orientamento, significato ed ordine tramite un gran numero di simboli, OC

materiali e immateriali cui sono attribuiti significati che vanno oltre la loro mera utilità materiale.

Cultura e significato nella teoria del riflesso

Da dove provengono e che differenza fanno i significati? --> teoria del riflesso (versione

Funzionalista e versione Marxista) --> la cultura concepita come un fedele riflesso della vita sociale

(versione di Max Weber)--> al contrario afferma che è principalmente la vita sociale che riflette la

cultura.

La cultura come specchio

La cultura è lo specchio della realtà sociale pertanto il significato di un dato oggetto culturale sta

nelle strutture sociali che esso riflette.

Tale modello è plausibile sotto molti aspetti compreso il suo rifarsi al senso comune.

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Prefigura due approcci: uno in cui la cultura rispecchia il mondo sociale e l'altro in cui il mondo

sociale rispecchia la cultura.

La sociologia culturale ha preferito tradizionalmente il primo approccio ammettendo come

possibiltà il secondo.

L'origine greca della teoria del riflesso

è nella teoria platonica delle forme: al di là di ogni apparenza si trova un idea o una forma: noi

dormiamo su un letto fatto di materia che è pura apparenza, la sostanza sta nella forma ideale del

letto--> il letto materiale è solo una copia imperfetta della forma ideale che noi umani scambiamo

per reale.

Platone sosteneva che le apparenze derivassero dal riflesso.

Platone concepisce tre tipi di creatori: 1) Dio, ha creato le forme ideali 2) l'artigiano, che produce le

forme materiali 3)il pittore, che fa una riproduzione delle forme materiali --> l'arte del pittore non è

che una copia della copia è quindi altamente imperfetta e distante dalla verità.

Secondo Platone l'arte (intesa come mimesi) non è che un ostacolo per il conseguimento della

realtà.

Riassumendo la teoria platonica delle forme ha tre componenti: la forma, l'apparenza e l'arte che si

possono intuitivamente tradurre in: idea, concretizzazione materiale di tale idea, espressione

simbolica dell'idea.

Formando così un doppio diamante:

idee

dio umani

apparenze materiali

artista Pubblico

arte riflettente le app.materiali

Aristotele difende l'arte ridefinendo il termine medio: l'arte imita non il mondo delle idee ma gli

universali naturali.

Il presupposto platonico secondo cui la cultura è meno che reale è giunto sino alla disciplina

sociologica, come d'altro canto l'approccio aristotelico più ottimista secondo cui la cultura è

qualcosa di più profondo del mondo sociale.

Entrambe le due moderne teorie del riflesso adottano alcuni dei presupposti platonici e assumono

l'assunto di piena adeguatezza.

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Cultura e significato nella sociologia marxiana

Marx ed Engels erano interessati al dibattito filosofico tra idealismo e materialismo.

Dalla terra al cielo: l'approccio materialista alla cultura

Premessa di fondo dell'idealismo è che la cultura sia la materializzazione di idee, e bellezza

universale (artistotelica).

E' quindi separata e autonoma dall'esistenza materiale o terrena.

Kant: la mente umana potrà ricevere significati dal mondo esterno perchè dotata a priori di concetti

come spazio e tempo.

Hegel: idealismo come principio della storia universale--> uno spirito del mondo che avanzava

verso il suo compimento alla fine della storia. La storia avanza tra conflitti di forze inconciliabili.

Per un po' la tesi domina ma il suo dominio genera crisi (antitesi) si sostituisce poi una nuova forza

di sintesi tra le vecchie tesi ed antitesi.

Se l'idealismo da precedenza all'immateriale di fronte al materiale allora il materialismo inverte tale

consecuzio.

Come disse Marx i materialisti assumono che la direzione sia dalla terra al cielo e non dal cielo alla

terra.

Il materialismo storico

Il punto di partenza di ogni analisi marxiana è sempre l'homo faber, uomini che lavorano per

sostenersi attraverso la produzione e la riproduzione.

Anche l'immateriale come la coscienza è prodotto sociale, lo stesso può dirsi di tutto ciò che

chiamiamo cultura.

Politica, religione, governo, cultura ecc. Sono tutte sovrastrutture poste sulla baste di forze di

produzione..su fondamenta economiche--> mutamenti alla base portano a mutamenti nelle

sovrastrutture.

Marx sostenva che si dovesse fare una distinzione tra i cambiamenti economici, della base, e quelli

occorrenti nella politica e in generale nella cultura, in breve nelle forme ideologiche. Punto di vista

da scegliere per la comprensione della realtà è il primo.

Le idee dominanti in una società sono quelle della classe dominante cioè di quella detentrice dei

mezzi di produzione.

Williams un teorico d'ispirazione marxista ha sostenuto che M non andrebbe letto come un

determinista storico piuttosto come uno che coglie l'influenza e non il determinismo delle

condizioni economiche sulle pratiche culturali.

Linee di ricerca della tradizione marxista

La ricerca marxista comprende sempre una critica sociale e difende il mutamento.

Un gruppo particolarmente influente di ricercatori di ispirazione marxista è la Scuola di

Francoforte (adorno marcuse ecc.)

Essi avanzarono una nuova teoria critica che utilizzava l'analisi culturale con l'obbiettivo di una

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riforma sociale. Fecero ricerca sull'autorità e sulla cultura di massa. Coniano il concetto di industria

culturale per sottolineare la natura antidemocratica della cultura popolare.

Nel frattempo un'altra teoria, il funzionalismo, si stava facendo strada; essa conservava il modello

riflessivo della cultura offrendo al contempo un organico resoconto delle relazioni sociali umane-->

tendenti secondo questo modello all'armonia e non al conflitto come nell'accezione marxista.

Cultura e significato nella sociologia funzionalista

Questo modello definisce come quello marxista la direzione della freccia verso il basso (da MS a

OC) e permette che si utilizzi la cultura come testimonianza sociale.

Le istituzioni sociali sorgono per soddisfare i bisogni concreti delle società umane.

Le società sane esistono in uno stato di equilibrio in cui le istituzioni sono adattate tra loro ed

operano in un sistema di mutua interdipendenza. Le incapacità di adattamento in questa concezione

sono disfunzionali. Ogni livello riflette ogni altro livello così la cultura riflette la società come la

società riflette la cultura.

Il classico modello funzionalista assume che gli esseri umani siano passivi e senza interessi propri.

Inoltre per quanto riguarda l'argomento della testimonianza sociale è spesso fuorviante perchè gli

OC spesso idealizzano certi aspetti della realtà sociale mettendo spesso in primo piano l'aspetto

sensazionale.

Esistono anche modelli funzionalisti più complessi che non assumono un modello puro del riflesso

in cui la cultura non è un puro riflesso del mondo sociale, piuttosto è mediata dalle menti degli

esseri umani (come nell'esempio dello storico dell'arte Baxandall)

Nuovi significati vengono creati continuamente per i vari OC ed il modello dello specchio non ci

aiuta a capire da dove essi provengano. La cultura è infatti intensamente selettiva a differenza degli

specchi.

La cultura è più un riflesso su che un riflesso di, riflesso nel senso di riflessione e non di

rispecchiamento; una riflessione con il fine di comprendere, accettare o approfondire un'idea o altro.

Ora un breve riepilogo: la cultura fornisce significati che sono fondamentali per gli umani. Una

comprensione sociologica della cultura dovrebbe quindi connettere i significati culturali con il

mondo sociale. A tal fine è stata elaborata la teoria del riflesso che trae le sue origini nel mondo

greco (platone e aristotele) e che è alla base della teoria materialista (marxista, Scuola di

Francoforte) e di quella funzionalista.

Ora invertiamo la rotta.

Cultura e significato nella sociologia weberiana

Nel suo "L'etica protestante e lo spirito del capitalismo" Max Weber ha cercato di capire il mondo

moderno in particolar modo la società industriale e capitalista. Sapeva che non è solo il mondo

sociale a influenzare la cultura ma che la freccia sul diamante è bidirezionale.

Non mi dilungo sull'esempio ormai noto stra noto.

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Lo scambista culturale

In una celebre metafora Max Weber comparò il ruolo della cultura con quello di uno scambista

ferroviario per esprimere una sottiliezza del discorso sul significato:

Sono gli interessi materiali e ideali e non le idee a dominare immediatamente l'agire dell'uomo; la

cultura, come uno scambista ferroviario non fa che orientare la scelta del binario lungo il quale

l'individuo cercherà di soddisfare il suo interesse.

Sistemi di significato o cassetta degli attrezzi?

Le visioni classiche del modello del riflesso sono state in questi anni duramente attaccate, molti

sociologi oggi ritengono che connessioni tra MS e OC siano piuttosto lente e che l'immagine offerta

da Weber sia fuorviante.

Due sono le critiche generali:

1 – l'approccio di weber è troppo soggettivo, chiede ai sociologi di entrare nella mente di ogni

persona. E i sociologi non dovrebbero provare a essere psicanalisti.

2 – le persone si comportano in modi contraddittori e non sempre guidati dalla propria cultura, è

meglio quindi parlare in termini di schemi culturali: presupposti informali che sottendono regole più

formali

Ann Swidler sostiene che le culture assomigliano più a cassette degli attrezzi dalle quali le persone

estraggono questa o quella competenza culturale all'occorrenza finendo anche per contraddirsi senza

troppi traumi ne devianza.

L'idea di una cultura forte ha quindi lasciato il posto ampiamente a una concezione che assume le

relazioni tra cultura e azione come deboli e contingenti.

Significato modernità e scontro di culture

Samuel Huntington sostiene che a partire dalla fine della guerra fredda le linee di divisione del

mondo non sono più tanto politiche quanto culturali ed economiche, queste differenze producono

inevitabilmente conflitti di significato fondamentali.

La tesi di Huntington di una guerra di civiltà basata su fondamenta culturali e religiose precede di

molto l'11 settembre 2001 ed è tuttora oggetto di accalorato dibattito.

Sarebbe un errore presupporre come si è in effetti fatto che le culture islamiche siano le più

coerenti.

Vero è che i sociologi vedono ogni giorno negate le tesi dei padri fondatori della disciplina secondo

le quali i fondamenti per gli scontri culturali quali etnia, religione, visioni del mondo stanno

gradualmente sparendo.

Questa modernità inattesa, ancora carica di conflitti ha prodotto forti reazioni culturali in due

direzioni: postmodernismo e fondamentalismo:

Il postmodernismo è uno stadio postindustriale dello sviluppo sociale dominato dai media, l'uomo

postmoderno è caratterizzato dalla tranquilla assenza di illusioni.

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La cultura del postmodernismo è stata chiamata la morte della metanarrazione (non ha dunque

nessuna "storia" che la giustifichi e la spieghi...è la fine del significato.)

Questo fare dell'anomia una virtù finisce per sconfinare in un pesante nichilismo.

Il fondamentalismo consiste in un veemente rifiuto della modernità (o almeno di certi suoi aspetti),

i cambiamenti sociali sembrano violare i più sacri valori di tali movimenti.

La semplicità e l'impegno appassionato collegati al fondamentalismo attraggono molte persone,

anche perchè questo fenomeno, a differenza del postmodernismo, offre una metanarrazione (che sia

realistica nn importa).

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CAPITOLO 3° LA CULTURA COME CREAZIONE SOCIALE

Parliamo in questo capitolo di creatori culturali (quelli ritenuti per lo più passivi dal funzionalismo

del modello del riflesso..)

>Caso della cantante Bessie Smith<

Da dove arriva la cultura?

--> da Genii individuali--> se è così che ne è della Cultura nel suo senso più ampio di sistema di

significato storicamente trasmesso?

--> creazione collettività: i questa accezione anche il canto di Bessie Smith è un prodotto collettivo,

il risultato del conreto posizionamento di Bessie in un contesto storico, geografico, sociale e financo

economico preciso.

Cominceremo in questo capitolo dall'analisi Durkhemiana della rappresentazione collettiva, per poi

prendere in considerazione l'interazionismo simbolico, l'analisi delle subculture, i rapporti tra le

trasformazioni culturali e sociali, e le basi sociali delle innovazioni creative.

Durkheim e la produzione sociale della cultura

Emile Durkheim è uno dei tre padri fondatori della disciplina sociologica, e come gli altri, difronte

ad un mondo in cui il caos sociale non sembrava un ipotesi tanto lontana si domandava cosa

potesse tenere insieme le società.

Elaborò quindi la teoria della rappresentazione collettiva:

Il problema della vita sociale moderna

Stato passato ad integrazione elevata e bassa specializzazione, caratterizzato da solidarietà

meccanica.

Finito con la progressiva specializzazione del lavoro e delle istituzioni.

Cosa tiene insieme questa moderna società in fase di atomizzazione? La solidarietà organica, il

bisogno delle persone di operare scambi.

E' necessario trovare forme di rappresentazione collettiva, come collante.

Legami sociali: il ruolo della religione

Durkheim studia il primitivo totemismo degli indiani d'America per tre ragioni:

- in primis cogliere gli elementi costitutivi

- poi trovare i fondamenti di tutte le religioni

- infine scoprire l'origine del bisogno umano che causa la credenza religiosa

L'analisi della religione durkhemiana si basa su quattro idee:

1- la rappresentazione collettiva

2- la distinzione tra sacro e profano

3- le origini del sacro

4- le conseguenze sociali della religione.

1 – innanzitutto la religione è alla base di tutte le categorie del pensiero, ed entrambe sono

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rappresentazioni collettive che esprimono realtà collettive.

Come spiegazione di ciò Durkheim sosteneva che gli esseri umani fossero duplici, una parte

biologica individuale ed una sociale, codivisa; data dalla nostra partecipazione ad una coscienza

collettiva che produce le nostre categorie di pensiero.(grazie alle quali comprendiamo concetti

anche astratti come spazio e tempo)

2 – Tutte le credenze religiose dividono il mondo in sacro e profano, il sacro è assolutamente

separato dal profano e non vi si può avvicinare

3 – La società fa sorgere il senso del divino negli esseri umani attraverso il suo potere e controllo su

di noi e la sua forza positiva che produce un continuo sostegno del nostro essere morale.

4 – La conseguenza è che gli individui sostenuti nel loro essere morale riconoscono nel sacro la

fonte di forza e lo connotano con essa, il profano risiede quindi nella quotidianità.

Spesso gli individui hanno la percezione che la propria vita sia divisa in due fasi, in quella sacra si

produce uno stato di effervescenza collettiva che nel caso dei clan australiani avviene durante il

corroboree, in queste occasioni il totem (rappresentante i vari clan) diventa rappresentazione

collettiva delle forti emozioni provate nonchè della scena.

In sunto la forza morale esiste...ma non è divina...è originata dalla società. La religione non è che il

sistema di idee attraverso le quali le persone rappresentano la loro società.

Tutta la cultura umana diventa una rappresentazione del sociale.

La cultura come rappresentazione collettiva

Tutti gli oggetti culturali sono rappresentazioni collettive, rappresentano la stessa esperienza sociale

--> qui riconosciamo l'impronta funzionalista; Durkheim però, invece di accogliere meramente il

modello del riflesso propone un quadro più complesso di come possa accadere questa

rappresentazione della realtà sociale:

gli OC non sono semplicemente creati da un individuo di genio, piuttosto sono prodotti da

− individui che si relazionano ad altri individui.

Inoltre le persone negli OC che producono rappresentano la propria esperienza di vita ed

− emotiva.

Ogni gruppo sociale identificabile svilupperà rappresentazioni collettive con le quali dimostrare la

propria solidarietà collettiva a se stesso ed agli altri, se poi volessimo comprendere un OC

dovremmo vedere come viene usato da un dato gruppo per rappresentarsi.

Anche i Blues di Bessie Smith erano rappresentazioni collettive.

La produzione collettiva della cultura

Sono innumerevoli le attività sociali coinvolte nella creazione della cultura: la cooperazione, il

conflitto, l'interazione ecc.

La teoria secondo la quale le interazioni tra gli individui producano cultura è nota come

interazionismo simbolico.

La scuola della produzione della cultura è invece basata sulla sociologia economica ed

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organizzativa e si concentra maggiormente sulle organizzazioni di produttori e consumatori di

cultura. (la considereremo nel quarto capitolo).

L'interazionismo simbolico

Questo è l'ambito della psicologia sociale, dello studio delle interazioni tra individui che generano

cultura. L'interazionismo simbolico è in altre parole interessato a come l'individuo costruisce

attivamente le proprie norme; il sé dell'uomo non è una forma platonica preesistente è creata

dall'interazione sociale.

Uno dei primi studiosi di questa branca fù Cooley che nel 1902 coniò l'espressione specchio del sè.

Secondo Cooley una interazione completa contempla tre fasi:

- il sé immagina la reazione di un altro alla sua apparenza

- immagina poi il giudizio dell'altro

- reagisce a tale giudizio con una reazione emotiva

>Caso dello scontro tra due ragazzi per strada.<

Se l'interazione mina l'armonia sociale gli individui tendono a costituire nuove sequenze interattive

che ristabiliscano tale armonia (la norma dello scusarsi se ci si scontra)

Non tutta la competenza sociale si costituisce attraverso l'interazione a due: Mead nel '34 ha notato

che il bambino nella sua fase di sviluppo attraversa diverse fasi: stadio del gioco libero (play),

stadio del gioco con regole (game) in questa fase il bambino impara a tenere conto di norme e ruoli

diversificati. Infine il bambino impara a tenere conto dell'altro generalizzato (la società)--> essa è la

fonte della moralità ed i bambini sono socializzati a tenere conto di cosa si aspetta da loro questo

altro generalizzato.

Dove compare la cultura? Dal punto di vista dell'interazionismo simbolico il sé è molto disponibile

ad essere influenzato data la carenza di spinte istintive, l'uomo deve così creare le proprie linee di

condotta, ciò avviene nell'interazione con gli altri e con l'altro generalizzato.

Gli OC così creati sono poi trasmessi attraverso la ripetizione e la socializzazione dei nuovi membri

del gruppo.

>Caso dei fumatori di marijuana.<

>Caso di Bessie Smith che diventa cantante blues.<

L'identità è un punto cruciale dell'interazionismo simbolico, viene prodotta dalle interazioni con gli

altri e richiede la loro conferma.

>Caso dei vagabondi di Texas City.<

Secondo una tesi di tipo biologico gli esseri umani hanno una serie di bisogni strutturati

gerarchicamente e prima di dedicarsi alla costruzione di significati devono soddisfare questi.

La tesi interazionista di Anderson e Snow afferma invece che anche quando c'è incertezza per

quanto riguarda i primi l'attività di costruzione di significato e identità è comunque intensa (Studio

sui Vagabondi).

L'altro generalizzato è normalmente concreto e stabile in modo tale che gli OC costruiti sulla sua

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base non debbano essere continuamente ridiscussi.

Subculture

Gli individui non sono membri di un solo gruppo, ma di una pluralità: Mead ha identificato almeno

due tipi di gruppi sociali: astratti (come per esempio: i debitori) e concreti (come un partito politico,

club, aziende ecc.) --> sono tutte unità sociali funzionanti e se i rapporti non si interrompono a

causa delle possibili pressioni dell'altro generalizzato societario si possono trasformare nelle

cosidette subculture.

Una subcultura esiste entro un più ampio sistema culturale e ha contatti con esso, fa riferimento non

solo ad abitudini di consumo ma anche agli stili di vita, l'interesse nei confronti delle subculture è

nato con gli studi della scuola di Chicago che si concentravano su subculture non assimilate (le

gang criminali e i gruppi di immigrati) allo scopo di favorire l'assimilazione.

Oggi si studiano anche le subculture più durature (legate per esempio alle professioni)

>Caso dei funzionari dell'ordine pubblico<

>Caso della little league< idiocultura o autocultura (per la socializzazione nella cultura primaria).

L'idiocultura è la cultura del subgruppo: ricca di implicazioni note solo ai membri del gruppo.

Schema della formazione di una idiocultura.

Affinchè un simbolo o un'espressione entrino a far parte dell'idiocultura devono basarsi su info

note, devono essere funzionali, facilmente utilizzabili, appropriati e ripetuti spesso.

Le subculture creano significato, producendo OC significativi per i membri del gruppo e

incomprensibili per gli estranei. (spesso enfatizzano il contrasto), creano inoltre confini per

distinguere quelli come me da quelli che non lo sono (per creare significato) o al contrario per

evitare il significato ed essere maggiormente inclusivi (per tenere fuori politica ed altri argomenti

causa di conflitto)

Innovazioni culturali e cambiamento sociale

A volte le subculture nascono per cambiare la cultura primaria, nella maggiorparte dei casi esse

nascono per essere lasciate in pace, ma come dicevamo molte nascono come subculture per poi

trasformarsi in movimenti sociali passando dall'ascetismo ultramondano all'impegno riformista.

>Caso dei Boxer in Cina<

Guardiamo da vicino la relazione tra innovazioni culturali e cambiamento sociale:

Ritardi e direzioni culturali

Benchè ci sia qualcosa di giusto nell'affermare che gli slittamenti sociali producano mutamenti

culturali, una simile affermazione deterministica suggerisce che il mutamento sociale viene sempre

prima di quello culturale.

L'ipotesi del ritardo culturale prevede la distinzione tra cultura materiale (case, macchine e altri

oggetti materiali) e cultura adattativa (pratiche, costumi ecc): secondo quest'ipotesi la seconda muta

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a seconda dei mutamenti della prima e ci vuole sempre un po' perchè ciò avvenga: questo scarto si

chiama "ritardo culturale".

Allo stesso tempo possiamo presentare numerosi esempi secondo i quali è la cultura non materiale

che guida le condizioni materiali. (Max Weber)

Esempio del consumo di sigarette.

Anche l'esperienza del mutamento culturale improvviso sembra negare la tesi del ritardo culturale.

Analizziamo quindi quando il mutamento culturale guida e quando invece è completamente

scollegato.

Le innovazioni culturali

L'approccio della produzione collettiva di cultura suggerisce alcuni elementi costanti evidenti

nell'innovazione culturale:

1 – determinati periodi più favorevoli di altri alla produzione di innovazione.

2 – anche le innovazioni seguono alcune convenzioni

3 – alcune innovazioni hanno più probabilità di altre di istituzionalizzarsi.

1) La creatività culturale esplode in periodi di instabilità, di fronte a perturbazioni dell'ordine

morale e a sfilacciamenti dell'ideologia dominante, di fronte al vuoto morale le persone reagiscono

all'anomia producendo innovazione.

Queste affermazioni sembrano avvalorare la tesi del ritardo culturale ma cosa diriga cosa è solo una

scelta di prospettiva: il discorso sui prima e sui dopo è decisamente ambiguo.

2) Le innovazioni culturali possono non essere così "innovative" i creatori reagiscono in principal

modo a convenzioni preesistenti piuttosto che ignorarle semplicemente.

Becker ha distinto tra 4 tipi di artisti di cui solo un tipo è completamente sganciato dalle

convenzioni (quello naif) ed è peraltro minoritario e poco diffuso, i gruppi sono:

- professionisti integrati (riproducono le convenzioni del loro mondo artistico)

- individualisti ribelli (sono convenzionalmente non convenzionali)

- artisti folk (seguono le convenzioni della loro arte)

- artisti naif (non sono collegati a nessun mondo di produzione collettiva)--> le loro creazioni non

hanno ne pubblico ne influenza.

3) Non tutte le innovazioni si consolideranno, per sopravvivere dovranno per esempio ricevere

sostegno da qualche figura istituzionale.

>Caso della Riforma in Europa<

>Caso del canto di Bessie Smith.<

16

Riepilogo MS teoria del genio individuale

creatore ricevitore

OC

MS teoria del riflesso

creatore ricevitore

OC

MS teoria dell'interazionismo simbolico

Subcultura

creatore ricevitore

OC

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Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della conoscenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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