Prefazione:
Stanno aumentano gli impieghi a tempo determinato vs permanenti, fenomeno che penalizza
e crisi
giovani e donne e vari settori dei servizi. Infatti a causa della legge Berlusconi
Æ
finanziaria del 2008 e flessibilità post-fordista, i precari sono passati da 1/5 a 1/10 anche
+ disoccupati.
Un impiego precario rende precari anche la vita stessaÆ effetti a livello micro: insicurezza,
ansia ed effetti su matrimoni e natalità e produttività sul lavoro x la sfiducia tra datore e
dipendente. (Prima i privati non offrivano contratti a tempo determinato ed il settore
pubblico garantiva il posto fisso).
Confindustria: voleva anche eliminare la norma x porre un limite di tempo ai rapporti
temporanei.
Il post-fordismo negli anni ’80 chiedeva al lavoratore + esperienze lavorative x arricchirsi
professionalmente.
Parte della produzione industriale venne spostata in paesi in cui costa meno la manodopera,
es Cina.
Effetti a livello macro: conseguenze su salari ed occupazione.
Anni ’70: pensiero e linguaggio politici sono influenzati dal
Cap. 1 – Il precariato.
liberismo/ neoliberismo. Secondo cui crescita e sviluppo dipendono dalla concorrenza
presente sul mercato!
1 Agitatori precari. 1 maggio 2001 e 2005: prime rivolte di precariato globale (da 50.000
a100.000 persone perlopiù giovani): l’unica riposta al problema del precariato era garantire
posti fissi a lungo termine.
Nel manifesto del 1°maggio europeo c’erano ritratti 4 uomini (uomo delle pulizie, creativo,
rifugiato e operatore sociale): il passaggio dal piano simbolico, importante x creare una
classe sociale ed identità) a quello programmatico è il tema trattato.
C’è un’ambiguità concettuale tra precariato inteso come vittime penalizzate dalle istituzioni
e precariato come condizione eroica x lottare vs quelle istituzioni. Esponenti intellettuali del
precariato: Foucault, Habermas, Bourdie (creatore del concetto precarietà), Hard, Arendt.
Il movimento si estese anche ai sostenitori di stili di vita non convenzionali.
Durante le manifestazioni dell’EuroMayDay ci furono azioni anarchiche, es la banda dei
Robin Hood, ragazzi mascherati da carnevale rubarono cibi raffinati in un supermercato, poi
donati ai precari + sfruttati.
2 Precari agitati.1989: distretto tessile-abbigliamento di Prato era quasi tutto italiano, MA
Æ
arrivarono 38 lavoratori dalla Cina nuovo tipo di industria tessile che assumeva sempre +
Æ2008:
immigrati cinesi clandestini (presenza ancora tollerata) cinesi 1/5 del popolo,
producevano 1 mln di capi di abbigliamento al giorno.Æ Le ditte italiane chiudevano,
licenziavano, assumevano molto meno o davano + posti da precari.
La politica xenofoba della Lega Nord (Berlusconi) avviò un’offensiva vs fabbriche e
capannoni cinesi: i cinesi investivano in progetti infrastrutturali in Italia durante la crisi
Æ
finanziaria 2008 > disoccup. italiana.
3 Figli della glob. Fine anni ’70: neoliberali/liberalisti (studiosi delle scienze sociali ed
econ.) vedevano lo Stato come governo centralizzato e pianificazione dall’alto: servivano
Æ
interventi drastici vs la deindustrializ-zazione xkè il lavoro + caro vs fuga delle aziende e
dei capitali in paesi meno cari serviva flessibilità del
flessibilità del mercato del lavoro:
salario (adattarlo alla domanda) e f. di impiego (che implicava riduzione di sicurezza e
(capacità di spostare i lavoratori all’interno dell’azienda
tutela del lavoratore), f. di lavoro
cambiandone l’organizzazione interna) e f. delle competenze (dovevano essere
modificabili).
Precariato: fenomeno che non ha a che fare con proletariato, lavoratori o classe operaia
(lavoratori stabili e a lungo termine, lavoro fisso svolto con orari fissi, con rappresentanza
sindacale regolato da contratti collettivi, diretto da un dirigente raggiungibile, mentre oggi
questo avviene di rado). Æ
Anni ’90: aumento di precari a livello lavorativo e esistenziale, senza certezze sul futuro
lavorativo.
4 Verso una definizione di precariato. Precariato: può essere gruppo socioeconomico
distinto, una classe sociale in divenire.
L’era della glob ha creato una frammentazione della struttura di classi nazionali, oggi diviso
in 7 parti:
1 Élite composto di super ricchi, che influenzano molto le scelte politiche;
2 Salariati: lavori stabili a tempo pieno, infortuni risarciti (grandi imprese, pubblica
amministr. e enti statali);
3 Proficians (da Technicians + professionals) o tecno-professionisti: usano le competenze x
dare consulenze e fare un lavoro autonomo, in + aziende xkè non vogliono un posto
regolare;
4 Lavoratori manuali: il welfare era nato x loro;
affiancati da disoccupati; 6 Emarginati e disagiati.
5 Precari
Weber: divise le categoria di stratificazione sociale in classe (relazioni sociali di un soggetto
nella produzione) e status (legato al ruolo di una persona. + vicino al management, + elevato
status occupa).
Differenza tra pagati in base ad un rapporto di fiducia col datore ed in base al
stipendiati, Æ
servizio reso, e pagati a pezzo o ore. (oggi non conta più a causa del
salariati,
precariato).
In Giappone ci sono disuguaglianze di status, accentuate dall’aumento del precariato
(termine riferito alle freeters union = associazioni create da giovani lavoratori occasionali x
avere > condizioni di lavoro e vita).
usato x la prima volta negli anni ’80 x indicare i lavori temporanei o stagionali;
Precariato:
c’è chi lo “giustifica” come una forma di ribellione al lavoro standard subordinato. Æ
Oggi il termine cambia significato, ossia: gente con lavori occasionali e a basso reddito
esistenza precaria.
In Germania esso indica lavoratori temporanei o disoccupati senza speranza di occupazione.
Squilibrio di status: fenomeno oggi diffuso in cui persone con elevati livelli di istruzione
hanno mansioni più “basse” delle proprie qualifiche.
CARATTERISTICHE DEL PRECARIATO: rientrano coloro che non hanno almeno una
delle x creare una cittadinanza industriale: (ottenere
7 garanzie sicurezza dell’occupazione
un reddito adeguato), (protezione dal licenziamento arbitrario),
del posto di lavoro del
(possibilità di mobilità vero l’alto sia come status che come reddito),
ruolo professionale (protetti da rischi di malattia ed infortuni, tutela della salute), del
sul posto di lavoro
(garanzia di un reddito fisso) e (possibilità di acquisire
reddito della formazione sul lavoro
competenze tramite apprendistato, formazione sul lavoro).
2° CARATTERSTICA: diviso in 6 parti: 1 autoproduzione (cibo, beni,
il reddito sociale,
servizi che si producono x vendita, baratto, vendita), 2 salario percepito col lavoro, 3
supporto ricevuto dalla famiglia o comunità locale, 4 benefit aziendali (alcuni x tutti i
dipendenti, altri in base allo status o anni di servizio), 5 benefit pubblici (pensioni,
assistenza sociale, sussidi), 6 fondi privati (risparmi o investimenti).
3° CARATTERISTICA: pubblica o privata, in
mancanza di aiuto o assistenza garantita
caso di bisogno, mancanza senza prospettive di carriera,
di identità professionale
alla comunità collettiva (Æ senso di
mancanza del sentimento d’appartenen-za
alienazione e strumentalizzazione), mancanza di proiezione futura.
5 Impegno, lavoro, gioco e tempo libero. Ci sono delle radici di precariato in Grecia: col
(considerati non-cittadini) si riferiva a coloro che producevano x tutti, a
termine banausoi
cui venivano riconosciuto solo pochi diritti e non potevano partecipare alla vita pubblica; i
veri cittadini eseguivano attività fini a se stesse e si dedicavano solo alla famiglia, rapporti
personali e vita pubblica.
6 Varietà di precariato. Non c’è ancora una nozione univoca del termine, ma basa sempre
Æ
sulla sensazione di strumentalizzazione, precariato (senza garanzie) ed opportunistico.
precario è il non-cittadino, colui che gode di meno diritti rispetto ai concittadini (diritti civili
= legge uguale x tutti, economici = di intraprendere attività redditizie, politici = voto ed
candidarsi alle elezioni, culturali = partecipazione alla vita culturale, sociali = pensioni,
assistenza sanitaria e protezione sociale). I non-cittadini sono x lo più i migranti.
GRUPPI PRINCIPALI DEL PRECARIATO: posti (meno di 30 ore settimanali
part-time
lavorative) = sfruttamento x ore di lavoro fuori busta paga. Questa forma occupazionale
maschera la % di disoccupazione.
che talvolta sono lavori dipendenti “camuffati”: distinzione arbitraria;
Lavori autonomi,
Lavoratori nei simbolo di alienazione e glob.;
call center:
di solito laureandi o laureati che lavorano un’esigua paga (o nulla): gli stage hanno
stagisti:
eleveti costi amministrativi ma utilizzano le persone per attività prive di valore durevole.
7 La precarizzazione. Essere precarizzati significa essere soggetto a condizioni che
conducono ad un’esistenza precaria, basata sulla sola dimensione del presente.
Salaryman in Giappone: dipendente a tempo indeterminato in un’unica impresa che diventa
quasi una parentela contrattuale (fino agli anni ’80). Da qui uno spirito di servizio senza
orari o limiti, fino al K , fenomeno di morte x eccesso di lavoro. Inoltre sono +
AROSHI
diffusi i suicidi e disagio sociale tra i precari.
Altra caratteristica della precarizzazione è la = l’assegnare titoli
mobilità lavorativa fittizia
altisonanti anziché dare aumenti di stipendio (es capo, amministratore senza aver squadre da
gestire) creai x mascherare il livellamento delle strutture lavorative.
8 La mente precarizzata. I contesti tecnologici (messaggi istantanei, social networks,
internet) influenzano i nostri pensieri, comportamenti e razionalità (xkè la mente
alfabetizzata viene bombardata da impulsi rapidi) ed inducono al passaggio da una società
basata sull’individualità a una basata sull’approvazione del gruppo.
Secondo i biologi evoluzionisti la tecnologia sta riportando l’uomo allo stato primitivo,
sempre allerta x cogliere stimoli, e favorisce ilo sviluppo del multitasking (i + abili nel m.t.
sono i primi candidati nel precariato x la difficoltà di concentrazione e esclusione di info
superflue). Precariato = sovraccaricato di info.
9 Acredine, anomia, ansia e alienazione. A o rabbia: nasce dalla frustrazione e dal
CREDINE
continuo bombardamento di persone celebri e di successo, dallo sfruttamento nel tentativo
di avere una promozione.
A (Durkheim): sentimento di passività, disperazione e fallimento personale davanti a
NOMIA
un lavoro dequalificato;
A : i precari vivono un sentimento di insicurezza cronica e stress, consapevoli che da un
NSIA
errore dipenderà il futuro lavorativo;
A : consapevolezza che le proprie azioni dipendono dall’utilità altrui e non dalle
LIENAZIONE Æ
proprie motivazioni. (Bryceson): precari vivono una mancata occupabilità, in cui si
Æ
hanno solo sentimenti negativi, mancanza di motivazione e crisi di valori etici. bassa
autostima, poco risetto x se stessi.
La base del problema del precariato è la mancanza di fiducia sul lavoro. Questa insicurezza,
instabilità e imprevedibilità inducono al crollo dei valori morali (es solidarietà) xkè tutto
Æ
viene “mercificato” = soppesato in termini di costi e rendimenti rapporti mercificati +
fragili!
Il precariato non è ancora una classe x sé (es la classe operaia industriale quando si è
Æ
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