Introduzione. Negli ultimi decenni: + correnti di pensieri sulla globalizzazione: una moderata tra
marxisti e weberiani (dagli anni ’50); negli anni ’60-’70: movimento femminista contro la divisione
sociale e disuguaglianza di genere; negli anni ’80 – ‘90: (postmoderno) Foucault: potere della
conoscenza. Globalizzazione: nasce con i mezzi di comunicazione globali. Dopo la guerra fredda si
arrivò a una coscienza di un mondo riunificato che portò ad una maggiore consapevolezza globale.
Il processo di trasformazione politica influisce sulla vita dell’individuo (es. condizioni ec onomic he e status).
Scienze sociali: si interessano alla cultura e orientamenti individuali e la sociologia studia le strutture,
processi e relazioni sociali. Vengono trattati: i presupposti economici della globalizzazione, il legame tra
trans naturalizzazione e contaminazione culturale = legame tra identità, cultura e globalizzazione.
Globalizzazione come fenomeno storico/moderno: globalizzazione è un fenomeno storico che nasce
prima della tecnologia. Scetticismo contro globalizzazione: la globalizzazione si basa su processi e
relazioni di potere e quindi non è globale.
Globalizzazione criticata x alcuni aspetti, es. l’imperialismo americano esercitato tramite i
media, da altri globalizzazione è positiva perchè positiva perchè democratica.
La globalizzazione è pluralista perchè localizzata nei suoi effetti nei vari paesi, pluridimensionale e
ibrida. Concetto di globalizzazione: Scholte = neologismo non è un nuovo modo di chiamare le
cose, ma significare qualcosa di diverso. Scholte critica 4 modi x definire la globalizzazione:
1 internazionalizzazione : rapporti di interdipendenza tra + Paesi.
2 liberalizzazione: elimina zione di vincoli x a circolazione di saperi – mondo + aperto e NON è
globalizzazione 3 occidentalizzazione: universalizzazione di strutture occidentali (es capitalismo,
democrazia e industrializzazione).
X Scholte : glob = deterrit oralizzazione (perdita d’im port anza territoriale) o meglio sovra-t erritorialismo (es
jet, telecomunicazioni, coscienza globale, processi produttivi, denaro, salute = malattie diffuse a livello
planetario, ) quindi si arriva alla simultaneit à trans mondiale (es acquisti delle stesse marche in diversi
Paesi) e istantaneità trans mondiale (es telefono ce collega persone distanti).
La globalizzazione racchiude internalizzazione, occidentalizzazione e liberalizzazione
ma NON è universalizzazione.
Globalizzazione x Robertson. : compressione del mondo e rafforzamento della coscienza globale
del mondo. Harvey: annientamento spazio.
Giddens: globalizzazione = intensificazione delle relazioni sociali a livello mondiale e influenza di fatti
accaduti in posti lontani quindi c’è maggiore interazione locale/globale.
Waters si rifà a Giddens e Robertson: globalizzazione= non è fine MA processo e sono importanti
cultura e coscienza.
Holton: Globalizzazione è: interconnessione (maggiore circolazione di merci, idee, denaro ecc. minori
confini); Interdipendenza delle attività;
riconoscimento del mondo come unico spazio.
Held: visione tras formazionalista = globalizzazione è un fenomeno nuovo ma con precedenti che assume
forme diverse in + Paesi e comporta: espansione delle attivit à oltre frontiera + intensificazione dei rapporti
mondiali + accelerazione dei processi produttivi + riduzione dei confini nazionali e globali.
Globalizzazione è aterritoriale e crea deterritorializzazione ma anche riterritorializzazione (es
quando porta al nazionalismo).
X Held: Flussi (circolazione beni, info e segni); reti = interazioni secondo regole e modelli e x H. la
globalizzazione NON E’: interdipendenza (rapporto simmetrico e non gerarchico come la
globalizzazione), convergenza (crea armonia, mentre la globalizzazione può creare conflitti),
universalismo (globalizzazione diversa x Paese) né integrazione (comunità condivisa).
Osterhammel e Peterson: globalizzazione non è imperialismo : essa è postmoderna e più globale +
distinguono: storia globale (legami tra + Paesi), mondiale (confronto tra Paesi e dinamiche interne) e
globalizzazione (fenomeno nato dai contatti). + fattori x la globalizza zione: intensità e velocità (grazie
alla tecnologia) + estensione : quindi la globalizzazione è un processo che comprime gli spazi,
distanze e collega + Paesi a doppio senso contro discriminazioni, coinvolge élite e masse e crea
estensione globale transnazionale, interdipendenza, regolarità nelle relazioni, coscienza globale.
Cap. 1 – Prospettive sulla globalizzazione.
4 correnti di prospettive: globalismo, scetticismo e post scetticismo/trasformazionalismo
(globalizzazione si sviluppa negli anni ’80 con gli studi sulla glob economica, politica e culturale).
Globalismo: economia nazionale è meno importante a causa della circolazione dei capitali. Nascono
multinazionali es Coca Cola perchè hanno + impianti produttivi, dipendenti e consumatori in
quindi
tutto il mondo. economia m ondiale + aperta. nascono culture globali omologate e ibridizzate e
differenz e tra nazioni meno marcate grazie ai mezzi di comunicazione e stessi consumi.
Moderati contro scetticismo: la globalizzazione non è un nuovo fenomeno.
Politicamente gli effetti della globalizzazione sono disomogenei: alcuni Stati sono + importanti e
incidono di più x esempio gli Usa.
Scetticismo: Culturalmente ogni nazione risponde in modo diverso alla globalizzazione (es Mc
Donald’s usa ingredienti diversi x posto, cultura e consumi). Sottolinea l’importanza dello Stato
nazionale, potere e disuguaglianza con una democrazia (oltre che cosmopolita) che coinvolga +
Stati a livelli + bassi di quello globale.
Hirst e Thompson (scettici): analizzarono l’aspetto economico della globalizzazione negli anni ’70:
internalizzazione dei mercati finanziari e prodottivi. Oggi ci sono + scambi tra nazioni + potenti dentro
strutture preesistenti. L’economia mondiale non è globale perchè si basa su legami tra Nordamerica,
Giappone e Europa. H. e T.: definiscono il mondo come internazionalizzato e NON globalizzato perchè
ci sono + economie e nasce in strutture globali preesistenti.
Trasformazionalismo contro scetticismo: la globalizzazione ha creato e crea mutamenti
radicali. X K ofman e Youngs: trasformazionalismo e scetticismo sono riuniti in 1 categoria.
Held, McGrew e trasformazionalisti: tra globalisti e iperglobalisti: la globalizzazione contemporanea
nasce dopo la seconda guerra mondiale: innovazioni tecnologiche: mezzi di comunicazione + veloci.
1 Distinzione meno netta tra categorie nazionali/internazionali: cinema, cibo, religione, musica
derivano da + nazioni. Nasce un legame tra cultura nazionale e internazionale.
2 Economie de territorializzate, globalizzate e transnazionalizzate (capitali oltre nazione, rilievo multinaz.). 3
Anche autorità e diritto nazionali sono legati alla governance internazionale. nazione non + autonoma. 4 Le
attività economiche pur essendo locali si “dislocano” avendo dipendenti e consumatori in + nazioni.
5 il mondo diventa globalizzato e può variare in + direzioni, contro l o scetticismo che vede il mondo come
unico modello e non eterogeneo con diversi livelli di globalizzazione a seconda dei settori (es finanza).
6 Dalla globalizzazione nascono nuovi modelli di stratificazione sociale, quindi la globalizzazione non è
universalizzazione (il modello bipolare è sostituito dalla stratificazione) e può portare a diverse
direzioni: da qui i governi possono scegliere tra + interventi (liberalismo economico e governance
globale dell’economia mondiale). Trasformazionalismo contro scetticismo: differenze terminologiche
(internalizzazione contro globalizzazione, storiografiche, ecc.).
Hirst e Thompson: accusai di attaccare il concetto di globalizzazione, MA definiscono il fenomeno in atto
+ la globalizzazione ha raggiunto l’apice tra 1870-1914 + ogni Stato
del mondo internazionalizzazione
nazionale ha l’autonomi a giuridica e potere x poter decidere sul futuro della globalizzazione m ondiale.
contro Held: tras formazione globale contro int ernazionalizzazione di H. e T. + apice della globalizzazione =
oggi + non c’è distinzione netta tra confine nazionale – internazionale perchè le economie oggi sono
internazionalizzate, de-territorializzate, globali, dislocate in + nazioni (dipendenti e consumatori) e
transnazionali = meno vincoli territoriali + lo Stato nazionale ha attivismo politico MA l’autorità giuridica non
ha + potere aut onomo e si ricostruisce con poteri internazionali in una visione + globale.
Scetticismo: non nega i cambiamenti MA: vi sono stati i maggiori nella Belle Epoque e tra 1970-1980
in strutture economiche preesistenti.
Trasformazione: mondo pluridimensionale con direzione incerta, contro scetticismo: mondo con direzione lineare
e il sistema globale è unico e comprende ogni società e le attività si basano su Giappone- Nordamerica -Europa
+ la globalizzazione non è universale x ogni Paese. scett. = non esiste un’economia globale.
Politica della globalizzazione.
Trasformazionalisti: sostengono il globalismo (prospettiva globalista) e basano la loro politica su una
democrazia cosmopolita globale in cui nascono forum politici globali per discutere temi di interesse
internazionale (es inquinamento, diritti umani, droga, criminalità) a cui partecipano comunità con
interessi diversi: nasce la coscienza cosmopolita globale, coordinamento ed interventi globali.
Scettici: contro globalismo e politica globale: non ci sarà mai cooperazione perchè ci sono sempre conflitti di
interesse ideologico, x risorse ecc e quindi disuguaglianza. x gli scettici é meglio creare alleanze ed
interventi bilaterali e multilaterali in base ad interessi, ideologie e potenze degli Stati e NON interventi
globali su temi non più nazionali. quindi non si mira ad una coscienza globale.
4°corrente della teoria della globalizzazione ciò che pensiamo della globalizzazione é + importante
della globalizzazione stessa. pensano di vivere in un mondo globalizzato ci comportiamo come se lo
fosse davvero = lo rendiamo globalizzato!
La quarta corrente della globalizzazione: analizza la glob in quanto discorso ed é un approccio
influenzato dal postmoderno e costruttivismo sociale e si basa sui simboli (significati e significanti)
e sull'idea che la nostra esperienza nasce dal discorso sul mondo.
Foucault: psichiatria e medicina = Basi della conoscenza e comprensione del mondo (es. definire una malattia o
omosessualità crea una categorizzazione di spiegazione del mondo) = prospettiva ideativa! Le idee sono
autonome da economia e politica contro determinismo economico influisce + su antropologia, sociologia (scienze
che studiano le strutture NON solo oggettive MA anche soggettive dell'interpretazione della realtà) che su scienze
economiche riguardo l'idea della globalizzazione Lo sviluppo della globalizzazione nasce negli anni '80 proprio
grazie alla diffusione del termine stesso = stesso accadde x il nazionalismo: la gente crede nelle identità nazionali
e nazioni che sono comunità immaginate perchè create dalle idee dei cittadini con diversa provenienza geografica
e storica, che non rispecchiano una realtà oggettiva MA soggettiva!
Dagli sviluppi reali della glob come i mezzi di comun, immigrazione e internet nasce il discorso della glob e
identità globale e ibrida contro identità vincolate dalla nazionalità e categorie es di genere, religione, mestiere.
Foucault: il discorso della realtà determina ciò che conosciamo e COME lo conosciamo, quindi è un potere
positivo. Nella società post industriale è un a più importante l'idea dei beni materiali.
In alcune parti del mondo sono considerati più importanti diritti all'uguaglianza economica, in altre.
I diritti politici: i diritti umani globali nascondono un'assenza di globalità! (Anche nel libero scambio
alcuni Paesi restano + avvantaggiati rispetto ad altri).
Ian Bruff (prospettiva neo-gramsciana): l'idea della globalizzazione Influenza la comprensione della
realtà = mondo pluridimensionale. + idea degli agenti: la glob x B. Non è una forza esterna Ma si deve
mirare all'analisi dei gruppi sociali riferiti alla globalizzazione! Bruff contro seconda corrente: è +
importante l’idea di glob che la glob stessa.
Gramsci: voleva staccarsi da una visione del mondo troppo legata al determinismo economico:
NON solo l'economia ma anche le idee determinano la comprensione del mondo!!
Scetticismo: glob = giustificazione politica + fenomeno esterno da cui non ci si può sottrarre glob NON
è realtà ma rappresentazione!
Cap. 2 – La storia della glob: premoderna, moderna o postmoderna?
La storia della glob nasce nell’Oriente (risale prima della nascita dell’industrialismo e capitalismo ).
Vengono esaminati i periodi: epoca premoderna (prima del ‘500), e. moderna (1500-1800),
industrializzazione moderna (1800-1914), 2 guerre mondiali (1914-1945), e. tardo-moderna (dal
1945) e sviluppi contemporanei (dall’80).
La glob come fenomeno dell’epoca premoderna: chi considera la glob come un fenomeno premoderno
tra 16°-17° sec ci furono espansioni territoriali, scambi commerciali e diffusione di religioni diverse.
Teoria dei sistemi-mondo: studia la fase iniziale delle relazioni globali.
Frank: sistema-mondo ha circa 5000 anni, in cui già c'erano commerci extra territoriali, mercati
valutari e accumulazione di capitali nati in Oriente e NON occidente (epoca considerata nucleo
del capitalismo!). Wallerstein: capitalismo nato nel 26° sec e NON 5000 anni fa!
Janet Abu-Lughod: parla di "egemonia europea" x studiare l'inizio delle relazioni tra Paesi lontani e considera
l'Asia l'origine della glob (Cina, Islam e India) quindi occidente e oriente non sono così contrapposti.
Hopkins: + fasi della glob ="glob arcaica" (prima del 1600), "proto-globalizzazione" (1600-800), "glob
moderna" dopo il 1800.
Nella glob arcaica ci furono espansioni territoriali, fusi migratori e nascita di imperi e diffusione di religioni diverse
da cui nacquero collegamenti tra+ aree mondiali ed interdipendenza. = Hopkins le chiama "mini-globalizzazioni"
episodiche e frammentarie che incisero sull'occidente (sistema monetario es. banconote, monete ecc. ereditate
dalla Cina ed Arabia). sistema numerico arabo incise sulla contabilità. = innovazione capitalistica. + origini
orientali della globalizzazione + mini-globalizzazione che operavano solo in Asia, Nord Africa, parti d’Europa,
ecc. Non essendo un fenomeno globale NON era ancora globalizzazione! + la glob richiede interdipendenza (tra
+ paesi lontani), stabilità e regolarità dei rapporti in modo da influenzarsi a vicenda.
NON basta l’interconnessione tra più Paesi MA la stabilità dei rapporti! Quindi la globalizzazione si basa su
distanze globali e passaggio dall’interconnessione all’interdipendenza + stabilità e regolarità delle relazioni.
Nedervesen Pieterse: distingue glob antica / moderna / contemporanea: la cultura globale NON è omogenea
MA ibridizzata. P. parla delle prospettive disciplinari che influenzano la localizzazione storica del fenomeno: x
gli economisti e sociologi la glob è un fenomeno moderno contro antropologi e storici x cui la glob è antica.
Tecnologie es agronomia, tecnica militare, scienze, filosofia, matematica sono conoscenze diffusesi
dall’oriente all’occidente. La globalizzazione è un fenomeno antico che ha avuto recenti
accelerazioni e N. Peterse influì su Held.
N. Peterse vede la globalizzazione come un rapporto gerarchico e asimmetrico in cui
l’Occidente prevale sull’Oriente e solo con l’epoca moderna si è giunti alla glob vera e propria.
Scholte: + fasi della glob: tra 1850-1950 l a glob era un fenomeno nascente, dopo gli anni ’50 in pieno
sviluppo ma prima del 18° sec era solo un fenomeno embrionale e prima del 19° sec solo un presagio.
X S. pur essendoci diffusioni religiose ecc. non c’era la tecnologia necessaria x un collegamento sovra
territoriale globale oltre i confini nazionali: in passato finanza, mercati, produzione, capitalismo erano
limitati a singoli Paesi e non erano globalizzati.
X Scholte la glob avvenne dopo gli anni ’70 grazie alla tecnologia informatica.
C’è stata una glob premoderna? Per avere una risposta bisogna analizzare i collegamenti di
quell’epoca, come estensione, intensità e raggio d’azione:
1) non c’era una dimensione globale delle glob premoderne: c’era una diffusione di religioni, imperi e
scambi commerciali, ma NON c’erano distanze globali con raggio d’azione transoceanico, MA regionali.
Questo a causa dell’assenz a di tecnologie e organismi politici internazionali diffusisi nel 20° sec.;
2) Oltre le distanze limitate, anche la porzione di popolazione coinvolta era limitata (es solo preti,
soldati, mercanti e commercianti) e gli scambi riguardando solo beni di lusso; ma con lo sviluppo
del capitalismo ed industrializzazione si diffusero le tecnologie industriali e sistemi es produzione
di massa, mezzi di trasporto e mezzi di comunicazione globali che permisero la globalizzazione;
coscienza non era globale né transcontinentale (lo era solo nell’élite);
3) la
4) i viaggi e collegamenti con le altre parti del mondo, pur non essendo un rapporto corrente e di interdipendenza,
erano una forma sottile di globalizzazione anche il fenomeno migratorio favoriva la glob muovendosi e
diffondendo in + Paesi la cultura, idee ecc., MA non sempre si mantenevano contatti con i Paesi di
origine! quindi le tendenze di glob erano episodiche e saltuarie.
La glob attuale non è nata nell’epoca premoderna MA in quella moderna.
L’inizio dell’epoca moderna: la proto-globalizzazione.
X Hopkins la 2° fase (protoglobalizzazione) corrisponde all’epoca prein
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