Sfera pubblica. L'avvenire di un vechio concetto
La nascita e lo sviluppo della modernità comportano la graduale espansione di una comunità ampia
e complessa che richiede che la solidarietà interna dei legami sociali, si ritrovi in gran parte
veicolata da interazioni sociali mediate e indirette.
Nella società moderna emergono nuovi spazi e inediti modelli di socialità, come ambienti concreti
( uffici, pub, caffè ) e arene culturali.
La sfera pubblica e le sue direttrici
Si può definire tale sfera come lo spazio dove all'interno prende forma l'insieme delle opinioni su
questioni d'interesse generale espresse pubblicamente da uno qualunque dei componenti del corpo
sociale: persone il cui giudizio è importante e collettivamente rispettato perchè non parlano a
proprio nome, ma attraverso una voce che esprime l'interesse del gruppo sociale cui appartengono.
La sfera pubblica si manifesta secondo due direttrici diverse ma complementari:
una relativa alla conoscenza pubblica ( publick knowledge ) che fa riferimento alle forme
• concettuali e programmatiche di comunicazione politica: oggetti che definisco il punto
specifico di rottura sociale.
Una concernente la cultura popolare ( popular culture ), cioè che riguarda l'intera varietà
• delle espressioni culturali e delle forme cerimoniali della vita quotidiana: spettacolo,
finzione, divertimento. Forme in cui le tematiche pubbliche si manifestano direttamente
nelle pratiche sociali mediante gesti, modo di abbigliarsi, stidi di vita.
In entrambi i casi si presentano delle dinamiche sociali mediante le quali gli attori sociali si
scambiano informazioni e creano un sapere condiviso. Infatti le informazioni agiscono come
strumento di consolidamento dei legami sociali e oggetto di distrazione.
Nella sfera pubblica agiscono molteplici forze sia a sostegno della stabilità e dello status quo che in
favore di variazione, novità, mutamento. Il primo movimento predilige dei motivi abbastanza
generali da essere accettati da tutti. Il secondo produce tensione e nervosismo nel corpo sociale.
Dalla società di massa alla società in rete
I mass media non solo trasformano popolazioni disperse ed eterogenee in corpi sociali altamente
integrati sul piano nazionale, ma rendendo accessibile un numero sempre più alto di conoscenze,
favoriscono anche un'acuta sete di esperienze che a loro volta si manifestano nei termini di una
maggiore autocoscienza individuale e di una più marcata diversificazione sociale.
All'epoca delle reti e dei social networks la sfera pubblica si profila come l'ambiente dove
s'intersecano mondi culturali diversi. Terreno di lotta per la costruzione sociale di realtà da una
parte; e per la formazione e il rafforzamento delle identità singolari e di gruppo dall'altra.
Questa sfera si divide in tre componenti:
I gruppi sociali in competizione tra loro
• Le molteplici arene che fungono da ambiente simbolico in cui i problemi sociali si
• contendono il riconoscimento
Le reti operative che promuovono e cercano di controllare la definizione dei problemi.
•
Crisi. Traumi, transizioni e strategie per il passaggio al
futuro
Uno dei concetti più utilizzati per affrontare in chiave socio-economica e culturale i nostri tempi è
la parola crisi. Il termine deriva dal verbo greco krin e significa "giudicare, vagliare, scegliere". E
allora la crisi è esattamente il momento della scelta.
Alla ricerca di una definizione
La crisi viene percepita, in prospettiva sociologica, come processo che induce al cambiamento
nell'organizzazione di un sistema.
Una lettura della crisi in chiaroscuro: un momento apparentemente positivo per rilanciare un
sistema; e d'altra parte una scelta cosi precipitosa che implica l'assunzione del rischio e dello
squilibrio nel modello organizzativo.
Crisi e transizione nella storia italiana della comunicazione
Le situazioni di transizione offrono un ventaglio di soluzioni, di prospettive e di strategie per il
futuro. In questo contesto, i media e la cultura diventano fondamentali, perchè estraggono
l'individuo dal tendenziale stato di isolamento, lo espongono al nuovo, stimolando e incoraggiando
il cambiamento. Diventano quella potente forza che come avrebbe detto Bourdie, permetterebbe la
ripresa, il ri-orientamento in funzione di valori condivisi.
Dalla crisi alla responsabilità: una riflessione sul ruolo della comunicazione e dei suoi
professionisti oggi
Le scienze della comunicazione hanno cominciato ad affermarsi per venire incontro a quelle
dinamiche sociali che necessitavano di mediazione e di gestione competente.
La comunicazione, quella buona, fluidifica i processi di apprendimento, ed è proprio per questo uno
dei motivi per cui la questione comunicativa diventa di pubblico interesse e la formazione dei
professionisti è più che mai prioritaria anche in termini di responsabilità sociale: perchè parte
dall'uomo e dalla sua conoscenza e arriva all'uomo.
La crisi della società moderna è tutt'altro che solo economica e finanziaria: siamo di fronte
soprattutto a una crisi progettuale, valoriale e di identità.
Nella società della comunicazione, il ruolo di ricomposizione della comunità intorno ai valori
comuni, viene attribuito alle narrazioni che persone, istituzioni, mezzi di comunicazione vi
costruiscono intorno.
Ed è proprio per questo che la comunicazione non può essere solo frutto della soggettività,
dell'emozione e dell'iniziativa individuale.
La comunicazione deve essere sempre pronta a fronteggiare la metamorfosi della società e del
mercato. Non è un caso che i professionisti della comunicazione, a prescindere dal settore, debbano
disporre di una grande flessibilità e velocità di adattamento.
Comune. Dalla comunicazione alla comunità
Produrre contenuti cognitivi e diffonderli non è mai stato cosi facile e diffuso, come oggi che
abbiamo a disposizione internet. La rete telematica ha abbassato le barriere di ingresso per una
moltitudine di soggetti altrimenti esclusi dalla possibilità di esprimersi pubblicamente. Stiamo
entrando in un universo culturale in cui i contenuti si presentano sotto forma di proposte da
sviluppare collettivamente. In questo tipo di cultura il termine "pubblico" torna a definire un
qualcosa prodotto in comune.
Sul piano culturale la novità della rete va individuata nel livello di coinvolgimento e di
partecipazione collettiva ai processi di produzione e conoscenza.
Produzione e consumo di conoscenza avvengono oggi sempre più all'insegna di un fare e di un
essere comune, in cui le distinzioni tra privato e pubblico tendono progressivamente a sfumare e a
perdere significato.
Dalla dèpense al crowdsourcing: verso una teoria della comunicazione
Il crowdsourcing è un modello secondo il cui si possono utilizzare i contributi indipendenti di una
"folla" per uno scopo, senza che questi siano organizzati a priori in flussi di lavoro.
Beni relazionali. Internet come piattaforma di socialità
Il concetto di bene relazionale deve la sua nasciata al superamento della dicotomia tra pubblico e
privato. I BR sono i bene dell'umana socievolezza che nascono dalle relazioni sociali e sono da
questi costituiti.
I beni relazionali consistono in relazioni e solo di relazioni sociali, non di apporti individuali né di
una realtà collettiva da cui discenda come conseguenza o effetto derivato. La caratteristica
fondamentale è che richiedono una forma di condivisione –sharing– volontaria come condizione
necessaria, anche se non sufficiente, la quale diviene sufficiente nella misura in cui viene praticata
la norma della reciprocità.
I beni relazionali si dividono in:
Primari se riferiti alle relazioni primarie, faccia a faccia, come ad esempio nella famiglia;
• Secondari se riferiti alle relazioni secondarie, come nelle relazioni sociali web
•
L'architettura della socialità
Il bene relazionale si configura come "il prodotto dell'emergenza di azioni riflessive e
intersoggettive". Per esistere i beni relazionali richiedono un'identità personale e sociale dei
partecipanti e una motivazione non strumentale; essi esigono inoltre che la condotta si ispiri alla
reciprocità intesa come scambio simbolico.
Internet goods
Molte caratteristiche del bene relazionale possono essere traslate all'ambito della Computer
Mediated Communication ( CMC ) e rintracciate nelle relazioni telematiche.
La CMC è ancora prevalentemente scritturale e tale questione rende necessaria al soggetto la
costruzione di una identità performativa e ipercaratterizzata.
La necessità di ancorare l'interlocutore online e di creare un'epistemologia interpersonale, porta a
caratterizzare socialmente il proprio self per conformarlo
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