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Ricerca le uniformità che presentano i fatti e dà loro il nome di leggi, secondo una logica in

cui non sono i fatti a dipendere dalla legge, ma le leggi dai fatti.

Ogni proposizione annunciata ha come restrizione il tempo e l’esperienza all’interno del

quali si è studiata. Il procedimento paretiano è quello delle approssimazioni successive.

Pareto basa la sua sociologia come scienza logico sperimentale sull’osservazione e

sull’esperimento, con l’esclusione di qualsiasi ragionamento non fondato su fatti osservati

 sociologia paretiana come positivismo radicale che opera attraverso concetti di

dipendenza, regolarità, uniformità, correlazioni spazio-temporali.

Il carattere di una società è determinato dalle proprietà delle azioni e degli individui che

agiscono. Gli individui sono illogici e così anche i fattori alla base della loro società lo

sono.

L’azione sociale in Pareto

Ogni tipo di azione rivela l’abilità dell’individuo e tale abilità provoca in ogni campo la

selezione dei migliori. Pareto formula una complessa teoria dell’azione sociale

distinguendo in primis le azioni logiche (correlazione fini-mezzo, risultato di un

ragionamento) da quelle non logiche (sentimenti, subcoscienza presentare logiche azioni

che non lo sono attraverso le derivazioni). Bisogna tenere in considerazione il periodo

storico-culturale in cui è vissuto Pareto; tale periodo presentava come non logico e non

razionale tutto ciò che era ispirato ad un modello diverso di razionalità.

Bisogna inoltre distinguere tra fenomeno oggettivo e momento soggettivo: colui che

osserva è condizionato dall’ignoranza e dalla sua disposizione d’animo.

Saranno quindi azioni logiche quelle che hanno una corrispondenza tra funzione

soggettiva e realtà oggettiva  un agire orientato ad un fine.

Le azioni non logiche non presentano coincidenza tra fine soggettivo e fine oggettivo.

Esistono 4 tipi di azioni:

Azioni logiche nel quale non si dà un fine oggettivo né soggettivo (le abitudini);

1) Azioni per le quali vengono addotti motivi logici che non esistono realmente (la magia);

2) Azioni logiche in cui manca il fine soggettivamente percepito pur essendoci un fine

3) oggettivo dell’agire (l’istinto);

Le azioni che hanno un fine oggettivo ed un fine soggettivo non coincidenti tra loro

4) (non logiche).

Pareto ritiene che la vita collettiva sia caratterizzata da azioni irrazionali (es. l’agire

religioso) e che il controllo sociale richieda la capacità di servirsi di queste componenti da

parte delle èlites, infatti le azioni non logiche non vengono mai riconosciute come tali.

Pareto affronta la controversia tra Spencer e Comte circa le azioni non logiche.

Comte sembra favorevole al prevalere delle azioni logiche, per poi far prevalere il

sentimento.

Spencer espone una teoria di azioni non logiche per poi eliminarle definitivamente.

Residuo: istinto (naturale) coperto dal ragionamento correlato con gli interessi, ma distinto

da essi.  determinano l’agire sociale.

Derivazioni: ragionamenti logici, manifestazione dei sentimenti, espressioni del bisogno di

ragionare che prova l’uomo ed occupano una zona intermedia tra i residui e le forme del

sapere scientifico.

L’azione sociale in Pareto e Mises

La sociologia lega il concetto di azione al concetto di natura umana inteso come insieme di

requisiti costitutivi dell’uomo in quanto tale in un modo generale che denota qualsiasi

operazione che può rientrare nella categoria aristotelica del fare.

Si ha azione sociale quando l’uomo è guidato dalle passioni e dal desiderio, dalla ragione

o dal libero arbitrio, dal calcolo o la spontaneità.

Mises  duplice visione della sociologia come scienza descrittiva di quei fenomeni storici

dell’azione umana che non sono considerati dall’economia descrittiva vicina al campo

dell’antropologia e dell’etnologia e come disciplina generale dell’esperienza storica da un

punto di vista più universale rispetto alle altre branche della storia che focalizzano l’azione

umana come comportamento volontario.

Nell’analisi di Mises la legge fondamentale dell’azione umana è il principio economico.

Tutto l’agire economico consiste nell’economizzare mezzi disponibili per la realizzazione

dei fini prescelti. Lo scambio economico in senso stretto è quello che avviene tramite le

monete  rapporto interpersonale indiretto.

I fenomeni sono l’ordito delle azioni umane e di relazioni tra di esse. I fenomeni sociali

sono i comportamenti umani e da questi si spiega la produzione della società, concepita

come un sistema di azioni interdipendenti

Pareto  lo studio dell’economia per quello che riguarda le azioni umane si accentra

sull’atto della scelta, privando così l’uomo della volontà. Il suo punto di partenza è l’azione

umana, punto di incontro tra soggettività e oggettività. Divide le azioni in logiche

(ragionamento) e non logiche (sentimenti, inconscio). Le azioni non logiche sono viste

sotto l’aspetto logico da coloro che le compiono e da coloro che ne fanno una teoria.

Analizzando i ragionamenti e gli svolgimenti logici aggiunti alle azioni non logiche, si ritiene

che esistano due facciate:

• Facciata latente: stabile, rifugge da qualsiasi spiegazione empirica, può essere

concettualizzata per via deduttiva, costituisce i residui (manifestazioni di sentimenti).

• Facciata manifesta: è variabile ed è sempre osservabile empiricamente, è dettata

dalle derivazioni (sono il prodotto dell’esperienza concreta, i mezzi per ristabilire

l’integrità).

L’azione logica è data dal fatto che il fine oggettivo è un fine reale.

Fruizione: termine finale delle azioni umane  consiste nel raggiungimento del fine con il

conseguente appagamento sul piano della volontà o dei sensi.

Nel linguaggio comune anziché di fruizione si parla di uso e consumo.

Usare: vuol dire applicare la stessa cosa a quell’azione, come mezzo per raggiungere un

certo fine. L’uso è il momento che precede la fruizione.

Fruizione propria: il fine è ultimo rispetto alla vita umana.

Fruizione impropria: quando il fine che si raggiunge non è il fine ultimo dell’uomo.

Fruizione economica: può essere parziale (riferita ad una sola azione) e integrale (le

azioni si considerano globalmente).

La libertà dell’uomo rappresenta il modo con cui la sua volontà raggiunge il fine  si

esplicita nella scelta dei mezzi e nella determinazione dei fini.

L’idea di libertà umana si discosta dal determinismo, per il quale tutto ciò che accade nel

mondo dell’esperienza è determinato e legato a condizioni necessarie e sufficiente che

precedono ciò che accade. Il determinismo è giustificato nel campo fisico per cui ogni

fenomeno è legato ad un altro per il principio causa-effetto ma ciò non vale per l’agire

umano: sul piano della volontà e dell’intelletto egli è libero, è fuori da qualsiasi rapporto

causale fisico. Finché l’azione umana rimane interna all’uomo stesso, (intenzione,

consiglio e consenso), non vale la legge di causalità fisica, ma di causalità volontaria; una

volta che l’uomo si sarà proiettato nel mondo fisico, le sue azioni saranno sottoposte al

principio di causalità fisica. Se fossimo tutti soggetti alle leggi di causalità, agiremmo tutti

allo stesso modo, andando contro all’esperienza.

La dottrina indeterministica asserisce che ad una causa non segue un determinato

effetto. ma diversi altri. Tutto ciò che l’uomo opera non è determinato, ma indeterminabile,

in quanto tutto ciò che accade nell’universo è regolato dal caso. L’errore degli

indeterministi tuttavia consiste nell’attribuire sia il piano metafisico sia il piano fisico al

caso. Il caso, per alcuni studiosi, non esiste: Agazzini sosteneva che viene chiamato caso

il corso degli effetti per cui l’uomo non conosce la causa.

Per Pareto la morale fissa le mete e gli ideali. Le libertà individuali, l’individualismo sono le

basi dello sviluppo sociale, e l’uomo agisce per meglio conformarsi al processo naturale

dell’evoluzione sociale.

Pareto considera importantissimo il ruolo delle azioni non logiche nella società e si

propone di studiarle scientificamente con il solo scopo di perseguire la verità. Cosi si

evidenziano molte azioni ispirate dal sentimento e non dalla necessità, ma l’uomo ritiene

più naturale dare un’apparenza logica a queste azioni.

Pareto distingue le azioni non logiche in quattro generi:

Le azioni istintive e abitudinarie in cui non è presente né il fine oggettivo né quello

1. soggettivo;

Le azioni magiche in cui il fine soggettivo non combacia con quello oggettivo;

2. Le azioni istintive in cui il fine oggettivo non trova rispondenza in quello soggettivo;

3. Le azioni in cui fine oggettivo e soggettivo non corrispondono.

4.

Questi tipi di azioni sono connotate dall’irrazionalità dell’agire  Il processo di

razionalizzazione è composto da un elemento costante non logico, istintivo, espressione

dei sentimenti umani che stabilisce i legami tra le cose.

Avvalendosi del metodo logico-sperimentale proprio della scienza, Pareto si fa precursore

dello strutturalismo: l’unità base della sua ricerca è l’azione, e tali azioni sono la trama

della società umana in quanto impiego di energie per un motivo; l’analisi sociologica deve

rivelare l’uniformità delle azioni interdipendenti che producono la società.

Mises sostiene che l’azione non è mai fine a sé stessa, quanto mezzo per un fine e quindi

possiamo distinguerle buone o cattive in base alle conseguenze.  il valore di un’azione è il

valore del fine per cui essa serve. L’uomo sceglie di ottenere una certa cosa rinunciando

ad altre perché ha deciso che in quelle determinate circostanze il conseguimento di quella

cosa è preferibile al conseguimento di altre.

Già Adam Smith era approdato agli studi economici ritenendo che il mondo economico

fosse dominato dall’egoismo delle azioni umane che spesso si trasformano in risultati utili

alla collettività. Mises afferma che le azioni umane possono essere guardate da un altro

aspetto oltre che quello del buono/cattivo, giusto/ingiusto: bisogna considerare l’azione

sociale come oggetto di una scienza che mira all’accertamento di leggi universali della

condotta umana. Mises chiama la teoria generale dell’azione umana prasseologia, la

quale ha permesso di formulare leggi nel campo della condotta umana e della società. Il

più generale prerequisito dell’azione è rappresentato da uno stato di insoddisfazione da un

lato e dall’altro la possibilità di alleviarlo o rimuoverlo tramite l’azione. Il passare del tempo

è una condizione di qualsiasi azione.

Mises fa una distinzione tra azione economica (suscettibile di calcolo in termini

matematici) e azione non economica (l’azione ha senso solo se si parte dall’individuo).

L’azione umana è un comportamento volontario, impiego di mezzi per il raggiungimenti di

fini, manifestazione essenziale della vita umana, la risposta dell’io agli stimoli e alle

condizioni dell’ambiente  Homo Sapiens e Homo Agens che agisce sempre

razionalmente perché soddisfa qualche desiderio.

Il punto di partenza di Mises è l’azione razionale. L’azione umana è il comportamento

conscio da parte di un essere umano  l’uomo deve agire per colmare i suoi bisogni.

Un ruolo importante è dato dall’esperienza  l’azione umana non è sperimentabile in

laboratorio, poiché si fonda sull’individualismo metodologico, in quanto il carattere di

un’azione è determinato dall’individuo che la compie. Anche il pensiero è sempre

manifestazione individuale.

Le azioni degli individui costituiscono la collettività che si sostanzia delle azioni concrete

che un uomo ha compiuto in una data e in un luogo definito, e il contenuto dell’azione è

determinato dalle qualità personali dell’individuo riguardo l’eredità e l’ambiente.

La prasseologia, nel tentativo di comprendere il significato e la rilevanza dell’azione

umana applica due differenti procedimenti: la comprensione e la concezione.

Il risultato cercato da un’azione è detto fine  ricerca di sollievo da un disagio sentito.

L’uomo, agendo, sceglie fra varie opportunità secondo una scala di desideri e valori. Il

valore non è nelle cose, ma in noi  ciò che ci soddisfa di meno è abbandonato per

qualcosa che ci soddisfa di più. In economia il prezzo pagato è ciò che è stato

abbandonato per il fine, e il costo è il valore del prezzo pagato. La differenza tra valore e

prezzo pagato è detto profitto. Sociologicamente il profitto è puramente soggettivo  in

ambito psicologico la felicità non si può misurare.

Sequenza temporale legata all’azione: Mises riflette sulla distinzione del tempo prima e

dopo l’azione  l’azione fornisce all’uomo la nozione del tempo e lo rende consapevole del

suo fluire.

Mises definisce la società umana come il complesso totale delle mutue relazioni create

dall’azione concordata  il tratto caratteristico della società umana è la cooperazione

deliberata per cui la società è il risultato dell’azione umana. La società è il grande mezzo

per il raggiungimento dei fini dell’individuo: ogni partecipante vede nel’altro un mezzo per

raggiungere il proprio successo e una volta rimosso parzialmente un disagio, emergono

nuovi bisogni.

L’uomo si differenzia dagli altri esseri viventi per il suo lottare deliberatamente contro le

forze contrarie alla sua vita.  l’uomo agisce per soddisfare i suoi bisogni.

La logica dei sentimenti in Vilfredo Pareto

Verso la fine del 1800 si può iniziare a parlare della sociologia di sentimenti. Pareto

ipotizzava che i sentimenti fossero una sorta di motore per le azioni non logiche e che le

direzioni dell’agire umano dipendessero proprio dai sentimenti. Il sentimento entra

ufficialmente nella riflessione umana con Kant, ma anche il romanticismo e il positivismo lo

esaltano.

In Pareto l’uomo deve agire per meglio conformarsi al processo naturale

dell’evoluzionismo sociale  le libertà individuali ne sono la base.

Pareto ne “i sistemi socialisti” vuole dimostrare che nella condotta umana il ragionamento

ha meno importanza del sentimento.

Pareto economista ha come punto centrale della sua riflessione la teoria dell’equilibrio 

studia l’equilibrio sociale e i fattori che lo determinano, gli istinti e i sentimenti.

Pareto affronta anche il tema del contrasto fra ragione e sentimento nelle ricerche sociali,

parallelamente allo svilupparsi delle teorie di Freud e di psichiatri sull’individuo. La teoria

paretiana, a differenza della teoria psicanalitica, non si spinge fino alla ricerca di come si

generano i residui non esamina il subconscio e l’inconscio, ma le manifestazioni esterne.

Anche Bergson ritiene la scienza e la ragione inadeguate a spiegare la dimensione della

realtà che include la vita dell’uomo.

Pareto ricerca la natura dei sentimenti, la loro esistenza oggettiva, stabilire se dipendono

o meno dall’intelligenza umana, accertarsi come nascono e si mantengono le relazioni

soggettive. L’irrazionale, le passioni, gli istinti spingono gli uomini ad agire e a trovare

giustificazioni logiche a questo agire.

Dall’osservazione del reale evince che i rapporti tra la sociologia e l’economia sono

numerosi ed interdipendenti  è possibile spiegare in termini economici una grande

quantità di sentimenti, valori, idee. Pareto inoltre affronta alcuni casi particolare dell’opera

dei sentimenti:

• nella sfera politologica: i sentimenti e i residui concorrono alla formazione del

consenso e legittimano l’uso della forza. Nella parte popolare l’aspetto dei sentimenti è

maggiore rispetto agli abbienti: sono saldamente più uniti, hanno maggiore coraggio,

energia, abnegazione per difendere i propri ideali. Sentimenti e interessi sono la parte

più importante dei fenomeni sociali.

• nella sfera religiosa: i sentimenti che operano nell’equilibrio sociale debbono essere

studiati come casi in cui hanno minor parte ragione ed esperienza. Essi sono il frutto di

religione, forme metafisiche assimilate ne comune carattere nel voler raggiungere

l’assoluto. In questo modo si riesce a dare un giudizio sicuri riguardo ai fatti sociali

mediante principi a priori, etici, metafisici e religiosi.

Le azioni logiche sono il risultato di un ragionamento, le azioni non logiche hanno origine

principalmente da un determinato stato psichico. Pareto vuole studiare le forme sociali

attraverso l’esame delle azioni umane, degli stati d’animo e di come li manifestano. È il

primo a fondare sulla psicologia dell’inconscio una concezione positiva della propaganda.

Teoria dei residui: nucleo costante dei fatti umani sono i sentimenti, le indicazioni, gli

impulsi, l’attitudine al ragionamento, all’osservazione, lo stato delle conoscenze. I residui

si manifestano con le derivazioni, e sono spinti da essi verso uno stato d’equilibrio.

Gli uomini si lasciano prendere dai residui (causa del comportamento illogico) e le

derivazioni cercano di dare un aspetto logico alle azioni non logiche, sono la

manifestazione del bisogno di ragionare che prova l’uomo.

Analizzando e comparando i ragionamenti e gli svolgimenti logici aggiunti alle azioni non

logiche, si ritrovano la facciata latente e manifesta. Nel primo caso, rifugge da qualsiasi

spiegazione empirica, frutto dei residui; la seconda invece è osservabile empiricamente,

frutto delle derivazioni.

Pareto nel Trattato ha ipotizzato due tipi di società astratte: una dove operano

esclusivamente i sentimenti (società animale) e un’altra dove operano solamente i

ragionamenti. I due tipi di società fanno riferimento rispettivamente alla civiltà greco-

romana e a quella cristiana occidentale.

Redditieri e speculatori in Vilfredo Pareto

Pareto tenta di ricondurre il fatto economico nel flusso economico sociale. Egli infatti

studia l’economia con lo stesso rigore metodologico della matematica, ma allo stesso

tempo non può prescindere da una considerazione sociologica. Pareto studia i problemi

economici contemporanei (difende il libero scambio contro la politica protezionistica del

governo italiano), pubblicando “Cours d’economie politique”. Nelle sue opere, Pareto


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze per l'investigazione e la sicurezza (NARNI)
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Natascia.9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della sicurezza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Federici Maria Caterina.

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