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IT’S COMPLICATED - LA VITA DEGLI ADOLESCENTI SUL WEB

DANAH BOYD - SOCIOLOGIA

INTRODUZIONE

I social media forniscono uno spazio per passare il tempo e comunicare con gli amici, completano i

loro incontri faccia a faccia. i social media cambiano il panorama: permettendo di creare uno

spazio senza spostarsi fisicamente. sono diventati uno spazio pubblico dove gli adolescenti

possono incontrarsi e socializzare tra pari in modo informale e cercare uno spazio loro per capire il

mondo.

1. COSA SONO I SOCIAL MEDIA

Con social media ci si riferisce ai siti e servizi emersi nei primi anni duemila (social network, siti di

condivisone video, blog/microblogg e strumenti che permettono la creazione e condivisione dei

contenuti): mentalità culturale chiamata 2.0. I primi strumenti erano organizzati intorno agli

WEB

interessi, i social network ne hanno ridotto l’importanza rendono l’amicizia il collante attorno a cui si

sviluppa il sito.

2. IL SIGNIFICATO DI PUBLIC IN RETE

Gli adolescenti desiderano trovare il proprio posto nella società e la relativa autonomia, tramite i

public in rete: public riorganizzati dalle tecnologie di rete. Sono lo spazio creato dalle tecnologie di

rete + comunità immaginata come insieme di persone, tecnologie e abitudini. Può essere un luogo

accessibile in cui ci si incontra o una community immaginata. Scopi diversi: possono essere di

natura politica; organizzati intorno a identità condivise e pratiche sociali; possono coinvolgere

compagnie, centri commerciali…

Creano uno spazio dove incontrarsi, comunicare e aiutare a organizzare la società. Sono pubblici

nel senso spaziale sia nel senso della comunità immaginata. Tuttavia molti adulti temono la rete

per gli stessi motivi per cui sono diffidenti alla partecipazione degli adolescenti nella vita pubblica.

Le affordance sono le caratteristiche/proprietà di un ambiente, che rendono possibili alcune azioni

su ciò che può essere un vantaggio o ciò che contrasta i propri obiettivi, e sono:

1. : durata dei contenuti online, favorito dalle interazioni asincrone;

PERSISTENZA

2. : pubblico potenziale;

VISIBILITÀ

3. : facilità di condivisione con pubblico ampio e a distanze maggiori;

DIFFUSIONE

4. : capacità di trovare i contenuti, attraverso i link e reblogging.

RICERCABILITÀ

3. NUOVE TECNOLOGIE, VECCHIE SPERANZE E VECCHIE PAURE

Qualsiasi nuova tecnologia quando viene diffusa crea preoccupazione e panico. Le visioni

dispotiche si concentrano sulle terribili conseguenze sull’adozione di una nuova tecnologia che

rovinerà tutto; quelle utopiche su come rivoluzionerà il mondo. La realtà è intricata: piena di pro e

contro. 1 di 11

CAPITOLO 1: IDENTITÀ

1. DECONTESTUALIZZO

Quando gli adolescenti interagiscono con i social media si confrontano con contesti collassati e

pubblici invisibili. Immaginano il pubblico che cercano di raggiungere e che sia composto da

contatti che hanno scelto, senza pensare a chi effettivamente potrebbe vedere il profilo. Il collasso

del contesto che gli adolescenti affrontano in rete avviene dopo qualche tempo, quando nuovi

pubblici leggono i messaggi in una nuova ottica. I social media spesso combinano più contesti

sociali insieme, per questo gli adolescenti fanno fatica a gestire efficacemente le norme sociali. Gli

adolescenti si rapportano in modo diverso in base a chi si stanno rapportando, per questo crea

disagio il fatto che i loro mondi possano incontrarsi in modo non controllato.

2. DEFINIZIONE DELL’IDENTITÀ

Chi va in rete deve creare la propria presenza digitale. L’idea è che internet liberi le persone dalla

propria identità fisica permettendo di diventare una versione migliore di sé stessi. La maggior parte

dei giovani usa vari servizi social, vivendo relazioni e contesti diversi; non è un tentativo di essere

persone diverse ma piuttosto scegliendo di rappresentarsi diversi in siti diversi, seguendo

l’aspettativa di pubblici diversi. Il contesto è importante: gli adolescenti gestiscono in modo diverso

le dinamiche sociali. Il contesto di un sito non è determinato dalle caratteristiche tecniche ma

dall’influenza che crea con gli adolescenti, i quali si rivolgono a un sito perché risponde bene a un

loro scopo. Si muovono fra ambienti sociali diversi e si spostano contesti diversi. Continuano a

esistere ambienti dove ci si incontra anonimamente (spesso giochi online), l’anonimato conferisce

libertà irraggiungibile in siti “reali”, rispondendo al bisogno di non essere sotto esame da adulti/altri.

3. DAR VITA A UN PROFILO E MOSTRARE UN’IDENTITÀ

Molti adolescenti postano sui social contenuti che ritengono divertenti o per dare un’impressione a

un pubblico, senza considerare come possano essere letti se decontestualizzati. Un modo di

leggere il profilo è dare per scontato che sia mentendo, ma dichiararsi di un altro paese può essere

un modo per divertire ignorando le aspettative del sito, o semplicemente si rifiuta di sottostare alle

regole di questi siti, spesso non capiscono la necessità di fornire informazioni; lo vedono come uno

spazio per incontrare gli amici. Cultura della camera da letto: spesso si abbellisce la presentazione

di sé in rete sfruttando media diversi (come si fa per personalizzare la stanza con poster diversi).

Si usa la propria stanza per creare uno spazio per incontrare gli amici, i social media fanno lo

stesso sul web.

4. LA GESTIONE DELL’IDENTITÀ IN UN AMBIENTE ONLINE

Ciò che comunichiamo dipende da ciò che scegliamo di condividere per fare una bella

impressione, per essere adeguati alla situazione e percepiti nel modo migliore, considerando limiti

del contesto: quando questo collassa si può non ottenere l’impressione che si voleva. Quando

creano un profilo sono al tempo stesso individui e parte di un gruppo, la rappresentazione di sé si

costruisce tramite ciò che danno o che gli amici condividono: è complicata perché si opera in rete e

non per forza gli amici seguono le stesse norme. La soluzione è evitare di impegnarsi in gestione

delle impressioni dipendenti dal contesto, avere due identità è una mancanza di integrità. Chi

cerca di gestire i collassi di contesto separando le diverse informazioni spesso restano delusi,

venendo incolpati per non aver riflettuto prima di agire, mentre gli adulti se la prendono con il

contesto in cui agiscono, ignorando così la loro privacy e limitando i loro sforzi di gestione

dell’identità. Internet non è un luogo idilliaco in cui si può essere liberi dalle limitazioni del mondo

fisico. I giovani si imperano per capire chi sono e come integrarsi in una società in cui i contesti

sono invisibili e tutto ciò che dicono o fanno può essere decontestualizzato. 2 di 11

CAPITOLO 2: PRIVACY

Molti giovani non possono avere la meglio quando condividono informazioni in rete: pubblicano in

spazi pubblici pensieri personali. Lo scontro genitori-adolescenti sulla privacy dura da decenni. I

social media hanno introdotto una nuova dimensione alle lotte, per gli spazi privati e l’espressione

persone. Gli adolescenti non vogliono che i genitori vedano il loro profilo sul web o li controllino

mentre chattano; e i genitori si preoccupano più per cosa pubblicano che di cosa fanno nella vita

offline.

1. CONVIVERE CON NORME COSTANTI

Goffman ha segnalato l’importanza della disattenzione civile, per permettere di convivere con

rispetto negli spazi pubblici. L’etichetta e l’educazione operano come una forza sociale che

ridiscute ciò che è possibile. Molti adolescenti si sentono frustati quando gli adulti invadono i loro

spazi, alcuni si spostano così su altri siti per evitarli. Non è bisogno di nascondersi, ma necessità di

avere la propria privacy.

2. RAGGIUNGERE LA PRIVACY

La privacy è il diritto degli individui di scegliere da sé quando, come e quante informazioni siano

comunicate agli altri. Qualcosa da raggiungere nonostante le barriere sociali e strutturali. Per

ottenerla sono necessarie affordance tecniche e sociali, un processo sempre in atto perché le

situazioni non sono mai statiche.

A. ;

BISOGNA AVERE UN CERTO POTERE IN UNA SITUAZIONE SOCIALE

B. ;

COMPRENDERE IN MODO RAGIONEVOLE IL CONTESTO IN CUI SI AGISCE

C. .

ABILITÀ DI GESTIRE LA SITUAZIONE SOCIALE PER CAPIRE COME LE INFORMAZIONI VENGANO INTERPRETATE

3. PUBBLICO PER DEFAULT PRIVATO SOLO CON L’AZIONE

Molti dei social media più diffusi incoraggiano a diffondere informazioni. Molti fanno un calcolo

rispetto a quello che avrebbero in una situazione non mediata piuttosto che chiedersi se

l’informazione da condividere è abbastanza da essere resa pubblica, e se non necessità una

protezione speciale. Quando partecipano a public, molti hanno la mentalità del “pubblico per

default, privato solo con l’azione”, contrario di quello che si fa in realtà. Quando qualcosa è delicato

cambiano mezzo. Si concentrano di più su cosa tenere privato piuttosto che su cosa rendere

pubblico: la privacy serve solo a chi ha qualcosa da nascondere.

4. STEGANOGRAFIA SOCIALE

La stenografia è una pratica usata in antichità dove per nascondere un messaggio veniva tatuato

sulla testa di uno schiavo, che sarebbe stato coperto dalla crescita dei capelli. Adottata al sociale si

intende l’uso di testi/parole comprensibili solo da un gruppo per cifrare messaggi accessibili ma al

tempo stesso senza significato per esterni. Alcuni adolescenti usano parole in codice per

condividere contenuti che gli adulti possono vedere, ma non interpretare perché rese

incomprensibili. Tramite questo linguaggio cifrato i ragazzi possono escludere chi vogliono. Si parla

di subtweeting per l’adozione di questa pratica su Twitter. La cifratura offre una

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gianluca.disario di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione ai media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Miconi Andrea.
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