Cap. 1 → Decidere l'identità
In natura e nella cultura troviamo forme stabili, o strutture, e “fenomeni di flusso” (=fenomeni di mutamento incessante da cui le forme emergono e in cui sono destinate a scomparire). L’identità viene solitamente rappresentata con la categoria S (=struttura), piuttosto che con la categoria F (=flusso), perché viene vista come un qualcosa che si sottrae al mutamento, che si salva dal tempo, che rimane.
Non è solo necessaria la stabilità perché si possa parlare di identità, importanti sono anche i contorni, le denominazioni. Ad esempio, l’uragano Felix ha una sua identità; sono i suoi effetti devastanti a conferirgli questa identità, ma anche se questi effetti non avranno luogo, la sua identità è garantita dal nome che i meteorologi gli hanno affibbiato. Quindi, il nome del nostro uragano, lo distingue da altri episodi di ordine atmosferico, gli conferisce un’identità.
L’identità quindi consiste nelle sue caratteristiche individuali irripetibili che lo rendono insostituibile oppure nelle caratteristiche generali, ripetibili, condivise dagli altri uragani? Dipende dal nome che gli attribuiamo, se ci limitiamo a dargli il nome di “uragano”, faremo prevalere gli elementi di generalità, se invece gli attribuiamo anche un nome proprio (come Felix) saremo più propensi a sottolineare la sua individualità.
Quindi possiamo affermare che l’identità dipende dalle nostre decisioni e se è così, secondo Remotti, è necessario abbandonare la visione essenzialista e fissista dell’identità per adottarne una di tipo convenzionalistico. Nella prima visione (Aristotele) l’identità c’è e deve solo essere scoperta, mentre nella seconda (Friedrich Waisman) non esiste l’identità, ma modi diversi di organizzare il concetto di identità, questa insomma viene “costruita” o “inventata”.
Prospettiva essenzialistica
- Si può solo decidere se ricercare l’identità delle cose: la decisione non intacca la struttura dell’identità.
- L’identità è garantita dall’esistenza della struttura e dei confini degli oggetti o degli enti.
- L’identità è data, si tratta solo di raggiungerla in qualche maniera.
Prospettiva convenzionalistica
- “Decidere l’identità” significa non solo la scelta iniziale per la determinazione dell’identità, ma riguarda il livello e tipo di identità, l’organizzazione interna, la coesione, i confini degli oggetti o degli enti rispetto a cui solleviamo la questione dell’identità.
- Occorre “decidere” dove corrono i confini.
- La responsabilità della scelta e delle decisioni ricade interamente su chi è interessato alla ricerca dell’identità.
La ricerca dell’identità implica due operazioni che sono:
- Un’operazione di separazione;
- Un’operazione di assimilazione.
Se l’identità viene ricercata verso la generalità prevale l’operazione di assimilazione: l’uragano Felix viene assimilato ad altri fenomeni fatti rientrare nella classe “uragani”. Se l’identità viene ricercata privilegiando gli elementi di particolarità è allora l’operazione di separazione decisiva: Felix viene individuato come un uragano a parte, a tal punto da conferirgli un nome proprio.
Separazione e assimilazione sono due leve che ogni processo di identificazione è costretto a utilizzare. L’identità è di per sé una faccenda da “Intelletto Tabellesco” (Hegel), una questione di ordinamento delle cose: il mondo viene “tagliato” in modi diversi (a seconda delle culture, epoche...); ma dopo aver tagliato e incasellato diversamente il mondo, sembra essere tipico degli uomini ricercare connessioni tra le cose che sono state separate.
L’identità si trova maggiormente a suo agio là dove si assimila e si separa, che non là dove si connette andando oltre i confini. In queste connessioni, dovute all’esigenza di “ricucire”, non ci sono soltanto le costruzioni isolate dell’identità, ma anche le possibilità di connessione, le quali indicano modi alternativi di costruire l’identità.
Oltre alle costruzioni dell’identità e alle connessioni che ne superano i confini, esiste una dimensione del flusso e del mutamento. Possiamo immaginare questi 3 livelli siano sovrapposti, avremmo allora:
- A) Il flusso, il livello più basso;
- B) Le connessioni, livello...
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