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Riassunto esame Sociologia dei Processi Culturali, prof. Bechelloni, libro consigliato Contro l'Identità, Remotti Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Sociologia dei Processi Culturali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Contro l'Identità, Remotti (cap 1-4). Gli argomenti trattati sono: decidere l'identità, la visione essenzialista e fissista dell’identità, la ricerca dell'identità attraverso due importanti operazioni:... Vedi di più

Esame di Sociologia dei processi culturali docente Prof. G. Bechelloni

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di identificazione è costretto a utilizzare. L’identità è di per sé una faccenda da

“Intelletto Tabellesco” (Hegel), una questione di ordinamento delle cose: il mondo

viene “tagliato” in modi diversi (a seconda delle culture, epoche…); ma dopo aver tagliato

e incasellato diversamente il mondo, sembra essere tipico degli uomini ricercare

connessioni tra le cose che sono state separate. L’identità si trova maggiormente a suo

agio là dove si assimila e si separa, che non là dove si connette andando oltre i confini. In

queste connessioni, dovute all’esigenza di “ricucire”, non ci sono soltanto le costruzioni

possibilità

isolate dell’identità,ma anche le di connessione, le quali indicano modi

alternativi di costruire l’identità.

Oltre alle costruzioni dell’identità e alle connessioni che ne superano i confini, esiste una

dimensione del flusso e del mutamento. Possiamo immaginare questi 3 livelli siano

sovrapposti, avremmo allora:

A) il flusso, il livello più basso;

B) le connessioni, livello intermedio, caratterizzato da potenzialità;

C) le costruzioni dell’identità, livello più alto e sovrapposto ai primi 2.

“De-cidere” l’identità (C) è un “Re-cidere” (=tagliare) le connessioni (B), che altrimenti la

imbriglierebbero e la soffocherebbero. Decidere l’identità è anche però un elevare

costruzioni al di là del magma del mutamento (A).

Cap.2→L’identità irrinunciabile.

Schema del capitolo 1:

A) costruzioni dell’identità;

B) connessioni e alternative;

C) flusso e mutamento.

Le costruzioni (C) cercano di annullare il flusso e di ridurre fortemente connessioni e

alternative. Le strutture dell’identità non sono costruite sulla “roccia”, sono erette invece

nonostante il flusso e al di là delle alternative. Si ha l’impressione che sotto di C non vi

siano fondamenta, ma fiumi (flusso continuo) e meccanismi di alterazione o

differenziazione (discontinuità). Lo schema si riferisce a una concezione diversa della

natura umana, quella secondo cui la natura umana, lontano dall’essere uno strato

roccioso, è fatta in buona parte di buchi e di lacune, di indeterminazioni e di potenzialità.

Questa è una concezione non tanto facile da accettare, ma se immaginiamo una struttura

biologica dell’uomo carente e con dei limiti, possiamo motivare i processi di elaborazione

sia della cultura sia dei modelli di identità.

Teoria dell'uomo come animale incompleto (Geertz rappresenta il principale

referente): l’uomo è un animale biologicamente carente, la sua stessa sopravvivenza fisica

richiede fin da subito l’intervento della cultura. Nel rapporto tra biologia umana e cultura,

ciò che vi è di mezzo è il cervello. La tesi originaria è sempre stata che l’uomo conquista

prima la propria attrezzatura organica (tra cui il cervello), e poi sviluppa la cultura. Gli

ultimi studi invece hanno dimostrato che lo sviluppo cerebrale umano è avvenuto in un

ambiente già ampiamente caratterizzato dalla cultura. Quindi il cervello non viene più solo

considerato un fattore della cultura, ma un suo prodotto. In questa tesi la cultura assume

un ruolo importante perché solo attraverso essa l’uomo può completarsi. Alla teoria

dell’uomo come animale incompleto è collegata la Teoria della natura sociale: idea

secondo cui gli esseri umani non possono essere intesi come entità isolate che soltanto

successivamente scoprono la vita sociale. Per il modello relazionale l’individuo è un essere

che fin da subito si costruisce entro un contesto di relazioni sociali (Mitchell). I legami

sociali non risultano così aggiuntivi, ma immediatamente essenziali e decisivi. Per questa

teoria appare impossibile considerare soltanto la figura a prescindere dello sfondo.

Ovviamente la figura è l’individuo e lo sfondo sono le relazioni sociali nel cui contesto esso

si forma. Secondo Geertz i luoghi di formazione del pensiero e delle emozioni sono i luoghi

sociali dove si scambiano parole, gesti, suoni… non i recinti chiusi e naturali della mente

degli individui.

Dall’incompiutezza biologica si passa direttamente alla particolarità culturale: l’uomo

diventa tale assumendo subito sembianze particolari forgiate in qualche luogo sociale in

qualche ambiente culturale. Nel momento in cui l’uomo esce dall’incompiutezza affronta il

problema dell’identità culturale. L’identità si presenta perciò come irrinunciabile.

Parliamo quindi di un’identità importante, che non è affatto garantita da una base solida

già determinata, ma che di volta in volta viene costruita per sopperire alle lacune che

segnano la biologia dell’essere umano; un’identità inoltre che, proprio perché costruita con

processi di ordine sociale e in ambienti culturali, è fornita soltanto da forme

inevitabilmente particolari di umanità.

Cap. 3→ Identità e purezza: il germe della pulizia.

Se è vero che l’identità si fonda sulla particolarità, allora vi è un paradosso perché la

particolarità è condizione dell’identità; ma difficilmente un’identità che intenda affermarsi

può ammettere senza esitazioni la propria particolarità. È possibile accettare e ammettere

esplicitamente la particolarità delle proprie forme identitarie, ma ciò si traduce in un

indebolimento della loro forza, del loro potere di convincimento. Ci sono società che non

avvertono l’esigenza di rivendicare la propria identità. Prima dell’arrivo di missionari, di

amministratori… l’Africa era piena di società senza nome. Per es. i Banade dello Zaire un

“bayira”

tempo non avevano un nome proprio, ma disponevano di un termine più generale

“bayira”

che designava soprattutto la condizione dei coltivatori. Il vecchio termine indicava

una condizione, non una società; oggi, il termine Banade è invece carico di identità: indica

una società con la sua storia. Poi vi sono società che, non troppo ossessionate dalla loro

identità, sono disposte a riconoscere la loro “particolarità”, e quindi i loro limiti: ad es. per

Amba

forgiare “veri uomini” (maschi adulti) i Bakonjo ricorrevano ai loro vicini per

’olusumba

praticare l (circoncisione); per avere donne con cui sposarsi e fare figli i Mae

Enga si rivolgono ai nemici che di solito combattono. Queste popolazioni per affermare la

propria dignità fanno ricorso all’alterità, è un’ammissione non solo di particolarità, ma

anche di incompiutezza. Un’identità che sopporta un’intrusione così intima dell’alterità non

può essere un’identità particolarmente ossessiva: è un’identità che accetta la propria

particolarità.

Ma non è sempre così. Pagare il prezzo della particolarità può risultare molto difficile per le

società che intendono affermare in modo più vigoroso la propria identità. Queste cercano

di “purificare” l’identità da tutto ciò che potrebbe ricondurla alla particolarità delle sue

condizioni. C’è un termine greco che indica bene questo processo: kàtharsis, “catarsi”,

che originariamente vuol dire purga. È con questo significato molto fisico che Platone

introduce il tema della “purificazione” intesa come separazione che trattenendo il migliore

butta via il peggiore. Platone parlava di purificazione del corpo, purificazione dell’anima e

purificazione relativa al pensiero. L’esercizio purificante non appartiene solo a noi

occidentali, ad es. i Tonga dello Zambia sono un esempio per la scarsa preoccupazione

per la propria identità. Essi non disponevano originariamente di un loro nome collettivo né

si consideravano un popolo unito, poiché si disperdevano un po’ in tutte le direzioni. In

tutto il fluire incessante della società tonga una dimensione si decide che permanga

inalterata: i 14 clan matrilineari in cui i tonga risultano suddivisi, pure forme dominanti. I


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Sociologia dei Processi Culturali, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Contro l'Identità, Remotti (cap 1-4). Gli argomenti trattati sono: decidere l'identità, la visione essenzialista e fissista dell’identità, la ricerca dell'identità attraverso due importanti operazioni: l'operazione di separazione e l'operazione di assimilazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia e politiche sociali
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Bechelloni Giovanni.

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