Grandi madri mediali
L’introduzione
La cultura di massa si afferma nel 900 – e conquista l’università di un pubblico più esteso possibile.
L’efficacia simbolica – paragone del moderno psicoanalista con un scampano. Manipolazione del mente
fondato sul simbolo. Il linguaggio del simbolo consente di dare ordine e senso a un’esperienza. Le
narrazioni mediali contemporanei sono in grado di dare un linguaggio all’esperienza.
Grande madre – è una figura femminile nella psicologia analitica di Jung (‘1930) dello studio delle fiabe
interpretazione delle Dei. Maria Gimbutas – (‘70) esistenza delle società arcaica matriarcali che avrebbero
preceduto la civiltà patriarcale (Europa antica ‐ Neolitico).
Simbolica attuale – il ciclo di nascita continuo, rigenerazione della comunità – vita.
Fumetti – gli eroi muti. Giapponese Hayao Miyazaki. Levi‐Straus il fumetto diventa un luogo esemplare –
mito capace di dare un senso unendo bios e logos grazie ai suoi simboli.
1.1 Le grande Madri del Neolitico – statuette in ceramica – esigenza di rappresentazione.
L’inizio del Neolitico: 1. L’introduzione della ceramica. 2. L’introduzione dell’agricoltura
VIII – III a.C. con introduzione del metallo, vasto uso dell’arte e economia pastorale.
La statuetta più celebre di Grande Madre è la Venere di Willendorf, proviene dal Paleolitico e radica
immagini moderni. Le Grandi Madri vanno interpretati come le rappresentazioni dello specifico
e l’ambiente naturale e nella sua veste di ambiente agricolo umanizzato.
rapporto tra la specie
I raccolti dell’agricoltura erano svolti dalle donne (la comunità della caccia)
1.1.1 Il grembo femminile costituisce uno dei più potenti temi funerali, contraddittoria capacità di dare
la vita mentre si accoglie la vita che finisce.
e nella cultura popolare
1.2 GM nei miti
Si tratta di antenate tribali, prime donne dalle quali ha preso materialmente origine la comunità, eroine
fondatrici della cultura. I loro carattere di straordinarietà – il ciclo vitale – iniziale e finale. donne che
di
sovente, a compendio della loro fertilità, presentano elementi socialmente devianti come nel caso
madri nubili, nel caso di donne incestuose, antropofaghe.
Sono a conoscenza dell'agricoltura:
‐ la connessione con la sua fertilità
‐ con la morte e il decadimento, che vuole la terra come luogo di ritorno. racchiude nel
Marija Gimbutas ‐ dell'Europa Antica ‐ attuale Europa Orientale e nell'antica Anatolia,
ambito culturale e geografico.
La fase successiva l’Età Bronzo (3000 a.C) – introduzione dei metalli, mutamenti economici, politici,
. Sono 2 figure femminile (posti per millenni)
ecologici. Fase di cesura
‐ Demetra/Persefone
‐ tarde sant'Anna/Maria Vergine
1.2.1 Demetra/Persefone come rappresentazioni evolute
Analizzo degli Inni Omerici, secondo inno, dedicato a Demetra.
Sono opera di un singolo autore, i testi vanno considerati come frutto di una tradizione, produzione
culturale orale secolare. Demetra e Persefone ‐ negli Inni e nella Teogonia di Esiodo ‐ un evoluzione
delle rappresentazioni femminile. Il periodo non dato prima dell'VIII sec. a.C, la redazione dell'Inno
a Demetra, uno dei più tardi, collocata entro la metà del VI sec. a.C
Grecia classica sarà ‐ la rappresentazione di una trasformazione compiuta per quanto riguarda la
posizione e la rappresentazione delle figure femminili e sarà il riflesso della società greca.
Sono state trovate le figure di GM anche nelle 2 principali civiltà preistoriche greche:
Monoica (dal 2700 al 1450 a.C)
Micenea (1600 ‐ 1000 a.C)
‐ sono avvicendate nel predominio culturale e politico del Peloponneso e nel Mediterraneo
‐ Minoica
orientale. La religione minioca deriva da un ceppo anatolico ‐ le tracce a Creta. Esistono elementi per
indicare che nella società minoica le donne abbiano goduto di una posizione sociale elevata.
‐ Civiltà Micenea ‐ si sposterà sul continente. Un popolo guerriero ‐ gli utensili focalizzate sulla caccia e
guerra, alcuni elementi simbolici analoghi a quelli femminili del neolitico. Al culto della Potnia si affiancano
quallo di divinità maschili, le donne vennero escluse dall'amministrazione dei beni, a livello di massa,
status. Il ruolo dominante delle divinità maschili nelle religioni
cominciò a registrare un abbassamento di
europee delle epoche successive al Neolitico, queste figure maschili trovassero sovente in una posizione ai
complementarietà rispetto a quelle femminili. Platone nel IV sec a.C avrà da dire che L'uomo non è come le
il cielo.
piante della terra, perche la sua patria è
Gli informazioni sul mutamento negli stili di sepoltura: le tombe micenee sono prevalentemente sepolture
di maschi guerrieri. La tendenza a significare la morte come momento di ritorno al ciclo naturale di vita,
morte e rigenerazione.
Una dimensione religiosa duplice:
1. culti legittimanti il sistema politico
2. le religione misteriche, culti di riscatto dove era preponderante il ruolo femminile.
La duplicità del culto considerata frutto della strutturazione sociale della cultura greca.
Inoltre le festività agrarie praticate in Grecia e a Roma proseguono la tradizione ereditaria dal Neolitico, le
tradizione pagane. Demetra ‐ Dea Madre o Dea Terra ‐ la portatrice dei frutti. considerata che aveva
insegnato le tecniche agricole agli uomini.
Demetra e sua figlia Persefone, l'Inno a loro dedicato narra del rapimento di Persefone ad opera Ade dio
degli inferi e della difficile ricerca della sua madre.
Persefone ‐ già il suo nome indica distuttività; deriva da Hhero e Phonos, che significa colui che causa
distruzione. A Roma era chiamata Proserpina la fertile e originariamente fosse il nome di una ninfa che
sacrifica al sacro re dell'anno. P. dovrebbe essere considerata come proveniente da una mitologia
e mai chiaramente che sia una fanciulla perche comprende anche le sofferenze della
primordiale. Ma non
maternità. Kerenyi individua come figura indipendente dalla madre.
D. ‐ ci sorprende presentandosi ai mortali nella veste di una vecchia, oltre di età della fertilità, responsabile
dell'agricoltura. D. conferma l'idea che determinate figure femminili rappresentano il bisogno di
determinate culture di non pensare al fatto della morte sconnesso dal fatto della procreazione. Kerenyi
riprende che ne Il ramo d'oro afferma che l'identità madre‐figlia simboleggia il grano nella sua doppia
forma. D. ‐ rappresenta il vecchio spirito del grano, e P. ‐ giovane.
Il grano e la terra permangono come simbolo perfetto per rappresentare il destino della specie e della vita
individuale. una scissione e di una riunione e la volontà di dare il senso ad un movimento circolare di vita,
morte, rigenerazione.
Come nella Grecia classica questi rituali saranno rilegati nella posizione dei culti misterici ‐ quindi rimane
l'anologia fondante tra la donna gravida e la terra che deve dare i suoi frutti.
Altri 2 casi di divinità femminili greci:
Atena ‐ nata dal Padre Zeus, già adulta e armata. L'uomo dà il seme, la donna, come la terra, il suo grembo,
solo uomo trasmette l'eredità della pianta. Il centro dell'esistenza sembra spostarsi dal corpo, dalla
pesantezza dei fianchi delle statuette femminili, orientate verso la stabilità e la durata della terra. Il nuovo
ruolo sociale e fisiologico del maschio.
Artemide ‐ signora degli animali, dea vergine, che regolava il ciclo della fecondità, delle nascite e delle
morti. Negli Inni omerici era nominata come Signora delle fiere e nella mitologia in genere veniva
presentata come spietata, irosa. A Roma, la sua equivalente Diana era “colei che apre l'utero”.
Vergine
1.2.2 Sant'Anna e Marina
Nei primi secoli dopo Cristo il peso delle donne nella vita pubblica diminuisce ulteriormente, il culto
cristiano privilegia la venerazione di figure maschili. Nello stesso tempo il culto per Anna e Maria assume
importanza e vigore, le chiese dedicate sono numerose. Dei connotati vitali legati alla morte e alla
‐ risultano sempre meno conciliabili e pensabili in una figura unica.
degenerazione
A e M sono entrambe vergini al momento del parto. L’assenza della partecipazione del maschio nella
riproduzione e l'esistenza di un elemento di continuità che viene trasmesso in una relazione esclusiva
asiatiche e mediterranee della
madre‐figlia. Teologia come una ripresa delle antiche concezioni
partenogenesi, l'appartenenza delle figure a una cosmologia pagana o cristiana. Le coppie sono
conseguenti. Il culto per D e P termina con la storia del paganesimo 396 d.C, il culto per la Madonna lo
sostituisce. subisce una trasformazione in
Progressivamente il culto delle antiche Dee e delle fate e divinità pagane,
culto dei santi. Quando la persecuzione riuscirà a far mutare le figure, verranno sostituite le immagini, me
rinarrano i luoghi. Nel contempo resisteranno tracce della simbologia di queste figure femminile anche ora
‐ Lourdes in Francia. Ambivalenti figure femminili europee appartenenti alle leggende locali si possano
riferimenti alle antiche dee della morte (Masha ‐ Irlanda, Mari ‐ Spagna).
trovare
I luoghi diventano punti di riferimento per l'esecuzione di riti o di un complesso, anche informale, di atti
simbolici, che garantiscono la permanenza della divinità in quel dato luogo a determinati elementi. Cripte,
grotte nei grandi santuari associati a pozzi unendo il culto della terra e culto delle acque ‐soltanto divinità
della fecondit
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