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Sociologia: appunti delle lezioni della professoressa Maria Luisa Bianco

Introduzione alla sociologia

La sociologia è lo studio sistematico del rapporto fra individui e società. L'approccio sociologico può essere visto come il modo di osservare la realtà e di considerare i fatti sociali come risultato delle scelte dei soggetti in presenza di alcuni vincoli (tempo, denaro). La sociologia, sia come termine che come disciplina scientifica, nasce nell'800 come tutte le scienze sociali.

La società nacque quando iniziarono a dividersi le aggregazioni in cui gli esseri umani vivevano; erano fondate su vincoli di parentela (clan) oppure le persone ritenevano di provenire da antenati mitici. Gli ordinamenti erano di tipo sacrale (erano immutabili poiché discendevano e venivano tramandate dagli antenati), erano regole che non si erano dati loro. La società moderna nacque in Grecia (VI A.C.): il Mediterraneo giocò un ruolo importantissimo poiché fece incontrare ai Greci molti altri popoli (grazie al commercio e alla navigazione) che vivevano con altre regole. Ci fu, quindi, un passaggio da regole sacrali 'imposte' a regole arbitrarie (che tenevano insieme i popoli): le regole che non funzionavano più venivano modificate in base all'esigenza. Si passa quindi da regole imposte e giuste di per sé a regole che devono funzionare.

Perché le leggi sono giuste?

Nelle società arcaiche non ci si interroga sul perché, le ha date Dio. Non funziona così con le regole arbitrarie: dove c'è consapevolezza ci si può accordare oppure si deve subire la decisione. In questo modo si iniziò ad interrogarsi sulla giustizia delle regole e di conseguenza iniziarono le prime riflessioni sociologiche.

La società è un sistema di relazioni sulla base di comportamenti e di codici comunicativi (utile per ottenere consenso). Anche gli animali hanno delle società (alveari, formicai, stormi e branchi). Sono gruppi di soggetti che vivono insieme sulla base di regole. Per gli animali, le società funzionano per meccanismi naturali e automatici, mentre per l'uomo è diverso: le società si trasformano completamente sia nel tempo che nello spazio. La cultura è una parte fondamentale della società e vengono elaborati codici di comunicazione diversi. Apprendimento e libertà sono essenziali per la società umana.

La cultura ha diversi significati:

  • Processo di formazione della conoscenza tramite l'apprendimento uomo colto.
  • Patrimonio enciclopedico: vengono accumulate tutte le produzioni culturali.
  • Insieme delle conoscenze/tecnologie che in un certo momento regolano la vita di un soggetto in quel momento storico preciso.

Tra uomo e animale c'è una vera e propria frattura: la coscienza; è la consapevolezza di esistere, di riconoscersi in continuità e di conseguenza riconoscere il tempo che scorre. In questo preciso istante, nasce la consapevolezza della morte: gli esseri umani cominciano a produrre elementi simbolici per tenere a bada l'ansia e l'angoscia della morte (riti mortuali). La coscienza ci permette di rispondere, con un’attività riflessiva, cercando di elaborare delle risposte sulla base dell’esperienza e della riflessione (apprendimento e cultura).

La società umana si avvale anche di alcuni elementi:

  • Sistema delle parole: ad una parola corrisponde in modo univoco un certo oggetto.
  • Sistema dei simboli: forme che esprimono un significato complesso.

L'essere umano agisce sempre in modo intenzionale e consapevole: un atto può avere diversi significati che rende complessa la nostra interpretazione; dobbiamo esaminare il contesto in cui avviene e che il soggetto agisce in modo intenzionato. (es. un animale mangia per immettere calorie, un umano lo fa per diverse ragioni: delinquenti che si organizzano per un colpo, cena di lavoro, cenetta romantica ecc.). La società è problematica poiché vi è un’arbitrarietà sia sociale che individuale; ognuno interpreta a suo modo e decide in libertà (libero arbitrio). Però molte scelte sono realmente libere? Esistono vincoli (risorse di tempo e soldi) che limitano questa libertà.

Sulla base di domande come:

  • Come fanno ad esistere le società?
  • Come e su che base inventiamo le regole?

È nato il pensiero sociologico.

Cos'è la sociologia?

La sociologia è una scienza sociale e rappresenta lo studio sistematico dei rapporti fra individui e società. Prospettiva sociologica significa riconoscere gli individui e comprendere collegamenti nei vari contesti sociali nei quali vivono. Secondo Mills, l'immaginazione sociologica ci consente di afferrare biografia e storia e il loro mutuo rapporto nell'ambito della società; la nostra condizione di individui dipende in parte da forze più ampie all'interno della società. L'osservazione scientifica è muta se non le si trova un senso. Bisogna legare azione e contesto.

Teorie sociologiche

Secondo Weber bisogna comprendere il senso intenzionato; il soggetto agisce con consapevolezza ed intenzione. La sociologia fa parte delle scienze sociali, che sono basate sulla ricerca empirica e che raccolgono dati al fine di studiare la società umana, la specializzazione ha acconsentito un affinamento delle diverse scienze. La nascita delle scienze moderne ha a che fare con la storia Europea; la modernità (1400 -1600) è caratterizzata dalla crescita della democrazia e della libertà personale, da un'accresciuta fiducia nella scienza e nella ragione per spiegare il mondo naturale, nonché da uno spostamento verso un’economia industriale urbana. Fino a quel periodo la vita intellettuale era dominata dalla religione e l’economia poggiava su basi rurali ed agricole controllate da pochi. L'avvento della modernità trasformò l'ordine sociale europeo ed i sociologi del tempo cercarono di comprendere questi cambiamenti e di suggerire soluzioni.

A poco a poco, il dominio della chiesa diminuì poiché la scienza rivelava i limiti delle spiegazioni del mondo naturale che fino a quel momento esistevano. In quel periodo molte persone iniziarono ad interrogarsi e a formulare:

  • Ipotesi: Determinazione o condizione relativa al possibile o eventuale verificarsi o configurarsi di un fatto, sul piano della sperimentalità pratica o speculativa. Dev’essere messa alla prova dei dati e può essere coerente, ma non vera.
  • Teorie: Formulazione sistematica di principi generali relativi a una scienza, arte o branca del sapere, e anche delle deduzioni che da tali principi si possono ricavare, nel loro insieme in grado di interpretare (per le scienze sperimentali) i fatti sperimentali noti e di prevederne di nuovi. Sono vere fino a quando non vengono smentite.

Principali sociologi e contributi

Il padre della sociologia è Auguste Comte; i suoi studi si fondavano sulla dinamica sociale (come e perché le società cambiano) e sulla statica sociale (su cosa si basa la stabilità sociale in un dato momento). Secondo Comte, la società si era sviluppata in linea retta passando dalla religione, alla filosofia ed infine alla scienza. Per Comte, il positivismo era la convinzione che una conoscenza esatta debba basarsi sul metodo scientifico (le scienze sociali sono simili a quelle naturali).

Un altro sociologo, Herbert Spencer, affermò che la società è un organismo vivente e teorizzò che la società fosse divisa in diverse parti e che ognuna avesse una propria funzione. Karl Marx riconobbe l'estrema produttività del capitalismo industriale e lo ritenne in grado di eliminare per sempre fame e povertà, però le enormi fortune prodotte rimanevano nelle mani di pochi lasciando gli operai in povertà. Es. rapporto fra produttori e proprietari simile a quello fra contadini e signori del medioevo. All’aumentare dei profitti venivano introdotte le tecnologie facendo abbassare la disoccupazione tra le diverse classi sociali.

Marx studiò la società con attenzione e cercò di capire come si riproducono le disuguaglianze; l'estrazione del profitto varia da società a società (schiavitù, rapporti feudali, lavoro salariato). Introdusse il concetto di socialismo: sistema economico in cui la proprietà dei più importanti mezzi di produzione è pubblica e il governo dirige le forze produttive industriali per il bene comune. Marx non poté prevedere che il lavoro sarebbe diventato anche autonomo (start up, imprenditore di sé stesso) poiché sono idee troppo lontane dalla sua epoca. Marx introdusse il concetto di classe sociale; individuò i gruppi fondamentali per il funzionamento della società (possessori, lavoratori) e il concetto di sfruttamento (prima non c’era consapevolezza). Marx fonda il suo pensiero su disuguaglianza e potere.

Emile Durkheim fu il primo professore di sociologia ed elaborò il suo pensiero in modo opposto rispetto a Marx; la società era un luogo in armonia ed esiste nella misura in cui fra i soggetti esiste solidarietà. La società è un gruppo integrato in cui i soggetti sono in grado di cooperare sulla base di norme, valori, codici culturali condivisi. Durkheim si preoccupò in modo particolare del problema della solidarietà sociale; ovvero i legami collettivi che uniscono le persone. Durkheim osservò che le società agricole tradizionali erano spesso comunità molto unite; condividevano legami sociali da una generazione all’altra perché le persone avevano lo stesso lavoro, una religione comune e seguivano usi e costume simili; vivevano in modo meccanico e sulla base di norme prescritte (solidarietà meccanica). Con la crescita industriale, ci fu la divisione del lavoro per cui le persone si specializzarono in lavori diversi e le persone iniziarono a ‘differenziarsi’ anche nella religione, negli usi e costumi, negli orientamenti/comportamenti: solidarietà sociale. Durkheim esaltò l’importanza delle norme e della cultura con la sua ricerca sui suicidi con la quale nota che alcune società sono più colpite che altre da questo fenomeno; il suicidio equivale al fallimento della società ed egli notò che nelle società protestanti si verificarono più suicidi che in quelle cristiane: i cattolici grazie alla chiesa e all’esistenza dei sacramenti non erano portati al suicidio.

Max Weber, come Marx, vede le società come luoghi di conflitto, ma si diversificò:

  • Secondo Marx: la struttura sociale di produzione influenzò la cultura sociale.
  • Secondo Weber: la cultura sociale si sviluppò in modo autonomo e influenzò la struttura sociale.

Secondo Weber, la cultura protestante aveva aiutato a promuovere lo sviluppo del capitalismo in Europa e ricercò in cosa si differenziamo le religioni e quali sono le conseguenze: il protestantesimo tolse quell’elemento magico d’impostazione del pensiero:

  • La messa: il pensiero magico e di ritenere che un certo gesto non abbia spiegazione. Es. rito che trasforma ostia in corpo di cristo.
  • Sacramenti: gli effetti sulla vita dell’aldilà non sono condotti da atti umani, ma da un intermediario. Es. confessione.
  • Predestinazione: per Calvino tutti nascono con un destino per cui gli uomini non hanno ‘scampo’. La concezione che la vita terrena è lo specchio della vita futura stimola le persone a comportarsi bene.

Weber introdusse il concetto di razionalità della società: processo storico attraverso il quale la razionalità ha sostituito la tradizione come base organizzativa della vita economico-sociale. Individuò 4 tipi di azioni:

  • Azioni volte allo scopo: ottenere uno scopo.
  • Azioni volte al valore: le facciamo perché ci sembra giusto farle.
  • Azioni consuetudinarie: le facciamo perché le abbiamo sempre fatte.
  • Azioni affettive: le facciamo per sentimento.

Weber, inoltre, afferma che le azioni dell’uomo siano guidate da intenzione e che l’attore che le esegue sia consapevole di ciò che fa.

Concetti chiave della sociologia

Sulla base di ogni ricerca sociale vi è una teoria; insieme di principi e affermazioni che spiegano il rapporto fra i fenomeni sociali. Una volta confermate vengono continuamente messe in discussione dalla scienza (non sono vere, ma solo confermate). Le teorie sono costrutti intellettuali sulla base di dati noti e riflessioni; si costruiscono su alcuni dilemmi:

  • Conflitto/consenso (conflitto e solidarietà).
  • Oggettività/soggettività.
  • Analisi micro (su piccola scala) /macro (su larga scala) sociologiche.

Le teorie struttural-funzionalistiche si concentrano sul consenso e sull’interazione cooperativa nella vita sociale, sottolineando come i vari elementi che compongono la struttura di una società contribuiscano al suo operato generale. Il principale sostenitore di tale teoria era Talcott Parsons che considerava le società come sistemi complessi formati da parti interdipendenti che operano insieme per produrre la stabilità sociale.

  • A) sistema economico: procurarsi le risorse e adattarsi al sistema.
  • G) sistema politico: porsi obiettivi.
  • I) sistema di integrazione: creare coordinazione e coerenza fra le diverse aree.
  • L) sistema culturale: ogni sistema ha bisogno di trasmettere le norme culturali (famiglia, scuola e religione).

Questo schema spiega come fa ad esistere la società, ma non come si trasforma.

Robert Merton, a differenza di Parsons, non aveva l’ambizione di costruire la grande teoria (senza orientare la ricerca), egli mise alla prova le sue teorie di medio lungo raggio (assunzioni su specifici fenomeni limitati che possono essere provati in un determinato momento). Le teorie del conflitto si concentrano sui conflitti, sul potere e sulle disuguaglianze che mettono in particolare luce la competizione per le risorse scarse. Le radici di tale approccio risalgono alle opere di Marx e Weber.

Le teorie dell’interazionismo simbolico si concentrano sul modo in cui le persone utilizzano i simboli condivisi e costruiscono le società come risultato delle proprie interazioni quotidiane. Le teorie femministe e del genere si concentrano sulle disuguaglianze sociali basate sulle differenze sessuali e sui processi di costruzione del maschile e del femminile all’interno della società. Tutte le teorie ruotano intorno a semplici concetti:

  • Cultura: Insieme di valori, credenze, conoscenze, comportamenti e oggetti materiali condivisi da un popolo e trasmessi socialmente da una generazione all’altra. La cultura dev’essere intesa come il ‘modo di vivere’: la cultura viene interiorizzata ed è routinaria. La cultura non è naturale; è un costrutto arbitrario non necessitato, le diverse popolazioni hanno culture diverse che non hanno basi naturali.
  • Struttura: Modelli comportamentali ricorrenti nella vita sociale. A volte le strutture intervengono per limitare le scelte delle persone: dilemma libertà/costrizione. Le strutture sono arbitrarie, ma le scelte sono vincolate. All’aumentare della ricchezza, diminuiscono le norme vincolanti.
  • Potere: Il potere è la capacità di raggiungere uno scopo prefissato malgrado l’opposizione di altri. Il potere è strettamente legato alla disuguaglianza ovvero alla distribuzione sistematica ed iniqua fra diversi gruppi di persone.

Società postmoderna

La sociologia nasce nel 1800 con l'obiettivo di capire la natura della nuova società. Oggi la società è molto diversa rispetto a quella del 1800 e viene denominata società postmoderna: fase storica caratterizzata dall’ascesa delle economie basate sulle informazioni e dalla frammentazione delle credenze politiche e dei metodi di conoscenza, non si è riusciti a darle un nome che non fosse per negazione.

Caratteristiche:

  1. Tecnologie moderne. Tutti i macchinari incorporano delle forme miniaturizzate di computer. In passato l’industria era dotata di macchinari enormi che potevano essere acquistati solo dalle grandi aziende ed erano ammortizzati in parecchi anni.
  2. Tecnologie informative. Lo sviluppo della rete di comunicazioni ha reso possibile l’elaborazione di innumerevoli informazioni.
  3. Nuova consapevolezza dell’ambiente. Anche se si continua a danneggiare, vi è un’idea che la natura sia un bene comune per tutti e che debba essere difesa.
  4. Globalizzazione. Allude al fatto che sia un fatto nuovo, ma ha dei lati di verità (oggi ci si può spostare in breve tempo in tutto il mondo), ma anche lati di falsità (lame di selce sarde trovate in Asia e Russia, ominidi).
  5. Invecchiamento popolazione.
    • Progressi nella tecnologia medica.
    • Lo sviluppo industriale e della tecnica ha migliorato i redditi e quindi la condizione di vita.
    • La maternità è diventata un evento programmato.
  6. La famiglia che cambia: Ci sono nuove tipologie di famiglia.
  7. Le istituzioni sono in difficoltà. L’invecchiamento della popolazione ha creato problemi a livello di pensionamento e assistenza. I giovani hanno difficoltà nel trovare lavoro, causando mancanza di contributi.
  8. Il ruolo della religione. Ci sono società che stanno perdendo la credenza religiosa che vanno in contrasto con quelle nelle quali la religione ha ancora grande potere.

La ricerca sociale

La ricerca sociale consiste nel mettere alla prova dei dati un’ipotesi o una serie di ipotesi. Per comprendere la complessità insita nel fare ricerca sociale vengono confrontate due famose ricerche:

  1. Il contadino polacco (analisi qualitativa). Studio effettuato per comprendere meglio la situazione degli emigranti polacchi negli Stati Uniti.
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher boom21 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Bianco Maria Luisa.
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