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rappresentazioni collettive che esprimono realtà collettive.

Come spiegazione di ciò Durkheim sosteneva che gli esseri umani fossero duplici, una parte

biologica individuale ed una sociale, codivisa; data dalla nostra partecipazione ad una coscienza

collettiva che produce le nostre categorie di pensiero.(grazie alle quali comprendiamo concetti

anche astratti come spazio e tempo)

2 – Tutte le credenze religiose dividono il mondo in sacro e profano, il sacro è assolutamente

separato dal profano e non vi si può avvicinare

3 – La società fa sorgere il senso del divino negli esseri umani attraverso il suo potere e controllo su

di noi e la sua forza positiva che produce un continuo sostegno del nostro essere morale.

4 – La conseguenza è che gli individui sostenuti nel loro essere morale riconoscono nel sacro la

fonte di forza e lo connotano con essa, il profano risiede quindi nella quotidianità.

Spesso gli individui hanno la percezione che la propria vita sia divisa in due fasi, in quella sacra si

produce uno stato di effervescenza collettiva che nel caso dei clan australiani avviene durante il

corroboree, in queste occasioni il totem (rappresentante i vari clan) diventa rappresentazione

collettiva delle forti emozioni provate nonchè della scena.

In sunto la forza morale esiste...ma non è divina...è originata dalla società. La religione non è che il

sistema di idee attraverso le quali le persone rappresentano la loro società.

Tutta la cultura umana diventa una rappresentazione del sociale.

La cultura come rappresentazione collettiva

Tutti gli oggetti culturali sono rappresentazioni collettive, rappresentano la stessa esperienza sociale

--> qui riconosciamo l'impronta funzionalista; Durkheim però, invece di accogliere meramente il

modello del riflesso propone un quadro più complesso di come possa accadere questa

rappresentazione della realtà sociale:

gli OC non sono semplicemente creati da un individuo di genio, piuttosto sono prodotti da

− individui che si relazionano ad altri individui.

Inoltre le persone negli OC che producono rappresentano la propria esperienza di vita ed

− emotiva.

Ogni gruppo sociale identificabile svilupperà rappresentazioni collettive con le quali dimostrare la

propria solidarietà collettiva a se stesso ed agli altri, se poi volessimo comprendere un OC

dovremmo vedere come viene usato da un dato gruppo per rappresentarsi.

Anche i Blues di Bessie Smith erano rappresentazioni collettive.

La produzione collettiva della cultura

Sono innumerevoli le attività sociali coinvolte nella creazione della cultura: la cooperazione, il

conflitto, l'interazione ecc.

La teoria secondo la quale le interazioni tra gli individui producano cultura è nota come

interazionismo simbolico.

La scuola della produzione della cultura è invece basata sulla sociologia economica ed

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organizzativa e si concentra maggiormente sulle organizzazioni di produttori e consumatori di

cultura. (la considereremo nel quarto capitolo).

L'interazionismo simbolico

Questo è l'ambito della psicologia sociale, dello studio delle interazioni tra individui che generano

cultura. L'interazionismo simbolico è in altre parole interessato a come l'individuo costruisce

attivamente le proprie norme; il sé dell'uomo non è una forma platonica preesistente è creata

dall'interazione sociale.

Uno dei primi studiosi di questa branca fù Cooley che nel 1902 coniò l'espressione specchio del sè.

Secondo Cooley una interazione completa contempla tre fasi:

- il sé immagina la reazione di un altro alla sua apparenza

- immagina poi il giudizio dell'altro

- reagisce a tale giudizio con una reazione emotiva

>Caso dello scontro tra due ragazzi per strada.<

Se l'interazione mina l'armonia sociale gli individui tendono a costituire nuove sequenze interattive

che ristabiliscano tale armonia (la norma dello scusarsi se ci si scontra)

Non tutta la competenza sociale si costituisce attraverso l'interazione a due: Mead nel '34 ha notato

che il bambino nella sua fase di sviluppo attraversa diverse fasi: stadio del gioco libero (play),

stadio del gioco con regole (game) in questa fase il bambino impara a tenere conto di norme e ruoli

diversificati. Infine il bambino impara a tenere conto dell'altro generalizzato (la società)--> essa è la

fonte della moralità ed i bambini sono socializzati a tenere conto di cosa si aspetta da loro questo

altro generalizzato.

Dove compare la cultura? Dal punto di vista dell'interazionismo simbolico il sé è molto disponibile

ad essere influenzato data la carenza di spinte istintive, l'uomo deve così creare le proprie linee di

condotta, ciò avviene nell'interazione con gli altri e con l'altro generalizzato.

Gli OC così creati sono poi trasmessi attraverso la ripetizione e la socializzazione dei nuovi membri

del gruppo.

>Caso dei fumatori di marijuana.<

>Caso di Bessie Smith che diventa cantante blues.<

L'identità è un punto cruciale dell'interazionismo simbolico, viene prodotta dalle interazioni con gli

altri e richiede la loro conferma.

>Caso dei vagabondi di Texas City.<

Secondo una tesi di tipo biologico gli esseri umani hanno una serie di bisogni strutturati

gerarchicamente e prima di dedicarsi alla costruzione di significati devono soddisfare questi.

La tesi interazionista di Anderson e Snow afferma invece che anche quando c'è incertezza per

quanto riguarda i primi l'attività di costruzione di significato e identità è comunque intensa (Studio

sui Vagabondi).

L'altro generalizzato è normalmente concreto e stabile in modo tale che gli OC costruiti sulla sua

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base non debbano essere continuamente ridiscussi.

Subculture

Gli individui non sono membri di un solo gruppo, ma di una pluralità: Mead ha identificato almeno

due tipi di gruppi sociali: astratti (come per esempio: i debitori) e concreti (come un partito politico,

club, aziende ecc.) --> sono tutte unità sociali funzionanti e se i rapporti non si interrompono a

causa delle possibili pressioni dell'altro generalizzato societario si possono trasformare nelle

cosidette subculture.

Una subcultura esiste entro un più ampio sistema culturale e ha contatti con esso, fa riferimento non

solo ad abitudini di consumo ma anche agli stili di vita, l'interesse nei confronti delle subculture è

nato con gli studi della scuola di Chicago che si concentravano su subculture non assimilate (le

gang criminali e i gruppi di immigrati) allo scopo di favorire l'assimilazione.

Oggi si studiano anche le subculture più durature (legate per esempio alle professioni)

>Caso dei funzionari dell'ordine pubblico<

>Caso della little league< idiocultura o autocultura (per la socializzazione nella cultura primaria).

L'idiocultura è la cultura del subgruppo: ricca di implicazioni note solo ai membri del gruppo.

Schema della formazione di una idiocultura.

Affinchè un simbolo o un'espressione entrino a far parte dell'idiocultura devono basarsi su info

note, devono essere funzionali, facilmente utilizzabili, appropriati e ripetuti spesso.

Le subculture creano significato, producendo OC significativi per i membri del gruppo e

incomprensibili per gli estranei. (spesso enfatizzano il contrasto), creano inoltre confini per

distinguere quelli come me da quelli che non lo sono (per creare significato) o al contrario per

evitare il significato ed essere maggiormente inclusivi (per tenere fuori politica ed altri argomenti

causa di conflitto)

Innovazioni culturali e cambiamento sociale

A volte le subculture nascono per cambiare la cultura primaria, nella maggiorparte dei casi esse

nascono per essere lasciate in pace, ma come dicevamo molte nascono come subculture per poi

trasformarsi in movimenti sociali passando dall'ascetismo ultramondano all'impegno riformista.

>Caso dei Boxer in Cina<

Guardiamo da vicino la relazione tra innovazioni culturali e cambiamento sociale:

Ritardi e direzioni culturali

Benchè ci sia qualcosa di giusto nell'affermare che gli slittamenti sociali producano mutamenti

culturali, una simile affermazione deterministica suggerisce che il mutamento sociale viene sempre

prima di quello culturale.

L'ipotesi del ritardo culturale prevede la distinzione tra cultura materiale (case, macchine e altri

oggetti materiali) e cultura adattativa (pratiche, costumi ecc): secondo quest'ipotesi la seconda muta

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a seconda dei mutamenti della prima e ci vuole sempre un po' perchè ciò avvenga: questo scarto si

chiama "ritardo culturale".

Allo stesso tempo possiamo presentare numerosi esempi secondo i quali è la cultura non materiale

che guida le condizioni materiali. (Max Weber)

Esempio del consumo di sigarette.

Anche l'esperienza del mutamento culturale improvviso sembra negare la tesi del ritardo culturale.

Analizziamo quindi quando il mutamento culturale guida e quando invece è completamente

scollegato.

Le innovazioni culturali

L'approccio della produzione collettiva di cultura suggerisce alcuni elementi costanti evidenti

nell'innovazione culturale:

1 – determinati periodi più favorevoli di altri alla produzione di innovazione.

2 – anche le innovazioni seguono alcune convenzioni

3 – alcune innovazioni hanno più probabilità di altre di istituzionalizzarsi.

1) La creatività culturale esplode in periodi di instabilità, di fronte a perturbazioni dell'ordine

morale e a sfilacciamenti dell'ideologia dominante, di fronte al vuoto morale le persone reagiscono

all'anomia producendo innovazione.

Queste affermazioni sembrano avvalorare la tesi del ritardo culturale ma cosa diriga cosa è solo una

scelta di prospettiva: il discorso sui prima e sui dopo è decisamente ambiguo.

2) Le innovazioni culturali possono non essere così "innovative" i creatori reagiscono in principal

modo a convenzioni preesistenti piuttosto che ignorarle semplicemente.

Becker ha distinto tra 4 tipi di artisti di cui solo un tipo è completamente sganciato dalle

convenzioni (quello naif) ed è peraltro minoritario e poco diffuso, i gruppi sono:

- professionisti integrati (riproducono le convenzioni del loro mondo artistico)

- individualisti ribelli (sono convenzionalmente non convenzionali)

- artisti folk (seguono le convenzioni della loro arte)

- artisti naif (non sono collegati a nessun mondo di produzione collettiva)--> le loro creazioni non

hanno ne pubblico ne influenza.

3) Non tutte le innovazioni si consolideranno, per sopravvivere dovranno per esempio ricevere

sostegno da qualche figura istituzionale.

>Caso della Riforma in Europa<

>Caso del canto di Bessie Smith.<

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Riepilogo MS teoria del genio individuale

creatore ricevitore

OC

MS teoria del riflesso

creatore ricevitore

OC

MS teoria dell'interazionismo simbolico

Subcultura

creatore ricevitore

OC

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CAPITOLO 4° PRODUZIONE, DISTRIBUZIONE E RICEZIONE DELLA

CULTURA

>Caso delle statuette in steatite eschimesi<

La produzione, commercializzazione e distribuzione autocosciente si applica alle idee come alle

statuette eschimesi.

Cominceremo con la scuola di analisi della produzione di cultura, passeremo poi ad una discussione

sul pubblico e sulla ricezione culturale, analizzaremo due opposte interpretazioni del nesso

produzione – ricezione: quella pessimistica della cultura di massa e quella ottimistica della cultura

popolare.

La produzione della cultura

Questo tipo di analisi è scaturito dalla sociologia industriale e dell'organizzazione.

Secondo uno dei fondatori, Peterson, esiste un complesso apparato interposto tra i creatori di cultura

ed i consumatori.

Il sistema dell'industria culturale

l'insieme di organizzazioni che producono articoli culturali di massa quali libri, pellicole, musica

ecc.

Secondo Hirsch questo genere di articoli condividono alcune caratteristiche:

l'incertezza della domanda

− tecnologia relativamente economica

− eccedenza di aspiranti creatori.

Il sistema dell'industria culturale opera per regolare e confezionare l'innovazione manipolando la

creatività verso prodotti smerciabili e prevedibili.

Schema del sistema dell'industria culturale:

Sottosistema tecnico – Filtro n°1 Sottosistema – Filtro n°2 Sottosistema – Filtro n°3 Consumatori

manageriale Istituzionale

(Organizzazioni) (Media)

Area di

input Area di Output Feedback

L'oggetto culturale reale è di importanza minore rispetto al sistema totale (ciò è vero soprattutto nel

caso dei prodotti di cultura di massa.

Il modello di Hirsch può essere adattato anche ai prodotti di cultura alta, alle idee e ad ogni altro OC

(con poche modifiche):

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>Caso di una lettura femminista della bibbia.<

Il modello può essere esteso anche a casi di società non industriali:

>Caso delle società segrete in molte società africane.<

Mercati culturali

Peterson

>Caso della Country Music<

Un nuovo grande mercato porta alla diminuzione della specificità artistica di un genere, oppure

porta ad una maggiore differenziazione culturale.

>Caso del mercato dell'arte nella Parigi del 19simo secolo<

Un altro esempio di innovazione attraverso esclusione nel

>Caso della narrativa americana durante l'800<

I mercati influenzano la produzione culturale, ma non sempre escludendo o rigettando un OC in

favore di un altro: talvolta possono coesistere stabilmente mercati paralleli.

Indipendentemente dalla stabilità di un sistema i mercati reagiscono al mutamento sociale.

Sembra che anche nel caso dei mercati ci siano periodi di agitazione in cui sia il mondo sociale che

i mercati culturali cambiano più velocemente.

>Caso della Cina del primo '900 e della Letteratura Butterfly.<

Modernizzazione e urbanizzazione con guerra, pestilenza, e rivoluzione economica sono le

occasioni di creatività culturale di più grande impatto, ma anche minori riconfigurazioni sociali

possono avere un certo impatto.

Ulf Hannerz concepisce la cultura come un network di prospettive, con una produzione continua di

forme culturali esplicite.

Questo modello di rete unisce le prospettive radicate in una particolare subcultura da un lato e un

apparato di produzione culturale con posizioni e priorità sociali molto diversi dall'altro.

Ad esempio il Blues di Chicago è nato da una prospettiva subculturale diffusasi in un mercato

caratterizzato da un profilo razziale ed economico radicalmente diverso.

La produzione di idee

Ha senso pensare a concetti ed idee come a "prodotti"? Forse sì dato che idee e concetti competono

per l'attenzione del pubblico con gli OC che non abbiamo problemi a definire "prodotti".

I successi sono tutti imprevedibili e le reputazioni sono la risorsa principale che i produttori hanno a

loro disposizione.

In ogni caso l'idea di un OC deve lottare per essere accettata prima dell'OC stesso, soprattutto nel

caso non sià già ancorata ad un contesto culturale ma sia totalmente innovativa.

Anche per quel che riguarda la produzione ideologica ci sono momenti più favorevoli, che sono

ancora quelli di instabilità socio politica ed economica: nei momenti di tranquillità (come dice Ann

Swidler) le persone tirano avanti con pezzi misti di ideologie, ma in un momento di incertezza gli

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umani abbisognano di certezze e coerenza ideologiche (ecco perchè questi sono momenti proprizi)

C'è tra le ideologie in surplus un processo di selezione (nella competizione per le risorse) e poi di

istituzionalizzazione (quando la nuova ideologia è inserita nella prassi).

Ora è tempo di occuparci dei consumatori (o ricevitori) di cultura che chiameremo il sottosistema di

di produzione dell'interpretazione.

La ricezione

Il sistema di ricezione è quello che produce l'incertezza del sistema di produzione riguardo il

successo o meno degli OC prodotti. Chi riceve l'oggetto ha l'ultima parola.

Un postulato di base nell'approccio sociologico alla ricezione è che la "mente sociale" elabora gli

stimoli in arrivo (non solo - come un cervello o - come una mente individuale ma come una

prospettiva di gruppo formata dalla comunicazione interpersonale, e quindi - come comunità di

pensiero).

Le nostre menti sociali come membri di comunità di pensiero foggiano ciò che ci emoziona, ci

interessa, ed i significati che traiamo dall'ambiente.

Per comprendere la ricezione di OC dobbiamo assumere che in significato non è inserito nell'OC

stesso e non è nemmeno soggetto ai capricci individuali: gli attributi sociali delle persone, le loro

posizioni nella struttura sociale condizionano ciò che essa apprezza, ciò che pensa e financo ciò che

riconosce.

I pubblici, le culture di gusto e il capitale culturale

Una grande massa di ricerca conferma la correlazione tra gusto culturale e posizione

socioeconomica, la stratificazione culturale.

Non è sempre così diretta e data: molti OC attraversano i confini di classe, genere, etnia e religione;

per questo motivo Gans ha proposto di non dedicarsi alla correlazione tra classe e gusto ma

piuttosto di identificare culture di gusto (avulse dal posizionamento sociale).

Gli strati sociali differiscono nell'ampiezza della loro partecipazione alla cultura: la classe medio

alta partecipa più intensamente alla cultura: laddove un uomo di classe operaia sa di TV, sport e e

musica popular un uomo di classe media sa di belle arti, letteratura + TV, sport e musica popular.

Peterson ha chiamato i gruppi di classe media onnivori culturali; chiaramente questi avranno più

risorse degli altri per l'azione nelle varie situazioni sociali.

Come chi vive nei ghetti ha ancora meno possibilità di un membro della classe media o della classe

operaia di passare da un codice ad un altro (non avendo avuto esperienze d'interazione con altre

culture).

Certamente non si scegli la cultura di gusto a cui si partecipa e neppure le conseguenze di tale

partecipazione.

Una potente teoria sulle conseguenze di gusto è stata elaborata da Bourdieu secondo cui la cultura

può essere considerata una sorta di capitale che può essere accumulato e investito, e anche

convertito in capitale economico.

>Caso dei due operai e della promozione.<

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Bourdieu ha tracciato una mappa dei collegamenti tra capitale culturale ed economico: a volte c'è

corrispondenza altre volte c'è conflitto:

Gli studenti--> alto capitale culturale, basso capitale economico

Gli imprenditori --> basso capitale culturale, alto capitale economico.

I tipi di capitale non economico possono cambiare da luogo a luogo:

>Caso Parigi, NY, Clermont-Ferrand e Indianapolis.<

Poichè si crede che il capitale culturale sia importante, i gruppi sociali hanno la tendenza ad

inflazionare il valore di ciò che essi hanno e a cercare di impedire che altri ne posseggano a loro

volta --> così si formano le convinzioni etnocentriche di superiorità culturale e si riveste di sacralità

la propria cultura.

Sembra dunque chiaro che la ricezione di diversi tipi di oggetto culturale è stratificata per classe

sociale e che la gente può consapevolmente o meno usare la cultura per mantenere e legittimare i

vantaggi ottenuti e per superare gli svantaggi.

Un ampio repertorio culturale è quindi socialmente utile.

Orizzonti di aspettative

l'orizzonte di aspettative è plasmato dal bagaglio culturale e sociale di ciascuno e quando un

soggetto si relaziona ad un OC lo fa tramite il filtro del suo orizzonte di aspettative che in ogni caso

muta a causa della relazione (un processo ciclico)

Il significato attribuito agli OC cambia a seconda delle culture di gusto:

>Caso: pubblici differenti interpretano lo stesso libro in modi differenti<

Ogni evento può essere trasformato in un OC quando gli viene attribuito un significato.

>Caso della morte di un bimbo.<

L'attenzione prestata alle diverse interpretazioni di un OC può rivelare la presenza di assunti sociali

fortemente radicati.

Modello del framing: se i creatori riescono a dare all'OC una cornice che il pubblico già possiede è

più facile che l'OC venga percepito. (così funziona la propaganda politica)

Ma se ogni gruppo ha il suo orizzonte di aspettative può costruire autonomamente i significati che

più gli piacciono?

La libertà d'interpretazione culturale

Possono esserci due risposte antitetiche:

1 – si può costruire qualsiasi significato (ricevitori forti OC deboli)

2 – si deve sottostare ai significati che sono intrinsechi all'OC (ricevitori deboli OC forti)

Lévi Strauss disse che la mente umana era come un bricoleur (come quel tipo di artigiano che

poteva modellare qualsivoglia materiale in qualsiasi forma.) Seguendo questa logica si può

attribuire potere totale al ricevitore. Questa posizione nega alla cultura il ruolo di rappresentazione

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collettiva.

All'estremo opposto chi ignora le convenzioni di un particolare OC non può capirlo, gli estranei ad

una cultura non possono intenderla ecc. Esiste un significato intrinseco dell'OC. --> questa

convinzione è stata denominata <<superstizione del significato giusto>>.

L'occhio di ciascuno spettatore è condizionato dal suo posizionamento sociale: spettatori diversi

significati diversi.

Spingere le due teorie agli estremi non porta da nessuna parte, due scuole di pensiero in ogni caso

esprimono i due punti di vista: la scuola della cultura di massa e la scuola della cultura popolare.

La seduzione della cultura di massa

L'intrattenimento di massa si basa su un minimo comune denominatore di gusto, che enfatizza

l'aspetto sensazionale rispetto a quello morale o intellettuale allo scopo di conquistare la più larga

fascia di mercato possibile. Tali prodotti rendono lo spettatore (ricevitore) apatico e intorpidito e

questo stato d'animo predisponde le persone a sottomettersi a forme di tirannide politica ecc.

Questa è la concezione della Scuola di Francoforte.

E' forte l'interesse per i possibili effetti negativi della cultura di massa: i prodotti della cultura di

massa riproducono per esempio gli stereotipi razziali, e di genere.

Il rapporto della cultura di massa con la violenza è ancor oggi un tema molto discusso e i media

popular sono sotto costante controllo anche se tale controllo ha avuto decisamente poco effetto sui

contenuti.

Secondo la concezione pessimistica della cultura di massa i pubblici sono innocenti e ingenui, facili

da imbonire.

La concezione opposta sostiene che la gente è troppo esperta e che sa troppe cose per essere preda

degli OC. In questa concezione non si parla di cultura di massa ma di cultura popular.

Resistenza attraverso la <<cultura popolare>>

Il termine popolare ha preso a significare la cultura della gente (in quanto delle persone comuni)

opposizione tra cultura alta (delle elites) e cultura popolare.

Comprende i prodotti culturali di massa e anche la saggezza, il senso comune, i modi di vita della

"gente" priva di potere e ricchezza: di quei gruppi privi di capitale economico e culturale.

La cultura popolare è dunque il sistema di significati a disposizione della gente comune.

La rivalutazione della cultura popolare è avvenuta tra i sociologi quando gruppi emarginati (donne

omosessuali ecc) hanno cominciato a rivendicare il dovuto rispetto negli anni sessanta.

La rivalutazione è avvenuta in due modi:

- analisi della cultura popolare alla ricerca di significati nascosti, significativi solo per quella parte

di pubblico che stiamo prendendo in considerazione.

>Caso dei romanzi sentimentali.<

Il pubblico popolare è capace di decodificare significati che risultano particolarmente soddisfacenti

alla luce dell'esperienza sociale.

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Nel secondo approccio il pubblico popolare non solo decodifica come più gli piace ma crea

significato (sovversivo); come dice John Fiske la gente si pone di fronte ai prodotti culturali di

massa come se fosse al supermarket, acquista i suoi ingredienti ma poi cucina da sé usando elementi

della propria dispensa individualizzando il prodotto finale.

>Caso del gioco a premi di coppia, gli spettatori si schierano con "gli sfigati"!! (topolino e

paperino)< Mondo Sociale

CM Industria culturale CM Passivo

Creatore Ricevitore

CP La gente e CP Attivo

l'industria culturale

Oggetto culturale

Nel modello CM gli OC impongono i propri significati sui loro pubblici, nel modello CP invece il

pubblico crea i propri significati.

Il vero pericolo, non considerato da nessuna delle due teorie è che le persone smettano di

interpretare tutti gli OC. Questo rigetto è avvenuto già per quel che riguarda alcuni OC e i teorici

della cultura postmoderna sono convinti che ciò continuerà.

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CAPITOLO 5° LA COSTRUZIONE CULTURALE DEI PROBLEMI

SOCIALI.

Ogni società produce condizioni patologiche, disfunzionali, vergognose ecc.

Questa è una visione che considera i problemi sociali come oggettivi: Le MST sono un esempio:

sono chiaramente identificate, sono oggettivamente misurabili, chiunque sarebbe d'accordo nel

definirle un PS, e tutte le società devono attivarsi per risolverlo.

Questa visione oggettiva si basa su assunti precari.

Ad esempio non c'è una oggettiva linea di confine che distingua le MST da altre malattie non

considerate PS, tale linea è frutto di una decisione sociale.

I PS non sono sempre chiari e semplici come l'approccio oggettivo vorrebbe convincerci.

I PS sono costruzioni --> approccio costruttivista

Secondo tale approccio i problemi sociali potenziali non sono fatti oggettivi, ma invece sono

produttori di significato: è solo quando una situazione ha significato per un gruppo di persone e

questo significato è negativo che può essere definita PS.

Un PS è quindi un OC; prodotto da agenti specifici chiamati da Loseke claims makers, ovvero

fabbricanti di questioni, attori significativi legittimati a sollevare questioni (Es Beppe Grillo);

interpretato da un particolare pubblico interessato ai PS.

Un PS viene fabbricato quando un pubblico giudica la questione sollevata credibile.

Quando si dichiarano alcune situazioni sbagliate ci si contrappone normalmente a una qualche

collettività: gli ubriachi alla guida, gli omosessuali, le corporations ecc.; a volte però l'appello è

generale. Entrambi questi casi prevedono che il pubblico sia dotato di un'identità collettiva.

La costruzione di un'identità collettiva

L'identità collettiva non è una condizione ma un processo: bisogna continuamente lavorare alla

propria identità (all'essere donna, mussulmano, italiano ecc.) altrimenti questa si trasforma in

un'etichetta che poco avrà a che fare con il comportamento.

Si forma attraverso processi interattivi e condivisi.

Il processo di formazione, mantenimento ed alterazione di tale identità fornisce agli attori la base

per formare le proprie aspettative e calcolare costi e benefici di un'azione.

L'identità collettiva può cristallizzarsi in forme istituzionalizzate --> organizzative.

E' da questa definizione che nasce il collegamento con i PS e con i movimenti.

Quando una identità collettiva viene attivata produce una mente sociale che considererà un certo

tipo di OC come problemi sociali e potrà attivarsi ed agire.

>Caso della razza e dell'etnia<

La rivendicazione culturale basata su razza, etnia, religione e lingua persiste per diverse ragioni:

la sua espressione attraverso OC è soddisfacente ed a basso costo,

− inoltre impegna i leader intellettuali del gruppo etnico o razziale che hanno interesse nella sua

− perpetuazione;

24 i leader politici trovano inoltre conveniente appellarsi all'appartenenza etnica e razziale nella

− loro caccia al voto

L'espressione culturale dell'etnicità è meno diretta di quanto potrebbe apparire a prima vista: le

suddivisioni interne ai gruppi etnici e razziali sono spesso invisibili agli esterni.

L'etnia stessa è un OC.

Le appartentenze etnico-razziali sembrano naturali ma sono culturali

Le persone possono trarre anche vantaggio dall'appartenenza etnica imposta (se le specificità non

vengono riconosciute dall'esterno ci si può in definitiva unire contro il nemico comune ed abbattere

le barriere che ci si era autoimposti (indiani d'america delle varie tribù uniti contro chi li chiamava

tutti musi rossi ecc...)

Le espressioni culturali etniche sono spesso tradizioni inventate ad hoc. (primordialismo costruito

ecc).

Le potenti costruzioni di identità collettive creano come abbiamo visto potenti NOI che influenzano

il nostro pensiero e comportamento in molti modi. I Claims Makers proveranno a raggiungere i

pubblici attraverso le loro identità collettive.

La costruzione di un problema sociale

Le forme assunte dai vari problemi sociali sono specifiche di ogni cultura e società.

>Caso della gravidanza adolescenziale.<

Alcuni OC servono a convogliare attenzione su un dato PS: si pensi a "La capanna dello zio Tom".

Ma se la cultura può attirare l'attenzione su un determinato PS può anche crearlo? E quale può

essere il suo ruolo nella soluzione del problema che ha identificato?

grado in cui i problemi culturali sono culturalmente costruiti

− come i PS vengono creati e plasmati come OC

− Ruolo dell'identità collettiva nella ricezione di questi e nella promozione di movimenti sociali.

Creare noie

A volte la sofferenza umana che capita viene trasformata da mero evento casuale in OC

significativo e successivamente in PS, quando si compie questa trasformazione si possono trovare

delle soluzioni (l'esistenza di un problema implica l'esistenza di una soluzione, la morte non è

dunque un problema perchè non c'è modo di sfuggire ad essa)

Quando consideriamo un OC un PS significa che lo leggiamo entro un orizzonte di aspettative,

assegnamo ad esso un autore, e lo vediamo come qualcosa da superare.

I PS possono beneficiare dell'analisi sul diamante.

Dal fatto all'evento al problema sociale

Consideriamo come i fatti si trasformano in OC:

nel rapporto tra essi e una struttura, in un rapporto creato dall'interpretazione.

L'OC deve essere articolato come un insieme di idee e istituzioni tra loro intersecantesi per poi

diventare PS.

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Fatto Idee

Fatto Oggetto culturale Interprete Struttura

Fatto Istituzioni

Fatto

>Caso del problema sociale della guida in stato di ebrezza<:

Sono molti i fatti rilevanti legati ad essa; com'è successo che con tutti questi fenomeni si sia

identificato l'autista ubriaco come l'unico OC significativo?

La risposta (nel caso americano) sta nelle idee e nelle istituzioni, nonchè negli interpreti (R) per

esempio il MADD (mothers against drunk driving)

In Nigeria la morte in autostrada è ugualmente un OC ma il suo significato è totalmente diverso: il

problema è la Strada (dissestata e infestata da spiriti maligni).

Così i problemi sociali tendono ad esprimere un comodo adattamento alle idee ed alle istituzioni

della società in cui si sviluppano. Se la gente definisce una situazione come reale essa lo sarà

almeno nelle sue conseguenze --> La profezia che si autoadempie.

La carriera di un problema sociale

Iniziale competizione in un'arena pubblica tra fatti potenzialmente PS, comp. Che si realizza in due

forme:

1) Definizione ed inquadramento dello stesso problema

2) Cattura dell'attenzione delle istituzioni le cui risorse sono ancora una volta limitate

Quelle situazioni che vengono selezionate come PS hanno caratteristiche specifiche:

possono essere drammatizzate

trattano temi mitici e radicati nella cultura

sono politicamente vitali perchè spesso collegati a forti gruppi d'interesse.

I vincitori di questa competizione assurgono allo status di PS.

--> CASO DELL'AIDS <--

Una volta creato il PS ci si deve chiedere se qualcuno si muoverà per risolverlo, genererà un

movimento sociale? Perchè questo succeda il problema deve connettersi ad un pubblico in modo

tale che alcuni dei ricevitori siano spinti all'azione.

La costruzione di un movimento sociale

Anche se un certo pubblico accetta un fatto come PS non significa che qualcuno si attiverà per

risolverlo: per esempio se si assume un atteggiamento fatalistico non si farà nulla.

I movimenti sociali richiedono che le persone siano motivate a riconoscere che esiste un problema,

che si può risolvere, e a trovare delle linee d'azione perchè ciò avvenga.

Il trucco degli attivisti è connettere il discorso pubblico e l'esperienza delle persone integrandoli in

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un quadro coerente che supporti l'azione collettiva. Per collegare un pubblico ad un problema

occorre formularlo in modo tale che il pubblico ne riconosca la rilevanza: un problema di framing.

(Vedi cap. 4 pag 21)

I movimenti sociali devono far concidere i frames delle potenziali reclute, l'allineamento dei frames

è "la connessione degli orientamenti interpretativi degli individui e delle organizzazioni dei

movimenti sociali (OMS)"

Talvolta una OMS cerca di fare in modo che i frames degli individui si estendano; i frames sono in

gran parte definiti dal loro senso di identità collettiva, se le persone a cui le OMS fanno appello

attraverso certi frames non si riconoscono nell'identità collettiva relativa ad essi gli appelli

falliranno.

I claims makers dovranno fare appello anche alla sfera emotiva per scuotere e commuovere le

persone, spesso dunque usano l'arte per raggiungere i loro pubblici.

La musica per esempio aiuta a dare forma a quello che chiameremo identità cognitiva ovvero ciò

che suggerisce alle persone il tipo d'azione coerente con la loro identità collettiva.

La musica crea questo legame in quanto ha una funzione esemplare: suggerisce quali emozioni l

pubblico dovrebbe provare e cosa dovrebbe fare.

I PS competono sempre per l'attenzione dei pubblici rilevanti ed i media aiutano a conquistare e

mantenere rilevanza, e tutto questo anche astraendosi dal processo democratico.

>Caso del VHP in India.<

27

CAPITOLO 6° CULTURA E ORGANIZZAZIONI: FARE LE COSE IN

MODO MULTICULTURALE.

Molte delle ambiguità del lavoro nella sfera organizzativa derivano dal ruolo svolto dalla cultura e

dagli OC, sia dentro l'organizzazione che al di fuori di essa.

Analizzeremo in questo capitolo come la cultura influenzi i modi delle transazioni economiche e

della vita organizzativa delle aziende come dei governi.

>Caso di McDonald's a Israele<

Problema della conciliazione della cultura globale con quelle locali

MS che include

1. la trasmissione globale della cultura americana

2. la passione della gioventù israeliana per tale cultura

Disponibilità di Impatto di McDonald's

Franchise di sulla cultura israeliana

McDonald's a livello

globale

Creatori Destinatari

1) McDonald's Corp. 1) Giovani israeliani scolarizzati

2) Franchiser Israeliano 2) Autorità religiose

Significato 1

Produzione Locale Consumo Locale Moderno, fresco, americano

Significato 2

OC: Big Mac Impuro, non ebreo, affronto alla

religione ed all'identità ebraica

Profitti e affari in una società globale piena di culture locali antagoniste è difficile perchè chi lavora

nelle organizzazioni globali non può fare a meno di gestire significati, di avere a che fare con le

culture.

Analizzaremo quattro forme di influenza culturale sulle modalità con cui le organizzazioni

conseguono i propri obiettivi o li mancano in un mondo in rapido cambiamento:

1 e 2 - Le culture organizzative, a livello individuale,

ai diversi livelli gerarchici all'interno delle organizzazioni,

3 - Influenza delle culture nazionali sugli esiti organizzativi,

4 - I problemi delle organizzazioni che operano in una pluralità di culture.

Culture organizzative

Le organizzazioni operano entro e tra culture ma producono anch'esse cultura.

Manager e lavoratori creano e ricevono oggetti culturali che possono facilitare o ostacolare l'attività

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dell'organizzazione.

Consideriamo prima il microlivello dell'individuo o del piccolo gruppo in cui emergono subculture

per creare un mondo di lavoro significativo.

Cultura e motivazione -1-

Tutte le organizzazioni hanno obiettivi e quindi il problema di motivare i propri membri a

conseguirli.

La via più diretta per motivare l'acquiescenza è l'uso della forza --> ma il nudo potere non è

efficiente ne tantomeno umano quindi..

teoria dell'uomo economico—> gli esseri umani vogliono i soldi e ciò che permettono di acquistare,

i loro desideri e bisogni sono sempre superiori ai loro mezzi per cui essi lavoreranno di più per una

paga maggiore. (teoria alla base del cottimo)

>Caso dei lavoratori a cottimo< —> Subculture nelle organizzazioni: la teoria dell'uomo economico

non è sempre vera: le persone creano subculture che stabiliscono la paga ragionevole per tutti e

lavorano sugli standard che permettono di acquisirla, chi fa lo stacanovista viene emarginato o

ricondotto in carreggiata. Questo perchè il sistema a cottimo significa per queste subculture una

disuguaglianza nel gruppo che rende la vita di ciascuno più difficile perchè incoraggia la direzioe ad

aumentare il livello di standard richiesto. Il management da parte sua interpreta l'azione dei

lavoratori come irrazionale ed antieconomica.

>Caso delle aziende americane all'estero<: per loro è un problema il nepotismo e clientelismo

diffuso nell'assegnazione locale dei posti in tali succursali, è un problema perchè significa

corruzione, ma loro non tengono conto del fatto che per altre culture come quella cinese (nel

promuovere membri del villaggio) o quella italiana (nel promuovere membri della famiglia) o

quella nigeriana (nel promuovere membri del gruppo etnico) ciò è segno di solidarietà di gruppo.

Approcci comprendenti il tentativo di creare un certo tipo di cultura organizzativa per cui il duro

lavoro e la dedizione siano parte di un complesso significativo di attività ed atteggiamenti:

- Soluzioni di tipo strutturale al problema dell'alienazione burocratica:

appiattire le gerarchie, collocare la scelta decisionale a livelli relativamente bassi, sottolineare

l'informalità, l'accessibilità, incoraggiare l'innovazione, evitare status simbol aziensali ---> insomma

diminuire la distanza tra management e resto dell'organizzazione permette a questo "resto" di

identificarsi con l'organizzazione e contribuire al conseguimento dei suoi obiettivi.

- Soluzioni di tipo culturale: alimentare una predeterminata cultura organizzativa:

selezione nella fase di reclutamento e socializzazione attiva: strategia evidente nelle corp.

giapponesi nelle quali, grazie alla selettività e alla socializzazione, anche un elevato turnover di

dipendenti non mina la cultura organizzativa.

>Caso delle compagnie aeree e di hostess e stewarts<

I tentativi culturali e strutturali spesso vanno di pari passo.

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Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della conoscenza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Sociali Prof.

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