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Introduzione

IA quali domande risponde il manuale? Da dove veniamo e qual è l’alfabeto della grammatica che ha guidato lo sviluppo della sociologia politica in Italia? L’oggetto è la costruzione sociale dei fenomeni politici e la loro trasformazione. Trattare di sociologia politica è trattare di sociologia del mutamento, di come la società si trasforma e di come cambiano le domande poste alla politica e le risposte che la politica deve dare.

Origini e realtà attuale

Abbiamo di fronte due realtà sociali che si assomigliano:

  • Origini del pensiero sociologico
  • Realtà attuale

Cos’hanno in comune questi due momenti? Cos’ha in comune l’800? Cos’ha in comune l’origine della sociologia con i tempi che stiamo vivendo? Ciò che hanno in comune è che in entrambe le fasi storiche siamo di fronte a una potentissima accelerazione del movimento sociale. Allora come oggi chi fa il sociologo si trova di fronte a un oggetto fluido, mobile, che si trasforma in continuazione, un oggetto che ci dispone di categorie analitiche che reggevano bene la società precedente, ma che risultano per tanti versi inadeguate a ciò che sta accadendo in questo momento.

Non è chiara la direzione verso cui la società si sta muovendo e allora come oggi lo sforzo e la sfida è quella di arrivare a definire i nuovi modelli interpretativi. Allora come oggi viviamo in una società dove è elevato il rischio della frammentazione, della divisione e dell’anomia (assenza di norme sociali). Allora come oggi la storia non è più maestra di vita o quantomeno non lo è con la forza di come lo è stato per tanti periodi della storia dell’uomo.

Paradossi e trasformazioni

Oggi più di allora siamo di fronte a un paradosso (un figlio non può più dire: io oggi mi comporterò con mia moglie come mio padre si comportava con sua madre). Stiamo dicendo delle cose che partono dalla vita quotidiana ma che ci dovrebbero far rendere conto di fronte a quali trasformazioni epocali ci ritroviamo. Il pensiero sociologico classico nasce in un'epoca di grandi trasformazioni, quando la vita quotidiana non può esser più data per scontata, quando vengono messi in crisi i modelli culturali, sociali ed economici che avevano per secoli accompagnato la vita dell’uomo (crollo dell’unità religiosa dell’Occidente, avvento del capitalismo, globalizzazione) trasformazioni che portano ad un passaggio, grandi trasformazioni rispetto alle quali la società deve sviluppare dei meccanismi di riadattamento, sviluppare nuove forme di attribuzione del potere, nuove forme che regolino la vita quotidiana dell’individuo.

Il passaggio che troveremo è quello delle teorie interpretative ed analitiche fino ad arrivare alle posizioni più recenti della sociologia politica. Cosa abbiamo in comune oggi con quegli anni? Ciò che abbiamo in comune oggi è che la società non è immutabile. Come si producono i cambiamenti nella vita sociale? Ogni giorno è diverso dall’altro, ci sono elementi di cambiamento. Accade che ci sono dei periodi della storia in cui questo cambiamento assume una potenza molto più elevata, in cui i cambiamenti si concentrano in uno spazio di tempi più breve, in cui i cambiamenti si presentano investendo tanti campi.

Rivoluzione industriale e cambiamenti

Proviamo a pensare cos’è stata la Rivoluzione Industriale; invenzione della macchina a vapore che consente di economizzare sulla forza che prima era degli animali e degli umani. Quando nasce la fabbrica, nasce perché l’innovazione tecnologica è accompagnata da una serie di avvenimenti (spostamento dalle campagne alle città, cambiano gli orari della vita, cambia il ritmo di vita). La vita diventa diversa, ci sono grandi cambiamenti. Paragonando la nostra vita con quella dei nostri nonni, che cos’è cambiato?

  • Ritmi
  • Tecnologia
  • Istruzione
  • Trasporti
  • Salute
  • Valori
  • Religione

Le operazioni che oggi riduciamo nell’arco di 10 minuti prima richiedevano un tempo lungo e faticoso. Tutte queste cose cambiano la vita quotidiana. Nella vita quotidiana sono entrate delle comodità ma attraverso queste sono cambiate le relazioni sociali. Oggi siamo abituati al fatto che c’è lo straniero tra noi, i nostri nonni lo vedevano come un rivale. Cambia tutto.

Identità e domande politiche

La vita dei nostri nonni era piena giorno e notte. Non andavano a scuola, oggi siamo istruiti e possiamo entrare nel mondo del lavoro. Cambia in sostanza l’identità individuale delle persone. Che cosa faccio? Chi sono io? Chi voglio essere io in questo mondo? Si passa da una vita semplice ad una vita più complicata. Che cosa devo fare io? Chi voglio essere io in questa vita? Si decide come sfruttare il tempo. Le risposte che ciascuno dà a se stesso diventano risposte di natura collettiva e domande di natura politica, diventano domande di natura pluralistica. Quando una società si pluralizza? Quando in una società si può scegliere.

Istruzione e cambiamenti culturali

Che cosa vuol dire l’aumento generalizzato dei livelli di istruzione? In termini politici vuol dire potere. Nella società dei nostri nonni i potenti erano i depositari del sapere (farmacista, medico, prete, avvocato). Perché sapere=potere? L’uomo che non sa è disarmato. Potere interpretativo e ciò che dà risposta alle domande di cui parlavamo prima. L’istruzione allarga gli spazi di negoziazione, apre nuove opportunità. Anche questo è un cambiamento culturale, anche se sembra banale.

Tanto tempo fa una donna che andava a lavorare era giudicata male perché doveva fare i compiti di casa. Quando la donna inizia a chiedere è un elemento rivoluzionario. Una donna che ha un lavoro vuol dire che può contrattare col marito, stare otto ore a lavoro è un elemento rivoluzionario perché entrambi sono occupati e c’è la suddivisione dei compiti. Cambia tanto.

Trasporti, religione e valori

I trasporti (spazio): noi viviamo entro uno spazio libertario non solo per le informazioni che riceviamo ma anche per la possibilità che ci è data di comunicare; perché lo spazio è entrato nel nostro mondo, sono entrati altri modelli, cose che non c’erano nella vita quotidiana delle persone. La religione si vive in modo diverso rispetto a 40 anni fa perché prima la religione era un elemento totalizzante dentro la vita delle persone, era un elemento che dava ordine, il matrimonio cristiano era indissolubile, dava senso alla vita quotidiana e politica. La Democrazia Cristiana è stato un partito di origine confessionale che aveva la forza in virtù del fatto che eravamo all’interno di un paese dove la presenza sociale della chiesa era rilevante. Ciò che dicevano gli uomini di chiesa era la verità. La maniera in cui noi viviamo oggi è molto più selettiva, viviamo la religione a modo nostro.

Valori. Che valori sono cambiati? (Famiglia, ruolo anziani, educazione, amicizia, libertà, lavoro, onestà, rispetto, giustizia). La famiglia continua ad essere un’istituzione fortissima, continua ad essere oggettivamente importante. Che differenza c’è con i nostri nonni? I nostri nonni si sposavano per sempre.

Trasformazioni di natura politica

Come sono diventate di natura politica tutte queste trasformazioni? Una volta le famiglie avevano più relazioni sociali, basti pensare ai ritmi di vita di una persona di Milano o Roma che non ha il tempo di respirare. Andare a lavare i panni o a raccogliere la legna significava farlo insieme ad altre persone, le relazioni sociali erano maggiori. La politica ha dato risposta a diverse domande. Ognuno vuole rivendicare i propri diritti. Ma come si sono trasformate in domanda politica queste cose?

Basti pensare ai movimenti delle donne che appaiono sulla scena politica per rivendicare i propri diritti. A diventare domanda politica è il fatto che la donna non deve essere sottoposta al marito, non deve solo lavorare o fare solo dei bambini. Tutto ciò diventa una domanda di natura politica. Basti pensare anche al divorzio, negli anni ’70 nasce in Italia il movimento per i diritti civili, questo diventa un soggetto politico. La famiglia è un soggetto politico. La clientela assegnava alle famiglie il ruolo di soggetto politico. Le trasformazioni di natura sociale diventano domande politiche.

Stato moderno

Quali sono le analogie fra l’inizio della società moderna e l’epoca in cui stiamo vivendo? Quando inizia la storia moderna? Inizia il 1492 con la “Scoperta dell’America”. Cosa rappresenta questa scoperta? Rappresenta l’ingresso del nuovo dentro questo mondo. È un evento rivoluzionario che cambia la struttura stessa del pensiero e dell’agire dell’uomo europeo. Quali sono gli altri grandi cambiamenti che accompagnano le origini della modernità?

Nel 1492 c’è la scoperta dell’America; oggi cosa si avvicina a questa grande innovazione? Globalizzazione. Nel 1492 ci sono delle richieste che con l’uso della forza si possono andare a prendere e trasferire in Europa. C’era una cultura religiosa in Europa che si può prendere e andare a trasferire lì. C’è uno scambio. Che cos’è oggi la globalizzazione? È una specie di nuova scoperta dell’America. La globalizzazione trasforma la maniera con cui noi viviamo. Oggi noi viviamo da un lato inevitabilmente dentro questo sistema; dall’altra parte abbiamo accesso alle informazioni che circolano su tutto il pianeta, siamo oggetto delle grandi trasformazioni che ci sono. C’è una sorta di nuova scoperta dell’America.

Politica e società moderna

Andiamo a vedere dal punto di vista della politica. Qual è la grande trasformazione che dà una possente spinta all’inizio della società moderna? La “Rivoluzione Francese” e “Rivoluzione Nord-americana”.

Quali sono le caratteristiche della “Rivoluzione Francese”? La caratteristica più semplice e banale potremmo dire che è questa: “È possibile mandare a casa un Re”. È una cosa che ora noi diamo per scontato, ma qui ci troviamo in una società che era ferma e uguale a se stessa da secoli. Qui vivevamo in una società dove il potere del Re era un potere inaudibile perché aveva la sua legittimazione su qualcosa che non poteva essere messo in discussione perché il potere gli era conferito da Dio. Ad un certo punto cominciano a diffondersi in Francia delle idee che sono rivoluzionarie: “È il movimento illuminista”. Che cosa rappresenta? Rappresenta una critica alle autorità e questo movimento, questa circolazione di idee incontra un movimento dentro la società. Incontra dentro la società degli uomini che vivono in maniera diversa dagli altri, uomini che con la loro capacità imprenditoriale che, con i loro piccoli commerci con le loro banche, si erano arricchiti. Avevano più soldi della grande classe che dominava la società. Erano piccoli proprietari terrieri, commercianti, che vedevano migliorare la condizione economica di anno in anno. Che cosa accade quando tu cominci a cambiare la politica, quando tu cominci a conquistarti un 5% di libertà? Accade che ciò che ti opprime diventa intollerabile, insopportabile.

Quando cominci a sperimentare la libertà e trovi ad un certo punto trovi una barriera insormontabile e insopportabile rappresentata dai privilegi che possedeva la nobiltà, cerchi di superare anche questa. Anche la borghesia voleva avere accesso a questi privilegi, voleva non avere limiti alla propria capacità espansiva. Come funziona questo sistema? Era un sistema regolato, sistema di poteri bilanciato. C’era il Re che deteneva il potere ma lui non poteva fare ciò che voleva perché non aveva un potere diretto, non era il Re che riscuoteva le tasse ma i feudatari e così tanti altri incarichi erano assegnati ai feudatari. Il potere della nobiltà controbilanciava il potere del Re che non era un potere assoluto. Questo era un sistema chiuso che si è prodotto per secoli e secoli. Cosa dimostra la “Rivoluzione Francese”? Dimostra che è possibile il cambiamento, che non si vive più in un’epoca dettata dal fato dove il destino è immutabile ma che gli individui ovvero il popolo può essere artefice del proprio destino. Il popolo ha diritto di scegliere, giudicare, mandar via un Re e di autogovernarsi. La Rivoluzione Francese si presenta con una pratica quasi religiosa, è la prima volta che si propone come qualcosa valido solo per la Francia, i rivoluzionari hanno questa specie di impeto missionario. Basti pensare alla scritta Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo. La Rivoluzione Francese nasce con questa presunzione, ciò che si fa in Francia è valido dappertutto, può essere esportato in qualsiasi angolo della terra. Bisogna essere missionari di questa nuova religione, di questo nuovo credo. È un grande cambiamento, innovazione. Mette in crisi il principio di autorità. Avvia un processo lento ma inesorabile verso l’uguaglianza. C’è un principio che è l’idea di Stato dove non ci sono più i sudditi ma i cittadini in quanto membri di questo Stato siamo tutti uguali. Nasce questo principio di uguaglianza che dice che tutti noi siamo diversi ma bisogna trovare qualcosa che ci renda uguali, bisogna trovare un percorso che abolisca le disuguaglianze. Il cammino che accompagna la modernità, i movimenti rivoluzionari è attorno a questa idea: ”Abolire l’ingiustizia e creare l’uguaglianza sociale”.

La “Rivoluzione Francese” nasce perché in Francia c’era un Re particolarmente tiranno? Nasce perché le condizioni di vita dei francesi peggioravano di giorno in giorno? Alla base di tutto ci sono sempre delle ragioni sociali. Non si diventa rivoluzionari in condizioni di sottomissione ad un tiranno o in condizioni di vita non agiate, si diventa rivoluzionari quando non c’è una specie di tradizione all’idea che tu possa essere. Si cambia perché c’è questo spirito nuovo, lo spirito su cui sorge la società moderna, uno spirito ottimista. Si può star meglio. È lo spirito ottimista del vecchio Comte. Cosa affermava Comte? Faceva questo percorso degli stadi di sviluppo della società. Parlava della società positiva in cui era presente la scienza, quest’ultima è l’uso dell’intelletto e della ragione al fine di farci star meglio con le scoperte, può scoprire i mezzi di funzionamento della società. Dopo ciò Comte si rende conto di che cosa, che la storia è un’altra, che c’è stato chi ha avuto il coraggio di tagliare la testa al Re. Ma dopo questi non è arrivata la società perfetta, anzi quelli che hanno tagliato la testa al Re hanno litigato tra di loro. Ci si rende conto che non basta mandar via un Re, non basta abolire un vecchio sistema. Il vecchio Comte deve inventarsi la religione dell’umanità. Prima c’era il Cristianesimo, dopo dobbiamo inventarci una religione laica in cui le persone si sentono unite, ottemperano ai loro doveri in base ad un principio superiore approssimabile all’idea del Dio che ti imponeva di fare certe cose. La “Rivoluzione Francese” avvia questo percorso. E ai nostri giorni, negli ultimi decenni cosa è successo?

Trasformazioni contemporanee

Rivoluzione francese, caduta del muro di Berlino. Perché è importante la caduta del muro di Berlino? Cosa accade dopo la fine della II Guerra Mondiale? Dopo la fine della II Guerra Mondiale i potenti della terra vanno in Crimea e decidono di spartirsi il mondo [Churchill (Inghilterra), Roosevelt (Stati Uniti) e Stalin (Unione Sovietica)]. Il mondo viene diviso in due blocchi, da una parte c’è il blocco Sovietico, dall’altra c’è il blocco Nord-americano. Qual è la logica? La logica è ancestrale, più hai terra più sei potente. L’Unione Sovietica disegna attorno a sé un insieme di stati che entrano nella sua sfera di influenza, altrettanto accade con gli Stati Uniti. È una divisione pesantissima. Da una parte c’è la Democrazia, dall’altra c’è un regime totalitario; da una parte c’è il mercato libero, dall’altra parte c’è l’economia centralizzata; da una parte c’è la libertà di proprietà, dall’altra parte c’è la collettivizzazione dei mezzi di produzione. Sono due visioni dell’uomo e della storia completamente diverse e completamente alternative. Visioni che competono con la pretesa di essere la risposta migliore alla risoluzione dei problemi sociali. Il capitalismo e la democrazia promettono di abbattere la disuguaglianza. È una sfida globale su cui si regge l’equilibrio del pianeta. Si strutturano questi tre sistemi, si strutturano dal punto di vista economico; da una parte c’è la CEE e dall’altra il COMECON. Si strutturano da un punto di vista militare; da una parte c’è la Nato, dall’altra c’è il Patto di Varsavia. È una sfida anche nella sfera tecnologica. La conquista della luna cos’era? Era una sfida militare, chi per primo arrivava sulla luna poteva dire che era la potenza militare dominante. A questo punto tutto questo mondo crolla per varie ragioni.

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Scienze politiche e sociali SPS/11 Sociologia dei fenomeni politici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Scienze Sociali Prof.
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