Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

dal denaro) da cui nasce potere e disuguaglianza (x es i consumatori dei Paesi ricchi hanno

+accesso a tecnologie di media come tv e internet).

La sociologia studia le divisioni e relazioni tra i processi sociali.

La glob culturale ha port ato a molti cambiamenti a livello culturale e i dentitario in lacune parti del mondo,

MA potere e disuguaglianza minano la realtà globale: sono strutturati in base all a ricchezza ed infatti le

tecnologie produttive si sono s viluppate di + nelle zone con + reddito, benessere economico e potere.

disuguaglianza nella diffusione a livello nazionale e continentale.

3. Istituzioni, imprese e media globali.

Diffusione nel 19° sec di agenzie di stampa internazionali (es United Press International) diffusione di notizie

globali, MA essendo esse prevalentemente negli stati occidentali quindi le notizie non riguardano tutte le zone

equamente! (idem x canali TV es BBC World News, CNN). Inglese + altre lingue parlate dal 60% della

popolazione mondiale (x l’espansione territoriale) es francese, spagnolo, portoghese glob culturale.

Dagli anni ’80: privatizzazione delle reti televisive viene trascurato il servizio pubblico e data +

importanza al gradimento dei consumatori. dà la possibilità di unire + società dello stesso ambito.

Liberalizzazione della proprietà dei mezzi di info:

Questa fusione porta all’integrazione orizzontale (controllo all’interno dei settori e una stessa società può

avere + settori (es editoria, quotidiani ecc.). Integrazione verticale: un’azienda la produzione dei contenuti e

della loro distribuzione. Divieto produzione e distribuzione nessuno dei 2 ha pieno controllo; contro chi

produce e distribuisce (diventano global players perchè distribuiscono in tutto il mondo, es Disney).

ES Murdoch possiede la casa di Produzione Cinematografia 20th Century Fox, canali satellitari

Sky, ha idee politiche conservatrici e le riflette nei prodotti mediali.

Imperialismo e omologazione culturale. La maggior parte dei mezzi è privata: prevale il profitto

personale sul servizio pubblico e c’è meno concorrenza.

Nel settore mediatica il capitale è dominato dagli Stai Uniti (e Giappone e paesi Europei) cinema e

programmazione tv sono americani. Inoltre oggi i media non sono + nazionali ma globali (ma disomogeneo

perchè alcuni Paesi es Hollywood, nonostante le restrizioni sulle tasse della concorrenza, hanno il dominio

sui mezzi di info, considerati beni economici e NON mezzi di espressione culturale ed identitaria).

Il passaggio da proprietà statale a privata = Stato contro concentrazione dei media nelle mani di

pochi attori, contro liberalizzazione (aumento di potere di pochi).

Secondo i fautori dell’idea del nuovo ordine mondiale dell’info e della comunicazione: la glob del mercato

dei media minaccia l’autonomia, uguaglianza statale e identità collettiva. Sono necessarie restrizioni dei

monopoli contro dominio degli USA nel settore dei media x avere diversità, uguaglianza ed autonomia

(nonostante la libert à di espressione e possibilità di contraddire la programmazione occidentale).

ed omologazione.

McChesney: il dominio dei media occidentali = imperialismo culturale americano

McPhail: imperliamo culturale = potere culturale esercitato da nazioni + potenti (es Usa, Europa,

Giappone, Australia) sulle periferiche (Asia, Africa, Sudamerica) e semiperiferiche (Russia, Cina,

India): questa stratificazione dipende dalla produzione e vendita dei media, sviluppo economico ed

alfabetismo. Imperialismo culturale nasce dall’imperialismo militare, religioso, commerciale

economico e colonialismo elettronico egemonia dei mezzi di info.

(Le multinazionali sono imprese nazionali che vendono all’estero MA NON a livello mondiale, MA

nonostante questo non è un fenomeno di glob ma piuttosto una diffusione dei valori delle nazioni).

Cap 4 – Glob culturale: omologazione o ibridazione?

1. Omologazione, occidentalizzazione e scontri culturali.

La deregolamentazione e innovazione tecnologica porta alla nascita di imprese transnazionali col

potere dei media nelle proprie mani. Sa comporta questo nell’identità di società e cultura omologata?

Nasce l’imperialismo e omologazione culturale di McChesney e Schiller?

Ci sono + forme di glob culturale ed effetti sull’identità culturale di una società: omologazione,

ibridazione, occidentalizzazione, scontri culturali, eterogeneit à, localizzazione e contestualizzazione

della cultura globale. Cultural studies: contro l’omologazione. Quindi ibridazi one e localizzazione.

Nederveen Pieterse: glob culturale è ibridazione. La teoria dell’omologazione è “semplicistica” (contro

fenomeni es ibridazione ed eterogeneità): la cultura va oltre frontiera e causa la diffusione di culture

simili in + parti del mondo, periò nascono nuove forme identitarie, di consumo, cibo, stile di vita.

La prospettiva sull’omologazione = detta anche “teoria della Macdonaldizzazione”: diffusione di uso e

consumi (es hambuger di McD.) su tutto il pianet a! Essendo nazioni occidentali si parla di

occidentalizzazione/imperialismo culturale = omologazione dei modelli culturali di consumo dell’occidente.

Oggi la glob culturale coinvolge+ generazioni (non solo le + giovani) es MTV (un po’ adattato), soap opere

(via satellite), programmi t v (Simpson, sex & the city) consuma stessi prodotti es Cola Cola.

Questo processo a metà tra localizzazione e globalizzazione: cioè prodotti nazionali internazionalizzati

adattati alle zone in cui vengono distribuiti. Così resta sempre meno spazio x i prodotti locali.

Huntington: glob porta a scontri culturali perchè crea cont atto e prossimità tra cultura diverse e nasce il

conflitto. X es. x il governo cinese la politica occidentale va cont ro sicurezza e idee del Paese; o (II es) l'idea

liberale occidentale di famiglia, sessualità e ruolo della donna nella società va contro alt re religioni e culture

NON occidentali. quindi questo può portare alla chiusura di una cultura alle altre o alla regionalizzazione o

opposizione. La cultura viene demonizzata MA in realtà la maggior parte dei conflitti nascono più x contrasti

economici, e politici e di politica estera che ideologici! (es x motivi militari, ecc.).

musulmani ad es si sentono esclusi e giudicati nei Paesi occidentali: questo e altro crea tensioni

anche all'interno dei Paesi occidentali tra loro (es Francia, Germania, UK).

La teoria degli scontri culturali inoltre accentua le differenze culturali MA sottovaluta quelle interne

alla singola cultura (es all'interno dell'Occidente/cristianesimo su aborto).

2. Localizzazione, coesistenza e ibridazione culturale. Teoria degli scontri/omologazione

criticate: si tratta piuttosto di un fenomeno di ibridazione. MA ci sono eccezioni sulla teoria

dell’omologazione (es in India l’industria cinematografica supera quella hollywoodiana).

Media (tv, radio, internet, musica); cultura è + ampia (valori e convinzioni politiche, religiose, tradizioni) viene

spesso condizionata dai media che “impone” idee. Quindi cultura e media sono indipendenti, perchè spesso

avviene la glob ed omologazione dei media MA NON della cultura familiare, religiosa, politica, ecc.

Glob dei media NON E’ glob culturale!

Con la tecnologia aum enta la proliferazione dei media, l gente è es posta a media da + fonti (t v, radio ecc.)

che si specializzano in argomenti (es notiziari, commedia) così vi è esposizione globale m a limitata in tipo,

contenuti e provenienza e si hanno conoscenze più specifiche m a anche più omogenee.

La teoria dell’omologazione viene anche criticata x la visione passiva dei destinatari finali dei prodotti

culturali. L’impatto sul pubblico dei media viene studiato dall’analista dei media MA, allo stesso tempo, lo

spettatore è un attivo interprete culturale (ci sono infatti interpretazioni diverse in base a valori, cultura e

contenuto dei media è quindi variabile e NON oggettivo e chi lo riceve è attivo.

contesto del singolo). Il

I produttori di media occidentali, però, adattano molto i loro prodotti ai vari contesti dei destinatari

finali! fenomeno “localizzazione”: (es McDonald’s produce hamburger di gamberi x il Giappone,

diversa x l’Islam e varia anche il tipo di locale: McDonald’s in altri Paesi non è un fast-food ma un

ristorante x pasti lunghi). La cultura occidentale viene adattata ai diversi Paesi = fenomeno di

= localizzazione della globalizzazione.

glocalizzazione

o riaffermazione di alternative locali alla glob (quando lo spettatore predilige program mi locali) =

Ritorno

resistenza passiva all’omologazione e tendenz a all’identità nazionale. Spesso, infatti, si considera la glob

come una minaccia contro identità nazionale (si teme l’americanizzazione ed immigrazione).

Tra le nazioni che esercitano un forte controllo ci sono Stati nazionali, stati subnazionali (es scozzesi),

etnonazioni (es curdi che mirano a fondare un proprio Stato nazionale) e nazioni transmondiali (es

cinesi che hanno una patria ma sono disseminati in tutto il mondo dopo la diaspora): i popoli della

diaspora NON si omologano ma mantengono la propria cultura e diversità. Da qui nasce il pluralismo

culturale (es Stati Uniti) in cui convivono differenze culinarie, religione, politiche, etiche, mediatiche,

linguistiche, musicali. gli Stati eterogenei come USA sono importatori di cultura in cui si trovano

facilmente cibi da tutto il mondo ed i modelli di consumo, comportamento e culturali sono ibridizzati e

= questo tipo di cultura viene definita “creolizzazione” in cui una lingua deriva

quindi cultura eterogenea

dalla combinazione di 2 lingue diverse, MA dalla loro combinazione.

Waters: questo fenomeno nasce dalla circolazione di info, prodotti mediali, persone. In città come Londra e

New York (poliglotte e multietniche = cultura ibrida) in cui la cultura del Paese si unisce all’’identità sociale ed

individuale del singolo (es ragazzi leggono manga giapponesi e ascoltano musica rap). così nascono nuove

identità, o terze culture (x Nederveen Pieterse “culture mélange”) in cui non c’è un’uniformazione MA

un’integrazione con la diversità. Questo ibridismo NON è né coesistenza multiculturale né multiculturalismo, MA

interculturalismo = mescolanza che crea una composizione eterogenea = cultura ed identità ibride. MA questo

non implica la dissoluzione dell’identità nazionale perchè la nazione di Riconfigura con identità

ibridazione, quindi l’esito è identità unica x ogni nazione x motivi economici,

politici, storici, geografici (prossimità). Questo fenomeno rientra nel trasformazionalismo (l’identità si trasforma in

nuove forme). Con la glob l’identità non si sviluppa dall’appartenenza ad una collettività locale, ma dall’estero,

quindi il soggetto è disorientato. Ma la glob dà anche + alternative esistenziali ed identitarie.

Beck: poligamia spaziale = il globale è inglobato nella vita personale.

3. Oltre l’ibridazione culturale. Teoria dell’omologazione, dello scontro culturale, della coesistenza

culturale ritenute NON totalmente valide. Ma ci sono anche posizioni scettiche contro ibridazione:

talvolta, infatti, diverse etnie convivono e, anziché mescolarsi, mantengono identità e cultura e quindi

nasce l’eterogeneità ( + frequente tra adulti).

Altra tesi contro ibridazione: ibridazione NON esclude l’omologa zione, né viceversa.

La glob é un processo diverso x ogni Paese e posto (es in Orient e ci sono prodotti occidentali e

viceversa) e l’ibridazione è: un proc esso continuo, perchè riguarda l’ibridazione di culture giù ibride;

(solo i benestanti possono viaggiare e confrontarsi con culture diverse) ed

è un’esperienza elitaria MA in realtà la glob è un’esperienza + diffusa:

esiste da sempre ma cambia nel modo di manifestarsi.

anche il ceto medio tramite media, cibo, musica e notiziari (e vivendo in aree urbane di metropoli) viene

a contatto con culture diverse. Cambia, infatti, il modo in cui avviene l’esperienza: x alcuni è volontaria

ed autonoma, x altri è meno volontaria (x es trasferimento x lavoro).

La glob non è omologazione a senso unico ma si muove lungo 3 direttrici: politica, economia e

potere: talvolta l’economia viene esclusa.

L’ibridazione esiste ed è manipolata dal rapporto tra potere-disuguaglianza (infatti anche la tv, media,

musica che ascoltiamo dipende dal Paese + potente nella distribuzione).

Nederveen Pieterse: contro critica all’ibridazione: ibrid. appartiene da tempo a tutte le culture e

classi sociali; anche il mantenimento della propria cultura si basa su potere e disuguaglianza

(nasce tra persone comuni) e l’ibrid. nasce anche tra persone comuni.

Robins: riconosce l’ibridazione MA aggiunge anche i processi di: omologazione, particolarismo,

opposizione, conflitto, disuguaglianza culturale.

È meglio considerare l’ibrid. come uno sviluppo del processo di omologazione che NON va contro

essa. la glob culturale ha 2 caratteristiche: omologazione e ibridazione.

Capitalismo moderno causa tecnologia che crea media globali, glob culturale e ibridazione.

Cap. 5 – Immigrazione globale: storia e disuguaglianza sociale

1. Cause e forme di immigrazione. Immigrazione (circolazione globale di persone) è tanto una

soluzione quanto un problema (a causa di pregiudizi e ragioni “valide”): essa viene classificata in base

alla causa MA anche in base alla ricezione dei Paesi d’accoglienza. Quindi ci sono + distinzioni:

1. Immigrazione legale e clandestina: muore molta gente tentando di immigrare illegalmente, perchè la

lo consente) e questo accade a causa delle disuguaglianze tra Paesi.

legge non

2. Immigrazione volontaria e forzata: talvolta la gente viene costretta ad emigrare con l’inganno,

promettendo falsi lavori gente destinata alla prostituzione, lavori domestici, ecc. < dall’abolizione della

schiavitù, MA ci sono tuttora 27milioni di schiavi (> donne e bambini) poi trattenuti in altri Paesi con le

minacce x debiti, ecc. All’ Immigrazione forzata appartiene anche la gente che lascia il proprio Paese x

guerre, disastri naturali, nucleari ecc.

3. Immigrazione su piccola scala e su larga scala: si giunge all’inclusività sociale con l’imm. su larga scala, MA

NON con quella su piccola scala (es élite come uomini d’affari che si spostano senza stabilire legami stabili).

quella internazionale di solito è permanente

4. Immigrazione permanente e temporanea:

contro altri tipi (temporanei es studenti) e prevede un cambiamento d’identità nazionale.

5. Immigrazione di tipo economico o professionale: gente che parte x cercare lavoro e condizioni

migliori: questa categoria appartiene all’immigrazione forzata/volontaria,

economiche

legale/clandestina, permanente/temporanea, piccola/larga scala. (Dal dopoguerra in poi si emigrava

x cercare manodopera e quindi nasce l’immigrazione permanente).

Altra forma d’immigrazione è quella dei profughi che chiedono asilo politico o rifugio dalla persecuzione

politica, religiosa o dalla guerra (MA alcuni cercano miglior condizioni di vita giustificandolo con asilo

politico): l’attenzione dei media sugli immigrati che crea ostilità nel paese d’accoglienza.

Inoltre, a causa del ricongiungimento familiare o catena migratoria si tende a traferirsi in Paesi

in cui già generazioni precedenti si erano stabilite.

Letteratura dell’immigrazione: studia i sistemi e reti migratori: il fenomeno migratorio non dipende solo da

circostanze esterne, ma anche da sistemi migratori che permettono la circolazione di gente e che, di solito,

nascono da precedenti flussi migratori: x es ci si sposta in1Paese in cui la propria cultura si è già stabilita.

Altri fattori: 1 scambi commerciali favoriscono immigrazione nei Paesi con cui il proprio fa scambi (si

spostano manager e professionisti) + 2 geografia e prossimità (minor tempo e costi) MA oggi con la

tecnologia dei mezzi di trasporto c’è l’immigrazione globale (es navi). + tecnologie della comunicazione:

permettono all’immigrato di informarsi sulle possibili destinazioni e mantenere contatti con la famiglia

d’origine + fattori politici: anche la severità del controllo alle frontiere influenza il flusso migratorio.

2. Cause economiche dell’immigrazione: oltre i fattori economici, ci sono anche altre cause x cui

un soggetto decide se e dove emigrare (es emozioni/attaccamenti a luoghi/persone).

3 L’economia forse non è la causa determinante del fenomeno, ma lo sono le ragioni economiche e a

prendere le decisioni NON sono attori ma le forze e strutture economiche impersonali ed attori NON

economici. Governi, nuclei familiari, individui e imprese sono attori nell’ambito immigratorio così come

l’economia; anche il capitale sociale (rapporti di fiducia/reciprocità) che può diventare cap. economico,

è importante x la condizione degli immigrati.

4 L’immigrazione NON è causata sempre da singoli attori economici razionali, ma ad es dalla

famiglia (rapporti familiari contro emigrazione, ecc.) non sempre è una scelta individuale.

5 Il singolo deve percepire le ragioni economiche soggettivamente (rapporta un > stipendio

a spese di trasferimento, politiche restrittive contro o pro immigrazione, rischi, costi,

prossimità geografica ecc.). 6 Il fattore economico viene filtrato dal rapporto barriere

politiche/migrazione e reti che favoriscono l’immigrazione.

pur non essendo fattore diretto, può essere causa d’altri fattori (es guerra) che a loro

7 L’economia,

volta causano l’emigrazione.

8 Oltre i fattori economici, di impego… esiste un altro fattore importante: motivazionale (la spinta

motivazionale del benessere è la + forte ed antica che ha spinto a migrazioni, saccheggi ecc.).

9 L’emigrazione x ragioni economiche dipende anche dal grado ed estensione.

3. Storia dell’emigrazione. Nell’epoca premoderna sono iniziati i primi scambi commerciali,

commercio di schiavi, migrazione di manodopera qualificata: nacquero spostamenti non ancora

globali ma transnazionali. Epoca moderna (1500-1800): spostamenti e rapporti economici + globali, >

ma limitati a poche classi sociali. 1870-1914: culmine dell’immigrazione globale. Con l’imperialismo

globale si sviluppò l’immigrazione globale, spinta dalla volontà di espansionismo economico così ci fu

la dominazione europea in Spagna, Francia, Inghilterra.

Fine 19°-inizio 20° secolo: s viluppo di mezzi di trasporto e ricerca di vita migliore = immigrazione di massa.

La composizione multietnica delle Americhe è condizionata dall’importazione di schiavi x le piantagioni e

dopo la schiavitù si usa la manodopera asiatica; ci fu anche la mobilità interregionale tra Africa ed Asia.

La glob ha cause economiche, ma non solo: dipende anche da attori sociali ed individuali, fattori

culturali e politici, contesto sociale (es x sfuggire alla guerra) e governi.

Nel periodo tra le 2 guerre mondiali ci fu il crollo economico e meno opportunità economiche seguite

da un crollo migratorio.

Periodo postbellico: viaggi via aerea o navale + veloci e - costosi. Secondo alcuni, lo Stato ha la funzione di

contenere l’immigrazione, filtrare la gente x competenze, caratteristiche ed in base alla politica economica. Dopo

il 1945: ci fu + lo + un ritorno dei profughi e lavoratori al Paese natio, ricongiungimento familiare quindi il Paese

ha una funzione organizzatrice. Verso il 1965: aumentò l’immigrazione verso il Nordamerica ed Australia, MA

negli anni 70 = crisi e calo nel reclutamento di manodopera che portò ad una minore immigrazione.

1989 = il crollo comunismo pose fine alle restrizioni dell’immigrazione da parte di paesi comunisti.

Quindi ci fu il volume di viaggi x studi a livello regionale ed internazionale.

4. Tendenze dell’immigrazione. Castel e Miller: studiano le tendenze dell’immigrazione tra cui la

globalizzazione. L’immigrazione, oltre che regionale, ha assunto estensione globale.

2° tendenza dell’immigrazione l’accelerazione della circolazione delle persone; dagli anni ’70: >

restrizioni sull’immigrazione.

Ci sono diversi tipi di immigrazione: prima era soprattutto industriale, x la ricerca di lavori

manifatturieri, ma con l’aumento di servizi nacque anche l’immigrazione postindustriale e femminile.

Anni ’80 -’90: mobilità di operai qualificati e non solo non specializzati (coincise con la fuga di cervelli).

Imm. = processo politicizzato (restrizioni su migrazione, dibattiti su questioni multi culturaliste, sicurezza).

La maggior parte dell’immigrazione si basa su: potere e disuguaglianza.

I tipo di immigrazione: espansionismo economico; II: migliori condizioni di vita x la gente povera.

Cap. 6 – Gli effetti dell’immigrazione: l’immigrazione è un problema o una soluzione?

Vengono anche analizzati, oltre causa e tipi, anche l’effetto della migrazione sulle nazioni d’accoglienza.

L’immigrazione è spesso considerata un problema, MA ci sono anche motivi morali e pratici a suo favore.

1 Sistemi di cittadinanza. Ci sono diversi modi in cui il Paese accoglie gli immigrati: uno molto diffuso è il

sistema del lavoratore straniero temporaneo in cui l’immigrato viene accolto x lavorare ma NON

acquisisce la cittadinanza se non ha vincoli di sangue, pur rimanendo a lungo nel Paese, che li

esclude dai cittadini. Sistema alternativo: x motivi di residenza e lavoro: si ha la cittadinanza x

contribuzione fiscale e compartecipazione. Questo crea meno differenze tra cittadini ed immigrati.

Quindi ci sono 2 distinzioni: A) tra status di lavoratore e cittadino; B) tra approccio assimilazionista e

(l’immigrato deve adattarsi alle regole del Paese di accoglienza: es in Francia devono rispettare requisiti laici es

non indossare simboli religiosi in luoghi pubblici come la scuola) e multiculturale (il Paese accetta le diversità

etniche degli immigrati, rispettando regole comuni… ma spesso teoria e pratica non coincidono).

Castles e Miller: x affrontare l’immigrazione globale serve un nuovo modello di cittadinanza:

transnazionale. (oggi la gente, es figli di immigrati di 2 diverse nazioni, hanno un’identità di appartenenza

nazionale multipla, anche a causa dei media, comunicazioni globali che permettono fenomeni globali es

movimento femminista, da cui nascono coscienza ed identità globali). MA nonostante queste in Europa ed

oltre c’è razzismo, nazionalismo, sostegno elettorale a partiti anti immigrazione.

Smith: senza una cultura globale non ci sarà identità globale.

Ci sono conflitti su temi come cambiamento climatico, commercio mondiale e proliferazione

nucleare, che dividono gli Stati, ma anche li uniscono in una coscienza globale.

Un’alt ra struttura di accoglienza x immigrati è il capitale sociale (reti di fiducia e reciprocità): il capitale

sociale favorisce la democrazia, istruzione ed economica locale e favorisce l’immigrazione di altri immigrati

perchè dà supporto economico, sociale e morale. Perciò minori costi economici e rischi dell’immi grazione

ed appartenenza sociale e protezione nel gruppo cont ro rapporti con società esterna.

2 Effetti dell’immigrazione. L’effetto dell’immigrazione viene ingigantito dai preconcetti pro/contro il

fenomeno (es negli USA stimano che gli immigrati siano il doppio della realtà). La riduzione delle

barriere politiche in realtà non induce ad una maggiore immigrazione (come gli Stati ricchi pensano).

Nel Regno Unito il popolo maggiormente immigrato è quello irlandese (discriminato ma non

menzionato dai media) ma anche americano, italiani australiani e francesi.

La libera circolazione di capitali crea interdipendenza economica e, talvolta, depressione, ma nonostante questo

viene accettata, invece la circolazione di esseri umani attira ostilità (forse perchè si creano nazioni es Usa o Australia

con l’immigrazione o emigrazione di massa x sfuggire a persecuzioni e condizioni di precarietà). Legrain: (liberalista)

sostiene la libera circolazione umana, che favorisce quella dei capitali ed economia.

Ci sono molte divergenze politiche contro immigrazione (liberalisti come Legrain e sostenitori del

capitalismo di libero mercato contro esponenti del movimento antiglobalizzazione).

Correnti internazionaliste (Socialismo) basate sulla comunione di gente pur avendo diversi

background nazionali: su questo si basa la teoria della libertà di immigrazione: tener conto dei bisogni

degli immigrati (economici, sfruttamento e persecuzione da cui sfuggire).

variano da Paes e a Paese x volume, tipo, provenienza e

Le conseguenze economiche dell’immigrazione:

destinazione di immigrazione; inoltre cala il tasso di disoccupazione nel Paese di origine degli immigrati <

costi di sussidi di disoccupazione, ed il Paese perde professionisti qualificati fuga dei cervelli che però ha

dei vantaggi (tornano nella nazione con + esperienza e competenze > cultura nazionale).

Anti immigrazione: gli immigrati tolgono posti di lavoro ai cittadini del paese accogliente (MA non è vero: chi

arriva occupa posti vacanti e NON di concorrenza, perchè (pur essendo qualificati) accettano posti malpagati

es cura di anziani scartati dalle gente della nazione: immigrazione è anche vantaggio x il Paese

accogliente = aumenta la manodopera e si s viluppano settori basati sulla manodopera es edilizia che causa

crescita economica e maggiori entrate in servizi e sanità. Molti Paesi hanno un problema demografica:

porzione + ampia di anziani e quindi meno lavoratori che pagano tasse + pressione del sistema

pensionistico e sanitario. Vantaggio immigrazione = gli immigrati pagano l e tasse a sostegno dei servizi

pubblici e spendono il reddito, quindi creano maggiore s viluppo economico. 2° vantaggio = l’immigrazione

stimola i Pesi ricchi a risolvere squilibri economici dei Paesi poveri da cui gli immigrati fuggono.

3° effetto economico = riduzione dei salari (il datore di lavoro ha + candidati ), ma non accade in ogni settore.

Julian Simon: immigrazione crea1impatto positivo perchè la gent e passa da disoccupazione a produttività.

Cons eguenza sociale dell’immigrazione: razzismo e trattamento iniquo tra gli immigrati (non dovuta all’imm.

ma alla ricezione del Paese accogliente). L’immigrazione . considerata un problema.

gli attori politici, es Stati e governi, vanno contro immigrazione, MA gli

Conseguenza politica:

danno forma istituzionale e la promuovono, incoraggiano, pianificano.

Vantaggi x il Paese esportatore: tentativo di riconquistare la fiducia dei cittadini (che fuggono dalla

dittatura) usando metodi + democratici.

Immigrazione considerata “problema” (x salari bassi e “posti lavorativi rubati” a causa di pregiudizi

diffusa dai media e NON solo ristretti all’élite.

Conseguenza culturale: nasce eterogeneità culturale (già stimolata dai media), identità culturali ibride in stile di vita,

consumi, cibo, musica… MA vengono mantenute le differenze culturali, quindi un’evoluzione continua (razzismo

contro tras formazione che concepisce una “realtà-caricatura” dell’identità del Paese, es G. Bretagna).

Cap. 7 – L’economia globale: capitalismo e basi economiche della globalizzazione

Viene trattato il tema della globalizzazione economica.

1 Le basi economiche della globalizzazione – Dal pluralismo al determinismo economico.

Le teorie della glob: glob = pluricausale, ibrida, pluridimensionale e localizzata negli effetti, MA dovrebbe

essere ricollegata a + cause (e NON solo al determinismo economico), stabilire quali tra queste sono le

dominanti e dovrebbe esser considerata variabile in base alla percezione della cultura dei luoghi.

L’economia viene considerata la base della glob, MA interagisce con le sfere della politica e la

cultura che, anzi, spesso plasmano il corso dell’economia stessa.

Rivista “Globalizations”: si devono dare + interpretazioni e letture alla globalizzazione

1.2. Il determinismo economico: che cos’a è e che cosa non è? Dare un’interpretazione economica (2°

il determinismo economico) non significa che l’economia sia sempre l’unica e determinante causa della

glob, né che i fattori politici e culturali non incidono sulla glob o che il det. econ. porti all’omologazione.

(x es lo stimolo della glob possono essere agenti politici o valori religiosi e non economici). Il det. Econ.

NON implica che la società sia composta da strutture economiche impersonali su cui non possono

decidere gli agenti (dotati di capacità di scelta) Ma anzi sono essi a creare le motivazioni economiche).

Le tradizioni ed istituzioni politiche determinano il modo di recepire la glob, e l’economi a cambia da Paese

a Paese in base alla cultura (che influenza l’economia): questa specificità culturale evita l’omologazione.

L’economia spiega le basi, motivazioni e forme di globalizzazione. La forma economica che + causa la

glob è l’economi a capitalista fondata sul profitto del capitale privato (diversa dall’economia socialista che

distribuisce beni in base ai bisogni). Tecnologia nell’epoca capitalista industriale crea relazi oni

transnazionali globalizzate. Scienze sociali contro spiegazione economica della glob: l’economia è ausa

della glob MA NON forz a prim aria; inoltre all’interno del marxismo figure come Gramsci e Althusser danno

+ importanza alla cultura ed ideologia rispetto all’economia.

Caus e economiche della glob: si devono analizzare le relazioni tra le cause e capire quale predomina;

l’economi a non è il fattore determinant e (lo sono le motivazioni economiche) e il manifestarsi della glob

cambia in base a politica, luogo e cultura, pur avendo stesse moti vazioni economiche.

2 Interdipendenza economica. La glob ec onomic a è interdipendenza economica: se in un Paese c’è una

variazione di c osti, le conseguenze si ripercuotono su alt re parti del globo (es aument o petrolio nel ’70

dall’Opec crea rincari in altri Paesi x > trasporti = < profitto = > disoccupazione = < lavoratori x le tasse).

2007: credit crunch = inflazione > richieste di prestiti, ma gli istituti ipotecari che davano prestiti li

avevano concessi a gente che non potevano rimborsare < fondi difficoltà ad ottenere prestiti = credit

crunch (im prese ed investitori restii ad avviare attivit à economiche) i governi inserirono liquidi nel sistema

bancario x gli investimenti azionisti persero denaro sulle azioni, imprese hanno - fonti di investimento

perchè (con la < fiducia nella crescita economica) < prezzo delle azioni (meno comprate).

Le economie sono condizionate da politica interna, cultura e comportamenti nazionali, ma anche

da fattori economici esterni es la domanda estera di beni di esportazione, cambiamenti climatici

in quella globale, varia

e eventi es guerre. Economia nazionale è (oltre interconnessa) integrata

da Paese a Paese e l’economia mondiale non sempre è globalizzata.

3 Modalità dei capitali. Gli sviluppi tecnologici e politici permettono la circolazione del capitale

all’estero (tra anni ’70-80 diminuirono le restrizioni) e il denaro diventa virtuale + che cartaceo.

La mobilità riguarda + tipi di capitali: es imprese transnazionali es Coca Cola che spendono capitali in

tecnologie e lavoratori all’estero; capitale speso in valori mobiliari all’estero, ecc.

La mobilità dei capitali ha conseguenze politiche: il governo non può contare sul fatto che il capitale

resti in Paese, perchè cerca migliori investimenti = questo porta a squilibri tra forze sociali nel mondo.

Secondo la teoria degli Stati competitivi: mirare a politiche socialdemocratiche o socialiste è + difficile.

Culturali: le grandi imprese hanno contatti a livello mondiale. Grazie ad aziende es Coca Cola si

passa da una società capitalista, occidentalizzata e talvolta americanizzata a una globalizzata.

4 Società multinazionali e investimenti diretti esteri. Differenza tra imprese multinazionali (coinvolgono + Paesi

ma non a livello globale) e transnazionali (va oltre i confini nazionali fino ad arrivare alla globalità!). Un’impresa

p multinazionale se: il capitale sociale proviene da azionisti di + nazioni; se ha investimenti multinazionali, se ha

impianti di produzione a livello multinazionale. Alcune aziende hanno sedi, call center, assistenza, azionisti in +

parti del mondo e consumatori in tutto il mondo (Nike/Coca Cola) ha dimensioni multinazionali in: capitali,

investimenti, manodopera, produzione, settore commerciale, consumatori.

Molte multinazionali nascono da fusioni o diversificazione (un’azienda ne compra e “assorbe” un’altra,

ampliando i settori che tratta).

L’attività di una multinazionale è legata al ruolo IDE (investimenti diretti esteri) in cui l’investitore

assume un ruolo nella governance della società. (L’investimento può essere diretto, in cui si ha voce in

capitolo nell’impresa) o di tipo + speculativo = senza ruolo diretto nella governance della società).

Le multinazionali si basano sulla ric erca del profitto: cercano manodopera a basso costo, diversificano

settori di produzione e cons umi ed acquistano la concorrenza x avere maggiore m ultinazionalità.

l’economia capitalista del profitto dà spinta alla globalizzazione .

Hirst e Thompson: Le multinazionali, + che imprese transnazionali, sono aziende nazionali con

affiliazioni internazionali e il ricavato “ritorna” in sede nazionale che determina le strategie aziendali: il

luogo in cui la sede si trova influenza il tipo di capitalismo e quindi anche la politica societaria.

5 La finanza. La finanza è uno dei settori + globalizzati. Il denaro è la forza vitale dell’economia

mondiale, influenza la vita dei singoli (es credit crunch), non ha legami ed è - vincolato x

travalicare i confini nazionali. Susan Strange: il mondo della finanza globale è “capitalismo da

casinò” perchè l’attività finanziaria = gioco d’azzardo perchè si tratta di investimenti dovuti ad

acquisto e vendita di azioni a breve termine + che di pianificazioni aziendali a lungo termine.

Differenza tra speculazione ed investimento; Speculazione = si investono pochi soldi, si hanno minori profitti e si

investe in produzione contro speculazione: guadagnare soldi con i soldi anziché con la produzione.

(Il 90% dei flussi finanziari internazionali è speculazione e non commerciale e produttivo).

Dagli anni ’70: minori restrizioni finanziarie, mercati finanziari internazionalizzati x far fronte

all’istituzionalizzazione dei risparmi e società multinazionali: la deregolamentazione creò

irresponsabilità e la crisi finanziaria del post-2007 stimolò una maggiore regolamentazione finanziaria

(ma anziché inserire controllo + severi sono state inserite nelle banche somme di denaro).

La glob finanziaria è stata accelerata dal fattore tecnologico (tecnologia informatica) e politico

(deregolamentazione): dopo la deregolamentazione gli Stati assumono funzione di controllo e

possono imporre limiti.

Maggiore attività finanziaria: Giappone, Svizzera, UK, Francia, Germania, Usa, centri fin: Tokyo,

Francoforte. Eurodollaro: le banche americane raccoglievano soldi all’estero e li prestavano in

patria. All’estero i soldi degli USA erano chiamati “eurodollari”.

Volatilità: problema della finanza (possono accadere gradi cambiamenti instabilità e < fiducia.

Paesi “offshore”: alcuni paesi x sfuggire alle regolamentazioni fiscali hanno sedi “fittizie” (es Isole

Cayman, Svizzera).

Liberalizzazione finanziaria: alcuni Paesi allentano i vincoli contro cross ownership (partecipazione

incrociata)es Big Bang in UK (1986).

6 Protezionismo e libero scambio. Glob economica: scambi di merci e servizi oltre i confini nazionali.

Primo caso di transnazionalizzazione premoderna è stato dall’Asia al Medioriente ed Europa, in cui

non c’erano ancora relazioni stabili, costanti e di interdipendenza e l’estensione era limitata.

Commercio mondiale causò: crescita dei Paesi + poveri in via di sviluppo x esportazione delle loro merci; 2.

Globalizzazione culturale (consumo di stessi cibi, usi e consumi da Paesi diversi); omologazione o ibridazione.

Protezionismo: misure di protezione/sostegno inserite dal governo negli scambi commerciali (es dazi doganali) o

sussidi x sostenere l’industria nazionale contro la concorrenza estera; Protezionismo va contro libero scambio

perchè alcuni Stati hanno + vantaggi: libero s. è sostenuto da blocchi commerciali es. Unione Europea, asean,

mercosur, vuole far sviluppare i Paesi + poveri e si sviluppò nel 19°secolo con l’industrializzazione.

Gli scambi tra Paesi industrializzati erano frequenti, mente quelli tra Paesi NON industriali erano + rari

(le nazioni coloniali esportavano materie prima di agricoltura, selvicultura, ecc. all’Europea, che li

esportava come prodotti finiti).

Tra le 2 guerre mondiali ci fu la depressione economica e quindi restrizioni sull’importazione e sussidi x

esportare. Dopo la guerra gli USA e Unione Sovietica potevano scambiare senza vincoli, cosi scambiavano

con paesi amici (capitalisti e comunisti). Così nacque il GATT a favore del libero scambio e contro prot.

Ma pur essendo internazionali, gli scambi NON sono globali, perché alcune zone sono + centrali (es Nordeuropa,

Asia orientale e Sudest asiatico) ed altre + periferiche (Africa, America Latina e resto dell’Asia).

7 Localizzazione nazionale e forme di capitalismo. Molte società multinazionali sono legate all’economia

nazionale: la localizzazione nazionale incide sulle modalità di sviluppo societario ed economico: le differenze di

organizzazione societaria sono legate all’ambiente nazionale in cui opera la società (es Giappone: + collettivista

e meno individualista degli USA = capitalismo collettivista in cui le decisioni sono un processo corporativo tra

impresa, governo e lavoratori*). Le multinazionali quindi si adeguano a culture, regole, servizi locali: nasce

omologazione globale ma anche diversità e lo scetticismo contro globalizzazione.

Non si parla di globalizzazione se c’è potere e disuguaglianza tra paesi + potenti di altri quindi vince lo

scett. Nic: Paesi di nuova industrializzazione (Singapore, Taiwan) lo Stato fu importante x lo sviluppo

d’impresa. Altre forme di capitalismo: quelli di India e Cina crea differenziazione e omologazione.

Scetticismo: l’economia mondiale è int ernazionalizzata ma NON globale; sono + diffuse le multinazionali

che transnazionali e gli scambi avvengono + a livelli intra-regionali ed interregionali tra le aree + ricche

(Giappone, Europa, Nordamerica, Asia orientale, MA i paesi Nic non rientrano tra questi centrali); non c’è

stato investimenti verso i Paesi meno s viluppati, quindi la globalizzazione non è equa né globale.

Cap. 8 – Disuguaglianza globale: la glob è una soluzione per la povertà del mondo?

La disuguaglianza ha rilevanza sociologica. Potere e disuguaglianza non coincidono ed assumono

forme diverse. Nel mondo ci sono cittadini di alcuni Paesi vivono nel benessere, dando x scontati

bisogni primari (cibo, casa, lavoro) e permettendosi lussi, ma senza preoccuparsi di popolazioni con

gravi problemi di salute, povertà e carestia. Si vuole capire quanto la glob rappresenti una soluzione x

la povertà del mondo: in questo caso la glob viene intesa come neoliberismo o libero scambio a livello

globale, integrando i Paesi + poveri nel commercio mondiale. La crescita di un Paese può dipendere

dal protezionismo dell’economia mondiale o dalla liberalizzazione ed apertura al libero scambio.

economica (es di ricchezza, di reddito), di istruzione e di salute (legata cmq al

Ci sono + tipi di disuguaglianza:

potere economico) e culturale (legata alla comunicazione di massa basata su internet, che incide sulle

opportunità di vita del singolo), vissuti in modo diverso da + categorie (quelle globali sono diverse x genere).

Cina e India sono 2 Paesi in via di sviluppo he sono cresciuti rapidamente, con esiti positivi contro la povertà.

1 Globalizzazione e Paesi poveri. Glob x i Paesi poveri significa integrazione nel commercio mondiale:

questo gli permette l’uscita dalla povertà perchè i Paesi + sviluppati non possono + imporre sussidi,

dazi doganali e quote sull’importazione, quindi non sono + avvantaggiati e i poveri non sono +

svantaggiati, quindi si pone fine alla povertà.

Washington Consensus: modello di integrazione dei Paesi poveri nel commercio mondiale che permette di

dare aiuti finanziari ai Paesi poveri, purché rispettino le condizionalità = riforme richieste ai Paesi aiutati

(es liberalizzazione ed apert ura all’economia mondiale; riduzione della spesa pubblica che favorisce

l’imprenditoria privata ; privatizzazione delle imprese statali; stop ai sussidi sui prezzi dei beni essenziali;

politica di minore inflazione x avere tassi d’interesse + alti e quindi i consumatori spendono meno) avviene

un adattamento strutturale, ossia interventi strutturali nell’economia di questi Paesi = stop povertà!

Questi cambiamenti portano vantaggi anche ai Paesi ricchi, ma in alcuni Paesi in via i sviluppo

aumentò anche la disoccupazione e diminuì la qualità dei servizi pubblici ed aumentarono le proteste.

L’adattamento strutturale può anche aggravare povertà e disuguaglianza.

il Washington Consensus è stato criticato dal movimento antiglobalizzazione, ma tuttora c’è un’ampia

adesione al liberalismo commercio.

2 Povertà globale. 1900-2000: miglioramento della povertà nonostante la crescita demografica

mondiale. La % di persone che vivono sotto la soglia di povertà sta diminuendo, MA dal 2005 è

aumentata la % di coloro che vivono con meno di 1 e 2 dollari al giorno e spendono + del 50% x cibo e

l’altra metà x salute, istruzione, acqua e casa, contro + i ricchi che spendono meno x bisogni primari e

+ x beni secondari (anche perchè i beni primari). I Paesi ricchi non si interessano a questi problemi).

1980-2000: povertà assoluta in India è diminuita; in Africa, America Latina, Europa orientale ed asia

centrale: povertà aumentata (soprattutto in Africa subsahariana). In 24 Paesi la mortalità infantile sotto i

5 anni è aumentata; finiti gli aiuti finanziari da parte dei Paesi ricchi x i Paesi poveri, sono crollati i

prezzi dei beni primari da loro esportati.

Il 50% della popolazione africana vive con meno di 1 dollaro al giorno, il 70% muore prima dei 40 anni

x malattie infettive come AIDS.

Il cambia mento climatico è un fenomeno globale che aumenta la povertà, causato dall’emissioni di

monossido e biossido di carbonio da parte dei Paesi + industrializzati, MA gli effetti ricadono sui Paesi

meno sviluppati: questi ultimi dipendono da acqua e fertilità e la scarsità di risorse genera + conflitti.

Russia, India, USA (21% del tot), Giappone, Cina, Canada e Germania = principali fonti delle emissioni

mondiali. Servono soluzioni globali sul cambiamento climatico.

3 Disuguaglianze globali. Disuguaglianza e povertà sono 2 cose distinte: può accadere che un Paese

povero si arricchisca e allo stesso tempo aumenti il divario tra ricchi e poveri. (x i teorici della graduale

diffusione: c’è una relazione tra questi 2 fatti perchè i Paesi ricchi sono innovativi, producono beni che

diffondono ricchezza e quindi danno + posti di lavoro ai poveri).

Al contrario, se un Paese povero si arricchisce offre mercati ai Paesi già ricchi si arricchiscono di +.

Alcuni autori preferiscono talento e impegno e non fattori come fortuna, eredità e sfruttamento un esempio di

disuguaglianza negativa è il caso in cui un Paese è talmente ricco che, se ridistribuita la sua ricchezza, può

sottrarre un altro popolo dalla povertà; o quando crea effetti sociali negativi (es conflitti) che minano il capitale

sociale e creano delinquenza; o quando nascono i conflitti tra ricchi contro poveri perchè i primi abusano della

loro ricchezza x esercitare potere, avere vantaggi e creare sfruttamento, disuguaglianza, emarginazione.

Obiettivo è analizzare le disuguaglianze tra diversi Paesi, con 2 metodi: 1. Confronto tra diversi Paesi; 2.

Confronta le popolazioni. Dalle analisi 1) emerge un aumento di disuguaglianza dal 1980 (periodo

globalizzazione): Asia è cresciuta rapidamente, America Latina, Africa NON cresciute. Così i Paesi ricchi +

velocemente ricchi: si crea + distacco e differenze di reddito da quelli cmq poveri.

2) Popolazione mondiale = 6 miliardi; 1.6 miliardi senza elettricità, 33.2 hanno AIDS e HIV.

La disuguaglianza globale è aumentata tra 1980-90 e veniva divisa in: Primo mondo (dei ricchi paesi

capitalisti), secondo (P. socialisti) e terzo mondo (P. meno sviluppati).

Oggi c’è una nuova divisione internazionale del lavoro o nuova stratificazione della disuguaglianza

globale: Cina, India + velocemente ricche, Taiwan, Singapore, Giappone: crescita esportazioni;

Polonia, Turchia, Cile ecc. + integrate nei mercati stranieri. Tra le grandi industrie dei Paesi di nuova

industrializzazione: industria tessile, di abbigliamento, automobilistica.

4 Globalizzazione e disuguaglianza di genere. Le donne sono risorse x il capitalismo globale: immigrate x

manodopera a basso costo nella produzione ( maggiore x l’esportazione di industrie tessili, d’abbigliamento,

elettroniche e farmaceutiche), lavori domestici, cameriera, infermiere, babysitter nei P. ricchi, ma anche x la

prostituzione (attirate con l’inganno). Talvolta si ratta di sfruttamento e lavoro forzato. la glob della produzione ha

> l’occupazione femminile (le donne sopportano di + condizioni precarie e costano meno), ma

oggi è in atto una maggiore disoccupazione femminile.

Le politiche di adattamento strutturale (privatizzazione, liberalizzazione, tagli alla spesa pubblica)

vanno contro occupazione femminile. nella glob: Ong, la glob politica e i diritti umani

Moghadam: analizza il movimento globale delle donne

hanno permesso alle organizzazioni delle donne di svilupparsi a livello mondiale. Le reti femministe

transnazionali x M. sono un effetto logico del capitalismo mondiale e disuguaglianza di genere e

toccano anche l’aspetto economico (contro sfruttamento) e la garanzia di parità.

5 La glob è una soluzione? Disuguaglianza e povertà esistono a causa della glob, oppure perchè ancora la glob

non è sufficiente? Secondo Dollar, Kraay e Wolf serve + glob: i Paesi inseriti nel commercio mondiale esportano e

danno + manodopera intensiva danno maggiore reddito al popolo. Es Cina e India estraggono molta gente dalla

povertà, MA altri Paesi non si sono integrati abbastanza o sono stati esclusi. Un Paese si integra nell’economia

globale e si specializza in rami e nicchie di mercato in base alle sue risorse e competenze.

5.1 Dollar, Kraay: commercio, crescita e povertà. D. e K. a favore della glob come causa della crescita che

ha estratto i pasi dalla povertà: essi confrontarono 100 Paesi, con riferimento a nazioni globalizzatrici dagli

anni ‘80 (es Argentina, Cina, India). D. e K. criticati (perchè la glob non è positiva x la crescita e povertà, MA

negativa) x: 1. la scelta dei Paesi e periodi (selezionati solo i Paesi con crescita notevole e NON lenta); 2. Indice

di glob usato è la crescita degli scambi commerciali, MA non sempre gli scambi commerciali sono esito di

politiche liberiste o globaliste perchè potrebbero nascere da fattori opposti alla glob (es sussidi, protezionismo,

quote sulle importazioni, ecc); 3. Gli scambi commerciali favoriscono la crescita o viceversa? D + K: forse il

legame non è solo tra questi 2: crescita che causano scambi commerciali. Globali, contro critici (glob crescita); 4. I

Paesi che D e K selezionano hanno rapidi cambiamenti commerciali ma NON sono globalizzati: sembra che la

crescita dipenda da un fattore opposto alla glob; 5. Oltre scambi e tariffe ci sono altri fattori che possono favorire

la crescita contro povertà, es investimento estero diretto, posizione geografica (sbocchi sul mare, trasporti e

comunicazione), fattori istituzionali; 6. I poveri traggono vantaggio dalla crescita? X D e K si! x i critici NON

funziona con i poverissimi = esito eterogeneo (resta sempre un divario tra ricchi e poveri).

6 I Paesi globalizzatori sono veramente tali? La glob economica può avvenire tramite > importazioni ed

esportazioni, tariffe + basse, ecc. e i Paesi si sviluppano in modi diversi tra loro: alcuni sono cresciuti grazie a

tecniche opposte alla globalizzazione All’origine dei Paesi globalizzatori ci sono apertura all’economia del

mercato globale (es Cina, Taiwan, Vietnam = cresciute con mercato glob + liberalizzazione delle esportazioni).

Rodrik: Cina: esportazione liberalizzata tra fine anni 80-90 tramite forme protezionistiche parziali, India:‘80. La

glob quindi NON corrisponde alla base del successo di Cina e India.

7 Il problema è la glob ? la crescita legata alla glob è sempre stata selettiva: alcuni Paesi negli anni ’80 hanno

aumentato la quota nell’industria manifatturiera es Cina, altri (es Africa subsahariana: pe rdita) altri uguali.

nonostante l’adozione delle tecniche del W. Consensus si acuirono le disuguaglianze e gli esiti eterogenei.

Robert Wade: lo sviluppo può essere legato non a liberalismo e globalizzazione ma anche a fattori

interni: tecnologia, istruzione, sostenibilità ambientale, sanità, democrazia, trasporto e comunicazioni,

risorse naturali (es petrolio in Venezuela).

Kaplinsky: glob può avere esiti negativi (es competizione tra Paesi x i prodotti finiti crea prezzi + bassi;

capacità industriale aumentata = meno posti di lavoro. I prodotti da esport are creano + profitto ai P. poveri.

8 Alternative alla globalizzazione I falsi sostenitori della glob: difendono la glob quand’è nei loro

interessi e diventano protezionisti quando le industrie sono in pericolo: creano prot. Nei paesi + poveri

che invece hanno bisogno di accedere al mercato mondiale. Soluzione = accordi cosmopolitici globali

x intervenire in modo egualitario con riduzione dei redditi, aiuti finanziari e ridistribuzione. I Paesi

poveri sono i + motivati al prot., i P. ricchi mantengono il diritto di sussidi e tasse sulle tariffe doganali.

Forma alternativa alla glob: viene promossa dal movimento globale e si basa sul libero scambio (circolazione di

beni, capitali, servizi); contro chi promuove localismo e autosufficienza x motivi ambientali (trasporto =

emissione di ossido di carbonio = spreco e danni al clima causando conflitti tra il popolo x le risorse).

Sempre + Pesi voglio il prot e nascono relazioni regionali, bilaterali e multilaterali x un > interscambio.

Regionalismo x ricchi: es Unione Europea, che protegge una regione commerciale dai commerci esteri.

Altra opzione: regionalismo /multi-regionalismo sviluppato dai Paesi poveri: protezione. Soluzione x i Paesi

poveri: entrare nel commercio globale in cooperazioni con Paesi selezionati e NON in cooperazione aperta.

Nasce una crescita competitiva basata su scambi comm. paritari. = approccio multilaterale, regionale,

bilaterale e non globale e disimpegno verso l’economia globale e impegno selettivo.

Cap. 9 – Politica, Stato e glob: la fine dello Sato nazionale e della socialdemocrazia?

Sociologia: studia il ruolo dello Stato nel contesto della globalizzazione

Sociologi noti come Marx (rapporto Stato- bisogni del capitalismo), Weber (concetto di Stato

nazionale) e Durkheim: diedero centralità allo Stato.

La glob non nasce solo dalle motivazioni economiche ma anche alla pressione dell’economia.

1 Stato e sovranità nazionale. Un tema della glob politica è la perita di rilevanza dello Stato nazionale:

cos’è? Che significa che lo Stato è/è stato sovrano? Lo Stato nazionale è nato nell’epoca moderna.

Le società nomadi non avevano uno Stato perchè: non avevano confini (territorio = nazione) e si autoregola-

mentavano senza apparato politico (Stato) x ordine e infrastrutture = senza le 2 condizioni x essere Stato.

I sistemi imperiali (es romani e cinesi) non avevano un territorio definito, né una sovranità e spesso

erano indipendenti e detenevano potere militare MA senza avere un apparato amministrati vo.

I sistemi feudali non avevano un potere centralizzato MA distribuito ad altri livelli dal monarca; gli Stati

assoluti si avvicinarono di + allo Stato nazionale: potere + centralizzato e app. amministrati vo +

sviluppato. A livello i nternazionale gli S. N. appart enevano al sistema westfalico (trattati di pace 1648:

ognuno aveva 1 sovranità interna) Stato nazionale = potere centralizzato + confini definiti + sovranità

potere impersonale + autorità riconosciuta. Come incide la glob sulla sovranità dello Stato nazionale?

2 Glob e declino dello Stato nazionale. La glob causa l’erosione della sovranità dello Stato nazionale: le

crisi interne, aspetti economici, politici e culturali, problemi globali che richiedono soluzioni globali

causano l’erosione della sovranità.

2. 1 Crisi interne. Alcune teorie: attenzione sulla crisi dello Stato sociale in cui i partiti x vincere le

elezioni promettono l’estensione assistenziale e così nasce un sovraccarico di aspettative; teorie di

sinistra (teoria della crisi di legittimazione di Habermas), di destra (concezione

pluraliste/neoliberiste del sovraccarico statale, o overloaded State).

Politiche neoliberiste di sinistra: contro eccessivo sistema assistenziale: non è + un incentivo a trovare

lavoro MA diventa unico appiglio x la gente, e si hanno meno soldi x il settore privato.

Centrosinistra introduce misure es workfare (dà sussidi di disoccupazione in cambio di attività

assistenziali) e welfare-to-work (restrizione sui sussidi x trasformare i beneficiari in forza lavoro).

Anche il cambiamento demografico (aumento di anzianità crea + pensioni e meno giovani x pagare le tasse) incide

sullo Stato nazionale, dando spazio ad alternative allo S. nazionale in un contesto di globalizzazione

Decentramento, secessione e crollo dello Stato nazionale così indebolito o leso l’autorità dello Stato nazionale.

2 Glob e Stato nazionale. Secondo alcuni autori la glob economica erode lo Stato nazionale e

influenza anche altri settori, MA ci si può opporre alle forze economiche.

La mobilità dei capitali (oggi + semplice x la tecnologia) mina lo Stato nazionale: lo Stato non è +

autonomo nelle politiche usate x evitare la fuga del capitale.

La cultura globalizzata mina lo Stato nazionale: culture perdono l’identità x l’identità nazionale +

articolata x la tecnologia e flussi migratori = uomo ha identità plurime.

La tecnologia (es comunicazioni globali) va contro le repressione da parte dello Stato nazionale.

Le istituzioni politiche si sono organizzate a livello internazionale e transnazionale (es Usa, in cui

alcune nazioni hanno la funziona sovranazionale di mantener la pace, sviluppo e sanità).

Es Ong (organizzazione non governativa), Wto (organizzazione mondiale del commercio), sono organizzazioni

internazionali che operano nell’ambiente, organizzazioni accademiche, professionali, religiose, politiche. Quindi

la governance pluristratificata: governano Stati operando in modo trasversale e multilaterale e Stati in

collaborazione con organizzazioni internazionali governative e non governative. politica mondiale meno

focalizzata sullo Stato nazionale e + sulla politica multinazionale. Infatti…La Corte Europea dei diritti dell’uomo

(ECHR) permette di chiamare a giudizio i governi nazionali che vanno contro diritti umani proclamati nella

dichiarazione universale dei diritti umani (UNDHR): echr + undhr sono sovrannazionali. es Tribunale penale

internazionale punisce chi commette crimini contro umanità o di guerra.

2.3 Problemi globali. Problemi economici, sociali e ambientali globali andarono ancora + contro Stato nazionale.

Poiché gli eventi di un paese possono influenzare altri Paesi, servono leggi e norme coordinate globalmente

(anche contro criminalità, droga e terrorismo serve una collaborazione internazionale perchè i reati sono

organizzati a livello internazionale), x es contro cambiamenti climatici (globali) causati dall’emissione di ossido di

carbonio, serve un intervento internazionale x creare un cambiamento reale e globale.

3 Stato competitivo e socialdemocrazia. Secondo alcuni, la glob economica porta lo Stato ad usare

una politica anziché un’altra. Es alcuni Stato usano la p. neoliberista x attirare capitale (mobile).

La teoria dello Stato competitivo: lo Stato risponde alla glob col distacco dalla socialdemocrazia =

forma di democrazia parlamentare di derivazione socialista che si distacca dal marxismo e che tratta

temi come inclusione, egualitarismo e povertà, trovando come soluzione la proprietà pubblica e

ridistribuzione prima, lo Stato sociale poi; col tempo si è distaccata dai contenuti socialisti.

3.1Socialdemocrazia. Un Paese x attirare il capitale contro fuga usa misure a favore degli interessi del

capitale: es diminuisce la tutela del lavoro, taglia i costi sociali, sussidi e imposte su redditi ed imprese.

Quindi nasce la crisi dei salari, sostengo sociale e tutela del lavoro! Così aumenta la disuguaglianza

(operai sottostanno e direttori premiati) e diminuiscono le politiche sociali e paritarie attuate dallo Stato

socialdemocratico. Lo Stato “dà fiducia alla finanza” contro fuga del capitale e non può neanche

controllare la domanda né creare posti di lavoro e salari x sostenere la previdenza.

3.2Democrazia. I governi devono usare politiche convincenti x gli elettori interni, banche ed

investitori internazionali; lo Stato (soprattutto lo S. sociale) perde autonomia.

3.3 Convergenza. Il potere del capitale va contro socialdemocrazia e crea anche una convergenza: essendo

uguali le pressioni esercitate sui governi di + Paesi anche le politiche governative scelte saranno uguali. 4 settori

influenzati dallo Stato competitivo: autonomia, socialdemocrazia, democrazia e convergenza.


ACQUISTATO

11 volte

PAGINE

25

PESO

441.21 KB

AUTORE

KrazyGin

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze pedagogiche
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher KrazyGin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Nucera Sebastiano.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Sociologia dei processi culturali

Riassunto esame Sociologia dei processi culturali, prof. Nucera, libro consigliato Precari la nuova classe esplosiva, Standing
Appunto
Riassunto esame Sociologia dei processi culturali, prof. Nucera, libro consigliato Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale?Falso!, Rampini
Appunto
Riassunto esame Sociologia Generale, prof. Rossi, libro consigliato Individuo e Società, Simmel
Appunto