Capitolo 1
Ogni individuo, per il solo fatto di vivere ed essere vissuto, insieme ad altri esseri umani si è fatto una serie di idee su qualcosa che nel linguaggio di tutti i giorni chiamiamo “società”. Ognuno in un certo senso è un sociologo in quanto dispone di un sapere su come vanno le cose nel mondo dei rapporti sociali, e questo sapere è indispensabile per poter sopravvivere nel mezzo di altri simili. Questo sapere ha però dei limiti, ed è legato alla nostra esperienza diretta che è comunque circoscritta e dobbiamo fare affidamento sul “sentito dire”, cioè sull’esperienza di altri.
Se la fonte del sapere è l’esperienza, questa è inevitabilmente legata al presente, mentre la società in cui viviamo esisteva prima di noi e ci auguriamo esisterà anche dopo di noi, ha cioè una dimensione temporale che trascende quella di coloro che di volta in volta ne sono gli abitanti.
La sociologia è lo studio scientifico della società e quindi la “società” è l’oggetto della sociologia; è un sapere capace di interloquire con altre competenze e con altri linguaggi con una prospettiva interpretativa flessibile. Un sapere attrezzato per operare in scenari caratterizzati da complessità crescente, incertezza, continuo mutamento.
Soluzione gerarchica
(Auguste Comte) assegna alla sociologia una posizione privilegiata e destinata a completare il processo evolutivo che ha condotto la conoscenza umana ad affrontare oggetti sempre più complessi e a produrre sintesi più ampie.
Soluzione residuale
(Sociologo inglese Runciman) sostiene che rientra nel campo di studio della sociologia tutto quanto non è, o non è ancora, oggetto di un’altra scienza sociale specializzata. Anche la soluzione residuale risulta insoddisfacente in quanto non chiarisce il carattere problematico dai confini con le altre discipline.
Soluzione analitica o formale
(Georg Simmel) la sociologia non è definibile in base ad una classe di oggetti che le sia propria (non ha determinazione di campo), ma piuttosto in base ad una prospettiva analitica che dall’infinità varietà dei fenomeni sociali, oggetto delle singole discipline, isolino di forme di associazione dissociandole dal loro contenuto particolare.
Capitolo 3
Le caratteristiche della nuova società
- Globalizzazione economica e politica, vuol dire che voler studiare fenomeni come la guerra va fatta vedendo le caratteristiche della società. Nella socializzazione dire globalizzazione politica significa dire qual è l’oggetto di studio, tenendo conto di una realtà ampia con un contesto geografico - sociale.
- Multiculturalismo che ci dicano le forme di inclusione ed esclusione della società.
- Affermazione della società dell’informazione, si muovono rispetto a piattaforme organizzative della vita privata.
- Trasformazione del lavoro e la fine della stratificazione in ceti e in classi, il sistema di lavoro non è più rigido.
- Pluralizzazione estrema della vita sociale
- Intensificazione del rischio, e il rischio è istituzionalizzato perché ci viene detto di rischiare, di provare.
- Radicalizzazione dell’individualismo, indebolimento dei legami sociali. I legami hanno assunto forme diverse, non ci sono più rapporti, i tuoi migliori amici diventano quelli che vedi una volta ogni sei mesi, ma li senti al computer cinque volte al giorno.
La sociologia opera attraverso grandi teorizzanti che sintetizzano dati empirici e attraverso ricerche che analizzano la società attraverso procedure: validi, attendibili, parzialmente generalizzabili. Uno degli attributi del sociologo è l’immaginazione sociologica che permette a chi lo possiede di vedere e valutare il grande contesto dei fatti storici nei suoi riflessi sulla vita interiore e sul comportamento esteriore di tutta una serie di categorie umane. Questa permette di capire perché nel caos dell’esperienza quotidiana, gli individui si formano un’idea falsa della loro posizione sociale. Gli offre la possibilità di districare, in questo caos le grandi linee, l’ordito della società moderna e di seguire su di esso la trama psicologica di tutta una gamma di uomini e di donne. Riconduce in tal modo il disagio personale dei singoli a turbamenti oggettivi della società e trasforma la pubblica indifferenza in interesse per i problemi pubblici. Il primo frutto di questa facoltà, la prima lezione delle scienze sociali che l’incarna, consistono nell’idea che l’individuo può comprendere la propria esperienza e valutare il proprio destino soltanto collocandosi dentro la propria epoca. (Wright Mills)
Esistono regole di etichetta e rituali (sequenze di comportamenti previsti) con i quali si sperimenta l’accesso agli altri e si misurano le possibilità e i limiti di un reciproco coinvolgimento. Anche la più anonima delle relazioni (incontrare un estraneo per la strada) è un’interazione molto complicata nella quale si scambiano molti messaggi è la “Disattenzione civile” (Goffman). Ciascuno segnala all’altro di aver preso atto della sua presenza, ma evita qualsiasi gesto che potrebbe essere interpretato come troppo invadente. È un modo per segnalare il fatto che non abbiamo nessuna ragione di sospettare delle sue intenzioni di essergli ostili o di volerlo evitare per un qualsiasi motivo. Sono meccanismi che quando vengono violati te ne accorgi, la compresenza obbligata impongono alla comunicazione di gestire gli spazi.
Il gruppo sociale è un insieme di persone fra loro in interazione con continuità secondo schemi stabili, le quali si definiscono membri del gruppo e sono definite come tali da altri. La sociologia si designa come scienza che si propone di studiare, in virtù di un processo interpretativo, l’agire sociale e quindi di spiegarlo casualmente nel suo corso e nei suoi effetti. L’agire sociale (uno degli oggetti delle discipline sociologiche) è un agire dotato di senso intenzionato dalla gente e riferito all’atteggiamento di altri individui e orientato nel suo corso in base a questo (Marx Weber). Un modo per studiare la società è studiare come viene gestita l’azione sociale.
Fare sociologia significa, con una prospettiva detta microsociologica, significa studiare le forme di azione sociale di quegli attori individuali o collettivi che agiscono rispetto al comportamento di altri individui che orientano il proprio agire rispetto al comportamento di altri, dando un senso alla propria azione dandogli un senso. Azioni razionali rispetto allo scopo (individuare in modo razionale i mezzi per ottenere il mio scopo e poi decidere quale utilizzare, esempio: superare esame studiando o copiando).
Azioni razionali rispetto al valore (Razionale = coniuga in modo corretto all’azione che si desidera, valutando anche le conseguenze e ragionando sulle capacità dell’individuo).
Azioni affettive (Manifestazioni immediate di stati d’animo senza scopi o fini).
Azioni tradizionali (Azione che può accomunare chi non cambia lavoro perché non ha altri obiettivi e anche il sistema va avanti senza risultato dicendo i limiti il cui un attore delinea i limiti dell’agire). Non è possibile che ci sia una sola azione, però ci sono delle volte in cui un’azione spinge di più a scapito di un’altra.
Definiamo come sociali tutte quelle persone che danno significati diversi ad un atteggiamento, mentre gli altri danno reazioni contrarie alla nostra. Ad esempio: Palomar passeggia su e giù per esaminare la giusta realtà da attribuire al fatto che accade, mentre la donna ne da una sua realtà e se ne va sbuffando. (Definizione di situazione)
La sociologia si differenzia dalle scienze sociali in quanto vengono studiate anche le forme di interesse comune. La definizione di giovani è la stessa, ma i giovani oggi sono diversi, si può dire che un giovane diventa adulto appena trova un lavoro serio e stabile, ha finito il percorso formativo, ha un rapporto affettivo – di coppia o con un figlio. Dire quali sono i parametri di queste fasi sono importanti, perché delineano non una fascia di età, ma una fascia di caratteristiche che compongono una fascia di persone. Ci sono dunque modalità che stabiliscono i parametri di questo passaggio, fare sociologia significa studiare la società e quindi l’agire sociale e anche studiare le forme sociali di quegli attori che orientano il proprio agire dandogli un senso al loro agire, significa saper guardare alla realtà sociale senza un senso comune, un pregiudizio indagando sul serio che c’è sotto.
Un’azione è tradizionale quell’agire che l’attore compie senza valutare le alternative in cui era la razionalità a predominare, ma erano le dimensioni spirituali che svolgo senza discutere. Ogni azione viene definita a partire dal contesto che la circonda. Gli idealtipo sono delle costruzioni di pensiero di cui lo scienziato sociale si serve per generalizzare i fenomeni: sono astrazioni attraverso cui è possibile condurre l’infinita varietà della realtà a insiemi di categorie più maneggevoli. Si ottiene mediante la connessione di una quantità di fenomeni particolari diffusi. Nella sua purezza concettuale, questo quadro non può essere mai rintracciato empiricamente nella realtà: è uno schema, un concetto limite, rispetto al quale la realtà deve essere misurata e comparata al fine di illustrare determinati elementi significativi del suo contenuto empirico. (Weber - “Il Metodo delle scienze sociali”)
Il Teorema di Thomas: una situazione non reale, ma definita come reale dagli attori, produce conseguenze reali (è la definizione che diamo del sistema, che rende possibili le azioni degli altri) (Non sta scritto che per fare un lavoro c’è bisogno di una laurea, ma dire solo che serve significa porre delle regole all’agire che diventano così rigide da diventare più forti delle condizioni scritte).
Esempio: se si sparge la voce che una banca è in difficoltà, chi ha depositato i risparmi li ritirerà senza sentire ragioni e così la banca avrà serie difficoltà anche se prima non era vero.
- Il modo in cui gli individui percepiscono la realtà è determinato da una cornice situata che trasforma la realtà stessa.
- Le credenze, una volta percepite come reali, producono conseguenze reali.
Esiste un potere che è insito in alcune persone che fanno delle affermazioni che dette di trasformano in realtà logica per cui una certa azione avviene all’unisono di una cornice che da la definizione di realtà. Gli individui scelgono alcuni mezzi piuttosto che altri. Da qui parte una discussione sui metodi sociali. Questo teorema si sviluppa diventando così una profezia che si auto adempie, si auto avvera (teoria di Merton) è una falsa definizione della situazione che evoca un comportamento nuovo che rende vera la concezione originariamente falsa:
- I pregiudizi (positivi e negativi) e le credenze indirizzano il comportamento umano.
- Effetto Pigmalione (Rosenthal e Jacobson) sulle classi scolastiche.
Esempio: se a una ragazza brutta, le si fa credere di essere bella, ripetendoglielo sempre, lei si convincerà che lo è davvero e farà di tutto per essere bella.
- Teorie dell’etichettamento (Lemert): adattamento del comportamento alla percezione di sé che viene proposta
Le carriere morali: Ogni persona conosce un certo numero di altre persone ed è in contatto con loro frequentandole in modo più o meno sistematico. A loro volta quelle persone possono conoscersi ed essere in relazione tra loro. La network analysis (rete) è un campo di ricerca che considera le reti di relazione fra le persone.
Se invece che su uno solo, l’attenzione è posta contemporaneamente su due o più attori si individuano altre unità elementari dell’analisi sociologica: l’interazione e la relazione sociale:
Interazione sociale
Si ha quando due o più persone, in relazione tra loro, agiscono reagendo alle azioni degli altri: con l’interazione si realizza, si riproduce e si cambia il contenuto della relazione. È una relazione investita di significato. L’interazione sociale è la modalità concreta di realizzazione di una relazione, significa dire che questa è il momento in cui si cambia, si realizza, si riproduce quel contenuto di quella relazione che è l’insieme di regole preesistenti e di relazioni che vanno investite di significato. Una lezione può essere svolta senza uno studente? Si, ma senza il professore non è possibile. I processi di interazione sono gli elementi alla base per la definizione dei gruppi.
Relazione sociale
Si ha quando due o più individui orientano reciprocamente le proprio azioni. È la base dell’interazione. È preesistente all’interazione. Le relazioni possono essere stabili e profonde, come nel caso di genitori e figli, ma anche transitorie e superficiali, come nel caso di persone che frequentano lo stesso bar e hanno preso l’abitudine di farsi un cenno di saluto. Le relazioni sono spesso cooperative cioè orientate a raggiungere fini considerati comuni o compatibili, mossi da sentimenti amichevoli, da interessi pratici, dal senso del dovere e anche dal conflitto se si parla di azioni orientate dal proposito di affermare la propria volontà contro la volontà e la resistenza di altri, che può arrivare anche all’annientamento dell’avversario.
Regole dell’interazione
- Status sociale: è la posizione sociale entro un sistema di relazioni: è il grado di prestigio (onore, rispetto, deferenza) attribuito a una posizione sociale o a chi la occupa, ogni individuo occupa una determinata posizione in base alla valutazione sociale che gli danno gli altri. Lo status è un indicatore sintetico (ma complesso) della collocazione dell’individuo nello spazio sociale: lo status ascritto (età, sesso, etnia) e lo status acquisito (professione, livello culturale, partecipazione a gruppi).
- Un’interazione sociale si realizza a partire da una sua forma di riferimento, la relazione sociale. Con il concetto di status determinato la collocazione (stratificazione sociale) nella società questi status sono parzialmente acquisibili, riconoscere la possibilità che gli individui raggiungano quella cosa.
- Ruolo: insieme di comportamenti che in gruppo tipicamente ci si accetta da una persona che del gruppo fa parte. I ruoli sono sempre coppie o combinazioni più ampie, complementari tra loro: le aspettative possono essere formali o informali; il ruolo può essere specifico o diffuso (gamma di componenti più vasta): rimandare a insiemi di ruolo e produrre tensioni di ruolo.
L’azione sociale può essere intesa come un “Role Taking”, secondo Mead in una interazione sociale gli individui allineano i loro comportamenti con quelli del loro partner di ruolo. Le interazioni sociali sono possibili quando le regole dell’interazione sono poste in una maniera che rende possibili le interazioni, la società è il punto di arrivo di un discorso che arriva a dire che c’è un interazione.
Un cittadino dovrebbe godere di diritti politici e forme di cittadinanza sociale, però sembra che non abbia diritto di parola e se lo è viene sfruttato (punto di vista politico). Ruolo diffuso è quello della madre, ciascuno di noi ha più ruoli, ruoli complementari diversi, ogni ruolo funziona stando dentro ad insiemi di gruppi dove ci sono altre persone con altri ruoli. Il primo obiettivo di chi compie un ruolo sociale è quello di essere riconosciuti e aver soddisfatto le aspettative degli altri. Assumere un ruolo vuol dire prepararsi al ruolo che va a ricoprire quando si interagisce, lo si fa in base ad un ruolo e ad uno status (= insiemi di diritti e doveri di un individuo nel suo ruolo sociale).
Disattenzione Sociale: forma di relazione sociale senza interazione, Socializzazione: formalizzazione dell’apprendimento e dell’educazione secondo competenze in base alle mie esperienze.
Il sistema comunicativo umano:
- Comunicazione Verbale (Linguaggio verbale)
- Comunicazione Vocale (Sistema Paralinguistico: tono voce, volume voce, pause e ritmo)
- Comunicazione Non Verbale (Aptica, Prossemica, Sistema Cinesico: Mimica facciale, sguardo, postura, gestualità)
Goffman: l’approccio drammaturgico
Ogni interazione è una performance (un gioco) in cui assumiamo dei ruoli e li mettiamo in scena. Ribalta: Parte dell’interazione che serve a definire la situazione per lo spettatore. Retroscena: Luogo appartato dove si elaborano e si rilasciano le tecniche del controllo delle impressioni (non si è entrati nel personaggio, si può uscire dal personaggio).
Il frame dell’interazione è fatto di convenzioni e assunzioni condivise sul contesto della comunicazione, le sue finalità, le identità e i ruoli degli interlocutori. È l’insieme dei giochi di faccia, un rituale. Ogni individuo deve tenere ruoli che devono prepararsi (Goffman) in tutte le interazioni dobbiamo condividere un frame, cioè dobbiamo indossare convenzioni e assunzioni condivise. Ci aspettiamo che ci sia un obbiettivo. Maschera = Persona.
Il rituale dell’interazione
Secondo Goffman durante l’interazione ognuno presenta e rivendica un’immagine di sé, la faccia: consiste in un sistema di comportamenti che viene riconosciuto socialmente. La faccia è una sorta di “precondizione” per poter essere in società, ed è una precondizione continuamente soggetta a giudizio. L’accettazione da parte degli altri, della faccia da noi proposta è un rituale che dimostra che noi siamo ritenuti.
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