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Osservazione e studio della sociologia

Osservante = osservato perché è inserito nella società (il sapere è limitato dalla nostra esperienza). Per lo studio della sociologia, è importante separare fatti (come va la realtà, problemi sociologici) da opinioni (come dovrebbe andare la realtà, problemi sociali).

Metodologia sociologica

  • Definire l'oggetto di studio e il contesto spazio-temporale.
  • Raccogliere dati affidabili.
  • Collocare i risultati in schemi generali.

Da ciò si arriva a teorie sociologiche (o regole) che vanno rapportate ai fatti per l’interpretazione della realtà. Teoria (se la realtà non è secondo teoria quest’ultima è sbagliata) diversa da ideologia (se la realtà non è secondo ideologia, la realtà è sbagliata).

Esempi sociologici

Es. 1: Diffusione della violenza/criminalità

  • Analisi veritiera: insicurezza e criminalità derivate dalla crisi.
  • Crescita dell’astensionismo: disinteresse per la politica dopo lo scandalo tangentopoli.
  • Analisi omicidi: 1991 3,5 (x 100000 persone), 2016 0,66 -> la criminalità e la violenza non sono mai state così basse nella storia quindi non dipende dalla crisi.

Es. 2: Gusti musicali

  • Funzione catartica, espressione disagio (rap), distrazione.
  • Gusti musicali influenzati da titolo di studio (laureati più musica classica, medie/superiori più rap, elementari poca musica perché hanno poco tempo libero?).

Es. 3: Berger e il cambiamento di atteggiamento verso il fumo

Analizza la campagna contro il fumo di quegli anni che aveva due target: fumatori riguardo i rischi per la salute (prova scientifica) e non fumatori per il fumo passivo (no prova scientifica). È una campagna etica non per la salute pubblica (perché in realtà fumare è meglio per la società perché si muore prima e si pesa meno sul welfare). La campagna vince per il fumo passivo anche se non ci sono prove perché la gente crede ai leader d’opinione.

L'oggetto della sociologia

Tre risposte:

  • Soluzione gerarchica (Comte): sociologia scienza superiore perché nata per ultima quindi le comprende tutte.
  • Soluzione residuale (Runciman): sociologia studia tutto ciò che le altre scienze non comprendono.
  • Soluzione analitica o formale (Simmel): sociologia si occupa dei modi in cui si configurano le relazioni sociali indipendentemente dal contenuto.

Definizione poco chiara, la sociologia è tutto ciò che studiano i sociologi.

Origini della sociologia

La sociologia nasce come risposta intellettuale ai cambiamenti della società (16-19 secolo).

  1. Crisi degli ordinamenti sociali (3 fratture): sfera culturale (rivoluzione scientifica), economica (rivoluzione industriale) e politica (rivoluzione francese).
  2. Crisi dell’autorità religiosa (riforma protestante, rivoluzione scientifica).

Paradigmi sociologici

Un paradigma è un assunto teorico al quale aderisce una comunità (tutta o parte di essa). In sociologia c’è una pluralità di paradigmi.

Paradigma dell’ordine

  • Risposta filosofico-politica (Hobbes): l’uomo è egoista e necessita di un’autorità esterna (stato) che regoli i rapporti con la forza.
  • Risposta economico-politica (Smith): interesse egoistico allo scambio per sostentamento.
  • Risposta organistica (sociologia):
    • (Spencer e Comte): società come organismo, concezione darwiniana di evoluzione per rispondere a sfide esterne.
    • (Simmel): divisione del lavoro accentua rapporti di interdipendenza.
    • (Durkheim): divisione in solidarietà meccanica (comunità primitive dove si ha poco e si condivide tutto) e solidarietà organica (società moderne con forti rapporti di interdipendenza).
    • (Tönnies): visione opposta a Durkheim, solidarietà organica è nella famiglia per un legame naturale mentre la solidarietà meccanica è nella società perché è forzata.

Paradigma del conflitto

  • (Simmel) Il conflitto è comunque un’interazione sociale solo che noi le diamo un’accezione negativa.
  • (Marx) L'unico conflitto è quello di classe tra chi ha i mezzi di produzione e chi no. Una volta non c’era (società comunistico-primitive).
  • (Weber) Conflitto strutturale che coinvolge varie sfere e non necessariamente si intrecciano. Il conflitto non finirà mai e la stabilità è solo il risultato di un bilanciamento di forze derivate da un conflitto precedente.

Per tutti il conflitto è naturale, inevitabile e non è nemmeno un problema.

Paradigma della struttura

(fatti influenzano eventi)

  • (Marx): la nascita influenza condizioni, futuro, atteggiamenti, mentalità…
  • (Durkheim): fenomeni sociali derivano da altri fenomeni sociali (es. suicidi restano fissi nel tempo a seconda del contesto sociale).

Paradigma dell'azione

(eventi influenzano fatti)

  • (Weber): contrario di Marx e Durkheim, fatti derivati da somma di eventi. Ogni individuo prende decisioni in autonomia quindi per ricostruire un fatto bisogna ricostruire le ragioni che hanno portato un individuo a compiere una certa azione.
  • Secondo Weber ogni uomo ha due tipi di razionalità:
    • Razionalità rispetto allo scopo (es. scelte di mercato).
    • Razionalità rispetto al valore (es. pacifista che non prende le armi nemmeno sotto attacco).

Teoria e ricerca empirica

Tutte le scienze hanno fase teorica ed empirica. Sociologia le mette in relazione stretta perché le teorie ampie sono senza significato se non vengono applicate a una situazione specifica e gli esperimenti devono sempre avere una base teorica per chi si parte da preconcetti che verranno confermati o smentiti (è necessario che il sociologo si lasci sorprendere dei risultati altrimenti troverà quello che cerca).

La teoria alimenta la ricerca e questa reagisce ponendo nuovi interrogativi. La teoria senza ricerca è vuota, la ricerca senza teoria è cieca.

La formazione della società moderna

Tra il 16º e il 19º secolo la società cambia molto velocemente (passaggio da società statica a dinamica) -> la sociologia nasce per rispondere a questi mutamenti, che avvengono in tre campi:

Sfera economica

Nascita capitalismo. Marx teorizza la sua nascita e le sue conseguenze: divide la storia secondo i metodi di produzione.

  1. Comunismo primitivo: piccole società che producono per l'autoconsumo e tendenzialmente egualitarie.
  2. Società schiavistiche: la produzione aumenta così come le disuguaglianze.
  3. Società feudale: la ricchezza viene dalla terra.
  4. Società capitalista: differenze sociali tra chi ha i mezzi di produzione e chi no.

Caratteri capitalismo:

  • Scambio merci e denaro.
  • Perseguimento del profitto personale.
  • Organizzazione capitalistica del lavoro; razionalità economica, tecnologia, scienza e sfruttamento.
  • Trasformazione del lavoro in merce.

Come si è passati dalla società feudale alla società capitalista?

La società feudale era basata su una bassa innovazione, perché i contadini sfruttati e la nobiltà era ingorda. C’era uno spazio comune per la legna, i pascoli eccetera. Ad un certo punto cresce la domanda di un certo bene quindi gli spazi comuni vengono chiusi. Il processo è trainato da una piccola proprietà terriera e contadini autonomi che generano una reazione a catena. I servi della gleba potevano diventare braccianti salariati, una buona ricetta per cui inizia l'innovazione nelle industrie in agricoltura.

Trasformazione del commercio non va di pari passo in Europa (es. In Italia si sviluppa prima il commercio e poi c'è l'industriale, il commerciante commissione lavori).

Trasformazione dell’artigianato: le prime corporazioni avevano regole stringenti ma con l'aumentare della domanda si infrangono le regole.

Trasformazione dell’imprenditoria: guadagnare non è più qualcosa di vergognoso.

Weber -> cambiamento nella sfera economica deriva dai cambiamenti nella sfera religiosa. Il calvinismo e protestantesimo stabiliscono che l'uomo ha un destino segnato e questo genera ansia per sapere qual è questo e si cercano risposte del successo economico.

Sfera politica

Mondo feudale aggregato di comunità politiche -> molta conflittualità perché molti staterelli. Processo di concentrazione del potere (XV secolo 500 unità politiche, dopo 2GM circa 30).

Processo di pacificazione (uso delle armi solo ad esercito), processo non omogeneo -> Rokkan formazione stati nazionali è avvenuta ad est e ovest di certa linea (Reno-Pianura Padana) perché pur non avendo grandi risorse militari avevano disponibilità economiche -> si formano primi embrioni democratici.

Elementi decisivi:

  • Creazione grandi eserciti.
  • Cambiamento modo del prelievo fiscale.
  • Monopolio monetario (una volta c’erano un sacco di valute).

Introdotto il concetto di sovranità e legittimità -> cittadini cominciano a chiedere diritti. Putnam analizza fenomeno italiano per cui certe regioni sono più efficienti di altre -> dipende da senso civico che dipende da molti fattori.

Sfera culturale

Diffusione individualismo (es. pittura con ritratti, perdita d’importanza della tradizione ecc.) e mobilità sociale: in campo religioso “religiosità individuale” (sacerdozio universale), in campo economico impresario, in campo politico uguaglianza e libertà...

Razionalismo, ovvero maggiore uso della razionalità.

La trama del tessuto sociale

Azione sociale -> agire riferito al comportamento di altri individui. Weber ritiene che ci siano 4 classi che hanno motivazioni diverse per l’azione che però hanno differenze minime. È una stilizzazione:

  • Azione affettiva: spinta da passioni. Non è esattamente un istinto perché è un’azione consapevole.
  • Azione tradizionale: spinta da abitudine e convenzione sociale. Non è del tutto inconsapevole ma non è corso d’azione in cui operiamo una scelta.

Queste due sopra non prevedono scelta consapevole tra alternative mentre sotto sì:

  • Azione razionale rispetto al valore: indipendentemente dal fatto che possa risultare svantaggiosa.
  • Azione razionale rispetto allo scopo: massimizzare benefici o minimizzare sforzo.

Queste categorie non esauriscono il significato di un’azione perché può appartenere a più categorie e c’è gerarchia (4, 3, 2, 1).

Divisione azioni che non hanno senso (istintuali) da quelle che hanno senso (intenzionali).

Relazione sociale: due o più individui orientano reciprocamente le proprie azioni (sono spesso cooperative).

Interazione sociale: due o più persone reagiscono ad azioni di altri.

Gruppi sociali: categoria formata da individui che interagiscono tra loro (es. giovani non sono un gruppo perché non interagiscono tutti tra di loro). L’interazione può essere diretta (famiglia) o indiretta (organizzazione). I membri hanno un senso di appartenenza e tutti gli altri sono estranei. Nei confronti dei confini i membri possono essere inclusivi o esclusivi e possono essere usati per aumentare la coesione (es. nemico comune).

Gruppi formali (procedure per ammissione e regole) o informali e primari (piccolo, ruolo diffuso e contenuti affettivi) o secondari.

Ruolo: insieme di comportamenti che ci si aspetta da una persona. Può essere specifico (es. operaio) o diffuso (es. mamma). Individuo ha più ruoli.

Norme sociali (se non vengono seguite non esistono) diverse da norme giuridiche (esistono anche se non vengono seguite).

Valore: orientamenti astratti dai quali le norme discendono (sociologia non valuta se sono giusti o sbagliati, li osserva solo).

Es. World values survey due dimensioni di valori nel mondo

  • Valori tradizionali: autorità religione, famiglia e leader autocratici, deferenza autorità.
  • Valori secolari-tradizionali: razionalità e individuo, opposto valori tradizionali.
  • Valori incentrati su sicurezza-sopravvivenza: società con scarsità e insicurezza, basso valore a benessere, chiusura verso l’eterno, valori materialisti, tanti figli, favorevole verso ordine e autorità scienza.
  • Valori incentrati su espressione di sé: società benestanti, espressione di sé, essere felici e appagati, non si accetta autorità, ci si preoccupa dell’ambiente e si ha meno fiducia nella scienza.

Tabella Inglehart, vedi appunti 8/10.

Istituzioni e cultura

  • Istituzioni: modelli di comportamento dotati di potere normativo (es. matrimonio).
  • Cultura: artefatti, beni, processi ecc. che vengono trasmessi socialmente.

Potere e autorità

Potere: possibilità di trovare obbedienza a un comando (al sottomesso conviene obbedire perché sarebbe costoso non farlo).

Motivi dell’obbedienza:

  • Risorse politico-militari (uso della forza o minaccia del suo uso).
  • Potere economico (controllo di risorse).
  • Risorsa culturale o simbolica (capacità di trasmettere i propri valori).

Autorità: legittimità ad usare potere (di solito ha campi d’azione ben definiti altrimenti diventa abuso di potere es. esperimento Zimbardo con prigione).

Legittimità può derivare da tre elementi:

  • Tradizione (es. monarchia), ma funziona solo in alcuni contesti storici-geografici.
  • Riconoscimento di capacità straordinarie (es. dittatura) con un capo carismatico, ma dopo la sua morte il potere si deve trasformare.
  • Procedure (es. repubblica), il capo può essere sostituito ma l’obbedienza è fragile perché non deriva da un legame emozionale.

Conflitto e burocrazia

Conflitto: azioni orientate ad affermare la propria volontà contro quella di altri.

Caratteristiche:

  • Contribuisce a mantenere e stabilire i confini di un gruppo.
  • Gruppi con alto tasso di investimento emotivo hanno meno conflitti ma più intensi (es. famiglia).
  • Aumenta coesione interna.
  • Può generare nuovi tipi di interazione tra antagonisti (es. bambini che litigano e poi giocano).

Burocrazia: particolare forma di organizzazione teorizzata da Weber che si distingue per la sua efficienza.

Caratteristiche:

  • Divisione stabile e specializzata del lavoro.
  • Struttura gerarchica.
  • Remunerazione in denaro.

Critiche al modello weberiano:

  • Crozier ritiene che anche problemi semplici hanno bisogno di interpretazione. La persona specializzata conosce le norme ma a volte non le può applicare per imprevedibilità (area d’incertezza che può trasformarlo in potere).
  • Simon ritiene che non si possono assumere comportamenti pienamente razionali perché c’è un limite alla quantità di informazioni che abbiamo -> razionalità limitata che si divide in razionalità sinottica (tutto è chiaro, modello weberiano) e razionalità incrementale (nulla è chiaro). Anche Karl Manheim fa riflessioni sulla razionalità dividendola in funzionale (esecuzione degli ordini) e sostanziale (si ha un quadro generale).
  • Mintzberg ritiene che la configurazione organizzativa cambi a seconda dell’ambiente:
    • Ambiente semplice: Burocrazia professionale, professionisti hanno molta autonomia (es. università, ospedali).
    • Ambiente complesso: Burocrazia meccanica (Weber) (es. produzione in serie, uffici pubblici).
    • Ambiente stabile: Struttura semplice, forma di lavoro poco rigida per creare norme in fretta (es. azienda artigiana).
    • Ambiente dinamico: Adhocrazia, minima rigidità (es. team di scienziati).

Le associazioni assomigliano alle organizzazioni perché sono gruppi secondari formali che si danno obiettivi e regole, ma sono anche diverse perché le prime condividono i fini mentre le seconde lavorano per una remunerazione. L’adesione alle associazioni aumenta con l’istruzione e il reddito. In Italia la distribuzione è diseguale (+nord-sud) perché dipende da senso civico, disponibilità risorse ed età.

Comportamento collettivo e reti sociali

Comportamento collettivo: reazione a stimolo uguale senza ruoli definiti (es. panico con fuga o immobilità, folla e pubblico).

Reti diverse da gruppi perché le persone possono anche non conoscersi tra di loro. Può essere a maglia stretta o larga.

Capitale sociale: patrimonio di relazioni di una persona che può impiegare i suoi scopi.

Cultura, linguaggio e comunicazione

Comunicazione e cultura possono influenzarsi a vicenda. Ci si è sempre chiesti se ci fossero sempre state molte lingue o una unica:

  • Ipotesi monogenetica (una lingua che ha portato a tante).
  • Ipotesi poligenetica (molte lingue da sempre).

Si è scoperto che alcune lingue diverse hanno assonanze (lingue indoeuropee) e linguisti sono risaliti a famiglie di lingue fino ad una certa perché linguaggio non era più scritto -> lingue sono tanto più diverse quanto prima si sono separati i popoli.

Funzioni lingue:

  • Funzione cognitiva.
  • Funzione comunicativa (codice dev’essere condiviso).

Possibile contaminazione linguistica quando una lingua prova a sovrastare un’altra (es. dialetti, si pensa non siano più usati ma sono cambiati i contesti).

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessio.sacco5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof .
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