Analisi di una società
Osservare le dinamiche sociali
Per analizzare una società bisogna osservare:
- Come si procura i mezzi di sussistenza e come li distribuisce tra i membri
- Come si assicura la riproduzione biologica e culturale
- Le relazioni sociali in base al quale nascono gruppi e organizzazioni
- La struttura delle diseguaglianze
- Le credenze e le pratiche religiose
Le società premoderne
“La cultura comprende gli artefatti, i beni, i processi tecnici, le idee, le abitudini e i valori che vengono trasmessi socialmente” (Malinowski).
Cacciatori-raccoglitori
La prima forma di società è quella di cacciatori-raccoglitori, di cui abbiamo fonti attraverso la ricerca archeologica, la ricerca antropologica (lo studio di queste società sopravvissute fino ai giorni nostri) e attraverso i resoconti dei viaggiatori. Questo tipo di società attinge per sopravvivere al patrimonio offerto dalla natura, raccogliendo e cacciando. Sono società nomadi, normalmente molto piccole e che non possono accumulare grossi patrimoni perché si devono spostare e non dispongono di tecniche per la conserva del cibo. In queste società vige la divisione sessuale del lavoro: le donne si occupano della raccolta, mentre gli uomini della caccia.
L’unità sociale di base è la famiglia, con funzione riproduttiva; più famiglie costituiscono una banda, creando un gruppo autosufficiente dal punto di vista produttivo, ma non da un punto di vista riproduttivo, e i matrimoni sono sconsigliati o vietati tra membri della stessa banda. Spesso le bande vicine sono concorrenti per le risorse naturali, creando situazioni di ostilità. Se due bande si uniscono, soprattutto attraverso i matrimoni, si costituiscono le tribù, un gruppo endogamico (ci si sposa tra membri della tribù) di circa 500-600 persone. Durkheim, studiando le tribù aborigene australiane ("Le forme elementari della vita religiosa"), ha notato come i membri di una tribù si riconoscano come appartenenti allo stesso gruppo condividendo la lingua e riconoscendo un capostipite da cui discendono (il totem): in questo caso le tribù diventano clan.
Queste società sono molto egualitarie, se c’è un capobanda è solitamente il cacciatore più forte e valoroso; ma spesso il capo viene scelto solo in caso di conflitto con una tribù nemica, ma sono posizioni temporanee e di sicuro non ereditarie. L’unico che ha privilegi è lo sciamano, che ha il potere di entrare in contatto con il mondo degli spiriti che governano la natura per cercare di neutralizzare gli influssi negativi.
Coltivatori-orticoltori
Quando nasce la coltivazione l’uomo vede la natura come un laboratorio di processi su alcuni dei quali l’uomo è in grado di intervenire per produrre ciò di cui ha bisogno. Iniziando a modificare l’ambiente in cui vive, nascono le società di coltivatori-orticoltori, nate con la rivoluzione neolitica tra il 10000 e il 6000 a.C. Gli orticoltori abbandonano il nomadismo, trovando un terreno su cui stanziare fino a che esso fosse produttivo, imparano l’uso del fuoco per disboscare e per usare la cenere come concime.
Nascono i primi villaggi, con maggiore popolazione, vengono costruiti recinti per tenere lontane le bestie feroci e vengono costruite abitazioni più solide, destinate a durare. Quando l’equilibrio tra risorse e popolazione si rompeva, alcuni membri del villaggio si spostavano per dar vita a un nuovo villaggio in un nuovo territorio dopo averlo disboscato per coltivare: i villaggi si moltiplicavano per scissione. Spesso questi villaggi erano in guerra per il controllo dello stesso territorio, e già da bambini gli uomini erano addestrati alla guerra nella così detta casa degli uomini.
I villaggi erano economicamente autosufficienti e politicamente autonomi, il capo era un capo militare, e la sua leadership valeva nel tempo solo se riusciva a condurre guerre vittoriose. La terra era di proprietà del villaggio, e nacque una prima forma di specializzazione produttiva, che permise anche lo scambio delle eccedenze con villaggi vicini, anche per stabilire buoni rapporti di vicinato. Sono società di nuovo dove vige l’endogamia, e nasce il tabù dell’incesto, per cui parenti stretti non si possono sposare.
Queste società presentano forme maggiori di disuguaglianza, anche se non danno forma a gerarchie ben organizzate: al di sopra degli altri ci sono solo il capo e lo sciamano. L’addomesticamento degli animali (in particolare dei ruminanti) portava ad avere numerose risorse per la collettività. Alcune società erano sempre nomadi, in quanto seguivano le greggi e i loro moti migratori, e spesso scambiavano prodotti con i villaggi incontrati, a volte anche con la forza.
Agricoltori
In seguito nacquero le società di agricoltori: una spinta al miglioramento dell’agricoltura fu dato dall’aratro, mezzo attraverso il quale la terra ricca di sostanze minerali sottostante poteva riemergere in superficie coprendo quella ormai povera di minerali. Poi si capì che l’aratro poteva essere trainato da animali, così si poteva coltivare in modo più efficace una estensione di terreno maggiore. Così, poiché si iniziò a coltivare più di quanto servisse alla popolazione, le società iniziarono a produrre un surplus, sebbene pochi ancora potessero vivere senza produrre beni per la propria sussistenza (sciamani e capi).
Ma questo numero iniziò a crescere, anche per il mantenimento di due presupposti: che i produttori fossero motivati a coltivare più di quello che gli poteva servire alla famiglia e che fossero disposti a trasferire parte del loro lavoro. Lo sviluppo di questi presupposti fu aiutato dal modello di governo del tempo, la teocrazia, per la quale il potere era concepito come diretta emanazione degli dei. Le società così iniziarono a svilupparsi il città, il cui fulcro era il tempio, che amministrava le terre dei contadini svolgendo varie mansioni.
Per adoperare a queste mansioni, nacque la scrittura e la figura dello scriba, specialisti della produzione simbolica che è la scrittura. All’interno delle città si sviluppò per la prima volta la popolazione urbana, che dipendeva dalla campagna per vivere. Con le società di agricoltori iniziarono le disuguaglianze tra la popolazione: c’è un abisso sociale tra la classe dominante e quella di contadini, due mondi interdipendenti ma divisi. Nascono anche i primi ordinamenti, affinché la popolazione non debba più ricorrere alla vendetta privata nel caso subisca un torto. Numerose città avevano lo stesso centro politico, costituendo così un regno. Iniziarono a essere creati eserciti di professione, e iniziò il fenomeno della schiavitù, i cui membri erano gli abitanti dei regni nemici e vinti.
La popolazione contadina nelle società della Grecia antica e a Roma era divisa in contadini indipendenti (la terra era di loro proprietà), affittuari (pagavano tributi al proprietario della terra) e gli schiavi, che potevano tenere per sé solo l'indispensabile per vivere. Gli schiavi erano numerosi, ma una società schiavistica presentava un elemento di debolezza: la popolazione di schiavi non poteva riprodursi biologicamente, non era concesso avere una famiglia, perciò ci volevano nuove guerre per avere sempre nuovi schiavi, con una politica espansionistica. Inoltre schiavo poteva diventare il debitore che non riusciva a rendere la somma. Le forme di governo delle città-stato greche erano la monarchia, l’oligarchia e la democrazia.
Società feudali
I romani fecero loro il modello imperiale, con un’espansione verso la terra ferma con conquiste e dominazioni, con un esercito imponente che oltre a conquistare nuovi territori li amministrava, ci costruiva città e collegamenti col resto dell’impero. Dopo la caduta dell’impero romano nacque il feudalesimo, un processo di ripiegamento della società su dimensione localistica. Il feudo era un’unità territoriale in cui governava un signore feudale in virtù di una carica ricevuta da un signore di rango più elevato. Il feudatario era in genere un cavaliere che dominava la popolazione del feudo, divisa in servi della gleba e servi domestici. I servi sono diversi dagli schiavi, in quanto essi appartengono alla terra: se il feudo cambiava di mano, loro dovevano sottostare al nuovo padrone.
Il castello era un borgo dove lavoravano decine di servi artigiani, dove la popolazione contadina poteva rifugiarsi in caso di attacchi da altri feudi. L’economia curtense era un’economia chiusa, che si manteneva in modo autosufficiente riducendo al minimo gli scambi con l’esterno, in quanto le strade erano dissestate e infestate dai briganti. Intorno all’anno 1000 iniziò un mutamento, con alcuni uomini che si sottraggono agli obblighi servili creando una forma di vita più libera ed indipendente: i mercanti, che diedero vita ad agglomerati commerciali intorno alle fortezze feudali o ecclesiastici. Si crearono i mercati, dove i contadini andavano a vendere le eccedenze dei propri raccolti.
Nelle città medioevali, questi nuovi ceti di artigiani e mercanti ottennero una grande indipendenza, riuscendo anche ad organizzarsi in corporazioni o gilde per non farsi concorrenza tra loro e stipulando patti per difendere la loro libertà. Dai feudi quindi si ritorna a popolare le città, nuovi centri culturali ed economici della società medioevale.
La società moderna
Nascita del capitalismo
Nell’arco di tempo che va dal sedicesimo al diciannovesimo secolo le società europee vivono un’epoca di mutamento sociale accelerato. La prima differenza epocale tra la società premoderna e la società moderna è la nascita del capitalismo, formulato per la prima volta da Karl Marx: il modo gli uomini riescano a soddisfare ai loro bisogni e i rapporti tra gli uomini nella sfera della produzione interessano Marx, che trova che il modello di produzione capitalistico si distingua dai precedenti perché in esso dominano i detentori del capitale che pongono a loro servizio il lavoro salariato.
Werner Sombart diede questa definizione di capitalismo: “Il capitalismo è un determinato sistema economico con queste caratteristiche: è un’organizzazione economica di scambio in cui collaborano due diversi gruppi di popolazione, i proprietari dei mezzi di produzione e i lavoratori nullatenenti, ed è dominata dal principio del profitto e del razionalismo economico”. Weber dà del capitalismo una interpretazione dello spirito del capitalismo religiosa: crede che questo spirito del capitalismo sia un’ascesi mondana dell’individuo, e che il tutto sia stato influenzato dalle dottrine protestanti di Calvino della predestinazione.
Formazione degli stati moderni
Gli stati moderni si sono formati attraverso:
- La creazione di grandi eserciti
- Prelievo fiscale attraverso funzionari, non più per appalti
- Monopolio monetario
- Il concetto di sovranità: il sovrano domina sui sudditi. Legittimità del potere del sovrano
Azione sociale
Capitolo 3 - Azione sociale: Weber: “Un agire che sia riferito e intenzionato dall’agente al comportamento di altri individui e orientato nel suo corso in base a questo”.
- Azioni razionali rispetto allo scopo
- Azioni razionali rispetto al valore
- Azioni determinate affettivamente
- Azioni tradizionali
Si ha una relazione sociale quando due o più individui orientano tra loro le loro azioni. L’interazione sociale è il processo secondo il quale due o più persone in relazione tra loro agiscono reagendo alle azioni degli altri.
Gruppi sociali
Un gruppo sociale è un insieme di persone che sono tra loro in interazione con continuità secondo schemi relativamente stabili; tali persone si definiscono membri del gruppo e sono definite tali dagli altri. Nei gruppi l’interazione può essere diretta o indiretta, che dipende dal modo in cui gli attori sociali comunicano tra loro.
Diadi: gruppi sociali di due persone: se un membro decide di uscire dalla relazione il gruppo scompare; c’è una forte personalizzazione che caratterizza una fragilità strutturale.
Triadi: gruppi sociali di tre persone: c’è la figura del mediatore, in grado di mettere d’accordo gli altri due se in conflitto; il terzo può approfittare per i propri scopi di una divergenza tra gli altri due, che cercano la sua alleanza; un terzo può far sorgere o alimentare una discordia a proprio vantaggio.
I gruppi formati da un numero pari di individui ha un maggior tasso di antagonismo e di disaccordo perché si possono creare due sottogruppi di uguale dimensione. Il grado di completezza di un gruppo si riferisce al rapporto fra i membri che fanno effettivamente parte del gruppo e persone che hanno i requisiti richiesti per l’appartenenza; un grado crescente di completezza tende ad aumentare le capacità di influenza sociale di un gruppo.
Merton definisce categorie di non appartenenti a un gruppo: essi possono essere:
- I candidati all’appartenenza: il gruppo è un gruppo di riferimento e hanno i requisiti per entrare a far parte del gruppo.
- L’uomo marginale: il gruppo è di riferimento, è gente che si distacca da un gruppo di appartenenza perché non ne condivide più obiettivi e regole e non possono essere più ammessi.
- I membri potenziali: sono quelli a cui il gruppo deve far propaganda per espandersi.
- I non membri neutrali: insieme di chi è sullo sfondo sociale del gruppo.
- I non membri autonomi: essi rifiutano di partecipare al gruppo.
- I non membri antagonisti: rifiutano il gruppo perché ha norme e valori contrari.
Ruoli e densità sociale
Un ruolo è l’insieme dei comportamenti che in un gruppo ci si aspetta da una persona che fa parte del gruppo stesso. Un ruolo può essere:
- Specifico, se riguarda un insieme di comportamenti limitato.
- Diffuso, se i comportamenti attesi sono un insieme più ampio e meno definito.
La densità sociale serve a spiegare la differenziazione in ruoli in un gruppo, e dipende dalla concentrazione spaziale delle persone e dal volume delle loro interazioni. Durkheim distingue società segmentali, con individui con ruoli simili, e società a divisione del lavoro, con alta differenza di ruoli.
I gruppi possono essere totalitari o segmentali a seconda che impegnino il comportamento di tutti i ruoli di un individuo o che ne riguardino solo alcuni. I gruppi possono essere primari, cioè di piccole dimensioni e a ruoli diffusi con contenuti affettivi e personalizzati, oppure gruppi secondari, più grandi, con ruoli specifici e relazioni più fredde. I gruppi possono essere formali o informali, a seconda se prevedono delle regole o dei requisiti per entrarne a far parte.
Potere e autorità
Il potere è la possibilità di trovare obbedienza ad un comando che abbia un determinato contenuto (Weber). L’autorità riguarda relazioni nelle quali sono previsti diritti di dare ordini e doveri di ubbidire considerati legittimi da entrambi gli attori sociali. Il conflitto riguarda azioni orientate dal proposito di affermare la propria volontà contro la volontà e la resistenza di altri.
Secondo Coser, il conflitto contribuisce a stabilire e mantenere i confini del gruppo (consapevolezza della identità in un gruppo), i conflitti in gruppi che richiedono un impegno totale della totalità possono anche distruggere il gruppo stesso, il conflitto con altri gruppi aumentano la coesione interna e i conflitti possono generare nuovi tipi di interazione tra gli antagonisti.
Comportamento collettivo
Un comportamento collettivo esiste quando un insieme di individui sottoposti ad uno stesso stimolo reagiscono e interagiscono tra loro senza avere riferimento a ruoli definiti. Sono 3:
- Panico: è una reazione collettiva spontanea che si manifesta di fronte al rischio di subire gravi danni da un evento in corso o annunciato come immediato.
- La folla è un insieme di persone che reagiscono ad uno stimolo sviluppando atteggiamenti comuni ai quali possono seguire forme di azione collettiva; può essere espressiva (sfogo di tensioni sociali e psicologiche) o attiva (manifestazione di sentimenti orientati all’esterno). Si ha una reazione circolare, esiste un solo atteggiamento che si rafforza in quanto anche negli altri individui lo si riscontra.
- Il pubblico è un insieme di persone che si confrontano con uno stesso problema ma hanno opinioni differenti e si confrontano su come affrontarlo discutendo. Si ha una interazione interpretativa, in quanto l’interazione può modificare le convinzioni di partenza.
Reti sociali e carriere morali
Le reti tra persone possono essere a maglia larga o a maglia stretta, fatto che dipende da quanto più le persone che un individuo conosce si conoscono tra loro. Cressey e Abrams parlano di carriere morali: sono tipiche successioni di esperienze vissute da categorie di persone.
Goffman introduce una sociologia della vita quotidiana, per cui comunichiamo continuamente con gli altri in qualsiasi situazione, anche con il modo di vestirsi per esempio. Esistono luoghi di ribalta, dove bisogna tenere una certa formalità, e luoghi di retroscena, dove possiamo rilassarci. Quando i rapporti tra attori e pubblico sono diversi da quelli che sembrano, Goffman dice che ci sono ruoli incongruenti, essi sono:
- Il delatore: finge presso gli attori di essere un membro della compagnia.
- Il compare: si accorda con gli attori e si mescola tra il pubblico per orientarlo.
- Lo spettatore puro: professionista riconosciuto come spettatore qualificato.
- L’intermediario: appartiene a due compagnie che sono una il pubblico dell’altra.
- La non persona: non fa parte della rappresentazione e viene ignorata.
La disattenzione civile è il fatto che, nella minore delle relazioni, chiunque scambia numerosi messaggi con l’altro. L’organizzazione sociale riguarda come gli individui hanno imparato a coordinare le loro interazioni in modo stabile, creando apposite strutture artificiali in cui cooperare. Il capitale sociale è il patrimonio di relazioni di cui dispone una persona e che questa può impiegare per i suoi scopi.
Associazioni ed organizzazioni
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